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	<description>Il primo podcast scientifico in Italia</description>
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		<title>Terremoto a L’Aquila e “l’imprevedibilità” secondo i media</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 12:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Angioni</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1471" class="wp-caption alignright" style="width: 250px"><a href="http://www.flickr.com/photos/agnellipaolo/4766923897/lightbox/"><img class="wp-image-1471 " title="casa studente aquila" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/casa-studente-aquila-300x225.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">Casa dello studente &#8211; CC by-nc-sa, Paolo Agnelli</p></div>
<p>Tutti ricordiamo i terribili avvenimenti del 6 aprile 2009 quando la terra tremò sotto L’Aquila radendola praticamente al suolo. Come capita sempre in Italia dopo un disastro, anche a L’Aquila si è fatto un gran parlare di misure antisismiche carenti e di popolazione impreparata ad affrontare il rischio. Insieme alle polemiche sono scattate le indagini che ad oggi hanno prodotto due importanti sentenze. La prima riguarda la condanna in primo grado della Commissione Grandi Rischi: 6 anni per i 7 membri. La seconda sentenza invece riguarda le responsabilità per il crollo della Casa dello Studente ed ha portato alla condanna dei costruttori e dei tecnici dell’università a 4 anni di reclusione. Le motivazioni di questa sentenza sono state depositate oggi e sono state subito prese d’assalto dalle agenzie di stampa e da tutti i giornali (sì, tutti, provate a verificare) per capire perché il giudice fosse giunto a queste conclusioni. Beh, intendiamoci, non è che ci voglia molto a capire quali motivazioni possano spingere un giudice a condannare i costruttori ed i tecnici responsabili di una struttura crollata durante un terremoto. Voglio dire, immagino tutti stiate pensando che sia perché la Casa dello Studente non era stata costruita secondo le norme di legge. In effetti è così, dice il giudice:</p>
<blockquote><p>“i tecnici ( Berardino Pace, Pietro Centofanti, Tancredi Rosicone condannati a 4 anni,) hanno colpevolmente e reiteratamente ignorato tutte le prescrizioni”</p></blockquote>
<p>e prosegue</p>
<blockquote><p>“il vero discrimine per gli edifici crollati non è consistito nella violenza del terremoto e dei relativi picchi di accelerazione, bensì nei vizi progettuali, nelle carenze costruttive, negli errati interventi di manutenzione che hanno caratterizzato anche la Casa dello studente”.</p></blockquote>
<p>Bene, una sentenza da manuale e un po’ di giustizia per quei poveri 8 ragazzi deceduti nel crollo della struttura. Qualcuno allora mi spiega, per favore, perché tutti i giornali (sì, tutti, ribadisco, provate a verificare) riportano nel titolo “Sentenza L’Aquila, il terremoto non era imprevedibile”?<br />
Prendiamo il Corriere come esempio:</p>
<blockquote><p>“L&#8217;Aquila, il terremoto «non era imprevedibile»<br />
Ecco la sentenza che condanna i tecnici<br />
Il giudice si esprime: sentenza conforme a quella che condannò Barberi, Boschi e la commissione Grandi Rischi”</p></blockquote>
<p>No, Corriere, non è così: la sentenza non dice questo. Leggiamo insieme cosa dice il giudice:</p>
<blockquote><p>“È interessante considerare un altro dato fornito dai consulenti nel mondo vengono rilevati 120 terremoti di intensità pari a quello aquilano. Il terremoto dell&#8217;Aquila non rappresenta un caso eccezionale nel quadro della sismicità tipica dell&#8217;area e, addirittura, le sue caratteristiche sismogenetiche rientrano perfettamente in quanto previsto negli elaborati di pericolosità utilizzati per aggiornare l&#8217;assegnazione dei comuni alle zone sismiche e per definire gli spettri della nuova normativa di settore”</p></blockquote>
<p>Non so se la citazione sia corretta: è tratta da <a title="Cit. IlSole24Ore" href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-05-16/motivazioni-giudice-greco-condanna-160249.shtml?uuid=AbXPRUwH">qui</a>. A onor del vero per ora si trovano in rete solo piccoli estratti. La sentenza completa non sono ancora riuscito a recuperarla, quindi non possiamo sapere esattamente quale sia la posizione del giudice. Appena sarà disponibile il testo completo lo inserirò nelle fonti dell’articolo.<br />
Preciso anche che i 120 terremoti rilevati si riferiscono alla frequenza annuale nel mondo. In ogni caso quello che afferma il giudice è sacrosanto: l’intensità della scossa non è stata sorprendente, soprattutto non lo è stata per una zona considerata sismica. Non è che il terremoto non fosse “ imprevedibile”: l’area nella quale si è verificato è, infatti, sismica, quindi era assolutamente “prevedibile” (ma direi anche ovvio) che prima o poi ci sarebbe stato un terremoto.</p>
<p>Ben diversa è la sentenza che ha condannato a 6 anni (contro i 4 dati ai responsabili della Casa dello Studente) i tecnici della Commissione Grandi Rischi. Una sentenza che ha fatto molto discutere a causa di frasi scientificamente discutibili tra cui:</p>
<blockquote><p>“Tale tesi difensiva appare assolutamente infondata. In tema di valutazione e di mitigazione del rischio sismico, l’affermazione secondo la quale “l’unica difesa dai terremoti consiste nel rafforzare le costruzioni e migliorare le loro capacità di resistere al terremoto” appare tanto ovvia quanto inutile.”</p>
<p>&nbsp;<br />
“I Comuni italiani, quasi tutti caratterizzati da estesi centri storici risalenti nei secoli, richiederebbero, per rafforzare le costruzioni esistenti e migliorare la loro capacità di resistere al terremoto, risorse finanziarie talmente ingenti da risultare concretamente indisponibili.”</p>
<p>&nbsp;<br />
“Gli imputati, alla data del 31.3.09, conoscevano ed avevano a disposizione una serie di indicatori per formulare un adeguato giudizio di prevedibilità del rischio a fini di prevenzione.”</p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
<p>Posizioni molto forti soprattutto perché sottovalutano la prevenzione dei terremoti, che sarà pure ovvia, ma se l’avessero applicata a L’Aquila ora non avremmo una città in macerie.<br />
Le due sentenze sono quindi opposte: per la Casa dello Studente si sottolinea l’importanza delle costruzioni antisismiche in luoghi dove prevedibilmente prima o poi un terremoto avverrà; l’altra condanna degli scienziati, tra le altre cose, perché non hanno previsto un rischio specifico a pochi giorni da un evento sismico imprevedibile.<br />
Altro che “sentenza conforme”, caro Corriere e cari giornali italiani! La sentenza depositata oggi riafferma un principio indiscutibile: l’unico modo per affrontare un terremoto è la prevenzione. Non ci sono “previsioni” che tengano. Questo è il messaggio che deve passare, dato che informare e parlare alla gente non è solo un privilegio, ma anche una responsabilità. Perché la prevenzione passa attraverso l’informazione e se quest’ultima non è corretta la gente continuerà a girarsi dall’altra parte, almeno fino al prossimo terremoto.</p>
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		<title>Occhi Su Saturno &#8211; Sabato 18 Maggio gli eventi in tutta Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 07:20:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drpbrock</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato 18 Maggio occhi puntati sul pianeta più grazioso (possiamo dirlo?) del nostro sistema solare ovvero Saturno. Sono, infatti, centinaia gli eventi in Italia dedicati al gigante gassoso del nostro sistema solare; eventi uniti sotto l&#8217;egida di OCCHI SU SATURNO un&#8217;iniziativa lanciata nel 2012 dall&#8217;Associazione Stellaria di Perinaldo (IM) per celebrare i 300 anni dalla &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/05/17/occhi-su-saturno-sabato-18-maggio-gli-eventi-tutta-italia/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/04/Saturn_planet_large.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1199" title="Saturn_(planet)_large" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/04/Saturn_planet_large-240x300.jpg" alt="" width="240" height="300" /></a>Sabato 18 Maggio occhi puntati sul pianeta più grazioso (possiamo dirlo?) del nostro sistema solare ovvero <strong>Saturno</strong>.</p>
<p>Sono, infatti, centinaia gli eventi in Italia dedicati al gigante gassoso del nostro sistema solare; eventi uniti sotto l&#8217;egida di <strong><a href="http://www.occhisusaturno.it/">OCCHI SU SATURNO</a></strong> un&#8217;iniziativa lanciata nel 2012 dall&#8217;<strong>Associazione Stellaria</strong> di <em>Perinaldo (IM)</em> per celebrare i 300 anni dalla dipartita di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Cassini">Giovanni Domenico Cassini</a>, astronomo nato proprio nel comune ligure che diede un forte contributo nel XVII secolo alla caratterizzazione degli anelli di Saturno e ai suoi satelliti.</p>
<p>Nel 2012 gli eventi sono stati ben 49 in tutta la penisola e oltre. <a href="http://www.occhisusaturno.it/eventi-2013/">Trovate sul sito ufficiale l&#8217;evento più vicino a voi</a>!</p>
<p>Non vorrete lasciare questa magnifica visione solo alla sonda Cassini, vero?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>8 giugno: &#8220;Italia unita contro la disinformazione scientifica&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 12:30:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Rita Longo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  «El sueño de la razón produce monstruos» è il titolo di una celeberrima acquaforte di Francisco Goya, che raffigura un uomo addormentato circondato da inquietanti figure che rappresentano le spaventose conseguenze dell’abbandonarsi a un’irrazionalità che non rende giustizia alle grandi conquiste intellettuali della nostra specie. Quest’opera d’arte, il cui messaggio non perde d’attualità, è &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/05/14/8-giugno-italia-unita-contro-la-disinformazione-scientifica/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> <a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/394px-El_sueño_de_la_razón_produce_monstruos1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1445" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/394px-El_sueño_de_la_razón_produce_monstruos1-197x300.jpg" alt="" width="197" height="300" /></a></strong><em></em></p>
<p><em>«El sueño de la razón produce monstruos»</em> è il titolo di una celeberrima acquaforte di Francisco Goya, che raffigura un uomo addormentato circondato da inquietanti figure che rappresentano le spaventose conseguenze dell’abbandonarsi a un’irrazionalità che non rende giustizia alle grandi conquiste intellettuali della nostra specie. Quest’opera d’arte, il cui messaggio non perde d’attualità, è stata scelta come simbolo dell’evento “Italia unita contro la disinformazione scientifica” che si terrà il prossimo 8 giugno in diverse città italiane.</p>
<p>Alla base della scelta di proporre una giornata di riflessione sullo scottante tema della diffusione mediatica di informazioni false e tendenziose in ambito scientifico vi è la consapevolezza del ruolo fondamentale rivestito dalla scienza nella vita di tutti noi, che può essere messo in serio pericolo dalla disinformazione, perché partire da presupposti erronei conduce inevitabilmente a prendere decisioni sbagliate.</p>
<p>D’altra parte, alla particolare vulnerabilità degli italiani nei riguardi della cattiva scienza e della sua divulgazione contribuisce un atteggiamento mentale tipico del nostro Paese, nel quale se da un lato si è subito pronti a tacciare (giustamente) di ignoranza chi non conosce Dante, ci si dimostra, invece,  molto più indulgenti nei riguardi di chi non sa impostare una proporzione o confonde virus e batteri. Questa ingiustificata tolleranza nei riguardi dell’analfabetismo scientifico proviene probabilmente da un’insensata gerarchizzazione dei saperi, che colloca in posizione apicale l’ambito umanistico, separandolo, peraltro, nettamente da quello scientifico, come se i due aspetti della conoscenza non concorressero sinergicamente alla costruzione dell’uomo di cultura.</p>
<p>L’importante iniziativa dell’8 giugno consiste nell’organizzazione di una serie di convegni che si svolgeranno contemporaneamente in diverse città italiane, caratterizzati da un’impostazione comune e ben definita che privilegerà l’aspetto divulgativo, con particolare attenzione alla capacità di esporre con chiarezza le diverse opinioni in merito allo stesso argomento, offrendo al pubblico tutte le informazioni necessarie a trarre le proprie conclusioni (tra le quali l’illustrazione delle basi del metodo scientifico).</p>
<p>I temi scelti dall’organizzazione per l’approfondimento nei convegni sono la sperimentazione animale, gli OGM, il metodo Vannoni/Stamina e gli altri casi analoghi, le scie chimiche, le polemiche sui vaccini, la sismologia, le fonti della scienza, il caso Città della Scienza, le bufale scientifiche. Saranno, però, ben accetti anche altri argomenti attinenti agli scopi dell’iniziativa.</p>
<p>Le proposte per le varie relazioni (che dovranno durare orientativamente 30-40 minuti e saranno 3-5 per ogni conferenza) andranno inoltrate entro il 15 maggio all’indirizzo email <a href="mailto:info@pro-test.it">info@pro-test.it</a> oppure <a href="mailto:federico.baglioni@studenti.unimi.it">federico.baglioni@studenti.unimi.it</a>. Entro il 22 maggio dovrà pervenire il testo completo di ogni intervento.</p>
<p>Si tratta di un’iniziativa certamente lodevole che ci auguriamo possa registrare un’ampia adesione, contribuendo a sostenere le ragioni della scienza e della corretta informazione.</p>
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		<title>Scientificast #38 &#8211; Up in the Sky(lab)</title>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 08:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drpbrock</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Puntata tra le nuvole&#8230; Tra le stelle. In questa puntata esordiamo parlando di Skylab. Il 14 Maggio ricorre il quarantesimo anniversario del lancio di questa prima (ed unica) stazione spaziale americana. Ne ripercorriamo i momenti salienti, i problemi e la conclusione, in attesa di un maggiore approfondimento qui sul blog. Per approfondire: - La NASA &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/05/13/scientificast-38-skylab/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1451" class="wp-caption alignleft" style="width: 303px"><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/Skylab_3_flyaround.jpg"><img class="size-medium wp-image-1451" title="Skylab_3_flyaround" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/Skylab_3_flyaround-293x300.jpg" alt="" width="293" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Skylab durante la missione Skylab 3 (NASA)</p></div>
<p>Puntata tra le nuvole&#8230; Tra le stelle.</p>
<p>In questa puntata esordiamo parlando di Skylab. Il 14 Maggio ricorre il quarantesimo anniversario del lancio di questa prima (ed unica) stazione spaziale americana. Ne ripercorriamo i momenti salienti, i problemi e la conclusione, in attesa di un maggiore approfondimento qui sul blog.<br />
Per approfondire:<br />
- <a href="http://www.nasa.gov/mission_pages/skylab/index.html">La NASA si prepara all&#8217;anniversario con un grande evento. [eng]</a><br />
- <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Skylab">Skylab (wikipedia)</a></p>
<p>Ritorna il progetto di Michela Chiosso con l&#8217;Istituto Alfieri di Torino. Introdotti da Julien oggi i ragazzi ci parlano di volo.</p>
<p>La Scienza in Padella. Torna la nostra rubrica culinaria con una puntata dedicata ai metodi di conservazione degli alimenti.<br />
Per approfondire:<br />
- <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Conservazione_degli_alimenti">Conservazione degli alimenti (wikipedia)</a></p>
<p>Infine la rubrica di astronomia ed astrofisica condotta da Pierfrancesco. Partiamo alla scoperta del Sistema Solare dai pianeti interni. Oggi parliamo di Mercurio e Venere.<br />
Per approfondire:<br />
- <a href="http://nssdc.gsfc.nasa.gov/planetary/planets/mercurypage.html">Mercurio (National Space Science Data Center, NASA) [eng]</a><br />
- <a href="http://nssdc.gsfc.nasa.gov/planetary/planets/venuspage.html">Venere (National Space Science Data Center, NASA) [eng]</a></p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/Scientificast38.mp3">&gt;&gt; SCARICA LA PUNTATA 38 &lt;&lt;</a></p>
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		<title>Le nuove strade del creazionismo</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2013/05/08/le-nuove-strade-del-creazionismo/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 May 2013 10:40:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Rita Longo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;A volte ritornano&#8221; ammoniva il titolo di un vecchio libro di Stephen King, che ben si può applicare alla vicenda del creazionismo. Apparentemente dissolto dal definitivo affermarsi della teoria dell&#8217;evoluzione, con un preoccupante colpo di coda, sembra oggi godere di discreta salute, anche se di fatto incompatibile con le attuali conoscenze scientifiche. Ma procediamo con &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/05/08/le-nuove-strade-del-creazionismo/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/The_Creation_of_Adam1.jpg"><img class="alignleft  wp-image-1372" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/The_Creation_of_Adam1.jpg" alt="" width="491" height="246" /></a></p>
<p>&#8220;A volte ritornano&#8221; ammoniva il titolo di un vecchio libro di Stephen King, che ben si può applicare alla vicenda del creazionismo.</p>
<p>Apparentemente dissolto dal definitivo affermarsi della teoria dell&#8217;evoluzione, con un preoccupante colpo di coda, sembra oggi godere di discreta salute, anche se di fatto incompatibile con le attuali conoscenze scientifiche.</p>
<p>Ma procediamo con ordine. Sotto il termine creazionismo è riunito un complesso eterogeneo di dottrine, che hanno in comune il fatto di rifiutare la teoria dell&#8217;evoluzione delle specie e ritenere, invece, che la biodiversità abbia avuto origine da un principio creatore dotato di intelligenza, che ha progettato gli esseri viventi nella loro estrema varietà.</p>
<p>La credenza in un essere intelligente creatore, in un <em>designer</em>, e la conseguente posizione critica nei riguardi del neodarwinismo, ha essenzialmente matrice religiosa. Il creazionismo è, infatti, caratteristico di culti o gruppi religiosi fondamentalisti, vale a dire di quelli che tendono a elevare i precetti religiosi a norma di vita universale, valida perfino in ambito scientifico. Creazionisti sono alcuni rami conservatori della chiesa evangelica, soprattutto quelli che si rapportano in modo polemico con l&#8217;esegesi allegorica delle sacre scritture, così come lo sono i Testimoni di Geova. Si collocano tra le fila dei creazionisti anche alcune frange conservatrici dell&#8217;islam, tra le quali il movimento guidato dal turco Harun Yahya (pseudonimo di Adnan Oktar), che si sta velocemente espandendo, anche grazie a internet, in tutto il mondo. Nell&#8217;ambito cattolico, invece, soprattutto a partire dal Concilio Vaticano II, si è registrato un sempre più diffuso consenso nei riguardi della teoria dell&#8217;evoluzione, di pari passo con l’accettazione della cosmologia del <em>big bang</em>, anche se si sottolinea – non senza una certa forzatura – come l&#8217;avvio del processo evolutivo non sia dovuto al caso ma all&#8217;azione della divinità trascendente. Il rifiuto della teoria dell&#8217;evoluzione permane, però, anche nel mondo cattolico, nell&#8217;ambito di movimenti particolarmente conservatori. Non a caso nel corso dell&#8217;ultimo &#8220;Meeting per l&#8217;amicizia fra i popoli&#8221; di Comunione e Liberazione si è levato un grido di giubilo perché sembrava che l&#8217;antropologo Ian Tattersall avesse avallato una posizione antievoluzionista, mentre, in realtà, era stato semplicemente <a href="http://www.queryonline.it/2012/09/10/lantropologo-ian-tattersall-risponde-ai-creazionisti/">vittima di un tendenzioso fraintendimento</a>. Celeberrime sono anche le dichiarazioni antidarwiniste del cardinale austriaco Schönborn, che era, tra l&#8217;altro, tra i papabili più gettonati, o del prof. De Mattei, membro del CNR e cattolico tradizionalista.</p>
<p>Ma che cosa rende il creazionismo incompatibile con la verità scientifica e, di conseguenza, ne impone l’esclusione dai programmi scolastici, che devono di necessità basarsi su ciò che è scientificamente dimostrato? Tutte le tipologie di creazionismo mancano di quelli che sono i requisiti minimi della scienza, vale a dire la verifica sperimentale delle affermazioni sostenute, la falsificabilità delle stesse, la predittività e la <em>peer-review</em>. Le teorie che prevedono la presenza di un essere intelligente che dà avvio a un&#8217;opera creatrice muovono da un&#8217;ipotesi che però non viene suffragata da alcuna evidenza sperimentale, perché tale non si può definire il cumulo di affermazioni capziose che i creazionisti adducono a sostegno delle loro tesi. Al nostro lettore che volesse approfondire la questione e farsi un&#8217;idea della miriade di pseudo-argomentazioni dei creazionisti consiglio la lettura del bel libro di Mark Isaak, <a href="http://www.pikaia.eu/EasyNe2/Notizie/Manuale_contro-creazionista.aspx"><em>The Counter-Creationism Handbook</em></a>, purtroppo non ancora tradotto in italiano, ma scritto in un inglese di semplice decodifica anche per i non madrelingua.</p>
<p>Ma qual è il peso del creazionismo nella società contemporanea? A mio avviso sarebbe un errore trascurare un fenomeno che va diffondendosi sempre di più, sfruttando molteplici canali di comunicazione, servendosi dei nuovi <em>media</em> in modo strategico ed efficace. Il nuovo creazionismo percorre le vie del <em>web</em>: Harun Yahya è un maestro della diffusione delle proprie idee attraverso la rete, con i suoi siti in diverse lingue, italiano compreso, corredati di video, foto, documenti e del suo celebre &#8220;atlante&#8221; antievoluzionista, che è stato inviato, in forma cartacea, anche a diverse scuole italiane.</p>
<p>Molto materiale è disponibile anche nel nuovo sito dei Testimoni di Geova (spesso in formato ePub, agevolmente consultabile da smartphone e tablet), su <em>YouTube</em> (conferenze pseudoscientifiche, documentari e persino canzoncine creazioniste destinate ai bambini) e nei siti delle varie sezioni del CEF, l&#8217;associazione evangelica che ha lo scopo di fare proselitismo – anche creazionista – presso i bambini.</p>
<p>Ma l&#8217;antievoluzionismo di matrice prettamente religiosa (o forse dovremmo dire <em>più scopertamente</em> religioso?) appare forse meno pericoloso di quello che si traveste da scienza. Negli ultimi anni si è, infatti, assistito alla proliferazione di pubblicazioni e siti web che affermano di criticare la teoria neodarwinista su basi scientifiche, ma caratterizzati, in realtà, da una deprecabile autoreferenzialità e, di conseguenza, da nessuna argomentazione probante sottoposta a <em>peer-review</em>. Purtroppo, però, agli occhi dei non addetti ai lavori, le loro argomentazioni critiche (si tratta della tipica &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wedge_strategy">strategia del cuneo</a>&#8220;) possono apparire credibili perché simulano, senza averne il rigore, il modo di procedere della scienza. E dal momento che per comprendere le ragioni della scienza bisogna sobbarcarsi la fatica di studiare, mentre la pseudoscienza ne è la versione  sensazionalistica e semplificata, queste argomentazioni, infondate ma di facile presa sul lettore comune, si vanno diffondendo attraverso le maglie della rete, esplodendo nei social network, nei forum, nelle community e creando, di conseguenza, un crescente movimento di opinione infondato quanto pericoloso.</p>
<p>Difficile immaginare un&#8217;altra &#8220;cura&#8221; se non quella della corretta divulgazione scientifica, perché chi vuole capire e non ha alle spalle un&#8217;adeguata preparazione scientifica non debba incappare solo in materiale che fa disinformazione.</p>
<p>A monte ci sarebbe poi il discorso della scuola, che dovrebbe dare più rilievo allo studio scientifico, contenuto culturale fondamentale. Purtroppo la scuola italiana risulta a tutt&#8217;oggi lontana da questo obiettivo.</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2013/05/08/le-nuove-strade-del-creazionismo/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Ilaria Zanardi vince FameLab 2013</title>
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		<pubDate>Mon, 06 May 2013 14:22:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Rita Longo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Essere efficaci comunicatori della scienza e riuscire a trasmettere la passione per questo straordinario campo del sapere, che rende ogni giorno migliore la nostra vita, è l’obiettivo che Scientificast si è posto fin dal suo primo tuffo nel mare del web. Questa la ragione per la quale siamo orgogliosi e felici dell’importante riconoscimento che si &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/05/06/ilaria-zanardi-vince-famelab-2013/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/famelab-square-33.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1407 alignleft" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/famelab-square-33-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Essere efficaci comunicatori della scienza e riuscire a trasmettere la passione per questo straordinario campo del sapere, che rende ogni giorno migliore la nostra vita, è l’obiettivo che Scientificast si è posto fin dal suo primo tuffo nel mare del web. Questa la ragione per la quale siamo orgogliosi e felici dell’importante riconoscimento che si è aggiunto al palmarès di una nostra collaboratrice di punta, Ilaria Zanardi, biologa e ricercatrice presso il CNR di Genova, che ha conseguito una meritatissima vittoria nell’edizione italiana 2013 di FameLab, qualificandosi per le finali internazionali di Cheltenham (UK). Nessuna sorpresa per noi che apprezziamo da tempo le indubbie doti di Ilaria, che riesce ad avvicinare alla fisiologia animale e vegetale anche chi non ha mai avuto un buon rapporto con la biologia. I nostri ascoltatori conoscono bene la sua competenza, che si sposa a un contagioso <em>sense of humour</em>, che dona brio a tutti i suoi interventi nel podcast e sul blog.</p>
<p>FameLab, come abbiamo più volte ricordato, è una competizione che mette in rapporto chi vive e lavora per la scienza con il pubblico, che è desideroso di capire qualcosa in più delle scoperte degli scienziati. In breve, si tratta di una gara di divulgazione scientifica, nel corso della quale gli sfidanti hanno a disposizione solo tre minuti per catturare l’attenzione del pubblico e farsi capire. Un’efficace pillola di scienza, che sia anche di piacevole fruizione. La giuria di FameLab ha ritenuto la presentazione della nostra Ilaria, dedicata ai sensi (“Maggiore di 5” è il titolo), il contributo più rappresentativo degli intenti della manifestazione. Nei suoi tre minuti Ilaria è riuscita a coinvolgere pubblico e giurati in un viaggio alla scoperta dei sensi nascosti sviluppati dal nostro corpo, oltre ai cinque che ci hanno insegnato a riconoscere sin da piccoli.</p>
<p>“È stata coinvolgente, ma delicata, senza mai diventare invadente” è stato il commento di Silvia Bencivelli, divulgatrice scientifica e membro della giuria.</p>
<p>Brava, Ilaria. La redazione e il pubblico di Scientificast si uniscono alla tua gioia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='560' height='315' src='http://www.youtube.com/embed/y2uRsb6tGqA?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' frameborder='0'></iframe></span>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2013/05/06/ilaria-zanardi-vince-famelab-2013/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Is there love in space?</title>
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		<pubDate>Sun, 05 May 2013 11:30:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierfrancesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Astrofisica]]></category>
		<category><![CDATA[Astronautica]]></category>
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		<description><![CDATA[C’è amore nello spazio? Il chitarrista Joe Satriani si pone questa domanda nel 2004 e la mette a titolo del suo decimo album in studio. Ci sono altri mondi nello spazio? Il filosofo Giordano Bruno si pone questa domanda nel 1600 e gli vale un rogo coi fiocchi! Sperando che nessuno voglia mettere a rogo &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/05/05/love-space/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/The_diagram_compares_the_planets_of_the_inner_solar_system_to_Kepler-62.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1365" title="I pianeti nel sistema Kepler-62" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/The_diagram_compares_the_planets_of_the_inner_solar_system_to_Kepler-62-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a>C’è amore nello spazio? Il chitarrista Joe Satriani si pone questa domanda nel 2004 e la mette a titolo del suo <a title="Is there love in space?" href="https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=E3BKGqKlzuw">decimo album in studio</a>.</p>
<p>Ci sono altri mondi nello spazio? Il filosofo Giordano Bruno si pone questa domanda nel 1600 e gli vale un rogo coi fiocchi!</p>
<p>Sperando che nessuno voglia mettere a rogo Joe Striani oggi dovremmo essere tutti ben convinti che altri pianeti oltre a quelli che ci insegnano a scuola ci sono e, con buona probabilità, la Terra non è l’unico pianeta abitabile.</p>
<p>Per gli scienziati il concetto di abitabilità è strettamente legato alla possibilità di ritrovare, in determinate condizioni atmosferiche ed ambientali, la presenza di alcune molecole [acqua (H<sub>2</sub>O), anidride carbonica (CO<sub>2</sub>) e ozono (O<sub>3</sub>)] fondamentali per lo sviluppo della vita.</p>
<p>La missione spaziale <em>Kepler</em>, mandata in orbita dalla <em>NASA</em> nel 2009, si occupa di cercare proprio quei pianeti della nostra galassia che hanno dimensioni simili a quelle della Terra e si trovano ad una distanza dal loro sole tale da rendere possibile lo sviluppo di forme di vita, seppure elementari.</p>
<p>Tra i vari metodi utilizzati per rilevare i pianeti extrasolari (anche detti <em>exoplanets</em>) c’è il <em>metodo dei transiti</em>. Questa tecnica, utilizzata anche da <em>Kepler</em>, osserva le stelle lontane in cerca di… ombre! Se viene rilevata una variazione della curva di luce di una stella (cioè una diminuzione della sua luminosità), vuol dire che qualcosa la sta eclissando. E se questo fenomeno si ripete periodicamente, allora siamo certi che la stella presenta uno o più corpi orbitanti. E <em>les jeux sont faits</em>!</p>
<p>Il telescopio a bordo di Kepler ha già catalogato decine di migliaia di pianeti e da qualche tempo gli astronomi hanno concentrato le loro indagini su alcuni oggetti celesti orbitanti attorno alla stella <em>Kepler-62,</em> nella costellazione della <em>Lira,</em> a soli 12000 anni luce da noi.</p>
<p>Il 18 aprile 2013 è stato pubblicato su Science un articolo in cui si definisce un vero e proprio sistema planetario intorno alla stella in questione. Questo sistema è composto da 5 pianeti (individuati tutti con il nome della stella più le lettere dalla b alla f) di raggio compreso tra 0.54 e 1.95 raggi terrestri (il raggio terrestre è circa 6000km). Ovvero con un raggio variabile dai 3240km agli 11700km.</p>
<p>Una delle differenze tra gli oggetti che compongono il nostro sistema planetario e gli <em>exoplanets</em> risiede sostanzialmente nella massa. Essi risultano essere notevolmente più “pesanti”. Basti pensare che il pianeta <em>Kepler-62c</em> ha una massa 4 volte quella della Terra, mentre <em>Kepler-62e</em> circa 36!</p>
<p>Secondo i calcoli e le previsioni degli autori, questi pianeti sarebbero disposti, rispetto alla loro stella, a distanze simili a quelle dei nostri pianeti. In particolare <em>Kepler-62e</em> e <em>Kepler-62f </em>sono i due pianeti più piccoli ad essere presenti nella zona di abitabilità (HZ), definita come la zona analoga a quella fascia che, nel nostro sistema solare, comprende le orbite di Terra, Marte e Venere.</p>
<p>Altra particolarità dei pianeti <em>e</em> ed <em>f</em> è che essi sembrano composti sostanzialmente da materia condensata e potrebbero quindi presentare materia di tipo roccioso o anche acqua (molta della quale allo stato solido a causa delle alte pressioni).</p>
<p>In conclusione, “non sappiamo se <em>Kepler-62e</em> e <em>Kepler-62f</em> abbiano una composizione rocciosa, un’atmosfera o acqua. Almeno finché non troviamo uno spettro utile delle loro atmosfere non possiamo determinare se essi siano o meno abitabili.”</p>
<p>Magari alla fine non troveremo strani omini verdi, né tanto meno sapremo se sono in grado di amare.</p>
<p>Ma diamo pure ragione a Satriani e diciamo che l’<em>amore</em> per la ricerca scientifica, almeno quello si che è arrivato nello spazio!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe width="420" class=aligncenter height="315" src="http://www.youtube.com/embed/E3BKGqKlzuw" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2013/05/05/love-space/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Di 2 di picche e birra (ovvero essere sessualmente frustrati e cercar conforto nell’alcool).</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 18:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Zanardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biologia]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[alcool]]></category>
		<category><![CDATA[drosophila melanogaster]]></category>
		<category><![CDATA[due di picche]]></category>
		<category><![CDATA[frustrazione sessuale]]></category>
		<category><![CDATA[peptide NPF]]></category>
		<category><![CDATA[ricompensa chimica]]></category>
		<category><![CDATA[Shohat-Ophir]]></category>
		<category><![CDATA[ubriacarsi]]></category>

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		<description><![CDATA[Non pensate di annegare i vostri dispiaceri nell&#8217;alcol. Sanno nuotare. Albert Willemetz &#160; Andare in bianco, essere depressi e uscire ad ubriacarsi. Un clichè tipicamente umano. La spiegazione che mi sono sempre data per questo comportamento è la seguente catena di eventi: sono frustrato à bevo à bevo tanto à poi bevo di più à &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/04/30/di-2-di-picche-birra-ovvero-essere-sessualmente-frustrati-cercar-conforto-nellalcol/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/04/Drosophila_melanogaster.jpg"><img class="alignleft  wp-image-1349" title="Drosophila melanogaster questa ubriacona" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/04/Drosophila_melanogaster-300x232.jpg" alt="" width="300" height="232" /></a></em></p>
<p align="right"><em>Non pensate di annegare i vostri dispiaceri nell&#8217;alcol. Sanno nuotare.</em></p>
<p align="right"><strong><em>Albert Willemetz </em></strong><em></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Andare in bianco, essere depressi e uscire ad ubriacarsi. Un clichè tipicamente umano. La spiegazione che mi sono sempre data per questo comportamento è la seguente catena di eventi: sono frustrato à bevo à bevo tanto à poi bevo di più à perdo coscienza à me ne dimentico. Insomma affogo il dispiacere nell’oblio sfuocato di un’intossicazione alcolica. Ecco, ora che ho scoperto che anche i moscerini sessualmente inappagati si inciuccano la logica dietro la concatenazione di eventi che vi ho appena descritto mi viene velocemente meno. La spiegazione della correlazione tra due di picche e alcol non è psicologica ma fisiologica ed è stata scoperta, appunto, grazie all’osservazione delle abitudini alcoliche dei moscerini che non riescono ad accoppiarsi.</p>
<p>Shohat-Ophir <em>et al</em> hanno condotto un interessante esperimento nel quale hanno utilizzato moscerini sessualmente appagati e non: per assicurare l’accoppiamento i maschi  vengono combinati con femmine vergini in una proporzione di 1:5 per diverse ore.</p>
<p>Fortunelli.</p>
<p>Per avere dei moscerini “respinti” li hanno lasciati in presenza di femmmine non vergini, strenuamente resistenti ad ogni intento copulatorio per altrettanto tempo. Il passaggio successivo è stato mettere a disposizione dei moscerini due diversi tipi di cibo, normale e potenziato con il 15% (!!!) di alcol. I moscerini maschi che si erano precedentemente accoppiati hanno consumato una quantità uguale di entrambi i cibi disponibili invece i moscerini maschi sessualmente frustrati hanno scelto prevalentemente e in maniera statisticamente rilevante il cibo potenziato con l’etanolo rispetto a quello normale.</p>
<p>Ubriaconi.</p>
<p>Però, quando agli stessi moscerini prima respinti si dava la possibilità di accoppiarsi la scelta del cibo tornava ad essere casuale tra alcolico e analcolico.</p>
<p>La spiegazione di questo comportamento va ricercata a livello molecolare, infatti sia la soddisfazione sessuale che il consumo di alcol sono capaci di attivare/inattivare il sistema della “ricompensa” operato dal peptide NPF. La frustrazione sessuale provoca un abbassamento dei livelli del peptide NPF che incrementa il comportamento di ricerca di ricompensa come per esempio il consumo di alcolici. Al contrario, l’accoppiamento potenzia i livelli di NPF. Nei mammiferi è presente un sistema simile caratterizzato, però, da un altro peptide, l’NPY che ha una funzione più complessa ed è regolato da diverse zone del cervello dipendentemente da alimentazione, ansia, stress, regolazione del sonno, motivazione sessuale e di nuovo consumo di alcolici.</p>
<p>Questo studio sui moscerini ci dice qualcosa di nuovo sul ruolo di singoli peptidi come NPF che funzionano come trasduttori molecolari tra l’esperienza sociale e la ricompensa chimica.</p>
<p>E ci porta a giustificare un po’ di più alcuni nostri comportamenti, almeno dal punto di vista fisologico&#8230;</p>
<p><a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=Shohat-Ophir%20G%5BAuthor%5D&amp;cauthor=true&amp;cauthor_uid=22422983"><em>Shohat-Ophir G</em></a><em>, </em><a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=Kaun%20KR%5BAuthor%5D&amp;cauthor=true&amp;cauthor_uid=22422983"><em>Kaun KR</em></a><em>, </em><a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=Azanchi%20R%5BAuthor%5D&amp;cauthor=true&amp;cauthor_uid=22422983"><em>Azanchi R</em></a><em>, </em><a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=Mohammed%20H%5BAuthor%5D&amp;cauthor=true&amp;cauthor_uid=22422983"><em>Mohammed H</em></a><em>, </em><a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=Heberlein%20U%5BAuthor%5D&amp;cauthor=true&amp;cauthor_uid=22422983"><em>Heberlein U</em></a>. Sexual deprivation increases ethanol intake in Drosophila. <a title="Science (New York, N.Y.)." href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=Sexual+Deprivation+Increases+Ethanol+Intake+in+Drosophila">Science.</a> 2012 Mar 16;335(6074):1351-5.</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2013/04/30/di-2-di-picche-birra-ovvero-essere-sessualmente-frustrati-cercar-conforto-nellalcol/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Scientificast #37 &#8211; Dalla Terra allo spazio</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2013/04/27/scientificast-37-dalla-terra-allo-spazio/</link>
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		<pubDate>Sat, 27 Apr 2013 19:43:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drpbrock</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una puntata che lascia davvero il segno. Non capita spesso infatti di avere ospiti così illustri nel nostro podcast. Ma andiamo con ordine: [00:03:07] Crediti formativi e discrediti scientifici. Luca Di Fino ci parla dell&#8217;iniziativa nata all&#8217;interno di Dibattito Scienza che ha mosso serie critiche alla decisione di alcune scuole di concedere crediti formativi in &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/04/27/scientificast-37-dalla-terra-allo-spazio/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/04/Samantha_Cristoforetti_-_Neutral_Buoyancy_Laboratory_1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1343" title="Samantha_Cristoforetti_-_Neutral_Buoyancy_Laboratory_1" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/04/Samantha_Cristoforetti_-_Neutral_Buoyancy_Laboratory_1-168x300.jpg" alt="" width="168" height="300" /></a>Una puntata che lascia davvero il segno. Non capita spesso infatti di avere ospiti così illustri nel nostro podcast. Ma andiamo con ordine:</p>
<p><em>[00:03:07]<strong> Crediti formativi e discrediti scientifici</strong></em>. Luca Di Fino ci parla dell&#8217;iniziativa nata all&#8217;interno di Dibattito Scienza che ha mosso serie critiche alla decisione di alcune scuole di concedere crediti formativi in seguito ad una conferenza di Giampaolo Giuliani, noto per diffondere un modello previsionali dei terremoti che non trova riscontri scientifici.<br />
Per approfondire<br />
- <a href="http://lucadifino.wordpress.com/2013/04/14/crediti-formativi-e-discrediti-scientifici/">L&#8217;articolo originale dal blog di Luca Di Fino</a><br />
- <a href="https://www.facebook.com/groups/dibattitoscienza/">Il gruppo di Dibattito Scienza su Facebook.</a></p>
<p><em>[00:16:13]</em><strong><em> </em>Primavera ed allergie.</strong> Simone ne parla con <strong>Albana Kodra</strong> di <a href="http://www.classmeteo.it/web/portale/news/prometeo-spazio-al-tempo/"><strong>Prometeo</strong></a> (<a href="http://www.classcnbc.it/">Class TV</a>, canale 27 del digitale terrestre) e credo che purtroppo l&#8217;argomento sia tristemente noto a molti di voi in questi giorni.</p>
<p><span style="color: #000000;"><em>[00:30:12]</em><strong><em> </em>Intervistiamo Samantha Cristoforetti</strong>. Intervistiamo l&#8217;astronauta ESA e pilota italiano che volerà verso la Stazione Spaziale Internazionale il prossimo 30 Novembre 2014. Approfondiamo i dettagli della sua futura missione e gli aspetti legati alle importanti attività della ISS.</span><br />
Per approfondire:<br />
- <a href="http://www.esa.int/ita/ESA_in_your_country/Italy/Samantha_Cristoforetti">La biografia ufficiale di Samantha Cristoforetti sul sito ESA</a><br />
- <a href="https://twitter.com/AstroSamantha">Il canale twitter di Samantha Cristoforetti</a><br />
- <a href="http://www.esa.int/Our_Activities/Human_Spaceflight/International_Space_Station">La pagina ufficiale ESA della International Space Station (ISS)</a></p>
<p><em>[00:53:37]</em><strong><em> </em>Scientifiboook; &#8220;Pane e bugie&#8221;, di Dario Bressanini.</strong> Nella loro consueta rubrica, Anna Rita e Giuliana approfondiscono questo interessantissimo libro che parla di cibo e scienza e cerca di sfatare miti e disinformazione che spesso circondano il settore alimentare.<br />
Per approfondire:<br />
- <a href="http://www.chiarelettere.it/libro/reverse/pane-e-bugie.php">Pane e bugie sul sito della casa editrice Chiarelettere</a><br />
- <a href="http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/">&#8220;Scienza in cucina&#8221;, il blog di Bressanini per Le Scienze</a></p>
<p><em>[01:09:21]</em><strong><em> </em>Atomic Force Microscopy 2013, a focus on marine biology. </strong>Di ritorno da una scuola di specializzazione, la redazione Genovese ha intervistato <strong>Massimo Vasalli</strong> organizzatore della scuola di microscopia e con il quale abbiamo approfondito aspetti legati al microscopio a forza atomica.<br />
Per approfondire:<br />
- <a href="http://afm2013.nanoscopy.eu/">La pagina della &#8220;AFM 2013, a Focus on marine biology&#8221;</a><br />
- <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Microscopio_a_forza_atomica">Microscopio a forza atomica (Wikipedia)</a></p>
<p>Ringraziamo infine tutti gli amici dell&#8217;<strong>Associazione Culturale Scientificast</strong> e i nuovi soci, in particolare chi si è associato alla <strong>Cena Steampunk di Grazzano Visconti</strong>. Benvenuti! <img src='http://www.scientificast.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Potete <strong>sostenere</strong> le attività divulgative di <strong>Scientificast diventando nostri soci oppure effettuando una libera donazione attraverso gli appositi pulsanti Paypal</strong> che trovate sul lato destro di questo blog.</p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/Scientificast37.mp3"><strong>&gt;&gt; SCARICA LA PUNTATA 37 &lt;&lt; </strong></a></p>
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		<title>27 anni dal disastro di Chernobyl</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Apr 2013 12:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Casolino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 26 aprile di 27 anni fa, alle ore 1:23 ebbe luogo il terribile incidente al reattore numero 4 della centrale nucleare di Chernobyl. La violazione delle procedure operative e di sicurezza, la scarsa conoscenza del funzionamento e comportamento del reattore e la mancanza di comunicazione tra gli addetti coinvolti all’atto dell’incidente furono la causa di quella catastrofe. Infatti, &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/04/27/27-anni-dal-disastro-di-chernobyl/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1335" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/04/800px-Chernobylreactor_1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1335" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/04/800px-Chernobylreactor_1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Il sarcofago del reattore n. 4 della centrale di Chernobyl</p></div>
<p><strong>Il 26 aprile di 27 anni fa, </strong>alle ore 1:23<strong> </strong>ebbe luogo il terribile incidente al reattore numero 4 della centrale nucleare di Chernobyl. La violazione delle procedure operative e di sicurezza, la scarsa conoscenza del funzionamento e comportamento del reattore e la mancanza di comunicazione tra gli addetti coinvolti all’atto dell’incidente furono la causa di quella catastrofe. Infatti, in un pericoloso quanto mal pianificato esperimento per verificare il comportamento del reattore in condizioni critiche, i responsabili in turno alla centrale disinserirono molti dei sistemi di sicurezza ed esclusero il sistema di raffreddamento di emergenza. Il reattore fu portato ad operare in un regime estremamente instabile di bassa potenza e con poche barre di controllo inserite. L’elevata temperatura dell’acqua di raffreddamento formò delle bolle simili – ma più grandi – a quelle che compaiono nell’acqua in una teiera prima che giunga ad ebollizione. La presenza di queste bolle di vapore riduceva la presenza di acqua e dunque la capacità di assorbire i neutroni della reazione a catena. Meno acqua implicava una reazione nucleare più intensa che aumentava il calore che a sua volta faceva bollire ancora più acqua formando bolle sempre più grandi e aumentando ancora la reazione nucleare, la temperatura e la pressione del reattore. Questo circolo vizioso fu rotto solo dall’esplosione termica del reattore, che liberò isotopi radioattivi (cesio-137, iodio-131, plutonio-239, 240, 241) in una grande regione, spinti in alto dall’incendio innescato dalla grafite (essenzialmente carbone) che era usata per moderare il reattore. Si calcola che circa 33.000 Tera Bq (ossia 33 miliardi di miliardi di Bq ) siano stati sparsi nell’aria dall’incidente di Chernobyl. <span style="font-size: 13px; line-height: 18px;">Più di 100 persone furono esposte radiazione in dosi di svariati Sievert, vale a dire migliaia di volte più alta di quanto sinora avvenuto a <a href="http://marco-casolino.blogspot.it/2013/02/radioattivita-e-cesio-nel-suolo-di.html">Fukushima</a>. Di questi &#8211; secondo il rapporto <a href="http://www.unscear.org/docs/reports/2008/11-80076_Report_2008_Annex_D.pdf">UNSCEAR - </a>il numero di morti accertati è pari a 58:  si trattava di addetti alla centrale, di piloti, di pompieri, cameraman. Gli abitanti della città di Pripyat, Chernobyl e di più di un centinaio di villaggi, per un totale di circa di 120.000 persone, dovettero essere evacuati nei giorni seguenti: non avrebbero fatto più ritorno nelle loro case. Nella regione vi fu un aumento dell&#8217;incidenza dei tumori alla tiroide, che però dovrebbero essere stati individuati in tempo grazie ad un accurato monitoraggio tra la popolazione, senza causare vittime. </span><span style="font-size: 13px; line-height: 18px;"> </span><span style="font-size: 13px; line-height: 18px;">La nube contenente cesio  radioattivo si sparse per l’Europa dove è ancora rivelabile ad esempio nei <a href="http://www.lastampa.it/2013/03/09/scienza/ambiente/cinghiali-radioattivi-indagine-sulle-alpi-wcG9UmIgy5SDQwSXXSSuRP/pagina.html">cinghiali</a> del nord Italia. </span></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 18px;">Marco Casolino</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un ottimo libro che analizza in dettaglio l&#8217;incidente di Chernobyl, le sue cause, gli effetti fisici a breve  e lungo termine è:</p>
<p>R. F. Mould, Chernoby Record. The Definitive History of the Chernobyl Catastrophe, IOP publishing 2000</p>
<p>Su <a href="http://www.amazon.com/Chernobyl-Record-Definitive-History-Catastrophe/dp/075030670X/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1314536066&amp;sr=8-1">Amazon</a>  è di sponibile a  più di 100 $, ma sono consultabili molte pagine in anteprima.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2013/04/27/27-anni-dal-disastro-di-chernobyl/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Quando gli animalisti uccidono (senza rendersene conto)</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2013/04/22/protesta-animalisti/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Apr 2013 13:56:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuliana</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 20 aprile si è verificato, nel Dipartimento di Farmacologia di Milano, un episodio molto grave: un gruppo di attivisti del movimento “Coordinamento Fermare Green Hill” è riuscito a entrare nello stabulario che ospita gli animali da laboratorio e si è incatenato il collo alle maniglie delle porte di ingresso, impedendo a chiunque l&#8217;ingresso, fino &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/04/22/protesta-animalisti/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/04/Acquisizione-a-schermo-intero-22042013-125558.bmp.jpg"><img class=" wp-image-1289 alignright" title="Acquisizione a schermo intero 22042013 125558.bmp" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/04/Acquisizione-a-schermo-intero-22042013-125558.bmp.jpg" alt="" width="356" height="286" /></a></p>
<p>Il 20 aprile si è verificato, nel Dipartimento di Farmacologia di Milano, un episodio molto grave: un gruppo di attivisti del movimento “Coordinamento Fermare Green Hill” è riuscito a entrare nello stabulario che ospita gli animali da laboratorio e si è incatenato il collo alle maniglie delle porte di ingresso, impedendo a chiunque l&#8217;ingresso, fino a quando non sono iniziate le trattative con la direttrice del Dipartimento per liberare gli animali presenti. Nel frattempo altri attivisti aprivano le gabbiette, scambiavano di posto topi e conigli, mettevano in disordine etichette e documentazione, rendendo così gli animali `inservibili´ per continuare la sperimentazione.</p>
<p>Durante l&#8217;occupazione, durata circa 10 ore, gli attivisti hanno pubblicato sulla loro pagina Facebook foto e video ripresi all&#8217;interno, sia di sé stessi incatenati, sia delle gabbie in cui erano tenuti gli animali, invitando gli altri attivisti a unirsi alla protesta fuori dal palazzo.</p>
<p>A fine giornata scrivevano su Facebook:</p>
<blockquote><p><em> ULTIMA ORA! E&#8217; FATTA gli attivisti e le attiviste sono usciti dopo 10 ore di occupazione dello stabulario di farmacologia di Milano.</em></p>
<p><em>Con loro CENTINAIA DI TOPI E 1 CONIGLIO sono stati riscattati e portati al sicuro, lontano dalle mani dei vivisettori. TUTTI gli altri animali presenti all&#8217;interno verranno rilasciati nei prossimi giorni, in accordo con la direttrice dell&#8217;università.</em></p>
<p><em><br />
I 5 attivisti sono stati identificati dalla polizia e hanno raggiunto tra le ovazioni la folla che in queste ore era sopraggiunta in supporto.</em></p>
<p><em>RINGRAZIAMO tutte le persone che hanno creduto in noi, un altro passo storico nella battaglia contro la Sperimentazione Animale è stato oggi compiuto! </em></p></blockquote>
<p>Ma questo non è affatto un “passo storico nella battaglia contro la sperimentazione animale”, bensì un inaccettabile episodio di violenza e vandalismo che è passato impunito, e chi l&#8217;ha compiuto non deve essere accolto come un eroe, ma con fischi, dato che l&#8217;unico risultato ottenuto è stato l&#8217;aver rovinato anni di studi a favore dei malati e di chi soffre, ed è inaccettabile che nessuno abbia fatto niente per impedire che costoro entrassero e rubassero animali da migliaia di euro, in un periodo in cui i fondi per la ricerca sono pochi e i costi esorbitanti.</p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/04/Acquisizione-a-schermo-intero-22042013-125605.bmp.jpg"><img class="alignleft  wp-image-1290" title="Acquisizione a schermo intero 22042013 125605.bmp" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/04/Acquisizione-a-schermo-intero-22042013-125605.bmp.jpg" alt="" width="353" height="283" /></a></p>
<p>Il giorno seguente studenti e ricercatori sono scesi in piazza per manifestare contro il blitz e contro l&#8217;ignoranza diffusa riguardo la sperimentazione animale. Potete leggere <a href="http://www.prometeusmagazine.org/wordpress/2013/04/22/occupazione-stabulario-unimi-la-risposta-dei-ricercatori/" target="_blank"> la lettera </a> che hanno scritto in risposta agli avvenimenti.</p>
<p>Quello di cui non si rendono conto i cosiddetti animalisti è che la loro azione, oltre a creare un enorme danno alla ricerca (migliaia di euro di anni di studi buttati al vento), condanna a morte certa gli stessi animali, abituati a vivere in condizioni rigorose e incapaci di vivere in libertà, con un sistema immunitario poco efficiente che non è mai venuto in contatto con l&#8217;ambiente esterno, e forse portatori di malattie infettive. Spesso, infatti, gli animali usati nei laboratori sono stati selezionati appositamente per la ricerca e addirittura alcune linee transgeniche potrebbero, se liberate in natura, creare danni all&#8217;ecosistema.</p>
<p>La disinformazione che viene fatta passare da molte associazioni animaliste è tanta: non è vero che in laboratorio si torturano gli animali e che la ricerca sugli animali non serve a nulla o può essere evitata. Essa è necessaria e va controllata: esiste, infatti, una rigorosa regolamentazione in merito, che evita ricerche e sofferenze inutili.</p>
<p>Le ricerche che si svolgevano nel Dipartimento di Farmacia Statale erano assolutamente legali e regolamentate. Gli stessi video pubblicati dagli animalisti mostrano gabbie perfettamente pulite e ordinate. Le ricerche riguardavano soprattutto le malattie del sistema nervoso, per le quali non sono attualmente disponibili cure: autismo, malattia di Parkinson, di Alzheimer, Sclerosi Multipla, Sclerosi Laterale Amiotrofica, sindrome di Prader-Willi, dipendenza da nicotina, ed erano finanziate da enti nazionali e internazionali tra cui Telethon, AIRC, NIDA, Fondazione Cariplo, Fondazione Mariani, Fondazione Sclerosi Multipla, Comunità Europea, Ministero della Ricerca, Ministero della Sanità, Regione Lombardia, mediante processi di valutazione rigorosa, con risultati pubblicati sulle migliori riviste internazionali nel campo.</p>
<p>Non ci sono parole di fronte alla insensatezza di un atto del genere: vorrei vedere coloro che si autodefiniscono “animalisti” guardare in faccia le persone con problemi di autismo, Parkinson, Alzheimer, sclerosi, eccetera che aspettavano con ansia la scoperta di una cura mentre candidamente dicono loro: “abbiamo fatto la cosa giusta: pensavamo di salvare la vita a un topo, perché è più importante della vostra.”</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2013/04/22/protesta-animalisti/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Buchi neri tra scienza e fantascienza: il campo di battaglia tra Relatività e Meccanica Quantistica</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2013/04/19/buco-nero/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Apr 2013 07:45:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Casolino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I buchi neri hanno sempre esercitato un notevole fascino per le loro estreme caratteristiche fisiche ed astronomiche.  Questo oggetto &#8211; talmente denso che neanche la luce  può fuoriuscirne &#8211;   fu per la prima volta postulato nel 1931 dall&#8217; indiano  Subrahmanyan Chandrasekhar  utilizzando le equazioni della Relatività Generale di Einstein. Qualunque cosa la cui massa è concentrata &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/04/19/buco-nero/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1265" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/04/Clipboard01.jpg"><img class="size-medium wp-image-1265 " src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/04/Clipboard01-300x292.jpg" alt="" width="300" height="292" /></a><p class="wp-caption-text">Un buco nero, dal manga 2001 nights.</p></div>
