Si può essere ambientalisti pro-OGM?

Immagine di copertina: Research of GMO wheat in the laboratory – Shutterstock

So di entrare in un campo minato a piedi uniti. Vista la delicatezza dell’argomento, mi preme di sottolineare che le opinioni espresse in questo pezzo sono mie personali e non rispecchiano necessariamente quelle del resto del team di Scientificast.

L’ambientalista inglese Mark Lynas, giornalista del Guardian, autore di un libro sugli Ogm “La specie di Dio: salvare il pianeta nell’era degli umani” e di due libri sul global warming, era contrario agli OGM come la maggior parte degli ambientalisti. Poi ha scoperto che molte delle sue convinzioni non avevano un reale fondamento scientifico. Qui trovate la trascrizione integrale del discorso che ha tenuto il 3 Gennaio 2013 alla Oxford Farming Conference (sul mio blog personale trovate la traduzione completa in italiano), in cui spiega perché ha cambiato idea e perché pensa di essere diventato un ambientalista migliore grazie alla scienza.

Mark Lynas negli anni 90 ha contribuito ad avviare il movimento anti-OGM e considera quella come una delle campagne meglio riuscite a cui abbia partecipato. Perché nel frattempo ha cambiato idea? La risposta è nel metodo. Volendo rendere i suoi libri sui cambiamenti climatici ben fondati scientificamente ha iniziato a leggere articoli scientifici, ad imparare le basi della statistica ed ha approfondito lo studio di molteplici campi come l’oceanografia e la paleoclimatologia. Si è anche scontrato con persone che negavano i fatti senza avere alcuna evidenza dalla loro parte: “Mi sono trovato continuamente a discutere con persone che considero incorreggibilmente anti-scientifiche perché non ascoltano i climatologi e negano la verità scientifica dei cambiamenti climatici. Così li ho informati del valore del processo di revisione tra pari (peer-review), dell’importanza del consenso scientifico e come gli unici fatti che contavano fossero quelli pubblicati nelle migliori riviste scientifiche”.

Ben presto si è reso conto che questo atteggiamento anti-scientifico era proprio quello da lui tenuto nei riguardi degli Organismi Geneticamente Modificati: “… nel 2008, incredibilmente, stavo ancora scrivendo trattati sul Guardian attaccando la scienza degli OGM pur senza aver fatto nessuna ricerca accademica sull’argomento ed avendone una conoscenza personale piuttosto limitata”

Si è reso conto che il movimento anti-OGM era un movimento antiscientifico che faceva leva sulla paura e sulla diffidenza delle persone verso scienziati che giocano con i mattoni della vita e che era principalmente una battaglia ideologica contro le multinazionali. Tutte le sue paure si sono rivelate infondate. Ha scoperto che gli OGM sono studiati per resistere ai parassiti e richiedere meno pesticidi, che gli agricoltori comprano le sementi (senza produrle dal raccolto dell’anno precedente) da ben prima che arrivassero gli OGM, che gli OGM delle multinazionali sono stati piratati perché gli agricoltori dei paesi poveri erano impazienti di usarli.

Come la maggior parte degli anti-OGM pensava che gli OGM fossero pericolosi ed invece “Ho scoperto che è un metodo più sicuro e più preciso che la selezione tradizionale tramite mutagenesi, ad esempio. L’ingegneria genetica permette di muovere una coppia di geni, mentre la selezione tradizionale modifica l’intero genoma in un processo di prove ed errori”.

Ma soprattutto si è reso conto che la tecnologia degli OGM è l’unica soluzione per aumentare le rese dei raccolti e potere garantire il cibo necessario a tutta la popolazione del pianeta che va sempre più aumentando. “…tra il 1961 il 2010 l’area coltivabile è cresciuta solo sul 12%, mentre le kilocalorie per persona sono aumentate da 2200 a 2800. Così anche con 3 miliardi di persone in più, Ognuno ha avuto più cibo grazie ad un aumento della produzione di circa il 300% nello stesso periodo”.

Lynas accusa le nazioni benestanti di avversare la tecnologia OGM per un capriccio estetico e nostalgicamente reazionario: “Mentre le nazioni benestanti possono permettersi di adottare posizioni a rischio molto basso e pagare di più per cibo prodotto con i cosiddetti metodi biologici, il miliardo di persone cronicamente malnutrito delle nazioni povere e carenti di cibo non può.”

“Guardando a questa situazione senza pregiudizi, la maggior parte del dibattito, sia in termini di anti-OGM che di biologico, si basa semplicemente sull’errore naturalistico, cioè sull’assunzione che naturale è buono e artificiale è cattivo… Per i sostenitori del biologico, questo errore è stato assurto a principio primo di un intero Movimento. Tutto questo è irrazionale”

Per concludere con la considerazione di Lynas sulla presunta pericolosità degli alimenti OGM: “Non so voi, ma io ne ho avuto abbastanza. Quindi la mia conclusione qui oggi è molto chiara: il dibattito sugli OGM è concluso. È finito. Non abbiamo più bisogno di discutere se sia o no sicuro – oltre un decennio e mezzo con 3 miliardi di pasti OGM consumati e non c’è non è mai stato un singolo caso conclamato di danno. Si hanno maggiori probabilità di essere colpiti da un asteroide piuttosto che essere danneggiati da alimenti geneticamente modificati. Per essere ancora più precisi, ci sono state delle persone morte per avere scelto cibo biologico, ma nessuno è mai morto per aver mangiato OGM”

Concludo, stavolta davvero, con una storia per tutti quelli che pensano che sia meglio fidarsi dei prodotti naturali della nostra tradizione, una storia che riguarda il cereale più amato dagli italiani, il grano duro Creso con cui è fatta la nostra pasta:

“Alla fine degli anni ‘60 nei laboratori del CNEN (Comitato Nazionale Energia Nucleare, poi trasformato in ENEA), al Centro Studi Nucleari della Casaccia il gruppo del Prof. Scarascia Mugnozza irraggia con raggi X una gloriosa varietà di grano duro, il Cappelli. Come al solito, la stragrande maggioranza dei semi irradiati muore, o produce piante abnormi. Ma una pianticella sopravvive e mostra caratteristiche interessanti. E’ più bassa, più resistente e con rese maggiori del Cappelli. Quel mutante viene incrociato con altre varietà di grano, per trasferire le caratteristiche interessanti, e nel 1974 viene registrato il Creso (i costitutori sono i Dott. Bozzini e Mosconi). Nel giro di pochi anni diventa il grano duro d’elezione, e tutti voi ne avete mangiato a quintali sotto forma di spaghetti, penne, rigatoni, maccheroni etc. Nel 1984 il Creso occupava il 53.3% del mercato italiano di semi certificati di grano, ed era coltivato su 430.000 ettari”. (da Radiazioni nucleari nell’orto, vegetali mutati geneticamente – ma non OGM).

Siete ancora sicuri di sapere cosa sia naturale e cosa no?

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Per approfondire il discorso sugli OGM consiglio questa serie di articoli di Bressanini:
OGM: una panoramica

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Author: Luca Di Fino

Fisico e insegnante di ruolo nella scuola primaria superiore. Come ricercatore ha lavorato all’esperimento ALTEA sulla ISS. Ha lavorato come sviluppatore di app per dispositivi Microsoft.

