Fight the bite!

Come in ogni stagione estiva dal 2008 ad oggi, in Italia si iniziano a registrare casi di malattia neuroinvasiva da West Nile Virus: al momento siamo a quota 14, mentre lo scorso anno il numero complessivo è stato di 24 casi. Le regioni principalmente interessate sono l’Emilia-Romagna, il Veneto e la Lombardia, in quanto zone in cui le zanzare del genere Culex, che trasmettono il virus, sono abbondanti.

Ma conosciamo meglio il protagonista di questa epidemia.

Il West Nile Virus fu isolato per la prima volta nel 1937 nel distretto del Nilo Occidentale, da cui prende il nome, in Uganda. Successivamente il virus venne isolato in Europa, si registrarono 12 casi di encefalite in Israele nel 1957 e altri piccoli focolai, che divennero costanti dal 1990 nel bacino del Mediterraneo fino a raggiungere un carattere endemico. In Italia il primo focolaio si registrò nel 1998 in Toscana, ma interessò solo gli equini, mentre i primi 9 casi umani sono stati registrati nel 2008 in Veneto. Tuttavia il virus ha iniziato a suscitare preoccupazione a partire dal 1999, quando è stato diagnosticato il primo caso negli Stati Uniti, a New York, e da lì in pochi anni il virus si è diffuso in tutto il paese passando da 62 casi registrati nel 1999 ai 9862 del 2003.

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Nell’80% circa dei casi il virus è asintomatico, nel 19% dà sintomi lievi con mal di testa e febbre, mentre in meno dell’1% può dare complicazioni gravi, specialmente in anziani e immunocompromessi, in quanto il virus riesce ad attraversare la barriera ematoencefalica che protegge il cervello causando meningiti, encefaliti e paralisi.

Considerando l’alta percentuale di casi asintomatici, o con sintomi lievi facilmente confondibili con una generica influenza, è facile intuire che il numero di persone entrate in contatto con il virus è molto più alto ed è solamente stimabile. Tuttavia, alcuni casi asintomatici possono essere scoperti grazie al controllo delle donazioni di sangue: solo quest’anno, in Italia, è stata segnalata la positività per West Nile Virus in 12 donatori.

C’è da sottolineare che la zanzara può infettare l’uomo ma l’uomo non può trasmettere il virus alle zanzare, perché la quantità presente nel sangue non è sufficiente ad infettarle. La trasmissione uomo-uomo, invece, può avvenire raramente e solo nel caso di trasfusioni di sangue, trapianti e durante la gravidanza dalla madre al feto. Gli uccelli rappresentano il serbatoio dell’ospite: al loro interno il virus si replica attivamente ed essi possono essere fonte d’infezione per zanzare sane. Nei primi anni di espansione del virus, infatti, negli Stati Uniti era attiva una sorveglianza sugli uccelli, in quanto morie di corvi e ghiandaie segnalavano precocemente l’arrivo del virus.

Attualmente vaccini e farmaci specifici per uso umano sono in fase di studio, mentre è già in commercio un vaccino per i cavalli che, come l’uomo, sono ospiti terminali del virus. I consigli per la prevenzione del West Nile Virus sono quindi rivolti principalmente alla prevenzione del morso delle zanzare: disinfestare parchi e luoghi di pubblica utilità, usare repellenti, zanzariere e non lasciare acqua stagnante nei vasi di fiori. Le stesse precauzioni vanno adottate per la trasmissione di altri arbovirus (virus trasmessi dalle zanzare), tra cui Dengue, di cui abbiamo già parlato, e Chikungunya, di cui ci occuperemo in un’altra occasione.

 

http://ecdc.europa.eu/en/healthtopics/west_nile_fever/West-Nile-fever-maps/PublishingImages/ECDC_WNF_Affected_current_and_past_seasons.png

http://www.epicentro.iss.it/problemi/westNile/bollettino.asp

http://www.cdc.gov/westnile/faq/deadbirds.html

http://www.epicentro.iss.it/problemi/westNile/epid.asp

Author: Valeria Cagno

Biotecnologa torinese. Appassionata di virus, alla ricerca di nuovi farmaci antivirali. Divulgatrice scientifica in mostre e laboratori. Innamorata della scienza.

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