<p>I buchi neri hanno sempre esercitato un notevole fascino per le loro estreme caratteristiche fisiche ed astronomiche.  Questo oggetto &#8211; talmente denso che neanche la luce  può fuoriuscirne &#8211;   fu per la prima volta postulato nel 1931 dall&#8217; indiano  <a title="Subrahmanyan Chandrasekhar" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Subrahmanyan_Chandrasekhar">Subrahmanyan Chandrasekhar</a>  utilizzando le equazioni della Relatività Generale di Einstein.</p>
<p><strong>Qualunque cosa la cui massa</strong> è concentrata al di sotto di un certo raggio dà origine ad  un buco nero. Questo raggio – detto anche raggio di  <a title="Schwarzschild radius" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Schwarzschild_radius">Schwarzschild </a> o <em>orizzonte degli eventi</em>  dipende dalla massa, ma le dimensioni sono estremamente piccole : nel caso del Sole (che ha 700,000 km di raggio) questo  è poco meno di tre chilometri.</p>
<p>La teoria del geniale astrofisico indiano prevedeva la formazione di un buco nero  (BN) con la morte di una stella.  Quando le reazioni nucleari di un astro terminano perché esso  ha bruciato tutto il suo combustibile, tutto il suo materiale cade verso il centro. Il fato delle stella dipende dalla sua massa: il nostro sole diverrà una <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nana_bianca">nana bianca</a>, stelle sopra il 40% della sua massa delle<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stella_di_neutroni"> stelle di neutroni</a>, e sopra tre masse solari forma  un buco nero.   Una volta dentro l’orizzonte degli eventi  non vi è più alcuna speranza di uscirne: tutto viene compresso  sino alla singolarità centrale, infinitamente piccola e  probabilmente puntiforme, con tutti i problemi matematici e fisici che ciò comporta.</p>
<p>L&#8217;impossibilità di <a href="https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=NGgDLstSDBM">osservare direttamente</a> un buco nero fece sì che essi rimanessero un&#8217;ipotesi per la scienza  sino agli anni ’70 quando furono identificati per la prima volta in sistemi binari.  Questi furono identificati dall’emissione di raggi X e gamma del materiale della stella compagna, accelerato e riscaldato dalla caduta verso il BN. Naturalmente la fantascienza non attese la verifica ufficiale per sfruttare  le potenzialità narrative. Se  la letteratura e soprattutto la filmografia fantascientifica hanno spesso travisato ai fini della trama  le proprietà dei BN, altrettanto di frequente sono riusciti  a cogliere e a trasmettere correttamente le affascinanti particolarità di questi oggetti astrofisici, integrandoli con abilità nelle storie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/04/Clipboard021.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1270" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/04/Clipboard021.jpg" alt="" width="194" height="260" /></a>The Black Hole</em>, film del 1979 di una Disney che all&#8217;epoca non disdegnava di trattare temi più adulti, ha attirato l&#8217;attenzione del pubblico <em>mainstream</em> nei confronti di questo &#8216;incubo dello spazio&#8217;: se in quel caso il finale del film lasciava perplessi, la novellizzazione di Alan Dean Foster ipotizzava che in qualche modo le menti dell&#8217;equipaggio  potessero in qualche modo sopravvivere alla caduta  nel BN e passare in un altro universo. Buchi neri di piccole dimensioni sono stati usati in fantascienza   per creare campi gravitazionali in cui le astronavi possano superare la barriera della luce (<em>purtroppo ci cadrebbero dentro venendo disintegrate</em>) o  come motori di astronavi, come ad esempio, ne  <em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Nadia:_The_Secret_of_Blue_Water">Il mistero della pietra azzurra</a>,</em> in cui l’energia proveniva dalla rotazione di due buchi neri di piccole dimensioni uno intorno all’altro, o per creare degli immensi campi gravitazionali  (<em>purtroppo evaporerebbero in una frazione di secondo distruggendo tutto</em>)</p>
<p><strong>Al centro della nostra Galassia</strong> e di molte altre si trova  è un enorme buco nero della massa di almeno 4 milioni di masse solari, prodotto dall&#8217;accrescimento e dalla continua caduta di materiale al suo interno. Nella magnifica serie degli <a href="http://www.amazon.com/Gateway-Heechee-Saga-Frederik-Pohl/dp/0345475836">Heechee</a> dello scrittore  <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Frederik_Pohl">Frederick Pohl</a>,  l&#8217;interno di questo  buco nero è abitato da una razza aliena che si era rifugiata al suo interno, riuscendo in qualche modo a sopravvivere alla invece inevitabile compressione e distruzione di qualunque cosa cade al suo interno. Non è detto che il buco nero si debba  formare solo con materia: forti dell&#8217;equivalenza tra massa ed energia, sempre Pohl  utilizza nella stessa serie il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Kugelblitz_(astrophysics)">Kugelbiltz</a>, un buco nero creato artificialmente da un&#8217;enorme concentrazione di energia (ben al di sopra di quello che possiamo o potremo far noi nei prossimi secoli).  Dopo la compressione, comunque il K ed il BN sarebbero indistinguibili in quanto caratterizzati solo da massa, carica e momento angolare: ogni informazione è completamente persa all&#8217;interno del BN.</p>
<p><strong>In prossimità di un BN  il tempo scorre più lentamente</strong><strong> </strong>(o meglio sembra scorrere più lentamente per qualcuno che osserva da lontano). Questo fenomeno è simile alla dilatazione dei tempi della relatività speciale. In quest&#8217;ultimo caso l&#8217;effetto è dovuto all&#8217;elevata velocità dell&#8217;astronave, mentre nel BN è innescato dall&#8217;elevato campo gravitazionale. Questo fenomeno è osservabile  anche per campi gravitazionali meno intensi: nel caso della Terra vi sono piccole ma non trascurabili correzioni agli <a href="http://physics.stackexchange.com/questions/1061/why-does-gps-depend-on-relativity">orologi dei GPS</a> posti in orbita attorno alla terra, che scorrono appena più veloci dei nostri sulla superficie terrestre.</p>
<p style="text-align: left">Joe  Haldeman fa degli effetti relativistici uno dei cardini di “<a href="http://www.mondourania.com/collezione/%20collezione%201-20/uraniacollezione10.htm">Guerra Eterna</a>”, dove un conflitto interstellare si protrae per millenni che appaiono solo pochi anni per   i suoi protagonisti.</p>
<p style="text-align: left">Un buco nero è poi al centro di una delle “notti” del manga <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/2001_Nights">2001 nights</a></em>. In questo caso  gli effetti relativistici sono la chiave per un (quasi) lieto fine ad una vedova il cui marito era caduto decenni prima in un buco nero.</p>
<p style="text-align: left"><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/04/Clipboard03.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1271" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/04/Clipboard03-300x176.jpg" alt="" width="300" height="176" /></a></p>
<p style="text-align: left" align="center">Nella  serie animata giapponese  <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Gunbuster">Gunbuster</a> un buco nero artificiale  &#8211; creato facendo collassare  artificialmente Giove &#8211; viene utilizzato come arma definitiva per sconfiggere le armate nemiche.  Anche in questo caso le due protagoniste &#8211; vicine all&#8217;orizzonte degli eventi &#8211; si ritrovano a tornare sulla terra migliaia di anni dopo la loro partenza.</p>
<p style="text-align: left">Tornando alla scienza, un <a href="http://lanl.arxiv.org/pdf/1207.3123">recente articolo</a>, ripreso da un lungo editoriale sulla <a href="http://www.nature.com/news/astrophysics-fire-in-the-hole-1.12726">rivista Nature</a>, ripropone e discute le apparenti contraddizioni sulle nostre conoscenze dei BN, contraddizioni che vanno dritto al cuore di alcuni dei più grandi misteri della fisica moderna, in particolar modo lo scisma ancora aperto tra l’infinitamente microscopico, regolato dalle leggi  meccanica quantistica e l’infinitamente grande della Relatività Generale.</p>
<p><strong>Se si cade in un buco nero si viene distrutti</strong>, senza scampo, senza appello e senza finire in universi paralleli.  L’articolo si pone la domanda se si venga 1) squarciati   dalla  forza di marea gravitazionale tra i piedi e la testa, dovuta all’incredibile aumento della gravità  in prossimità del BN oppure se 2) ciò avvenga per un “muro di fuoco” dovuto alla radiazione di Hawking, ossia alla radiazione emessa in prossimità del buco nero. Lo scienziato infatti postulò che alcune particelle possano sfuggire in prossimità  dell’orizzonte degli eventi. Il trucco per scappare a questa perfetta trappola astrofisica risiede nella meccanica quantistica. Questa infatti postula che nel vuoto si possano continuamente formare particelle ‘virtuali’ che si riassorbono immediatamente per annichilazione (o quasi, si veda l’articolo sull’effetto Casimir). Se la coppia di particelle si forma sull’orizzonte degli eventi, una di esse cadrà nel BN mentre l’altra – per simmetria – lo lascerà prima di distruggersi.  Il risultato netto è una evaporazione del buco nero, ossia una riduzione della sua massa. Questa evaporazione è  tanto più rapida quanto più piccola  è la massa del buco nero. Ne consegue che se anche i raggi cosmici o l’acceleratore del Cern creasse un BN questo evaporerebbe istantaneamente senza risucchiare la terra.</p>
<p>Nonostante l’impostazione scherzosa dell’articolo, l’argomento trattato  è di importanza cruciale per la soluzione di uno dei più grandi problemi  della fisica:<a href="http://marco-casolino.blogspot.jp/2013/01/scontro-del-secolo-meccanica.html"> riconciliare Relatività generale con la Meccanica Quantistica</a>. Le teorie che descrivono i  due pilastri su cui si fonda la fisica moderna e che hanno dato origine a tutte le applicazioni tecnologiche (computer, laser, GPS, satelliti&#8230;) sono al momento mutualmente esclusive e non riconciliabili.  Sforzi notevoli Ogni tentativo di sviluppare una teoria più generale che le incorpori entrambe (gravità quantistica, stringhe…) è al momento naufragato miseramente.</p>
<p>In questo contesto i  buchi neri sono gli unici oggetti del nostro universo  dove sia possibile,   tentare di analizzare cosa succede quando Relatività  e Meccanica quantistica  si scontrano.  Come nei migliori – e nei peggiori – libri di fantascienza è in gioco il Destino dell’Universo.</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2013/04/19/buco-nero/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Crediti formativi e Discrediti scientifici (re-post, lucadifino.wordpress.com)</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2013/04/14/giuliani/</link>
		<comments>http://www.scientificast.it/2013/04/14/giuliani/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 14 Apr 2013 12:08:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Di Fino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riprendiamo e rilanciamo il post di Luca Di Fino in merito ad un argomento che ha tenuto banco nei giorni scorsi. Scientificast sostiene l&#8217;iniziativa e vi invita a sottoscrivere la lettera.  Succede che in questa Italia in cui finisce che la libertà di avere la propria opinione e di esprimerla liberamente si trasformi nel fatto &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/04/14/giuliani/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><em><a href="http://lucadifino.wordpress.com/2013/04/14/crediti-formativi-e-discrediti-scientifici/">Riprendiamo e rilanciamo il post di Luca Di Fino</a> in merito ad un argomento che ha tenuto banco nei giorni scorsi.<br />
<strong>Scientificast sostiene l&#8217;iniziativa e vi invita a sottoscrivere la lettera. </strong></em></p>
<p align="justify">Succede che in questa Italia in cui finisce che la libertà di avere la propria opinione e di esprimerla liberamente si trasformi nel fatto che tutte le opinioni abbiano la stessa autorevolezza, indipendentemente dal fatto che siano o meno supportate da chiare evidenze, specie in campo scientifico, un signore che afferma di poter prevedere i terremoti senza che abbia mai presentato previsioni affidabili possa essere appoggiato, spero senza piena  consapevolezza, dal sistema scolastico che offre agli studenti che frequentano la sua conferenza dei crediti formativi. E’ davvero questo quello che vogliamo insegnare ai nostri figli?</p>
<p align="justify">Fortunatamente in occasione delle recenti primarie è nato il gruppo Dibattito Scienza, un gruppo di giornalisti, divulgatori e scienziati, che possa intervenire pubblicamente proprio in presenza di queste distorsioni. In seno a questo gruppo è nata una iniziativa diretta ai dirigenti scolastici del circondario di Frascati per informare su questa incredibile situazione.</p>
<p align="justify">Se volete essere tra i firmatari dell’appello che sarà consegnato ai dirigenti scolastici lasciate un commento a questo blog oppure mandate una mail a <a href="mailto:petizionegiuliani@outlook.com">petizionegiuliani@outlook.com</a> entro martedì 16 Aprile. Oltre questo termine potete comunque partecipare all’iniziativa dando massima diffusione all’appello sui social network e blog.</p>
<p align="justify"><a href="http://4.bp.blogspot.com/-u_KbTNWF6Qg/UWmgT8cDs0I/AAAAAAAAG34/PCsLKn_-sp8/s1600/effetti-di-un-terremoto.jpg"><img class="aligncenter" src="http://4.bp.blogspot.com/-u_KbTNWF6Qg/UWmgT8cDs0I/AAAAAAAAG34/PCsLKn_-sp8/s1600/effetti-di-un-terremoto.jpg" alt="" width="408" height="307" /></a></p>
<p align="justify">Giusto per informazione, queste sono le previsioni di Giuliani (quelle raccolte prima del terremoto, ovviamente)</p>
<span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='645' height='393' src='http://www.youtube.com/embed/c7-9lNkA-y4?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' frameborder='0'></iframe></span>
<p align="justify">Questa è la lettera che abbiamo preparato e che già raccoglie diverse adesioni:</p>
<p>********************************************************************************</p>
<p><span style="font-size: small">Ai signori Dirigenti Scolastici e Consigli di Classe:</span></p>
<p><span style="font-size: small">Istituto Tecnico Industriale “E. Fermi” – Via Cesare Minardi 14 – Frascati<br />
Istituto Professionale per i Servizi Commerciali “M. Pantaleoni” – Via B. Postorino 27 – Frascati<br />
Liceo Classico “Marco Tullio Cicerone” – Via Fontana Vecchia 2 – Frascati<br />
Istituto Tecnico Commerciale “Michelangelo Buonarroti” – Via Angelo Celli 1 – Frascati<br />
Liceo Scientifico “Bruno Touschek” – Via Kennedy – Grottaferrata<br />
Scuola Superiore “Giovanni Falcone” – Via Garibaldi,19 – Grottaferrata<br />
Scuola Superiore “San Nilo” – Piazza Marconi, 7 – Grottaferrata<br />
Istituto Salesiano Villa Sora &#8211; Via Tuscolana, 5 &#8211; Frascati</span></p>
<p><span style="font-size: small">e, per conoscenza:<br />
Italia Nostra – Settore Educazione al Patrimonio &#8211; </span><a href="mailto:educazioneformazione@italianostra.org"><span style="font-size: small">educazioneformazione@italianostra.org</span></a></p>
<p><strong>Oggetto: Crediti formativi per conferenza Giampaolo Giuliani</strong></p>
<p align="justify">Egregi Signori,</p>
<p align="justify">scriviamo per richiedere una vostra presa di posizione in merito all’evento del titolo “<em>È possibile prevedere i terremoti?</em>”, che si terrà il 19 Aprile a Frascati. Questo evento prevede la presenza di Giampaolo Giuliani, che ha recentemente fatto parlare di sé perché sostiene di poter prevedere i terremoti osservando le emissioni di radon, affiancato da Leonardo Nicoli, direttore della Fondazione Giuliani.</p>
<p align="justify">Dobbiamo con rammarico osservare che un’associazione meritoria, Italia Nostra, offra il proprio patrocinio a un evento in cui un signore che si muove all’esterno della comunità scientifica può liberamente divulgare le sue opinabili ipotesi su un tema alquanto delicato e sensibile, il tutto senza alcun contraddittorio. Certamente ognuno ha il diritto di esprimere le proprie opinioni, il rammarico nasce dalla perentorietà di certe affermazioni del signor Giuliani, che non risultano a tutt’oggi verificate (vedi approfondimento allegato), diffuse sull’onda emotiva in un paese che negli ultimi anni ha avuto a che fare con eventi sismici particolarmente distruttivi<strong>. </strong>Il rammarico si trasforma però in <strong>sdegno nell’apprendere che la partecipazione a questo incontro verrà considerata come credito formativo per gli studenti, </strong>nonostante non ci sia alcun riconoscimento ufficiale delle idee del Sig. Giuliani, né da parte del MIUR né da parte di altri Istituti che si occupano di territorio, a qualunque titolo.</p>
<p align="justify">Una cosa che vorremmo fosse insegnata agli studenti è che qualunque teoria riguardante fenomeni naturali deve umilmente sottoporsi al giudizio di tutti coloro che studiano, nei vari aspetti, questo stesso fenomeno (<em>peer-review</em>). Questo giudizio dovrà avvenire attraverso procedure standard, che non possono prescindere da metodologie condivise di indagine; dall’elaborazione di ipotesi e previsioni potenzialmente verificabili; da adeguata pubblicazione dei risultati sperimentali; dal controllo di esperti indipendenti; dalla verifica sperimentale indipendente delle ipotesi formulate, ecc.</p>
<p align="justify">L’insieme di queste procedure non è un capriccio di qualche fantomatico <em>establishment</em>; al contrario, queste regole hanno lo scopo di garantire una conoscenza della realtà oggettiva, affidabile, verificabile e condivisibile. Esse costituiscono il <strong>metodo scientifico</strong>, che si è andato costruendo nel corso dei secoli con il contributo di tutti coloro che si occupano di Scienza e di Conoscenza, nella consapevolezza che la conoscenza scientifica ha come giudice unico la Natura stessa, non un’autorità terrestre, non sicuramente l’opinione pubblica. Chi si colloca al di fuori di queste pratiche collaudate – che, proprio in virtù del fatto di ammettere la possibilità di errore, forniscono gli strumenti per individuarlo e correggerlo – si colloca al di fuori del mondo della scienza.</p>
<p align="justify">Purtroppo – e l’esame delle cause sarebbe lungo e complesso – in questi ultimi anni in Italia stiamo assistendo al fiorire di sedicenti “ricercatori indipendenti” in vari campi del sapere; personaggi che si fanno vanto dell’essere “emarginati dalla scienza ufficiale”, e trovano così la maniera di diventare noti all’opinione pubblica, propugnando fantomatiche “scoperte eccezionali”, rifiutate a causa di chissà quali indegni complotti. Questi <strong>venditori di illusioni </strong>giocano spesso con la sofferenza delle persone, e trovano chi li sostiene per meri interessi politici, ideologici od economici.</p>
<p align="justify">Contemporaneamente viene sottovalutato, non finanziato, ostacolato il lavoro di tanti ricercatori seri (spesso precari e malpagati) la cui colpa è quella di non far parte del grande circuito mediatico, di non “far notizia”. Il vero scandalo non è il presunto ostracismo verso Giuliani o quelli come lui: il vero scandalo è che l’Italia destina sempre meno risorse alla ricerca seria, all’Università, all’Istruzione, mettendo una seria ipoteca sul nostro futuro come nazione sviluppata e costringendo molti dei nostri ingegni più brillanti a trasferirsi all’estero. Dare <strong>legittimità </strong>agli outsider come Giuliani di certo non aiuta a muoversi in questa direzione.</p>
<p align="justify">In conclusione chiediamo a tutti voi, Dirigenti Scolastici e Docenti, di dare la massima visibilità a questo documento e di non riconoscere, in sede di consiglio di classe, crediti formativi a fronte della presentazione dell’attestato di frequenza all’evento. <strong>Possiamo suggerire, in alternativa, la partecipazione all’incontro &#8220;La previsione dei terremoti: tra miti e realtà&#8221; di Warner Marzocchi, direttore di ricerca presso l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – INGV, che si terrà il 18 aprile ore 16-18 presso il Dipartimento di Fisica, Università la Sapienza, Aula Amaldi. </strong></p>
<p align="justify">Ci auguriamo, ove possibile e compatibilmente con il carico didattico, che quanto scritto funga da stimolo per aprire una discussione con gli studenti sull’importanza di una corretta e rigorosa informazione scientifica.</p>
<p>Distinti saluti.</p>
<p>Marco Fulvio Barozzi, blogger scientifico e insegnante<br />
Luca Di Fino, ricercatore TD Dip. Fisica, Università Tor Vergata<br />
Aldo Piombino, blogger scientifico<br />
Simone Angioni, chimico, Università di Pavia, Segretario Associazione Culturale Scientificast<br />
Marzia Bandoni, esperta e-learning<br />
Martino Benzi, ingegnere<br />
Paolo Bianchi, blogger scientifico, Associazione Culturale Scientificast<br />
Marco Casolino, Primo Ricercatore INFN e Dip. Fisica, Università Roma Tor Vergata<br />
Pellegrino Conte, professore associato di Chimica Agraria, Università degli Studi di Palermo<br />
Carlo Cosmelli, docente di Fisica, Dipartimento di Fisica, Università Roma Sapienza<br />
Marco Ferrari, giornalista scientifico<br />
Mario Genco, Dibattito Scienza<br />
Milena Macciò, Dibattito Scienza<br />
Silvano Mattioli, Dibattito Scienza<br />
Marco Messineo, fisico, Dibattito Scienza<br />
Silvia Onesti, Elettra-Sincrotrone Trieste<br />
Daniele Oppo, cronista free lance e blogger<br />
Giuseppe Perelli, studente di dottorato in Scienze Computazionali e Informatiche<br />
Lisa Signorile, biologa e blogger scientifica<br />
Fabrizio Tessari, Dibattito Scienza<br />
Luca Vanini, studente in Ingegneria Meccanica<br />
Bruna Vestri, blogger<br />
Veronica Zaconte, fisico<br />
Ignazio Verde, primo ricercatore, CRA &#8211; Centro di Ricerca per la Frutticoltura, Roma</p>
<p><span style="font-size: large">Un breve approfondimento</span></p>
<p align="justify">Le idee di Giampaolo Giuliani non sono così originali e rivoluzionarie come certa stampa afferma: sulle relazioni fra emissioni di radon e terremoti ci sono diversi studi in molte aree sismiche del mondo, da Taiwan all&#8217;Islanda, passando per la California. Tutte le principali riviste scientifiche specializzate ne hanno prima o poi parlato. Che non sia propriamente una novità lo dimostrano le prime tracce in bibliografia, che risalgono al 1967. In California il sistema fu usato regolarmente per un po&#8217; di tempo negli anni &#8217;70. Ci furono dei riscontri per un paio di eventi nel 1979, ma poi il metodo è stato sostanzialmente eliminato perché la sua affidabilità era scadente; per esempio, il terremoto di Landers del 1972 fu seguito un paio di settimane <strong>dopo </strong>l&#8217;evento da anomali valori del gas e nel 1981 ci fu un brusco innalzamento dei livelli nell&#8217;area di Los Angeles, ma non accadde nulla. A Taiwan, dove vi sono aree particolarmente idonee a questi studi, sia geologicamente che climaticamente, si sono registrati diversi episodi di correlazione tra radon e sismicità. Ad esempio, la sorveglianza della faglia di Chuko ha dimostrato un aumento delle emissioni di radon prima di eventi sismici lungo quella specifica faglia, ma ancora senza raggiungere una predizione degli eventi stessi in qualche misura soddisfacente.</p>
<p align="justify">Il problema è che questi studi hanno dato troppi falsi positivi mettendo in evidenza quanto poco il radon sia predittivo. Una previsione è valida quando funziona, cioè quando l&#8217;evento si verifica. Una previsione è sbagliata sia se prevede qualcosa che poi non avviene (<em>falso positivo</em>), sia quando non prevede qualcosa che invece avviene (<em>falso negativo</em>). Dire che prima o poi pioverà a Roma è sicuramente una previsione che sarà confermata dai fatti, ma non può considerarsi di certo rivoluzionaria, anche se basata su osservazioni condivise.</p>
<p align="justify">C&#8217;è poi una differenza fondamentale fra Giuliani e queste ricerche: tutte si basano sullo studio di una singola faglia, quando invece Giuliani parla genericamente di aree. Questo è un particolare di non trascurabile importanza: prevedere un terremoto significa fare un comunicato in cui si scrive che “<em>circa il tal giorno alla tal ora si verificherà lungo quella faglia un evento di magnitudo n il quale provocherà uno scuotimento come da cartografia allegata</em>”. Come si può definire l&#8217;area in cui vanno presi provvedimenti di protezione civile senza sapere quale faglia si muoverà?</p>
<p align="justify">Ricordiamo inoltre che Giuliani non ha mai realmente previsto nulla di significativo, come dimostra un video del Marzo 2010 preparato dai ricercatori dell’INGV, grazie al quale vengono messe in evidenza tutte le sue contraddizioni: infatti non riesce, nemmeno successivamente al tragico sisma che il 6 Aprile del 2009 colpì la città dell’Aquila, a fornire una informazione coerente sulla sua presunta previsione del terremoto. Anzi, risulta agli atti che una settimana prima del fatale terremoto aquilano voleva sgomberare Sulmona a seguito dell&#8217;evento di Magnitudo 4.0 che aveva colpito la cittadina il 29 marzo 2009. Insomma, si prevede pioggia a Frascati e poi aprono gli ombrelli a Ladispoli. Che previsione è?</p>
<p align="justify">Siamo convinti che la ricerca sui segnali premonitori dei terremoti sia importante, ma debba essere condotta in contesti davvero affidabili, non certo sull’onda dell’emotività o della personalizzazione. Siamo tuttavia altrettanto certi che in un paese come il nostro sia più importante investire nella prevenzione, con una adeguata gestione del territorio e con norme e controlli più stringenti sul patrimonio edilizio. La lezione ci viene dal Giappone, paese con sismicità anche superiore alla nostra: costruire in maniera corretta e nei luoghi corretti vuol dire anzitutto abbattere drasticamente la perdita di vite umane, anche in caso di forti terremoti, oltre a ridurre sensibilmente i costi per la ricostruzione post-sismica. Certo che ci vogliono precise scelte politiche, e all’orizzonte non si vedono segnali confortanti.</p>
<p align="justify">********************************************************************************</p>
<p align="justify">Riferimenti e altri sostenitori dell’iniziativa:</p>
<p align="justify"><a href="http://www.dibattitoscienza.it/">Dibattito Scienza</a> &#8211; <a href="https://www.facebook.com/groups/dibattitoscienza/">pagina facebook</a><br />
<a href="http://tamburoriparato.blogspot.com.es/2013/04/i-terremoti-metodo-scientifico-vs.html">I terremoti. Metodo scientifico vs. ipotesi.</a><br />
<a href="http://www.aldopiombino.blogspot.it/2013/04/tuttii-giorni-noi-di-dibattito-scienza.html">Il Belpaese degli scientificamente ignoranti: crediti formativi per un incontro con Giuliani, quello che dice di prevedere i terremoti (ma non li prevede)</a><br />
<a href="http://keespopinga.blogspot.it/2013/04/credito-mal-riposto-dalle-scuole-di.html">Credito mal riposto dalle scuole di Frascati</a></p>
<p align="justify">Ho già parlato di Giuliani <a href="http://lucadifino.wordpress.com/2012/06/18/non-siete-scienza-voi-giuliani-e-le-previsioni-del-terremoto/">qui</a></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2013/04/14/giuliani/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Make it work! Cercare, scoprire, creare le professioni del futuro</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2013/04/12/work-cercare-scoprire-creare-le-professioni-del-futuro/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Apr 2013 14:42:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Di Fino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fisica]]></category>
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		<description><![CDATA[CICLO DI SEMINARI SULLE PROFESSIONI Secondo Incontro venerdì 19 aprile 2013 ore 17.00 Le professioni dello Spazio c/o Biblioteca Europea Via Savoia, 13 – 00198 ROMA (RM) Lo Spazio Incontragiovani Europea – Informagiovani di Roma Capitale, in collaborazione con la Biblioteca Europea, con i principali enti di riferimento e partners qualificati propone, a partire da &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/04/12/work-cercare-scoprire-creare-le-professioni-del-futuro/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center">CICLO DI SEMINARI SULLE PROFESSIONI</p>
<p style="text-align: center">Secondo Incontro<br />
venerdì 19 aprile 2013 ore 17.00</p>
<p style="text-align: center">Le professioni dello Spazio</p>
<p style="text-align: center">c/o Biblioteca Europea<br />
Via Savoia, 13 – 00198 ROMA (RM)</p>
<p>Lo Spazio Incontragiovani Europea – Informagiovani di Roma Capitale, in collaborazione con la Biblioteca Europea, con i principali enti di riferimento e partners qualificati propone, a partire da marzo 2013, un ciclo di seminari informativi e di orientamento sulle figure professionali che, in questo momento, possono offrire maggiori opportunità per un concreto inserimento nel mondo del lavoro. I seminari Make it work! si pongono l’obiettivo di erogare informazioni pratiche, concrete e facilmente fruibili per accrescere il livello di autonomia dei ragazzi che si trovano di fronte a scelte e percorsi formativi diversificati o che sono impegnati nella ricerca di un’occupazione. Saranno illustrati i profili professionali più richiesti, quelli emergenti e poco conosciuti contestualizzandoli nell’attuale panorama occupazionale.</p>
<p>Il secondo incontro sarà dedicato alle nuove figure professionali attualmente più richieste dalle aziende del settore aerospaziale, che, nel generale contesto di crisi, non ha presentato segni particolari di flessione. Insieme ad un giornalista aerospaziale, un ingegnere ed un fisico che si occupano di missioni nello Spazio individueremo le figure professionali meno conosciute e più interessanti in questo ambito.</p>
<p>Programma</p>
<p>Relatori: Paolo D’Angelo, Armando Tempesta, Luca Di Fino</p>
<p>Interverrà Paolo D’Angelo che illustrerà l’ambiente lavorativo aerospaziale in Italia attraverso il percorso storico della conquista dello Spazio e l’evoluzione delle scoperte scientifiche e tecnologiche in materia.</p>
<p>A seguito Armando Tempesta e Luca Di Fino racconteranno attraverso la propria esperienza professionale quanto sia vasto il panorama occupazionale in questo settore.</p>
<p>——————————————————————————————-</p>
<p>Paolo D’Angelo è un giornalista e storico dello Spazio.</p>
<p>Armando Tempesta è un Ingegnere aerospaziale, attualmente Responsabile delle Relazioni Istituzionali con l’ASI di Thales Alenia Space.</p>
<p>Luca Di Fino è un fisico, ricercatore presso l’università di Roma Tor Vergata, impegnato nel progetto spaziale ALTEA (esperimento italiano a bordo della stazione spaziale internazionale ISS).</p>
<p>Per avere informazioni e per prenotarsi:</p>
<p><a href="http://www.incontragiovani.it/indirizzi-utili/spazio-incontragiovani-europea" target="_blank">Spazio Incontragiovani Europea</a></p>
<p>Via Savoia, 13 – 00198 ROMA (RM)<br />
Telefono: 06.45460687<br />
Sito: <a href="http://www.incontragiovani.it" target="_blank">www.incontragiovani.it</a><br />
Email: <a href="spazioeuropea@incontragiovani.it" target="_blank">spazioeuropea@incontragiovani.it</a></p>
<p><a href="http://lucadifino.wordpress.com/2013/04/11/make-it-work-cercare-scoprire-creare-le-professioni-del-futuro/"><img class="aligncenter" src="http://lucadifino.files.wordpress.com/2013/04/locandina-make-it-work-spazio.jpg" alt="" width="543" height="768" /></a></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2013/04/12/work-cercare-scoprire-creare-le-professioni-del-futuro/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>La nascita della P.U.T.</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Apr 2013 12:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Angioni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono passati circa tre anni da quando, davanti ad una pizza ed una birra, io e l’amico e collega Francesco Grassi discutevamo del futuro del paranormale e delle pseudoscienze. Le nostre competenze erano differenti: lui esperto di cerchi nel grano e io di complotti, ma entrambi eravamo d’accordo sull’imminente nascita di qualcosa di nuovo nel &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/04/11/la-nascita-della-p-u-t/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1220" class="wp-caption alignleft" style="width: 193px"><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/04/download.jpg"><img class="size-full wp-image-1220" title="Repubblica Scie Chimiche" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/04/download.jpg" alt="" width="183" height="275" /></a><p class="wp-caption-text">Fonte: Repubblica.it</p></div>
<p>Sono passati circa tre anni da quando, davanti ad una pizza ed una birra, io e l’amico e collega <a href="http://www.francescograssi.com/">Francesco Grassi</a> discutevamo del futuro del paranormale e delle pseudoscienze. Le nostre competenze erano differenti: lui esperto di cerchi nel grano e io di complotti, ma entrambi eravamo d’accordo sull’imminente nascita di qualcosa di nuovo nel panorama dei “believers”.  In passato la credenza in una o più pseudoscienze, infatti, derivava da convinzioni personali slegate da altre tematiche simili. In breve capitava spesso di trovare il credente negli alieni e nell’omeopatia, ma difficilmente queste due convinzioni erano correlate tra loro. Da alcuni anni, invece, grazie all’emergere del complottismo, che tende a creare rapporti causa-effetto anche dove non ci sono, abbiamo assistito alla continua creazione di collegamenti tra le varie pseudoscienze.  Ovvero al nascere di quella che ho chiamato Pseudoscientific Unified Theory (P.U.T.), ovvero una teoria unificata di tutte le pseudoscienze.</p>
<p>Secondo questa teoria il disastro delle Torri Gemelle è stato voluto dagli americani, ma i diversi avvistamenti UFO intorno ai due grattacieli dimostrano il coinvolgimento degli alieni, cosa per altro abbastanza ovvia considerando che la Terra è governata da una razza aliena che è riuscita ad infiltrare i propri membri all’interno delle più alte cariche mondiali. Alieni o meno, che ci sia un piano per controllare l’intera umanità è un dato di fatto, basti pensare alla diffusione degli OGM voluta dalle aziende farmaceutiche e supportata dalle operazioni di irrorazione con le scie chimiche che, controllando le precipitazioni, sterminano le colture naturali, forzando l’uso delle sementi OGM. Queste sementi potrebbero causare mutazioni del DNA arrivando a rendere l’uomo controllabile, cosa che per altro già avviene grazie ad HAARP e al suo enorme potere di controllo mentale. Per acquisire potere queste lobby criminali hanno bisogno di ingenti quantità di denaro, raccolto con il signoraggio bancario e c’è bisogno di mantenere l’attenzione della popolazione concentrata su altro. Qui entrano in gioco le catastrofi controllate con HAARP che oltre alle menti, controlla anche i terremoti e supporta l’effetto delle scie chimiche, oltre che, al bisogno, incenerire a distanza target prestabiliti di eventuali “dissidenti”. Ed ecco spiegato anche il perchè dell’attacco alle Torri Gemelle, probabilmente eseguito dai militari tramite ologrammi. [1]</p>
<p>I sostenitori della P.U.T. non sono esperti o tecnici di un campo specifico, ma ritengono che praticamente qualunque cosa faccia parte di un piano più grande orchestrato ai danni dell’umanità da un soggetto a scelta. Militari, illuminati, ebrei, alieni, il mandante non è un problema, la P.U.T. mette tutti d’accordo. Invece che litigare tra su “chi abbia fatto cosa”, si è passati a “chiunque ha fatto qualunque cosa” e tanti saluti a quel minimo di spirito critico che ogni tanto spuntava nelle discussioni tra sostenitori delle pseudoscienze.</p>
<p>Fino ad oggi la P.U.T. è rimasta latente, confinata in alcuni forum ad appannaggio di pochi “esperti”, ma ora le cose sono cambiate. Tuttavia il 6 Aprile scorso la musica è cambiata perché la P.U.T. è stata <a href="http://milano.repubblica.it/cronaca/2013/04/06/foto/centinaia_in_marcia_a_milano_no_a_vaccini_e_scie_chimiche-56067797/1/">portata in piazza</a>, a Milano, con una manifestazione a cui hanno preso <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Regioni/Lombardia/?id=3.2.61117981">parte 500-600 persone</a>. Insieme alle scie chimiche, si è protestato contro <a href="http://www.scientificast.it/2012/09/15/scientificast-24/">vaccini</a>, <a href="http://www.scientificast.it/2011/12/10/scientificas-7-tra-pianeti-e-palloni/">HAARP</a>, mafie, i trattati europei, l’impoverimento della scuola e della cultura, e ancora: no ai farmaci, più trasparenza in politica, no alla crisi causata dal signoraggio, no agli OGM, no a <a href="http://www.scientificast.it/2012/12/30/chi-ha-paura-del-muos/">MUOS</a>. Centinaia di persone con convinzioni diverse, spesso inconciliabili. Manifestare per incentivare cultura accanto a persone che condanno i vaccini è un po’ come propagandare la buona musica ad un concerto dei <a href="http://www.youtube.com/watch?v=6V0TEac6pCA">Forced FT Niko</a>.<br />
Se questa tendenza unificatrice delle affermazioni cialtrone non fosse preoccupante, ci si potrebbe ridere sopra. Purtroppo questa manifestazione ha dimostrato che la P.U.T. è una realtà, che è uscita dalla rete e che ha raggiunto la gente comune. Questo è un momento storico per l’evoluzione delle pseudoscienze, osservate il fenomeno con attenzione, io mi faccio venire a prendere e torno sul mio pianeta dove mi aspettano Elvis, Paul Mccartney e Michael Jackson.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>[1] In un primo momento ho pensato di mettere un link di &#8220;riferimento&#8221; per ognuna delle affermazioni complottiste citate, ma mi sono reso conto che avrei fatto un sacco di pubblicità a siti che propagandano bufale. Perciò ho preferito non inserire alcuna fonte, se qualche lettore fosse interessato alla &#8220;bibliografia&#8221; dettagliata, può scrivermi in privato.</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2013/04/11/la-nascita-della-p-u-t/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Forza atomica per la biologia</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Apr 2013 13:59:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Guardare, ma forse sarebbe più appropriato dire toccare, il mondo biologico con il microscopio a forza atomica (AFM). La scuola “Training School 2013 – AFM in biology, a focus on marine biology” che si svolgerà dal 16 al 19 Aprile all’Area di Ricerca del CNR di Genova ha lo scopo di fare il punto sulle &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/04/09/forza-atomica-la-biologia/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1209" class="wp-caption alignleft" style="width: 372px"><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/04/image.bmp"><img class="size-full wp-image-1209" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/04/image.bmp" alt="" width="362" height="362" /></a><p class="wp-caption-text">Immagine al microscopio a forza atomica della superficie dell&#8217;occhio del granchio verde comune (Carcinus maenas). Le dimensioni dell&#8217;immagine sono circa 60X60 micrometri</p></div>
<p>Guardare, ma forse sarebbe più appropriato dire toccare, il mondo biologico con il microscopio a forza atomica (AFM). La scuola “Training School 2013 – AFM in biology, a focus on marine biology” che si svolgerà dal 16 al 19 Aprile all’Area di Ricerca del CNR di Genova ha lo scopo di fare il punto sulle applicazioni della tecnica della microscopia a forza atomica in biologia. Tre giorni per riflettere sul prezioso contributo che l’AFM può garantire alle scienze della vita e, soprattutto, un’occasione per approfondire la sua utilità nell’emergente settore della biofisica del mare. Da sempre gli scienziati guardano alla natura per imparare da essa nuove tecniche per affrontare problemi fondamentali. Un esempio  è quello degli adesivi: molti studiosi stanno cercando di capire come facciano organismi marini ad aderire in acqua su superfici eterogenee per procedere a sintetizzare un innovativo e potente adesivo che funzioni in ambiente liquido. In tale processo, la tecnica dell&#8217;AFM ha un ruolo cruciale, arrivando a dare una visione tridimensionale della realtà su scala addirittura delle singole molecole. Anche il vostro Julien ed io parteciperemo a questa scuola e vi racconteremo nei prossimi episodi un po’ più in dettaglio alcuni degli argomenti che studieremo e approfondiremo quindi&#8230; stay tuned! Nel frattempo, a proposito di prendere spunti dalla natura per risolvere problemi,  vi ricordo che nell’<a href="http://www.scientificast.it/2011/09/30/scientificast-2-un-bastimento-carico-di-neutrini/">episodio #2</a> del podcast Julien aveva parlato di biomimetismo. Nell’<a href="http://www.scientificast.it/2012/04/16/scientificast-15-%E2%80%93-gatti-spaziali-animali-robot/">episodio #15</a> invece, Julien ed io, avevamo accennato qualcosa riguardo al funzionamento del microscopio a forza atomica.</p>
<p>Per maggiori informazioni sulla scuola “AFM IN BIOLOGY” &#8211; A Focus on Marine Biology, potete invece consultare il sito: <a href="http://afm2013.nanoscopy.eu/">http://afm2013.nanoscopy.eu/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2013/04/09/forza-atomica-la-biologia/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Scientificast #36 &#8211; Pietrificatori di corpi ed anelli planetari</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2013/04/07/scientificast-36-pietrificatori-di-corpi-ed-anelli-planetari/</link>
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		<pubDate>Sun, 07 Apr 2013 20:04:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drpbrock</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nuovo mese e nuova puntata del nostro podcast! [00:02:40] &#8211; Nuove scoperte sul destino dell&#8217;Homo Neanderthalensis. Un team italiano, guidato da Silvana Condemi, ha effettuato una scoperta che consolida l&#8217;ipotesi di una continutà (o addirittura interbreeding) tra Neanderthalensis e Sapiens. PER APPROFONDIRE: - L&#8217;articolo originale su PlosOne. [00:08:14] &#8211; Corpi di pietra. Paolo Gorini ed &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/04/07/scientificast-36-pietrificatori-di-corpi-ed-anelli-planetari/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nuovo mese e nuova puntata del nostro podcast!</p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/04/Neandertal_adam_ve_kadın_modeli_Almanya.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-1200" title="Neandertal_adam_ve_kadın_modeli,_Almanya" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/04/Neandertal_adam_ve_kadın_modeli_Almanya-300x228.png" alt="" width="300" height="228" /></a>[00:02:40] &#8211; <strong>Nuove scoperte sul destino dell&#8217;Homo Neanderthalensis</strong>.<br />
Un team italiano, guidato da Silvana Condemi, ha effettuato una scoperta che consolida l&#8217;ipotesi di una continutà (o addirittura interbreeding) tra Neanderthalensis e Sapiens.<br />
PER APPROFONDIRE:<br />
- <a href="http://www.plosone.org/article/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0059781">L&#8217;articolo originale su PlosOne</a>.</p>
<p>[00:08:14] &#8211; <strong>Corpi di pietra. Paolo Gorini ed altri pietrificatori.</strong> Dopo la serata di Lodi dello scorso venerdì, Luigi Garlaschelli ci racconta la storia di Paolo Gorini, scienziato lodigiano del XIX secolo e delle tecniche di pietrificazione di cadaveri da lui utilizzate.</p>
<p>[00:22:49] &#8211; <strong>Aggiornamenti spaziali con Marco Zambianchi (ISAA)</strong>.<br />
In questa puntata:<br />
- <a href="http://www.astronautinews.it/2013/03/29/la-souyz-tma-08m-e-in-rotta-verso-liss/">La Soyuz TMA 08M in rotta verso la ISS</a><br />
- <a href="http://www.astronautinews.it/2013/03/24/dopo-25-anni-riprende-la-produzione-usa-di-plutonio-per-uso-spaziale/">Dopo 25 anni riprende la produzione USA di plutonio per uso spaziale</a><br />
- <a href="http://www.astronautinews.it/2013/03/21/mr-amazon-recupera-i-motori-del-saturno/">Jeff Bezos (CEO Amazon) recupera i motori del Saturno V</a><br />
- <a href="http://www.astronautinews.it/2013/03/15/firmato-laccordo-tra-esa-e-roscosmos-per-exomars/">Firmato l’accordo tra ESA e Roscosmos per ExoMars</a><br />
- Luca Parmitano; vediamo cosa farà il nostro &#8220;Astro Luca&#8221; una volta a bordo della ISS.<br />
PER APPROFONDIRE &#8211; Intervista (ASI): <a href="http://www.youtube.com/watch?v=0oJkhLVUwYA">Parte 1</a>, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=0oJkhLVUwYA">Parte 2</a>, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=4-JwnoLwFZg">Parte 3</a>.<br />
<em>Come sempre grazie all&#8217;<a href="http://www.isaa.it/">Italian Space and Astronautics Association</a> per la collaborazione.</em></p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/04/Saturn_planet_large.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1199" title="Saturn_(planet)_large" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/04/Saturn_planet_large-240x300.jpg" alt="" width="240" height="300" /></a>[00:40:00] -<strong> Mamma, papà, perchè?</strong> Nuova rubrica con la quale cerchiamo di rispondere alle domande dei vostri figli. Oggi Miriam ci chiede <strong>perchè Saturno ha gli anelli</strong>.<br />
PER APPROFONDIRE:<br />
- <a href="http://nssdc.gsfc.nasa.gov/planetary/factsheet/saturnfact.html">NASA Saturn fact sheet (eng)</a><br />
- <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anelli_di_Saturno">Anelli di Saturno (Wikipedia)</a><br />
- <a href="http://saturn.jpl.nasa.gov/">Sonda Cassini e Saturno (NASA, eng)</a></p>
<p>Infine cogliamo l&#8217;occasione per <strong>ringraziare nuovamente tutti coloro che hanno deciso di sostenere scientificast aderendo alla nostra associazione culturale</strong>. Marzo si è concluso ma potete comunque continuare ad associarvi o sostenere Scientificast con una libera donazione. Grazie.</p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/Scientificast36.mp3"><strong>&gt;&gt; SCARICA LA PUNTATA 36 &lt;&lt;</strong></a></p>
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		<title>Internationals Space Apps Challenge &#8211; Sviluppare per la Terra e&#8230; Per lo spazio!</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Apr 2013 13:05:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drpbrock</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sviluppatori, ingengeri, creativi e designer, questo appuntamento è davvero imperdibile! Oggi la vostra creatività potrebbe infatti dare un contributo fondamentale ad astronauti ed agenzie spaziali nelle future missioni. Il 20 e 21 Aprile si terrà l&#8217;INTERNATIONAL SPACE APPS CHALLENGE, una sfida per tutti i creativi volta a trovare soluzione nell sviluppo di alcune interessanti applicazioni &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/04/07/internationals-space-apps-challenge-sviluppare-la-terra-e-lo-spazio/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/04/Schermata-2013-04-07-alle-14.49.22.png"><img class="alignleft size-full wp-image-1194" title="Schermata 2013-04-07 alle 14.49.22" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/04/Schermata-2013-04-07-alle-14.49.22.png" alt="" width="140" height="152" /></a>Sviluppatori, ingengeri, creativi e designer, questo appuntamento è davvero imperdibile!<br />
Oggi la vostra creatività potrebbe infatti dare un contributo fondamentale ad astronauti ed agenzie spaziali nelle future missioni.<br />
Il 20 e 21 Aprile si terrà l&#8217;<a href="http://spaceappschallenge.org/"><strong>INTERNATIONAL SPACE APPS CHALLENGE</strong></a>, una sfida per tutti i creativi volta a trovare soluzione nell sviluppo di alcune interessanti applicazioni a tema spaziale.</p>
<p>L&#8217;evento italiano (<em>che si svolgerà presso il Dipartimento di Ingegneria de La Sapienza a Roma</em>) è sponsorizzato da <strong><a href="http://www.nasa.gov">NASA</a></strong>, <strong><a href="http://www.esa.int">ESA</a></strong> e <a href="http://italy.usembassy.gov/"><strong>Ambasciata Italiana degli Stati Uniti d&#8217;America</strong></a> con la collaborazione dell&#8217;<strong>Università &#8220;La Sapienza&#8221; di Roma</strong> e si svolgerà in contemporanea in 71 città e in 41 paesi del mondo.</p>
<p>Si tratterà praticamente di dare il proprio contributo a <strong>progetti di importanza rilevante sia per la vita sulla Terra sia per le future sfide spaziali</strong>. Lavori di team internazionale e collaborazione  su progetti proposti dagli organizzatori e di sicura importanza; qualche esempio? La <a href="http://2013.spaceappschallenge.org/challenge/esa-3d-printing-contest/">costruzione di un hardware per la stampa 3D utilizzabile in future missioni</a> oppure lo<a href="http://2013.spaceappschallenge.org/challenge/deployable-greenhouse/"> sviluppo di una &#8220;serra spaziale&#8221;</a> da utilizzare in possibili future misisoni a lungo termine sul pianeta Marte. Per i più geek tra voi ecco <a href="http://2013.spaceappschallenge.org/challenge/ardusat/">ArduSat, una vera e propria &#8220;open satellite platform&#8221; che utilizza Arduino</a> come base hardware.</p>
<p>Trovate tutti i &#8220;<em>challenge</em>&#8221; sul <a href="http://2013.spaceappschallenge.org/location/rome/">sito ufficiale dell&#8217;evento insieme ad altre informazioni, le descrizioni dettagliate dei progetti e il form di preregistrazione</a> (obbligatoria per partecipare all&#8217;evento).</p>
<p>Se volete dimostrare le vostre capacità, questa è un&#8217;ottima occasione per spiccare (<em>letteralmente</em>) il volo.</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2013/04/07/internationals-space-apps-challenge-sviluppare-la-terra-e-lo-spazio/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Cena a tema Steampunk, con il Prof.Alchemist (27 Aprile, Grazzano VIsconti, PC)</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Mar 2013 12:47:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drpbrock</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo steampunk è un filone della fantascienza che introduce una tecnologia avanzata in un contesto storico di metà ‘800. Lo stile affascinante e ricercato conta migliaia di appassionati in tutto il mondo ed è diventato anche oggetto di diversi film. Le associazioni Scientificast e SteampunkItalia hanno l’onore di presentare la prima cena a tema Steampunk. Il &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/03/29/cena-tema-steampunk-con-il-prof-alchemist-27-aprile-grazzano-visconti-pc/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/03/ok_locandina_alchemist.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1189" title="" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/03/ok_locandina_alchemist-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a>Lo steampunk è un filone della fantascienza che introduce una tecnologia avanzata in un contesto storico di metà ‘800. Lo stile affascinante e ricercato conta migliaia di appassionati in tutto il mondo ed è diventato anche oggetto di diversi film.</p>
<p>Le associazioni Scientificast e SteampunkItalia hanno l’onore di presentare la prima cena a tema Steampunk. Il 27 Aprile a Grazzano Visconti (PC), presso il ristorante Il Biscione, ore 19.00, si terrà una serata speciale dedicata a tutti gli appassionati di steampunk e di scienza, ma rivolta anche a tutti coloro che sono curiosi di divertirsi con una serata a tema all’insegna di strani e curiosi esperimenti.<br />
La serata sarà condotta dal misterioso Prof. Alchemist che coinvolgerà i partecipanti con una conferenza sul tema degli &#8220;Scienziati pazzi tra realtà e finzione&#8221; nonché con bizzarre dimostrazioni scientifiche.</p>
<p>“Sarà un’occasione unica per conoscere lo stile steampunk, curiosità su famosi scienziati “pazzi” e le sorprese non mancheranno. Inoltre gusteremo una cena dell’ottima cucina piacentina, nella suggestiva cornice di un borgo medioevale” dichiara Simone Angioni, segretario nazionale Scientificast. “La scienza viene spesso considerata noiosa, ma noi pensiamo che si possa<br />
comunicare la scienza divertendosi, anche grazie ad una serata a tema.”</p>
<p style="text-align: center;">Il menù</p>
<p style="text-align: center;">Antipasto di salumi misti piacentini<br />
Pisarei e faso<br />
Arrosto con patate<br />
Dolce della casa<br />
Caffè</p>
<p style="text-align: center;">Vini e acqua compresi</p>
<p>Possibilità di menù vegetariani o per bambini da richiedere in sede di prenotazione</p>
<p>L’intera serata ha un costo di 25 euro a persona. La quota comprende l’associazione a Scientificast o SteampunkItalia.</p>
<p>Per i soci la quota di partecipazione è di 20 euro a persona.</p>
<p>La prenotazione è obbligatoria entro il 20 Aprile all’indirizzo info@scientificast.it indicando nome<br />
di prenotazione e numero di partecipanti.</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2013/03/29/cena-tema-steampunk-con-il-prof-alchemist-27-aprile-grazzano-visconti-pc/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>La scienza secondo i media</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2013/03/28/la-scienza-secondo-media/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Mar 2013 12:36:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Angioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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		<description><![CDATA[Negli ultimi giorni l’opinione pubblica è stata coinvolta in un dibattito molto acceso sull’ uso di una particolare terapia con cellule staminali della Stamina Foundation usata su alcuni bambini malati gravemente. Abbiamo cercato di fare chiarezza nell’ ultimo episodio del podcast con l’aiuto del dott. Salvo Di Grazia, ma la vicenda appare tutt’ altro che &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/03/28/la-scienza-secondo-media/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/03/alchimia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1181" title="alchimia" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/03/alchimia-233x300.jpg" alt="" width="233" height="300" /></a>Negli ultimi giorni l’opinione pubblica è stata coinvolta in un dibattito molto acceso sull’ uso di una particolare terapia con cellule staminali della Stamina Foundation usata su alcuni bambini malati gravemente. Abbiamo cercato di fare chiarezza nell’ ultimo <a href="http://www.scientificast.it/2013/03/25/scientificast-35-terapia-con-staminali-facciamo-il-punto/">episodio del podcast</a> con l’aiuto del dott. Salvo Di Grazia, ma la vicenda appare tutt’ altro che conclusa.<br />
Facciamo il punto della situazione. La terapia in oggetto è comunemente nota come “metodo Vannoni” dal nome del suo ideatore che, tuttavia, non è un medico bensì un <a href="http://medbunker.blogspot.it/2013/03/terapia-con-staminali-riassumendo.html">laureato in lettere</a>.  Non esistono dati scientifici pubblicati che supportino l’efficacia di questa procedura che è stata somministrata sfruttando una <a href="http://www.malattierare.cittadinanzattiva.it/terapie-e-farmaci/uso-compassionevole.html">legge del 2006</a> che permette la somministrazione di cure “compassionevoli” in mancanza di valide terapie per trattare la malattia. Va precisato che una terapia rientra nella categoria di “compassionevole”, e può quindi essere somministrata anche se non ancora autorizzata, solamente se si trova comunque ad un avanzato stato di sperimentazione clinica, il paziente ne trae un qualche beneficio.  Una terapia compassionevole deve inoltre essere corredata dalla documentazione che ne certifichi metodo, efficacia e condizioni e sicurezza di somministrazione. Il “metodo Vannoni può rientrare in questa categoria?</p>
<p>Sembrerebbe di no, infatti le <a href="http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_4_1_1.jsp?lingua=italiano&amp;menu=salastampa&amp;p=comunicatistampa&amp;id=3777">indagini dei NAS e del Ministero della Salute</a> hanno mostrato che “le cellule prodotte dopo stimolazione in coltura hanno una irrilevante attività biologica ai fini della rigenerazione nervosa”,  il metodo è “descritto in modo superficiale e incongruo e prevede trattamenti con prodotti di origine animale vietati per uso clinico”. Il Ministero, infine, “sottolinea che i rischi biologici connessi alla terapia sono gravi e inaccettabili e che la conduzione della metodologia non solo non ha rispettato le norme di manipolazione e sicurezza, ma anche i più elementari standard di indagine di laboratorio. “ e per tali motivi sospende la cura.</p>