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  • drpbrock

    Un grande politico del periodo rivoluzionario francese disse per la prima volta: «Solo gli imbecilli non cambiano mai opinione». Opinione che chiaramente deriva dal pensiero fortemente illuminista di quegli anni. La rivoluzione forse fu un estremismo in tal senso ma oggi stiamo andando, credo, verso una nuova età buia della ragione… C’è chi parla di nuovo medio-evo imminente. Sarà…

    Comunque le persone come Lynas, in grado di cambiare idea in maniera così coraggiosa, mi danno speranza. Grazie Luca! 🙂

  • DavidePanigada

    Ciao ragazzi.
    Mi intrometto solo per aggiungere un paio di cose. E’ probabilment che mi tirerò le ire di un po’ di gente, però vorrei fare qualche precisazione.
    La prima è che, visto che questo vuole essere un blog veramente scientifico, forse varrebbe la pena di sottolineare che c’è una differenza ENORME tra irraggiare con raggi X una pianta e modificarla geneticamente come avviene per gli OGM, cosa che non emerge affatto leggendo la storia finale. Non è così. Gli alimenti OGM hanno frammenti di DNA che non derivano dalla pianta stessa (il masi bt tanto per dirne una produce una molecola del Bacillus turingensis che non verrebbe normalmente prodotta dalla pianta).
    In secondo luogo volevo dire che sono contento che l’autore abbia cambiato idea, però, purtroppo, non adduce alcuna prova particolarmente scientifica a sostegno del suo cambio di opinioni se no per il fatto che prima non avesse convinzioni particolarmente scientifiche. Addirittura dice “nessuno è morto per gli OGM ma qualcuno è morto per il biologico” che, ad un rigore scientifico non è proprio il massimo, perchè è anche vero che in 10 anni non si può compiere uno studio sul consumo di OGM, il tempo è troppo breve per valutare l’impatto di un tipo di alimentazione rispetto ad un’altra.
    Infine anche giustificare la necessità degli OGM con un aumento del fabbisogno calorico pro capite non mi sembra granchè scientifico, altrimenti potremmo giustificare qualsiasi cosa in questo modo, come lo sfruttamento di qualsiasi risorsa o l’energia nucleare o qualsiasi altra cosa.
    In conclusione, non voglio fare polemica, sinceramente, chi mi conosce sa benissimo da che parte sto, però vorrei solo puntare l’attenzione su qualche questione scientifica che varrebbe la pena sottolineare quando si parla di OGM.
    Rimango comunque a disposizione se si volesse approfondire la questione.
    Vorrei solo ribadire un’ultiuma volta che il mio commento non vuole essere a favore o contro gli OGM, ma solo a favore di una discussione che possa veramente prendere in considerazione l’aspetto scientifico della cosa, non quello irrazionale ma neppure quello pseudo-sociale.
    Grazie
    Davide

    • Una pianta mutata per irraggiamento X, neutroni lenti o altro (leggi l’articolo di Bressanini per una bella compilation) va incontro a modifiche del patrimonio genetico ergo il DNA originale viene alterato. Quindi al termine del trattamento contiene tratti di DNA che originariamente non erano nella pianta stessa. Mi sembra la stessa cosa, con la differenza che nel caso dell’ingegneria genetica cambiamo un frammento alla volta, nel caso della mutagenesi radioattiva ne cambiamo un numero casuale, e magari cambiamo anche qualcosa che non era da cambiare.
      In ogni caso l’evoluzione delle specie viventi si basa sulle mutazioni e rifiutare qualcosa perché non era nel patrimonio genetico originale è una affermazione senza un vero senso scientifico. Originale in che senso? Dove iniziano le specie pure e dove quelle bastarde? Dobbiamo ritornare tutti a vivere come organismi unicellulari?

      Per quanto riguarda il discorso del fabbisogno calorico, forse il mio riassunto non ha presentato chiaramente il concetto. Il concetto di Lynas era che le tecnologie hanno permesso di aumentare del 300% la produzione di cibo a fronte di un aumento di solo il 12% delle terre coltivate. Questo ha permesso di sfamare una popolazione aumentata di 3 miliardi di individui e con un consumo giornaliero aumentato del 30%. Non che gli OGM serve perché dobbiamo tutti mangiare di più.

      Comunque leggi l’intervento completo, presenta molti spunti interessanti che non è stato riportare tutti in questo pezzo.

      • davidepanigada

        la fisica dell’irraggiamento è chiara (forse avrei dovuto aggiungere che sono un post-doc in un laboratorio che si occupa di genome stability e danni al DNA). Però una radiazione ionizzante al massimo crea una instabilità genomica che porta ad un cambio di qualche base nella sequenza del DNA.
        Biologicamente però biosogna sottolineare la differenza. In un caso c’è si cambia la sequenza di un gene che la pianta già possiede cosa che avviene abitualmente in natura e che produce un miglioramento dell’efficienza di una proteina che già era presente oppure una differenza nell’espressione della proteina stessa. Altra cosa è aggiungere una sequenza di DNA che viene da un batterio e che produce una nuova proteina completamente nuova.
        Non sto da una parte o dall’altra della disputa, volevo solo migliorare il punto scientifico di discussione visto lo scopo ultimo di questo blog.
        Sul punto di vista nutrizionale, volevo solo dire che se scoprissimo una tecnologia che consentisse un miglioramento della produttività a fronte di un minor impatto ambientale dovremmo sfruttarla se provocasse ad esempio (lo so che non è il caso ma voglio iperbolizzare) danni alla salute o al terreno?

  • Un vero ambientalista non solo può essere pro-OGM, ma oggigiorno dovrebbe proprio esserlo. Se veramente ama l’ambiente e, soprattutto, se capisce ciò che riguarda l’ambiente.
    Saluti,
    Mauro.

  • brandew

    Ciao, non sono un’esperta di OGM e personalmente non ho un’opinione “netta” in merito. Volevo solo aggiungere due spunti alla discussione:

    1- sono fortemente in disaccordo con questa frase: “la tecnologia degli OGM è l’unica soluzione per aumentare le rese dei raccolti e potere garantire il cibo necessario a tutta la popolazione del pianeta che va sempre più aumentando”
    No, mi spiace, ma non deve e non può essere l’unica soluzione. Non possiamo evidentemente pensare di sfruttare la terra e le sue risorse all mille per mille finchè si potrà, servono delle prospettive più compatibili.
    – intanto, 2800 calorie al giorno in media a persona non solo non sono necessarie (a meno che uno non lavori in miniera), ma sono nocive per la salute umana;
    – forse si potrebbe ridurre il consumo di carne pro-capite (anche per i motivi di cui sopra) , riducendo quindi la necessità di coltivazioni intensive che hanno il solo scopo di nutrire gli animali da allevamento;
    – probabilmente dovremmo essere più consapevoli (a livello mondiale) che la popolazione umana non potrà crescere esponenzialmente nei secoli dei secoli
    – ovviamente tutti i punti di cui sopra dovrebbero essere considerati nell’ottica di una distribuzione equa delle risorse a livello mondiale (ahimè, ben lungi dal venire)

    2- credo che al momento la comunità scientifica stia ancora “studiando” la questione, ovvero se gli OGM facciano bene o male. Purtroppo servono studi “long-range” per avere le idee più chiare in merito alle conseguenze che frutta e verdura transgenica hanno sull’uomo…se riuscite, date un’occhiata a questo paper: http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0278691512005637 (per dirne uno)

    • Alberto Guidorzi

      Ti segnalo che lo studio da te linkato è stata squalificato da una enormità di agenzie nazionali di controllo della validità degli studi scientifici.

