Il microonde

Nota: NON FATELO A CASA. Non ci pensate neanche. No.

 

La ragazza suonò il campanello. Con sé aveva una vaschetta di gelato e un cofanetto di DVD.

Mentre aspettava che la sua amica Anna aprisse, sul pianerottolo giunse un’altra persona. Alto, maglietta attillata sui bicipiti muscolosi e tatuati, capelli ossigenati. “Ciao, fata, aspettavi me?”, le disse.

“No”, rispose lei, devo andare qui, disse indicando la porta dell’appartamento accanto.

Il tinto-biondo aprì la porta del suo appartamento, “Sei sicura, fata? Secondo me ti diverti di più con me”.

Lei non rispose. Il ragazzo dopo un attimo di attesa le fece l’occhiolino ed entrò in casa dicendo: “Non sai che ti perdi”.

La ragazza approfittò dell’occasione per scrutarlo di spalle. “Non ci siamo, bello mio. Mica puoi fare solo pettorali e bicipiti. Mancano gambe e glutei, caro il mio posteriore flaccido”, si disse.

Dopo un po’ si aprì l’altra porta e Anna disse trafelata: “Scusa, scusa, sono in ritardo”.

“Non ti preoccupare”, rispose lei porgendole il gelato.

“Non ho preparato nulla per la cena, sono stata impegnata tutto il giorno, non ho potuto neanche fare la spesa, scusami tanto”.

“Non ti preoccupare”, ripeté lei sorridendo con enfasi, “Possiamo ordinare una pizza”.

“No, l’unico che la consegna a domicilio in questa zona fa veramente schifo”.

“Pasta?”

“Nemmeno una scatola di pomodoro”.

“Allora surgelati come al solito?”

“Come al solito”, rispose Anna. Ripose il gelato ed iniziò a frugare nei cassetti del freezer.

Dalla stanza accanto esplose una musica assordante, probabilmente rap, i cui bassi facevano rimbombare le sottili pareti.

“Eccolo che ricomincia”, disse Anna.

“Ma è il truzzo ossigenato?”, chiese lei.

“L’hai incontrato?”

“Che fortuna, vero?” rispose sarcastica, “Ma tiene sempre lo stereo così alto?”

Anna emerse dal congelatore con due vaschette di cibi precotti. ”Non me ne parlare, è un borioso insopportabile. Tutti i vicini hanno cercato di fargli abbassare lo stereo ma lui niente. Gli ho chiesto almeno di allontanare le casse dal muro ma niente, dice che così ‘i bassi pompano di più’”.
Lei prese una delle due vaschette, rimosse la copertura in cartone e la mise nel microonde. “Ottimo. Dobbiamo vedere almeno quattro episodi stasera, siamo indietro”, disse indicando il cofanetto di dvd.

“Eh, che sei matta, al microonde?”, rispose Anna, “Non lo sai che fa venire il cancro?”

“Ma non dire scemenze”.

“Davvero, la radiazione distrugge le molecole e le rende cancerogene”.

Lei portò le braccia sui fianchi, sbuffò, e rispose: “Ma per favore, la frequenza del forno è la stessa dei cellulari, per dissociare le molecole dovrebbe essere per lo meno nell’infrarosso. Le microonde fanno solo agitare le molecole d’acqua nei cibi, grazie al fatto che si comportano come dipoli elettrici. È l’agitazione delle molecole a scaldare il cibo”.

“È pericoloso. I surgelati vanno in padella”, rispose lapidaria Anna.

“Ma la frequenza del microonde è la stessa dei cellulari”.

“Difatti anche i cellulari fanno venire il cancro”, disse Anna.

“E allora perché stai sempre attaccata al tuo smartphone?”, chiese lei.

“Che c’entra!”

La ragazza alzò gli occhi al cielo e chiese, “Se non lo usi allora perché lo tieni?”

“Era del mio ex”, rispose Anna con lo sguardo imbronciato.

“OK, non piangere”, disse lei velocemente. Ci mancava solo un altro attacco di nostalgia, “li facciamo in padella”.

“Ci vuole un attimo, tu vai di là e prepara tutto”, rispose Anna

La ragazza andò nella stanza accanto e accese la tv e il lettore DVD. Nel piccolo salone il frastuono dello stereo era talmente forte che impediva di ascoltare la TV.

“Ma va avanti a lungo con questo strazio?”, gridò ad Anna.