<p>A questo punto entrano in gioco <a href="http://iltirreno.gelocal.it/cecina/cronaca/2013/03/11/news/celentano-sofia-discriminata-1.6683502">alcuni personaggi famosi</a> e trasmissioni televisive (prima tra tutte Le Iene) che scatenano una campagna mediatica a favore del ripristino della terapia, almeno per Sofia, una bambina affetta da una grave malattia in cura da Vannoni.<br />
Il copione è sempre circa lo stesso: una povera bambina malata e il brutto e cattivo Ministero che vieta la terapia che le può salvare la vita. La mobilitazione funziona talmente “bene” che il giudice del lavoro di Livorno autorizza la prosecuzione della terapia sulla piccola Sofia, poco dopo, il 21 Marzo, il Ministro della Salute, Renato Balduzzi, smentisce la decisione presa in precedenza ed autorizza la controversa terapia su 32 pazienti. La vicenda ha del paradossale ed infatti ha attirato l’attenzione della comunità scientifica internazionale arrivando persino su <a href="http://www.nature.com/news/stem-cell-ruling-riles-researchers-1.12678">Nature</a>.<br />
L’articolo sulla prestigiosa rivista scientifica raccoglie lo sdegno degli scienziati italiani sulla vicenda. “E’ alchimia” sostiene Elena Cattaneo dell’Università di Milano. L’articolo di Nature ripercorre tutte le tappe della vicenda rimarcando l’importanza che la campagna mediatica ha avuto nel modificare la posizione del Ministero e sottolinea la totale mancanza di una sperimentazione scientifica che attesti l’efficacia della cura. Un solo studio su un metodo simile, ad oggi, è stato pubblicato su una <a href="http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0960896612006049">rivista internazionale</a> e le conclusioni sono nette: “il trattamento non modifica il decorso della patologia”. Questa vicenda tutta italiana stride fortemente con altre situazioni analoghe in tutto il mondo, per esempio <a href="http://www.nature.com/news/controversial-stem-cell-company-moves-treatment-out-of-the-united-states-1.12332">la Celltex Therapeutics negli Stati Uniti</a>, anche lei specializzata in un controverso trattamento con le cellule staminali, costretta a spostare l’attività all’ estero dopo l’intervento della FDA (Food and Drug Administration).<br />
La responsabilità di tutti i personaggi famosi e tutte le trasmissioni che hanno preso le difese del “metodo Vannoni” contro una perizia dei NAS  è enorme. In buona sostanza invece di prendere le difese di coloro che proteggevano i pazienti dalle irregolarità riscontrate e riportare i dati scientifici, hanno preferito far leva sui sentimenti, come se una compassione potesse modificare l’efficacia di un terapia o le leggi che regolano la chimica.  In fondo che importa se una bambina già molto malata viene sottoposta ad una cura che non serve a niente e che viene somministrata in barba alle norme igieniche.</p>
<p>Anche voi, cari amici, seguite la “scienza all’ italiana”: avete provato a trasformare il vostro ferro da stiro in un gigantesco diamante, ma l’orafo non vi crede e si ostina a cacciarvi dal negozio? Coinvolgete qualche VIP e fate leva sulla sensibilità popolare,  in Italia sono i media a decidere come funziona la scienza e la medicina.  Bando agli scienziati e agli istituti di ricerca, il vostro ferro da stiro può diventare un diamante per acclamazione, che verrà successivamente ratificata da un decreto legge.</p>
<p>Link di riferimento:</p>
<p><a href="http://www.scienzainrete.it/contenuto/articolo/roberta-villa/cure-stabilite-da-giudici-attori-e-cantanti/marzo-2013" target="_blank">http://medbunker.blogspot.it/</p>
<p>http://www.scienzainrete.it/<wbr>contenuto/articolo/roberta-<wbr>villa/cure-stabilite-da-<wbr>giudici-attori-e-cantanti/<wbr>marzo-2013</p>
<p></wbr></wbr></wbr></wbr></a><a href="http://daily.wired.it/news/scienza/2013/03/27/stamina-rischi-terapia-staminali-213456.html" target="_blank">http://daily.wired.it/news/<wbr>scienza/2013/03/27/stamina-<wbr>rischi-terapia-staminali-<wbr>213456.html</wbr></wbr></wbr></a></p>
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		<title>Scientificast #35 &#8211; Terapia con staminali, facciamo il punto</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2013/03/25/scientificast-35-terapia-con-staminali-facciamo-il-punto/</link>
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		<pubDate>Mon, 25 Mar 2013 12:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drpbrock</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La notizia più importante in questa puntata è senz&#8217;altro quella riguardante la terapia Vannoni con le cellule staminali, metodo senz&#8217;altro fallato da diverse contraddizioni di metodo ed efficacia ed oggetto recentemente di una autorizzazione da parte del Ministero della Sanità oltre che di una campagna mediatica martellante su televisioni, giornali e social network. Ma andiamo &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/03/25/scientificast-35-terapia-con-staminali-facciamo-il-punto/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La notizia più importante in questa puntata è senz&#8217;altro quella riguardante la terapia Vannoni con le cellule staminali, metodo senz&#8217;altro fallato da diverse contraddizioni di metodo ed efficacia ed oggetto recentemente di una autorizzazione da parte del Ministero della Sanità oltre che di una campagna mediatica martellante su televisioni, giornali e social network.</p>
<p>Ma andiamo con ordine, perchè la puntata 35 è davvero varia e gli argomenti sono molti.</p>
<div id="attachment_1174" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/03/IMG_7827.jpg"><img class="size-medium wp-image-1174" title="IMG_7827" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/03/IMG_7827-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">ALMA. Immagine inedita (per gentile concessione di Maurizio Miccolis)</p></div>
<p><em>[00:03:06]</em> Anzitutto parliamo di <strong>ALMA, grande radiotelescopio recentemente inaugurato in Cile</strong>, a 5000m di quota nel deserto di Atacama..<br />
Con le sue 66 antenne (54 da 12m e 12 da 7m di diametro) consentirá di osservare il cielo nella banda di frequenze millimetriche e sub-millimetriche, da qualche decina di GHz fino a quasi 1000GHz (1THz) per osservare i processi di formazione stellare e planetaria, le nubi di gas freddo e le galassie piú antiche e lontane.<br />
<strong>Maurizio Miccolis, ingegnere di sistema italiano</strong> ha partecipato allla sua realizzazione e ci parla del progetto, della sua storia e delle sue principali caratteristiche tecniche.<br />
PER APPROFONDIRE:<br />
- <a href="http://www.almaobservatory.org/">Il sito ufficiale del progetto.</a><br />
- <a href="http://www.eso.org/public/teles-instr/alma.html">il sito del partner Europeo ESO su ALMA</a><br />
- <a href="http://www.nrao.edu/index.php/about/facilities/alma">il sito del partner Nord Americano NRAO su ALMA</a><br />
- <a href="http://alma.mtk.nao.ac.jp/e/">il sito del partner Giapponese su ALMA</a></p>
<p>[00:17:53] <strong>La scienza in padella.</strong> Oggi parliamo di cioccolato, quale tema potrebbe essere più adatto al periodo? Perchè non riusciamo a smettere di mangiare cioccolato, alcune buone notizie sui suoi effetti benefici e una curiosità inaspettata. PER APPROFONDIRE:</p>
<p>-<a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=Cardiovascular+effects+of+flavanol-rich+chocolate+in+patients+with+heart+failure">effetti del cioccolato sul sistema cardiovascolare.</a></p>
<p>- <a href="http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMon1211064">consumo di cioccolato, funzione cognitiva e premi Nobel.</a></p>
<div id="attachment_1173" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/03/Mouse_embryonic_stem_cells.jpg"><img class="size-medium wp-image-1173" title="Cellule staminali embrionali di topo" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/03/Mouse_embryonic_stem_cells-300x253.jpg" alt="" width="300" height="253" /></a><p class="wp-caption-text">Cellule staminali embrionali di topo</p></div>
<p>[00:29:26] <span style="color: #000000;">Insieme al<strong> Dr. Salvo Di Grazia </strong>(a.k.a. <a href="http://medbunker.blogspot.it/"><strong>Medbunker</strong></a>), entriamo nel merito della cosidetta &#8220;cura Vannoni&#8221;, terapia a base di cellule staminali a dir poco controverso e recentemente oggetto di una martellante quanto fuorviante campagna mediatica e sui social network.</span><br />
PER APPROFONDIRE:<br />
- <a href="http://medbunker.blogspot.it/2013/03/terapia-con-staminali-riassumendo.html">Articolo in merito sul blog di Medbunker</a><br />
- <a href="http://silviabencivelli.it/2013/avanti-il-prossimo-chi-ha-qualcosa-da-dire-sul-caso-della-piccola-sofia-e-delle-sue-cure-negate/">Articolo di approfondimento sul blog di Silvia Bencivelli.</a></p>
<p>[00:45:18] Torna <strong>Scientifibook</strong> che oggi strizza l&#8217;occhio alla scienza &#8220;misteriosa&#8221; presentando il libro <a href="http://www.carocci.it/index.php?option=com_carocci&amp;Itemid=72&amp;task=schedalibro&amp;isbn=9788843067053"><strong>La falsa scienza</strong></a> di <strong>Silvano Fuso</strong> (Carocci editore).</p>
<p>[00:58:01] Infine parliamo di <strong>meteorologia</strong> e in particolare dell&#8217;<strong>importanza delle previsioni del tempo nella pianificazione del lavoro della Protezione Civile</strong> a tutela dei cittadini e del territorio. Lo facciamo insieme a <strong>Serena Giacomin</strong>, fisica dell&#8217;atmosfera e conduttrice di Prometeo su <a href="http://www.classmeteo.it/">Class TV</a>.</p>
<p>Infine cogliamo l&#8217;occasione per <strong>ringraziare nuovamente tutti coloro che hanno deciso di sostenere scientificast aderendo alla nostra associazione culturale</strong>. Marzo è il mese migliore per farlo.</p>
<p>A tutti, soci e non, diamo appuntamento il <strong>5 Aprile a Lodi</strong>, per la serata/conferenza intitolata <strong>CORPI DI PIETRA, alla scoperta dell&#8217;attività di Paolo Gorini ed altri pietrificatori</strong>, in compagnia di <strong>Luigi Garlaschelli</strong> e dello staff di Scientificast. Non mancate!</p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/Scientificast35.mp3"><strong>&gt;&gt; SCARICA LA PUNTATA 35 &lt;&lt;</strong></a></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2013/03/25/scientificast-35-terapia-con-staminali-facciamo-il-punto/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Corpi di pietra. Una serata con Scientificast alla scoperta della storia e dei  segreti di Paolo Gorini, il grande pietrificatore di cadaveri.</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Mar 2013 13:13:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drpbrock</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lodi, 5 Aprile 2013 h. 21.00, Ospedale Vecchio (Piazza Ospedale 10, Lodi). Il prossimo 5 Aprile, l’associazione culturale Scientificast organizza a Lodi, presso l’ospedale vecchio, una serata di divulgazione sulla figura dello scienziato lodigiano Paolo Gorini, famoso pietrificatore di corpi e di preparati anatomici. Luigi Garlaschelli, professore presso l&#8217;Università di Pavia e ultimo grande pietrificatore, condurrà la serata &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/03/23/corpi-di-pietra-una-serata-con-scientificast-alla-scoperta-della-storia-dei-segreti-di-paolo-gorini-il-grande-pietrificatore-di-cadaveri/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/03/locandina_gorini_04.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1168" title="locandina_gorini_04" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/03/locandina_gorini_04-211x300.jpg" alt="" width="211" height="300" /></a><strong>Lodi, 5 Aprile 2013 h. 21.00, Ospedale Vecchio (Piazza Ospedale 10, Lodi).</strong></p>
<p>Il prossimo 5 Aprile, l’associazione culturale Scientificast organizza a Lodi, presso l’ospedale vecchio, una serata di divulgazione sulla figura dello scienziato lodigiano <strong>Paolo Gorini, famoso pietrificatore di corpi e di preparati anatomici</strong>.<br />
<strong>Luigi Garlaschelli</strong>, professore presso l&#8217;Università di Pavia e ultimo grande pietrificatore, condurrà la serata alla scoperta dell’attività e dei segreti di Gorini e aiuterà a comprendere la storia e l&#8217;importanza della sua opera attraverso una visita guidata al museo a lui dedicato, sito a Lodi, presso l’Ospedale Vecchio.<br />
<em>“Si tratta di un’occasione unica per conoscere a fondo l’opera dello scienziato lodigiano e per approfondire un affascinante ramo della scienza medica alle sue origini”</em>, afferma Paolo Bianchi, presidente dell’Associazione Culturale Scientificast.<br />
<em>“Siamo un’associazione relativamente giovane, con sede nel Lodigiano ma attiva su tutto il territorio nazionale; questa è un’occasione per far conoscere ai lodigiani (e non solo) un pezzo di scienza che appartiene a questo territorio, e siamo felici di farlo con Luigi Garlaschelli, amico e collaboratore di Scientificast.it”</em>, continua Bianchi.</p>
<p>L’appuntamento è dunque per la sera del 5 Aprile 2013 alle ore 21.00 a Lodi, presso l’Ospedale Vecchio in Piazza Ospedale, 10.</p>
<p>Per informazioni: info@scientificast.it</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2013/03/23/corpi-di-pietra-una-serata-con-scientificast-alla-scoperta-della-storia-dei-segreti-di-paolo-gorini-il-grande-pietrificatore-di-cadaveri/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Non importa se hai avuto una pessima giornata, puoi sempre fermarti a guardare le stelle.</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2013/03/22/importa-se-hai-avuto-una-pessima-giornata-puoi-sempre-fermarti-guardare-le-stelle/</link>
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		<pubDate>Fri, 22 Mar 2013 16:48:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Zanardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli scarabei stercorari sono degli animali da cui tutti dovremmo prendere esempio.  Soprattutto quando quotidianamente ci lamentiamo di quanto sia difficile/faccia schifo la nostra vita, a seconda del livello di depressione raggiunta in una determinata giornata. E qui a Genova il mugugno è sport nazionale&#8230;. Questi sorprendenti coleotteri infatti hanno come scopo massimo della loro &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/03/22/importa-se-hai-avuto-una-pessima-giornata-puoi-sempre-fermarti-guardare-le-stelle/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/03/due-stercorari-si-contendono-il-pranzo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1158" title="due stercorari si contendono il pranzo" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/03/due-stercorari-si-contendono-il-pranzo-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a>Gli scarabei stercorari sono degli animali da cui tutti dovremmo prendere esempio.  Soprattutto quando quotidianamente ci lamentiamo di quanto sia difficile/faccia schifo la nostra vita, a seconda del livello di depressione raggiunta in una determinata giornata.</p>
<p>E qui a Genova il mugugno è sport nazionale&#8230;.</p>
<p>Questi sorprendenti coleotteri infatti hanno come scopo massimo della loro giornata il recuperare una soddisfacente quantità di sterco, farne una pallina di dimensioni pari al loro corpo per poi rotolarla fino a casa per cibarsene. O usarla per deporvi le uova.</p>
<p>Insomma, qualcuno potrebbe definirla una vita di m&#8230;. , ma non siamo qui per commentare le conclusioni scurrili di individui presunti.</p>
<p>Ma come fanno a tornare a casa? Immagino che tutti ce lo siamo chiesti almeno una volta nella vita&#8230;</p>
<p>In realtà il dottor Dacke e i suoi colleghi hanno preso questa peculiare domanda molto sul serio e hanno condotto un <a href="http://www.cell.com/current-biology/retrieve/pii/S0960982212015072">emozionante studio</a> a riguardo. Gli scarabei stercorari, come i nostri antenati navigatori, usano il cielo per orientarsi.</p>
<p>Per dimostrarlo è stato condotto un semplice quanto geniale esperimento: li hanno bendati.</p>
<p>Al dire il vero li hanno “quasi bendati” nel senso che hanno messo loro in testa dei cappucci di carta che impedissero solo la visione del cielo, in un caso, o solo la visione dei riferimenti terrestri, in un altro.</p>
<p>Gli stercorari bendati in modo da non vedere il cielo sono fino sei a sei volte più lenti nel percorrere un determinato tragitto in direzione casa, insomma queste povere bestioline perdono l’orientamento. Nessun problema per gli stercorari limitati nella visione dei riferimenti terrestri, come Lassie ce la fanno sempre in un tempo simile a quello degli esemplari non bendati. La cosa molto interessante è che succede loro la stessa cosa in caso di condizioni di cielo coperto.</p>
<p>Ma l’aspetto assolutamente straordinario, che ci fa apprezzare l’intelligenza inaspettata di questi insetti, è che quando gli scienziati hanno ripetuto l’esperimento in un planetario, i coleotteri, hanno usato le immagini delle stelle per orientarsi e hanno avuto prestazioni simili a quelle a cielo aperto.</p>
<p>Fate come gli stercorari, amici, nessuno si può sentire perso con un tetto di stelle sulla testa!</p>
<p><span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&#038;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Ajournal&#038;rft.jtitle=Current+Biology&#038;rft_id=info%3Adoi%2F10.1016%2Fj.cub.2012.12.034&#038;rfr_id=info%3Asid%2Fresearchblogging.org&#038;rft.atitle=Dung+Beetles+Use+the+Milky+Way+for+Orientation&#038;rft.issn=09609822&#038;rft.date=2013&#038;rft.volume=23&#038;rft.issue=4&#038;rft.spage=298&#038;rft.epage=300&#038;rft.artnum=http%3A%2F%2Flinkinghub.elsevier.com%2Fretrieve%2Fpii%2FS0960982212015072&#038;rft.au=Dacke%2C+M.&#038;rft.au=Baird%2C+E.&#038;rft.au=Byrne%2C+M.&#038;rft.au=Scholtz%2C+C.&#038;rft.au=Warrant%2C+E.&#038;rfe_dat=bpr3.included=1;bpr3.tags=Astronomy%2CBiology%2CZoology">Dacke, M., Baird, E., Byrne, M., Scholtz, C., &#038; Warrant, E. (2013). Dung Beetles Use the Milky Way for Orientation <span style="font-style: italic;">Current Biology, 23</span> (4), 298-300 DOI: <a rev="review" href="http://dx.doi.org/10.1016/j.cub.2012.12.034">10.1016/j.cub.2012.12.034</a></span></p>
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		<title>Scientificast &#8211; Pillole da FameLab Genova (#3/2013)</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Mar 2013 14:35:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Terza pillola con i vincitori delle selezioni genovesi, Daniele Scopece e Ilaria Zanardi. &#62;&#62; SCARICA LA PILLOLA 3 &#60;&#60;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Terza pillola con i vincitori delle selezioni genovesi, <strong>Daniele Scopece</strong> e<strong> Ilaria Zanardi</strong>.<a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/12/InternationalFameLab_arancioquadratoxs.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-823" title="InternationalFameLab_arancioquadratoxs" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/12/InternationalFameLab_arancioquadratoxs.jpg" alt="" width="100" height="97" /></a></p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/Famelab2013c.mp3">&gt;&gt; SCARICA LA PILLOLA 3 &lt;&lt;</a></p>
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		<title>Scientificast &#8211; Pillole da FameLab Genova (#2/2013)</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Mar 2013 10:00:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In questa seconda pillola, quattro chiacchiere con Federico Baglioni tra i partecipanti alla selezioni genovese di FameLab Italia. Julien Intervista ad Andrea Sessarego (Festval della Scienza) e Francesca Messina (Comunicazione IIT, Genova); Silvia infine pone qualche domanda al Prof. Rosolini (docente di Logica, Università di Genova). &#62;&#62; SCARICA LA PILLOLA DI FAMELAB 2&#60;&#60;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/12/InternationalFameLab_arancioquadratoxs.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-823" title="InternationalFameLab_arancioquadratoxs" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/12/InternationalFameLab_arancioquadratoxs.jpg" alt="" width="100" height="97" /></a>In questa seconda pillola, quattro chiacchiere con <strong>Federico Baglioni </strong>tra i partecipanti alla selezioni genovese di<strong> FameLab Italia. </strong>Julien<strong> </strong>Intervista ad<strong> <strong>Andrea Sessarego (Festval della Scienza)</strong></strong> e <strong>Francesca Messina (Comunicazione IIT, Genova); </strong>Silvia infine pone qualche domanda al<strong> Prof. Rosolini</strong> <strong>(docente di Logica, Università di Genova).</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/Famelab2013b.mp3">&gt;&gt; SCARICA LA PILLOLA DI FAMELAB 2&lt;&lt;</a></strong></p>
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		<title>Scientificast &#8211; Pillole da FameLab Genova (#1/2013)</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2013/03/20/scientificast-pillole-da-famelab-genova-12013-2/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Mar 2013 21:03:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In questa prima pillola, quattro chiacchiere con Daniele Scopece, Ilaria Zanardi, Jakop Panzeri e Paolo Pizzorni, tra i partecipanti alla selezioni genovese di FameLab Italia. &#62;&#62; SCARICA LA PILLOLA DI FAMELAB 1&#60;&#60;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/12/InternationalFameLab_arancioquadratoxs.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-823" title="InternationalFameLab_arancioquadratoxs" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/12/InternationalFameLab_arancioquadratoxs.jpg" alt="" width="100" height="97" /></a>In questa prima pillola, quattro chiacchiere con <strong>Daniele Scopece, Ilaria Zanardi, Jakop Panzeri</strong><br />
<strong> e Paolo Pizzorni</strong>, tra i partecipanti alla selezioni genovese di<strong> FameLab Italia.</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/Famelab2013a.mp3">&gt;&gt; SCARICA LA PILLOLA DI FAMELAB 1&lt;&lt;</a></strong></p>
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		<title>FameLab Italia. Qui Genova &#8211; Parte I</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2013/03/16/famelab-italia-qui-genova-parte/</link>
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		<pubDate>Sat, 16 Mar 2013 13:12:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Osservare il cielo da sotto il mare, l’immaginazione e le malattie neurodegenerative, pendoli e risonanze, fisiologia umana e vegetale, la matematica che si nasconde in foglio di carta A4… ecco alcuni degli argomenti affrontati nella selezioni di FameLab, stamattina a Genova. La scienza appassiona noi in prima persona, ma il nostro entusiasmo viene alimentato da quello dei partecipanti &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/03/16/famelab-italia-qui-genova-parte/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/12/InternationalFameLab_arancioquadratoxs.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-823" title="InternationalFameLab_arancioquadratoxs" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/12/InternationalFameLab_arancioquadratoxs.jpg" alt="" width="100" height="97" /></a>Osservare il cielo da sotto il mare, l’immaginazione e le malattie neurodegenerative, pendoli e risonanze, fisiologia umana e vegetale, la matematica che si nasconde in foglio di carta A4… ecco alcuni degli argomenti affrontati nella selezioni di<br />
FameLab, stamattina a Genova.<br />
La scienza appassiona noi in prima persona, ma il nostro entusiasmo viene alimentato da quello dei partecipanti che si stanno sfidando sul palco della sala polivalente San Salvatore a Genova.<br />
Andrea Bersani,. Andrea Tacchino, Daniele Scopece, Federico Baglioni, Ilaria Zanardi, Jacop Panzeri, Michela Chiappalone e Paolo Pizzorni, tutti giovani ricercatori e scienziati accumunati dalla passione di comunicare con parole semplici il loro lavoro.<br />
3 minuti sono un tempo limitatissimo per spiegare qualcosa, ma i concorrenti, (sarà per il rigore scientifico che li accomuna?!) sono riusciti a non sgarrare mai nemmeno di un secondo, tra l’altro distruggendo la brutta fama che gli italiani hanno di essere<br />
sempre ritardatari e fuori tempo&#8230;<br />
La sala dove ci troviamo e’ freddina, ma vi assicuro che siamo scaldati dalla tensione dei partecipanti che attendono il loro turno prima, e dalla passione e dall’energia che comunicano durante il loro show.<br />
Presto metteremo online i video di tutti gli interventi, state sintonizzati sul nostro canale youtube!<br />
In attesa di conoscere i finalisti, da parte della redazione di Scientificast, un in bocca al lupo a tutti!</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2013/03/16/famelab-italia-qui-genova-parte/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>FameLab Genova. Inizia il grande contest per divulgatori scientifici.</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Mar 2013 12:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drpbrock</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Inizia FameLab Italy. Scientificast c’è! Sabato 16 Marzo si terranno a Genova le selezioni locali per i divulgatori provenienti da Liguria, Piemonte e Lombardia. A partire dalle ore 11, presso l’Auditorium di San Salvatore in P.zza Sarzano, a colpi di dimostrazioni spettacolari, giovanidivulgatori scientifici (under 40) si affronteranno, sfoderando in tre minuti tutte le loro &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/03/15/famelab-genova-inizia-il-grande-contest-divulgatori-scientifici/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/12/InternationalFameLab_arancioquadratoxs.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-823" title="InternationalFameLab_arancioquadratoxs" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/12/InternationalFameLab_arancioquadratoxs.jpg" alt="" width="100" height="97" /></a></p>
<p><strong>Inizia <a href="http://www.famelab-italy.it">FameLab Italy</a></strong>. Scientificast c’è!</p>
<p><strong>Sabato 16 Marzo</strong> si terranno a <strong>Genova</strong> le<strong> selezioni locali</strong> per i divulgatori provenienti da <strong>Liguria, Piemonte e Lombardia</strong>.</p>
<p><strong>A partire dalle ore 11, presso l’Auditorium di San Salvatore in P.zza Sarzano</strong>, a colpi di dimostrazioni spettacolari, giovanidivulgatori scientifici (under 40) si affronteranno, sfoderando in tre minuti tutte le loro autentiche e mirabolanti abilità comunicative davanti ad una giuria di eccellenza. <strong>Solo pochi tra i partecipanti potranno accedere al secondo round che, a partire dalle ore 15</strong>, proclamerà due vincitori che parteciperanno alle <strong>finali nazionali il 3 Maggio a Perugia, nel contesto del <a href="http://www.perugiasciencefest.eu/">Perugia Science Fest</a></strong><a href="http://www.perugiasciencefest.eu/"> </a>insieme agli altri divulgatori vincitori alle selezioni di Trieste, Perugia, Roma, Ancona e Bologna.</p>
<p><strong>E poi via, a Cheltenham (UK), per <a href="http://famelab.org/">le finali internazionali</a></strong>. Il vincitore rappresenterà infatti l’Italia al contest internazionale proprio nella città dove tutto ebbe origine (FameLab è nato nel 2005, all’interno del Cheltenham Science Festival, il più importante festival scientifico del Regno unito).</p>
<p><strong><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/12/QUADRATO.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-858" title="QUADRATO" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/12/QUADRATO-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Scientificast sarà presente durante tutta la giornata di sabato</strong>, presso l’auditorium. Potrete seguirci live sui social network (<a href="https://www.facebook.com/pages/Scientificastit/129133110517884">Facebook</a>, <a href="https://twitter.com/Scientificast">Twitter @Scientificast</a>) e potrete sentire la viva voce dei concorrenti e dei presenti attraverso qualche “pillola” in podcast che metteremo sul nostro sito durante la giornata. Oppure potrete incontrarci di persona! Julien, Silvia e Simone saranno infatti presenti al nostro stand allestito presso l’Auditorium.</p>
<p><strong>Sarà un grande spettacolo di scienza. Noi ci saremo e vi aspettiamo.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Per ulteriori informazioni</strong>: Andrea Sessarego, Associazione Festival della Scienza, cell.3491386803 andrea.sessarego@festivalscienza.it</p>
<p>www.famelab-italy.it/ &#8211; genova@famelab-italy.it</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2013/03/15/famelab-genova-inizia-il-grande-contest-divulgatori-scientifici/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Scientificast #34 &#8211; Città della Scienza deve rinascere!</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2013/03/11/scientificast-34-citta-della-scienza-deve-rinascere/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 Mar 2013 20:47:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drpbrock</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Apriamo questo episodio del nostro podcast con una terribile notizia di cronaca che molti di voi avranno letto. La sera del 4 marzo 2013, Città della Scienza, museo scientifico, centro di formazione ed incubatore di imprese sito nel quartiere Bagnoli di Napoli è stata data alle fiamme in maniera vile da un gruppo di malviventi &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/03/11/scientificast-34-citta-della-scienza-deve-rinascere/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1126" class="wp-caption alignright" style="width: 235px"><a href="http://www.flickr.com/photos/manfrys/"><img class="size-medium wp-image-1126" title="Città della Scienza" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/03/cds-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">by manrys (flickr), CC: BY-SA</p></div>
<p>Apriamo questo episodio del nostro podcast con una terribile notizia di cronaca che molti di voi avranno letto. La sera del 4 marzo 2013, <strong><a href="http://www.cittadellascienza.it/">Città della Scienza</a></strong>, museo scientifico, centro di formazione ed incubatore di imprese sito nel quartiere Bagnoli di Napoli <strong><a href="http://www.scientificast.it/2013/03/05/le-fiamme-delloblio/">è stata data alle fiamme</a></strong> in maniera vile da un gruppo di malviventi non ancora individuato ad oggi. Una festa di scienza trasformata in un cumulo di cenere. Una scena orripilante!<br />
Come Scientificast siamo vicini a tutti i lavoratori, i volontari del centro e alla fondazione IDIS-Città della Scienza che ne gestisce le attività e ci auguriamo presto una ricostruzione ancora più grandiosa.<br />
Ricordiamo a tutti gli ascoltatori le modalità per aiutare la ricostruzione:</p>
<p>BONIFICO BANCARIO<br />
BANCO NAPOLI<br />
IBAN: IT41X0101003497100000003256<br />
SWIFT/BIC (per le rimesse dall’estero): IBSPTINA<br />
Causale: Ricostruiamo Città della Scienza<br />
Intestato a Fondazione Idis – Città della Scienza</p>
<p>BNL<br />
IBAN: IT96T0100503408000000030000<br />
SWIFT/BIC (per le rimesse dall’estero): BNLIITRR<br />
Causale: Ricostruiamo Città della Scienza<br />
Intestato a Fondazione Idis – Città della Scienza</p>
<p>Oppure con le altre modalità descritte in <a href="http://www.cittadellascienza.it/notizie/ricostruiamo-citta-della-scienza/">questo link.</a></p>
<p>==========================================</p>
<p>Julien e Silvia tornano insieme al microfono da Genova e oggi ci parlano di due argomenti molto affascinanti.</p>
<p><strong>Specie aliene</strong> ovvero <strong>specie alloctone che abitano e colonizzano un territorio diverso dal proprio habitat originario</strong>. Tutti abbiamo in mente le Tortore dal collare oppure i castorini che invadono la bassa Pianura Padana ma <strong>anche nel mare il problema è davvero serio</strong>.<br />
PER APPROFONDIRE:<br />
- <a href="https://www.wwf.it/client/render.aspx?root=553">Specie aliene ed invasive (da sito WWF)</a><br />
- Segnalazioni di specie aliene marine a v.cappanera@portofinoamp.it<br />
- <a href="http://www.ziguele.it">Sito dell&#8217;Associazione Culturale No profit Le Ziguele per esplorare la tonnarella di camogli e la pesca tradizionale.</a></p>
<p><strong>Human Brain Project</strong>. Grande progetto internazionale ed interdisciplinare con l&#8217;obiettivo di <strong>realizzare entro il 2023 una simulazione sul completo funzionamento del cervello umano</strong>.<br />
PER APPROFONDIRE:<br />
- <a href="http://www.humanbrainproject.eu/index.html">Il sito ufficiale del progetto</a><br />
- <a href="http://www.lescienze.it/archivio/articoli/2012/08/01/news/il_progetto_cervello_umano-1172316/">Il Progetto Cervello Umano</a> (di Henry Markram, Le Scienze, Agosto 2012, riservato ad abbonati Le Scienze).</p>
<p><strong>Meteo e modelli previsionali</strong>. Scientificast intervista Michele Salmi, fisico dell&#8217;atmosfera e ricercatore. Michele ci illustra i principi che regolano i modelli previsionali, insomma, <strong>come si fanno le previsioni del tempo?</strong> La parola all&#8217;esperto.<br />
PER APPROFONDIRE:<br />
- <a href="http://livemeteo.it/modelliprevisionali">I modelli previsionali (livemeteo.it)</a>.</p>
<p>Infine ricordiamo che la <strong>CAMPAGNA ASSOCIATIVA</strong> di Scientificast è aperta! Per tutto il mese di marzo promuoveremo il tesseramento quale fonte per noi molto importante di auto-finanziamento e sostegno alle nostre attività.</p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/Scientificast34.mp3"><strong>&gt;&gt; SCARICA L&#8217;EPISODIO 34 &lt;&lt;</strong></a></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2013/03/11/scientificast-34-citta-della-scienza-deve-rinascere/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>AAA Cercasi coppia non fumatrice per viaggio su Marte</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2013/03/11/aaa-cercasi-coppia-fumatrice-viaggio-su-marte/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 Mar 2013 17:43:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Di Fino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è molto parlato in questi giorni dell’annuncio del miliardario Dennis Tito di un viaggio privato verso Marte da effettuare nel 2018, per sfruttare la posizione favorevole tra il nostro pianeta e il pianeta rosso. Una missione il più semplice possibile, niente sbarco su Marte, niente permanenza, solo un giro di giostra e poi si &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/03/11/aaa-cercasi-coppia-fumatrice-viaggio-su-marte/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è molto parlato in questi giorni dell’annuncio del miliardario Dennis Tito di un <a href="http://www.scientificast.it/2013/03/04/la-conquista-di-marte-sara-dei-privati/">viaggio privato verso Marte</a> da effettuare nel 2018, per sfruttare la posizione favorevole tra il nostro pianeta e il pianeta rosso. Una missione il più semplice possibile, niente sbarco su Marte, niente permanenza, solo un giro di giostra e poi si torna a casa, per un totale di 501 giorni nello spazio.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.media.inaf.it/wp-content/uploads/2012/08/Marte-e-Phobos.jpg" alt="" width="640" height="480" /></p>
<p>Considerando risolvibile la sfida tecnologica con adeguati finanziamenti e quella psicologica dell’isolamento prolungato selezionando una coppia affiatata (<a href="http://www.queryonline.it/2013/03/08/andata-e-ritorno-per-marte-nel-2018/">è questa l’idea di Tito</a>), rimane solo da risolvere il problema delle radiazioni e del rischio che comportano per la salute e per la vita stessa dei primi esploratori interplanetari. Durante il viaggio, infatti, i nostri esploratori spaziali saranno esposti alle radiazioni cosmiche dovute principalmente ai <a href="http://lucadifino.wordpress.com/2011/02/17/altea-6-i-raggi-cosmici-galattici/">raggi cosmici galattici</a> e agli eventi di <a href="http://lucadifino.wordpress.com/2011/02/18/altea-7-particelle-solari/">particelle solari</a>.</p>
<p>La NASA studia da tempo il problema ed ha sviluppato un metodo per stimare il rischio di contrarre il cancro a causa delle radiazioni nello spazio. Lo studio si basa sull’analisi di dati epidemiologici, inclusi gli studi sui sopravvissuti giapponesi alle bombe atomiche, e su ricerche condotte allo Space Radiation Laboratory. In particolare, la NASA ritiene che i valori accettabili per il rischio di morte indotta da esposizione a radiazioni (risk of exposure-induced death o REID) siano quelli inferiori al 3% di probabilità.</p>
<p>E’ importante notare che nello sviluppare questo modello di probabilità, la NASA ha dovuto tenere presente il fatto che il 90% degli astronauti è non fumatore il che implica, in base ai dati epidemiologici degli Stati Uniti, che la loro propensione a sviluppare un tumore ai polmoni e i tumori collegati (stomaco, cavità orale, esofago, ecc.) e di conseguenza il valore totale di REID diminuisce rispetto alla media della popolazione (che include anche i fumatori). In particolare il rischio per i non fumatori si riduce di più del 20% rispetto ai fumatori, ed equivale alla riduzione che si avrebbe aggiungendo uno schermo per i raggi cosmici galattici pari ad un metro d’acqua (l’acqua e in genere i materiali contenenti idrogeno, sono i migliori <a href="http://lucadifino.wordpress.com/2012/03/27/bolle-dacqua-proteggere-gli-astronauti-dai-raggi-cosmici/">schermi per le radiazioni cosmiche</a>).</p>
<p>Utilizzando modelli per il trasporto dei raggi cosmici galattici e degli eventi solari di particelle, è stato calcolato il numero massimo di giorni trascorribili nello spazio senza superare il valore del 3% per il REID per varie tipologie di astronauta ed in diverse fasi del ciclo solare. In particolare in un periodo di minimo solare, quando l’attività solare è minima ma è più alto il livello di raggi cosmici, abbiamo che per un uomo di 35 anni il numero massimo di giorni è 209, valore che sale fino a 271 giorni nel caso che sia non fumatore. Nel caso di una donna della stessa età il numero di giorni si riduce a 106 che diventano 187 se non fumatrice. Fortunatamente per le nostre speranze di andare su Marte, con l’età aumenta la resistenza alla radiazione, e nel caso di una coppia di 55 anni l’uomo ha un limite di 274 giorni (351 se non fumatore) e la donna 161 (277 se non fumatrice). Questo è il vero ostacolo di fattibilità alla proposta di Dennis Tito che, essendo pianificata per il 2018 cioè in un periodo di minimo solare, risulta fuori dal rischio accettabile per la NASA di 150 giorni per un uomo e 220 giorni per una donna nell’ipotesi migliore (55 anni e non fumatori).</p>
<p>E allora? Nessuna possibilità per l’uomo di visitare Marte? Una possibilità rimane andando ad osservare i giorni massimi consentiti in un periodo di massimo solare. Prendendo direttamente i valori corrispondenti a persone di 55 anni non fumatrici, abbiamo infatti 500 giorni per un uomo e 382 giorni per una donna, che potrebbero aumentare rispettivamente fino a 615 e 472 giorni nel caso fortunato in cui durante la missione non si verifichino eventi solari oppure che si riesca a schermarli adeguatamente (cosa molto più fattibile che non lo schermare i raggi cosmici galattici).</p>
<p>Riassumendo, solo con una scelta adeguata delle tipologie di persone, 55 anni e non fumatori, e del periodo della missione (durante un massimo solare) si potrebbe pensare ad un viaggio analogo a quello proposto da Tito. Ma in ogni caso, anche se il vostro desiderio non è quello di diventare viaggiatori dello spazio, se fumate smettete, non può che farvi bene.</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2013/03/11/aaa-cercasi-coppia-fumatrice-viaggio-su-marte/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Fukushima due anni dopo, un reportage scientifico</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2013/03/11/fukushima-due-anni-dopo-reportage-scientifico/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 Mar 2013 17:18:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Casolino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fisica]]></category>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;anniversario dei due anni dal terribile terremoto del Nord-Est del Giappone, un resoconto dell&#8217;incidente alla centrale nucleare di Fukushima e dei suoi effetti pubblicato su wired.it: &#160; L’ 11 Marzo 2013 ricorre il secondo anniversario del terremoto del Tohoku: il sisma, scala 9 Mw, scatenò un enorme  tsunami sulle coste del Nord Est del Giappone. Il maremoto uccise più di 18mila persone, fece &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/03/11/fukushima-due-anni-dopo-reportage-scientifico/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nell&#8217;anniversario dei due anni dal terribile terremoto del Nord-Est del Giappone, un resoconto dell&#8217;incidente alla centrale nucleare di Fukushima e dei suoi effetti pubblicato su <a href="http://daily.wired.it/news/scienza/2013/03/08/racconto-fukushima-due-anni-dopo-94313.html">wired.it</a>:</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’ <a href="http://www.wired.it/search?q=fukushima"><strong>11 Marzo 2013 </strong></a>ricorre il secondo anniversario del <strong>terremoto</strong> del Tohoku: il sisma, scala 9 Mw, scatenò un enorme  <strong>tsunami</strong> sulle coste del Nord Est del <strong>Giappone</strong>. Il maremoto uccise più di 18mila persone, fece decine di migliaia di sfollati, distrusse 50mila edifici e ne danneggiandone il triplo. I danni ammontarono a decine di miliardi di euro. Ove possibile la ricostruzione è stata completata in pochi mesi ma nelle zone più colpite &#8211; come la costa di Minamisoma &#8211; non è rimasto più nessuno in vita ed i pochi superstiti sono stati <em>rilocati</em> altrove.</p>
<p><img src="http://www.wired.it/uploads/images/201310/fukushima_due_anni_dopo__come_aveva_reagito_il_giappone_8719.jpg" alt="" /></p>
<p>Ai danni della natura si sono aggiunti quelli causati dagli incidenti della centrale nucleare di <strong>Fukushima-1</strong>. Con le prime scosse i sistemi di sicurezza hanno interroto le reazione nucleari inserendo le barre di controllo ma hanno anche fermato la produzione di energia. Quando – un’ora dopo &#8211; i generatori di emergenza sono stati distrutti dall’onda dello tsunami si sono bloccate le pompe dell’acqua di raffreddamento. Il calore residuo dei prodotti di fissione ha quindi fuso le barre di combustibile. Questa fusione non ha nulla a che fare con la fusione nucleare ma – come tanti bastoncini di cioccolato lasciati al sole &#8211; ha squagliato insieme le barre di combustibile, di controllo e del moderatore in un’unica massa, rendendone estremamente difficile se non impossibile, la rimozione. Senza acqua e con il nucleo fuso la temperatura nei reattori è salita di migliaia di gradi e il rivestimento interno di zirconio ha scisso liberando idrogeno, un gas leggero e altamente esplosivo che si è accumulato negli edifici dei reattori e ne ha causato l’esplosione, di natura chimica e non nucleare.</p>
<p><a href="http://daily.wired.it/news/scienza/2011/03/23/giappone-errori-fukushima.html">La causa principale dell’incidente</a> è da attribuirsi alle errate scelte costruttive improntate al risparmio (basse barriere frangiflutti, generatori di emergenza installati nei semiinterrati lato mare, assenza di addestramento dei dipendenti) ed accettate e certificate da enti governativi di vigilanza collusi con la Tepco e le altre industrie giapponesi.</p>
<p><a href="http://daily.wired.it/foto/2011/11/14/giornalisti-a-fukshima-prime-immagini-15348.html">L’esplosione degli edifici dei reattori della centrale di Fukushima</a> ha liberato nell’ambiente grandi quantità di materiale radioattivo, prevalentemente cesio e iodio. La maggior parte è andata dispersa in mare, dove i danni sono attenuati dalla densità mille volte maggiore dell’acqua rispetto all’aria e dalla vastità dell’Oceano Pacifico. Una parte si è depositata nelle zone vicine alla centrale, mentre il resto - trasportato dai venti – e si è diffuso per lo più verso Nord Ovest e verso il Sud del Giappone.</p>
<p style="text-align: right;"><em>&#8230;continua a leggere su <a href="http://daily.wired.it/news/scienza/2013/03/08/racconto-fukushima-due-anni-dopo-94313.html">wired.it</a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Una questione di spin per il nuovo bosone</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Mar 2013 09:30:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuliana</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quella che segue è la traduzione dell&#8217;articolo &#8220;A question of spin for the new boson&#8221;, di James Gillies, che potete leggere al link: http://home.web.cern.ch/about/updates/2013/03/question-spin-new-boson. &#160; Durante la conferenza di Moriond del 6 Marzo, tenutasi a La Thuile, Italia, i fisici hanno annunciato che la nuova particella scoperta al CERN l&#8217;anno scorso sembra essere sempre più il &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/03/08/una-questione-di-spin-il-nuovo-bosone/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Quella che segue è la traduzione dell&#8217;articolo <strong>&#8220;A question of spin for the new boson&#8221;, di <a href="http://home.web.cern.ch/authors/james-gillies">James Gillies</a></strong>, che potete leggere al link: <a href="http://home.web.cern.ch/about/updates/2013/03/question-spin-new-boson" target="_blank">http://home.web.cern.ch/about/updates/2013/03/question-spin-new-boson</a>.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Durante la conferenza di Moriond del 6 Marzo, tenutasi a La Thuile, Italia, i fisici hanno annunciato che la nuova particella scoperta al CERN l&#8217;anno scorso sembra essere sempre più il bosone di Higgs. Ad ogni modo, altre analisi sono ancora richieste prima che possa essere annunciato definitivamente.<br />
Il tassello mancante per l&#8217;identificazione della particella è un&#8217;analisi dettagliata delle sue proprietà e del modo in cui essa interagisce con le altre particelle. Dall&#8217;annuncio dello scorso Luglio, sono molti i dati analizzati e queste proprietà stanno incominciando a diventare più chiare.</p>
<p>La proprietà cardine che permetterà di dire se sia o meno la particella di Higgs è chiamata spin. Se questa particella ha spin-zero, allora è la particella di Higgs, altrimenti sarà qualcos&#8217;altro, possibilmente collegato al modo in cui funziona la gravità. Tutte le analisi condotte finora indicano fortemente che lo spin sia zero, ma non è ancora possibile escludere interamente la possibilità che invece la particella abbia spin-due.</p>
<blockquote><p>&#8220;Fino a quando non saremo certi dello spin della particella&#8221;, ha dichiarato il Direttore delle Ricerche del CERN Sergio Bertolucci, &#8220;la particella rimarrà &#8220;simile all&#8217;Higgs&#8221;. Solo quando sapremo che ha spin-zero potremo chiamarla Higgs.&#8221;</p></blockquote>
<p>Anche allora, il lavoro sarà ben lontano dall&#8217;essere concluso. Se la nuova particella è l&#8217;Higgs, potrebbe essere l&#8217;Higgs come predetto negli anni 1960, che completerebbe il Modello Standard delle particelle della fisica, oppure potrebbe essere una particella esotica che ci porta oltre il Modello Standard. La posta in gioco è alta. Il Modello Standard spiega tutta la materia visibile nell&#8217;Universo, compresa la materia di cui siamo fatti, ma non dà conto del 96% dell&#8217;Universo che è a noi invisibile: l&#8217;universo oscuro. La comprensione di che tipo di Higgs sia si basa su attente misure delle interazioni della particella con le altre particelle, e potrebbero volerci parecchi anni prima di arrivare alla soluzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2013/03/08/una-questione-di-spin-il-nuovo-bosone/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>FocusTV e la scienza “URLATA”</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2013/03/07/focus-tv-la-scienza-urlata/</link>
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		<pubDate>Thu, 07 Mar 2013 09:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Angioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[divulgazione scientifica]]></category>
		<category><![CDATA[focus TV]]></category>
		<category><![CDATA[pseudoscienze]]></category>
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		<description><![CDATA[E’ da tempo che volevo scrivere un pezzo sulla scienza “URLATA”, quella scienza che trova costantemente spazio sui media, quella delle catastrofi, del clamore. Più di un anno fa Scientificast nasceva proprio per rispondere a questo senso di disagio che provavamo nel vedere la scienza buttata sui giornali e in televisione spesso solo per suscitare &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/03/07/focus-tv-la-scienza-urlata/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center">E’ da tempo che volevo scrivere un pezzo sulla scienza “URLATA”, quella scienza che trova costantemente spazio sui media, quella delle catastrofi, del clamore.</p>
<p>Più di un anno fa Scientificast nasceva proprio per rispondere a questo senso di disagio che provavamo nel vedere la scienza buttata sui giornali e in televisione spesso solo per suscitare clamore.<br />
Abbiamo fatto il possibile per cercare di comunicare la scienza per quello che è: una materia affascinante in ogni suo ambito. Si può divulgare la scienza senza parlare di catastrofi ecologiche all’orizzonte, di pericolosi meteoriti in avvicinamento alla Terra, di spaventosi buchi neri in agguato a qualche anno luce dal nostro pianeta. Per carità, si parli pure di fenomeni estremi, ma non devono essere l’unico pretesto per divulgare la scienza.<br />
Perché vi dico questo?  Perché dal 28 Luglio 2012 è nato, sul digitale terrestre, un nuovo canale di proprietà del gruppo di Focus. Immagino tutti conosciate Focus come rivista mensile che tratta di scienza.<br />
Confesso che all’apertura del nuovo canale le mie aspettative erano piuttosto alte. Pur non essendo un rivista “referata”, Focus è probabilmente il principale periodico a tema scientifico in Italia. La sua redazione vanta numerosi professionisti e collaboratori di alto livello. Alcuni di essi sono stati anche intervistati per il nostro podcast e io stesso ho più volte collaborato con la stesura di alcuni articoli. Date le premesse, il lancio di un canale dedicato alla scienza ha incontrato tutta la mia approvazione.<br />
Purtroppo dopo qualche ora passata davanti al televisore ho dovuto ricredermi, principalmente per due motivi:</p>
<p>-        La gran pare del palinsesto era costituito da trasmissioni straniere acquistate e mandate a loop per più volte al giorno.</p>
<p>-         Buona parte di queste trasmissioni erano incentrate su megacatastrofi, luoghi misteriosi, verità nascoste e dulcis in fundo pseudoscienza</p>
<p>Per quanto riguarda il primo punto credo vi siate accorti che in Italia sono pochissime le emittenti che producono qualcosa di originale, quasi tutto quello che viene trasmesso è un format copiato e, a volte, un po’ riadattato. Il fiorire di numerosi canali digitali ha però lanciato una nuova moda: l’acquisto di programmi dalla pay tv.</p>
<p>Comprare una trasmissione già fatta e ridoppiarla per il pubblico italiano era una prassi già ai tempi di Superquark, ma le produzioni straniere erano utilizzate solo se indispensabili ed erano comunque integrate da produzioni italiane.<br />
Chiariamo: le produzioni proprie costano parecchio, molto di più di un programma acquistato, quindi è chiaro che è più “facile” acquistare qualcosa di già pronto. Davvero il primo canale in Italia dedicato alla scienza non può far altro che rimandare trasmissioni ed idee di altri?<br />
Veniamo al secondo punto.<br />
Analizzando il palinsesto troviamo trasmissioni da far accapponare i neuroni! Faccio qualche esempio tratto dai programmi in onda in questi giorni.<br />
Megadisastri: trasmissione dove vengono analizzati e ipotizzati i peggiori disastri naturali. Da segnalare titoli come “Mega-vulcano”, “Mega Tornado”, “L’asteroide killer”, “Tsunami, l’onda assassina”. Complimenti per la fantasia…<br />
Jurassic Fight Club: in ogni puntata vari dinosauri combattono l’uno contro l’altro. Condotto da George Blasing un paleontologo autodidatta.<br />
I segreti del tempo: alla ricerca di civiltà mitologiche del passato scomparse misteriosamente in un misto tra storia e leggenda. Per intenderci nello stile di Voyager dove il telespettatore viene colpito da informazioni corrette miste ad ipotesi a dir poco azzardate.<br />
A caccia di UFO: trasmissione dove alcuni ufologi americani cercano la spiegazione ai famigerati oggetti non identificati, ovviamente trovando decine di &#8220;anomalie&#8221; e mai una spiegazione.<br />
La Terra dopo l’uomo: dove si ipotizza cosa ne sarà del nostro pianeta dopo che l’uomo si sarà estinto. Per darvi un’idea della scientificità del contenuto, a metà di una delle puntate trasmesse è stato detto che, dopo 200 anni dall’estinzione dell’ultimo uomo, il nostro linguaggio avrebbe continuato ad esistere tramite alcune parole tramandate di generazione in generazione da&#8230;. i pappagalli…<br />
Enigmi Alieni: nell’episodio che ho visto si sosteneva che l’Arca dell’Alleanza altro non fosse che un manufatto alieno contenente nientemeno che un reattore nucleare, mi sembra un&#8217;ipotesi plausibile.<br />
Esistono poi altri programmi  di qualità indubbiamente superiore, ma tutti con la tendenza alla scienza “URLATA”, quella dove non è interessante l’uragano, ma il megauragano; non la vita di Hitler, ma la vita segreta di Hitler. Tutto questo condito in salsa di pseudoscienza. Credo che lo scopo della divulgazione scientifica debba essere quello di informare l’utente, spiegando concetti complessi, in maniera semplice e affascinante. Chi fa divulgazione dovrebbe stare molto attento a non cadere nella facile trappola degli ascolti facili generati da scalpore e paure collettive.<br />
Indubbiamente il palinsesto sarà stato deciso in base agli ascolti e a dei validissimi principi editoriali, ma personalmente continuo a credere che si possa fare della buona divulgazione senza scadere nel clamore ad ogni costo.</p>
<p>La scienza è appassionante e divertente, se non ci credete guardate i video del Prof. Alchemist.</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2013/03/07/focus-tv-la-scienza-urlata/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Le fiamme dell&#8217;oblio: distrutta la Città della Scienza di Napoli</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2013/03/05/le-fiamme-delloblio/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Mar 2013 16:02:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Casolino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[città della scienza]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[incendio]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; La notizia dell&#8217;incendio alla città della scienza di Napoli ha colto tutti (qui Battiston, Cattaneo , Nicodemo) di sorpresa e aggiunto un ulteriore colpo allo sconforto che permea il mondo dell&#8217;università e della ricerca a seguito dei terribili tagli degli ultimi anni. L&#8217;incendio &#8211;  doloso &#8211; ha distrutto uno dei più importanti centri didattici e di divulgazione della &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/03/05/le-fiamme-delloblio/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/03/800px-The_Burning_of_the_Library_at_Alexandria_in_391_AD1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1080" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/03/800px-The_Burning_of_the_Library_at_Alexandria_in_391_AD1-300x220.jpg" alt="" width="300" height="220" /></a><p class="wp-caption-text">The Burning of the Library at Alexandria in 391 AD, illustration from &#8216;Hutchinsons History of the Nations&#8217;, c.1910 (litho), Dudley, Ambrose (fl. 1920s) / Private Collection / The Stapleton Collection / The Bridgeman Art Library (da wikipedia)</p></div>
<div></div>
<p><span style="font-size: 13px;line-height: 18px">La notizia dell&#8217;incendio alla città della scienza di Napoli ha colto tutti (qui </span><a href="http://battiston-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/03/05/napoli-bagnoli-4-marzo-2013/">Battiston</a><span style="font-size: 13px;line-height: 18px">, </span><a href="http://cattaneo-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/03/05/riominciare-dalla-citta-della-scienza/">Cattaneo</a><span style="font-size: 13px;line-height: 18px"> , </span><a href="http://panicodemocratico.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/03/05/ferito-a-morte/">Nicodemo</a><span style="font-size: 13px;line-height: 18px">) di sorpresa e aggiunto un ulteriore colpo allo sconf</span><span style="font-size: 13px;line-height: 18px">orto che permea il mondo dell&#8217;università e della ricerca a seguito dei terribili tagli degli ultimi anni. L&#8217;incendio &#8211;  <a href="http://www.ilmattino.it/napoli/cronaca/rogo_citt_scienza_mano_camorra/notizie/256210.shtml">doloso</a> &#8211; ha distrutto uno dei più importanti centri didattici e di divulgazione della scienza in Europa, e uno dei pochissimi che erano stati realizzati in Italia.</span></p>