      Perchè io ora sono tanto fesso da prendere in mano due fili elettrici collegati alla rete e fulminarmi si doveva secondo te applicare il principio di precauzione sulla scoperta dell’elettricità e privarci di un tale mezzo? Lo steso discorso te lo potrei fare per l’automobile. Per te non significano niente 20 anni di coltivazione e alimentazione a base di OGM senza aver riscontrato nessun inconveniente? Dobbiamo aspettare secoli, ma allora il tuo principio di precauzione diviene un principio di interdizione, oppure vuoi che siano interdetti finché tu campi così non rischi nulla? Se poi 9 miliardi di persone faranno le guerra per accaparrarsi il cibo a te non interesserà più, tu ti sei cautelata.

      Pensa che sarebbe già pronta un modifica genetica che farebbe diventare la manioca da pianta solo amilacea anche una pianta proteica e di questa pianta si nutrono 600 milioni di persone povere. La banana plantains è attaccata da un virus ed una modifica genetica già pronta la potrebbe rendere resistente. La banana è il nutrimento di 500 milioni di persone povere. Qui non ci sarebbe neppure il pericolo del brevetto in quanto sono piante che si riproducono per talea e quindi non bisogna comprare il seme delle piante modificate, basta prendere un pollone o un tubero modificato e riprodurlo.

      Su siamo realisti.

    • drpbrock

      Lo studio di Seralini è minato da seri errori sistematici e procedure di dubbia validità. Ne avevamo parlato in una puntata recente del podcast. Attenzione.

    • Matteo De Chiara

      Quello studio è stato rinnegato dalla rivista che lo ha pubblicato perchè si sono accorti che era pieno di dati sballati. Soprattutto, non fa cenno al fatto che sono morti di tumore anche i topi di controllo, non alimentati ad OGM… 🙂

      • Alberto Guidorzi

        Come volevasi dimostrare, solo che accorgersi dopo un anno che lo studio faceva acqua da tutte le parti mi pare troppo e sospetto, nel senso che il giornale si è voluto fare una verginità, ma ormai il danno della malainformazione e del battage pubblicitario è stato fatto.

  • Alberto Guidorzi

    Io sono un agronomo e credo ancora che in campagna si debbano fare le rotazioni, che si debbano ruotare i prodotti di trattamento (diserbamti o fotofarmaci che siano), che si debbano usare i pesticidi nelle dosi minime consigliate, nel rispetto dei periodi di carenza e soprattutto impiegarli avendo individuato il punto debole del parassita che devo colpire (anche nel fucile hanno messo il mirino per non sparare a casaccio). Sono anche un agronomo che è stato in contatto tutta la vita professionale con l’ambiente del miglioramento vegetale. E vi posso dire che se prima si aveva il tempo per giocare al lotto con gli incroci e poi scarpinando in campagna cercare se ne era uscita la combinazione vincente, ora questo non è più possibile, infatti questo metodo ha portato alla moria delle ditte sementiere che non hanno prodotto risultati in tempi consoni e che quindi non si sono autofinanziate per accedere alle innovazioni tecnologiche. Queste ultime ora ci sono, ma se uno doveva prima pagare una persona a scarpinare nei campi ora ne devi pagare 10 (si fa per dire) e attrezzarle con laboratori e macchine costosissime in quanto dobbiamo sapere subito quale incrocio ha probabilità di riuscire e quali no. (attenzione rimaniamo ancora a livello probabilistico). Quindi non è comprensibile che vengano considerati OGM le piante a cui io ho trasferito un gene della stessa specie (cisgenesi) e ciò con lo scopo di lasciare intatto un genoma iniziale già buono e che invece avrei sconvolto con l’incrocio. Per contro si considera non OGM un mutante indotto, modificato a caso, seppure poi selezionato, ma non mai passato ad un controllo come invece si pretende per gli OGM per transgenesi e pure cisgenesi. Vorrei far notare a chi dice che sono solo poche basi ad essere mutate che quando si è fatto il Creso ciò non si sapeva, eventualmente lo abbiamo saputo dopo.Incidentalmente vorrei far notare che nel frumento metà del genoma è silente, qualcuno può smentire con prove alla mano che io con l’irraggiamento non modificherò anche qualcuno di questi geni che, svegliandosi, potrebbero avere ricadute sulla salubrità del cibo pane e pasta? Non fraintendetemi cerco di usare le stesse paure che cercano di inculcare nei consumatori i guru della causa no-OGM.
    Veniamo alla questione che è innaturale che io trasferisca il gene di un batterio in una pianta superiore, ma qui si dimentica che molti corpuscoli cellulare sono il frutto di immissioni di materiale genetico da altre specie, non solo ma per restare al frumento esso è l’OGM più grande che ci sia in quanto si è formato inglobando genomi di specie diverse. Si può non considerare OGM l’embriogenesi somatica?

    Segnalo che l’immissione di materiale genetico estraneo negli esseri viventi e delle piante di cui ci nutriamo avveniva nel passato , avviene nel presente, ed avverrà in futuro. I virus ed i batteri hanno ancora questa prerogativa.

    In conclusione: il progresso vegetale e la disponibilità di cibo l’abbiamo creata sfruttando la variabilità intraspecie o interspecifica quando è stato possibile, ora questa variabilità è già stata molto sfruttata, abbiamo bisogno di crearne di nuova e la transgenesi è uno strumento, si badi bene lo chiamo strumento e non soluzione perchè non possiamo buttare a macero i sistemi fino ad ora utilizzati, serve l’uno e l’altro.

    A quelli che non capiscono queste cose auguro loro e di vero cuore di campare 200 anni così saranno sbeffeggiati dalle generazioni future per la loro ottusità.

    • davidepanigada

      Sottolineiamo però che gli OGM sono sterili e l’inserimento di un solo transgene non migliora la variabilità genetica, ma soltanto introduce una resistenza ad un parassita o ad un erbicida. La variabilità genetica è una questione ben più complessa che prevede li rimescolamento dell’intero genoma. E poi la maggior parte del genoma è silente, vuol dire che non viene espresso o che lo è indeterminate circastanze. La mutagenesi che crea un irraggiamento è la stessa che può creare il sole. Per cui per favore, non diciamo che sono la stessa cosa o che è accettabile tanto quanto.

      Comunque, io non volevo aprire un dibattito pro o contro che sarebbe lunghissimo. Volevo solo sottolineare che l’articolo sbeffeggiava gli ambientalisti perchè non si informano scientificamente presentava poca scienza ma solo considerazioni sull’opportunità o meno di coltivare più intensivamente. Per cui, se davvero bisogna essere rigorosi nel controbattere le tesi degli ambientalisti poco scientifici, almeno affidiamoci a qualcosa di più concreto. Tutto qui.