“Cosa?” fu la risposta dalla cucina.

La ragazza si avvicinò alla parete comune ai due appartamenti. Appoggiò l’orecchio, ascoltando in più punti come uno scassinatore che doveva aprire una cassaforte.  Dopo un po’ tornò in cucina, spingendo dinanzi a sé il carrello con televisione e dvd. “Hai una prolunga?”, chiese ad Anna.

“No, che fai, qui non c’è spazio.”.

“Tu non ti preoccupare, dammi una prolunga”.

Anna scrollò le spalle e disse “Tu sei fissata con le prolunghe”. Aprì uno sportello e le porse il cavo di corrente.

La ragazza si mise in spalla la prolunga e prese il microonde portandolo con sé. Quando Anna se ne accorse abbassò il fuoco al minimo e la raggiunse nel salone. Il forno pendeva in equilibrio precario sulla spalliera del divano, con la porta aperta e rivolta verso il muro.

“Che fai?”, chiese Anna.

“L’hai detto tu stessa, il genio tiene lo stereo attaccato al muro…” rispose lei mentre svolgeva il cavo verso la cucina. “E sempre come dici tu, il microonde può essere molto pericoloso, per questo è schermato da una gabbia metallica per evitare che la radiazione possa uscire. In quel caso sì che sarebbe pericolosa.”

“E la finestra?”, obiettò Anna.

“Se guardi bene, c’è una griglia di metallo con tanti buchini, posti ad una distanza molto inferiore alla lunghezza d’onda del forno, che è di 12 cm. E quindi le microonde si fermano sul lato interno della porta dove vengono assorbite e riflesse dal metallo. Per sicurezza, ci sono una serie di dispositivi per evitare che si possa accendere con la porta aperta, ma non è troppo difficile disattivarli”, aggiunse. Dalla borsa prese un paio di occhiali a specchio, li indossò ed inserì la spina di corrente, attivando il forno.

Il rumore della musica cessò quasi improvvisamente. Dalla stanza accanto si sentiva provenire solo il ronzio del microonde. Un attimo dopo la ragazza staccò la spina e tornò verso il salone. “Riporta qui il carrello della TV per favore”, disse ad Anna.

“Ma che è successo?” chiese Anna agitata.

“Le microonde emesse dal forno hanno indotto delle correnti parassite nei circuiti elettronici dello stereo danneggiandoli irreparabilmente. In altre parole gli ho fritto il truzzo-stereo”.

Prese il forno e lo riportò in cucina, riavvolgendo la prolunga “Adesso possiamo vederci Downton abbey in santa pace”.

“Ma gli occhiali a specchio? Erano per proteggerti gli occhi? Io non li avevo!”

Lei si tolse gli occhiali e scosse la testa, “non ti preoccupare, è solo che quando si usano le armi pesanti bisogna fare un po’ di scena”.

Nota: Basato su una storia vera (grazie Nikolai!), ma NON PROVATE a farlo a casa.

Le molecole d’acqua hanno un momento di dipolo elettrico e sono quindi agitate dalle onde elettromagnetiche. Per questo motivo il forno a microonde funziona bene sui cibi contenenti acqua ma non su quelli congelati, le cui molecole sono bloccate in forma cristallina.

Potete provare a mettere un cellulare nel forno, SENZA ACCENDERLO, e chiamare da un altro telefono. La sensibilità dell’antenna dello smartphone dovrebbe essere sufficiente a farlo squillare. Potete ripetere l’esperimento anche con una pentola a pressione e vedere che squilla anche in quel caso: l’onda elettromagnetica riesce a penetrare la gabbia di Faraday costituita dalla pentola o dal forno. Per ottenere una schermatura perfetta potete mettere la pentola nel microonde o provare con  una pentola più spessa.

 

@casolinomarco

Qui il primo episodio: Amore e meccanica quantistica

Qui il secondo episodio: Mi fai l’oroscopo?