<p><span style="font-size: 13px;line-height: 18px">La distruzione ha un valore simbolico oltre che tragico (soprattutto per i dipendenti che ora rischiano di perdere il lavoro): i nuovi barbari distruggono un pezzo di cultura, cancellando questi mirabili ponti tra il mondo della ricerca e della scienza e quello di tutti i bambini, ragazzi, scuole, insegnanti e pubblico generico che popolava interessato, incuriosito e divertito la città ormai rasa al suolo.</span></p>
<p>Anche se il modello tecnologico del nostro esperimento <a href="http://marco-casolino.blogspot.com/2011/06/5-anni-di-pamela-in-orbita.html">PAMELA</a> è stato più volte alla città della scienza, non ho avuto l&#8217;occasione di visitarla di persona, ma tutti coloro che c&#8217;erano stati erano entusiasti della quantità e soprattutto qualità degli esperimenti e delle dimostrazioni fatte quotidianamente.</p>
<p><span style="font-size: 13px;line-height: 18px">La distruzione della biblioteca di Alessandria, il rogo di quella romanzata de “Il Nome della Rosa”, sino alle fortezze degli anime giapponesi, sono tutte immagini che vengono in mente guardando le fiamme divorare la passione e il lavoro di anni. Molti autori citano la venuta di un nuovo Medioevo, ma il termine è troppo spesso abusato per un’età che invece ha preservato e conservato una Cultura che magari non comprendeva, ma di cui conosceva l’importanza.</span></p>
<p>Forse sono paragoni esagerati, ma nel XXI secolo la distruzione della scienza e della cultura si può ottenere anche recidendo i legami tra chi fa la scienza e chi ne usufruisce e la deve sostenere e finanziare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Marco Casolino</p>
<div><span style="font-size: small"><br />
</span> <a href="http://www.casolino.it">www.casolino.it</a></div>
<p>&nbsp;</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 440px"><img style="border: 2px solid black;margin: 2px;font-size: 13.333333969116211px" src="https://fbcdn-sphotos-a-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash3/555102_10151425497996832_257502785_n.jpg" alt="" width="430" height="293" /><p class="wp-caption-text">Una foto dell&#8217;area distrutta, dal blog di <a href="http://scienz1.blogspot.it/2013/03/va-in-fumo-un-sogno.html">Bennacchio</a></p></div>
<p>&nbsp;</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2013/03/05/le-fiamme-delloblio/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Scientificast. La scienza&#8230; Divertente! Campagna associativa 2013</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Mar 2013 09:30:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drpbrock</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La scienza divertente. Questo il tema che accompagnerà la nostra campagna associativa nel mese corrente. &#160; Scientificast è nato con l&#8217;obiettivo di fare divulgazione scientifica coinvolgendo ricercatori, esperti e appassionati, e di farla divertendo, sfatando il mito che la scienza è noiosa e incoraggiando tutti a comprendere meglio il mondo in cui viviamo. Conoscere è &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/03/05/scientificast-la-scienza-divertente-campagna-associativa-2013/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La scienza divertente.</strong> Questo il tema che accompagnerà la nostra campagna associativa nel mese corrente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Scientificast è nato con l&#8217;obiettivo di fare divulgazione scientifica coinvolgendo ricercatori, esperti e appassionati, e di farla divertendo</strong>, sfatando il mito che la scienza è noiosa e incoraggiando tutti a comprendere meglio il mondo in cui viviamo. Conoscere è divertente!<a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/03/Scientificast-Moon-AA2013.jpg"><img class="alignright  wp-image-1108" title="Scientificast Moon AA2013" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/03/Scientificast-Moon-AA2013-1024x726.jpg" alt="" width="387" height="274" /></a></p>
<p><strong>Potete aiutarci</strong> nella nostra missione associativa <strong>diventando oggi tesserati di Scientificast</strong> tramite l&#8217;apposito pulsante che trovate nel blog a fianco, ma anche sotto questo articolo. Il costo è di 10 euro, una cifra molto contenuta, ma per noi significativa.</p>
<p><strong>La tessera</strong>, infatti,<strong> rappresenta per noi una fonte <strong>primaria </strong>per sostenere economicamente le nostre attività</strong> di blogging, podcasting e l&#8217;organizzazione di eventi, ed è anche un segno concreto per ringraziarvi, rendervi partecipi del nostro progetto tramite una mailing list dedicata e approfondire la nostra conoscenza reciproca.</p>
<p>Siamo un&#8217;associazione giovane e ogni nuovo legame ci incoraggia ad andare avanti. Quindi ragazzi, vi aspettiamo!</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2013/03/05/scientificast-la-scienza-divertente-campagna-associativa-2013/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;industria privata alla conquista di Marte?</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Mar 2013 14:29:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Casolino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È  di questi giorni l’annuncio provocatorio del magnate e turista spaziale Dennis Tito di voler realizzare privatamente una missione umana su Marte entro il 2018. Il programma  è talmente ambizioso da essere quasi  irrealizzabile; potrebbe però dare una spinta notevole allo sviluppo dell’esplorazione con fondi privati dello spazio. La missione vorrebbe far orbitare un equipaggio umano (un &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/03/04/la-conquista-di-marte-sara-dei-privati/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="line-height: 18px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/b8/2005-1103mars-full.jpg/600px-2005-1103mars-full.jpg" alt="File:2005-1103mars-full.jpg" width="200" height="200" />È  di questi giorni l’annuncio provocatorio del magnate e turista spaziale <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dennis_Tito">Dennis Tito</a> di voler realizzare privatamente una <a href="http://www.wired.com/wiredscience/2013/02/inspiration-mars-foundation/2/">missione umana su Marte</a> entro il 2018. Il programma  è talmente ambizioso da essere quasi  irrealizzabile; potrebbe però dare una spinta notevole allo sviluppo dell’esplorazione con fondi privati dello spazio. La missione vorrebbe far orbitare un equipaggio umano (un u<span style="font-size: 13px; line-height: 18px;">omo ed una donna) intorno al pianeta rosso, senza le complessità logistiche e tecniche dell’atterraggio e decollo dalla superficie di Marte.  I problemi di un volo del genere sono comunque molteplici: isolamento dell’equipaggio  in una missione della durata di circa due anni, <a href="http://lucadifino.wordpress.com/2012/02/27/lattivit-solare-e-lesposizione-degli-astronauti/">radiazione cosmica e tempeste solari</a>, mancanza di razzi e capsule in grado di raggiungere l’orbita ed affrontare il viaggio….</span></p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 138px"><img src="http://1.bp.blogspot.com/-uiFhO7ELLgo/TrDzePIg61I/AAAAAAAABBQ/xeONyrjpyzA/s200/Buran.jpg" alt="" width="128" height="200" /><p class="wp-caption-text">Il vettore Energia prima del lancio<br />dello shuttle russo Buran dal<br />cosmodromo di Baikonur, 1988</p></div>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 18px;">Tuttavia la proposta provocatoria della fondazione di  Tito potrebbe avere ricadute importanti per il programma spaziale umano. I  successi (sia pur con qualche problema) del lanciatore </span><span style="font-size: 13px; line-height: 18px;">Falcon 9 e della capsula Dragon, alla sua terza missione di rifornimento della Stazione Spaziale Internazionale, hanno dato infatti notevole impulso allo sviluppo del settore privato. </span></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 18px;">Con la fine della guerra fredda, purtroppo, l’esplorazione umana dello spazio si è limitata alla fondamentale ma costosa stazione spaziale internazionale, posta a “soli” 400 chilometri sopra le nostre teste.  Le due ex-superpotenze hanno da tempo  perso le  tecnologie in grado di mandare l’uomo di nuovo sulla Luna e meno che mai su altri pianeti.  Gli alti costi (sempre trascurabili rispetto alle spese militari) e scelte errate del passato hanno fatto hanno causato un peggioramento delle capacità astronautiche negli ultimi decenni. Gli ultimi esemplari del Saturno V -  il più potente lanciatore mai costruito e chiave delle missioni sulla Luna &#8211;  giacciono nei musei; il vettore Energia, in grado di lanciare il </span><a href="http://marco-casolino.blogspot.nl/2012/04/la-strada-per-le-stelle-e-aperta-2-la.html">Buran, lo shuttle sovietico</a><span style="font-size: 13px; line-height: 18px;">, e di mandare 100 tonnellate su Marte nella configurazione con 8 booster è stato </span><a href="http://marco-casolino.blogspot.nl/2011/11/astronavi-di-una-realta-abbandonata-1.html">abbandonato con la fine dell’Unione Sovietica</a><span style="font-size: 13px; line-height: 18px;">.</span></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 18px;">In questo triste panorama di regresso tecnologico, dovuto ad una miopica politica ed alla mancanza di una forte motivazione economica, proposte come quella di Tito rappresentano un’ottima seppur flebile speranza per la ripresa dell’esplorazione del cosmo. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2013/03/04/la-conquista-di-marte-sara-dei-privati/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Come è fatta una matita?</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2013/02/28/e-fatta-una-matita/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Feb 2013 13:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drpbrock</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Matite. Se n’è fatto un gran parlare ultimamente e l’attualità offre un interessante spunto per spiegare il funzionamento di un oggetto che sembra banale, ma in realtà è un concentrato di piccola ingegneria al quale forse non abbiamo mai fatto caso. Come funziona una matita? Come tutti sappiamo, la matita è un piccolo oggetto tubolare, &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/02/28/e-fatta-una-matita/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/02/Pencils_hb1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1030" title="Pencils_hb" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/02/Pencils_hb1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Matite. Se n’è fatto un gran parlare ultimamente e l’attualità offre un interessante spunto per spiegare il funzionamento di un oggetto che sembra banale, ma in realtà è un concentrato di piccola ingegneria al quale forse non abbiamo mai fatto caso. Come funziona una matita?</p>
<div>
<p>Come tutti sappiamo, la matita è un piccolo oggetto tubolare, con un supporto di legno la cui anima (o mina) è costituita da grafite o, più comunemente, da vere e proprie mescole (o formulazioni) che ne determinano le caratteristiche. Tale struttura venne ideata nel XVI secolo e le fonti storiche più credibili ne attribuiscono il progetto a due italiani, Simonio e Lyndiana Bernacotti. Fu però solo nel XVIII secolo che la fabbrica Faber a Norimberga (Germania, 1762) ideò un processo di fabbricazione industriale e, in seguito, Nicholas Jacques Conte (1795) ideò un processo per regolare la durezza della mina realizzando vere e proprie formulazioni differenti.</p>
<p>Analizziamo adesso qualche informazione scientificamente rilevante in merito al funzionamento della matita.</p>
<p><strong>1-      </strong><strong>La mina in grafite</strong><strong></strong></p>
<p>Dal XVI secolo la matita possiede una mina in grafite (dal greco <em>grafein</em>, scrivere), che è il “cuore” del funzionamento di questo oggetto. Per capire come mai la grafite lascia un segno su un foglio dobbiamo andare a indagare l’intima struttura chimica di questo composto. Si tratta di un minerale disponibile in natura, oggi più comunemente sintetizzato tramite un processo chiamato “grafitazione”.<span style="font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p>La grafite una forma allotropica del carbonio; gli allotropi sono particolari “stati” nei quali si può trovare uno stesso composto chimico. La grafite è, infatti, una delle forme nelle quali il carbonio elementare si può trovare in natura (altri esempi celebri sono il diamante e il carbone).</p>
<p>Chimicamente, si può immaginare la grafite come un struttura composta da atomi di carbonio in reticolo esagonale, come in figura:</p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/02/750px-Graphen.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1028" title="750px-Graphen" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/02/750px-Graphen-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a></p>
<p>Uno strato monoatomico di questo reticolo è definito grafene ed è un materiale di particolare interesse per molti campi applicativi, dall&#8217;elettronica ai nuovi materiali. Ecco, se si immagina questo reticolo sovrapposto in più piani, legati tra loro da legami chimici di tipo debole (forze di Van der Walls) si ottiene la grafite. Proprio questa struttura a piani rende il materiale particolarmente friabile e quindi adatto a lasciare tracce su un foglio di carta per azione della semplice pressione della mano.</p>
<p>La grafite ha molte altre proprietà e svariati utilizzi industriali. La sua particolare friabilità la rende adatta come lubrificante (da solo o in formulazione), specialmente per lavorazioni effettuate a temperature estremamente alte o estremamente basse, dove altri tipi di lubrificanti non possono lavorare.</p>
</div>
<p>Il suo altissimo punto di fusione la rende, inoltre, un materiale molto utilizzato in fonderia per applicazioni refrattarie. E’ utilizzato come moderatore di neutroni nelle reazioni di fissione nucleare che avvengono nei reattori ad uso civile (ad esempio nelle famose “barre di sicurezza”); per curiosità, le barre moderatrici del reattore di Chernobyl erano proprio in grafite. Oggi queste barre sono utilizzate fortunatamente solo nei reattori più vecchi e hanno la simpatica abitudine di prendere letteralmente fuoco ad alte temperature.</p>
<div>
<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/02/fooballene.png"><img class="alignright size-medium wp-image-1035" title="fooballene" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/02/fooballene-300x293.png" alt="" width="300" height="293" /></a>Il bombardamento laser della grafite ha portato alla scoperta del fullerene (o footballene: guardate la sua struttura chimica e sarà subito chiaro il motivo di questo bizzarro nome!), precursore dei nanotubi di carbonio, materiali molto studiati oggigiorno e potenzialmente utilissimi nel campo dell’elettronica e dei nuovi materiali ad alte prestazioni, nonché per la realizzazione di vere e proprie nanomacchine (chimica supramolecolare).</p>
<p>Infine, sono note le ottime proprietà di conducibilità elettrica di questo materiale (e dei suoi derivati), tanto che viene utilizzato come elemento anodico nelle batterie e per utilizzi più impropri, come mostrato dal Prof. Alchemist in uno dei suoi video più recenti.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/z8JUGyKQb4M" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman;"> </span>Insomma, un materiale davvero importante per la nostra civiltà, da molti secoli.</p>
<p><span style="font-family: Times New Roman;"> </span>2-   <strong>   La durezza delle mine in grafite</strong><strong></strong></p>
<p>E’ noto che le matite in commercio posseggono vari gradi di “durezza” della mina, caratteristica che ne determina l’utilizzo finale (professionale o artistico) e il tipo di traccia lasciato sul foglio. La durezza delle mine è regolata da una scala empirica introdotta proprio da Nicholas Jacques Conte nel XVIII secolo. Conté utilizzava dei numeri, ancora oggi utilizzati nella scala americana. In Europa, invece, è di più comune utilizzo la scala britannica con numeri e lettere da 9H (dove H sta per <em>hard</em>), mine durissime, a 9B (B sta per <em>black</em>), mine molto morbide con un profondo tratto nero. Il centro di questa scala è rappresentato dalla mina ti tipo F (in inglese <em>fine</em>, la mina giusta).</p>
</div>
<p>La regolazione della durezza di una mina si effettua creando vere e proprie formulazioni (o mescole) che vedono addizionate alla grafite altre sostanze. Minerali come l&#8217;argilla, il talco (in passato anche l&#8217;ambra naturale), le cere, le resine naturali o sintetiche determinano le proprietà di scrittura e durezza della mina, modificandone le proprietà chimico-fisiche. La durezza finale viene anche definita dal processo di cottura della mina; tutti questi elementi formulativi, infatti, per stare in qualche modo insieme devono essere sottoposti a un processo termico che unisce chimicamente i vari elementi in un composto uniforme e compatto.</p>
<div>
<p>3<strong>-      Le matite copiative</strong></p>
<p>A differenza delle matite normali, per utilizzi particolari, come ad esempio il voto elettorale, vengono utilizzate matite di tipo &#8220;copiativo&#8221;. In questo caso la formulazione della mina contiene anche dei pigmenti, alcuni solubili, altri insolubili in acqua e il processo di cottura è meno spinto. Il risultato è una matita più morbida, ma con un tratto indubbiamente più distinguibile e profondo.</p>
<p>Il tratto lasciato sul foglio, in questo caso, non è rappresentato solo dal residuo carbonioso della grafite, che alla fine è un semplice deposito di materiale su una superficie (generalmente un foglio) rugosa a sufficienza per trattenere questa polvere, ma i pigmenti vengono assorbiti dal foglio stesso e quindi risultano di più difficile cancellazione per abrasione con gomma.</p>
<p>I pigmenti utilizzati solitamente sono di tipo anilinico, ovvero pigmenti derivanti da reazioni tra molecole riconducibili all&#8217;anilina. Questo tipo di pigmenti è molto utilizzato nell&#8217;industria tessile, ma è assolutamente nocivo e tossico e per questo, oltre a questioni puramente igieniche, non è il caso né di inumidire la punta della matita con le dita (il pigmento inevitabilmente si riverserebbe sulle mani), né tanto meno con la propria saliva (o peggio in bocca).</p>
</div>
<p>Sono tantissimi gli argomenti che possono essere approfonditi partendo da un oggetto apparentemente banale come una matita. Scrivendo questo articolo poi, spero di aver trasmesso almeno in parte la storia di un oggetto carico di scienza e tradizione che accompagna l&#8217;uomo da secoli ed è stata protagonista incontrastata di storie, progetti e passioni.</p>
<p>Modifica<br />
E se non vi abbiamo ancora convinto, guardate questo video realizzato da <a href="http://www.shockdom.com/webcomics/scottecscomics/">Sio (Scottecs Comics)</a><br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/4BtKD1eynB8" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://itomizer.com/2008/01/13/storia-e-collezionismo-di-sua-maesta-la-matita/">http://itomizer<wbr>.com/2008/01/13<wbr>/storia-e-colle<wbr>zionismo-di-sua<wbr>-maesta-la-mati<wbr>ta/</wbr></wbr></wbr></wbr></wbr></a><br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scala_di_durezza_delle_matite">http://it.wikip<wbr>edia.org/wiki/S<wbr>cala_di_durezza<wbr>_delle_matite</wbr></wbr></wbr></a><br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Grafite">http://it.wikip<wbr>edia.org/wiki/G<wbr>rafite</wbr></wbr></a><br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mina_%28matita%29">http://it.wikip<wbr>edia.org/wiki/M<wbr>ina_(matita)</wbr></wbr></a></p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Matita">http://it.wikip<wbr>edia.org/wiki/M<wbr>atita</wbr></wbr></a></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2013/02/28/e-fatta-una-matita/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Scientificast #33 &#8211; Asteroidi a sorpresa</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2013/02/23/scientificast-33-asteroidi-sorpresa/</link>
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		<pubDate>Sat, 23 Feb 2013 17:06:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drpbrock</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una meteora entra in atmosfera ed esplode, panico e feriti in Russia. Sembra un film di fantascienza ma è la realtà di quanto è successo in Russia, più precisamente nella regione degli Urali il 16 Febbraio scorso. Ne parliamo in studio con Marco Casolino, nostro collaboratore ricorrente che già in settimana ha scritto sull&#8217;argomento. PER &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/02/23/scientificast-33-asteroidi-sorpresa/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/02/800px-243_ida.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1020" title="243 Ida. Un asteroide (NASA)" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/02/800px-243_ida-300x217.jpg" alt="" width="300" height="217" /></a>Una meteora entra in atmosfera ed esplode, panico e feriti in Russia</strong>. Sembra un film di fantascienza ma è la realtà di quanto è successo in Russia, più precisamente nella regione degli Urali il 16 Febbraio scorso.<br />
<strong>Ne parliamo in studio con Marco Casolino</strong>, nostro collaboratore ricorrente che già in settimana ha scritto sull&#8217;argomento.<br />
PER APPROFONDIRE<br />
- Il post sul sito di Scientificast.it  - <a href="http://www.scientificast.it/2013/02/15/la-protezione-planetaria-dai-meteoriti/">La protezione planetaria dai meteoriti</a><br />
- Il post sul blog di Marco Casolino &#8211; <a href="http://marco-casolino.blogspot.it/2013/02/come-deflettere-asteroidi-e-meteoriti-e.html">Come deflettere asteroidi e meteoriti e salvare la Terra senza essere Bruce Willis</a>.</p>
<p><strong>Ricercatori dell&#8217;<a href="http://www.media.inaf.it/">INAF</a></strong> guidati da Linda Podio (<a href="http://ipag.osug.fr/?lang=fr">Institut de Planétologie et d’Astrophysique de Grenoble</a> ed associata INAF) hanno individuato, grazie al <a href="http://www.esa.int/Our_Activities/Space_Science/Herschel">telescopio ESA Herschel</a>, <strong>grandi quantità di acqua nel disco attorno ad una stella di &#8220;recente&#8221; formazione</strong> (qualche milione di anni) che potrebbe portare nuovi elementi di studio per spiegare <strong>l&#8217;origine dell&#8217;acqua sul pianeta Terra</strong>.<br />
PER APPROFONDIRE:<br />
- L&#8217;articolo originale su Arxiv &#8211; <a href="http://arxiv.org/abs/1302.1410">Water vapor in the protoplanetary disk of DG Tau</a><br />
<span class="Z3988" title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Ajournal&amp;rft.jtitle=Web&amp;rft_id=info%3Aarxiv%2F1302.1410v1&amp;rfr_id=info%3Asid%2Fresearchblogging.org&amp;rft.atitle=Water+vapor+in+the+protoplanetary+disk+of+DG+Tau&amp;rft.issn=&amp;rft.date=2013&amp;rft.volume=&amp;rft.issue=&amp;rft.spage=&amp;rft.epage=&amp;rft.artnum=&amp;rft.au=L.+Podio&amp;rft.au=I.+Kamp&amp;rft.au=C.+Codella&amp;rft.au=S.+Cabrit&amp;rft.au=B.+Nisini&amp;rft.au=C.+Dougados&amp;rft.au=G.+Sandell&amp;rft.au=J.+P.+Williams&amp;rft.au=L.+Testi&amp;rft.au=W.+-F.+Thi&amp;rft.au=P.+Woitke&amp;rft.au=R.+Meijerink&amp;rft.au=M.+Spaans&amp;rft.au=G.+Aresu&amp;rft.au=F.+Menard&amp;rft.au=C.+Pinte&amp;rfe_dat=bpr3.included=1;bpr3.tags=Anthropology">L. Podio, I. Kamp, C. Codella, S. Cabrit, B. Nisini, C. Dougados, G. Sandell, J. P. Williams, L. Testi, W. -F. Thi, P. Woitke, R. Meijerink, M. Spaans, G. Aresu, F. Menard, &amp; C. Pinte (2013). Water vapor in the protoplanetary disk of DG Tau <span style="font-style: italic;">Web</span> arXiv: <a href="http://arxiv.org/abs/1302.1410v1" rev="review">1302.1410v1</a></span><br />
- <a href="http://www.media.inaf.it/wp-content/uploads/2013/02/Trovata_acqua_di_migliaia_di_oceani_in_sistema_planetario.doc">Il comunicato stampa INAF.</a></p>
<p><strong>FAMELAB</strong>. Julien ci parla delle ultime novità riguardanti il contest in compagnia di <strong>Chiara Segrè</strong>, Biologa dell&#8217;Universitaà di Milano e divulgatrice scientifica.</p>
<p><img class="aligncenter" title="Famelab" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/02/famelab-logo.jpg" alt="" width="800" height="103" /></p>
<p><strong>Scientificast è tra gli organizzatori della <a href="https://sites.google.com/site/famelabitalia/genova">sezione Genovese di Famelab</a>.</strong></p>
<p>Energie rinnovabili. Parliamo dell&#8217;<a href="http://eni-solar.mit.edu/">MIT Energy Initiative</a>, centro d&#8217;eccellenza della famosa università americana, finanziato anche da ENI.<br />
Una rapida carrellata attraverso lo stato dell&#8217;arte della ricerca sulle rinnovabili e dei progetti più interessanti.</p>
<p>Infine torna a grande richiesta<strong> La Scienza in Padella</strong>. Ilaria e Silvia ci parlano di cottura e in particolare oggi della <strong>cottura a microonde dei cibi</strong> tra mito e realtà.</p>
<p><strong>In chiusura, ricordiamo che le iscrizioni per l’anno associativo 2013 di Scientificast sono aperte, secondo le modalità indicate nel n<a href="http://www.scientificast.it/2013/02/04/anno-associativo-2013-piccoli-passi/">ostro recente post a riguardo</a>.</strong><br />
Già in molti hanno rinnovato l’iscrizione che, ricordiamo, rappresenta per noi la principale forma di sostentamento associativo. E&#8217; un modo poco dispendioso per sostenere la nostra attività e per questo vi incoraggiamo ad aiutarci.</p>
<p>Nuovi soci e rinnovi: <em>Matteo Carpentieri.</em> Gentile donazione da <em>Luca Ravaschino</em>.<br />
Grazie per il vostro sostegno!</p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/Scientificast33.mp3"><strong>&gt;&gt; SCARICA L&#8217;EPISODIO 33 &lt;&lt;</strong></a></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2013/02/23/scientificast-33-asteroidi-sorpresa/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Fame Lab 2013: oggi a Roma la presentazione ufficiale, Scientificast sarà partner per le selezioni liguri</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2013/02/20/fame-lab-2013-oggi-roma-la-presentazione-ufficiale-scientificast-sara-partner-le-selezioni-liguri/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Feb 2013 11:37:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi a Roma la presentazione ufficiale di FameLab2013, il talent show per scienziati. Scientificast sarà partner per le selezioni a Genova che si terranno  il 16 marzo 2013 e che saranno le uniche per il nord-est italiano &#8230; ascoltatori, soci o semplicemente webnauti passati per caso di qua, non vi siete ancora iscritti? Che aspettate, fatelo subito, &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/02/20/fame-lab-2013-oggi-roma-la-presentazione-ufficiale-scientificast-sara-partner-le-selezioni-liguri/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/02/famelab-logo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1013" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/02/famelab-logo.jpg" alt="" width="800" height="103" /></a></p>
<p>Oggi a Roma la presentazione ufficiale di FameLab2013, il talent show per scienziati. Scientificast sarà partner per le selezioni a Genova che si terranno  il <a href="https://sites.google.com/site/famelabitalia/genova"><strong>16 marzo 2013 </strong></a>e che saranno le uniche per il nord-est italiano<strong> </strong>&#8230; ascoltatori, soci o semplicemente webnauti passati per caso di qua, non vi siete ancora iscritti? Che aspettate, fatelo subito, non c&#8217;è nulla da perdere, ma una grande occasione da sfruttare! Ecco di seguito il testo del comunicato stampa ufficiale:</p>
<p><strong>Roma, 20 febbraio 2013 &#8211; Torna per il secondo anno consecutivo FameLab Italia, il talent per scienziati organizzato da Psiquadro e realizzato grazie al sostegno della Regione Umbria e dei partner che coordinano la competizione in sette città italiane:  Museo delle Scienze &#8211; Trento, Immaginario Scientifico – Trieste, formicablu &#8211;  Bologna e Roma, Associazione Festival della Scienza – Genova, Fosforo &#8211; Ancona, e Perugia Science Fest – Perugia.</strong></p>
<p><strong>Il progetto, ideato dal Festival della Scienza di Cheltenham (Regno Unito) e promosso dal British Council, l’ente culturale britannico, in 25 paesi in tutto il mondo, è stato presentato oggi a Roma, nella sede del British Council.</strong></p>
<p>FameLab è una competizione aperta a chi si occupa di scienza e ama parlarne in pubblico: scienziati, giovani ricercatori, studenti universitari che vogliono raccontare con rapidità, leggerezza ed efficacia un po’ della scienza con la quale hanno a che fare ogni giorno.</p>
<p>I concorrenti hanno a disposizione solo tre minuti e una manciata di parole per coinvolgere il pubblico. Non possono usare immagini né strumenti scientifici, ma semplici oggetti con i quali tradurre e illustrare idee e concetti.</p>
<p>Poi, come in ogni talent show che si rispetti, è una giuria di esperti comunicatori e scienziati che sceglie il migliore.</p>
<p>La prima edizione ha visto la partecipazione di circa 80 concorrenti in 4 città, “geeks con il pallino della scienza, che parlerebbero di scienza ininterrottamente, e con tutti&#8221; ha dichiarato <strong>Riccardo Guidi</strong>, classe 1987,  laurea in Biotecnologie presso l&#8217;Università di Bologna, dottorando a Stoccolma presso il Karolinska Institutet e campione italiano FameLab nel 2012.</p>
<p>Un evento che appena nato ha motivato anche chi non ha concorso, ma ha fatto il tifo per qualche collega<strong>. “</strong>Da una mia piccola azione, l&#8217;entusiasmo di Famelab è diventato virale, contagiando studenti e dottorandi, facendo di più in 3 minuti per la diffusione della cultura scientifica che in molte ore di discussione sull&#8217;argomento” &#8211; sottolinea il vice campione italiano 2012, <strong>Matteo Cerri</strong>, ricercatore del Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie dell&#8217;Università di Bologna, che dopo l’esperienza FameLab sta moltiplicando i progetti e gli sforzi per la comunicazione nel suo Dipartimento.</p>
<p>I concorrenti della prima edizione di FameLab stanno diventando popolari anche sul web, oltre 16.000 le visualizzazione dei video di chi ha gareggiato nel 2012, raccolti nel canale youtube Famelab italia. Qualcuno dei concorrenti che ha concorso nel 2012 senza vincere non demorde e si è iscritto di nuovo per l’edizione 2013, agguerrito e intenzionato a riprovarci.</p>
<p>Accanto agli appassionati cresce di giorno in giorno il numero dei nuovi concorrenti, tutti dovranno superare una selezione in una delle sette città dove si svolgono le gare locali che <strong>prenderanno il via il prossimo 1 marzo</strong>, e si svolgeranno fino al <strong>16 marzo</strong>.</p>
<p>I primi due classificati  in ogni città partecipano ad una tre giorni di formazione dal <strong>12 al 14 aprile per prepararsi alla finale nazionale del 3 maggio a Perugia. Il nuovo campione italiano volerà a Cheltenham dal 4 al 6 giugno, in Inghilterra per sfidare  altri 24 campioni di altrettanti paesi.</strong></p>
<p>“Il concorrente ideale è immaginifico – dichiara il coordinatore di FameLab Italia Leonardo Alfonsi -  maneggia le parole come un giocoliere le palline, ha una presenza scenica che potrebbe essere quella di un attore esordiente, sa scegliere l’essenziale tra molti concetti da raccontare, sa trasformare la scienza in una storia avvincente e, soprattutto, ama le sfide”.</p>
<p>FameLab è uno strumento che ha l’obiettivo di avviare processi virtuosi nelle comunità di giovani ricercatori e si stanno moltiplicando le istituzioni che hanno colto questo aspetto. Ai partner scientifici che già nel 2012 hanno patrocinato l’iniziativa se ne stanno aggiungendo di nuovi.</p>
<p>Oltre al Ministero per l’Istruzione , Università e Ricerca è lunga la lista degli istituti e centri di ricerca nazionali che collaborano alla realizzazione dell’evento incoraggiando la partecipazione di ricercatori e scienziati.</p>
<p>Tra gli altri l’Istituto Nazionale di Astrofisica e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare che insieme attribuiranno il premio speciale per il campione FameLab nel settore della Fisica e Astrofisica.</p>
<p>Accanto a loro numerose altre istituzioni: Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto Italiano di Tecnologia, Alma Mater Studiorium Università di Bologna, Università degli Studi di Perugia, Università per Stranieri di Perugia, Università Politecnica delle Marche, Università degli Studi di Trento, Università degli Studi di Trieste, Centro Euro Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, Cosbi (Microsoft Research – Università di Trento), Fondazione Bioparco di Roma, Fondazione Bruno Kessler, Fondazione Edmund Mach &#8211; Istituto Agrario di San Michele all’Adige, Fondazione ONAOSI, Istituto di Scienze Marine &#8211; Cnr, Associazione BlaBla, Scientificast.</p>
<p><strong>Come iscriversi</strong></p>
<p>Partecipare a FameLab è semplice: dopo aver verificato se si appartiene a una categoria ammessa alla competizione consultando il sito  <a href="http://www.famelab-italy.it/">www.famelab-italy.it</a> basta compilare la domanda d’iscrizione scaricabile dal sito stesso  e inviarla al comitato organizzatore della città nella quale si intende concorrere. <strong></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2013/02/20/fame-lab-2013-oggi-roma-la-presentazione-ufficiale-scientificast-sara-partner-le-selezioni-liguri/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>La protezione planetaria dai meteoriti</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Feb 2013 17:18:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Casolino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Astrofisica]]></category>
		<category><![CDATA[Fisica]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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		<description><![CDATA[La recente esplosione di una meteora a circa 50 km di altezza sopra gli Urali ha riproposto con drammaticità la necessità di un sistema di monitoraggio e protezione planetaria dai corpi celesti. Ovviamente i Maya non c&#8217;entrano nulla e neanche l&#8217;asteroide 2012 DA14 che passerà in relativa prossimità della Terra. Fortunatamente l&#8217;oggetto  si è disintegrato nell&#8217;atmosfera &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/02/15/la-protezione-planetaria-dai-meteoriti/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La recente esplosione di una meteora a circa 50 km di altezza sopra gli Urali ha riproposto con drammaticità la necessità di un sistema di monitoraggio e protezione planetaria dai corpi celesti. Ovviamente i Maya non c&#8217;entrano nulla e neanche l&#8217;asteroide 2012 DA14 che passerà in relativa prossimità della Terra. Fortunatamente l&#8217;oggetto  si è disintegrato nell&#8217;atmosfera ed i danni e feriti sono dovuti alla sola onda d&#8217;urto causata dall&#8217;esplosione. In piccolo, questa ha riprodotto <a title="eventi di Tunguska" href="http://www.scientificast.it/2012/01/21/scientificast-9-%E2%80%93-con-la-neve-da-nebbia-fino-alle-ginocchia/">gli eventi di Tunguska</a> all&#8217;inizio del XX secolo e del meteorite di Chicxulub che 65 milioni di anni fa ha fatto definitivamente estinguere i dinosauri.</p>
<div id="attachment_1000" class="wp-caption alignright" style="width: 225px"><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/02/dinosa.jpg"><img class="size-medium wp-image-1000" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/02/dinosa-215x300.jpg" alt="" width="215" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Il meteorite che fece estinguere i dinosauri. Illustrazione e (c) di Shun Iwasawa</p></div>
<p><strong>Monitoraggio</strong></p>
<p>Ogni giorno cadono sulla terra circa 5 tonnellate di meteoriti, almeno due al minuto con il  diametro inferiore ad 1mm. Vi sono probabilmente un miliardo di asteroidi di medie dimensione che orbitano intorno al sole. Di questi,  2 milioni distruggerebbero la civiltà, se colpissero il nostro pianeta. Tuttavia la maggior parte viaggia su orbite che non pongono il benchè minimo rischio e solo una minima frazione  è su orbite che intersecano quella della Terra (<em>Earth crossing asteroids</em>).</p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 18px;">Quando uscì, il NASA <a href="http://impact.arc.nasa.gov/downloads/spacesurvey.pdf">Spaceguard Survey Report</a> , non fu preso sul serio al di fuori degli ambienti degli addetti ai lavori.  Al tempo erano noti solo 236 Earth crossing asteroids.  Nel 1997 la NASA aveva un budget di appena  un milione di dollari per la ricerca di NEO (Near Earth Objects)</span>[1]<span style="font-size: 13px; line-height: 18px;">, ma lentamente le ricerche si andarono intensificando. Nel 2005 il congresso degli Stati Uniti  diede mandato alla NASA di identificare almeno il 90% degli asteroidi più grandi di 140 m entro il 2020 ma senza aumentarne i fondi.</span><span style="font-size: 13px; line-height: 18px;">  Verso il 2007 erano noti più di 4000 corpi, di cui 880 con diametro superiore al chilometro. Al momento solo tre programmi sono ancora operativi negli USA, l’unica nazione con  un programma sistematico di identificazione degli asteroidi potenzialmente pericolosi.</span></p>
<p>Tutti questi programmi comunque non sono in grado di identificare un corpo celeste delle dimensioni di quello che si è disintegrato sopra gli Urali, perchè troppo piccolo.</p>
<div>
<div>
<p><strong>Riduzione del Rischio</strong></p>
</div>
</div>
<p>Dagli anni ’90 ad oggi sono state proposte varie strategie per ridurre la possibilità dell’impatto di un asteroide sulla terra e deviarne la sua traiettoria. Maggiore è l’anticipo con cui si agisce e minore è l’energia da spendere per deviare la traiettoria dell’asteroide. Gli studi attuali sono molto preliminari, ma tutti partono da uno scenario  standard in cui la missione deve agire con almeno 10 anni di anticipo rispetto al tempo previsto dell’impatto.  Infatti con un decennio di tempo le variazioni di velocità richieste per salvare il nostro pianeta sono relativamente piccole e si aggirano intorno a 1 &#8211; 5 cm/s. L&#8217;energia necessaria per effettuare questo cambiamento di rotta (con esplosioni o <a href="http://marco-casolino.blogspot.com/2013/02/come-deflettere-asteroidi-e-meteoriti-e.html">altri metodi</a>) e la velocità saranno tanto maggiori quanto più grande sarà la massa dell’oggetto  in questione.  Ritardare la risposta implica dover utilizzare una spinta maggiore e molta più energia. A questi 10 anni è poi necessario aggiungere il tempo per allestire una missione interplanetaria che sia in grado di trasportare un carico elevato e di  raggiungere velocemente il corpo celeste. L’esperienza passata con sonde come Hayabusa, mostra che sono necessari almeno altri 5-10 anni per allestire questo tipo di missioni. Anche se di fronte ad un rischio concreto sarebbe possibile accorciare questo tempo, è anche da considerare che molte delle tecnologie   sarebbero utilizzate per la prima volta   e quindi  richiederebbero un tempo notevole per lo sviluppo ed i test di qualifica necessari a garantire il successo. Per i molteplici metodi di deflessione ipotizzati rimando a questo<span style="font-size: 13px; line-height: 18px;"> </span><a href="http://marco-casolino.blogspot.com/2013/02/come-deflettere-asteroidi-e-meteoriti-e.html">post gemello</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Marco Casolino</p>
<p>www.casolino.it</p>
<p>Adattato dal libro su &#8220;Come  sopravvivere alle catastrofi&#8221;, di prossima pubblicazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div>
<div>
<p>[1] Near-Earth Object Surveys and Hazard Mitigation Strategies, Interim Report, The National Academies Press, Washington, D.C, 2009</p>
</div>
<div>
<p>[2] Catalina Sky Survey (CSS); il  Lincoln Near-Earth Asteroid Research (LINEAR) program; Spacewatch, LONEOS, NEAT.</p>
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<div></div>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2013/02/15/la-protezione-planetaria-dai-meteoriti/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Dita di tartaruga</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Feb 2013 12:52:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Zanardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biologia]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[dita]]></category>
		<category><![CDATA[domande dell'infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[fisiologia per negati]]></category>
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		<description><![CDATA[Non so se a voi succede, ma quando trovo, finalmente, la risposta ad una di quelle irrispondibili domande che hanno fatto da pietre miliari alla mia infanzia un po’ mi commuovo sempre. Soprattutto quando la domanda era annosa e capivo benissimo che la risposta che mi veniva data era un “non lo so perchè, ma &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/02/12/dita-di-tartaruga/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/02/dita-di-tartaruga-per-davvero.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-989" title="dita di tartaruga per davvero" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/02/dita-di-tartaruga-per-davvero-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a>Non so se a voi succede, ma quando trovo, finalmente, la risposta ad una di quelle irrispondibili domande che hanno fatto da pietre miliari alla mia infanzia un po’ mi commuovo sempre. Soprattutto quando la domanda era annosa e capivo benissimo che la risposta che mi veniva data era un “non lo so perchè, ma smettila di rompere”. Quindi al limite che mi era stato imposto di poter stare in mare fino a che non mi venivano le dita di tartaruga per poi inderogabilmente andarmi ad asciugare, la me di tanti anni fa chiedeva sempre: ma perchè le dita fanno così, mamma/papà? “Perchè sei stata troppo in acqua e ti stai trasformando in una tartaruga”.</p>
<p>Non mi convinceva.</p>
<p>Anche perché sapevo benissimo che le Tartarughe Ninja si erano trasformate perché avevano toccato un liquido radioattivo.</p>
<p>La risposta, invece ora ce l’ho! L’ho trovata su un <a title="Water-induced finger wrinkles improve handling of wet objects" href="http://rsbl.royalsocietypublishing.org/content/9/2/20120999">articolo</a> pubblicato nelle Biology letters della Royal Society, il che, oltretutto, mi fa pensare che la mia domanda non fosse poi così banale. Le rugosità sulle dita, causate dalla prolungata immersione in acqua, aumentano la maneggevolezza degli oggetti bagnati. Nel passato si pensava che le rugosità fossero causate dal rigonfiamento dello strato corneo più esterno della pelle dovuto alla differenza osmotica (differenza nella concentrazione di soluti) tra la pelle e l’acqua. In realtà, recentemente è stato dimostrato che il fenomeno è causato da una diminuzione del volume delle dita in risposta ad una vasocostrizione a livello locale.</p>
<p>Lo scopo di questo studio è di chiarire se ci sia un vantaggio nel maneggiare oggetti bagnati con o senza le dita rughettate. Per questo hanno assoldato venti partecipanti, ignari dello scopo dell’esperimento, a cui è stato chiesto di trasferire 45 palline di marmo di differenti diametri e sei piombi da pesca di differenti pesi passandoli da un contenitore x ad uno y, usando solo indice e pollice passandoli da una mano all’altra prima di depositarli. Ogni partecipante ha ripetuto l’operazione quattro volte: con dita lisce e oggetti asciutti, con dita rughettate e oggetti asciutti, con dita lisce e oggetti bagnati e con dita rughettate e oggetti bagnati (non necessariamente in quest’ordine).</p>
<p>Tutti i partecipanti hanno trasferito gli oggetti asciutti più velocemente di quelli bagnati, in media il 17% più velocemente, ma nel traferire quelli bagnati le dita rughettate hanno aiutato tutti ad essere più efficaci, quindi più rapidi, con una media del 12% in meno sul tempo impiegato. Nessuna differenza è stata osservata nel caso in cui bisognasse maneggiare oggetti bagnati con dita rughettate.</p>
<p>Gli autori hanno due diverse interpretazioni per questo risultato:</p>
<p>1) le rugosità sulle dita aiutano l’evacuazione dell’acqua presente tra il polpastrello e l’oggetto;<br />
2) i cambiamenti nelle proprietà della pelle come flessibilità e adesione o il cambiamento del coefficiente di attrito migliorano le prestazioni di maneggevolezza su oggetti bagnati.</p>
<p>Questa scoperta ci porta direttamente a chiederci: perché, allora, le dita non sono sempre rughettate se questo comporta un vantaggio pratico? La spiegazione più plausibile è che il costo fisiologico della rugosità delle dita non vale il beneficio in caso di “condizioni asciutte”. Questo può essere interpretato considerando che le rugosità comportano una perdita della sensibilità tattile e aumentano la vulnerabilità della pelle.</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2013/02/12/dita-di-tartaruga/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Scientificast #32 &#8211; Camminando sulle acque tra i ricci di mare</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2013/02/10/scientificast-32-camminando-sulle-acque-tra-ricci-di-mare/</link>
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		<pubDate>Sun, 10 Feb 2013 17:44:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drpbrock</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scientificast, di nuovo puntuale con il suo podcast di approfondimento scientifico. Oggi parliamo di: [00:02:33] &#8211; Il mago Dynamo cammina sulle acque e lascia stupefatti molti ascoltatori. Sveliamo un trucco ormai celebre e cogliamo l&#8217;occasione per parlare della stretta relazione tra illusionismo e scienza. [00:17:01] &#8211; Il colore dell&#8217;acqua. E&#8217; possibile determinare il colore dell&#8217;acqua? &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/02/10/scientificast-32-camminando-sulle-acque-tra-ricci-di-mare/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_979" class="wp-caption alignright" style="width: 235px"><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/02/360px-SeaUrchin.jpg"><img class="size-medium wp-image-979 " title="360px-SeaUrchin" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/02/360px-SeaUrchin-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">photo by Raphaël Rigo (CC NC-SA)</p></div>
<p>Scientificast, di nuovo puntuale con il suo podcast di approfondimento scientifico.<br />
Oggi parliamo di:</p>
<p>[00:02:33] &#8211; <strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=D2nuN_V8fq0">Il mago Dynamo cammina sulle acque</a></strong> e lascia stupefatti molti ascoltatori. Sveliamo un trucco ormai celebre e cogliamo l&#8217;occasione per parlare della stretta relazione tra<strong> illusionismo e scienza</strong>.</p>
<p>[00:17:01] &#8211; <strong>Il colore dell&#8217;acqua</strong>. E&#8217; possibile determinare il colore dell&#8217;acqua? Da cosa dipende la nostra percezione di tale colorazione? La risposta è ricca di spunti per parlare di ottica e di svariati temi di fisica.<br />
PER APPROFONDIRE<br />
- Un magnifico libro che vi consigliamo per questo ed altri curiosi quesiti. <a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788807818202.html"><em>Al suo barbiere, Einstein la spiegava così, di Robert L. Wolke</em></a></p>
<p>[00:24:25] &#8211; <strong><a href="http://www.scientificamerican.com/article.cfm?id=largest-prime-number-disc">Determinato il più grande numero primo.</a></strong> Curtis Cooper dellÚniversity of Central Missouri ha identificato un numero primo con più di diciassette milioni di cifre&#8230; Riuscite ad immaginarlo? Cerchiamo di parlare, senza formule matematiche e restando molto in superficie, di questi numeri molto particolari, circondati ancora da molte incognite ma di indubbia utilità pratica.<br />
PER APPROFONDIRE<br />
- <a href="http://mersenne.org/">GIMPS e i numeri primi di Mersenne</a><br />
- <a href="http://mathworld.wolfram.com/PrimeNumber.html">Prime Numbers (Wolfram Alpha) [ENG]</a><br />
- <a href="http://www.matematicando.org/upload/i_numeri_primi.ppt">I numeri primi (matematicando.org)</a></p>
<p>[00:36:15] &#8211; <strong>I ricci di mare sono in grado di catturare l&#8217;anidride carbonica</strong>. Un processo biochimico che potrà essere importantissimo in futuro per ridurre i gas serra.<br />
PER APPROFONDIRE:<br />
- <a href="http://www.bbc.co.uk/news/science-environment-21320666">Sea urchin nickel &#8216;trick&#8217; could be key to capturing carbon (BBC) [ENG]</a><br />
- <a href="http://pubs.rsc.org/en/content/articlelanding/2013/cy/c3cy20791a">Paper originale di Badhuri e Siller su Catalysis Science &amp; Technology</a></p>
<p>Non dimenticate <strong>FAMELAB</strong>! Le iscrizioni per il contest di divulgazione scientifica sono ancora aperte! Trovate tutte le informazioni sull&#8217;evento, il regolamento e le modalità di iscrizione <a href="http://www.famelab-italy.it/">sul sito ufficiale</a>.<br />
Scientificast è tra gli organizzatori della <a href="https://sites.google.com/site/famelabitalia/genova">sezione Genovese di Famelab</a>.</p>
<p>[00:50:52] &#8211; <em>Quattro salti nella beuta</em>. Con i ragazzi dell&#8217;Istituto Alfieri di Torino parliamo di <strong>gastronomia molecolare!</strong></p>
<p>[00:58:20] &#8211; <strong>Aggiornamenti dallo spazio</strong> in collaborazione con <strong>Italian Space and Astronautic Association</strong>.<br />
PER APPROFONDIRE:<br />
- <a href="http://www.astronautinews.it/">Astronautinews</a>, il blog di ISAA dove trovate tutti gli articoli di approfondimento sulle novità dallo spazio.</p>
<p><strong>In chiusura, ricordiamo che le iscrizioni per l&#8217;anno associativo 2013 di Scientificast sono aperte, secondo le modalità indicate nel n<a href="http://www.scientificast.it/2013/02/04/anno-associativo-2013-piccoli-passi/">ostro recente post a riguardo</a>.</strong></p>
<p>Già in molti hanno rinnovato l&#8217;iscrizione che, ricordiamo, rappresenta per noi la principale forma di sostentamento associativo.</p>
<p>Nuovi soci e rinnovi: <em>Riccardo Rossi, Carmine Garripoli, Maurizio Galluzzo, Fabio De Sicot, Federico Onisto, Riccardo Peruzzini, Stefano Borgato, Anna Rita Longo, Laura Silvestri, Gianpietro Ferrario, Marco Faimali, Marco Biffi, Adriano Turchi, Daniele Oppo, Paolo Micheloni, Stefano Villani, Marco Zambianchi, Niccolo Corvini</em>.<br />
Grazie per il vostro sostegno!</p>
<p><strong><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/Scientificast32.mp3">&gt;&gt; SCARICA L&#8217;EPISODIO 32 &lt;&lt;</a></strong></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2013/02/10/scientificast-32-camminando-sulle-acque-tra-ricci-di-mare/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Dibattito Scienza: le risposte dei candidati (AGGIORNATO)</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2013/02/08/dibattito-scienza-le-risposte-dei-candidati/</link>
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		<pubDate>Fri, 08 Feb 2013 18:12:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Di Fino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Le risposte dei leader politici alle 10 domande di Dibattito Scienza sono finalmente online! Le trovate sul sito di Dibattito Scienza in una comodissima visualizzazione che permette di leggere affiancate le risposte di due candidati alla stessa domanda, per rendere più agevole un confronto diretto. Segnalo per conlcudere  una amara riflessione sull’argomento del direttore di &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/02/08/dibattito-scienza-le-risposte-dei-candidati/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le risposte dei leader politici alle 10 domande di Dibattito Scienza sono finalmente online!</p>
<p>Le trovate sul <a href="http://www.dibattitoscienza.it/elezioni-2013-le-risposte-dei-politici/">sito di Dibattito Scienza</a> in una comodissima visualizzazione che permette di leggere affiancate le risposte di due candidati alla stessa domanda, per rendere più agevole un confronto diretto.</p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/02/Cattura-di-schermata-2.png"><img class="alignnone size-full wp-image-975" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/02/Cattura-di-schermata-2.png" alt="" width="854" height="610" /></a></p>
<p>Segnalo per conlcudere  <a href="http://cattaneo-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/02/01/la-scienza-linformazione-la-politica-e-lo-sfascio/">una amara riflessione</a> sull’argomento del direttore di Le Scienze, Marco Cattaneo, in relazione anche alle recenti notizie sull’allarmismo in Garfagnana per il terremoto e al calo degli iscritti all’università italiana:</p>
<p>“Insomma, una situazione che agli occhi di qualsiasi persona di buon senso che si candidi alla guida del paese apparirebbe disperata. Badate, di questo passo tra vent’anni non avremo più ingegneri, architetti, biologi, medici, docenti. […] Il che significa che le risposte a quelle domande sono di fondamentale importanza per delineare l’Italia che verrà, l’Italia che lasceremo alle generazioni future. […] Perché chiunque abbia viaggiato in Europa sa che lo spread vero è lì, che lì c’è la solidità dell’economia, che lì c’è l’investimento nel futuro. Per questo mi aspettavo risposte. N’importe quoi, come dicono i francesi. Risposte purchessia. Perché alla fine queste sono le cose più terribilmente concrete che i cittadini possano chiedere alla politica. Tre leader politici hanno risposto, Bersani, Giannino e Ingroia. […] Tre non hanno risposto, Berlusconi, Monti, Grillo. Qualcuno si è scusato perché i tempi erano troppo stretti, ma non rispondere in quindici giorni a domande del genere significa non aver previsto di dare risposte concrete a quelle esigenze. Qualcuno forse non ci ha ritenuto degni di ascolto, troppo poca audience. Qualcuno ci ha detto che le risposte sono già nel programma del movimento, ma non le abbiamo trovate. O meglio, abbiamo trovato proclami, che non fa rima con progetti.”</p>
<p>AGGIORNAMENTO: Trovo doveroso informarvi sull&#8217;epilogo di questa vicenda e di come una risposta fuori tempo massimo si sia invece trasformata in una occasione di riflessione sui temi della democrazia partecipata. Questa è la storia delle risposte del Movimento 5 Stelle alle domande di DibattitoScienza, raccontata da Marco Cattaneo sul sito di Le Scienze: <a href="http://cattaneo-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/02/11/dieci-domande-cinque-stelle-un-casino/">Dieci domande Cinque stelle Un casino</a>. E&#8217; mio parere personale però che questa ricostruzione non renda onore a quelli che credono che appoggiare il Movimento 5 Stelle non significhi necessariamente considerare la parola di Grillo alla stregua di una Bibbia, quelli che credono cioè che un movimento democratico decida in seguito a discussioni, gruppi di lavoro e di approfondimento e non semplicemente in base alle opinioni personali del leader (o portavoce). E tra i commenti che ho potuto leggere sul sito de Le Scienze, prima che le pagine fossero rimosse, ce ne erano più di uno.</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2013/02/08/dibattito-scienza-le-risposte-dei-candidati/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Anno Associativo 2013. A piccoli passi&#8230;</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2013/02/04/anno-associativo-2013-piccoli-passi/</link>
		<comments>http://www.scientificast.it/2013/02/04/anno-associativo-2013-piccoli-passi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 04 Feb 2013 14:44:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuliana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Associazione]]></category>
		<category><![CDATA[anno associativo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[associazione culturale]]></category>
		<category><![CDATA[associazione scientificast]]></category>

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		<description><![CDATA[Cari associate e associati di Scientificast, è passato ormai un anno dalla nascita della nostra associazione. Un anno ricco di soddisfazioni e di bei momenti per chi questa associazione ha contribuito a fondarla e a farla crescere. Un anno ricco di buona scienza e cultura per i nostri associati e per chi segue il nostro &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/02/04/anno-associativo-2013-piccoli-passi/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari associate e associati di Scientificast,</p>
<p>è passato ormai un anno dalla nascita della nostra associazione. Un anno ricco di soddisfazioni e di bei momenti per chi questa associazione ha contribuito a fondarla e a farla crescere. Un anno ricco di buona scienza e cultura per i nostri associati e per chi segue il nostro lavoro, che è e resterà sempre a libero accesso per tutti.</p>