      • Alberto Guidorzi

        “Sottolineiamo però che gli OGM sono sterili”

        Ma che fandonie metti in circolazione!

        “La variabilità genetica è una questione ben più complessa che prevede li rimescolamento dell’intero genoma.”

        Altra inesatttezza totalmente fuorviante. la variabilità genetica sfruttabile in miglioramento vegetale è anche un solo gene mutato naturalmente fino ad un assemblaggio genetico diverso generabile ad ogni divisione cellulare o incrocio di gameti..

        Ti devi mettere d’accordo con te stesso, prima tu affermi che: ”

        “Però una radiazione ionizzante al massimo crea una instabilità genomica che porta ad un cambio di qualche base nella sequenza del DNA.”

        Per te quindi questa non è variabilità genetica quindi? Ma allora perchè Bozzini e Mosconi hanno irradiato il frumento se non ne sarebbero risultate caratteristiche genetiche nuove, cioè provocato variabilità genetica sfruttabile?

        • drpbrock

          Invito ad un uso di termini più civili. Evitiamo “fandonie”o “devi metterti d’accordo con te stesso”. Penso si possa discutere senza provocare. Peace! Grazie. 🙂

          • Alberto Guidorzi

            Non condivido per nulla il tuo appunto:

            1° Il dire che gli OGM sono sterili è una fandonia che circola nel web quando si discute di OGM ed è messa in circolazione ad arte per impressionare coloro che hanno un approccio laico sulla questione delle piante OGM, ma non sono specialisti. Successivamente @davide panigada ammette che non è vero quanto ha scritto, ne prendo atto ed allora cancello “fandonia” e userò “notizia inesatta” appunto per l’ammissione dell’errore.

            2° Quando uno dice due cose contrapposte è il minimo che si possa dire “mettiti d’accordo con te stesso”!

        • Davidepanigada

          Comunque, a parte la scientificità e la rigorosità delle tue risposte (sulle quali non commento perchè sono fuori tono evidentemente) vorrei sottolineare che inserire un gene per una resistenza contro un erbicida o contro un parassita (che poi sono la maggioranza degli OGM oggi in circolazione) quello si che non aumenta la variabilità genetica. La pianta non può scambiare DNA e migliorare per crossing over un gene che non è suo, che è stato inserito in una copia che è ovviamente sempre isogenica in ogni pianta. Per cui non ci può essere scambio genico e miglioramento. Se qualcuno sa cos’è il crossing over.
          Ovviamente neanche una singola mutazione fa fare passi da gigante nella variabilità genetica, ma sono gli incroci che la migliorano. L’irraggiamento ha solo l’effetto di accellerare alcune mutazioni.
          In ogni caso la mia obiezione più grande era il fatto di trovare frasi buttate lì senza alcun sostegno scientifico. E per certi versi vedo che si continua così.
          Sulla sterilità degli OGM mi prendo le mie colpe, volevo dire una cosa diversa e la fretta mi ha tradito per cui mi scuso. In ogni caso gli OGM sono brevettati per essere isogenici con il genoma originale, per cui non promuovono di certo la variabilità…

          • Alberto Guidorzi

            ” La pianta non può scambiare DNA e migliorare per crossing over un gene che non è suo, che è stato inserito in una copia che è ovviamente sempre isogenica in ogni pianta.”

            E’ la seconda volta che dici una cosa non vera.

            Certo che una pianta OGM scambia il DNA e pure il gene esogeno che le è stato immesso, sennò perchè ci preoccuperemmo del flusso genetico intraspecie o addirittura tra specie diverse ma interfeconde. Certo che la transgenesi aumenta la variabilità: il gene inserito può essere trasferito ad altre piante compatibili con il poilline e quindi va a far parte del suo genoma ed è soggetto ad interscambio (che è la traduzione italiana di Crossing-over). Ad ogni divisione cellulare può avvenire una mutazione, se poi avviene a livello di gamete si trasmette alle progenie. Il premio Nobel per i geni “saltanti” dato alla Mc Clintock ti dice niente? le delezioni pure?

          • davidepanigada

            certo che il gene può essere scambiato,.

            se vuoi capire, visto che hai tutte le basi per capirlo.

            quando introduci un nuovo gene la variabilità genetica di tutto il resto della pianta non può di certo cambiare, ti pare? in che modo può aumentare la produttività o selezionarla?? la variabilità è ristretta ad un singolo gene introdotto de-novo senza presentare diverse isoforme e quindi è affidata alla mutagenesi cellulare che è comunque molto rara.

  • MG

    Ciao, premetto che non sono un’esperta di OGM e che non ho un’idea netta in merito, ma volevo dare un piccolissimo contributo alla discussione.
    1- non sono per niente d’accordo con la frase “la tecnologia degli OGM è l’unica soluzione per aumentare le rese dei raccolti e potere garantire il cibo necessario a tutta la popolazione del pianeta che va sempre più aumentando”.
    Non solo non può, ma non deve essere l’unica soluzione per garantire il cibo a tutti.
    Faccio solo un brainstorming.
    – innanzitutto se riducessimo il consumo di carne (ovviamente sto parlando dei paesi super-sviluppati) ridurremmo i bisogni di coltivazioni intensive che hanno il solo scopo di alimentare gli animali da allevamento.
    – non possiamo pensare di andare avanti a sfruttare sempre più intensamente la terra e le sue risorse finchè si potrà!! Bisogna attuare delle politiche più eco-compatibili (invece qui mi sembra che la logica sia “sfruttiamo finchè si può”) e ovviamente che implichino una distribuzione equa delle risorse

    2- siamo sicuri che la comunità scientifica abbia ormai un’opinione netta in merito alla produzione al consumo di OGM? Probabilmente siamo ancora nel pieno di studi “long-range” necessari per comprendere l’impatto che, ad es., frutta e verdura transgenica hanno sulla salute umana. (es. http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0278691512005637)

    • drpbrock

      Come già detto, lo studio di Seralini è minato da seri errori sistematici e procedure di dubbia validità. Ne avevamo parlato in una puntata recente del podcast. Attenzione.

    • Alberto Guidorzi

      1- non sono per niente d’accordo con la frase “la tecnologia degli OGM è l’unica soluzione per aumentare le rese dei raccolti e potere garantire il cibo necessario a tutta la popolazione del pianeta che va sempre più aumentando”.

      Riporto la tua frase perchè non la condivido neppure io la frase, anzi aggiungo che chi lo dice sa di dire una cosa che non ha validità scientifica. La transgenesi è solo uno strumento come tanti altri a nostra disposizione. A dimostrazione ti faccio notare che una varietà non buona non diventerà mai buona con la sola transgenesi. Non possiamo prescindere dal patrimonio genetico accumulato nel tempo e quello che instancabilmente si immette nelle varietà elite. Solo che il nostro no agli OGM ci priva proprio di queste varietà elite non OGM, perchè la Monsanto non metterà mai in commercio le sue migliori varietà prima di averle ingegnerizzate in qualche sua caratteristica importante (sta qui il suo guadagno).
      Il nostro no agli OGM avrebbe senso se avessimo una industria sementiera autonoma, invece non abbiamo nulla di tutto questo, quindi dipendiamo totalmente dalle multinazionali anche per le varietà produttive non OGM. Dipendiamo al 100% dalle sementi di mais americane e pure per le sementi di soia. La nostra produzione media è stangnante o in calo, 1/3 della produzione di mais è invendibile per il contenuto di micotossine, perchè appunto ci danno materiale genetico vecchio.. Il consumatore deve essere informato di queste cose quando gli si chiede se è contro o pro OGM.