Qui il quarto episodio: Il vaccino

Qui il quinto episodio: Molestie sessuali e materia oscura

Su amazon un thriller su Giappone e robottoni: Grikon

 

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Author: Marco Casolino

Fisico, è Primo ricercatore presso l’Istituto nazionale di fisica nucleare, all’Università di Roma Tor Vergata e lavora presso laboratori giapponesi del Riken, ove è Team leader di un gruppo di ricerca rivolto alla fisica spaziale. Si occupa prevalentemente di fisica fondamentale (materia, antimateria e ricerca di materia oscura), di fisica delle astroparticelle di alta energia e di metodi di protezione degli astronauti dalla radiazione spaziale. Ha partecipato alla costruzione ed al lancio di una decina di strumenti e rivelatori posti a bordo di satelliti (esperimenti Pamela, NINA-1, NINA-2) delle stazioni spaziali Internazionale (esperimenti Altcriss, Sileye-3, Altea, Lazio) e MIR (Sileye-1 e 2).Ha più di 200 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali, tra cui Nature e Science. Nel 2011 ha pubblicato un saggio “Come Sopravvivere alla Radioattività” e un thriller ambientato in Giappone:”Grikon”. Cura un blog su temi scientifici: La curva dell’energia i legame.

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  • alessandro piroddi

    Non sono del tutto sicuro dei dettagli costruttivi dei forni a microonde, ma credo abbiano un filtro periodico selettivo a 2.45GHz intorno allo sportello. Se non ci fosse, la fessura lasciata dallo sportello renderebbe inutile la gabbia di Faraday. Ho provato ora e il mio telefonino prende molto bene (3 tacche) dentro il forno a microonde, mentre il wifi e’ quasi completamente schermato. La pentola a pressione invece non scherma perche’ e’ chiusa attraverso una guarnizione non conduttrice. E’ molto difficile costruire uno schermo perfetto. Dalla mia esperienza di test di compatibilita’ elettromagnetica ho visto ricetrasmittenti comunicare attraverso la camera anecoica chiusa con la porta solo leggermente allentata, e dopo il terremoto del 2011 per un danno invisibile si riceveva la radio dentro la camera anecoica. Danno fortunatamente riparato facilmente.

    A parte questo, mi sembra un po’ strano che un forno a microonde aperto e qualche metro di distanza sia in grado di rompere un apparecchio elettronico. Ma se lo dici tu ci credo. Sara’ un esperimento interessante da fare, in laboratorio ovviamente.

    • Grazie delle info! Non ho provato col wifi, interessante…. Io non ho provato a friggere stero, me lo ha raccontato un dottorando russo. Ma altri russi fanno cose pazzesche… guarda qui ad esempio… https://youtu.be/g91xkISmp2g

      • alessandro piroddi

        Caspita, il magnetron collegato direttamente a una “cantenna”!
        Il tizio e’ da legare, ma interessantissimo, grazie!
        A questo punto devo ritenere plausibile che anche il forno aperto faccia il suo dovere, anche se e’ sicuramente meno efficiente dell’antenna.

        • Ai fini del racconto è più che plausibile. Soprattuto dati i muri sottili e l’esposizione anche lunga (oh, eppoi e’ un racconto)
          comunque il magnetron alla cantenna è veramente da pazzi. se guardi c’e’ un altro video dove il tizio induce plasma nelle lampadine a incendescenza e al neon… cose da pazzi

          • Sara Turriziani

            Vedo che c’è già questa discussione riguardo alla schermatura del forno a microonde e al test effettuato con il cellulare, per cui aggiungo qui alcune mie considerazioni sull’argomento.

            Ci sono ben tre fattori che in ordine di importanza crescente concorrono a spiegare il perché un cellulare chiuso all’interno un forno a microonde (spento!) possa ricevere chiamate:

            1. l’attenuazione delle onde elettromagnetiche tra interno/esterno di un forno a microonde non dovrebbe essere superiore ai 50-60 dB*, per cui ammesso che il segnale del cellulare subisca la stessa attenuazione, il cellulare può continuare tranquillamente a funzionare, perché le perdite attese tra un cellulare e il ripetitore sono dell’ordine di 100-200 dB**;

            2. il GSM dei cellulari lavora su frequenze basse della banda delle microonde (in Italia/Europa: 800 MHz, 1900 MHz), mentre la maggior parte dei forni a microonde funzionano a 2,45 GHz***, per cui è lecito ipotizzare che la gabbia di Faraday del forno sia ottimizzata intorno ai 2,45 GHz, mentre la schermatura sia meno efficiente e quindi l’attenuazione risulti minore alle frequenze più basse (per verificare questo bisognerebbe fare una misura delle perdite RF con un’analizzatore di spettro per valutare sia l’intensità di segnale della frequenza fondamentale che delle sue armoniche);

            3. infine, per limitare le perdite intorno allo sportello, si usa la sigillatura con blocco (tipo “quarter wave choke”, e.g. Imberg et al., US Patent 3,956,608 (1976)): essendo un filtro “selettivo” tarato alla frequenza di lavoro del magnetron, le altre frequenze passano tranquillamente, quindi questo è il motivo principale per cui un telefono cellulare continua a ricevere pur essendo stato chiuso dentro un forno a microonde****.