<p>Grazie al sostegno di chi ha deciso di associarsi, nel 2012 siamo riusciti a fare molto: i momenti culminanti dell’anno sono stati la Cena Cosmonautica di Settembre e l&#8217;inizio della importante collaborazione con il Festival della Scienza di Genova, al quale abbiamo partecipato col progetto Stratospera.</p>
<p>Il vostro aiuto ci ha permesso di realizzare concretamente il podcast con regolarità e sempre maggiore qualità tecnica e di contenuto.</p>
<p>L&#8217;entusiasmo che ci avete dimostrato ci ha spinto a compiere un passo ulteriore nell’ambito della divulgazione scientifica con il lancio del nostro blog.</p>
<p>La filosofia che ci caratterizza è quella dei piccoli passi, anche se in questo primo anno di attività abbiamo bruciato molte tappe, pur contando su risorse limitate. Abbiamo grandi idee per il 2013 e per questo chiediamo nuovamente il vostro sostegno, il vostro aiuto e ovviamente anche i vostri suggerimenti.</p>
<p>Da oggi sarà possibile rinnovare la propria adesione all’associazione Scientificast secondo le modalità ormai consolidate e indicate sul nostro blog. Recentemente abbiamo aperto un forum riservato ai soli iscritti, ed è in fase di consolidamento una newsletter mensile: un motivo in più per entrare a far parte di Scientificast!</p>
<p>Speriamo nel rinnovo della vostra fiducia, contando anche su nuovi appassionati che vorranno associarsi e sostenerci in questo nuovo anno sul quale riponiamo molte speranze.</p>
<p>Sin d’ora, grazie di tutto.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Lo Staff- Associazione Culturale Scientificast.it</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>NB: La validità dell&#8217;associazione sarà fino per l&#8217;anno solare in corso per i nuovi soci. I soci correnti che decideranno di rinnovare, solo per il primo anno avranno validità estesa fino a Marzo 2014.</strong><br />
Es. &#8211; Siete soci 2012? La validità della tessera saranno fino al Marzo 2014.<br />
- Vi iscrivete per la prima volta? La validità della tessera sarà sull&#8217;anno solare in corso, al 31/12/2013.</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2013/02/04/anno-associativo-2013-piccoli-passi/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Una immensa struttura agli albori dell&#8217;universo</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2013/01/28/una-immensa-struttura-agli-albori-delluniverso/</link>
		<comments>http://www.scientificast.it/2013/01/28/una-immensa-struttura-agli-albori-delluniverso/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Jan 2013 12:35:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Casolino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Astrofisica]]></category>
		<category><![CDATA[Fisica]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[astrofisica]]></category>
		<category><![CDATA[big bang]]></category>
		<category><![CDATA[cosmologia]]></category>
		<category><![CDATA[fisica]]></category>
		<category><![CDATA[quasar]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; I quasar sono tra le sorgenti più luminose dell’universo. Si tratta di immensi getti di materia alimentati da gas e polveri   risucchiati da altrettanto immensi  buchi neri posti al centro di alcune galassie.  Il termine, quasi stellar radio source, indica la loro identificazione originale nelle emissioni delle onde radio, ma successivemente sono stati identificati &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/01/28/una-immensa-struttura-agli-albori-delluniverso/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 359px"><img class=" " src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/4/40/UZC_J224030.2%2B032131.jpg" alt="" width="349" height="349" /><p class="wp-caption-text">Immagine multipla del quasar UZC J224030.2+032131<br /><span style="font-size: 11px;line-height: 17px">Il punto centrale è la sorgente vera e propria, mentre le quattro immagini ai lati sono create dall’effetto di lente gravitazionale di una massa interposta tra noi e la sorgente. <a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/4/40/UZC_J224030.2%2B032131.jpg">Da qui</a></span></p></div>
<p>I quasar sono tra le sorgenti più luminose dell’universo. Si tratta di immensi getti di materia alimentati da gas e polveri   risucchiati da altrettanto immensi  buchi neri posti al centro di alcune galassie.  Il termine, <em>quasi stellar radio source, </em>indica la loro identificazione originale nelle emissioni delle onde radio, ma successivemente sono stati identificati anche nel visibile ed in altre frequenze dello spettro elettromagnetico.</p>
<p><span id="more-932"></span></p>
<p><span style="font-size: 13px;line-height: 18px">I fasci luminosi dei quasar, emessi in prossimità dei poli dei buchi neri,  spazzano l’universo permettendoci di osservarne alcune caratteristiche primordiali: ad esempio è stata l’osservazione dell’immagine multipla dello stesso quasar (</span><a title="Q0957+561" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Q0957%2B561">Q0957+561</a><span style="font-size: 13px;line-height: 18px">) che ha permesso nel 1979 di osservare per la prima volta l’effetto della lente gravitazionale.</span>Di recente un gruppo di ricerca  ha trovato (<a href="http://arxiv.org/pdf/1211.6256v1.pdf">http://arxiv.org/pdf/1211.6256v1.pdf</a>)  un immenso ammasso di galassie, contenente 73 di questi quasar ad una distanza di circa 9 miliardi di anni luce da noi.  L’unico oggetto visibile a quella enorme distanza sono i quasar i cui fasci sono diretti verso di noi. Le dimensioni della  immensa struttura ammontano a 1.5miliardi di anni luce. Si tratta del  più grande sistema mai osservato, in cui le galassie sono legate dalla reciproca attrazione gravitazionale.  Secondo gli autori, che pure manifestano cautela nel loro articolo, la grandezza di questa struttura potrebbe mettere in discussione alcuni dei meccanismi correntemente accettati sulla formazione di strutture a partire dal Big Bang.</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 280px"><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/01/quasar.jpg"><img class=" wp-image-933 " src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/01/quasar-300x242.jpg" alt="" width="270" height="218" /></a><p class="wp-caption-text">“Foto” dei 73 nuovi quasar (cerchi neri) che compongono l’immenso ammasso di galassie di vari miliardi di anni luce di dimensione. Le croci rosse sono quasar di un’altra enorme struttura separata dalla prima.</p></div>
<div></div>
<p>I dati provengono dale osservazioni  della Sloan Digital Sky Survey (SDSS), uno studio  sistematico di una vasta porzione del cielo, i cui dati, come è prassi nel mondo dell’astronomia e della cosmologia, sono a disposizione  di chiunque li voglia analizzare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Marco Casolino</p>
<p>www.casolino.it</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 13px;line-height: 18px">Questo post partecipa al </span><a href="http://questionedelladecisione.blogspot.jp/2013/01/i-paradossi-della-fisica-il-tema-del.html">carnevale della fisica 39</a><span style="font-size: 13px;line-height: 18px">, dal tema &#8220;Paradossi nella fisica&#8221;.</span></p>
<dl>
<dt><span style="font-size: 13px;color: #333333;line-height: 18px"> </span></dt>
</dl>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2013/01/28/una-immensa-struttura-agli-albori-delluniverso/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Scientificast #31 &#8211; La scienza in chiave di violino</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2013/01/26/scientificast-31-la-scienza-chiave-di-violino/</link>
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		<pubDate>Sat, 26 Jan 2013 14:26:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drpbrock</dc:creator>
				<category><![CDATA[PODCAST]]></category>
		<category><![CDATA[album]]></category>
		<category><![CDATA[anatomia]]></category>
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		<category><![CDATA[come mamma mi ha fatto]]></category>
		<category><![CDATA[corde vocali]]></category>
		<category><![CDATA[digitalizzazione del suono]]></category>
		<category><![CDATA[equalizzazione]]></category>
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		<category><![CDATA[matematica e musica]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[onda sonora]]></category>
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		<category><![CDATA[suono]]></category>
		<category><![CDATA[walter filice]]></category>

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		<description><![CDATA[La musica è arte, la musica è passione, la musica è sentimento, ma soprattutto la musica è scienza! Per questo speciale di Scientificast tutto dedicato alla musica abbiamo trascinato davanti ai microfoni un componete del team che di solito sta dietro le quinte: Walter il fonico della redazione genovese di Scientifcast, ma che è anche &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/01/26/scientificast-31-la-scienza-chiave-di-violino/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/01/Copertina.jpg"><img class="size-medium wp-image-927 alignright" title="Copertina" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/01/Copertina-300x297.jpg" alt="" width="300" height="297" /></a>La musica è arte, la musica è passione, la musica è sentimento, ma soprattutto la musica è scienza!</strong><br />
Per questo speciale di Scientificast tutto dedicato alla musica abbiamo trascinato davanti ai microfoni un componete del team che di solito sta dietro le quinte: <strong>Walter</strong> il fonico della redazione genovese di Scientifcast, ma che è anche cantautore ed insegnate di canto, il <strong>suo ultimo album intitolato “Come mamma mi ha fatto” è uscito il 17 dicembre 2012</strong> sulle piattaforme digitali.</p>
<p>[01’50’’] Walter ci parla dell’<strong>anatomia applicata al canto</strong>, curiosità sull’emissione<br />
vocale.</p>
<p>[26’]  Giuliana e Anna Rita parlano di <strong>Pitagora, uno tra i primi teorizzatori</strong><br />
<strong> delle scale musicali</strong> e dello stretto connubio tra scienza e musica in grandi<br />
personaggi di scienza del passato.</p>
<p>[36’50’’] Silvia e Walter trattano la stretta relazione che intercorre tra la <strong>matematica</strong><br />
<strong> e la musica</strong>, in particolar modo ponendo l’attenzione sulle scale, le frazioni e il ritmo.</p>
<p>[57’40’’] Silvia definisce <strong>cos’ è un’onda sonora</strong> e come si propaga.</p>
<p>[1h 01’20’’] Paolo Gianrossi, informatico, musicista e divulgatore scientifico, tratta<br />
della <strong>digitalizzazione del suono, della differenza tra i vari segnali audio</strong> (wave, mp3 e<br />
midi) e dei principi dell’equalizzazione.</p>
<p>Riassumendo la musica è scienza, fa parte di ognuno di noi e scorre potente anche nella redazione di Scientificast.</p>
<p>Per approfondire:<br />
<strong>Per scaricare “Come mamma mi ha fatto”</strong><br />
<a href="https://itunes.apple.com/it/album/come-mamma-mi-ha-fatto/id587446756">iTunes</a>; <a href="http://www.amazon.com/Come-Mamma-Mi-Fatto-Explicit/dp/B00AO5RO8W">Amazon.com</a></p>
<p><strong>- <a href="http://www.claudiapastorino.it/libro6.html">Anatomia ed emissione vocale</a></strong><br />
<strong>- <a href="http://digilander.libero.it/initlabor/musica-simmetria/scala-pitagorica.htm">Pitagora e la scala musicale</a></strong><br />
<strong>- <a href="http://www.torinoscienza.it/dossier/ musica_e_rivoluzione_scientifica_2993">Musica e Rivoluzione scientifica </a></strong><br />
<strong>- <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scala_musicale">Le scale musicali</a></strong><br />
<strong>- <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Suono">Propagazione del suono</a></strong><br />
<strong>- <a href="http://www.princeton.edu/~achaney/tmve/ wiki100k/docs/Nyquist%E2%80%93Shannon_sampling_theorem.html">Teorema del campionamento di Nyquist-Shannon </a></strong><br />
<strong>- <a href="http://ieeexplore.ieee.org/xpl/login.jsp? tp=&amp;arnumber=1164162&amp;url=http%3A%2F%2Fieeexplore.ieee.org%2Fiel6%2F29%2F26178%2F 01164162.pdf%3Farnumber%3D1164162">Short Time Fourier Tranform </a></strong><br />
<strong>- <a href="http://mpgedit.org/mpgedit/mpeg_format/MP3Format.html">Formato MP3</a></strong></p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/Scientificast31.mp3"><strong>&gt; &gt; SCARICA l&#8217;EPISODIO 31 &lt;&lt;</strong></a></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2013/01/26/scientificast-31-la-scienza-chiave-di-violino/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Si può essere ambientalisti pro-OGM?</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2013/01/25/si-puo-essere-ambientalisti-pro-ogm/</link>
		<comments>http://www.scientificast.it/2013/01/25/si-puo-essere-ambientalisti-pro-ogm/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Jan 2013 11:31:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Di Fino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biologia]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[biologico]]></category>
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		<description><![CDATA[- di Luca Di Fino So di entrare in un campo minato a piedi uniti. Vista la delicatezza dell’argomento, mi preme di sottolineare che le opinioni espresse in questo pezzo sono mie personali e non rispecchiano necessariamente quelle del resto del team di Scientificast. L’ambientalista inglese Mark Lynas, giornalista del Guardian, autore di un libro &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/01/25/si-puo-essere-ambientalisti-pro-ogm/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">- di <a href="http://lucadifino.wordpress.com">Luca Di Fino</a></p>
<p align="justify"><em>So di entrare in un campo minato a piedi uniti. Vista la delicatezza dell’argomento, mi preme di sottolineare che le opinioni espresse in questo pezzo sono mie personali e non rispecchiano necessariamente quelle del resto del team di Scientificast.</em></p>
<p align="justify">L’ambientalista inglese <a href="http://www.marklynas.org/">Mark Lynas</a>, giornalista del Guardian, autore di un libro sugli Ogm “La specie di Dio: salvare il pianeta nell’era degli umani” e di due libri sul global warming, era contrario agli OGM come la maggior parte degli ambientalisti. Poi ha scoperto che molte delle sue convinzioni non avevano un reale fondamento scientifico. Qui trovate la <a href="http://www.marklynas.org/2013/01/lecture-to-oxford-farming-conference-3-january-2013/">trascrizione integrale</a> del discorso che ha tenuto il 3 Gennaio 2013 alla Oxford Farming Conference (sul mio blog personale trovate la <a href="http://lucadifino.wordpress.com/2013/01/25/perch-ho-cambiato-idea-sugli-ogm/">traduzione completa in italiano</a>), in cui spiega perché ha cambiato idea e perché pensa di essere diventato un ambientalista migliore grazie alla scienza.</p>
<p align="justify"><img class="alignnone" src="http://www.valori.it/immagini_articoli/201209/mais-ogm.jpg" alt="" width="435" height="290" /></p>
<p align="justify">Mark Lynas negli anni 90 ha contribuito ad avviare il movimento anti-OGM e considera quella come una delle campagne meglio riuscite a cui abbia partecipato. Perché nel frattempo ha cambiato idea? La risposta è nel metodo. Volendo rendere i suoi libri sui cambiamenti climatici ben fondati scientificamente ha iniziato a leggere articoli scientifici, ad imparare le basi della statistica ed ha approfondito lo studio di molteplici campi come l&#8217;oceanografia e la paleoclimatologia. Si è anche scontrato con persone che negavano i fatti senza avere alcuna evidenza dalla loro parte: <em>“Mi sono trovato continuamente a discutere con persone che considero incorreggibilmente anti-scientifiche perché non ascoltano i climatologi e negano la verità scientifica dei cambiamenti climatici. Così li ho informati del valore del processo di revisione tra pari (peer-review), dell’importanza del consenso scientifico e come gli unici fatti che contavano fossero quelli pubblicati nelle migliori riviste scientifiche&#8221;.</em></p>
<p align="justify">Ben presto si è reso conto che questo atteggiamento anti-scientifico era proprio quello da lui tenuto nei riguardi degli Organismi Geneticamente Modificati: <em>“… nel 2008, incredibilmente, stavo ancora scrivendo trattati sul Guardian attaccando la scienza degli OGM pur senza aver fatto nessuna ricerca accademica sull’argomento ed avendone una conoscenza personale piuttosto limitata”</em></p>
<p align="justify">Si è reso conto che il movimento anti-OGM era un movimento antiscientifico che faceva leva sulla paura e sulla diffidenza delle persone verso scienziati che giocano con i mattoni della vita e che era principalmente una battaglia ideologica contro le multinazionali. Tutte le sue paure si sono rivelate infondate. Ha scoperto che gli OGM sono studiati per resistere ai parassiti e richiedere meno pesticidi, che gli agricoltori comprano le sementi (senza produrle dal raccolto dell’anno precedente) da ben prima che arrivassero gli OGM, che gli OGM delle multinazionali sono stati piratati perché gli agricoltori dei paesi poveri erano impazienti di usarli.</p>
<p align="justify">Come la maggior parte degli anti-OGM pensava che gli OGM fossero pericolosi ed invece <em>“Ho scoperto che è un metodo più sicuro e più preciso che la selezione tradizionale tramite mutagenesi, ad esempio. L’ingegneria genetica permette di muovere una coppia di geni, mentre la selezione tradizionale modifica l’intero genoma in un processo di prove ed errori”.</em></p>
<p align="justify">Ma soprattutto si è reso conto che la tecnologia degli OGM è l’unica soluzione per aumentare le rese dei raccolti e potere garantire il cibo necessario a tutta la popolazione del pianeta che va sempre più aumentando. <em>“…tra il 1961 il 2010 l’area coltivabile è cresciuta solo sul 12%, mentre le kilocalorie per persona sono aumentate da 2200 a 2800. Così anche con 3 miliardi di persone in più, Ognuno ha avuto più cibo grazie ad un aumento della produzione di circa il 300% nello stesso periodo&#8221;.</em></p>
<p align="justify">Lynas accusa le nazioni benestanti di avversare la tecnologia OGM per un capriccio estetico e nostalgicamente reazionario: <em>“Mentre le nazioni benestanti possono permettersi di adottare posizioni a rischio molto basso e pagare di più per cibo prodotto con i cosiddetti metodi biologici, il miliardo di persone cronicamente malnutrito delle nazioni povere e carenti di cibo non può.”</em></p>
<p align="justify"><em>“Guardando a questa situazione senza pregiudizi, la maggior parte del dibattito, sia in termini di anti-OGM che di biologico, si basa semplicemente sull’errore naturalistico, cioè sull’assunzione che naturale è buono e artificiale è cattivo… Per i sostenitori del biologico, questo errore è stato assurto a principio primo di un intero Movimento. Tutto questo è irrazionale&#8221;</em></p>
<p align="justify">Per concludere con la considerazione di Lynas sulla presunta pericolosità degli alimenti OGM: <em>“Non so voi, ma io ne ho avuto abbastanza. Quindi la mia conclusione qui oggi è molto chiara: il dibattito sugli OGM è concluso. È finito. Non abbiamo più bisogno di discutere se sia o no sicuro – oltre un decennio e mezzo con 3 miliardi di pasti OGM consumati e non c’è non è mai stato un singolo caso conclamato di danno. Si hanno maggiori probabilità di essere colpiti da un asteroide piuttosto che essere danneggiati da alimenti geneticamente modificati. Per essere ancora più precisi, ci sono state delle persone morte per avere scelto cibo biologico, ma nessuno è mai morto per aver mangiato OGM”</em></p>
<p align="justify">Concludo, stavolta davvero, con una storia per tutti quelli che pensano che sia meglio fidarsi dei prodotti naturali della nostra tradizione, una storia che riguarda il cereale più amato dagli italiani, il grano duro Creso con cui è fatta la nostra pasta:</p>
<p align="justify"><em>“Alla fine degli anni ‘60 nei laboratori del CNEN (Comitato Nazionale Energia Nucleare, poi trasformato in ENEA), al Centro Studi Nucleari della Casaccia il gruppo del Prof. Scarascia Mugnozza irraggia con raggi X una gloriosa varietà di grano duro, il Cappelli. Come al solito, la stragrande maggioranza dei semi irradiati muore, o produce piante abnormi. Ma una pianticella sopravvive e mostra caratteristiche interessanti. E’ più bassa, più resistente e con rese maggiori del Cappelli. Quel mutante viene incrociato con altre varietà di grano, per trasferire le caratteristiche interessanti, e nel 1974 viene registrato il Creso (i costitutori sono i Dott. Bozzini e Mosconi). Nel giro di pochi anni diventa il grano duro d’elezione, e tutti voi ne avete mangiato a quintali sotto forma di spaghetti, penne, rigatoni, maccheroni etc. Nel 1984 il Creso occupava il 53.3% del mercato italiano di semi certificati di grano, ed era coltivato su 430.000 ettari”.</em> (da <a href="http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/09/29/radiazioni-nucleari-nell%E2%80%99orto/">Radiazioni nucleari nell’orto</a>, vegetali mutati geneticamente &#8211; ma non OGM).</p>
<p>Siete ancora sicuri di sapere cosa sia naturale e cosa no?</p>
<p>________________________________________________________________</p>
<p>Per approfondire il discorso sugli OGM consiglio questa serie di articoli di Bressanini:<br />
<a title="Permanent Link to OGM: una panoramica" href="http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/06/27/ogm-una-panoramica/" rel="bookmark">OGM: una panoramica</a></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2013/01/25/si-puo-essere-ambientalisti-pro-ogm/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>La sveglia fantasma</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2013/01/18/la-sveglia-fantasma/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Jan 2013 10:53:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Angioni</dc:creator>
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		<category><![CDATA[enigma]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; Il mestiere di “acchiappafantasma” al di fuori della finzione cinematografica è spesso poco emozionante. I casi interessanti che superano una verifica preliminare sono pochi e sono ancora meno quelli che, approfondendo, mostrano dei risvolti interessanti. Cercare gli spiriti, in fondo, è un mestiere frustrante dove l’oggetto della ricerca, sempre che esista, è per definizione &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/01/18/la-sveglia-fantasma/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/01/2010-07-20_Black_windup_alarm_clock_face.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-896" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/01/2010-07-20_Black_windup_alarm_clock_face-236x300.jpg" alt="" width="236" height="300" /></a>Il mestiere di “acchiappafantasma” al di fuori della finzione cinematografica è spesso poco emozionante. I casi interessanti che superano una verifica preliminare sono pochi e sono ancora meno quelli che, approfondendo, mostrano dei risvolti interessanti. Cercare gli spiriti, in fondo, è un mestiere frustrante dove l’oggetto della ricerca, sempre che esista, è per definizione invisibile e intangibile.<br />
Ogni tanto, però, capitano casi interessati, casi che giustificano un hobby tanto curioso e insolito. Uno di questi è il caso della sveglia fantasma.<br />
Ero seduto alla mia scrivania quando una mail proveniente dal collega Marco Morocutti mi sottopone il racconto di una signora (E.S.) che da mesi non riusciva a dormire a causa di una sveglia…invisibile.<br />
Inizialmente il caso non mi è parso interessante, ma leggendo il racconto della protagonista, mi sono presto ricreduto. La sveglia suonava da almeno 6 mesi tutte le notti alle ore 1.55, che sono diventate 00.55 dopo il cambio dell’ora.  Il suono era udito solo dalla signora, il marito e i figli non avevano mai sentito nulla di anomalo. Inoltre dal racconto emergeva che aspettando svegli l’orario prefissato, il suono non si manifestava, era percepibile solo mentre la protagonista dormiva.<br />
L’aspetto più curioso del racconto, però, era che la sveglia fantasma “seguiva” la signora durante i week end che trascorreva nella casa al mare.<br />
Il racconto era più che sufficiente per incuriosire la mia indole da investigatore, perciò ho contattato la signora e ho fissato un incontro.<br />
La sera stessa ho raggiunto l’abitazione, insieme alla mia assistente Elettra, trovando due arzilli signori sull’ottantina: la signora E.S. e il marito.<br />
E.S. era vistosamente provata dalla situazione nella quale viveva ormai da tempo. La sveglia continuava a suonare venti rintocchi ogni notte, inesorabilmente. Il disagio non era solo dovuto al suono in sé, che durava una trentina di secondi, quanto al fatto che fosse percepito esclusivamenete da E.S., solo durante il sonno e che la seguisse ovunque andasse. Elementi confermati dal resto della famiglia e che sembravano in contraddizione con l’ipotesi di una sveglia dimenticata da qualche parte.<br />
Quando il fenomeno aveva iniziato a manifestarsi, insieme ai parenti più stretti  erano stati controllati tutti gli orologi e le sveglie della casa che, tra l’altro, producevano suoni molto differenti da quello udito dalla signora. Nei mesi, perciò, E.S. si era convinta che si trattasse di qualcosa all’interno della sua mente, ma le ripetute visite da diversi specialisti avevano escluso una causa fisiologica. Secondo lei non rimaneva altro che pensare a una specie di maledizione, ma anche l’intervento di sacerdoti e esorcisti non aveva sortito alcun effetto.<br />
Avevo portato con me la fidata “valigetta dell’investigatore dell’occulto”, contenente una serie di strumenti utili per svolgere le indagini paranormali. Fra questi c’era anche un registratore professionale che E.S. ha acconsentito a tenere per una notte sul comodino.<br />
La mattina successiva sono tornato e la signora mi ha subito accolto dicendo che anche quella notte la sveglia ”fantasma” aveva disturbato il suo sonno, sempre alla stessa ora: 00.55. Una volta recuperato il registratore e importato il file sul pc è stato facile risalire al momento in cui E.S. riferiva di aver udito il suono e, con innegabile sorpresa, alle 00.55 è effettivamente ascoltabile il suono di una sveglia.<br />
Quindi in quella casa c’era davvero qualcosa che suonava, ma allora come si spiega che fosse solo la signora a sentirla e come poteva seguirla anche nella casa al mare?<br />
Il suono è stato estratto dalla registrazione e lo potete trovare <strong><a title="Sveglia fantasma" href="https://dl.dropbox.com/u/3903679/Sveglia%20.mp3">qui</a></strong>. Si tratta di un rumore molto debole (-40dB), qualcosa di udibile solo nel silenzio totale della notte.  Il suono era reale, non era fantasia o immaginazione. L’intensità del suono giustificava il fatto che venisse udito solo durante il sonno, inoltre, quando E.S. attendeva sveglia l’arrivo dei famigerati rintocchi, probabilmente, lo faceva in altre stanze o chiacchierando con il marito, condizione più che sufficiente per non udire nulla di anomalo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tuttavia bisognava ancora trovare il colpevole e l’impresa poteva apparire complessa. Come poteva uno sconosciuto trovare una sveglia che nemmeno i proprietari di casa avevano trovato? Non potevo certo mettere a soqquadro la loro casa. Inoltre rimaneva ancora da comprendere come facesse a seguire la signora quando passava del tempo in villeggiatura al mare. Dopo aver ricontattato E.S. ed averla tranquillizzata, ho fissato un appuntamento per la sera stessa. Giunto sul posto, i due coniugi mi hanno accolto con entusiasmo. Durante la giornata avevano ricontrollato tutti gli orologi, ma il risultato era ancora un nulla di fatto, ma io sapevo cosa cercare. Quel suono l’avevo già sentito, mi ricordava la mia infanzia quando indossavo orologi da polso digitali, ecco, quello era il tanto odiato suono della sveglia che per molti anni mi aveva segnalato l’ora di andare a scuola. Chi l’avrebbe mai detto che un “trauma infantile” mi avrebbe aiutato a risolvere un caso una ventina di anni più tardi?<br />
Seduto al tavolo con E.S. le ho chiesto se possedesse degli orologi digitali abbandonati in qualche cassetto, magari di quelli a resistenti all’acqua, visto che quello che indossava non lo era.<br />
La signora si è illuminata esclamando: “Gli orologi del mare!” e portandomi della stanza da letto ha aperto un cassetto del comodino mostrandomi due orologi digitali anni ’80.<br />
Il mistero stava per essere risolto, i dettagli combaciavano alla perfezione: la sveglia suonava prima all&#8217;1.55 e poi alle 00.55 perché non era stata applicata l’ora solare. Seguiva la signora al mare perché lo portava con sé per evitare di danneggiare il proprio orologio analogico facendo il bagno. Controllai l&#8217;ora a cui era impostata la sveglia e&#8230; segnava esattamente l’1.55! I coniugi erano commossi dalla fine di un lungo periodo di disagio, mentre reimpostavo la sveglia alle 4 del pomeriggio e la disattivavo: se si fosse riattivata in futuro almeno non avrebbe disturbato il sonno di nessuno.<br />
Finalmente la signora E.S. è tornata a dormire sonni tranquilli.</p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/01/2010-07-20_Black_windup_alarm_clock_face.jpg"><br />
</a></p>
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		<title>Scientificast #30 &#8211; Un #dibattitoscienza per il futuro del paese</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jan 2013 13:33:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drpbrock</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bentornati a Scientificast. Dopo l&#8217;abbuffata delle feste eccoci di ritorno; Paolo e Giuliana introducono la trentesima puntata. La Scienza in Padella. Parte ufficialmente la rubrica culinaria di Scientificast con Ilaria e Silvia. Oggi parliamo di patate e della loro moderata tossicità ovvero l&#8217;effetto della Solanina (un alcaloide glicosidico presente soprattutto nella buccia) sul metabolismo cellulare. PER &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/01/12/scientificast-30-dibattitoscienza-il-futuro-del-paese/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_887" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/01/sciencedebate.jpg"><img class="size-full wp-image-887 " title="sciencedebate" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/01/sciencedebate.jpg" alt="" width="300" height="243" /></a><p class="wp-caption-text">credit immagine, www.dibattitoscienza.it</p></div>
<p>Bentornati a Scientificast. Dopo l&#8217;abbuffata delle feste eccoci di ritorno; Paolo e Giuliana introducono la trentesima puntata.</p>
<p><strong>La Scienza in Padella</strong>. Parte ufficialmente la rubrica culinaria di Scientificast con Ilaria e Silvia. Oggi parliamo di <strong>patate </strong>e della loro <strong>moderata tossicità</strong> ovvero l&#8217;effetto della<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Solanina"><strong> Solanina</strong></a> (<em>un alcaloide glicosidico presente soprattutto nella buccia</em>) sul metabolismo cellulare.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">PER APPROFONDIRE</span><br />
- <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3153292/">Naturally Occuring Food Toxins (review riguardante le tossine naturalmente presenti in alcuni cibi)</a><br />
<a href="http://www.dibattitoscienza.it/"><strong>#dibattitoscienza</strong></a>. Un gruppo di giornalisti e blogger scientifici ha riproposto qualche mese fa in Italia l&#8217;esperienza del <strong>Science Debate</strong> americano, ovvero sottoporre domande a tema scientifico agli aspiranti candidati alla Presidenza del Consiglio. Oggi, a pochi mesi dalle elezioni, le dieci domande sono state selezionate e tutto è pronto per sottoporle ai candidati. Abbiamo intervistato <strong>Moreno Colaiacovo</strong>, tra gli ideatori di questa iniziativa che ci illustrerà l&#8217;origine di Dibattio Scienza e prossimi passi.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">PER APPROFONDIRE</span><br />
- <a href="http://www.scientificast.it/2012/11/26/intervista-marco-cattaneo-sul-dibattito-scienza/">La nostra intervista in merito a Marco Cattaneo</a> (diretto de Le Scienze).<br />
- <a href="https://www.facebook.com/groups/443640142366700/">Il gruppo facebook di Dibattito Scienza.</a><br />
- <a href="http://www.dibattitoscienza.it/2013/01/11/elezioni-politiche-2013-ecco-le-domande/">Le dieci domande.</a></p>
<p><strong>Scientifibook.</strong> Ricordando Rita Levi Montalcini, grande scienziata e grande italiana recentemente scomparsa, Anna Rita e Giuliana ci parlano invece di un&#8217;altra grande donna della scienza, <strong>Marie Curie</strong>, raccontata nel libro <strong><a href="http://www.codiceedizioni.it/libri/genio-ossessivo/">Genio Ossessivo di Barbara Goldsmith</a> </strong>(ISBN: 88-7578-044-7, Ed.Codice).</p>
<p>La <strong>Terra degli inizi</strong> avrebbe dovuto essere <strong>una immensa palla di ghiaccio</strong>&#8230; Ma così non è stato. Questione di atmosfera primordiale che pur senza i gas serra che oggi conosciamo (vapore acqueo e anidride carbonica) riuscì a mantenere gli oceani sopra il punto di congelamento. Ne parla Paolo.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">PER APPROFONDIRE</span><br />
- <a href="http://www.popsci.com/science/article/2013-01/why-early-earth-should-have-been-snowball-wasnt">L&#8217;articolo di Popular Science dal quale abbiamo tratto l&#8217;intervento.</a><br />
- <a href="http://www.sciencemag.org/content/339/6115/64.full?rss=1">L&#8217;articolo originale pubblicato da ricercato della University of Chicago su Science.</a></p>
<p>Julien introduce gli interventi dei <strong>ragazzi del Liceo &#8220;Vittorio Alfieri&#8221;</strong> di Torino che hanno partecipato al progetto di <strong>Michela Chiosso</strong> illustrato in una precedente puntata. <strong>Ludovica e Simone [2a B] ci parlano di grassi</strong>&#8230; Argomento di stretta attualità date le recenti abbuffate. <strong>Chiara e Alessia [2a C]</strong> ci parlano della <strong>tragedia del Vajont</strong> e delle implicazioni storiche e geologiche di questa triste pagina storica del nostro paese.</p>
<p>Scientificast è partner, insieme a IIT e Festival della Scienza, per le <a href="https://sites.google.com/site/famelabitalia/genova"><strong>selezioni Genovesi di FAMELAB Italia</strong></a>. La selezione si svolgerà il 16 marzo 2013, le iscrizioni sono aperte! Ne abbiamo parlato <a href="http://www.scientificast.it/2012/12/23/famelab-il-talent-show-scienziati-iscrizioni-aperte/"><strong>anche qui</strong></a>.</p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/01/banner2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-890" title="banner2" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/01/banner2.jpg" alt="" width="800" height="107" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Infine ricordatevi, se siete utenti <strong>Windows 8 o Windows Phone, che potete scaricare la nostra app ufficiale,</strong> questa settimana <a href="http://www.plaffo.com/2013/01/scientificast-e-fantascientificast-i-due-podcast-a-tema-scientifico-e-fantascientifico-arrivano-su-windows-phone-con-la-propria-app-ufficiale/">recensita da Plaffo</a>.</p>
<p><em>Nuovi soci dell’Associazione:<strong> Mirko Sartor</strong> che ringraziamo e al quale diamo il benvenuto insieme ad un nuovo anonimo associato. </em>Gentili donazioni anche da parte di <strong>Niccolo Corvini</strong> (FantaScientificast, FarSpace) e <strong>Mirko Curti</strong> che ringraziamo per la cortesia e la fiducia.</p>
<p><strong><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/Scientificast30.mp3">&gt;&gt; SCARICA L&#8217;EPISODIO 30 &lt;&lt;</a></strong></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2013/01/12/scientificast-30-dibattitoscienza-il-futuro-del-paese/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Apocalisse del 2036? Tranquilli, Apophis non ci colpirà</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jan 2013 10:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drpbrock</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ma come? Appena terminata un&#8217;apocalisse ce ne preventivano subito un&#8217;altra tra ventiquattro anni? I catastrofisti già si fregavano le mani immaginando scenari da Armageddon molto buoni per visibilità ed affari (e in effetti la ID Software rilasciò nel 2011 un videogame, Rage, che vedeva l&#8217;asteroide Apophis tra i protagonisti). Un meteorite gigantesco con il 3% &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/01/12/apocalisse-del-2036-tranquilli-apophis-ci-colpira/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/01/243_ida.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-880" title="243_ida" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2013/01/243_ida-300x217.jpg" alt="" width="300" height="217" /></a><em>Ma come? Appena terminata un&#8217;apocalisse ce ne preventivano subito un&#8217;altra tra ventiquattro anni?</em><br />
<em> I catastrofisti già si fregavano le mani immaginando scenari da Armageddon molto buoni per visibilità ed affari (e in effetti la ID Software rilasciò nel 2011 un videogame, Rage, che vedeva l&#8217;asteroide Apophis tra i protagonisti). Un meteorite gigantesco con il 3% di possibilità di colpire il pianeta. La nuova apocalisse del 2036!<br />
E invece&#8230;</em></p>
<p>Scoperto nel 2004, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/99942_Apophis">Apophis (near-Earth Asteroid, classificato come 99942 Apophis)</a> generò già all&#8217;epoca parecchio allarme con una iniziale probabilità di impatto per l&#8217;anno 2029 del 2,7%; probabilità successivamente annullata grazie ad una più precisa stima dell&#8217;orbita prevista. Gli studi tuttavia prevedevano una remota possibilità di impatto sette anni più tardi ovvero nel 2036, eventualità che ha alimentato speculazioni poco corrette da parte di cosiddetti <em>&#8220;divulgatori&#8221;</em>&#8230; Fino a ieri.</p>
<p>Ancora una volta gli studi di diversi centri di ricerca tra cui gli osservatori Magdalena Ridge [New Mexico Institute of Mining and Technology] e il Pan-STARRS [Univ. of Hawaii], incrociando i dati con quelli del Goldstone Solar System Radar, hanno drasticamente ridimensionato ad 1 su un milione ovvero lo 0,0001% la possibilità di impatto con la Terra o la Luna.</p>
<p>Don Yeomans, a capo del progetto NASA Near-Earth Object Program assicura che <em>&#8220;L&#8217;interesse per Apophis da oggi sarà solamente scientifico&#8221;</em>. Oltre a studiarne le orbite per poter eventualmente prevedere con ragionevole anticipo le probabilità di collisioni, gli asteroidi sono infatti da sempre oggetto di studi per la loro composizione chimica e ricchezza mineraria, per conferme sulla composizione del sistema solare, per studiare l&#8217; origine della vita, l&#8217;esobiologia, ecc.</p>
<p>Per questo motivo le agenzie spaziali di tutto il mondo hanno inviato a spasso per il sistema solare diverse missioni per studiare questi oggetti;<a href="http://dawn.jpl.nasa.gov/index.asp"> Dawn</a> ad esempio, sonda alimentata da un motore ionico che ha incontrato l&#8217;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/4_Vesta">asteroide Vesta</a> nel 2011 (regalandoci immagini e conoscenze scientifiche davvero eccezionali) e che si sta attualmente muovendo verso <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ceres_(dwarf_planet)">Cerere</a>, con l&#8217;obiettivo di raggiungerla nel 2015.<br />
L&#8217;interesse verso questi affascinanti &#8220;sassolini&#8221; dello spazio è sempre altissimo e vi consiglio davvero di approfondire la loro conoscenza e per farlo vi rimandiamo a qualche interessante link:</p>
<p>- <a href="http://neo.jpl.nasa.gov/">Near Earth Object Program (NASA)</a><br />
- <a href="http://www.jpl.nasa.gov/asteroidwatch/">Asteroid Watch, interessante pagina di NASA JPL ricca di informazioni in merito agli asteroidi.</a><br />
- <a href="http://www.jpl.nasa.gov/asteroidwatch/missions.cfm">Nella stessa pagina, una sezione riguardante gli spacecraft che hanno avuto (o avranno) incontri ravvicinati con asteroidi o comete.</a></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2013/01/12/apocalisse-del-2036-tranquilli-apophis-ci-colpira/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>International Brains Race</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jan 2013 10:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Zanardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E il naufragar m’è dolce in questo mare&#8230; GL Ci sono diversi argomenti classici da conversazione alla fermata dell’autobus. Quelli con cui non sbagli mai, che hanno una presa trasversale su tutti gli strati sociali e che permettono a grandi e piccini, timidoni o logorroici incalliti di dire la loro. Il primo fra tutti è &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2013/01/09/international-brains-race/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="right"><em>E il naufragar m’è dolce in questo mare&#8230;</em></p>
<p align="right"><em>GL</em></p>
<p style="text-align: left;">Ci sono diversi argomenti classici da conversazione alla fermata dell’autobus. Quelli con cui non sbagli mai, che hanno una presa trasversale su tutti gli strati sociali e che permettono a grandi e piccini, timidoni o logorroici incalliti di dire la loro. Il primo fra tutti è il meteo/clima tipo: non ci sono più le mezze stagioni (maquantofacaldo, maquantofafreddo, maquantopiove, manonpiovemaiètuttosecco), cavallo di battaglia, tra l’altro, di Studio Aperto. Un altro intramontabile è: si stava meglio quando si stava peggio, che è anche facilmente adattabile ad altre situazioni tipo coda alla posta/in banca, sala d’attesa dal dottore e parrucchiere. Ce n’è uno che però sta sgomitando per entrare nella pole position delle “quattro chiacchiere cordiali con uno sconosciuto”: la fuga dei cervelli. Ora, non so se sono io che dò troppa confidenza alle vecchiette perchè mi stanno simpatiche, ma appena mi chiedono che lavoro faccio etc etc (curiose che non sono altro) attaccano con la solfa del poverini voi che dovete andarvene dall’Italia, non è giusto e non va bene e blablabla.</p>
<p style="text-align: left;">La verità, che però non sento dire mai a nessuno, è che lo scienziato è globalmente il mestiere più nomade dei nostri tempi. Lo affermo con cognizione di causa e ora ho anche i dati per dimostrarlo. La dottoressa Franzoni del dipartimento di Management, Economics and Industrial Engineering del Politecnico di Milano lo spiega nel suo <strong>Foreign-born scientist: mobility patterns for 16 country</strong> su Nature Biotechnology (mica Topolino, impact factor 23.26). In questo studio, con i suoi colleghi, prende in considerazione l’esperienza di 15115 scienziati provenienti dalle 16 nazioni<a title="" href="#_ftn1">[1]</a> dalle quali, nel 2011, è stato sfornato il 70% di tutti gli articoli pubblicati  nelle seguenti quattro aree scientifiche: biologia, chimica, terra e materiali e scienze ambientali. I risultati dimostrano che gli scienziati tendono a spostarsi e cambiare nazione in tutto il mondo. Gli svizzeri e gli indiani sono quelli che sono più propensi a migrare, mentre i più stanziali sarebbero gli statunitensi. I nostri cugini elvetici sono però anche quelli che percentualmente richiamano piu scienziati da altri paesi: su 100 scienziati che lavorano in svizzera 56.7 sono stranieri. Non male l’importazione anche in Canada (46.9%) e in Australia (44.5%). Gli Stati Uniti d’America sarebbero però la nazione che numericamente richiama il maggior numero di cervelli dal resto del mondo e come primo paese foraggiatore avrebbe la Cina. Molto miseramente, solo 3 stranieri su 100 si avventurano nel Bel Paese per fare della Scienza. Siamo 15esimi in classifica, dopo di noi solo l’India. Ci precedono Giappone (5%), Brasile (7.1%) e Spagna (7.3%).</p>
<p style="text-align: left;"> Il motivo per il quale uno scienziato fa le valigie e scappa in un altro paese sembra essere uguale per tutti, indipendendemente dalla provenienza o dalla destinazione: l’opportunità di migliorare le proprie prospettive future di carriera. Quindi la possibilità di lavorare in strutture d’eccellenza, con colleghi preparati e in team di ricerca all’avanguardia che permettano di estendere il proprio network di relazioni internazionali. Queste ragioni sarebbero più importanti di miglior salario/benefit sociali/ ragioni familiari/condizioni lavorative. Quando agli scienziati migratori viene domandato se e perchè tornerebbero nel loro paese d’origine la risposta più comune è: dipende dalle opportunità di lavoro. Pragmatici.</p>
<p style="text-align: left;">In realtà quando hanno intervistato quelli che sono tornati veramente hanno quasi tutti risposto di essere stati spinti da ragioni personali o familiari. Dimostrazione che gli scienziati, oltre ad un cervello impaziente hanno anche un po’ di cuore <img src='http://www.scientificast.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> .</p>
<div>
<hr align="left" size="1" width="33%" />
<div>
<p style="text-align: left;"><a title="" href="#_ftnref1">[1]</a> Le nazioni sono Australia, Belgio, Brasile, Canada, Danimarca, Francia, Germania, India, Italia, Giappone, Paesi Bassi, Spagna, Svezia, Svizzera, Regno unito e Stati Uniti D’America. La Cina è stata esclusa per mancanza di riscontri sufficienti nella distribuzione del questionario.</p>
</div>
</div>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2013/01/09/international-brains-race/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il primo anno di Scientificast.it</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2012/12/31/il-primo-anno-di-scientificast-it/</link>
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		<pubDate>Mon, 31 Dec 2012 13:50:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drpbrock</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dicembre 2012: un anno di Scientificast. Anzi, un po&#8217; di più a dire il vero. Siamo partiti (o meglio ripartiti) nel Settembre 2011 e sinceramente non ci aspettavamo un&#8217;accoglienza così calorosa. Non voglio parlare di numeri oggi, anche se uno scienziato dovrebbe in effetti misurarsi con quelli. Mi limito ad una breve cronaca fatta di &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/12/31/il-primo-anno-di-scientificast-it/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/12/QUADRATO.jpg"><img class="alignleft  wp-image-858" title="QUADRATO" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/12/QUADRATO-300x300.jpg" alt="" width="180" height="180" /></a><strong>Dicembre 2012: un anno di Scientificast.</strong> Anzi, un po&#8217; di più a dire il vero. Siamo partiti (<em>o meglio ripartiti</em>) nel Settembre 2011 e sinceramente non ci aspettavamo un&#8217;accoglienza così calorosa. Non voglio parlare di numeri oggi, anche se uno scienziato dovrebbe in effetti misurarsi con quelli. Mi limito ad una breve cronaca fatta di tanti momenti speciali attraverso un anno vissuto intensamente.</p>
<p>Quello che è partito come un <strong>semplice podcast</strong> (<em>senza tema di smentita il primo podcast scientifico in Italia in termini cronologici ma anche di ascolti</em>), si è trasformato in meno di un anno in <strong>qualcosa di&#8230; Diverso. </strong></p>
<div id="attachment_861" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/12/20120922_233043.jpg"><img class="size-medium wp-image-861" title="20120922_233043" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/12/20120922_233043-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Cena Cosmonautica, 23 Settembre 2012</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Associazione Culturale</strong> in primo luogo, con più di settanta soci al seguito che hanno deciso di sostenere la nostra attività. Un tale numero e un sostegno così grande ci hanno colti impreparati in parte ma speriamo di aver ripagato almeno in parte la vostra fiducia. Indimenticabile la <strong>CENA COSMONAUTICA</strong> di Settembre con Paolo Attivissimo e la nostra partecipazione con <a href="www.isaa.it">ISAA</a> al <a href="http://www.festivalscienza.it"><strong>Festival della Scienza</strong></a>.<br />
Vi ricordo da ora che Il rinnovo dell&#8217;adesione sarà avviato a Marzo; state sintonizzati perchè abbiamo già qualche evento in cantiere nella prima parte dell&#8217;anno e sicuramente il rinnovo del vostro sostegno sarà ripagato anche da alcuni strumenti esclusivi che stiamo pensando per i soci; da non perdere <a href="http://www.famelab-italy.it/"><strong>FAMELAB</strong> </a>con la nostra partecipazione alla fase genovese del contest. Ne abbiamo parlato <a href="http://www.scientificast.it/2012/12/23/famelab-il-talent-show-scienziati-iscrizioni-aperte/"><strong>qui</strong></a>.</p>
<p>Questa estate poi siamo partiti poi con un po&#8217; di sana attività di <strong>blogging scientifico</strong>. Abbiamo già trattato diversi argomenti e molti altri sono nel cantiere. Mi permetto di segnalarvi nuovamente gli articoli che avete apprezzato in questo breve periodo, piacevoli letture per questi ultimi giorni di meritate ferie:<br />
- <a href="http://www.scientificast.it/2012/10/16/wifi-sui-treni-pericolo-la-salute/">WiFi sui treni. Un pericolo per la salute?</a><br />
- <a href="http://www.scientificast.it/2012/10/03/gli-scienziati-truccano-le-ricerche-repubblica-di-cosa-stiamo-parlando/">Gli scienziati truccano le ricerche?</a><br />
- <a href="http://www.scientificast.it/2012/09/21/niente-viaggi-interstellari-almeno-il-momento/">Niente viaggi interstellari. Almeno per il momento.</a></p>
<p>Voglio ricordare poi gli approfondimenti in merito agli eventi più importanti dell&#8217;anno scientifico giunto al termine:<br />
- Il bosone rivelato? Abbiamo parlato del <strong>bosone di Higgs</strong> nella<a href="http://www.scientificast.it/2012/07/11/scientificast-21-il-bosone-rivelato/"> Puntata #21</a> del PODCAST.<br />
- L&#8217;enigma dei <strong>neutrini</strong> svelato. <a href="http://www.scientificast.it/2012/06/24/scientificast-20-lenigma-dei-neutrini-svelato/">Puntata #20</a> del PODCAST.<br />
- <strong>Terremoto in Emilia</strong>: bufale, verità ed ingegneria civile nella <a href="http://www.scientificast.it/2012/05/27/scientificast-18-terremoti-la-realta-scientifica-il-credo-del-fuffaro/">puntata #18</a> e <a href="http://www.scientificast.it/2012/06/09/scientificast-19-zanzare-piezonucleare-ed-altre-catastrofi/">#19</a> del PODCAST.<br />
- <strong>Global Warming</strong>. Ne abbiamo parlato con il metereologo Flavio Galbiati nella <a href="http://www.scientificast.it/2012/02/18/scientificast-12-global-warming%e2%80%a6-altre-cose/">puntata #11</a> del Febbraio 2012.</p>
<p>Ultimo arrivo in ma sicuramente non ultimo in termini di importanza, ecco l&#8217;eccentrico<strong> Prof. Alchemist</strong> (<em>Luigi Garlaschelli</em>) con i suoi esperimenti che ci accompagneranno nuovamente per tutto il 2013. Ve lo siete perso? Niente paura, ecco qui allegato l&#8217;episodio più recente.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/mOpQg-3D6-8" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p>Infine permettetemi <strong>un ringraziamento speciale a quanti hanno collaborato con Scientificast o sono entrati a far parte del nostro gruppo recentemente</strong>. Sono diversi nomi che riporto qui sperando di non dimenticare nessuno: <em>Anna Rita Longo, Ilaria Zanardi, Paolo Attivissimo, Paolo Bellutta, Marco Morcutti, Nicolas D&#8217;Amore, Luigi Garlaschelli, Alessandra Carrer, Michele Fenu, Luca Di Fino, Marco Casolino, Pierfrancesco Conte, Walter Filice, Giampietro Ferrario, Paolo Amoroso, Veronica Remondini, Riccardo Rossi, Omar Serafini, Elettra Meneghin</em>.<br />
<strong>Grazie ai soci di Scientificast</strong> per aver creduto in noi e per aver sostenuto economicamente questo primo anno di attività.<br />
E <strong>un ringraziamento a tutti voi lettori e ascoltatori</strong> per i commenti curiosi, appassionati, veraci  che quotidianamente lasciate sul blog e i nostri social network.</p>
<p>A tutti voi i migliori auguri per l&#8217;anno 2013 che sta per iniziare e che speriamo sia grandioso come quello che sta per concludersi.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Paolo Bianchi</strong></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2012/12/31/il-primo-anno-di-scientificast-it/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Chi ha paura del MUOS?</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Dec 2012 16:49:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Angioni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un nostro ascoltatore, Stefano C., qualche tempo fa mi aveva chiesto un approfondimento su MUOS. Siccome l&#8217;argomento è abbastanza sentito e permette di chiarire alcune questioni controverse, ho approfondito la questione. MUOS (Mobile User Objective System) è un sistema per comunicazioni satellitari ad altissima frequenza (UHF) composto da 4 satelliti in orbita e 4 stazioni &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/12/30/chi-ha-paura-del-muos/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_851" class="wp-caption alignleft" style="width: 224px"><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/12/MUOS_construction2.jpg"><img class="size-medium wp-image-851" title="MUOS" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/12/MUOS_construction2-214x300.jpg" alt="" width="214" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Tratto da http://en.wikipedia.org/wiki/File:MUOS_construction.jpg</p></div>
<p>Un nostro ascoltatore, Stefano C., qualche tempo fa mi aveva chiesto un approfondimento su MUOS. Siccome l&#8217;argomento è abbastanza sentito e permette di chiarire alcune questioni controverse, ho approfondito la questione.</p>
<p>MUOS (Mobile User Objective System) è un sistema per comunicazioni satellitari ad altissima frequenza (UHF) composto da 4 satelliti in orbita e 4 stazioni di terra. L&#8217;utilizzo di MUOS sarà esclusiva del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti e servirà per permettere comunicazioni e scambio di dati a postazioni aeree, marittime o terrestri in ogni parte del mondo.</p>
<p>Le 4 stazioni di terra sono in costruzione in Australia, Hawaii, Virginia (Stati Uniti) e Sicilia.</p>
<p>Quest&#8217;ultimo sito, in costruzione a Niscemi presso una struttura già esistente, la Naval Radio Transmitter Facility (NRTF), ha sollevato parecchie polemiche a causa della preoccupazione dei cittadini nei confronti delle possibili emissioni elettromagnetiche, che si andrebbero a sommare a quelle già attualmente emesse da NRTF.</p>
<p>Lo scopo di questo articolo non è quello di giudicare o difendere la costruzione della stazione MUOS in Italia. Personalmente ritengo che un sistema militare di comunicazioni satellitari non sia una delle priorità del nostro paese e forse non dovrebbe esserlo per nessun paese.</p>
<p>Inoltre questo testo non può e non vuole analizzare tutte le possibili conseguenze dell&#8217;installazione come inquinamento ambientale, permessi di costruzione o altre questioni collaterali. Questo articolo vuole solo occuparsi scientificamente della questione dell&#8217;inquinamento elettromagnetico.<br />
Spesso queste preoccupazioni trovano fondamento nelle paure della gente per l&#8217;ignoto, tuttavia in questo caso c&#8217;è un documento dell&#8217;Università di Torino, scritto da un autorevole esperto di radioprotezione, il prof. Zucchetti, che sembra dare ragione ai timori degli abitanti di Niscemi.</p>
<p>Ho chiesto una dettagliata analisi del documento a Gianni Comoretto, dell&#8217;Osservatorio Astronomico di Arcetri, nostro ascoltatore e collaboratore, oltre che esperto di radiofrequenze, ecco la sua risposta:</p>
<p>&#8220;La relazione, letta da una persona che con le onde elettromagnetiche ci lavora da un vita, lascia quantomeno perplessi. E&#8217; bene precisare che buona parte delle critiche mosse dal documento del Politecnico riguardano l&#8217;installazione militare già esistente e solo in un secondo momento vengono presi in considerazione i presunti pericoli derivanti dal completamento di MUOS.</p>
<p>Proverò qui ad elencare queste perplessità, e ad argomentarle poi in dettaglio:</p>
<ul>
<li>I documenti esaminati nella perizia (misure effettuate dall&#8217;ARPA) sull&#8217;attuale installazione mostrano che i limiti di legge italiani sono sempre rispettati. Ma viene considerato un rischio anche il fatto che questi limiti vengano <em>avvicinati</em>, nonostante i limiti contengono sempre dei robusti fattori di sicurezza.</li>
<li>Si vuole applicare i limiti di legge anche all&#8217;antenna a 45 Khz, non considerata nel rapporto dell&#8217;ARPA e non collegata al progetto MUOS. Tuttavia i limiti (di 6 V/m) non si applicano a queste frequenze, in quanto assorbite pochissimo dal corpo umano</li>
<li>Si considera un&#8217;eventualità plausibile che l&#8217;antenna parabolica di MUOS venga puntata verso l&#8217;abitato. Ma un&#8217;antenna di questo tipo ha numerosi blocchi, meccanici, elettronici e software, che rendono impossibile puntarla verso l&#8217;abitato.</li>