      • In effetti la mia eccessiva semplificazione del pensiero di Lynas ha generato questa frase che così risulta un asserzione troppo forte. Avrei potuto scrivere meglio: “la tecnologia degli OGM è una delle soluzioni per aumentare le rese dei raccolti e potere garantire il cibo necessario a tutta la popolazione del pianeta che va sempre più aumentando”

  • Paolo

    Apprezzo davvero molto l’articolo ed i commenti. Lo apprezzo sopratutto perché è un argomento molto controverso, spesso trattato in modo banale e superficiale, qui invece, si avverte una discussione scientifica, non la solita divisione in barricate di idealismi.

  • MG

    Ragazzi, il link che vi ho girato è solo un esempio. Non intendevo linkarvi un articolo che fosse completamente esaustivo (anche perchè gli ogm in circolo sono tanti e non conosco tutti gli studi relativi). Volevo solo dirvi che il campo è ancora in fase di studio. E no, per me20 anni di coltivazione e alimentazione a base di OGM senza aver riscontrato nessun inconveniente non sono niente perchè ci sono effetti che si vedono ancora più sul lungo periodo. Cambiando completamente sfera, il tempo di latenza tra l’esposizione a fibre di amianto e la comparsa dei primi sintomi di asbestosi and so on è di DECENNI.

    E comunque non capisco i toni della discussione […]”vuoi che siano interdetti finché tu campi così non rischi nulla? Se poi 9 miliardi di persone faranno le guerra per accaparrarsi il cibo a te non interesserà più, tu ti sei cautelata.”
    Questi toni di sbeffeggiamento personale non hanno nulla a che vedere con una discussione scientifica.

    • drpbrock

      Hai preso l’esempio peggiore temo 🙂 dato che Seralini proprio recentemente è stato crocefisso da mezzo mondo per quell’articolo :-S

      Comunque mi preme sottolineare come questo sia un blog di divulgazione scientifica, non un periodico peer reviewed (anche se partiamo sempre da basi solide nelle nostre pagine… Questa volta si è partiti da una conferenza, non da un articolo ma vi invito a leggere la trascrizione integrale perchè è interessante e ricca di spunti e riferimenti a dati… Lynas non ha parlato a caso ovviamente!) e la discussione, anche informale, di queste cose è del tutto normale e non deve scandalizzare.
      Evitiamo lo sbeffeggiamento, quello sì, concordo MG.

      A maggior ragione, prendiamo la cosa come uno spunto di discussione appunto, dal momento che Luca ha messo un disclaimer grosso come una casa: “So di entrare in un campo minato a piedi uniti. Vista la delicatezza dell’argomento, mi preme di sottolineare che le opinioni espresse in questo pezzo sono mie personali e non rispecchiano necessariamente quelle del resto del team di Scientificast.”.

  • Ragazzi, mi congratulo con voi per l’alto livello (sicuramente alto da un punto di vista delle competenze scientifiche, molto meno da quello dei toni e degli atteggiamenti a volte a rischio di essere offensivi) della discussione. Il livello è talmente elevato da superare di molto le mie competenze sul tema. Complimenti, cercando di mantenere i toni civili, potremo fornire una corretta informazione per tutti. Non commento nel merito, datemi tempo per approfondire, vi chiedo solo di leggervi i due contributi segnalati (l’intervento completo di Lynas e il pezzo di Bressanini) e di farci avere i vostri commenti.

  • davidepanigada

    Ok,
    li leggerò ed eventualmente commenterò.
    Il mio punto era soltanto quello di non presentare il problema dell’irraggiamento così a fine lettera senza però spiegare la mutagenesi puntiforme, le polimerasi translesione e la riparazione dei danni al DNA, che sono le basi per comprendere il sistema di miglioramento genetico per così dire “classico”. Tutto qui.
    Mi spiace se i toni non sono stati apprezzati, cercherò di moderarmi.
    Il mio intento era solo quello di portare la discussione su binari appunto più scientifici e meno “oh guarda, un ambientalista ha cambiato idea, forse dobbiamo cambiarla tutti”, che non è molto scientifico.

    • Davide, come già detto va oltre le mie conoscenze in questo campo un approfondimento al livello di mutagenesi puntiforme o polimerasi translesione. L’esempio delle mutazioni indotte da radiazioni non voleva significare che queste mutazioni equivalgono in tutto e per tutto a quelle introdotte con l’ingegneria genetica, piuttosto intendeva portare a conoscenza dei metodi usati in passato per indurre miglioramenti nelle specie vegetali per l’agricoltura e per sfatare il mito che prima degli OGM l’agricoltura fosse “naturale”. Da sempre l’uomo cerca di piegare la natura ai suoi interessi con metodi sempre nuovi, e l’ingegneria genetica è solo l’ultimo di questi. Che poi si debba comunque verificare che i prodotti non siano nocivi per la salute, sia a breve che a lungo termine, non è stato mai messo in discussione. L’importante è che un metodo non venga messo in discussione per un falso principio di “innaturalità” e che siano meglio i sani prodotti di una volta.
      Penso che se si chiedesse alla gente se sarebbe disposta a mangiare alimenti mutati artificialmente da radiazioni nucleari si otterrebbe una reazione ostile al pari di quella indotta oggi per gli OGM. Penso invece che sapere che la maggior parte della pasta (esempio particolarmente efficace qui in Italia) che mangiamo oggi è stata prodotta da un grano mutato proprio in questo modo possa aiutare a ridurre i pregiudizi verso la tecnologia agricola. In questa ottica mi sembrava un accostamento azzeccato.

      • Alberto Guidorzi

        Luca Di Fino

        Porto a tua conoscenza che varietà di piante alimentari che ci danno cibo ed ottenute per mutazione indotta per irraggiamento o per contatto con sostanze chimiche sono ben 2550 nel mondo. Non solo ma nessuna di queste è stata sottoposta ad un controllo così accurato come lo sono le piante geneticamente modificate prima di essere messe in commercio.

        Dei campioni di mais sono stati deposti laddove si facevano esperimenti nucleari, che fine abbiano fatto non lo so, ma è stato fatto

        Il pompelmo rosa delle varietà più coltivate e che tanto è propagnadato come salutare è derivato da irradiazione

        • Questo era proprio quello che volevo sottolineare. Poche cose che abbiamo sulla nostra tavola possono veramente dirsi “naturali”, sempre che abbia veramente un senso una tale definizione.
          Comunque complimenti per la tua competenza. Quella che voleva essere solo una segnalazione è invece diventata un pezzo di estremo interesse. Grazie per il contributo

        • davidepanigada

          Ragazzi. Dico veramente solo l’ultima cosa perchè mi sembra che qualcuno stia mettendo un po’ troppa arroganza nelle risposte.