            In sintesi, secondo me, il test con il cellulare ti dice solo che la schermatura non è molto efficace per frequenze diverse da quelle di lavoro del magnetron. Un apparecchio wifi invece ti potrebbe fornire un “misura” indiretta migliore della schermatura delle radiazioni emesse dal forno proprio perché che il wifi lavora a 2,45 GHz (ovvero la stessa frequenza di un forno a microonde) o a 5 GHz (da notare che alcuni router ed apparecchi wifi sono dual band, basta leggere le specifiche per saperlo). Anche il bluetooth lavora intorno ai 2,4 GHz, come pure alcuni telefoni cordless (da notare che negli ultimi anni, a causa dell’affollamento della banda intorno ai 2,4 GHz, si stanno diffondendo telefoni cordless che lavorano a 5,8 GHz).

            *: Questo dato l’ho calcolato io, ipotizzando un forno a microonde di 1000 W e usando il leakage massimo permesso ai costruttori dai regolamenti USA, ovvero 5 mW per centrimetro quadro a 5 cm dal forno per un forno usato (è 1 mW per un forno nuovo, vedi sul sito FDA). Ovviamente un forno meno potente riesce a rispettare i limiti con una attenuazione minore.
            **: Questi sono valori “medi”, esistono diversi modelli usati per calcolare in maniera più o meno precisa il “path loss” atteso e dipendono da diversi parametri (e.g. modello di Okumura).
            ***: Esistono comunque alcuni forni a microonde il cui magnetron lavora intorno ai 900MHz, quindi una delle due bande usate dalla rete GSM.
            ****: Esiste anche la sigillatura per contatto, che è meno efficiente nel bloccare la fuoriuscita delle microonde della sigillatura con blocco.