<li>Si ritengono i dati forniti insufficienti a stabilire l&#8217;entità dell&#8217;esposizione fuori dal fascio, mentre i dati forniti lo consentono.</li>
<li>L&#8217;esposizione dovuta alle antenne VHF viene sommata in modo incorretto (come campi e non come potenza) a quella delle emissioni ad onde corte attuali.</li>
<li>Viene stabilito un nuovo limite del tutto arbitrario relativo alla possibilità di interferenze elettromagnetiche, che viene applicato solo a questa installazione.</li>
</ul>
<p>Partiamo dalla fine, che è un po&#8217; la chiave di tutto. La legge italiana sull&#8217; &#8220;elettrosmog&#8221; stabilisce due tipi di limite: di esposizione e di attenzione. Entrambi sono inferiori a quelli adottati internazionalmente, che a loro volta sono circa 100 volte inferiori<a name="sdfootnote1anc" href="#sdfootnote1sym"></a><sup>1</sup> ai livelli di esposizione a cui si comincia ad intravedere qualche possibile danno. Anche l&#8217;OMS raccomanda limiti confrontabili o superiori a quelli italiani. Non entro nel merito della legge, stabilire dei limiti 200 o 2000 volte sotto quelli a cui si sospettano danni è una scelta legittima, anche se molto prudenziale. Né voglio entrare nella questione se i limiti internazionali siano sufficienti, mi preme sottolineare che i ricercatori che li hanno fissati sono in buona parte &#8220;indipendenti&#8221;, ovvero i loro studi non sono finanziati dalle parti in causa. Inoltre i limiti internazionali riguardano qualsiasi effetto noto, sia a breve che a lungo termine.</p>
<p>Abbiamo capito che, nonostante i limiti di legge vadano rispettati, anche un superamento non causerebbe alcun tipo di danno. Tuttavia del rapporto del Politecnico, nell&#8217;ultima pagina, si sostiene che sopra gli attuali vincoli legislativi si abbiano dei danni, immediati per i limiti di esposizione, cronici per quelli di attenzione. In realtà per avere dei danni immediati dobbiamo superare i limiti di esposizione di almeno 500 volte, e per quel che sappiamo non esistono danni cronici neppure se si arriva ai limiti internazionali. I limiti italiani infatti nascono dalla volontà di tutelarsi da quel che <em><strong>non</strong></em> sappiamo, si tratta in sostanza di una applicazione già abbastanza estrema del <em>principio di precauzione</em>.</p>
<p>Tutto il documento è affetto da questo &#8220;effetto limite&#8221;: ogni volta che si fissa un limite, per quanto cautelativo, si forma una mentalità per cui questo limite non deve essere neanche lontanamente avvicinato, come fosse una ringhiera posta sul bordo di un baratro scivoloso. Per fare un esempio, pensiamo ai limiti di velocità: se supero i 50 all&#8217;ora mi fan la multa. Giusto. Ma se l&#8217;autovelox rivelasse che vado a 45, e mi facesse la multa perché ero pericolosamente vicino al limite, o se già a 10 km/h qualcuno protestasse perché sono solo ad un quinto del limite, qualcosa non tornerebbe.</p>
<p>Il documento del Politecnico invece commette proprio questo errore: non hanno mai rilevato sforamenti dai limiti di legge italiani (6V/m, pari a 0,1 W/mq). Solo in una misura ci si è andati vicino, nelle rimanenti siamo parecchio sotto. Dalla relazione infatti leggiamo che le misure più alte sono state.</p>
<p>Località Campo:                 V/m                    W/mq     % del limite di attenzione</p>
<p>Ulmo (centralina 3)         5,9 ± 0,6            0,095                     95%</p>
<p>Ulmo (centralina 8)         4,0 ± 0,4           0,04                        40%</p>
<p>Martelluzzo (centralina 1) 2,0 ± 0,2      0,01                         10%</p>
<p>Fico (centralina 7)               1,0 ± 0,1       0,0025                    2,5%</p>
<p>Una sola misura si avvicina al limite. Il documento afferma che le incertezze di misura portano a superarlo, ma i limiti di legge includono delle ragionevoli incertezze nei fattori di sicurezza: le misure di campo elettrico sono molto delicate, ed errori del 10% sono la norma. L&#8217;unico punto corretto della perizia è quindi che è necessario un controllo (eventualmente anche continuo) della zona dove si è rilevato il campo maggiore. Nella metafora automobilistica non han superato i 50 Km/h ma potrebbero farlo, meglio mettere un autovelox.</p>
<p>Il documento va quindi molto sul tecnico. Non è stata misurata l&#8217;esposizione di un trasmettitore a bassissima frequenza (45 KHz), in quanto non c&#8217;era strumentazione adeguata. Ma la legge definisce limiti specifici sopra i 100 KHz. Sotto questa frequenza valgono i limiti internazionali, che a queste frequenze sono di ben 610 V/m, in quanto queste onde vengono assorbite pochissimo dal corpo umano. Data la potenza del trasmettitore si rientrerebbe nei limiti di legge entro poche decine o al massimo centinaia di metri dalle antenne.</p>
<p>Fin qui il documento ha preso in esame solo l&#8217;installazione già esistente, ma vediamo cosa dice in proposito di MUOS.</p>
<p>Queste antenne trasmettono in un fascio strettissimo, praticamente un cilindro largo come l&#8217;antenna che non si allarga significativamente per circa 70 km. Nel documento si continua a ripetere che al di sotto di questa distanza (distanza di campo prossimo) non si può calcolare il campo con la legge per una sorgente puntiforme (corretto), e che non si può quindi avere informazioni sul campo emesso. Ma un&#8217;antenna parabolica ha un campo molto ben prevedibile, soprattutto nel campo prossimo. I dettagli sono difficili, e richiedono una analisi dettagliata, ma la forma generale è appunto quella di un cilindro leggermente divergente, con un campo che decresce avvicinandosi ai bordi del cilindro, che cala molto lentamente con la distanza all&#8217;interno di questo cilindro, e che è sostanzialmente nullo al di fuori di questo.</p>
<p>La potenza dentro al fascio, dai dati di progetto, è pari a circa 16<span style="font-family: Symbol;">p</span>P/G<span style="font-family: Symbol;">l</span><sup>2</sup> =50 W/mq<a name="sdfootnote2anc" href="#sdfootnote2sym"></a><sup>2</sup>, quindi molto oltre il limite di esposizione per la popolazione<a name="sdfootnote3anc" href="#sdfootnote3sym"></a><sup>3</sup>. Se l&#8217;antenna venisse quindi puntata accidentalmente contro le abitazioni, indipendentemente dalla distanza, avremmo un superamento dei limiti di legge e un rischio per la salute. Ma che probabilità ci sono che questo succeda? Queste antenne hanno dei fine corsa meccanici che impediscono di avvicinarsi troppo all&#8217;orizzonte, oltre a svariate protezioni software. Ho esperienza dei radiotelescopi italiani, dove questi limiti sono tipicamente 20-30 volte maggiori della larghezza del fascio. Inoltre se le case non sono in linea di vista ottica (se sono dietro ad una collina, ad es.) il fascio non potrà mai raggiungerle.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma cosa succede fuori dal fascio principale? Praticamente niente. L&#8217;esposizione cala rapidamente fino a un migliaio di volte meno che nel fascio e diminuisce altrettanto velocemente anche all&#8217;aumentare della distanza. A un centinaio di metri dall&#8217;antenna siamo probabilmente molto, molto sotto qualsiasi limite ipotizzabile. Certo, se voglio sapere la distanza al metro a cui scendo sotto i limiti di attenzione mi serve un&#8217;analisi al computer, ma per una valutazione di massima, come questa, no.</p>
<p>Ma la base contiene già altre installazioni di cui si è parlato: antenne elicoidali VHF, le antenne a onde medie già esistenti, eventuali piccoli &#8220;sbuffi&#8221; di microonde che scappano dalle antennone. Non si sommano? Secondo il documento del Politecnico, sì, si somma tutto. Come se un campo di 5 V/m più un paio a 1 V/m potessero fare un campo di 6 V/m. In realtà si sommano le potenze (le esposizioni), i W/mq, non i campi, i V/m. La cosa poco intuitiva è che se ho un campo di 5,9 V/m e ci aggiungo un campo d 1 V/m ottengo un campo di 5,98 V/m, sarei ancora sotto i limiti di legge. Devo sommare 10 sorgenti da 2 V/m ciascuna per ottenere un campo di 6 V/m.</p>
<p>Ma siccome non si riesce a far superare i limiti alle antenne, se ne inventano di nuovi. Si chiede che l&#8217;impianto non produca campi sopra 1 V/m (circa un quarantesimo dei limiti di attenzione di 6 V/m), perché potrebbero creare interferenze. Ma perché solo questo? Un&#8217;antenna radar, un ripetitore televisivo sono esonerati dal nuovo limite appena inventato? O la richiesta è di ridurre di 40 volte i limiti di esposizione su tutto il territorio nazionale? Antenne trasmittenti per comunicazione satellitare esistono in tutto il mondo, e non viene interdetto lo spazio aereo per un raggio di decine di km attorno a ciascuna di esse.</p>
<p>Viene inoltre ipotizzato un danno ambientale. Vengono citati studi relativi ad effetti del campo magnetico a bassissima frequenza (quello generato da elettrodotti) sulle api, ma la cosa non ha nessuna rilevanza per campi elettromagnetici a frequenze completamente differenti. Gli eventuali cristalli di magnetite, che servirebbero alle api ad orientarsi, semplicemente sono troppo grossi per seguire un campo che oscilla miliardi di volte al secondo. Si raggiunge il grottesco quando si afferma che gli uccelli eventualmente esposti al fascio di microonde sono più vulnerabili ad effetti termici in quanto <em>animali a sangue freddo</em>.</p>
<p>Concludendo la base di Niscemi non risulta essere una significativa fonte di elettrosmog. Solo una delle misure fatte dall&#8217;ARPA mostra un campo che si avvicina (ma non supera) i limiti di legge, e questo giustifica ulteriori misure di verifica <em><strong>solo in quell&#8217;area</strong></em><em>.</em> L&#8217;antenna per MUOS non rappresenta una fonte di esposizione significativa, se non nell&#8217;ipotesi, con tutta probabilità fisicamente impossibile, di un puntamento accidentale della parabola sull&#8217;abitato. Le nuove antenne VHF non forniscono un contributo addizionale significativo, inoltre considerato che MUOS potrebbe, in futuro, sostituire gli impianti ad onde corte già presenti, come conseguenza ci sarebbe una netta riduzione dell&#8217;esposizione.</p>
<p>Riferimenti:</p>
<p>Sugli effetti delle esposizioni a radiofrequenza:</p>
<p>I limiti internazionali (ICNIRP) e la rassegna di studi che li giustificano: Guidelines for limiting exposure to time-varying electric, magnetic and electromagnetic fields (up to 300 GHz). Health Physics 97(3):257-259; 2009. <a href="http://www.icnirp.de/documents/emfgdl.pdf">http://www.icnirp.de/documents/emfgdl.pdf</a></p>
<p>Rassegna della Royal Society Canadese: A Review of the Potential Health Risks of Radiofrequency Fields from Wireless Telecommunication Devices (1999) <a href="http://www.rsc-src.ca/en/expert-panels/rsc-reports/review-potential-health-risks-radiofrequency-fields-from-wireless">http://www.rsc-src.ca/en/expert-panels/rsc-reports/review-potential-health-risks-radiofrequency-fields-from-wireless</a></p>
<p>Rassegna delle conoscenze scientifiche sul tema:</p>
<p><a href="http://xoomer.virgilio.it/albpales/Telefonia_mobile/toc-it.htm">http://xoomer.virgilio.it/albpales/Telefonia_mobile/toc-it.htm</a></p>
<p>Scheda dell&#8217;OMS:</p>
<p><a href="http://www.who.int/docstore/peh-emf/publications/facts_press/ifact/it_183.htm">http://www.who.int/docstore/peh-emf/publications/facts_press/ifact/it_183.htm</a></p>
<div id="sdfootnote1">
<p><a name="sdfootnote1sym" href="#sdfootnote1anc"></a>1. In Italia i campi si misurano in volt per metro (V/m), ma la misura corretta, adottata in tutto il resto del mondo, è una misura di potenza, watt per metroquadro (W/mq). I limiti di legge italiani sono di 20V/m, cioè 1 W/mq (sicurezza) e 6 V/m, cioè 0,1 W/mq (attenzione). L&#8217;esposizione è proporzionale al quadrato del campo, riducendo di tre volte il campo quindi l&#8217;esposizione diminuisce di DIECI volte. Questo comporta che se trovo un campo poco inferiore al limite, in realtà l&#8217;esposizione ne è molto al di sotto.</p>
</div>
<div id="sdfootnote2">
<p><a name="sdfootnote2sym" href="#sdfootnote2anc"></a>2Il calcolo è basato su un valore di potenza del trasmettitore di 1600W. La relazione nota come vengano forniti valori di potenza discordanti, compresi tra 138 e 1600W. Se la potenza fosse di 138W, la massima densità di potenza nel fascio sarebbe entro i limiti di esposizione a qualsiasi distanza.</p>
</div>
<div id="sdfootnote3">
<p><a name="sdfootnote3sym" href="#sdfootnote3anc"></a>3Un&#8217;esposizione di 50W/m<sup>2 </sup>corrisponde al limite ICNIRP per esposizioni professionali. Per quanto sia ovviamente da evitare, una breve esposizione a questi livelli non costituirebbe un rischio grave.&#8221;</p>
</div>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2012/12/30/chi-ha-paura-del-muos/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>FameLab il Talent Show per Scienziati: iscrizioni aperte!</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Dec 2012 14:13:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cari Ascoltatori/lettori/Associati di Scientificast! Una della novita&#8217; di quest&#8217;anno e&#8217; la partecipazione di Scientificast come partner della competizione internazionale di divulgazione scientifica FAMELAB giunta alla sua seconda edizione (vedi sotto per tutti i dettagli). Nello specifico l&#8217;Associazione Culturale Scientificast sara&#8217; organizzatrice della selezione locale di Genova che si terra&#8217; il 16 Marzo 2013 (clicca qui per &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/12/23/famelab-il-talent-show-scienziati-iscrizioni-aperte/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari Ascoltatori/lettori/Associati di Scientificast!</p>
<p>Una della novita&#8217; di quest&#8217;anno e&#8217; la partecipazione di Scientificast come partner della competizione internazionale di divulgazione scientifica <a href="http://www.famelab-italy.it"><strong>FAMELAB</strong></a> giunta alla sua seconda edizione (vedi sotto per tutti i dettagli). Nello specifico l&#8217;<strong>Associazione Culturale Scientificast</strong> sara&#8217; organizzatrice della selezione locale di Genova che si terra&#8217; il 16 Marzo 2013 (<a href="https://sites.google.com/site/famelabitalia/genova" target="_blank">clicca qui per iscriverti alla selezione di Genova</a>). Di seguito trovate il comunicato stampa ufficiale ma se siete pigri il video qui sotto vi spiega tutto in circa 2 minuti!</p>
<p><strong>ISCRIVETEVI NUMEROSI!!!!!!!</strong></p>
<span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='645' height='393' src='http://www.youtube.com/embed/vY8ysBYu_UA?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' frameborder='0'></iframe></span>
<p style="text-align: center;"> <a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/12/logofamelabcomposito.jpg" rel="http://www.famelab-italy.it/"><img class=" wp-image-831 aligncenter" title="logofamelabcomposito" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/12/logofamelabcomposito-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Dal 10 Dicembre sono aperte le iscrizioni alla seconda edizione di FameLab (www.famelab-italy.it): la competizione internazionale per giovani ricercatori con il talento della comunicazione.</p>
<p>Una gara per scoprire chi è più bravo ad affascinare il pubblico raccontando un argomento scientifico in appena tre minuti, usando solo parole e qualche oggetto.</p>
<p><strong>FameLab</strong> è un evento ideato dal <a href="http://www.cheltenhamfestivals.com/science"><strong>Festival della Scienza di Cheltenham</strong></a> e promosso a livello internazionale dal <a href="http://www.britishcouncil.org/"><strong>British Council</strong> </a>in 25 differenti paesi.</p>
<p>In Italia l’evento è organizzato da<a href="http://www.psiquadro.it/"> <strong>Psiquadro</strong></a>, cuore operativo del <a href="http://www.perugiasciencefest.eu/"><strong>Perugia Science Fest</strong> </a>che guida un comitato tecnico costituito dal Museo delle Scienze di Trento e dalla società di comunicazione formicablu di Bologna, e coordina un gruppo di enti in sette città italiane che organizzeranno le selezioni locali.</p>
<p>Da febbraio a marzo 2013 si svolgeranno selezioni locali in <strong>sette città italiane: Trento, Trieste, Genova, Bologna, Perugia, Ancona e Roma.</strong></p>
<p>Il primo e il secondo classificato in ogni selezione locale parteciperanno ad una Masterclass che si svolgerà in aprile a Perugia, con l’obiettivo di approfondire gli elementi base della comunicazione della scienza e prepararsi alla <strong>finale nazionale che si terrà il 3 maggio</strong> a Perugia.</p>
<p><strong>A giugno</strong> il vincitore della finale nazionale rappresenterà l’Italia <strong>a Cheltenham, Regno Unito, </strong>nel corso della<strong> finale internazionale </strong>dove incontrerà i vincitori delle altre 24 competizioni nazionali.</p>
<p>I partecipanti vengono giudicati da una giuria di esperti provenienti dal mondo scientifico e della comunicazione. Per vedere le performance dei concorrenti del 2012 visita il <strong>canale YouTube di FameLab</strong> <a href="http://www.youtube.com/famelab">http://www.youtube.com/famelab</a></p>
<p>Per scoprire le caratteristiche della competizione e sapere se puoi partecipare segui tre semplici passi:</p>
<ol>
<li> visita il sito <a href="http://www.famelab-italy.it/">www.famelab-italy.it</a> per scoprire se puoi iscriverti alla competizione</li>
<li>scegli la città nella quale partecipare alla selezione locale</li>
<li>Compila il modulo con i tuoi dati</li>
</ol>
<p align="center"> <strong>Invia il modulo compilato e comincia ad allenarti.</strong></p>
<p align="center"><strong></strong><strong>Il prossimo campione potresti essere tu!</strong></p>
<p style="text-align: center;"> <a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/12/famelabloghi.jpg"><img class=" wp-image-821 aligncenter" title="famelabloghi" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/12/famelabloghi-1024x184.jpg" alt="" width="645" height="115" /></a></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2012/12/23/famelab-il-talent-show-scienziati-iscrizioni-aperte/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il Professor Alchemist &#8211; Ep.1: Il Teorema del Fuoco</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Dec 2012 17:21:40 +0000</pubDate>
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		<title>LIVE &#8211; IL PODCAST ALLA FINE DEL MONDO</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Dec 2012 19:48:53 +0000</pubDate>
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		<title>NEWS: Scientificast &#8211; Il podcast alla fine del mondo</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Dec 2012 12:56:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ANNUNCIO IMPORTANTISSIMO!!! A partire dalle ore 21.00 del famigerato 21 DICEMBRE 2012, Scientificast e FantaScientificast  trasmetteranno in LIVE HANGOUT un episodio speciale e congiunto del vostro new media preferito! Il tema? Ma la fine del mondo ovviamente! Scienza, fantascienza, pseudoscienza e fantascemenze insieme a tutti gli speaker e i collaboratori dei due podcast e anche ospiti &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/12/14/news-scientificast-il-podcast-alla-fine-del-mondo/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/12/LOCANDINA.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-810" title="LOCANDINA" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/12/LOCANDINA-238x300.png" alt="" width="238" height="300" /></a><strong>ANNUNCIO IMPORTANTISSIMO!!!</strong></p>
<p>A partire dalle <strong>ore 21.00</strong> del famigerato <strong>21 DICEMBRE 2012</strong>, Scientificast e FantaScientificast  trasmetteranno in <strong>LIVE HANGOUT</strong> un episodio speciale e congiunto del vostro<em> new media</em> preferito!</p>
<p>Il tema? Ma <strong>la fine del mondo</strong> ovviamente! <img src='http://www.scientificast.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>Scienza, fantascienza, pseudoscienza</strong> e<strong> fantascemenze</strong> insieme a tutti gli speaker e i collaboratori dei due podcast e anche ospiti molto speciali. E la parola, questa volta, potrete averla anche voi!</p>
<p>Insomma vi aspettiamo numerosi e partecipativi a questo evento. L&#8217;ultimo? Vedremo&#8230;</p>
<p><strong>- I dettagli relativi alla trasmissione verranno comunicati nei prossimi giorni. Seguite il blog e i nostri social network per i dettagli-</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2012/12/14/news-scientificast-il-podcast-alla-fine-del-mondo/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Scientificast #29 &#8211; Я твой работникЯ: sono il tuo Robot (lavoratore)!</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Dec 2012 20:41:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drpbrock</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Robotica e Roboetica. Di ritorno da LIBROSCOPIO 2012, Giuliana ci introduce a quattro interessantissime interviste che analizzano i temi principali dell&#8217;evento scientifico appena concluso. Parliamo dell&#8217;evoluzione dei robot e di cosa potrebbe accadere se fossero in grado di prendere decisioni con Roberto Cordeschi; analizziamo la &#8220;roboetica&#8221; con Gianmarco Veruggio, che ha coniato tale termine; esploriamo &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/12/10/scientificast-29-%d1%8f-%d1%82%d0%b2%d0%be%d0%b9-%d1%80%d0%b0%d0%b1%d0%be%d1%82%d0%bd%d0%b8%d0%ba%d1%8f-sono-il-tuo-robot-lavoratore/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_806" class="wp-caption alignleft" style="width: 224px"><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/12/Toyota_Robot_at_Toyota_Kaikan.jpg"><img class="size-medium wp-image-806" title="Toyota_Robot_at_Toyota_Kaikan" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/12/Toyota_Robot_at_Toyota_Kaikan-214x300.jpg" alt="" width="214" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">by Chris 73 http://commons.wikimedia.org/wiki/User:Chris_73</p></div>
<p><strong>Robotica e Roboetica</strong>. Di ritorno da <strong>LIBROSCOPIO 2012</strong>, Giuliana ci introduce a quattro interessantissime interviste che analizzano i temi principali dell&#8217;evento scientifico appena concluso.<br />
Parliamo dell&#8217;evoluzione dei robot e di cosa potrebbe accadere se fossero in grado di prendere decisioni con <strong>Roberto Cordeschi</strong>; analizziamo la &#8220;roboetica&#8221; con <strong>Gianmarco Veruggio</strong>, che ha coniato tale termine; esploriamo le potenzialità robotiche nel campo dell&#8217;aiuto ai disabili con <strong>Bruno Siciliano</strong> e infine dell&#8217;immaginario collettivo con <strong>Paolo Fabbri</strong>.</p>
<p>Per chi volesse approfondire, trovate i video di tutte le conferenze del Libroscopio qui: <a href="http://www.scientificast.it/?tag=libroscopio" target="_blank">http://www.scientificast.it/?tag=libroscopio</a></p>
<p>Dai nostri prodi genovesi Silvia e Julien, ecco qualche curiosità e notizia dal mondo della biologia.<br />
Silvia ci parla della <strong>prima immagine del DNA realizzata con il microscopio elettronico all&#8217;IIT di Genova</strong>.<br />
PER APPROFONDIRE:<br />
- Nanoletters “Direct Imaging of DNA Fibers: The Visage of Double Helix”<br />
Giuliano ci parla di <strong>Lemmings, allegri roditori famigerati</strong> <strong>per le loro tendenze suicide</strong> (sarà poi vero?) e di <strong>molluschi con la tosse</strong> <img src='http://www.scientificast.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> .<br />
PER APPROFONDIRE:<br />
- <a href="http://www.ilpost.it/2012/11/30/rumori-molluschi-idrofoni/">Che rumore fa un mollusco?</a> [Il Post]. <a href="http://news.sciencemag.org/sciencenow/2012/11/scienceshot-coughing-scallops-ca.html?rss=1">&#8216;Coughing&#8217; Scallops Caught on Tape</a> [Science]<br />
- <a href="http://www.ilpost.it/2012/11/27/suicidio-massa-lemming/">Ascesa e caduta dei Lemmings</a> [Il Post]. <a href="http://www.pnas.org/content/early/2012/11/21/1213322109.abstract?sid=974ddf0d-c188-48d3-b99d-1aa869f1386b">Serial population extinctions in a small mammal indicate Late Pleistocene ecosystem instability</a> [PNAS]</p>
<p>Che cos&#8217;è la <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mehran_Tavakoli_Keshe">fondazione Keshe</a></strong>? Partiamo dall&#8217;analisi di alcuni concetti spiegati da questa controversa fondazione per parlare di cosa è scienza e cosa non lo è.</p>
<p><strong>Dal mondo della robotica, le curiosità più bizzarre</strong>, raccontate da Paolo.<br />
PER APPROFONDIRE:<br />
- <a href="http://singularityhub.com/2012/11/26/automation-reaches-french-vineyards-with-a-vine-pruning-robot/">Robot bracciante nelle vigne francesi</a><br />
- <a href="http://singularityhub.com/2012/04/12/sushibot-serves-up-an-order-of-3600-per-hour/">SushiBot</a> e <a href="http://singularityhub.com/2012/08/27/chinese-noodle-slicing-robot/">Ultraman tagliatore di noodles</a>. Dall&#8217;oriente con furore.<br />
- <a href="http://singularityhub.com/2012/10/12/forget-robo-cop-here-comes-robo-security-guard/">Robocop diventa realtà?</a> Ecco a voi il robot vigilantes.<br />
- <a href="http://www.aldebaran-robotics.com/en/">NAO, robot didattico</a> della Aldebaran Robotics.</p>
<p>Infine le <strong>ultime notizie in ambito astronautico</strong> con Marco.<br />
- L&#8217;Europa definisce i prossimi impegni in ambito spaziale.<br />
- Sulla ISS un equipaggio destinato a lavorare in orbita per dodici lunghi mesi.<br />
- Le ultime novità da Marte e da Mars Curiosity.<br />
- Il ministero della difesa US &#8220;ricicla&#8221; due telescopi militari alla comunità scientifica.</p>
<p><strong><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/Scientificast29.mp3">&gt;&gt; SCARICA L&#8217;EPISODIO 29 &lt;&lt;</a></strong></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2012/12/10/scientificast-29-%d1%8f-%d1%82%d0%b2%d0%be%d0%b9-%d1%80%d0%b0%d0%b1%d0%be%d1%82%d0%bd%d0%b8%d0%ba%d1%8f-sono-il-tuo-robot-lavoratore/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Libroscopio 2012 &#8211; Doping e antidoping: sport e non solo</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2012/12/01/libroscopio-2012-doping-antidoping-sport-solo/</link>
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		<pubDate>Sat, 01 Dec 2012 17:56:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuliana</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ultima diretta dal Libroscopio 2012: DOPING E ANTIDOPING: SPORT E NON SOLO Francesco Botrè dialoga con Edoardo Altomare &#160; BIOGRAFIE DEI RELATORI: Francesco Botrè Insegnante di Chimica e Tecnologie farmaceutiche all’Università “La Sapienza” di Roma, specializzato in Farmacologia sperimentale. Dal 1998, dopo gli scandali sportivi dell’Acqua Acetosa, è direttore scientifico del Laboratorio Antidoping della Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI), riorganizzato e potenziato fino ad &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/12/01/libroscopio-2012-doping-antidoping-sport-solo/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ultima diretta dal <a href="http://www.presidiodellibronoicattaro.org/wp-content/uploads/2012/libroscopio2012.pdf" target="_blank">Libroscopio 2012</a>:</p>
<p>DOPING E ANTIDOPING: SPORT E NON SOLO</p>
<p><strong>Francesco Botrè</strong> dialoga con <strong>Edoardo Altomare</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/fpz5nQx7o7Q" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>BIOGRAFIE DEI RELATORI:</p>
<p><strong>Francesco Botrè</strong><br />
Insegnante di Chimica e Tecnologie farmaceutiche all’Università “La Sapienza” di Roma, specializzato in Farmacologia sperimentale. Dal 1998, dopo gli scandali sportivi dell’Acqua Acetosa, è direttore scientifico del Laboratorio Antidoping della Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI), riorganizzato e potenziato fino ad essere l’unico laboratorio italiano accreditato dalla WADA, l’Agenzia Mondiale Antidoping. Considerato uno dei massimi esperti a livello mondiale, ha diretto il Laboratorio antidoping delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006, è stato responsabile della ricerca degli anabolizzanti alle Olimpiadi di Pechino 2008, è stato vicedirettore del Laboratorio Anti-Doping alle Olimpiadi di Londra 2012. È autore di innumerevoli pubblicazioni scientifiche.</p>
<p><strong>Edoardo Altomare</strong><br />
Medico specializzato in oncologia, è attualmente responsabile dell’Unità operativa per la Formazione della ASL di Bari. Scrittore e divulgatore scientifico, è docente di Medicina Narrativa e Comunicazione presso il master di secondo livello in “Bioetica e consulenza filosofica” dell’Università di Bari per la formazione di medici attenti alla relazione terapeutica, capaci di prendersi cura non solo della malattia ma anche del malato con tutto il suo mondo emozionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2012/12/01/libroscopio-2012-doping-antidoping-sport-solo/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>L&#8217;insidiosa minaccia dei batteri resistenti agli antibiotici</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2012/12/01/linsidiosa-minaccia-dei-batteri-resistenti-agli-antibiotici/</link>
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		<pubDate>Sat, 01 Dec 2012 12:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Casolino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La scoperta della penicillina durante la seconda guerra mondiale ha consentito di salvare milioni di persone da infezioni e morte certa. La seguente introduzione degli antibiotici ha permesso di aumentare la percentuale di successi postoperatori, e la resistenza a malattie infettive. Tuttavia l’uso, ed in molti casi abuso, di questa classe di farmaci ha causato &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/12/01/linsidiosa-minaccia-dei-batteri-resistenti-agli-antibiotici/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 551px"><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/6/64/MRSA_SEM_9994_lores.jpg" alt="" width="541" height="386" /><p class="wp-caption-text">Una foto al microscopio elettronico del MRSA</p></div>
<p>La scoperta della penicillina durante la seconda guerra mondiale ha consentito di salvare milioni di persone da infezioni e morte certa. La seguente introduzione degli antibiotici ha permesso di aumentare la percentuale di successi postoperatori, e la resistenza a malattie infettive. Tuttavia l’uso, ed in molti casi abuso, di questa classe di farmaci ha causato una evoluzione accelerata dei batteri, selezionando mutazioni sempre più resistenti agli antibiotici. È stato stimato che 1.7 milioni di americani contraggono in ospedale ogni anno una o più infezioni, con più di 100000 decessi  negli USA e 175000 in Europa. Le infezioni in ospedale causano quindi più di cinque volte il numero di morti in un anno dell’epidemia di AIDS, collocandosi come seconda causa di morte nel mondo. Questo fenomeno è rapidamente aumentato negli ultimi 10-15 anni ed è particolarmente evidente negli ospedali e nelle case di cura, dove solo una manciata di antibiotici generici è in grado di tenere sotto controllo le infezioni che attaccano persone con il sistema immunitario indebolito. I batteri più attivi sono l’MRSA <em>methicillin-resistant staphylococcus aureus </em>ed il VRE, <em>Vancomycin-resistant enterococcus faecium</em>, resistenti a più di una classe di antibiotici <a title="" href="/Users/marco/Dropbox/pubblicazioni/superbattriosscientificast.rtf#_ftn1"><em><strong>[1]</strong></em></a>. Nelle forme comuni questi batteri sono presenti – in forma innocua – in molte persone: ad esempio lo staffiloccoco aureo si trova sulla pelle del naso e il VRE nello stomaco. Se si assumono antibiotici per un lungo periodo di tempo, a seguito di una lunga degenza in ospedale, alcune di queste forme possono sopravvivere e mutare acquisendo una robustezza aggiuntiva. Il risultato è che può risultare molto difficile combattere l’eventuale infezione che si può sviluppare nel decorso postoperatorio, con il rischio che il paziente possa morire come un secolo fa, per la mancanza di un antibiotico che tenga sotto controllo i batteri.</p>
<p>Il rischio che si sta lentamente palesando è di tornare tra pochi anni ad una situazione pre-antibiotici,con elevati tassi di mortalità a seguito di operazioni. Inoltre &#8211; a differenza di quanto si ipotizzava qualche anno fa – la virulenza di questi batteri non è diminuita con l’aumento della loro resistenza agli antibiotici.</p>
<p>A questo si aggiunge il problema che le case farmaceutiche fanno poca ricerca nel campo degli antibiotici perché non è economicamente conveniente: il trattamento di un paziente di un antibiotico dura poco perché la guarigione è rapida ed il medico cerca di non eccedere nel trattamento per evitare l’insorgenza di una resistenza troppo alta<a title="" href="/Users/marco/Dropbox/pubblicazioni/superbattriosscientificast.rtf#_ftn2">[2]</a>. Secondo la Food and Drug Administration, il numero di nuovi agenti antibatterici è infatti sceso del 56% negli ultimi 20 anni<a title="" href="/Users/marco/Dropbox/pubblicazioni/superbattriosscientificast.rtf#_edn1">[3]</a>.</p>
<p>Al momento le uniche contromisure richiedono di disinfettare spesso mani e strumenti &#8211; anche d’uso comune &#8211; per ridurre la diffusione dei batteri.  Una possibile soluzione potrebbe venire dall’uso e sviluppo dei batteriofagi. La storia dei batteriofagi e del loro impiego nel campo della medicina  meriterà un post a parte. Si tratta di un tipo completamente diverso di arma,  virus sviluppati specificamente per attaccare e distruggere i batteri. Anche in questo caso è possibile che l’evoluzione dei batteri  porti ad acquisire una resistenza anche a questa classe di nemici, che però potrebbero evolversi a loro volta.</p>
<p style="text-align: right">Marco Casolino</p>
<p style="text-align: right">www.casolino.it</p>
<p style="text-align: left"><a title="" href="/Users/marco/Dropbox/pubblicazioni/superbattriosscientificast.rtf#_ftnref1">[1]</a>  Al momento meticillina, penicillina, amoxicillina, e cefalosporina.</p>
<div>
<div>
<p><a title="" href="/Users/marco/Dropbox/pubblicazioni/superbattriosscientificast.rtf#_ftnref2">[2]</a><a href="http://www.time.com/time/health/article/0,8599,1926853,00.html">   http://www.time.com/time/health/article/0,8599,1926853,00.html</a></p>
</div>
</div>
<div>
<div>
<p> [3] JM Conly,  and BL Johnston, Where are all the new antibiotics? The new antibiotic paradox, Can J Infect Dis Med Microbiol. 2005 May-Jun; 16(3): 159–160.</p>
</div>
</div>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2012/12/01/linsidiosa-minaccia-dei-batteri-resistenti-agli-antibiotici/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Daydreaming is not a crime ovvero storie di batterie biologiche</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2012/11/29/daydreaming-crime-ovvero-storie-di-batterie-bilogiche/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Nov 2012 15:45:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Zanardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biologia]]></category>
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		<category><![CDATA[batteri]]></category>
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		<description><![CDATA[Era molto più semplice essere Leonardo Da Vinci che essere noi. Dott A. Gradogna, PhD. E’ ufficiale: l’ultima speranza che mi rimane per vivere una vita da persona benestante è vincere al superenalotto. L’ho pensato fortissimo questa mattina aprendo l’ultimo numero di Nature Biotechnology e trovandoci bella stampata l’idea folle di cui parlavamo Silvia ed &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/11/29/daydreaming-crime-ovvero-storie-di-batterie-bilogiche/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em>Era molto più semplice essere Leonardo Da Vinci che essere noi.</em><br />
<em> Dott A. Gradogna, PhD.</em></p>
<div id="attachment_777" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.flickr.com/photos/synx508/"><img class="size-medium wp-image-777" title="cat" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/11/cat-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">synx508, flickr, CC by-nc.</p></div>
<p>E’ ufficiale: l’ultima speranza che mi rimane per vivere una vita da persona benestante è vincere al superenalotto. L’ho pensato fortissimo questa mattina aprendo l’ultimo numero di Nature Biotechnology e trovandoci bella stampata l’idea folle di cui parlavamo Silvia ed io la settimana scorsa, che ci avrebbe permesso di diventare ricche e, chissà, magari ci scappava anche un Nobel. Era una buona idea, a quanto pare, ed, essendo tale, era assolutamente impossibile che l’avessimo pensata noi per prime prendendo un caffè.<br />
Ingenue. Piccole scienziate sognano ad occhi aperti.<br />
L’idea era: si può costruire una batteria biologica che sfrutti il potenziale elettrochimico di un organismo e creare energia da utilizzare per far funzionare un apparecchio elettronico estraneo al corpo stesso?<br />
Ebbene la risposta è: si.<br />
Numerosi tentativi di creare una pila biologica in grado di produrre energia da organismi viventi sono stati fatti utilizzando organismi abbastanza in basso sulla scala evolutiva, come batteri, piante, scarafaggi o lumache con risultati alquanto promettenti ma con scarsa resa. Quello che però hanno fatto Mercier e i suoi colleghi ha dell’avveniristico: sono riusciti a produrre energia sufficiente a far funzionare un chip emittente onde radio a 2.4 Ghz fino a 5 ore sfruttando il gradiente elettrochimico presente nell’orecchio interno di un porcellino d’india. Dal potenziale dell’endococlea (EP), nei mammiferi, dipende la meccanotrasduzione del suono: la pressione di vibrazione provoca il rilascio di neurotrasmettitori e, successivamente, l’eccitazione del nervo acustico. L’EP (70-100 mV) deriva dalla differente concentrazione ionica tra due fluidi presenti nell’orecchio: l’endolinfa, nell’orecchio interno, e la perilinfa, che bagna invece le zone circostanti. A separare questi due fluidi si trova la membrana vestibolare, che, nel caso del porcellino d’India, è in grado di generare correnti dai 14 ai 28 µA. Gli scienziati americani raccontano in questo loro lavoro di come un endochip di nuova generazione, collegato a due microelettrodi posti rispettivamente nell’endolinfa e nella perilinfa, sia riuscito ad estrarre un minimo di 1.12 nW e inviare via radio misure del potenziale dell’endococlea ogni 40-360 secondi.<br />
Che a raccontarlo sembra quasi semplice…<br />
In realtà ci sono diversi scogli che hanno dovuto essere superati per mettere in pratica tutto ciò, per esempio riuscire ad attivare il chip endoelettrico alla base di questo sistema, che pur vantando dimensioni minuscole (2.4 x 2.4 x 0.2 mm3) necessita di alcune centinaia di millivolt per essere attivato. Per ovviare a questo problema, i nostri eroi, hanno introdotto un ricettore di iniziazione wireless attivato ad onde radio collegato ad un microcondensatore in grado di essere caricato fino a 1.4 V. Risolto il problema dell’accensione del sistema, rimane comunque il fatto che l’energia estraibile è sempre molto bassa, per questo motivo i ricercatori usano un convertitore boost , ossia un convertitore DC-DC (corrente continua in corrente continua) con una tensione di uscita maggiore dell’ingresso, per raccogliere l’energia a basso voltaggio dell’EP trasferendola e convertendola in energia ad alto voltaggio. Il trasmettitore wireless di onde radio ha il consumo di 46pW a 0.9 V. Dal momento che il sistema è stato in grado di operare più a lungo di quanto permettesse l’energia fornita dall’ iniziazione wireless (circa 6 minuti), i risultati dimostrano che il sistema stesso è in grado di raccogliere e utilizzare energia sfruttando il potere elettrochimico di un mammifero.<br />
E’ doveroso sottolineare che questa invenzione è ancora nella fase di sperimentazione e che per arrivare ad un’applicazione in campo medico dovranno essere apportati numerosi miglioramenti. Gli autori per primi riconoscono che il più grande rischio consiste nell’impianto dei microelettrodi che potrebbero causare una, seppur piccola, perdita dell’udito a frequenze alte (23kHz). Per questo motivo si ripropongono di miniaturizzare ulteriormente i microelettrodi. Si può, però, ragionevolmente pensare che questa batteria biologica nell’orecchio interno possa essere applicata in un futuro abbastanza prossimo a sensori molecolari, o nelle terapie che necessitano di una drug-delivery puntuale, o a scopo diagnostico e terapeutico in tutte quelle sindromi che comportano la perdita dell’udito.</p>
<p>Mercier PP, Lysaght AC, Bandyopadhyay S, Chandrakasan AP, Stankovic KM.Energy extraction from the biologic battery in the inner ear.Nat Biotechnol. 2012 Nov 8</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2012/11/29/daydreaming-crime-ovvero-storie-di-batterie-bilogiche/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Libroscopio 2012 &#8211; Nuovi Scenari</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2012/11/27/libroscopio-2012-nuovi-scenari/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Nov 2012 17:45:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuliana</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal Libroscopio 2012: ILLUMINANDO LE VIE DELLA MENTE Stefania Bruno BOOK IN PROGRESS IT-LSSA &#8220;E. Majorana&#8221;, Brindisi Gioacchino Margarito Maria Rosaria Serio UN EDU-GAME PER IMPARARE A GESTIRE IL DIABETE DI TIPO 1 Pierpaolo Di Bitonto Teresa Roselli Veronica Rossano coordina Sebastiano Stramaglia &#160; BIOGRAFIE DEI RELATORI: Stefania Bruno Dopo aver conseguito la laurea in Medicina &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/11/27/libroscopio-2012-nuovi-scenari/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal <a href="http://www.presidiodellibronoicattaro.org/wp-content/uploads/2012/libroscopio2012.pdf" target="_blank">Libroscopio 2012</a>:</p>
<p>ILLUMINANDO LE VIE DELLA MENTE<br />
<strong>Stefania Bruno</strong></p>
<p>BOOK IN PROGRESS<br />
IT-LSSA &#8220;E. Majorana&#8221;, Brindisi<br />
<strong>Gioacchino Margarito</strong><br />
<strong> Maria Rosaria Serio</strong></p>
<p>UN EDU-GAME PER IMPARARE A GESTIRE IL DIABETE DI TIPO 1<br />
<strong>Pierpaolo Di Bitonto</strong><br />
<strong> Teresa Roselli</strong><br />
<strong> Veronica Rossano</strong></p>
<p>coordina<br />
<strong>Sebastiano Stramaglia</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/11/IMG_9855.jpg"><img class="size-medium wp-image-785 alignnone" style="border: 2px solid black; margin: 2px;" title="IMG_9855" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/11/IMG_9855-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/iQiwzyV5vxc" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>BIOGRAFIE DEI RELATORI:</p>
<p><strong>Stefania Bruno</strong><br />
Dopo aver conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia a Bari, si è specializzata in Neuropsichiatria a Londra; presso la University College London ha conseguito un PhD in Risonanza Magnetica e per 17 anni ha lavorato in Inghilterra. È membro del Royal College of Psychiatrists UK. Attualmente lavora presso il nuovo Centro Malattie Neurodegenerative dell’Ospedale “Card. G. Panico” di Tricase (Le). Si occupa di ricerca in neuroimaging, sia strutturale che funzionale, in collaborazione con il Dipartimento di Fisica dell’Università di Bari e con l’Institute of Neurology di Londra.</p>
<p><strong>Pierpaolo Di Bitonto</strong><br />
Dopo la laurea e il dottorato in Informatica, nel periodo 2008-2012 ha lavorato presso il Laboratorio LARTE (LAboratorio di Ricerca<br />
sulle Tecnologie Educative) del Dipartimento di Informatica dell&#8217;Università degli Studi di Bari &#8220;Aldo Moro&#8221; come assegnista di ricerca.<br />
I suoi interessi di ricerca riguardano i sistemi di raccomandazione e i sistemi multi-agente (MAS), con applicazione specifica all&#8217;e-learning e al turismo. È co-autore di numerose pubblicazioni internazionali, nonché revisore di riviste e conferenze nazionali ed internazionali.</p>
<p><strong>Teresa Roselli</strong><br />
Professore associato presso la II Facoltà di Scienze MM. FF. NN. dell’Università degli Studi di Bari “A. Moro” sede di Taranto. Attualmente è: presidente del corso di laurea triennale in Informatica e Comunicazione Digitale (sede di Taranto); responsabile del Laboratorio Multimediale interfacoltà di Scienze MM. FF. NN. sedi di Bari e Taranto; componente del Comitato di Ateneo per l’elearning. Gli interessi di ricerca sono rivolti alla definizione di metodi e tecniche computazionali per la comunicazione digitale, con particolare riferimento all&#8217;e-learning in ambienti Web e multimediali. Ha organizzato numerosi congressi nazionali ed internazionali<br />
e pubblicato oltre cento pubblicazioni tra articoli su rivista e contributi a convegni nazionali e internazionali. È stata chair e componente del comitato scientifico di diversi congressi nazionali ed internazionali.</p>
<p><strong>Veronica Rossano</strong><br />
Ricercatore universitario presso la Facoltà di Scienze MM. FF. NN dell’Università degli Studi di Bari “A. Moro”, dove ha conseguito il<br />
Dottorato di Ricerca in Informatica. La sua attività di ricerca si colloca nell’ambito dell’e-learning e, in particolare, nello studio, definizione e produzione di strumenti (metodologie, specifiche e ambienti software) che siano un valido supporto per il processo formativo e, nel contempo, possano garantire un elevato grado di riuso delle risorse didattiche e un adeguato livello di personalizzazione dei percorsi formativi. Ha pubblicato diversi articoli su riviste e congressi nazionali ed internazionali ed è stata componente del comitato scientifico di diversi congressi nazionali ed internazionali.</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2012/11/27/libroscopio-2012-nuovi-scenari/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Scientificast in pillole. Intervista a Marco Cattaneo sul Dibattito Scienza</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2012/11/26/intervista-marco-cattaneo-sul-dibattito-scienza/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Nov 2012 09:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuliana</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In occasione delle Primarie del centrosinistra, un gruppo di giornalisti, blogger, ricercatori e cittadini, tramite il sito Le Scienze, chiede ai candidati alle primarie del centrosinistra di dichiarare la loro posizione concreta su sei temi centrali delle politiche della scienza e della ricerca. Potete leggere le domande e le risposte cliccando qui. Noi di Scientificast abbiamo &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/11/26/intervista-marco-cattaneo-sul-dibattito-scienza/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/11/Acquisizione-a-schermo-intero-25112012-173324.bmp.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-724" style="border: 2px solid black; margin: 2px;" title="lescienze" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/11/Acquisizione-a-schermo-intero-25112012-173324.bmp-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>In occasione delle Primarie del centrosinistra, <a href="http://www.lescienze.it/news/2012/11/21/news/primi_firmatari_e_adesioni-1380204/" target="_blank">un gruppo di giornalisti, blogger, ricercatori e cittadini</a>, tramite il sito <a href="http://www.lescienze.it" target="_blank">Le Scienze</a>, chiede ai candidati alle primarie del centrosinistra di dichiarare la loro posizione concreta su sei temi centrali delle politiche della scienza e della ricerca.</p>
<p>Potete leggere le domande e le risposte cliccando <a href="ze.it/news/2012/11/15/news/domande_candidati_primarie_pd_politiche_ricerca-1369318/" target="_blank">qui</a>.</p>
<p>Noi di Scientificast <a href="http://www.scientificast.it/?p=661" target="_blank">abbiamo da subito appoggiato l&#8217;iniziativa</a>, sia come associazione che come singole persone, ritenendola un passo importante: per la prima volta, infatti, le posizioni scientifiche dei candidati vengono espresse chiaramente e diventano determinanti nella scelta elettorale.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-729" style="border: 2px solid black; margin: 2px;" title="cattaneo" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/11/cattaneo-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></p>
<p>Pur non volendo entrare nel merito delle singole risposte, Giuliana ha intervistato <strong>Marco Cattaneo</strong>, direttore de Le Scienze, chiedendogli le motivazioni di questa iniziativa, come si è sviluppata e quali sono state le reazioni dei politici e del pubblico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecco a voi l&#8217;intervista.. Buon ascolto!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>A nome di tutta la redazione, si ringrazia Marco Cattaneo per la sua estrema disponibilità.</em></p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/ScientificastMC.mp3"><strong>&gt;&gt; SCARICA LA PILLOLA &lt;&lt;</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2012/11/26/intervista-marco-cattaneo-sul-dibattito-scienza/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Libroscopio 2012 &#8211; Alle origini dell&#8217;universo: il bosone di Higgs</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Nov 2012 10:25:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuliana</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Conferenza dal Libroscopio 2012: ALLE ORIGINI DELL&#8217;UNIVERSO: IL BOSONE DI HIGGS Antonio Masiero Domenico Di Bari Mauro De Palma &#160; BIOGRAFIE DEI RELATORI: Domenico Di Bari Professore associato presso il Dipartimento Interateneo di Fisica dell’Università di Bari, ha conseguito nel 1993 il Ph.D. in fisica a Bari. Il suo prevalente campo di ricerca è la Fisica Sperimentale delle Alte Energie, &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/11/25/libroscopio-2012-alle-origini-delluniverso-il-bosone-di-higgs/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Conferenza dal <a href="http://www.presidiodellibronoicattaro.org/wp-content/uploads/2012/libroscopio2012.pdf" target="_blank">Libroscopio 2012</a>:</p>
<p>ALLE ORIGINI DELL&#8217;UNIVERSO: IL BOSONE DI HIGGS</p>
<p><strong>Antonio Masiero</strong><br />
<strong>Domenico Di Bari</strong><br />
<strong>Mauro De Palma</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/11/IMG_9852.jpg"><img class="size-medium wp-image-790 alignnone" style="border: 2px solid black; margin: 2px;" title="IMG_9852" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/11/IMG_9852-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/1xX-ptKMfC4" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>BIOGRAFIE DEI RELATORI:</p>
<p><strong>Domenico Di Bari</strong><br />
Professore associato presso il Dipartimento Interateneo di Fisica dell’Università di Bari, ha conseguito nel 1993 il Ph.D. in fisica a<br />
Bari. Il suo prevalente campo di ricerca è la Fisica Sperimentale delle Alte Energie, con particolare riferimento alla ricerca sulle interazioni tra ioni pesanti ultrarelativistici. Responsabile locale dell’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) e responsabile<br />
nazionale del rilevatore HMPID (High Momentum Particle Identification Delector) in ALICE, è coinvolto dal 1997 nell’esperimento<br />
ALICE (A Large Ion Esperiment) ad LHC (Large Hadron Callider) del CERN di Ginevra.</p>
<p><strong>Antonio Masiero</strong><br />
Già professore ordinario alla SISSA di Trieste e direttore della Sezione di Padova dell&#8217;INFN, è attualmente professore ordinario<br />
di Fisica all’Università di Padova e vicepresidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Ha svolto per molti anni una intensa e ricca attività in prestigiosi istituti di ricerca internazionali, quali l’Università di Ginevra, il CERN, il Max Planck di Monaco, la New York University. Il suo ambito di studio si estende dalla fisica delle particelle alla fisica delle astroparticelle, concentrendosi sui segnali di nuova fisica oltre il Modello Standard. È autore di innumerevoli pubblicazioni scientifiche e relatore in congressi nazionali e internazionali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2012/11/25/libroscopio-2012-alle-origini-delluniverso-il-bosone-di-higgs/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Libroscopio 2012 &#8211; Homo Roboticus: nuove antropologie</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2012/11/24/libroscopio-2012-homo-roboticus-nuove-antropologie/</link>
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		<pubDate>Sat, 24 Nov 2012 17:50:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuliana</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Seconda conferenza del Libroscopio 2012. HOMO ROBOTICUS: NUOVE ANTROPOLOGIE Paolo Fabbri Bruno Siciliano modera Pino Donghi &#160; Biografie dei relatori: Pino Donghi Semiologo di formazione, è stato docente e ricercatore presso il Dipartimento di Semiotica Performing Arts dell’American College of Rome (Charleston, West Virginia), Segretario Generale della Fondazione Sigma-tau dal 1994 al 2010, insegnante di Modelli Psicosociali della Comunicazione della Scienza presso l’Università di Bergamo; attualmente insegna &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/11/24/libroscopio-2012-homo-roboticus-nuove-antropologie/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Seconda conferenza del <a href="http://www.presidiodellibronoicattaro.org/wp-content/uploads/2012/libroscopio2012.pdf" target="_blank">Libroscopio 2012</a>.</p>
<p>HOMO ROBOTICUS: NUOVE ANTROPOLOGIE<br />
<strong>Paolo Fabbri</strong><br />
<strong>Bruno Siciliano</strong><br />
modera <strong>Pino Donghi</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/11/IMG_9850.jpg"><img class="size-medium wp-image-758 alignnone" style="border: 2px solid black; margin: 2px;" title="IMG_9850" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/11/IMG_9850-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p><iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/580BpdwT6IE" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Biografie dei relatori:</p>
<p><strong>Pino Donghi</strong><br />
Semiologo di formazione, è stato docente e ricercatore presso il Dipartimento di Semiotica Performing Arts dell’American College of Rome (Charleston, West Virginia), Segretario Generale della Fondazione Sigma-tau dal 1994 al 2010, insegnante di Modelli Psicosociali della Comunicazione della Scienza presso l’Università di Bergamo; attualmente insegna per la specialistica in Comunicazione biomedica (Combiomed) all’Università “La Sapienza” di Roma. È impegnato nella divulgazione scientifica per promuovere l’accesso del grande pubblico alla conoscenza, con la certezza che il progresso culturale favorisce la partecipazione<br />
consapevole alla vita sociale e politica di un Paese.</p>
<p><strong>Paolo Fabbri</strong><br />
Docente di Semiotica della Marca presso l&#8217;Istituto di Comunicazione dello IULM di Milano; docente di Semiotica presso la Facoltà di Scienze Politiche alla LUISS di Roma; direttore del Laboratorio Internazionale di Semiotica a Venezia; coordinatore scientifico del Centro Internazionale di studi interculturali di Semiotica e Morfologia dell&#8217;Università di Urbino; membro del dottorato d&#8217;eccellenza Studi sulla Rappresentazione Visiva all’Università di Siena; membro del Collegio d&#8217;insegnamento del Dottorato di ricerca in Disegno Industriale al Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura; membro del Comitato scientifico di Letteratura e Comunicazione  dell’Università di Siena. Ha svolto attività di insegnamento in numerose università italiane, europee, americane, australiane; ha scritto innumerevoli libri e articoli che sono stati tradotti in varie lingue; fa parte del comitato scientifico-editoriale di molte riviste e istituzioni nazionali e internazionali; è docteur honoris causa dell&#8217;Università di Limoges.</p>
<p><strong>Bruno Siciliano</strong><br />
Ordinario di Automatica nella Facoltà di Ingegneria dell’Università “Federico II” di Napoli, responsabile scientifico presso il Dipartimento di Informatica e Sistemistica del laboratorio PRISMAlab (Progetti di Robotica Industriale e di Servizio di Meccatronica<br />
e Automazione), è anche il più giovane presidente nella storia della IEEE Robotics and Automation Society, Società Mondiale di Robotica. Collabora al progetto DEXMART, finanziato dall’UE, per la realizzazione di una mano robotica evoluta, dotata delle abilità manuali proprie della mano umana. Ha prodotto numerosissime pubblicazioni; Robotics: modelling, planning and control è tra i testi<br />
più adottati nelle università del mondo; il libro Springer Handbook of Robotics, da lui curato insieme al prof. Khatib della Stanford University, ha ricevuto premi prestigiosi perché straordinaria opera di riferimento nel settore della robotica.</p>
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		<title>Scientificast #28 &#8211; Forza di gravità e totani esplosivi</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2012/11/24/scientificast-28-forza-di-gravita-totani-esplosivi/</link>
