ExoMars: continua la ricerca di vita su Marte

Siamo ai blocchi di partenza per la missione ExoMars, realizzata da una collaborazione tra le agenzie spaziali europea (ESA) e russa (Roscosmos). La sonda sta per essere lanciata da Bajkonur, nel sud del Kazakistan, e si prevede che raggiungerà Marte dopo un viaggio di nove mesi.

L’obiettivo della missione è trovare tracce dell’esistenza presente o passata di forme vita sul pianeta rosso. Nella prima fase, la sonda madre ExoMars Trace Gas Orbiter si stabilizzerà in orbita a una quota di circa 400 km dalla superficie marziana, ed effettuerà misurazioni accurate sulla composizione chimica della tenue atmosfera marziana, soprattutto sulle tracce di metano e altri gas che potrebbero derivare da attività biologica o geologica, oltre che su potenziali siti di produzione di queste sostanze.

La sonda trasporta anche il lander Schiaparelli, che sarà sganciato tre giorni prima di raggiungere l’atmosfera marziana. Si tratta di un lander di dimensioni superiori rispetto a quelli atterrati finora su Marte, e le fasi di sgancio, discesa nell’atmosfera e atterraggio saranno le più complesse di tutta la missione. Schiaparelli effettuerà misurazioni dell’atmosfera di Marte lungo la discesa, e non appena atterrato avrà un tempo limitato (da 2 a 8 giorni marziani) per portare a termine una serie di esperimenti tramite la strumentazione chiamata DREAMS, di concezione e realizzazione italiana. Il progetto è stato sviluppato principalmente dall’Università di Padova e dall’Osservatorio Astronomico di Capodimonte. Si tratta di un insieme di sensori per misurare la velocità e la direzione del vento, l’umidità, la pressione, la temperatura, la presenza di polveri nell’atmosfera e il campo elettrico nei pressi della superficie.

L’orbiter dovrà fungere anche da supporto per le comunicazioni nella seconda parte delle missione, prevista per il 2018. L’obiettivo questa volta sarà quello di portare su Marte un rover particolarmente sofisticato, in grado di muoversi in tutte le dimensioni e di trapanare il suolo marziano fino alla profondità di due metri. Infatti, non essendo dotato di un campo magnetico, il pianeta rosso è continuamente investito da particelle ionizzanti ad altissima energia provenienti dal vento solare, che rendono di fatto impossibile (o quanto meno estremamente improbabile) la permanenza di vita sulla sua superficie. Se vogliamo avere una qualche speranza di trovare forme di vita attiva su Marte, dobbiamo cercare più in profondità, dove le rocce possono schermare almeno in parte la radiazione solare (e dove può anche trovarsi acqua stabilmente allo stato liquido). I campioni così estratti saranno poi analizzati all’interno del laboratorio geochimico a bordo del rover.

Se la missione avrà successo, il prossimo obiettivo sarà riportare i campioni sulla Terra, in modo da poterli analizzare in prima persona.

Per gli appassionati, è possibile seguire la diretta del lancio a questo link.

 

Fonti:

http://exploration.esa.int/mars/

Immagine di copertina: il rover della missione in prova sulla Terra (foto da wikimedia commons)

Author: Silvia Kuna Ballero

Astrofisica convertita all’insegnamento, appassionata di comunicazione, percezione ed etica della scienza. La sua sfida preferita è rendere accessibile a qualunque pubblico gli argomenti più ostici di matematica, fisica, astronomia e cosmologia.

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  • Luca Giorgi

    Fantasiosi!!