  • Sara Turriziani

    Ho pensato a lungo se e che cosa commentare sul dialogo in cui si parla di cancro e radiazioni, però mi sembra opportuno fare delle precisazioni perché ho trovato quella parte del racconto un po’ fuorviante.
    Alla fine dal discorso si evince solo una contrarietà all’uso del microonde a prescindere, e non è palese su quale argomenti si basi la pericolosità del microonde… in particolare, non è particolarmente chiaro il punto sulla cancerogenesi in quanto la tizia dice: “Davvero, la radiazione distrugge le molecole e le rende cancerogene”. Sembrerebbe quindi che l’azione cancerogena sia conseguente all’ingestione di sostanze cancerogene pericolose formatesi a seguito della cottura a microonde dei cibi. La scienziata invece sostiene che serve almeno l’infrarosso per rompere dei legami molecolari, e qui mi sento un po’ in dubbio se questa frase buttata lì senza altre spiegazioni potrebbe indurre qualcuno a pensare che l’esposizione dei cibi all’infrarosso potrebbe essere potenzialmente cancerogena… whatever, alla fine la scienziata desiste nella difesa del forno a microonde e questo non viene più usato per preparare la cena.
    Ora non mi è chiaro se tramite la scienziata stavi semplicemente cercando di esprimere il concetto che non ci può essere un effetto oncogeno dovuto all’azione delle microonde sul cibo, perché l’energia delle onde elettromagnetiche a quelle frequenze è troppo bassa per modificare la struttura delle molecole e ti servirebbero onde di frequenza più alta per ottenere un simile effetto. Questo è sicuramente vero, come è vero che il cibo che esce dal microonde non è assolutamente “radioattivo” (non irradia nulla dopo essere stato cotto) come invece credono molti detrattori di questo elettrodomestico.
    Il nodo cruciale della questione però è che esistono differenti meccanismi di cancerogenesi, non uno solo, e quindi è opportuno capire e chiarire anche il loro reale coinvolgimento, documentato da dati scientifici, nel caso del forno a microonde.
    Continuiamo anzitutto l’excursus ripatendo dal primo meccanismo, ossia la cancerogenesi da agenti chimici formatesi durante la cottura, perché da questo, a mio avviso, arriva una “difesa” piuttosto stringente della salubrità della cottura con il forno a microonde con la seguente argomentazione: è noto da tempo che la cottura dei cibi ad alta temperatura con sistemi tradizionali può produrre sostanze cancerogene; con la cottura nel microonde invece il cibo arriva solo a 100 °C, ovvero la temperatura di ebollizione dell’acqua, motivo per cui diversi autori in letteratura medica consigliano l’uso del forno a microonde per ridurre la formazione di ammine eterocicliche (HCA) nei cibi.
    Il secondo meccanismo da prendere il considerazione è l’eventuale effetto oncogeno dovuto all’azione delle microonde (o meglio Radio Frequenze in generale) su sistemi biologici in vivo, che è una cosa notevolemente diversa dalla precedente e che invece viene messa sul suo stesso piano nel dialogo, creando confusione (mi riferisco qui alla parte in cui la scienziata per difendere il forno a microonde lo paragona ai telefoni cellulari!). Parliamo in questo caso di cancerogenesi da agenti fisici: e’ noto che per avere ionizzazione e danno del DNA, quindi cancerogenesi, la radiazione elettromagnetica che colpisce il soggetto deve avere energia almeno nella banda dell’ultravioletto (e oltre), mentre l’effetto finora accertato sui tessuti da parte delle Radio Frequenze – e anche radiazione infrarossa – è quello termico, ovvero la parte colpita dalla radiazione la assorbe e per questo si riscalda; questo riscaldamento può sicuramente causare danni, ad esempio in parti particolarmente sensibili del corpo come l’occhio o i genitali.
    Sul legame tra Radio Frequenze/radiazione infrarossa e cancerogenesi da riscaldamento dei tessuti o da anche eventuali effetti non termici ad oggi non ci sono studi veramente conclusivi e universalmente accettati, tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito le emissioni dei cellulari come cancerogeni “probabili” proprio perché le evidenze sperimentali ad oggi non sono così stringenti per decidere in maniera netta per il sì o per il no.
    Invocando quindi il principio di precauzione, i costruttori di forni a microonde devono rispettare dei limiti che stabiliscono la massima perdita ammessa di Radio Frequenza dalla camera di cottura. I limiti sono stati stabiliti dalla autorità sanitarie (cfr. FDA in USA) in modo che l’eventuale esposizione di un soggetto nelle vicinanze del forno sia sufficientemente bassa da non destare preoccupazioni per la salute in base alle conoscenze attuali in materia.
    In sintesi, non esistono al momento evidenze scientifiche relative alla formazione di sostanze cancerogene in seguito alla cottura a microonde. Per quanto riguarda invece gli eventuali danni al DNA conseguenti all’esposizione diretta al segnale di radio frequenza, le perdite dalla camera di cottura si potrebbero minimizzare ancora, migliorando le tecniche di schermatura (anche se i limiti attuali imposti dalle autorità sanitarie sono già di per sé molto bassi).

    • Alessandro Piroddi

      Si’, il fatto della schermatura ottimizzata a 2.45GHz è proprio quello che cercavo di dire anche se non sono stato molto chiaro. Ad altre frequenze direi che lo schermo è proprio inutile se il forno non è chiuso ermeticamente per i motivi che dicevo.
      L’esperimento sulla schermatura alle varie frequenze posso farlo, se interessa e se possiamo accontentarci di risultati qualitativi con quello che ho a disposizione (camera anecoica, strumenti di misura, comb generator a batteria fino a circa 3GHz e un forno a microonde di cui non è specificata la potenza).

      • se fai qualche prova anche qualitativa sarebbe mooolto divertente!

        • Sara Turriziani

          Mi associo a Marco: è una misura sicuramente interessante da fare! Aspetto ulteriori sviluppi 🙂

    • Sara, hai ragione. il fatto e’ che se attaccavo il pippone su perche’ i forni a microonde non sono cancerogeni deviavo troppo dalla storia principale, che e’ usarlo come cannone. Probabilmente dovevo sceglier meglio le parole o accoppiare il racconto con un post di spiegone…

      • Sara Turriziani

        Sì, è ovvio che il climax del racconto è un altro.
        Ho preferito però precisare questo punto pensando a chi capita sulla pagina ed essendo a digiuno di questi argomenti si può ritrovare confuso, così invece ha tutta una serie di informazioni in più. Anzi, se non ti dispiace, metto questo commento sulla cancerogenesi anche sotto il post analogo del tuo blog personale, così ti eviti di scrivere tu lì uno spiegone 🙂

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