          Io sono ben consapevole che ci sono in circolazione migliaia di piante nel cui genoma è stato prodotta qualche mutazione con agenti genotossici chimici, fisici o chimico-fisici.

          Biologicamente però c’è una grande differenza tra irraggiare un genoma o aggiungere nuovi pezzi di genoma. Se qualcuno fosse interessato seriamente sono anche disposto a dilungarmi un pochino di più nella spiegazione (magari non come commento a questo post, se no andiamo off topic).

          Caro Luca, io capisco perfettamente il tuo punto. Io cercavo solo di chiarire che nonostante sia chiaramente sbagliato l’approccio “pauroso-irrazionale” nei confronti degli OGM, allo stesso modo presentare senza ulteriori spiegazioni l’esempio del CRESO spacciandolo per una cosa simile (quando biologicamente non lo è, te lo posso assicurare) può essere fraintendibile.

          Caro Alberto, mi sembra invece che il tuo scopo sia farmi vedere quanto sei bravo e intelligente senza cercare di capire cosa stavo dicendo, per cui non ti risponderò più, non è nell’interesse scientifico sbandierare verità come fossero Bibbia, se no finiamo alla stregua di certi ambientalisti che vogliamo in qualche modo constrastare.

          Scusatemi se ho rovinato la pace e la serenità di questo blog.

          Davide

          • Davide, innanzi tutto ringrazio anche te per il contributo alla discussione. Volevo dirti che la discussione, anche accesa, è sempre positiva, e ben vengano diverse opinioni quando presentate civilmente e ben argomentate. Sarebbe un peccato abbandonarla solo perché si hanno pareri contrastanti.
            Se volete potreste proporre entrambi un pezzo di approfondimento sulla questione e mandarlo alla redazione (info@scientificast.it) in modo da poter continuare la discussione.

          • Alberto Guidorzi

            Si può essere ambietalisti pro-OGM?

            Si, eccone un altro:

            http://www.romandie.com/news/n/_Vif_debat_sur_les_OGM_en_Equateur11250120130634.asp

          • Alberto Guidorzi

            Non sono mica io che ha premesso nel primo intervento questo inciso:

            “forse avrei dovuto aggiungere che sono un post-doc in un laboratorio che si occupa di genome stability e danni al DNA).”

            Forse per il fatto di leggere un “annuncio” di tal genere dovevo lasciar passare in sordina senza ribattere le perle non scientifiche con cui hai guarnito i tuoi interventi in fatto di genetica vegetale. Ti sei avventurato anche sui brevetti, ma non hai dimostrato di conoscere la legislazione internazionale e europea sui brevetti rilasciati sulle sementi. Informo chi legge che è una balla che si brevetta il vivente, come spesso si sente dire, e, se stessero, così le cose sarebbe effettivamente un obbrobrio.

            Se non si contestano le cose non vere la discussione è falsata e chi vuol conoscere, ma non ha le competenze, deve sentire le due campane, poi starà a lui giudicare ed informarsi ulteriormente. E’ il mio campo da mezzo secolo la genetica vegetale, come pure il miglioramento vegetale e la produzione di sementi, quindi se permetti discuto su cose che conosco.

          • davidepanigada

            Forse se a volte ci fosse un pochino meno di arroganza si potrebbe provare a capire veramente quello che si dice.

            Innanzitutto io non ho esordito il primo intervento sbandierando un bel niente. Se proprio devi dire queste cose almeno controlla. Le ho detto nel secondo intervento dopo che ero stato contestato sulla mutagenesi.

            In secondo luogo nel mio intervento non ho criticato in nessun modo gli OGM, ma il modo in cui l’articolo è stato presentato, in quanto a mio avviso propone il cambio di opinione dell’ambientalista senza troppe motivazioni (a meno di non leggere il link con l’intervento completo).

            Infine presenta la storia del CRESO, in un modo che lascia indurre che biologicamente sia la stessa cosa di un OGM.

            SIccome biologicamente non lo è (se tu e la tua esperienza credete che geneticamente introdurre un nuovo gene o aumentera la variabilità di un gene già esistente sia la stessa cosa allora continuate pure a farlo) allora sottolineavo che andrebbe spiegato meglio.

            L’arroganza che constestavo è proprio quella che non ti ha permesso di capire che io sono estremamente a favore della ricerca e dello sviluppo degli OGM. I miei punti erano invece riferiti al post che a mio avviso presenta alcune lacune scientifiche per poter comprendere al meglio la questione.

            Se invece pensi di aver capito tutto allora mi scuso (io ne sono capace).

            mi fa piacere che dici di discutere di cose che conosci, non capendo che il punto da me fatto si riferisce non al miglioramente genetico ma alla biologia dell’irraggiamento.

            e sottolineo che augurare una guerra per il cibo che si scatenerà sulla terra al più presto… beh, ecco questo penso che abbia poco a che vedere con la scienza ma solo con la tua personale opinione perchè non ho trovato nessun articolo scientifico su riviste di qualità che assicura l’insorgere di una guerra per un determinato anno. inoltre la maggior parte della produzione agricola (OGM e non) è riservata al consumo animale e non a quello umano, per cui forse il problema non è la fame nel mondo

          • drpbrock

            Non c’è “pace o serenità”. Ma lo spazio per dialogare. Purtroppo c’è chi si fa prendere la mano. Porta pazienza…

          • Alberto Guidorzi

            Urca come siete suscettibile e porgitori dell’altra guancia!

            @davidepanigada

            Ancora una volta hai sbagliato bersaglio. Io non sono favorevole agli OGM della Monsanto, della Basf o della Syngenta, loro devono rispondere a degli azionisti e quindi esplorano i settori che più gli danno utili. Loro fanno il loro lavoro ed è la collettività che li deve tenere sotto controllo.

            Io mi scaglio contro chi vuol privare la ricerca di base e la ricerca applicata di privarsi di un potente mezzo di studio e di realizzazione, credo, di progresso accelerato. Questo vale in tutti i campi della biologia animale e vegetale.

            Allora veniamo al nocciolo del contendere e riporto la tua frase per evitare qui-pro-quo:
            “Infine presenta la storia del CRESO, in un modo che lascia indurre che biologicamente sia la stessa cosa di un OGM.”

            Partiamo dalla definizione di OGM burocratica, presa dalla direttiva 2001/18/CE: “organismo geneticamente modificato (OGM)» un organismo, ad eccezione degli esseri umani, in cui il materiale genetico è stato modificato in un modo non naturale mediante moltiplicazione e / o ricombinazione naturale; Questa rimanda a degli allegati
            dove si dice che la mutagenesi non genera OGM come pure l’induzione alla poliploidia.