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		<pubDate>Sat, 24 Nov 2012 11:00:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nuova puntata di Scientificast! Vi abbiamo fatto aspettare per un pochino ma vedrete, ne è valsa la pena. Puntata ricca, ricchissima. Nell’ambito del progetto “Matematica: Innovazione e Lavoro”, il 14 Novembre si è tenuto, presso il Dipartimento di Matematica dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, un Convegno-dibattito organizzato da studenti del Corso di Laurea &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/11/24/scientificast-28-forza-di-gravita-totani-esplosivi/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/11/Solar_sys.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-698" title="Solar_sys" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/11/Solar_sys-300x188.jpg" alt="" width="300" height="188" /></a>Nuova puntata di Scientificast! Vi abbiamo fatto aspettare per un pochino ma vedrete, ne è valsa la pena. <img src='http://www.scientificast.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Puntata ricca, ricchissima.</p>
<p>Nell’ambito del progetto <a href="http://www.unistudenti.it/uniba/studenti-bari-matematica-innovazione-e-lavoro-e-cosi-che-pensiamo-il-nostro-futu/2942"><strong>“Matematica: Innovazione e Lavoro”</strong></a>, il 14 Novembre si è tenuto, presso il Dipartimento di Matematica dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, un Convegno-dibattito organizzato da studenti del Corso di Laurea in Matematica, in collaborazione con il Dipartimento di Matematica, Confindustria Bari-BAT, JobAdvisor, altre aziende locali e l’ARTI Puglia mediante l’iniziativa Laboratori dal Basso.<br />
In questo contesto, Giuliana intervista il dott. Ottavio Crivaro, amministratore delegato di <strong><a href="http://www.moxoff.com/">MOXOFF</a></strong>: “Mathematics for Innovation”, la prima realtà matematica italiana a mettere in sinergia il mondo della ricerca con quello imprenditoriale. Si parla di come la matematica si nasconda anche dietro le applicazioni industriali e possa essere sfruttata per aumentare i profitti di una azienda.</p>
<p><strong>Mente e macchina</strong>. Dall&#8217;<a href="http://www.lescienze.it/news/2012/11/12/news/interfaccia_cervello_macchina_azioni_complesse-1362650/">MIT nuove possibili interfacce</a> che collegano l&#8217;attività neurale ad azioni complesse e composte da diversi movimenti. Nuove frontiere per l&#8217;ingegneria biomedica? [fonte <a href="http://www.lescienze.it">Le Scienze</a>]</p>
<p>La nostra rubrica di astronomia. Oggi parliamo con Pier di <strong>forza di gravità</strong>. [<em>Non perdetevi l'<a href="http://www.scientificast.it/?p=692">ultimo post di Pierfrancesco</a> che approfondisce le leggi di Keplero</em>]</p>
<p>La <strong>Scienza in Padella</strong>. Silvia ed Ilaria introducono la nuova rubrica di Scientificast dedicata alla scienza in cucina. Cucina molecolare ma non solo. Aspettiamo con ansia la ricetta per i totani esplosivi. <img src='http://www.scientificast.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Lo <strong>Zapper</strong>. Cura rivoluzionaria per ogni sorta di malanno oppure bufala? Simone ci racconta la storia di Hulda Clark e dell&#8217;apparecchio che, a suo dire, sarebbe in grado di curare anche gravi tumori e malattie&#8230; C&#8217;è qualcosa che non torna.<br />
Per approfondire:<br />
- <a href="http://medbunker.blogspot.fr/2009/04/hulda-clark-la-cura-per-tutte-le.html">Hulda Clark: la cura per tutte le malattie</a> (Salvo Di Grazia a.k.a. Medbunker)<br />
- <a href="http://www.quackwatch.com/01QuackeryRelatedTopics/Cancer/clark.html">The Bizarre Claims of Hulda Clark</a> (eng, Quackwatch)</p>
<p>&nbsp;</p>
<div><strong>Julien</strong> intervista <strong>Michela Chiosso</strong> (<wbr>Università di Torino) ed introduce una iniziativa che ha organizzato in collaborazione con Scientificast. I ragazzi degli istituti superiori parlano di scienza; in questo episodio i ragazzi della classe IIB (ora IIIB) del <strong>Liceo</strong><strong> Classico Vittorio Alfieri di Torino</strong> ci parlano di Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA). <strong>Redazione IIB</strong>: Marina Mele (Testi), Alice Bottoni (Musiche), Greta Conte (Speaker), Clio de Michiel (Speaker), Laura Prota (Capo Redattore).</wbr></div>
<div></div>
<p><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/Scientificast28.mp3"><strong>&gt;&gt; SCARICA L’EPISODIO 28 &lt;&lt;</strong></a></p>
<p><em>Nuovi soci dell’Associazione:<strong> Gianfranco Vallese</strong> che ringraziamo e al quale diamo il benvenuto insieme ad un nuovo anonimo associato. Siamo un po&#8217; in ritardo con la consegna delle tessere. Abbiamo due mesi da smaltire. Ancora una settimana di pazienza gente. <img src='http://www.scientificast.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </em></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2012/11/24/scientificast-28-forza-di-gravita-totani-esplosivi/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Libroscopio 2012  &#8211; Intelligenza artificiale e roboetica</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Nov 2012 17:48:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drpbrock</dc:creator>
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		<description><![CDATA[INAUGURAZIONE Giuseppe Sozio (Sindaco Comune di Noicàttaro) Augusto Garuccio (Prorettore Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari) coordina Edoardo Altomare Prima conferenza: INTELLIGENZA ARTIFICIALE E ROBOETICA Roberto Cordeschi Gianmarco Veruggio modera Marco Cattaneo [Alcuni imprevisti ci hanno costretto a interrompere per un po' la registrazione...] &#160; Biografie dei relatori: Edoardo Altomare Medico specializzato in oncologia, è attualmente &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/11/23/libroscopio-2012-intelligenza-artificiale-roboetica/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>INAUGURAZIONE<br />
<strong>Giuseppe Sozio</strong> (Sindaco Comune di Noicàttaro)<br />
<strong>Augusto Garuccio</strong> (Prorettore Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari)<br />
coordina <strong>Edoardo Altomare</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/11/IMG_9821.jpg"><img class="size-medium wp-image-754 alignnone" style="border: 2px solid black; margin: 2px;" title="IMG_9821" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/11/IMG_9821-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p>Prima conferenza:<br />
INTELLIGENZA ARTIFICIALE E ROBOETICA<br />
<strong>Roberto Cordeschi</strong><br />
<strong> Gianmarco Veruggio</strong><br />
modera<br />
<strong>Marco Cattaneo</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/11/IMG_9831.jpg"><img class="size-medium wp-image-755 alignnone" style="border: 2px solid black; margin: 2px;" title="IMG_9831" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/11/IMG_9831-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/XZ1dDJGx8f8" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p>[Alcuni imprevisti ci hanno costretto a interrompere per un po' la registrazione...]</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/pz_D1aDUWK0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Biografie dei relatori:</p>
<p><strong>Edoardo Altomare</strong><br />
Medico specializzato in oncologia, è attualmente responsabile dell’Unità operativa per la Formazione della ASL di Bari. Scrittore e divulgatore scientifico, è docente di Medicina Narrativa e Comunicazione presso il master di secondo livello in “Bioetica e consulenza filosofica” dell’Università di Bari per la formazione di medici attenti alla relazione terapeutica, capaci di prendersi cura non solo della malattia ma anche del malato con tutto il suo mondo emozionale.</p>
<p><strong>Marco Cattaneo</strong><br />
Fisico e giornalista scientifico, è direttore responsabile delle riviste mensili “Le Scienze” e “National Geographic” e del mensile di Psicologia e Neuroscienze “Mente&amp;Cervello”. Ha collaborato - con le pubblicazioni di carattere scientifico e i reportage fotografici- con numerose testate nazionali e internazionali, tra le quali &#8220;Il Giorno&#8221;, &#8220;La Repubblica&#8221;, &#8221;Airone&#8221;, &#8220;Meridiani&#8221;, &#8221;Cosmopolitan&#8221;, &#8220;Maxim&#8221;, &#8220;US News&#8221;, &#8220;Verve&#8221;, “Focus” edizione inglese. Ha pubblicato volumi fotografici che sono stati tradotti in 13 lingue. È stato insignito del Premio Giornalistico Voltolino per la Divulgazione Scientifica e del Grand Prix de l&#8217;Association française des journalistes et écrivains de tourisme per il libro &#8220;Le città del mondo&#8221;.</p>
<p><strong>Roberto Cordeschi</strong><br />
Docente di Filosofia della Scienza presso l’Università “La Sapienza” di Roma, è membro della Società Italiana di Logica e Filosofia delle<br />
Scienze e della European Society for the History of the Human Sciences, collabora con l&#8217;Istituto di Cibernetica del CNR ad Arco Felice<br />
(NA). Ha concentrato la sua ricerca sulla storia della Cibernetica, sui problemi epistemologici dell&#8217;Intelligenza Artificiale e della Scienza Cognitiva, con l’approfondimento dei temi della simulazione cognitiva e delle analogie tra il modello computazionale e i processi mentali del cervello umano. Ha pubblicato saggi, monografie e numerosi articoli su riviste scientifiche.</p>
<p><strong>Gianmarco Veruggio</strong><br />
Ingegnere elettronico, primo ricercatore robotico del CNR-IEIIT (Istituto di Elettronica e di Ingegneria dell’Informazione e delle Telecomunicazioni) di Genova, fondatore del CNR-IAN Robotlab per lo studio della Robotica Sperimentale in Ambiente Estremo, ha coordinato la progettazione e la realizzazione di prototipi di robot sottomarini, sperimentati con successo in numerose spedizioni in Antartide e in Artico. Nel 2000 ha fondato la Scuola di Robotica e ne è stato presidente fino al 2009. Attento agli aspetti etici, sociali,<br />
umanitari ed ecologici della robotica, è stato promotore dell’idea di Roboetica e presiede il Technical Committee on Roboethics della IEEE Robotics and Automation Society. Ha prodotto centinaia di pubblicazioni scientifiche e articoli divulgativi.</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2012/11/23/libroscopio-2012-intelligenza-artificiale-roboetica/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>AstroNotes #1 &#8211; le leggi di Keplero</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2012/11/23/astronotes-1-le-leggi-di-keplero/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Nov 2012 10:23:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drpbrock</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cari amici di Scientificast.it eccoci qui al primo di una serie di post dedicati all’astronomia e all’astrofisica! Dopo il successo della puntata #20 in cui veniva presentata la nuova rubrica interamente dedicata a queste due branche della scienza, abbiamo deciso di continuare a registrare una puntata al mese in modo da tenere un vero e &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/11/23/astronotes-1-le-leggi-di-keplero/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari amici di Scientificast.it eccoci qui al primo di una serie di post dedicati all’astronomia e all’astrofisica!</p>
<p>Dopo il successo della puntata #20 in cui veniva presentata la nuova rubrica interamente dedicata a queste due branche della scienza, abbiamo deciso di continuare a registrare una puntata al mese in modo da tenere un vero e proprio corso per tutti.</p>
<p>Quindi cosa c’è di meglio che rinfrescarci la memoria sulla puntata precedente prima di andare avanti con le nuove?</p>
<p>Nell’episodio del 24 giugno 2012 (<a href="http://www.scientificast.it/?p=323">http://www.scientificast.it/?p=323</a>) abbiamo delineato la differenza tra astrofisica e astronomia tramite le definizioni dell’enciclopedia Treccani (definizioni rintracciabili qui: <a href="http://www.treccani.it/enciclopedia/astrofisica/">http://www.treccani.it/enciclopedia/astrofisica/</a> ; <a href="http://www.treccani.it/enciclopedia/astronomia/">http://www.treccani.it/enciclopedia/astronomia/</a>) e raccontato la versione mitologica della nascita della nostra galassia, la Via Lattea.</p>
<p>Tuttavia con questo post vorrei rispolverare l’argomento cardine: le leggi di Keplero.</p>
<p>Prima di immergerci negli aspetti più tecnici vorrei aggiungere ancora una curiosità.</p>
<p>Johannes Kepler deve molto ad un altro grande astronomo, del quale divenne assistente nel 1600: il danese Tycho Brahe.</p>
<p>Sono in molti a sostenere infatti che alla morte del maestro, avvenuta a distanza di solo un anno dall’arrivo di Keplero, l’astronomo tedesco oltre ad ereditare il posto di Brahe (e il ruolo di astronomo imperiale a Praga), ne ereditò anche i numerosi manoscritti. Compresa la gran quantità di dati sperimentali raccolti dal maestro ad occhio nudo. Dati che avrebbero portato poi il discepolo a dedurre le  prime due Leggi pubblicate nel 1609 all’interno della Astronomia Nova. Mentre bisognerà aspettare il trattato Harmonices Mundi del 1619 per ritrovare l’ultima legge.</p>
<p>Eccole riunite di seguito e riferite al sistema Terra-Sole:</p>
<p>1. L’orbita della Terra che ruota intorno al Sole è un’ellisse e il Sole occupa uno dei due fuochi; (a)</p>
<p>2. La Terra, nel suo moto lungo la traiettoria intorno al Sole, descrive aree (dA<sub>1 ,</sub>dA<sub>2</sub>) uguali  in tempi uguali; (b)</p>
<p>3. Il quadrato del periodo T del pianeta Terra è proporzionale al cubo del semiasse maggiore a, ovvero: T<sup>2</sup>=k*a<sup>3</sup> dove k è un numero e T è il tempo impiegato per compiere un giro completo. In questo caso, 1 anno. (c)</p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/11/Schermata-2012-11-23-alle-11.18.46.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-693" title="Schermata 2012-11-23 alle 11.18.46" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/11/Schermata-2012-11-23-alle-11.18.46.png" alt="" width="673" height="287" /></a></p>
<p>Immagine tratta da “H. Bradt – Astrophysics Processes”; fig. 1.8, pag 11</p>
<ol>
<li>Geometria di un’orbita ellittica di una massa m dove sono evidenziati i due fuochi, il semiasse maggiore a, e il semiasse minore b, il raggio vettore r rispetto all’angolo azimutale θ, e i due raggi la cui somma è costante.</li>
</ol>
<p>Una stella massiva M (con M»m) viene indicata a destra del fuoco. Le linee tratteggiate mostrano una geometria speciale quando il corpo orbitante è sul semiasse minore in Q’ e con r = a.</p>
<ol>
<li>La seconda legge di Keplero: le aree vengono spazzate in tempi uguali ΔA<sub>1 </sub>=ΔA<sub>2</sub></li>
<li>Perielio (r<sub>min</sub>) e afelio (r<sub>max</sub>)per un’orbita ellittica.</li>
</ol>
<p>Ovviamente le leggi di Keplero non valgono solo per la Terra e la sua stella, bensì per tutti quei sistemi celesti che possono rientrare nel cosiddetto “problema dei due corpi”.</p>
<p>Con la terminologia “problema dei due corpi” i fisici intendono tutti quei problemi matematici in cui sono presenti due masse correlate tra loro. Ciò lascia intendere dunque che le leggi di Keplero possano essere intese valide anche per la Terra e il suo satellite, la Luna; o ancora per un pianeta e un certo asteroide che gli ruota intorno. Dove la rotazione va intesa rispetto al centro di massa dei due corpi.</p>
<p>Ovviamente questa tipologia di problemi può essere affrontata anche a proposito di due corpi massivi che si trovano sul pianeta Terra, in tal caso però ci torna più comodo mettere da parte le leggi di Keplero e affidarci a quelle di Newton. Se non altro perché in genere non ci muoviamo su orbite ellittiche!</p>
<p>Incontrare problemi “a più corpi”, invece, diventa pressoché sconsigliabile. Basta che i corpi in gioco siano anche solo 3 per costringere il fisico ad un lavoro legato a modelli matematici di gran lunga più complicati.</p>
<p>In chiusura vorrei mettere in evidenza il modus operandi di Keplero. Esso risulta fortemente legato all’osservazione. Tanto da far sentire Keplero libero di presentare i suoi risultati senza dimostrazione alcuna. Così ci si ritrova in presenza di tre leggi ben definite nell’ambito di una teoria poco legata ai meccanismi matematici a cui siamo abituati oggigiorno.</p>
<p>Vi ricordo che potete scrivere le vostre domande, le vostre curiosità e le vostre richieste all’indirizzo <a href="mailto:info@scientificast.it">info@scientificast.it</a> inserendo come oggetto “astrophysicast”. Provvederò personalmente a rispondere a tutte le vostre mail (sempre che non siano di un ordine di grandezza superiore a 10<sup>2 </sup>al giorno!).</p>
<p>Pierfrancesco Conte</p>
<p>P.S.: Per chi volesse approfondire segnalo questi simpatici link trovati in giro per il web:</p>
<p><a href="http://scienzapertutti.lnf.infn.it/old/mini_approfondimenti/mini_scheda_3leggikeplero.html">http://scienzapertutti.lnf.infn.it/old/mini_approfondimenti/mini_scheda_3leggikeplero.html</a></p>
<p><a href="http://planet.racine.ra.it/testi/brahe.htm">http://planet.racine.ra.it/testi/brahe.htm</a></p>
<p><a href="http://www.phy6.org/stargaze/Imap.htm">http://www.phy6.org/stargaze/Imap.htm</a></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2012/11/23/astronotes-1-le-leggi-di-keplero/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Libroscopio 2012: &#8220;L’uomo e la macchina. Quale futuro?&#8221;</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2012/11/22/libroscopio-2012-luomo-la-macchina-quale-futuro/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Nov 2012 09:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuliana</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal 23 Novembre al 1° Dicembre, a Noicàttaro, in provincia di Bari si rinnova l’appuntamento con il Libroscopio 2012, iniziativa che giunge alla sua 5^ edizione! Potremmo definire il Libroscopio come una specie di Festival della Scienza del sud: una settimana di appuntamenti imperdibili, conferenze, dibattiti e laboratori organizzati dal Presidio del Libro di Noicàttaro. Il tema &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/11/22/libroscopio-2012-luomo-la-macchina-quale-futuro/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="libroscopio2012" src="http://www.presidiodellibronoicattaro.org/wp-content/uploads/2012/11/robot-e-uomo.jpeg" alt="" width="245" height="197" />Dal 23 Novembre al 1° Dicembre, a Noicàttaro, in provincia di Bari si rinnova l’appuntamento con il <strong><a href="http://www.presidiodellibronoicattaro.org/il-libroscopio-5-edizione-uomo-e-macchina-quale-futuro-ecco-il-programma-dellevento/" target="_blank">Libroscopio 2012</a>, </strong>iniziativa che giunge alla sua 5^ edizione!</p>
<p>Potremmo definire il <strong>Libroscopio</strong> come una specie di Festival della Scienza del sud: una settimana di appuntamenti imperdibili, conferenze, dibattiti e laboratori organizzati dal <a href="http://www.presidiodellibronoicattaro.org/" target="_blank">Presidio del Libro di Noicàttaro</a>.</p>
<p>Il tema di quest’anno è: <strong>L’uomo e la macchina. Quale futuro?</strong></p>
<p>In un futuro che è già presente, l&#8217; uomo dipende dalla tecnologia. Dall’intelligenza artificiale alle nuove antropologie, dal Bosone di Higgs alla robotica, fino all’approfondimento del rapporto che c’è tra anima e Ipad.<br />
Durante questa settimana si discuterà delle implicazioni di un rapporto votato da un lato al progresso, dall&#8217;altro al dubbio. L&#8217;incontro inaugurale (23 nov) sarà tra Roberto Cordeschi (ordinario di Filosofia alla Sapienza di Roma) e Gianmarco Veruggio, ideatore della disciplina nota come &#8220;roboetica&#8221;, a metà tra l&#8217; ingegneria e l&#8217; etica. Nelle altre giornate si parlerà di nuove antropologie con Paolo Fabbri e Bruno Siciliano (24 nov), di come cambia la scuola, di come la ricerca può aiutare la prevenzione dell&#8217; Alzheimer attraverso la narrazione (lo spiega la barese Stefania Bruno, il 27 novembre) o come un gioco informatico può insegnare ai bambini diabetici a controllare la salute. La forza della manifestazione, nata con la collaborazione di Regione, Presidi del libro, Università e Provincia di Bari, sta nei laboratori interattivi per studenti e curiosi della giornata di chiusura: si va dalla scoperta del planetario all&#8217; attualità del doping &#8211; con Francesco Botrè, direttore del laboratorio Fmsi.</p>
<p>Scientificast seguirà da vicino questa iniziativa e, oltre a intervistare i relatori che interverranno nelle varie giornate, se la connessione internet lo permetterà, trasmetterà in diretta le conferenze.</p>
<p>Il programma completo è scaricabile <a href="http://www.presidiodellibronoicattaro.org/wp-content/uploads/2012/libroscopio2012.pdf" target="_blank">qui</a>.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: right;">Qualsiasi innovazione<br />
tecnologica può essere pericolosa: il fuoco lo è stato<br />
fin dal principio, e il linguaggio ancor di più; si può<br />
dire che entrambi siano ancora pericolosi al giorno<br />
d&#8217;oggi, ma nessun uomo potrebbe dirsi tale senza il<br />
fuoco e senza la parola.<br />
<span style="text-decoration: underline;"><strong>Isaac Asimov</strong></span></p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Link</span></strong>:</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://ricerca.gelocal.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/11/06/libroscopio-una-settimana-con-la-scienza.html" target="_blank">http://ricerca.gelocal.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/11/06/libroscopio-una-settimana-con-la-scienza.html<br />
</a><a href="http://www.antennasud.com/sezioni/news/cultura-spettacolo/luomo-e-la-macchina-nelledizione-2012-del-libroscopio/" target="_blank">http://www.antennasud.com/sezioni/news/cultura-spettacolo/luomo-e-la-macchina-nelledizione-2012-del-libroscopio/<br />
</a><a href="http://www.regione.puglia.it/index.php?page=calendario&amp;opz=display&amp;id=1606" target="_blank">http://www.regione.puglia.it/index.php?page=calendario&amp;opz=display&amp;id=1606<br />
</a><a href="http://www.presidiodellibronoicattaro.org/il-libroscopio-5-edizione-uomo-e-macchina-quale-futuro-ecco-il-programma-dellevento/" target="_blank">http://www.presidiodellibronoicattaro.org/il-libroscopio-5-edizione-uomo-e-macchina-quale-futuro-ecco-il-programma-dellevento/</a></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2012/11/22/libroscopio-2012-luomo-la-macchina-quale-futuro/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>L’app di Scientificast disponibile nello Store di Windows 8</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2012/11/21/lapp-di-scientificast-disponibile-nello-store-di-windows-8/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Nov 2012 09:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Di Fino</dc:creator>
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		<category><![CDATA[applicazione]]></category>
		<category><![CDATA[scientificast]]></category>
		<category><![CDATA[Windows 8]]></category>

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		<description><![CDATA[Da oggi è disponibile nello Store di Windows 8 l’app di Scientificast, per ascoltare il vostro podcast di scienza preferito su tutti i pc e tablet con il nuovo sistema operativo di Microsoft (sia Windows 8 che Windows RT). Potete scaricarla da qui oppure cercarla nello Store all’interno della categoria Istruzione. Nella sua prima versione &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/11/21/lapp-di-scientificast-disponibile-nello-store-di-windows-8/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da oggi è disponibile nello Store di Windows 8 l’app di Scientificast, per ascoltare il vostro podcast di scienza preferito su tutti i pc e tablet con il nuovo sistema operativo di Microsoft (sia Windows 8 che Windows RT). Potete scaricarla da <a href="http://apps.microsoft.com/webpdp/app/scientificast/8659a4b6-8fd7-4f83-a78c-14f46060a3a6">qui</a> oppure cercarla nello Store all’interno della categoria Istruzione.</p>
<p>Nella sua prima versione permette di ascoltare tutti gli episodi e di leggerne le note, ma ha bisogno di una connessione internet attiva. Nelle prossime versioni introdurrò il supporto all’ascolto off-line. In fondo trovate alcune schermate dell’applicazione.</p>
<p>Fatemi sapere cosa ne pensate ed eventuali suggerimenti e/o richieste. E se vi piace lasciatemi una recensione positiva.</p>
<p>Buon ascolto!
<a href='http://www.scientificast.it/2012/11/21/lapp-di-scientificast-disponibile-nello-store-di-windows-8/cattura-di-schermata-35/' title='Cattura di schermata (35)'><img width="150" height="150" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/11/Cattura-di-schermata-35-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Cattura di schermata (35)" title="Cattura di schermata (35)" /></a>
<a href='http://www.scientificast.it/2012/11/21/lapp-di-scientificast-disponibile-nello-store-di-windows-8/cattura-di-schermata-39/' title='Cattura di schermata (39)'><img width="150" height="150" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/11/Cattura-di-schermata-39-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Cattura di schermata (39)" title="Cattura di schermata (39)" /></a>
<a href='http://www.scientificast.it/2012/11/21/lapp-di-scientificast-disponibile-nello-store-di-windows-8/cattura-di-schermata-42/' title='Cattura di schermata (42)'><img width="150" height="150" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/11/Cattura-di-schermata-42-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="Cattura di schermata (42)" title="Cattura di schermata (42)" /></a>
</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2012/11/21/lapp-di-scientificast-disponibile-nello-store-di-windows-8/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Sei domande per la scienza: le posizioni degli aspiranti premier nei confronti dei temi scientifici</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2012/11/17/sei-domande-la-scienza-le-posizioni-degli-aspiranti-premier-nei-confronti-dei-temi-scientifici/</link>
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		<pubDate>Sat, 17 Nov 2012 08:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drpbrock</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sei domande per la scienza. Così su iniziativa di un gruppo di gioranlisti scientifici, blogger, ricercatori e gente comune ed il supporto de Le Scienze, versione italiana del noto giornale americano Scientific American, sono state poste sei domande ai candidati del centro sinistra che lo scorso lunedì si sono confrontati in televisione. Ecco le domande &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/11/17/sei-domande-la-scienza-le-posizioni-degli-aspiranti-premier-nei-confronti-dei-temi-scientifici/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lescienze.it/news/2012/11/15/news/domande_candidati_primarie_pd_politiche_ricerca-1369318/"><strong>Sei domande per la scienza.</strong></a> Così su iniziativa di un gruppo di gioranlisti scientifici, blogger, ricercatori e gente comune ed il supporto de <a href="http://www.lescienze.it"><strong>Le Scienze</strong></a>, versione italiana del noto giornale americano Scientific American, sono state poste sei domande ai candidati del centro sinistra che lo scorso lunedì si sono confrontati in televisione. Ecco le domande specifiche poste ai candidati:</p>
<p><strong>1.</strong> Quali politiche intende perseguire per il rilancio della ricerca in Italia, sia di base sia applicata, e quali provvedimenti concreti intende promuovere a favore dei ricercatori più giovani?</p>
<p><strong>2.</strong> Quali misure adotterà per la messa in sicurezza del territorio nazionale dal punto di vista sismico e idrogeologico?</p>
<p><strong>3.</strong> Qual è la sua posizione sul cambiamento climatico e quali politiche energetiche si propone di mettere in campo?</p>
<p><strong>4.</strong> Quali politiche intende adottare in materia di fecondazione assistita e testamento biologico? In particolare, qual è la sua posizione sulla legge 40?</p>
<p><strong>5.</strong> Quali politiche intende adottare per la sperimentazione pubblica in pieno campo di OGM e per l’etichettatura anche di latte, carni e formaggi derivati da animali nutriti con mangimi OGM?</p>
<p><strong>6</strong>. Qual è la sua posizione in merito alle medicine alternative, in particolare per quel che riguarda il rimborso di queste terapie da parte del SSN?</p>
<p>Un&#8217;iniziativa intelligente e che pone la classe politica di fronte ad un esercizio sfidante: parlare di scienza con cognizione di causa. Abbiamo sentito troppe volte dire cose senza senso alcuno da parte di rappresentanti di ogni schieramento ed ideologia e troppe volte si è legiferato in maniera distruttiva e deleteria per ignoranza o peggio, per mancanza di rispetto; ecco, allora è bene mettere le cose in chiaro subito affinché ogni cittadino sia informato prima di tracciare una croce sulla scheda elettorale.</p>
<p>A Scientificast siamo fermamente convinti che non basti parlare di sviluppo, di ripresa, di PIL ed economia per tracciare la strada futura del nostro paese. E che non sono accettabili frasi come &#8220;l&#8217;Italia deve puntare sulla sua eccellenza che è il turismo e smettere di provare ad essere competitiva nelle biotecnologie&#8221; pronunciate da un famoso economista in una nota trasmissione televisiva pochi giorni fa.</p>
<p>La strada per il futuro si traccia dando peso ed importanza a parole come ricerca, innovazione, startup (ma davvero!), meritocrazia ed eccellenza. L&#8217;Italia non può sperare di crescere restando il fanalino di coda europeo per investimenti nella ricerca ed innovazione mentre altri paesi si arricchiscono grazie ai brevetti e al lavoro di tanti nostri connazionali che hanno trovato li rifugio. E&#8217; una situazione inaccettabile e aggiungiamo, pericolosa, perchè mina alla base i presupposti per il paese che saremo.</p>
<p>Per questo speriamo che le risposte a queste semplici sei domande siano numerose ed intelligenti. Ovviamente le stesse saranno poste ad ogni aspirante premier proveniente da tutti i partiti e gli schieramenti della politica italiana.</p>
<p>Di nuovo un ringraziamento a Le Scienze per questa importante iniziativa. Per quanto ci riguarda la sosterremmo con convinzione ed impegno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><em>Paolo Bianchi</em><br />
<em> Luca Di Fino</em></p>
<p style="text-align: left;">Per aderire all’iniziativa è necessario scrivere a <em>redazione@lescienze.it</em> specificando nel&#8217;oggetto della mail <strong>“Dibattito Scienza”</strong>.</p>
<p>L&#8217;hashtag ufficiale su Twitter è: <em>#dibattitoscienza</em></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2012/11/17/sei-domande-la-scienza-le-posizioni-degli-aspiranti-premier-nei-confronti-dei-temi-scientifici/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>In attesa dell&#8217;Apocalisse: L&#8217;Astronomia dei Maya</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2012/11/05/attesa-dellapocalisse-lastronomia-dei-maya/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Nov 2012 18:29:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Casolino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fisica]]></category>
		<category><![CDATA[21 dicembre 2012]]></category>
		<category><![CDATA[apocalisse maya]]></category>
		<category><![CDATA[astronomia]]></category>
		<category><![CDATA[fine del mondo]]></category>
		<category><![CDATA[maya]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Questo è il secondo post  su scienza, cultura e civiltà Maya.  Lo spunto per discutere di questa fenomenale quanto aliena (per noi) civiltà viene dall&#8217;imminente   21 dicembre 2012,  pur non essendo ovviamente la data della fine del mondo secondo i Maya.  La profezia non esiste, ma questo popolo ha molto da insegnarci sulla &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/11/05/attesa-dellapocalisse-lastronomia-dei-maya/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignright" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/51/Chichen_Itza_3.jpg/800px-Chichen_Itza_3.jpg" alt="File:Chichen Itza 3.jpg" width="448" height="238" /><em>Questo è il secondo post  su scienza, cultura e civiltà Maya.  Lo spunto per discutere di questa fenomenale quanto aliena (per noi) civiltà viene dall&#8217;imminente   21 dicembre 2012,  pur non essendo ovviamente la data della fine del mondo secondo i Maya.  La profezia non esiste, ma questo popolo ha molto da insegnarci sulla fine del mondo, avendo subito una serie di cataclismi nel corso della loro storia (<a href="http://marco-casolino.blogspot.com/2012/10/in-attesa-dellapocalisse-1-la.html">qui</a> il primo post).  Il testo è tratto ed adattato da &#8220;Mai Più Maya&#8221; un e-book pubblicato da <a href="http://ebrooks.it/">eBrooks.it</a> . Il testo &#8211; che tratta della scienza e cultura dei Maya e dell&#8217;origine della cosiddetta profezia &#8211; è scaricabile gratuitamente da <a href="http://ebrooks.it/?p=415">questo indirizzo</a>.  Se vi piace, l&#8217;unica richiesta è di diffondere il link se non altro per mettere a  tacere i profeti della fine del mondo.</em></p>
<div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L&#8217;astronomia Maya</strong></p>
<p>I Maya eccellevano nelle osservazioni astronomiche: i loro sacerdoti erano, infatti, in grado di misurare con estrema precisione la traiettoria dei corpi celesti e la durata dei loro spostamenti sulla volta celeste. Le accurate conoscenze matematiche (di cui abbiamo parlato qui) si svilupparono in parallelo con l’astronomia.</p>
<p>La maggior parte delle nostre informazioni sulle conoscenze astronomiche dei Maya proviene dagli unici  quattro codici superstiti  e fotografa le nozioni che avevano un paio di secoli prima della venuta degli spagnoli. Recenti ritrovamenti di pitture murali a Xultum, nell’attuale Guatemala, confermano che queste conoscenze erano già consolidate nel 9° secolo, durante il periodo classico.</p>
<p><strong>Osservazioni astronomiche</strong></p>
<p>I sacerdoti maya avevano un compito di formidabile difficoltà: per poter effettuare predizioni corrette dovevano mettere in relazione i cicli del sole e della luna con una comune scala temporale e con l’almanacco divinatorio di 260 giorni.  Per raggiungere questo scopo, effettuarono misure dei periodi orbitali della luna e dei pianeti di gran lunga più accurate di quelle dei contemporanei europei, riuscendo a raggiungere una precisione dello 0.001% (10<sup>-5</sup>). Per rendere l’idea, sarebbe come</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/11/Slide21.png"><img class="size-medium wp-image-625" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/11/Slide21-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Una pagina del Codice di Dresda, una delle più importanti fonti delle conoscenze astronomiche dei Maya</p></div>
<div></div>
<p>misurare l’altezza di un uomo con una accuratezza pari ad un decimo dello spessore di un capello. Questo ha fatto nascere le più fantastiche leggende circa il possesso, da parte dei Maya, delle più svariate tecnologie, riguardo presunte conoscenze misteriose e – immancabilmente – a proposito del coinvolgimento di civiltà aliene.</p>
<p>In realtà i Maya si avvalevano di strumenti molto semplici, simili a quelli in uso in Europa prima dell’invenzione del telescopio: gnomoni, ossia aste per traguardare la posizione degli astri, linee tracciate sul suolo o allineamenti tra edifici appositamente costruiti. Il loro “segreto” &#8211; se così si può chiamare – consisteva nell’effettuare la misurazione su un periodo di tempo molto lungo: dovevano passare decenni di pazienti e meticolose osservazioni prima di poter raggiungere la precisione necessaria. Infatti, non conoscendo (o non utilizzando) le frazioni ma i soli numeri interi, esprimevano i periodi dei corpi celesti in termini “sinodici”, ossia indicando il numero di giorni che dovevano trascorrere fino a che un dato corpo celeste tornasse nella posizione iniziale<a title="" href="/Users/marco/Downloads/mayascientificast_revisione_Anna%20Rita%20e%20MC.rtf#_edn1">[i]</a>. Queste misurazioni a lungo termine sembrano straordinarie perché la storia dell&#8217;Occidente e del Medio Oriente ben di rado ha offerto periodi di pace e prosperità sufficientemente lunghi per eseguire le osservazioni, riflettere ed estrarre dai dati la relativa conoscenza. Ma anche in questo caso la straordinarietà è tutta nella prospettiva. Il periodo di rivoluzione della Luna misurato a Copan stabiliva che 149 lune nuove richiedevano 4.400 giorni, corrispondenti ad un periodo di 29,53020 giorni. Una misura analoga a Palenque riportava che per 81 lune nuove occorrevano 2.392 giorni, corrispondenti a 29,53086 giorni o ad uno scarto tra le due misure di meno di due secondi al giorno. Ancora più complesso e stupefacente si rivela il metodo di raccordo tra i loro anni ed il periodo sinodico di Venere, astro molto importante nella cultura maya ed alla base di un ulteriore calendario<a title="" href="/Users/marco/Downloads/mayascientificast_revisione_Anna%20Rita%20e%20MC.rtf#_edn2">[ii]</a>, della durata di 584 giorni. In questo caso furono necessari studi continuativi per molte generazioni e con il coinvolgimento di più osservatori di regni diversi. Alla fine di questa mastodontica campagna di misure, antesignana delle odierne collaborazioni scientifiche, fu possibile ridurre l’errore della misura dell’anno sinodico di Venere a un solo giorno su seimila anni, facendo coincidere i calendari ogni 65 anni circa, altra occasione per maestose celebrazioni.</p>
<p><strong>La cosmologia maya</strong>La cosmologia dei Maya si limitava alla Luna ed ai pianeti più luminosi transitanti sullo sfondo delle selle fisse della volta celeste. Non vi è alcuna traccia del fatto che avessero compreso che i corpi celesti più luminosi fossero pianeti e che ruotassero attorno al Sole. Del resto, l’interesse dei Maya risiedeva nel determinare – dalla posizione degli astri e secondo le ricorrenze del loro calendario – i giorni e i periodi favorevoli e quelli sfavorevoli. Inoltre nessuna iscrizione o documento mostra che avessero avanzato alcuna ipotesi circa la natura della nostra galassia e riguardo alla relazione che il sistema solare ha con essa. La Via Lattea era considerata nel periodo classico un mostro cosmico con due teste che si fronteggiano nel punto in cui interseca l’eclittica, il piano in cui appaiono muoversi il sole e i pianeti. Nel <em>Popol Vuh </em>queste due linee celesti sono alla base della leggenda della creazione e delle quattro strade colorate, corrispondenti al dio Itzamna dal corpo quadripartito in colori diversi.</p>
<p><strong>Astronomia galattica?</strong></p>
<p>Per questo ogni ipotesi che essi potessero aver previsto un eventuale attraversamento del piano galattico, alla base di alcune variazioni sul tema della ‘profezia maya’,  è completamente priva di fondamento: i Maya non possedevano le categorie mentali di base per immaginare un tale transito. Anche ammettendo che questa conoscenza potesse provenir loro da potenze soprannaturali o visioni indotte da droghe, va ricordato che il movimento del sole nella galassia è molto lento: per compiere un solo giro completo sono necessari 250 milioni di anni. Quindi, di anno in anno, la posizione del sistema solare rispetto alla galassia resta praticamente immutata e qualunque peculiare allineamento cosmico che si verifichi nel solstizio d’inverno si ripete identico per almeno vari decenni. Inoltre, dall’analisi delle estinzioni avvenute nell&#8217;avvicendarsi delle varie ere geologiche è possibile ravvisare una qualche periodicità di alcune catastrofi, ma queste periodicità hanno tempi di varie decine di milioni di anni e non di appena 5.000 anni, come si evincerebbe dalla versione abbreviata del calendario Maya.</p>
<p><em>2. continua </em><em><a href="http://marco-casolino.blogspot.com/2012/10/in-attesa-dellapocalisse-1-la.html">Qui il primo post</a> (Matematica maya) <a href="http://ebrooks.it/?p=415">Qui il libro in formato elettronico</a> (pdf, epub, mobi/kindle) e <a href="http://marco-casolino.blogspot.com/2012/11/in-attesa-dellapocalisse-2-mai-piu-maya.html">qui</a> la presentazione del testo. </em></p>
<p><strong>Bibliografia</strong></p>
<p>Aveni A., in Vail, G. e Aveni A., eds, <em>The Madrid Codex: new approaches to understanding an ancient Maya manuscript, capitol 6, Intervallic Structure and Cognate Almanacs in the Madrid and Dresden Codices</em>, University Press of Colorado 2004.</p>
<p>Ifrah, G., <em>The Universal History of Numbers: From Prehistory to the Invention of the Computer</em>. Harvill Press Ltd. 1998.</p>
<p>Saturno, W.A. et al., <em>Ancient Maya Astronomical Tables from Xultun, Guatemala, Science </em><strong>336, </strong>714, 2012.</p>
<p>Thompson, E.,<em>La civiltà Maya, </em>Einaudi<em> 1970.</em></p>
<p>Thompson, E.,<em>A Commentary on the Dresden Codex: A Maya Hieroglyphic Book</em>, Philadelphia: American Philosophical Society, 1972.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div>
<hr align="left" size="1" width="33%" />
<div>
<p><a title="" href="/Users/marco/Downloads/mayascientificast_revisione_Anna%20Rita%20e%20MC.rtf#_ednref1">[i]</a>In termini algebrici si può scrivere come m G<sub>terrestre</sub> = n T<sub>lunare </sub>con m ed n numeri interi, G<sub>terrestre </sub>è la durata del giorno e T<sub>lunare </sub>è il periodo di rivoluzione della luna attorno al nostro pianeta. Perciò T<sub>lunare </sub>= m/n G<sub>terrestre</sub>.</p>
</div>
<div>
<p><a title="" href="/Users/marco/Downloads/mayascientificast_revisione_Anna%20Rita%20e%20MC.rtf#_ednref2">[ii]</a>L’anno sinodico è il tempo che occorre ad un corpo celeste per tornare nella stessa posizione apparente sulla volta celeste. Nel caso di Venere, il periodo di rivoluzione attorno (periodo siderale) al sole è di 224.7 giorni. Da questo esempio sembrerebbe che il periodo sinodico sia approssimativamente dato dalla somma dei due periodi orbitali. Tuttavia la formula, sviluppata da Copernico, è più complessa. Ad esempio Mercurio ha periodo siderale di 87.97 giorni ed un periodo sinodico di 115.87 giorni.</p>
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		<title>Scientificast &#8211; Pillole di Festival (#5 / 2012)</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Nov 2012 17:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drpbrock</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ultima pillola dal Festival della Scienza di Genova. In questo breve podcast: - Anna Bozzano, biologa e ricercatrice, per il festival della scienza di Genova lavora come animatrice scientifica a &#8220;Piazza Europa&#8221;, un vero e proprio workshop dove diversi Istituti di Ricerca ed aziende provenienti da tutta Europa mostrano in maniera divulgativa le loro eccellenze &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/11/02/scientificast-pillole-di-festival-5-2012/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/10/festival.jpeg"><img class="alignleft  wp-image-616" title="festival" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/10/festival-300x182.jpeg" alt="" width="210" height="127" /></a>Ultima pillola dal <strong><a href="http://www.festivalscienza.it">Festival della Scienza di Genova</a></strong>. In questo breve podcast:</p>
<p>- <strong>Anna Bozzano</strong>, biologa e ricercatrice, per il festival della scienza di Genova lavora come animatrice scientifica a <a href="http://www.festivalscienza.it/site/home/programma/eventi-per-tipo/mostre/piazza-europa---la-mostra.html"><strong>&#8220;Piazza Europa&#8221;</strong></a>, un vero e proprio workshop dove diversi Istituti di Ricerca ed aziende provenienti da tutta Europa mostrano in maniera divulgativa le loro eccellenze nel campo della ricerca. E&#8217; sicuramente uno degli spazi più multidisciplinari presenti alla kermesse scientifica genovese: dalla fisica della alte energie, che ci ha regalato la scoperta del bosone di Higgs, alla chimica e alla biologia in chiave sostenibile parlando quindi di energie rinnovabili e biocarburanti.<br />
Insieme ad Anna Bozzano abbiamo intervistato <strong>Gaspare Piemontese</strong> di <a href="http://www.politecmed.com/it/"><strong>Politecmed</strong></a> che lavora alla postazione &#8220;Il corpo fatto a fette&#8221; dove mostra quali sono le tecniche di acquisizione di immagini a scopo medico-diagnostico.</p>
<p>- <strong>Giovanni Coltro</strong>, animatore e responsabile dell’osservatorio presso il <a href="http://www.museodelbali.it/"><strong>Museo del Balì</strong></a>, importante museo scientifico a Saltara (PU).</p>
<p>Vi ricordiamo che il Festival è aperto fino a DOMENICA 4 NOVEMBRE.</p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/SciPillole5.mp3"><strong>&gt;&gt; SCARICA LA PILLOLA no.5&lt;&lt;</strong></a></p>
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		<title>Scientificast &#8211; Pillole di Festival (#4 / 2012)</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Nov 2012 09:00:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In questa pillola di festival. - Marco Arscone, psicologo, fondatore dell&#8217;accademia Jedi e uno tra i curatori di &#8220;Jedi &#8211; alla scoperta delle tue potenzialità&#8221; - Micol Arena, animatrice scientifica di &#8220;A.A.A. Cercasi interruttore&#8221;  Vi ricordiamo che il Festival è aperto fino a DOMENICA 4 NOVEMBRE.  &#62;&#62; SCARICA LA PILLOLA no.4 &#60;&#60;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/10/festival.jpeg"><img class="alignleft  wp-image-616" title="festival" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/10/festival-300x182.jpeg" alt="" width="210" height="127" /></a>In questa pillola di festival.</p>
<p>- <strong>Marco Arscone</strong>, psicologo, fondatore dell&#8217;<a href="http://accademiajedi.it/">accademia Jedi</a> e uno tra i curatori di <strong><a href=" http://www.festivalscienza.it/site/home/programma/eventi-per-tipo/laboratori/jedi.html">&#8220;Jedi &#8211; alla scoperta delle tue potenzialità&#8221;</a></strong><br />
- <strong>Micol Arena</strong>, animatrice scientifica di <strong><a href="http://www.festivalscienza.it/site/home/programma/eventi-per-tipo/laboratori/a.a.a.-cercasi-interruttore.html">&#8220;A.A.A. Cercasi interruttore&#8221; </a></strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Vi ricordiamo che il Festival è aperto fino a DOMENICA 4 NOVEMBRE. </span></p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/SciPillole4.mp3"><strong>&gt;&gt; SCARICA LA PILLOLA no.4 &lt;&lt;</strong></a></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2012/11/02/scientificast-pillole-di-festival-4-2012/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Scientificast &#8211; Pillole di Festival (#3 / 2012)</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Nov 2012 18:00:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In questa pillola dal Festival della Scienza di Genova. -Andrea Bosio, animatore scientifico di &#8220;Ginowa Hiar 2492&#8243;. Tra scienza e fantascienza&#8230; - Alfonso Mantero, fisico e astrofilo, animatore scientifico veterano quest&#8217;anno assegnato all&#8217;evento &#8220;Futuro prossimo&#8221;  - Valentina Ortu, psicologa, animatrice scientifica di &#8220;Passioni&#8221;  Vi ricordiamo che il Festival è aperto fino a DOMENICA 4 NOVEMBRE. &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/11/01/scientificast-pillole-di-festival-3-2012/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/10/festival.jpeg"><img class="alignleft  wp-image-616" title="festival" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/10/festival-300x182.jpeg" alt="" width="210" height="127" /></a>In questa pillola dal <a href="http://www.festivalscienza.it"><strong>Festival della Scienza</strong></a> di Genova.</p>
<p>-<strong>Andrea Bosio</strong>, animatore scientifico di <strong><a href="http://www.festivalscienza.it/site/home/programma/eventi-per-tipo/mostre/ginowa-hiar-2492-genova-anno-2492.html">&#8220;Ginowa Hiar 2492&#8243;</a></strong>. Tra scienza e fantascienza&#8230; <img src='http://www.scientificast.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
- <strong>Alfonso Mantero</strong>, fisico e astrofilo, animatore scientifico veterano quest&#8217;anno assegnato all&#8217;evento <strong><a href="http://www.festivalscienza.it/site/home/programma/futuro-prossimo.html">&#8220;Futuro prossimo&#8221; </a></strong><br />
- <strong>Valentina Ortu</strong>, psicologa, animatrice scientifica di <a href="http://www.festivalscienza.it/site/home/programma/eventi-per-tipo/mostre/passioni.html"><strong>&#8220;Passioni&#8221; </strong></a></p>
<p>Vi ricordiamo che il Festival è aperto fino a DOMENICA 4 NOVEMBRE.</p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/SciPillole3.mp3"><strong>&gt;&gt; SCARICA LA PILLOLA no.3 &lt;&lt;</strong></a></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2012/11/01/scientificast-pillole-di-festival-3-2012/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Scientificast &#8211; Pillole di Festival (#2 / 2012)</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Nov 2012 09:00:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Continuiamo il nostro viaggio in podcast al Festival della Scienza, a Genova fino al 4 Novembre. - Enrico Carlo Arillo, animatore scientifico di &#8220;Che laboratorio vulcanico!&#8221; laboratorio organizzato in collaborazione con INGV - Pietro Francaviglia, medico e animatore scientifico di &#8220;Imaging the imagination&#8221;  &#62;&#62; SCARICA LA PILLOLA no.2 &#60;&#60; &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/10/festival.jpeg"><img class="alignleft  wp-image-616" title="festival" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/10/festival-300x182.jpeg" alt="" width="210" height="127" /></a>Continuiamo il nostro viaggio in podcast al Festival della Scienza, a Genova fino al 4 Novembre.</p>
<p>- <strong>Enrico Carlo Arillo</strong>, animatore scientifico di <a href="http://www.festivalscienza.it/site/home/programma/eventi-per-tipo/laboratori/che-laboratorio-vulcanico.html"><strong>&#8220;Che laboratorio vulcanico!&#8221;</strong></a> laboratorio organizzato in collaborazione con INGV<br />
- <strong>Pietro Francaviglia</strong>, medico e animatore scientifico di <a href="http://www.festivalscienza.it/site/home/programma/eventi-per-tipo/laboratori/imaging-imagination.html"><strong>&#8220;Imaging the imagination&#8221; </strong></a></p>
<p><strong><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/SciPillole2.mp3">&gt;&gt; SCARICA LA PILLOLA no.2 &lt;&lt;</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2012/11/01/scientificast-pillole-di-festival-2-2012/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Scientificast &#8211; Pillole di Festival (#1 / 2012)</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2012/10/31/scientificast-pillole-di-festival-1-2012/</link>
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		<pubDate>Wed, 31 Oct 2012 20:39:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Come promesso, ecco qualche &#8220;pillola&#8221; dal Festival della Scienza di Genova. In questa prima pillola Silvia intervista due animatori del festival: - Antonella Marasco, biologa e socia dell&#8217;Associazione IMG (Idee e Materie in Gioco), per il Festival della Scienza lavora al progetto &#8220;La Scienza in comune&#8221;. - Martino Terrone, geologo animatore scientifico di Breathing Himalaya. &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/10/31/scientificast-pillole-di-festival-1-2012/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/10/festival.jpeg"><img class="alignleft  wp-image-616" title="festival" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/10/festival-300x182.jpeg" alt="" width="210" height="127" /></a>Come promesso, ecco qualche &#8220;pillola&#8221; dal Festival della Scienza di Genova. In questa prima pillola Silvia intervista due animatori del festival:</p>
<p>- <strong>Antonella Marasco</strong>, biologa e socia dell&#8217;Associazione <a href="http://www.centroimg.org/joomla/">IMG (Idee e Materie in Gioco)</a>, per il Festival della Scienza lavora al progetto <strong><a href="http://www.viveregenova.comune.genova.it/content/festival-della-scienza-le-iniziative-del-comune">&#8220;La Scienza in comune&#8221;</a></strong>.<br />
- <strong>Martino Terrone</strong>, geologo animatore scientifico di <strong><a href=" http://www.festivalscienza.it/site/home/programma/eventi-per-tipo/mostre/breathing-himalaya.html">Breathing Himalaya</a></strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/SciPillole1.mp3">&gt;&gt; SCARICA LA PILLOLA no.1 &lt;&lt;</a></strong></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2012/10/31/scientificast-pillole-di-festival-1-2012/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Scientificast #27 &#8211; Tempo di Festival&#8230; e di alghe killer</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2012/10/31/scientificast-27-tempo-di-festival-di-alghe-killer/</link>
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		<pubDate>Wed, 31 Oct 2012 08:00:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Festival della Scienza di Genova è nel suo clou. E la squadra di Scientificast (quasi) al completo è impegnata presso lo stand ISAA del progetto StratoSpera che proprio oggi ha avuto il suo attesissimo lancio. Il volo è stato molto interessante anche se il maltempo ha limitato un pochino la missione. Vi invitiamo a &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/10/31/scientificast-27-tempo-di-festival-di-alghe-killer/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/10/Schermata-2012-10-24-alle-18.47.191.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-606" title="Schermata 2012-10-24 alle 18.47.19" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/10/Schermata-2012-10-24-alle-18.47.191-227x300.png" alt="" width="227" height="300" /></a>Il <a href="http://www.festivalscienza.it"><strong>Festival della Scienza di Genova</strong></a> è nel suo clou. E la squadra di Scientificast (quasi) al completo è impegnata presso lo stand <a href="http://www.isaa.it"><strong>ISAA</strong></a> del progetto <a href="http://www.stratospera.com"><strong>StratoSpera</strong></a> che proprio oggi ha avuto il suo attesissimo lancio. Il volo è stato molto interessante anche se il maltempo ha limitato un pochino la missione. Vi invitiamo a seguire <a href="https://www.facebook.com/stratospera">su facebook</a> e sulla <a href="http://www.stratospera.com/">pagina ufficiale di StratoSpera</a> tutti i dettagli che verranno pubblicati nelle prossime ore.</p>
<p>Dallo studio lodigiano Paolo introduce gli argomenti della puntata.</p>
<p><em>[00:02:47]</em> <strong>Alga Killer</strong>. Julien e Silvia intervistano <strong>Valentina Giussani, biologa marina e ricercatrice</strong> che in particolare si occupa della famigerata <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ostreopsis_ovata">Ostreopsis Ovata ovvero la cosiddetta Alga Killer</a>, diventata particolarmente famosa nell&#8217;estate del 2005.<br />
PER APPROFONDIRE:<br />
- <a href="http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1568988312000741">Toxic effects of Ostreopsis ovata on larvae and juveniles of Paracentrotus lividus</a> [Harmful Algae Volume 18, June 2012, Pages 16–23]<br />
- <a href="http://www.isprambiente.gov.it/it/temi/acqua/risorse-idriche/ostreopsis-ovata">L’alga invisibile &#8211; Ostreopsis ovata: Impariamo a conoscerla (ISPRA)</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>[00:20:57] </em>Dal <strong>Festival della Scienza di Genova</strong>, Silvia, Julien e Simone ci raccontano le impressioni e qualche curiosità dal weekend appena concluso, passato tra stand, laboratori e palloni stratoferici.</p>
<p>Infine, torna Scientifibook con Annarita e Giuliana. è proprio vero che scienza e materie umanistiche sono in contraddizione? Insieme, con l&#8217;aiuto di qualche buon libro, cerchiamo di affrontare un argomento che può sembrare spinoso ma in realtà è molto affascinante.<br />
PER APPROFONDIRE:<br />
- <a href="http://www.einaudi.it/libri/libro/karl-r-popper/logica-della-scoperta-scientifica/978880620392">Karl Popper, &#8220;Logica della scoperta scientifica&#8221;</a> [edito in Italia da Einaudi]<br />
- Galileo Galilei, &#8220;Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo&#8221; (disponibile anche gratis sul web)</p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/Scientificast27.mp3"><strong>&gt;&gt; SCARICA L’EPISODIO 27 &lt;&lt;</strong></a></p>
<p><em>Nuovi soci dell’Associazione:<strong> Tommaso Dal Sasso</strong> che ringraziamo e ai quali diamo il benvenuto. Gentile donazione anche da <strong>Maria Rita Biagini.</strong> Grazie.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2012/10/31/scientificast-27-tempo-di-festival-di-alghe-killer/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il lancio di StratoSpera 5 #stsp5 #festivalscienza</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Oct 2012 09:38:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Segui la diretta del lancio di StratoSpera 5. Hashtag: #festivalscienza #stsp5]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segui la diretta del lancio di <a href="http://www.stratospera.com">StratoSpera</a> 5. Hashtag: #festivalscienza #stsp5</p>