            Ora io trovo e molti la pensano come me, che la definizione di OGM ha un taglio tipicamente politico per il semplice fatto che se avessero incluso negli OGM la mutagenesi e l’induzione alla poliploidia, si sarebbero tirati la zappa sui piedi in quanto avrebbero dovuto considerare OGM molte piante create trenta a 40 anni fa e di cui la collettività si è nutrita. Ciò avrebbe avuto un impatto con conseguenze inimmaginabili prima di tutto verso i movimenti NO-OGM che sarebbero stati squalificati nel loro fare ideologia.. Trovo che la mia tesi sia confermata dal fatto che non è considerata OGM neppure la tecnica clearfield (messa a punto nelle more della manchevolezze della definizione) che da piante resistenti agli erbicidi modificando un gene. Il riso Libero molto coltivato in Italia perché resistente ad un diserbante che permette invece di eliminare il riso crodo dalle risaie è una pianta di questo genere. Pertanto la definizione di OGM su cui si discute è una definizione che la burocrazia ha inventato per tacitare un movimento di opinione pubblica creata con la fandonia della fragoloa-pesce., ma in questo ha sottaciuto tante altre cose che se fossero state divulgate come il DNA ricombinante, sarebbero sicuramente state mal digerite da una larga parte di popolazione.

            Pertanto per me miglioratore vegetale la tecnica della mutagenesi che ha dato il Creso è solo una tecnica che mi produce variabilità, ma se entro nel merito di chi mi dice che non vuole gli OGM e poi mi accetta il Creso gli dico che cade in una profonda contraddizione ed il suo ragionamento diventa emotivo e non scientifico.

  • davidepanigada

    bene, allora chiudo facendo un corrigendo.
    speriamo che sia ben chiara a tutti la differenza tra il mais bt e tutte le nuove specie che rientrano nella categoria dei cosiddetti OGM e le tecniche di mutagenesi per il miglioramento della variabilità.
    In ogni caso sono convinto che il più grande scetticismo e paura sia riferito non tanto alla mutagenesi per radiazioni, quanto alle cultivar create per resistere agli erbicidi e ai parassiti, mediante l’inserimento di geni di altre bestie.
    non so se legislativamente ci sia una differenza (non sono un esperto del campo), però so che biologicamente ci passano parecchi treni di differenza.

    • E’ proprio su questo che io non sono d’accordo. Le persone hanno bisogno di sapere che non bisogna avere pregiudizi sugli OGM perché avrebbero avuto pregiudizi analoghi sulle mutazioni indotte da radiazioni i cui prodotti invece abbondano senza nessun patema sulle nostre tavole.

  • @Alberto
    Al di la delle differenze semantiche, burocratiche o politiche, proprio questo volevo dire: “chi mi dice che non vuole gli OGM e poi mi accetta il Creso gli dico che cade in una profonda contraddizione”
    Appoggio anche la tua critica verso la mancanza di finanziamenti alla ricerca pubblica in questo campo e ci tengo a sottolineare il concetto da te espresso che appoggiare gli studi sugli OGM non significa appoggiare le multinazionali.
    Cioè criticare le multinazionali per i loro eventuali comportamenti scorretti senza cadere nell’ideologia che tutto quello di cui si occupano le suddette corporation sia il male assoluto.

    • Alberto Guidorzi

      Sono contento di aver potuto dare i messaggi che ho maturato durante la mia esperienza professionale e ringrazio scientificast di avermelo permesso, qualcuno mi ha accusato di saccenza, ma se uno non parla delle cose che conosce per apportare chiarimenti non so cosa ci stiano a fare i blog.

      Dirò di più la colpa della favola della fragola-pesce è proprio della sbagliata comunicazione iniziale delle multinazionali e anche di accademici che hanno fatto balenare inizialmente solo iperboli parascientifiche a proposito delle biotecnologie del DNA ricombinante e non si sono accorti che i NO-OGM per ideologia non aspettavano altro per usarle per spaventare e ci sono riusciti, oh come ci sono riusciti.

      Se invece avessero detto: signori il pomodoro Sana Marzano sta scomparendo perchè attaccato da un virus, nelle forme selvatiche che abbiamo raccolto esiste la resistenza, però se usiamo l’incrocio tra il selvatico ed il San Marzano o sono incompatibili o se non lo sono otteniamo una nuova pianta che non è più neanche parente con il Sana Marzano che conosciamo e forse non riusciremo a rifarlo uguale e resistente. Se invece trasferiamo il gene per transgenesi otteniamo subito un un San Marzano uguale a quello tradizionale e che non muore più per gli attacchi virali.

      – 20 anni fa la Campania coltivava il 35% di pomodoro San Marzano ora se ne coltiva solo il 3% e ogni anno che passa è meno.

      .
      – lo stesso discorso lo possiamo fare per il riso della varietà Carnaroli, il miglior riso da risotti in assoluto. Ha una malattia che ha fatto si che se ne coltivino solo 7000 ettari quando la richiesta sarebbe enormemente superiore.

      – si butta il 50% delle piante di radicchio prodotte perchè il mercato vuole grumoli omogenei, basterebbe introdurre per transgenesi la maschiosterilità nella produzione di sementi e si avrebbero ibridi che produrrebbero il 100% delle piante
      uniformi

      – Le seguenti varietà di cipolle
      Rossa di Tropea
      – Rossa di Breme
      – Paglierina di Sermide

      Non assurgono al posto che compete loro perchè troppo attaccate da funghi.
      L’ultima, la paglierina di Sermide (Sermide è il mio paese) si coltivava moltissimo e rappresentava per le aziende agricole un coltivazione che dava reddito. Era con questa cipolla che si faceva la focaccia tradizionale detto “tirotto”.
      Il Tirotto si fa ancora e la gente viene apposta per mangiarlo ma non si fa più con le cipolle coltivate a Sermide, ma con quelle di Voghera o polacche o francesi. L’Oltrepo mantovano ha perso un’attività redditizia.

      Se avessimo spiegato questo per dire dell’utilità della transgenesi credete che la gente avrebbe accolto meglio o peggio gli OGM? Invece abbiamo inventato la fragola-pesce ( oh capiamoci bene la fragola-pesce è un OGM che non è mai esistito) e sono i giornalisti che si sono innamorati dell’immagine ed hanno fatto in modo che tutti pensassero che si trattasse di una fragola che avesse il sapore di pesce, ma guardate che vi è la stessa probabilità che sia il pesce a sapere di fragola…..

      E’ questo che bisognava spiegare alla gente, non le cose che non capirebbe, cosa volete che interessi ad un consumatore se un agricoltore riesce a diserbare meglio la sua coltivazione, si fossilizza sul fatto che si ricava un OGM, ma se gli si dice che rimane senza San Marzano o riso Carnaroli forse gli interessa di più.

      Grazie dell’ospitalità e vi saluto.

  • Ecologo

    A me questi folgorati sulla via di Damasco mi convincono davvero poco. Mi sembra tutta fuffa che poco ha a che fare con il dibattito scientifico. Dibattito che se c’è (tra un ecologo e un biotecnologo per esempio) è sicuramente più sobrio e science-based della contro parte mainstream che per esempio può coinvolgere un esaltato turboliberista contro un ex-sessantottino che ha riscoperto la terra (l’importante è che non sia lui a lavorarla), Sia chiaro, considero le pgm da ecologo e avendo studiato e letto diversi lavori riguardanti l’impatto ambientale degli ogm non ho motivo di ritenerli “pericolosi” . Di sicuro ci sono più controlli su quella decina (?) di varietà ogm approvate e commercializzate che su tutte le altre piante non gm.
    Detto questo a volte ho l’impressione che i pro-ogm non siano immuni allo slancio retorico dei loro rivali e me ne dispiaccio perché quando viene meno la sobrietà e l’aderenza ai fatti in un campo minato come quello degli ogm si rischia di fare i SOLITI errori di comunicazione, allontanando chi vuole farsi un’idea e avvicinando gli esaltati (sia sottoforma di troll che sottoforma di devoti alla causa). Fatta questa premessa, oggi mi chiedo ancora se davvero gli ogm attualmente in commercio servano all’agricoltura italiana. So che non è questo il punto, che servano o meno, un agricoltore deve essere libero di coltivarne, so anche che importiamo gran parte dei mangimi utili alla zootecnia nostrana dall’estero. E mi chiedo: anche se coltivassimo mais bt , quanto riusciremmo a sopperire alle nostre esigenze considerato che non abbiamo le superfici sconfinate del sud america? Se non vado errato è la soia rr la regina dell’import in campo mangimistico di cui in Europa è vietata la coltivazione. Insomma a me pare che la questione vergognosa sia piuttosto legata all’impossibilità di fare ricerca in pieno campo: un distillato di medioevo che non ci meritiamo. Forse togliendo il legaccio ai biotecnologi, fioccherebbero soluzioni biotech interessanti per la nostra sventurata penisola ( a dire il vero ci sono già) e forse solo allora gli anti-ogm la smetteranno di avvelenarci le giornate. Se penso però che gli ogm “di successo” sono stati prodotti solo da multinazionali mi sale il magone e mi chiedo perché nei paesi in cui vige un principio di sostanziale equivalenza non ci sia un pullulare di soluzioni biotech ad hoc ma siano sempre quelle due o tre commodities a farla da padrone. Mi spiego meglio, se gli ogm sono davvero questa promessa mi aspetterei una serie di soluzioni fantastiche a problemi specifici (tipo quella della rinomata papaia hawaiana). Ci sono? Non ci sono? Ci sono ma sono in attesa di approvazione? E adesso vi chiedo di non linciarmi 🙂

  • Alberto Guidorzi

    Ecologo

    Gli OGM attuali servono poco all’agricoltura italiana, ma non tanto perché gli OGM non servano in assoluto, ma perché gran parte della nostra agricoltura non accetta più nessuna innovazione. Con 8 ettari medi e imprenditori agricoli 50/60enni l’agricoltura è solo destinata a morire. Pensa che gli OGM della Monsanto o della Syngenta nel mondo non sono seminati per il vantaggio specifico che il gene introdotto apporta in sé, cioè granoturco più sano ed in maggiore quantità o meno competizione con le erbe infestanti, ma piuttosto per la possibilità che offre di semplificare il lavoro nelle grandi fazende o farms. Unica eccezione è il cotone Bt nei paesi in via di sviluppo (India e paesi africani) che è attaccato da tali e tanti insetti che non riescono a difendersi, in USA il cotone era difeso anche prima del Bt, ma ora lo si fa in meno tempo. Il granoturco OGM Bt e rr serve ai farmers americani per poter coltivare più terra che altrimenti resterebbe incolta per obiettiva mancanza di tempestività nelle pratiche di coltivazione, lo stesso dicasi per i maiscoltori del Brasile o dell’Argentina. La soia rr se non disponesse di un diserbo totale non sarebbe coltivabile nelle terre delle savane brasiliane appena messe in coltura, cosi dicasi per le terre delle pampas argentine. Per far capire la cosa anche ai non addetti, in USA ci sono zone dove i venti possono rendere sterili i terreni perché asportano lo strato coltivabile e fertile. Ora con il mais o la soia rr (resistente al diserbo glifosato) cosa fanno: durante l’inverno seminano una coltivazione di copertura (cover crops) che preserva il terreno dall’asporto e ne conserva umidità, mentre in primavera e senza preliminarmente asportare la coltura in atto, seminano la soia o il mais e poi diserbano con il glifosate o Roundup ed eliminano la coltivazione invernale e gli resta un campo diserbato e con la coltivazione di mais e soia che va a buon fine.
    Per inciso sono stati i no-OGM che hanno aperto un’autostrada alla Monsanto e sai come? Chiedendo così tanti controlli e talmente costosi che solo una multinazionale poteva permettersi di metterli in atto. La ricerca pubblica ed un sementiere normale non ha nessuna possibilità di creare qualcosa di transgenetico che possa arrivare all’utilizzatore finale in queste condizioni. In questo modo la Monsanto può creare OGM poco alla volta e sfruttarli fino alla fine godendo di royalties.
    Avrebbero invece molte più possibilità se non considerassimo OGM anche i trasferimenti solo “cisgenetici”. Mi spiego, per trasferire un gene dominante monofattoriale interessante tra una pianta che lo possiede e un’altra pianta della stessa specie (ecco perchè si chiama cisgenesi) che non lo possiede occorre fare reincroci per 8/10 anni al fine di ricostituire una pianta di quella specie agronomicamente ancora valida, ma con quel gene nuovo. Ora le tecniche biotecnologiche ci permetterebbero di farlo in due anni al massimo. Credo che tu immagini cosa significhi avere una semente nuova da vendere per il sementiere e per l’agricoltore da usare dopo 2 anni al posto di 10. Al consumatore cosa viene in tasca? Semplice, se io dopo 2 anni riesco a produrre una maggior quantità di derrata che produrrà cibo invece di aspettare per 10 anni è probabile che goda per 8 anni dei minori prezzi che costa il cibo.
    Quando si dice che gli OGM non risolvono la fame nel mondo si dice una verità ed una bugia assieme. Una bugia perché gli OGM attuali non aumentano più di tanto la disponibilità di cibo o comunque la demografia galoppa molto di più. La verità invece sta in quello che ho detto sopra, cioè un miglioramento più veloce delle varietà di specie alimentari che già possediamo in modo da aumentare per via genetica la produttività a parità di superficie.
    Si sono scoperti due geni (è notizia di questi giorni ed ho dato i link in altro blog): uno presiede al trasferimento delle sostanze organicate dalla pianta nel seme ed un altro può far diventare C4 le piante C3 (mi scuso del tecnicismo ma accontentatevi di sapere che le piante C4 accumulano sostanza organicata in molto minor tempo, hanno in altri termini un rendimento maggiore nella fotosintesi). Ebbene gli ulteriori 3 miliardi di persone che popoleranno il globo potranno fare senza di queste innovazioni?

    Mi scuso con te e con i lettori per essere stato un fiume in piena, ma spero di aver assecondato l’auspicio che tu hai espresso di portare elementi di conoscenza prima e di giudizio poi per chi si vuole fare un’idea propria delle problematiche legate alle nuove frontiere della genetica che si badi bene sono solo ulteriori mezzi e non soluzioni, perché per essere soluzioni hanno bisogno di quanto abbiamo realizzato fino ad ora nel miglioramento vegetale con gli strumenti già usati ed ancora validi e che quindi non sono da buttare, ma da complementare sempre di più.