<p><iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/YB5gyIf4R68" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2012/10/28/il-lancio-di-stratospera-5-stsp5-festivalscienza/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Premi globali … e premiati nostrani – Intervista a Franco Brezzi</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Oct 2012 12:05:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drpbrock</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Pierfrancesco Conte “Pronto? Professor Brezzi? Salve, sono Pierfrancesco Conte della redazione di Scientificast. Si … ci siamo sentiti via mail … la chiamavo appunto per fissare … ecco … Si, in questo momento sono in zona Cravino … quindi potrei … ah … perfetto … allora mi dia il tempo di arrivare … sono &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/10/26/premi-globali-premiati-nostrani-intervista-franco-brezzi/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Franco Brezzi" src="http://www.imati.cnr.it/brezzi/photos/franco1.jpg" alt="" width="248" height="284" /></p>
<p style="text-align: right;">di <strong>Pierfrancesco Conte</strong></p>
<p>“Pronto? Professor Brezzi? Salve, sono Pierfrancesco Conte della redazione di Scientificast. Si … ci siamo sentiti via mail … la chiamavo appunto per fissare … ecco … Si, in questo momento sono in zona Cravino … quindi potrei … ah … perfetto … allora mi dia il tempo di arrivare … sono le 09.45… quindi facciamo alle 10 al CNR del Campus. A dopo. Grazie.”</p>
<p>È il 18 ottobre e il controllo mattutino delle mail mi riserva una bella sorpresa. Il professor Franco Brezzi, docente dello IUSS (<em>Istituto Universitario di Studi Superiori</em>) di Pavia, ha accettato di incontrarmi e mi chiede di telefonargli in mattinata.</p>
<p><strong>Franco Brezzi</strong> nasce a Vimercate (MB) il 29 aprile 1945, si laurea in matematica presso l’Università degli Studi di Pavia e continua la sua carriera universitaria prima diventando docente presso il Politecnico di Torino, poi a Pavia. Attualmente, sempre a Pavia, ricopre diversi incarichi per conto dell’Istituto Universitario di Studi Superiori (IUSS)</p>
<p>Il 16 ottobre 2012, la European Academy of Sciences (EURASC), gli assegna la medaglia Blaise Pascal, onorificenza destinata esclusivamente al settore della matematica.</p>
<p>L’appuntamento con il professore era presso l’edificio Limati/CNR, di cui ignoravo l’esistenza.</p>
<p>Finalmente, dopo aver corso per aver perso l’autobus, aver girato in lungo e in largo per il campus di ingegneria e matematica per cercare il luogo dell’incontro, e dopo aver consultato per 7 minuti la piantina con l’elenco e la disposizione degli edifici del Campus senza risultato … finalmente: l’idea! Chiedere dove sia l’edificio del CNR al portiere dell’edificio di Matematica. E ovviamente la risposta arriva gelida e inesorabile: “Di fronte”.</p>
<p>Citofono, entro, e vengo subito accolto da una distinta signora della segreteria che mi accompagna allo studio del professore.</p>
<p>Toc toc …  3,2,1, la porta si apre ed eccomi di fronte un uomo alto e con un sorriso luminoso e cordiale. Saluti, convenevoli e poi :</p>
<p><strong>Prof. Brezzi</strong> : “Ci ha messo un po’ ad arrivare …”</p>
<p>Erano le 10.35.</p>
<p><strong>Io</strong> : “… ho avuto qualche contrattempo”</p>
<p><strong>P.B.</strong> : “Scommetto che non riusciva a trovare l’edificio”</p>
<p>Lo sapeva! Ecco perché stimo i matematici! Sono meglio dei veggenti!</p>
<p>Accendo il registratore e mi tolgo la giacca. Non posso negare di essere alquanto emozionato. In genere le due operazioni andrebbero fatte al contrario. Comunque prendo fiato e via con la prima domanda:</p>
<p><strong>“Non potevo venire impreparato per questa intervista, quindi ho visto che questo non è il primo premio che le viene assegnato. Nel 2004 le viene assegnata la Medaglia d&#8217;oro Gauss-Newton della International Association for Computational Mechanics (IACM); nel 2010 il premio Gili Agostinelli dall’Accademia delle Scienza di Torino e adesso, la medaglia Pascal.”</strong></p>
<p>“Un premio a cui tengo molto però è  il John von Neumann Award 2009 della SIAM (Society for Industrial and Applied Mathematics). La SIAM non è una associazione internazionale: è l’associazione statunitense di matematica applicata industriale; e come spesso succede nelle associazioni americane quando viene premiato un europeo, e in particolare un italiano, lo si fa, in un certo senso,  con molta ponderazione.”</p>
<p><strong>“A quale di questi premi si sente particolarmente legato? Se dovesse scegliere una premiazione in particolare, quale sceglierebbe?”</strong></p>
<p>“Non saprei … Perché il premio del 2004 è dato dagli ingegneri, e come matematico mi fa piacere che mi venga riconosciuto il contributo che ho dato al loro lavoro. La medaglia Pascal è specifica per la matematica quindi meriterebbe un discorso a parte, ma è difficile scegliere. Prendendo un premio e non mettendolo al primo posto mi sembrerebbe di fare un torto a quelli che me l’han dato!</p>
<p>Comunque diciamo che ho avuto molta fortuna nella mia vita. Mi reputo una persona fortunata sul lavoro e penso che nel nostro settore ne serva principalmente su due livelli. Prima nel trovare l’argomento giusto e quindi gli articoli e la bibliografia giusta; insomma: devi essere sul “problema giusto” al “momento giusto”! Conosco tanta gente molto dotata che non ha avuto molto successo anche se aveva sia talento che passione. Mentre io ritengo di essere stato fortunato perché a parità di talento con altri, ho trovato più cose; quindi già questa è una certa fortuna.</p>
<p>Ma trovare qualcosa di nuovo non basta e devi sperare che l’anno in cui hai fatto qualcosa di bello non venga privilegiato qualcun’altro per motivi che possono essere magari regionali, cioè legati al Paese che assegna il premio, o magari legati all’età. Insomma criteri non troppo scientifici. Criteri legati al buon senso utili in materia organizzativa più che meritocratica.</p>
<p>Ho fatto parte anche io di varie commissioni e quando si arriva a valutare un certo livello di bravura bisognerebbe utilizzare il bilancino per misurare chi realmente merita qualcosina in più. Tizio merita l’uno per mille in più di Caio … Ma figuriamoci! In prima approssimazione si misura, ma poi se vogliamo andare sul filo …  ”</p>
<p><strong>“… subentra anche la simpatia!”(rido)</strong></p>
<p>“Ma certo! –ride- E’ un po’ come con una donna bella a confronto con una brutta. Chiunque non avrebbe dubbi nel votare la bella donna come bella, appunto. Ma se invece ne devi scegliere una al concorso di Miss Mondo (anche tra le non finaliste), magari due persone diverse eleggerebbero due donne diverse come la più bella! E la stessa cosa succede anche nella ricerca! Ci sono le “rape” e quelli abbastanza bravi e poi, tra quelli bravi, si cerca … ”</p>
<p><strong>“In effetti anche solo un secolo fa reperire fonti era molto più complicato rispetto ad oggi, dove abbiamo tutto a portata di click. E converrà con me che il livello di giudizio è diventato molto più complesso. Mentre prima era facile individuare un Genio, oggi la cultura è molto più alla portata di tutti”</strong></p>
<p>“Sono d’accordo. Basti pensare alla quantità di pubblicazioni odierne. Una volta c’erano gli uomini di sapere che si occupavano di matematica, fisica, chimica, ma anche filosofia, teologia ecc … e questi dotti erano poche dozzine. Poi certo c’erano un po’ di dilettanti in più. Sicuramente ci si aspettava che qualcuno fosse più portato per alcuni temi in particolare, ma comunque questi “dotti”, se così possiamo definirli, ne sapevano un po’ di tutto e potevano essere interpellati su qualsiasi argomento.</p>
<p>Poi si è cominciato un processo di specializzazione avanzata. Basti pensare che anch’io nel campo della matematica stento a seguire i risultati di alcuni colleghi. E a volte mi capita di ritrovarmi di fronte a scaffali pieni di libri di cui faccio fatica a capire persino i titoli! – ride-</p>
<p>Poi è chiaro che ogni tanto arrivino le vere superstar. Per esempio, un matematico che stimo tantissimo e che reputo un genio vivente è <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Terence_Tao">Terence Tao</a>. Un matematico poco più che trentenne, ma mostruoso! Probabilmente viene da un’altra galassia, come magari Gauss o Riemann. ”</p>
<p><strong>“Tornando al tema della sua premiazione. Lei nella sua carriera si è occupato di diversi temi legati all’analisi numerica, in particolare ha approfondito il metodo degli elementi finiti. Argomento a cui è legato il premio che le verrà consegnato il 26 ottobre a Liegi, in Belgio. Se dovesse spiegare questo metodo al pizzaiolo sotto casa,  cosa direbbe?”</strong></p>
<p>“Sa, i pizzaioli mi sono sempre stati simpatici!” – a questo punto mi racconta di averne conosciuto uno durante le vacanze -</p>
<p>“Comunque tornando agli elementi finiti. Prendiamo un esempio pratico. Vogliamo decidere come costruire la carrozzeria di un’automobile in modo che abbia una migliore aerodinamicità e quindi un buon coefficiente di penetrazione c<sub>x</sub> in grado di offrire meno resistenza all’aria. Immaginiamo che questa automobile viaggi ad una velocità di 120Km/h e analizziamo il comportamento dell’aria intorno al veicolo, in modo da capire quali sono le parti di carrozzeria da migliorare per far si che l’aria scivoli più facilmente sulla carrozzeria. A questo punto i matematici giocano al contrario, e quindi il veicolo è fermo e l’aria viaggia a 120Km/h per una questione di risoluzione dei conti, ma è sostanzialmente uguale.</p>
<p>Per fare questo studio divido lo spazio in parti uguali. In 2 dimensioni costruirei un reticolo invece in 3 dimensioni suddivido lo spazio a cubetti, e poi per ogni cubetto piccolo posso considerare la presenza dell’aria con la sua velocità. Quindi, avendo per ogni cubetto una velocità associata, devo occuparmi di simulare le leggi del moto.</p>
<p>Grosso modo l’elemento finito è proprio il cubetto! In contrapposizione con gli elementi infinitesimi che sono troppo piccoli per essere calcolati.</p>
<p>Se consideriamo un volume di 300 m<sup>3</sup>, non possiamo suddividerlo in cubetti da 1m<sup>3</sup> perché non sarebbero cubetti. Prendiamo magari cubetti da 1cm<sup>3</sup>; ma 1m<sup>3</sup> contiene un milione di centimetri cubi. Quindi dovrò dividere il mio volume in 300 000 000 di cubetti da 1cm<sup>3</sup>e ogni cubetto si comporterà in un certo modo. E se volessi andare ad un livello molecolare … tu ti ricordi quante molecole ci sono in un 1m<sup>3</sup>?”</p>
<p><strong>“ Il numero di Avogadro”</strong></p>
<p>“Bravo! Ti trovo preparato!” –ridiamo-</p>
<p>“6.023 * 10<sup>23</sup> molecole per metro cubo! Quindi capisci bene che lavorare con questi numeri è impensabile! Perché dovrei simulare per ogni parte infinitesima il loro comportamento. Quindi le cose troppo piccole sono incalcolabili! Ed è per questo che mi servo di elementi finiti, in contrapposizione con quelli infinitesimi.</p>
<p>Gli ingegneri sono in genere abbastanza bravi e sanno cosa fare, ma a volte i loro metodi non funzionano sempre, ed è utile avere dei matematici che vadano a studiare bene gli algoritmi da impiegare.”</p>
<p><strong>“Ma quest’idea degli elementi finiti …”</strong></p>
<p>“Ah! Non li ho inventati io! Li hanno inventati gli ingegneri.”</p>
<p><strong>“Quindi lei si è preoccupato di presentare un modello matematico a livello differenziale che potesse essere reimpiegato nel settore?”</strong></p>
<p>“Bè, più che altro, dato il modello matematico differenziale, ho studiato come passare al  modello discretizzato da impiegare nel calcolatore. Perché questo passaggio non sempre funziona e ci sono valutazioni matematiche da fare. Sostanzialmente mi sono occupato di questo.”</p>
<p><strong>“Questo è il periodo di assegnazione dei premi Nobel, che in ambito scientifico è probabilmente il premio più ambito. Tuttavia quando i media si occupano di questi “premi globali” se ne occupano cercando anche di divulgare il motivo per cui viene assegnato il premio. Ciò non avviene con la matematica.”</strong></p>
<p>“E’ vero, ma la matematica è oggettivamente più difficile da divulgare. Anche chi si occupa di fisica delle particelle non scherza; santo Cielo, figurarsi un pione non è che sia così semplice! Eppure in questo settore anche il pizzaiolo, che in questo caso potrei essere io, alla fine qualcosina la capisce. Se prendi un risultato di geometria algebrica fai fatica a spiegarlo anche ad un altro matematico! È veramente una roba esoterica! E lo diventa sempre di più perché ci si specializza. Anche con il metodo degli elementi finiti: ti ho parlato delle applicazioni ma non di come ho fatto a farlo!</p>
<p>Vista con gli occhi del matematico la matematica è bellissima! Ovviamente! Se no faremmo un altro mestiere. Ma comunicare questo senso di bellezza non è facilissimo.”</p>
<p><strong>“Se volesse dare un consiglio agli studenti di scienza che si affacciano o si affacceranno in un mondo lavorativo sempre più competitivo, cosa consiglierebbe?”</strong></p>
<p>“Magari non sarò troppo originale, ma penso che a metà di questo secolo ci sarà un grosso sviluppo nel settore delle scienze della vita. Uno sviluppo che sarà determinato da un ingresso sempre più influente di strumentazioni sofisticate, e anche di modelli applicativi ispirati alla scienza dura, come la matematica, la fisica e la chimica. Già adesso la medicina ha dei criteri scientifici molto più rigorosi rispetto a quelli di un secolo fa. Pertanto il mio invito è quello di aprire i propri confini intellettuali ad altre branche della scienza, nella speranza magari di trovare quell’idea che possa convincere gli investitori giusti!”</p>
<p><strong>“Professore, a questo punto non mi resta che ringraziarla per questa simpatica chiacchierata che verrà divulgata agli amici di Scientificast! Grazie e alla prossima!”</strong></p>
<p>“Alla prossima! Anzi … quando vincerai un premio tu ti intervisterò io!”</p>
<p>E io, in fondo in fondo, non posso che augurarmi di vincere un premio. Non per il premio, quanto per poter chiacchierare ancora con una delle persone più simpatiche e cordiali che abbia mai incontrato.</p>
<p><strong>Pierfrancesco Conte</strong></p>
<p>P.S: Tra le varie attività del professor Brezzi c’è anche quella di curatore di diverse riviste scientifiche, nonché di siti e blog dedicati alla divulgazione in particolare per il portale del Gruppo 2003, <a href="http://www.scienzainrete.it">SCIENZA IN RETE</a>.</p>
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		<title>Scientificast sbarca a Genova per il Festival della Scienza 2012</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2012/10/24/scientificast-sbarca-genova-il-festival-della-scienza-2012/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Oct 2012 17:19:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Scientificast sarà al Festival della Scienza di Genova! A partire da domani, Julien e Silvia posteranno sui social immagini, pensieri e curiosità tratti dal festival scientifico più importante d&#8217;Italia. Mi raccomando, seguite in questi giorni gli hashtag #festivalscienza e #festivalscienzalive per seguire tutti gli eventi! Ci troverete poi dal 26 al 28 ottobre 2012, dalle ore &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/10/24/scientificast-sbarca-genova-il-festival-della-scienza-2012/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/10/Schermata-2012-10-24-alle-18.47.19.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-594" title="Schermata 2012-10-24 alle 18.47.19" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/10/Schermata-2012-10-24-alle-18.47.19-227x300.png" alt="" width="227" height="300" /></a><strong>Scientificast</strong> sarà al <strong><a href="http://www.festivalscienza.it/site/home.html">Festival della Scienza di Genova</a>!</strong></p>
<p>A partire da domani, Julien e Silvia posteranno sui social immagini, pensieri e curiosità tratti dal festival scientifico più importante d&#8217;Italia. Mi raccomando, seguite in questi giorni gli hashtag #festivalscienza e #festivalscienzalive per seguire tutti gli eventi!</p>
<p>Ci troverete poi <strong>dal 26 al 28 ottobre 2012, dalle ore 10:00 alle 18:00, presso una postazione del festival al Palazzo Grimaldi della Meridiana (</strong><a href="https://maps.google.it/maps?q=Palazzo+Grimaldi&amp;hl=it&amp;ll=44.413766,8.931327&amp;spn=0.008001,0.01929&amp;cid=8996637195421754506&amp;gl=IT&amp;t=m&amp;z=16">qui le indicazioni su GoogleMaps<strong>)</strong></a>. Come annunciato, collaboreremo, infatti, al lancio di <a href="http://www.stratospera.com"><strong>StratoSpera 5</strong></a>, pallone stratosferico e progetto scientifico ideato dagli amici di <a href="http://www.isaa.it"><strong>ISAA e ForumAstronautico</strong></a>. A questo proposito <a href="http://www.stratospera.com/archives/1828"><strong>vi invitiamo a tenere d&#8217;occhio la pagina ufficiale con i dettagli del lancio</strong></a>, direttamente sul sito web di StratoSpera.</p>
<p>Troverete invece <strong>Giuliano Greco </strong><strong>dal 25 Ottobre al 2 Novembre presso il CNR, Via dei Marini 16, Genova</strong> per <strong><a href="http://www.festivalscienza.it/site/home/programma/eventi-per-tipo/laboratori/underwaterfront.html">UnderWaterFront</a>, viaggio nella vita sommersa del porto di Genova (</strong><a href="https://maps.google.it/maps?q=CNR,+Via+dei+Marini&amp;hl=it&amp;ll=44.410976,8.912401&amp;spn=0.016002,0.038581&amp;sll=44.413766,8.931327&amp;sspn=0.008001,0.01929&amp;gl=IT&amp;hq=CNR,+Via+dei+Marini&amp;t=m&amp;z=15&amp;iwloc=A">qui le indicazioni su GoogleMaps</a><strong>)</strong></p>
<p>In seguito ovviamente pubblicheremo una puntata speciale del Podcast di Scientificast a commento e chiusura del festival.</p>
<p><strong>Insomma, un evento imperdibile! Vi aspettiamo!!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2012/10/24/scientificast-sbarca-genova-il-festival-della-scienza-2012/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Scientificast &#8211; Speciale Paranormale 2012</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2012/10/22/speciale-paranormale/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Oct 2012 09:30:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tra cerchi nel grano e timidi fantasmi, questa settimana vi proponiamo un episodio speciale di Scientificast, tutto dedicato al Paranormale! In studio Simone e Giuliana, di ritorno dal XII Convegno del CICAP &#8221;2012: Si salvi chi può! Il fascino inestinguibile di catastrofi e profezie apocalittiche&#8221;, che si è tenuto a Volterra dal 5 al 7 Ottobre 2012: oltre &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/10/22/speciale-paranormale/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra cerchi nel grano e timidi fantasmi, questa settimana vi proponiamo un episodio speciale di Scientificast, tutto dedicato al Paranormale!</p>
<p>In studio Simone e Giuliana, di ritorno dal <a href="http://www.cicap.org/new/convegno2012.php" target="_blank">XII Convegno del CICAP</a> &#8221;<strong>2012: Si salvi chi può!</strong> <em>Il fascino inestinguibile di catastrofi e profezie apocalittiche&#8221;</em>, che si è tenuto a Volterra dal 5 al 7 Ottobre 2012: oltre 40 grandi esperti, studiosi e artisti per tre giorni di indagini e scoperte nel mistero, nella scienza e nel divertimento intelligente.</p>
<p>Sarebbe impossibile riassumere tutto ciò che è stato detto durante il Convegno, perciò daremo risalto solo a due importanti rivelazioni che sono state fatte in quei giorni.</p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/10/Enki-Ea.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-589" style="margin: 2px;" title="Enki-Ea" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/10/Enki-Ea-300x253.jpg" alt="" width="300" height="253" /></a>La prima riguarda il famoso cerchio nel grano di Poirino 2011, conosciuto in tutto il mondo come il cerchio di Enki Ea. Tale cerchio era comparso nella notte fra il 18 e il 19 giugno 2011, e aveva subito avuto grande risalto, anche in programmi televisivi come Voyager, perché si credeva contenesse un messaggio lasciato dall’extraterrestre Enki Ea, il cui nome è legato anche alla profezia della fine del mondo nel 2012.<br />
Tra i believers non c&#8217;erano dubbi sull&#8217;origine aliena della formazione&#8230; ma sarà davvero così?<br />
Simone intervista <strong>Francesco Grassi</strong>, ingegnere elettronico e sperimentatore del CICAP per scoprire chi c&#8217;è davvero dietro questa opera.</p>
<p><em>Per approfondire:<br />
</em><a href="http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=275113">http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=275113<br />
</a><a href="http://www.francescograssi.com/">http://www.francescograssi.com/<br />
</a><a href="http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=275113">http://youtu.be/PDfXHMDga5k </a></p>
<p><img class="alignright" style="margin: 2px;" title="Azzurrina" src="http://www.cicap.org/new/images/thumb/a/q/300pxAzzurrina.jpg" alt="" width="240" height="306" />La seconda rivelazione ha a che fare con un suggestivo Castello che si trova a Montebello, in provincia di Rimini. Secondo la leggenda, la notte del 21 giugno degli anni che finiscono con 0 o 5  un fantasma si aggira tra le mura del Castello: si tratta del fantasma di Azzurrina, una bambina albina che, sempre secondo la leggenda, scomparve misteriosamente nel 1375 mentre giocava al suo interno.<br />
Un team di &#8220;moderni acchiappafantasmi&#8221; ha svolto una indagine nel 2010 con l&#8217;intento di registrare la voce della misteriosa presenza, così come altri gruppi avevano fatto nei lustri precedenti.<br />
Intervistiamo <strong>Marco Morocutti</strong>, progettista elettronico, esperto di suoni e fonico di lunga esperienza, che fa parte del team insieme a&#8230; Simone, Giuliana e Nicolas D&#8217;Amore.</p>
<p><em>Per approfondire:</em><br />
<a href="http://www.luoghinfestati.it/">http://www.luoghinfestati.it</a><a href="http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=275125"><br />
</a><a href="http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=275125">http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=275125</a></p>
<p>Infine una succulenta novità! Da oggi Scientificast ha anche un canale video su youtube! Lo trovate qui: <a href="http://www.youtube.com/user/Scientificast?feature=g-all-lik">http://www.youtube.com/user/Scientificast</a> ed è già online l&#8217;<a title="Il postulato del cetriolo" href="http://www.youtube.com/watch?v=z8JUGyKQb4M&amp;feature=plcp" target="_blank">episodio 0</a>, intitolato &#8220;Il postulato del cetriolo&#8221; con i primi curiosi esperimenti del <a href="https://www.facebook.com/ProfAlchemist" target="_blank">Prof. Alchemist</a>, un eccentrico professore che in un laboratorio misterioso porta avanti esperimenti sulle domande più bizzarre!</p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/Scientificastparanormale12.mp3"><strong>&gt;&gt; SCARICA LA PUNTATA SPECIALE PARANORMALE 2012 &lt;&lt;</strong></a></p>
<p><em>[Nota di scuse: Una maledizione è stata scagliata sui nostri microfoni, costringendoci a ri-registrare TUTTO per ben tre (forse quattro) volte per problemi tecnici sempre diversi. Perdonateci se nella registrazione finale eravamo stremati e se in alcuni punti l'audio non è di qualità eccellente...]</em></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2012/10/22/speciale-paranormale/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>I bizzari esperimenti del Prof.Alchemist Ep. 0: Il Postulato del Cetriolo</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Oct 2012 17:07:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drpbrock</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/z8JUGyKQb4M" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2012/10/20/bizzari-esperimenti-del-prof-alchemist-ep-0-il-postulato-del-cetriolo/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>StratoSpera 5 al Festival della Scienza 2012</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2012/10/17/stratospera-5-al-festival-della-scienza-2012/</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Oct 2012 19:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drpbrock</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblicato sul blog di StratoSpera il 15/10/2012 da Paolo Amoroso Siamo lieti di annunciare che il prossimo volo del progetto StratoSpera, StratoSpera 5, avrà luogo la mattina del 27 ottobre 2012. Lanceremo il nostro quinto pallone aerostatico amatoriale verso la stratosfera dalla zona di Greve in Chianti (FI), dove si trova il campo di lancio che chiamiamo goliardicamente &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/10/17/stratospera-5-al-festival-della-scienza-2012/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/10/stratospera-logo.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-572" title="stratospera-logo" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/10/stratospera-logo-300x300.jpeg" alt="" width="300" height="300" /></a>Pubblicato sul blog di StratoSpera il 15/10/2012 da Paolo Amoroso</em></p>
<p>Siamo lieti di annunciare che il <strong>prossimo volo </strong>del progetto <a href="http://www.stratospera.com/"><strong>StratoSpera</strong></a>, StratoSpera 5, avrà luogo la mattina del<strong> 27 ottobre 2012</strong>. Lanceremo il nostro quinto pallone aerostatico amatoriale verso la stratosfera dalla zona di Greve in Chianti (FI), dove si trova il campo di lancio che chiamiamo goliardicamente Kianti Stratosphere Center (KSC).</p>
<p>Potrete seguire questo lancio da vicino grazie a una nuova iniziativa. L’<a href="http://www.isaa.it/">Associazione Italiana per l’Astronautica e lo Spazio (ISAA)</a> e il podcast di divulgazione scientifica <a href="http://www.scientificast.it/">Scientificast</a> hanno organizzato l’evento speciale <em>Il lancio di StratoSpera – Il mondo visto dalla stratosfera</em>dell’edizione 2012 del <a href="http://www.festivalscienza.it/">Festival della Scienza</a> di Genova, con il supporto del <a href="http://www.stratospera.com/sponsor">nostro sponsor Develer s.r.l.</a> e Francesco Bonomi.</p>
<p>Durante la missione StratoSpera 5 una squadra di StratoSpera e una di Scientificast saranno<strong>presenti a Genova per aggiornare il pubblico del festival sulle fasi del volo</strong>, mostrare e commentare le immagini che arriveranno dalle zone operative e rispondere alle domande.</p>
<p>La squadra di StratoSpera a Genova rimarrà a disposizione del pubblico dal 26 al 28 ottobre 2012, dalle ore 10:00 alle 18:00, presso una postazione del festival al Palazzo Grimaldi della Meridiana (Salita di San Francesco, da Piazza della Meridiana, Genova) per parlare delle nostre attività, dei voli precedenti e mostrare materiale raccolto nelle altre missioni. Il 27 ottobre forniremo la citata copertura informativa di StratoSpera 5. Suggeriamo di consultare il <a href="http://www.festivalscienza.it/">sito del festival</a> per le modalità di accesso e partecipazione agli eventi.</p>
<p>Per favorire la riuscita di StratoSpera 5, che ha soprattutto finalità divulgative, utilizzeremo un solo pallone e un carico limitato di attrezzature già collaudate e affidabili. Oltre al computer di bordo e i sistemi di recupero, il carico utile comprenderà una fotocamera per riprese fotografiche e video e una serie di sensori ambientali e ingegneristici per misure di quota, temperatura, pressione, umidità dell’aria, tensione e corrente e altro.</p>
<p>Vi daremo qui ulteriori informazioni su come seguire a Genova e online il lancio di StratoSpera 5.</p>
<div></div>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2012/10/17/stratospera-5-al-festival-della-scienza-2012/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>WiFi sui treni: un pericolo per la salute?</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2012/10/16/wifi-sui-treni-pericolo-la-salute/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Oct 2012 08:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Di Fino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ di qualche giorno fa la notizia dell’esposto del Codacons a varie procure della Repubblica a proposito del livello dell’esposizione ad onde elettromagnetiche sui treni italiani dotati di WiFi che supererebbe “complessivamente i limiti fissati dalla legge, e rappresenta pertanto un potenziale pericolo per la salute dei passeggeri”. Cito dall’articolo su Corriere.it: “Le misurazioni, spiega &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/10/16/wifi-sui-treni-pericolo-la-salute/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">E’ di qualche giorno fa la notizia dell’esposto del Codacons a varie procure della Repubblica a proposito del livello dell’esposizione ad onde elettromagnetiche sui treni italiani dotati di WiFi che supererebbe “<em>complessivamente i limiti fissati dalla legge, e rappresenta pertanto un potenziale pericolo per la salute dei passeggeri”.</em></p>
<p align="justify">Cito dall’<a href="http://www.corriere.it/salute/12_ottobre_09/codacons-wifi-treni_7791eb9e-120d-11e2-919a-606647d2c25a.shtml">articolo su Corriere.it</a>: “<em>Le misurazioni, spiega il Codacons, sono state eseguite sul treno 9655 Frecciarossa delle ore 19 in servizio tra Milano e Roma e sul treno Italo 9940 delle ore 13,55 in servizio tra Roma-Ostiense e Milano-Porta Garibaldi. Sul primo le misurazioni avrebbero registrato un superamento del 60,4% dei limiti fissati per legge. Sul secondo i limiti invece sarebbero stati superati del 272%. Il Codacons conclude che cioè è ancora più gravi se si considerano i limiti previsti dall&#8217;Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC): i valori sul treno Frecciarossa farebbero registrare un superamento dei limiti del 588%, mentre per il treno Italo si arriverebbe addirittura a un +6.800%”.</em></p>
<p align="justify">I numeri citati dal Corriere non sembrerebbero lasciare spazio a dubbi, con percentuali indubbiamente superiori a tutti i limiti normativi. E i numeri sono numeri, i numeri non possono mentire. O no?</p>
<p align="justify">Quando si parla di questi argomenti, non me ne vogliano gli appartenenti alla categoria, ho imparato a non fidarmi troppo dei giornalisti. Per cui ho deciso di approfondire e sono andato a cercare la fonte della notizia sul sito del Codacons.</p>
<p align="justify">Dall’<a href="http://www.codacons.it/articoli/ferrovie_il_codacons_lancia_lallarme_sui_treni_italiani_dotati_di_wifi_la_somma_delle_radiazioni_elettromagnetiche_superiore_ai_limiti_di_legge_252238.html">articolo del Codacons</a> troviamo conferma di una anomalia che a prima vista mi era subito balzata agli occhi: la denuncia si basa su due singole misure su due treni differenti, cioè una singola misura su ognuno dei due treni. Chiunque abbia fatto un qualsiasi corso sperimentale sa che per avere una significatività sperimentale una misura deve essere ripetuta e maggiore è il numero di ripetizioni, maggiore l’affidabilità della misura (si riducono in questo modo le incertezze intrinseche al processo stesso di misura). Qui invece siamo in presenza di una singola misura.</p>
<p align="justify">Ma andiamo avanti. Sul sito del Codacons si trova qualche numero in più rispetto all’articolo del Corriere. Sul Frecciarossa “<em>i valori relativi al campo magnetico, registrati nell&#8217;intervallo di tempo tra le ore 19:21 e le ore 19:32, raggiungono il picco di 5,56 microTesla”</em> mentre <em>“i valori relativi al campo elettromagnetico in banda UHF, invece, tra le ore 21:19 e le ore 21:38 raggiungono il picco di 4,65 V/m e non scendono al di sotto di 1,5 V/m”</em>.</p>
<p align="justify">Si capisce dunque che sono state effettuate due diverse misure, di durata molto ridotta rispetto alla durata dell’intero viaggio (11 minuti e 18 minuti circa), di cui vengono riportati i valori di picco e un valore minimo. In questi casi il valore di picco diventa interessante quando è notevolmente superiore al valore medio, cioè quando gli effetti nei momenti di picco potrebbero essere significativi di per sé. Altrimenti è più significativo riportare i valori medi e la deviazione standard (cioè quanto i singoli valori si allontanano dalla media). In queste misure il valore di picco ed il valore minimo non differiscono più di tanto (c’è solo un fattore 3), per cui siamo nel caso in cui sarebbe interessante conoscere la media.</p>
<p align="justify">Ancora dall’articolo “<em>Sommando le due misurazioni, si ottiene che l’inquinamento al campo magnetico a 50 Hz e quello al campo elettromagnetico in banda UHF superano mediamente del 60,4% i limiti massimi fissati dalla legge italiana per quanto concerne i livelli dei valori di attenzione, ossia quelli che non devono essere superati in quei luoghi dove le permanenze sono prolungate (come appunto su un treno)”</em></p>
<p align="justify">Scopriamo dunque che le diverse misure si riferiscono al campo magnetico a 50 Hz (quello associato alla corrente alternata che abbiamo anche in casa) e al campo elettromagnetico in banda UHF (una parte della radiofrequenza, cioè quella porzione di spettro elettromagnetico utilizzata dai segnali radio, televisivi, dalle reti cellulari e dalle reti dati, ognuna ad intervalli di frequenza predefiniti). E qui arriviamo alla seconda anomalia: come si possono sommare misure di due cose diverse? C’è qualche cosa che non va. Inoltre il campo magnetico a 50Hz cosa c’entra con le reti WiFi?</p>
<p align="justify">Ma proseguiamo con le misure sul treno Italo: <em>“i valori relativi al campo magnetico, registrati nell&#8217;intervallo di tempo tra le ore 14:43 e le ore 17:14, raggiungono picchi pari a 33,48 microTesla”</em> mentre <em>“non è stato possibile procedere invece alla misurazione del campo elettromagnetico in banda UHF, in quanto … il servizio wi-fi … non risultava attivato. Considerando quindi unicamente il campo magnetico, si registra un superamento medio dei livelli dei valori di attenzione del 272%”.</em></p>
<p align="justify">Ovviamente qui stiamo parlando ancora di campo magnetico a 50Hz, che ancora una volta supererebbe i limiti di legge, ma il WiFi era spento, per cui “<em>sulla base di tali rilevazioni, ha presentato un esposto … chiedendo di disporre la disattivazione del wi-fi su tutti i treni <strong>nelle tratte in cui vengono superati complessivamente i limiti fissati dalla legge</strong>”.</em></p>
<p align="justify">Sembrerebbe dunque che in base a due misure, di cui una sola sulle emissioni in radiofrequenza, venga chiesto di disattivare il WiFi ma solo nelle tratte in cui i limiti vengono superati, il che ci fa pensare che negli altri tratti i livelli non vengano superati.</p>
<p align="justify">Ovviamente queste anomalie potrebbero essere semplicemente un limite del comunicato stampa, per cui è meglio andare a studiare le relazioni tecniche:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.codacons.it/esmog/RELAZIONE_Italotreno_CEM.pdf">MISURE DI CAMPO MAGNETICO ED ELETTRICO SUL TRENO ITALOTRENO</a></li>
<li><a href="http://www.codacons.it/esmog/RELAZIONE_Frecciarossa_CEM(f).pdf">MISURE DI CAMPO MAGNETICO ED ELETTRICO SUL TRENO FRECCIAROSSA</a></li>
</ul>
<p align="justify">Per poter comprendere a fondo le relazioni tecniche dobbiamo introdurre alcuni concetti fisici associati con le onde elettromagnetiche. Un’onda elettromagnetica è formata da un campo elettrico ed un campo magnetico che oscillano in piani ortogonali e i cui vettori sono ortogonali alla direzione di propagazione dell’onda stessa. La descrizione matematica di un’onda elettromagnetica è una soluzione delle <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Equazioni_di_Maxwell">equazioni di Maxwell</a></p>
<p><a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/3/35/Onde_electromagnetique.svg"><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/3/35/Onde_electromagnetique.svg/714px-Onde_electromagnetique.svg.png" alt="File:Onde electromagnetique.svg" width="600" height="148" /></a></p>
<p align="justify">I due campi elettrico e magnetico di un’onda non sono indipendenti, ma sono accoppiati e le equazioni di Maxwell descrivono la relazione tra le loro ampiezze e la velocità di propagazione <em>c</em>:</p>
<p align="center">c = E/B</p>
<p>per cui basta misurare una delle due componenti per sapere il valore della seconda.</p>
<p align="justify">Le onde elettromagnetiche formano uno spettro che definisce diversi tipi di radiazione elettromagnetica in funzione della frequenza di oscillazione (o della lunghezza d’onda). Onde radio, microonde, la luce fino ai raggi X ed ai raggi gamma, sono diversi tipi di onde elettromagnetiche, e la loro varietà ci fa capire che siamo continuamente soggetti a questo tipo di radiazione. Il Sole, gli impianti radiotelevisivi, i cellulari e le reti dati, i sistemi radar e in generale tutti i sistemi elettrici in corrente alternata sono sorgenti di onde elettromagnetiche.</p>
<p><a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/6/63/EM_Spectrum_Properties_it.svg"><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/6/63/EM_Spectrum_Properties_it.svg/680px-EM_Spectrum_Properties_it.svg.png" alt="File:EM Spectrum Properties it.svg" width="600" height="353" /></a></p>
<p align="justify">La frequenza delle onde è correlata con l’energia trasportata da un singolo fotone, per cui onde di frequenza maggiore sono più energetiche (e quindi più pericolose per la salute) rispetto a quelle di frequenza minore. Questa caratteristica definisce alcune onde elettromagnetiche (raggi X e raggi Gamma) come ionizzanti, in quanto possiedono abbastanza energia da poter ionizzare (strappare gli elettroni più esterni) gli atomi o le molecole con cui interagiscono, causando quindi danni cellulari in modo diretto (danni al DNA ad esempio). I raggi UV pur non essendo ionizzanti sono comunque abbastanza energetici da poter causare ad esempio vari tipi di tumori della pelle o, nella loro variante meno energetica i raggi UV-A, ustioni. Tutte le onde di frequenza inferiore, come le onde luminose o le onde radio, sono meno energetiche e non provocano danni diretti alle cellule, ed i loro effetti sono effetti perlopiù termici, per i quali in ogni caso servono potenze elevate (pensate al forno a microonde ad esempio che ha una potenza intorno agli 800-1000 W).</p>
<p align="justify">L’intensità di un’onda elettromagnetica, cioè la potenza per unità di superficie mediata nel tempo, è legata all’intensità del campo elettrico dalla formula seguente:</p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/10/Intensità.png"><img class="size-full wp-image-559 aligncenter" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/10/Intensità.png" alt="" width="102" height="79" /></a></p>
<p align="justify">dove <em>E</em><em><sub>qm</sub></em> è il valore medio del campo elettrico, <em>c </em>(pari a 3 10<sup>8</sup> m/s) è la velocità della luce e m<sub>0</sub> (pari a 4<span style="font-family: Symbol;">p</span> 10<sup>-7</sup> T*m/A) è la costante di permeabilità magnetica nel vuoto. Possiamo sempre calcolare il tutto con il valore del campo magnetico invece di quello del campo elettrico utilizzando la formula precedente. Il campo elettrico <strong>E</strong> si misura in V/m, il campo magnetico <strong>B</strong> si misura in T (tesla), mentre il campo magnetico nella materia <strong>H</strong> si misura in A/m. La relazione tra B e H è la seguente (con <span style="font-family: Symbol;">m</span> = <span style="font-family: Symbol;">m<sub>0</sub></span> nel vuoto):</p>
<p align="center"><img src="http://upload.wikimedia.org/math/c/7/b/c7bd293647a942304a1581be882febb6.png" alt="\mathbf  B = \mu \cdot \mathbf  H" /></p>
<p align="justify">Una volta introdotte tutte le quantità fisiche e le relazioni tra di esse, andiamo ad esaminare gli strumenti utilizzati nelle misure del Codacons. Il primo strumento è un misuratore di campo che misura in due bande:</p>
<ul>
<li>ELF (Extremely Low Frequency), tra 10 Hz e 100 KHz</li>
<li>RF (Radio Frequency) tra 100 KHz e 6 GHz</li>
</ul>
<p align="justify">mentre il secondo strumento è un acquisitore ed analizzatore di spettro che opera solo in radio frequenza tra 100 KHz e 3 GHz, cioè nelle frequenze in cui si trovano le reti WiFi, che operano a frequenze maggiori di 2 GHz.</p>
<p align="justify">Andiamo ora a confrontare le misure effettuate sui due treni con i limiti di legge. Riporterò evidenziati in grassetto nero i risultati presentati dal Codacons, mentre in grassetto blu i risultati elaborati dal sottoscritto sulla base delle stesse misure. Iniziamo dalla componente a 50 Hz, a cui la rete WiFi non contribuisce. Per gli elettrodotti a 50 Hz il <a href="http://www.bosettiegatti.com/info/norme/statali/2003_dpcm0807_bis.htm">Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 luglio 2003</a> indica i seguenti limiti per il campo magnetico (o induzione magnetica)</p>
<p>limite di esposizione: 100 <span style="font-family: Symbol;">m</span>T<br />
limite di attenzione: 10 <span style="font-family: Symbol;">m</span>T<br />
obiettivo di qualità: 3 <span style="font-family: Symbol;">m</span>T</p>
<p align="justify">Il limite di esposizione è il valore massimo da non superare in nessun caso, nemmeno nei picchi, mentre il limite di attenzione e l’obiettivo di qualità sono da intendersi come mediane dei valori nell&#8217;arco delle 24 ore nelle normali condizioni di esercizio. Si nota come le norme siano molto stringenti e a fronte di un dato limite di esposizione fissano limiti di attenzione e di qualità molto inferiori (10 e 30 volte di meno).</p>
<p align="justify">Riguardo a questi limiti, il documento del Codacons cita limiti più restrittivi, pari rispettivamente a 2 <span style="font-family: Symbol;">m</span>T, 0.5 <span style="font-family: Symbol;">m</span>T e 0.2 <span style="font-family: Symbol;">m</span>T relativi ad un decreto mai approvato e di cui non sono riuscito a trovare gli estremi, mancando ogni riferimento. Parlerò invece in seguito delle raccomandazioni dello IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) dell’OMS.</p>
<p>Arriviamo alle misure sul treno ITALO:<a href="$clip_image010[3].png"><br />
</a><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/10/Italo.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-554" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/10/Italo.png" alt="" width="642" height="145" /></a></p>
<p align="justify">Da cui il Codacons calcola gli “<em>abnormi risultati” </em>rispetto ai limiti di legge</p>
<p><strong>V_ATT 50Hz  = 27,19/10 = 272%<br />
OB_QUAL 50Hz = 27,19/3 = 907%</strong></p>
<p align="justify">Effettivamente queste misure superano i limiti normativi di attenzione e di qualità (ma non quelli di esposizione, nemmeno nei valori di picco) ma si nota che il valore preso in considerazione non è il valore misurato sulla poltrona, come ci si aspetterebbe per una misura attendibile del rischio, ma il valore misurato sulla mensola (quella in alto dove si mettono le valigie) che probabilmente si trova molto vicino alle antenne WiFi. Poiché l’intensità va come 1/r<sup>2</sup>, è normale che molto vicino alle antenne il valore sia molto maggiore (ma sempre minore del valore di esposizione). Ricalcolando i valori di attenzione e di qualità con le misure sulla poltrona abbiamo invece i seguenti risultati:</p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">V_ATT 50Hz  = 1,30/10 = 13%<br />
OB_QUAL 50Hz = 1,30/3 = 43%</span></strong></p>
<p>che sono ampiamente entro entrambi i limiti di legge.</p>
<p align="justify">Passiamo alle misure a 50Hz sul treno FrecciaRossa. Dal documento del Codacons: “<em>I valori di induzione magnetica registrati sulla tratta Milano-Bologna, nell&#8217;intervallo di tempo tra le ore 19.21 e le ore 19.32 (Serie 1 del grafico A seguente), raggiungono il picco di 5,56 microTesla alle ore 19:21:35. E le misure, mediate in periodi di 6 minuti, secondo quanto stabilito dalla Raccomandazione 199/519/CE (Serie 2 del grafico A seguente) mostrano un andamento compreso tra 2,02 e 2,42 microTesla nel periodo di misurazione effettuato tra le ore 19:21 e le 19:33.”</em></p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/10/Italo2.png"><img class="size-full wp-image-555 alignnone" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/10/Italo2.png" alt="" width="604" height="356" /></a></p>
<p>Da cui si ottengono i valori di</p>
<p><strong>V_ATT 50Hz  = 2,2/10 = 22%<br />
OB_QUAL 50Hz = 2,2/3 = 73%</strong></p>
<p>di nuovo entro i limiti di legge.</p>
<p align="justify">Andiamo ora ad analizzare la misura del campo elettromagnetico in radiofrequenza, effettuata sul solo treno Frecciarossa: <em>“Il successivo grafico B) riporta l&#8217;andamento dell&#8217;induzione magnetica registrata in acquisizione automatica a intervalli regolari (1 sec.) ponendo lo strumento di misura in postazione fissa, sul lato del vestibolo posteriore della vettura 4 al posto 4B.”</em></p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/10/FrecciaRossa1.png"><img class="alignnone size-full wp-image-557" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/10/FrecciaRossa1.png" alt="" width="604" height="324" /></a></p>
<p align="justify"><em>“I valori di campo elettromagnetico in banda UHF registrato sulla tratta Firenze-Roma, nell&#8217;intervallo di tempo tra le ore 21.19 e le ore 21.38 (Serie 1 del grafico B), sono tipici dell’esposizione che può registrarsi a causa del servizio Wi-Fi in tutta la tratta Torino-Napoli, la cui durata può superare le quattro ore. Essi raggiungono il picco di 4,65 V/m e non scendono al disotto di 1,5 V/m. La misura più elevata (mediata sull’intervallo di 6’, come prescritto dalla Raccomandazione 1999/519/CE) pari a 3,73 V/m è stata registrata dalle 21:23:36 alle 21:29:35 ed è rimasta costante nelle successive registrazioni, fino all’ultima acquisizione … avvenuta dalle 21:23:52 alle 21:29.”</em></p>
<p align="justify">Il grafico viene indicato come grafico dell’induzione magnetica, ma poi i risultati vengono dati in termini di campo elettrico (V/m). Inoltre si suppone che la misura effettuata e durata meno di 20 minuti sia indicativa dell’intero viaggio. Vista la variabilità durante il periodo considerato, l’intero viaggio potrebbe essere sempre intorno a 2 V/m così come sempre intorno a 4 V/m. Ma il bello deve ancora venire. Sempre dal documento del Codacons le misure effettuate rispetto ai limiti (entrambi a 6 V/m per la RF) sono<br />
<strong>V_ATT UHF =  OB_QUAL UHF  =  (3,73/6)</strong><strong><sup> 2</sup></strong><strong> = 38,4%</strong></p>
<p align="justify">A parte che (3.73/6)<sup>2</sup> fa 38.6 % e non 38.4, preparatevi al bello: “<em>Sommando quindi i contributi (1) e (2) si ottiene che l’inquinamento al campo magnetico a 50 Hz e quello al campo elettromagnetico in banda UHF superano il livello normalizzato del 100% del tetto fissato dai regolamenti per quanto concerne il valore di attenzione</em><br />
<strong>V_ATT 50Hz + V_ATT UHF = 22% + 38,4% = 60,4%</strong><br />
<em>saturandone di fatto il 60%  e superando ampiamente l’obiettivo di qualità:</em><br />
<strong>OB_QUAL 50Hz  +   OB_QUAL UHF  = 73,3% + 38,4 % = 111,7</strong><em>%</em></p>
<p align="justify">Sorvolando sul fatto che nella normativa non si fa cenno a sommare i contributi delle misure in RF con quelle in ELF, un valore cumulativo del 60% <strong>non</strong> supera il livello normalizzato del 100% ma si trova sotto. Cioè i valori misurati sono il 60% del limite, non lo superano del 60% come invece riportato nel <a href="http://www.codacons.it/articoli/ferrovie_il_codacons_lancia_lallarme_sui_treni_italiani_dotati_di_wifi_la_somma_delle_radiazioni_elettromagnetiche_superiore_ai_limiti_di_legge_252238.html">comunicato del Codacons</a></p>
<p align="justify"><em>“l’inquinamento al campo magnetico a 50 Hz e quello al campo elettromagnetico in banda UHF <strong>superano</strong> mediamente del 60,4% i limiti massimi fissati dalla legge italiana per quanto concerne i livelli dei valori di attenzione”</em></p>
<p align="justify">mentre effettivamente l’obiettivo di qualità viene superato, ma solo di un 10%, cioè di un fattore 0.1 che non definirei come ampio. Se infatti volessimo calcolare l’incertezza (o l’errore) associata a questi numeri, dal grafico B si vede che le oscillazioni sulla misura sono ben oltre il 10% (arrivano fino ad un fattore 2 ovvero 200%) per cui il superamento degli obiettivi di qualità non è significativo.</p>
<p align="justify">Il superamento dei limiti degli impressionanti fattori di 588% e di 6800%, riportati dalla stampa, deriva dall’utilizzare come limite le raccomandazioni dello IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) dell’OMS, pari a 0.4 <span style="font-family: Symbol;">m</span>T per i campi ELF.</p>
<p align="justify">Nel caso del 6800% il relatore del documento ha almeno l’onestà di indicare “<em>Tuttavia va anche precisato che questo è il valore alla “mensola” mentre quello al posto 12/14 risulta comunque pari al 260%</em>”<br />
<strong>V_ATT 50Hz  =  1,04/0,4 = 260%<br />
</strong>che come detto prima non rappresenta un valore di superamento (come ribadito ancora dal Codacons), ma un fattore moltiplicativo. Il valore di superamento sarebbe correttamente il 160%. Nonostante la precisazione, è proprio il valore di superamento di 6800% che arriva sui giornali assicurando l’eco mediatica. Giusto per ribadire il concetto, ricordiamoci comunque che stiamo parlando di livelli di attenzione. In ogni caso non sono riuscito a trovare, nel documento dello IARC <em>Carcinogenicity of radiofrequency electromagnetic ﬁelds</em>, alcun riferimento a questo limite di 0.4 <span style="font-family: Symbol;">m</span>T.</p>
<p align="justify">Concludendo, queste due relazioni tecniche si basano su un numero veramente esiguo di misure, contengono errori metodologici, evidenti forzature dei dati (utilizzo delle misure sulla mensola) ed errori di interpretazione dei valori percentuali che pur inferiori ai limiti vengono presentati come superiori agli stessi. In ogni caso tutti i valori presentati rimangono al di sotto dei limiti di legge fatta eccezione per le misure combinate rispetto all’obiettivo di qualità che a mio modo di vedere non superano i limiti in modo significativo.</p>
<p align="justify">Nell’interesse generale e per un effettivo monitoraggio sul rispetto dei limiti di legge si auspicano un maggior numero di misure per periodi di tempo più prolungati e in più posizioni all’interno dei treni e soprattutto, se si vuole incolpare di tutto ciò il servizio WiFi sui treni, una serie di misure che evidenzino le differenze dei livelli di campo elettromagnetico in presenza o meno del suddetto servizio, in modo da poter effettivamente valutare l’impatto della rete wireless sui livelli complessivi.</p>
<p>E soprattutto evitiamo inutili allarmismi senza fondati motivi.</p>
<p>Riferimenti normativi<br />
ELF:<br />
<a href="http://www.bosettiegatti.com/info/norme/statali/2003_dpcm0807_bis.htm">http://www.bosettiegatti.com/info/norme/statali/2003_dpcm0807_bis.htm</a><br />
RF:<br />
<a href="http://www.ambientediritto.it/Legislazione/elettrosmog/2003/dpcm%208lug2003%20gu199.htm">http://www.ambientediritto.it/Legislazione/elettrosmog/2003/dpcm%208lug2003%20gu199.htm</a><br />
<a href="http://archivio.ambiente.it/impresa/legislazione/leggi/1998/dm381-98.htm">http://archivio.ambiente.it/impresa/legislazione/leggi/1998/dm381-98.htm</a><br />
IARC:<br />
<em>Carcinogenicity of radiofrequency electromagnetic </em><em>ﬁ</em><em>elds </em>Published Online June 22, 2011 DOI:10.1016/S1470- 2045(11)70147-4</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2012/10/16/wifi-sui-treni-pericolo-la-salute/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Scientificast #26 &#8211; Festival della scienza e Nobel: immaginare per la scienza</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2012/10/14/scientificast-26-festival-della-scienza-nobel-immaginare-la-scienza/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Oct 2012 14:36:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drpbrock</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dallo studio genovese Julien e Silvia conducono la 26esima puntata di Scientificast. L’argomento che fa da sfondo un po’ per tutta la puntata è l’immaginazione, che è anche il tema del Festival della Scienza di Genova ormai alle porte (25 ottobre – 4 novembre). [00:08:30] È grazie all’immaginazione ed alla creatività che gli scienziati ottengono &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/10/14/scientificast-26-festival-della-scienza-nobel-immaginare-la-scienza/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_569" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.flickr.com/photos/mammal/178262435/"><img class="size-medium wp-image-569" title="Pencil - by mammal (CC by-nc-sa)" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/10/matita-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Pencil &#8211; by mammal (CC by-nc-sa)</p></div>
<p><strong>Dallo studio genovese</strong> Julien e Silvia conducono la 26esima puntata di Scientificast. L’argomento che fa<br />
da sfondo un po’ per tutta la puntata è l’immaginazione, che è anche il tema del Festival della Scienza di<br />
Genova ormai alle porte (25 ottobre – 4 novembre).</p>
<p>[<em>00:08:30</em>] È grazie all’immaginazione ed alla creatività che gli scienziati ottengono risultati così eccellenti<br />
da valere il premio Nobel. PB e Giuliana raccontano e commentano le assegnazioni dei <strong><a href="http://www.nobelprize.org/">premi Nobel</a></strong> per la<br />
medicina e la fisiologia , la fisica e la chimica consegnati la scorsa settimana e<br />
anticipano le ultime novità direttamente dal <strong><a href="http://www.cicap.org/ new/index.php">congresso del CICAP</a></strong> svoltosi a Volterra.</p>
<p>[<em>00:29:50</em>] È sempre grazie all’immaginazione che si possono costruire <strong>sistemi di misura strani quanto</strong><br />
<strong> efficaci</strong>: Silvia ci spiega come costruire due bizzarre bilance una per pesare la temperatura ed un’altra<br />
per pesare l’aria prendendo spunto rispettivamente dalle idee di Torricelli e Galileo. Gli ascoltatori più<br />
intraprendenti potranno anche cimentarsi con la costruzione di un prototipo di una delle bilance.</p>
<p>[<em>00:44:50</em>] Silvia e Julien, animatori del <strong>Festival della Scienza</strong> fin dal lontano 2003, ricordano un facile<br />
esperimento per creare le nuvole realizzabile in casa e una storica mostra interattiva, <strong><a href="http://www.festivalscienza.it/site/home/programma/eventi-per-tipo/mostre/semplice-e-complesso.html">Semplice e</a></strong><br />
<strong> <a href="http://www.festivalscienza.it/site/home/programma/eventi-per-tipo/mostre/semplice-e-complesso.html"> Complesso</a></strong>, che sarà nuovamente presentata per festeggiare il decimo compleanno della kermesse<br />
scientifica.</p>
<p>[<em>00:56:55</em>] <strong>L’associazione ISAA e Scientificast</strong> saranno presenti al Festival della Scienza di Genova con<br />
l’evento speciale<a href="http://www.festivalscienza.it/site/home/programma/eventi-per-tipo/eventi-speciali/il-lancio-di-stratospera.html"> <strong>StratoSpera</strong></a>, non potete mancare!</p>
<p>[<em>01:01:20]</em> Julien per l’<strong>Istituto di Scienze Marine del CNR</strong> e sempre in occasione del Festival della Scienza<br />
cura l’evento<a href="http://www.festivalscienza.it/site/home/programma/eventi-per-tipo/laboratori/underwaterfront.html"> <strong>UnderWaterFront</strong></a> realizzando un documentario interattivo sulla vita marina nel porto di<br />
Genova: una incredibile occasione per immergersi rimanendo all’asciutto!</p>
<p>[<em>01:07:28</em>] Qualche anticipazione inoltre sul possibile coinvolgimento di Scientificast nelle <strong>selezioni</strong><br />
<strong> nazionali della competizione di divulgazione scientifica <a href="http://www.famelab-italy.it/">FameLab</a></strong>.</p>
<p>Come sempre un sentito grazie a tutti voi che state permettendo a quest’associazione di crescere e di<br />
essere presente in un numero sempre crescente di manifestazioni.</p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/Scientificast26.mp3"><strong>&gt;&gt; SCARICA L’EPISODIO 26 &lt;&lt;</strong></a></p>
<p><em>Nuovi soci dell’Associazione: <strong>Valentina Giussani, Cristiano Tesei, Pierpaolo Favia</strong></em></p>
<p><em>Ringraziamo inoltre per la gentile offerta: <strong>Niccolò Corvini</strong></em></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2012/10/14/scientificast-26-festival-della-scienza-nobel-immaginare-la-scienza/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Gli scienziati truccano le ricerche? Repubblica, di cosa stiamo parlando?</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2012/10/03/gli-scienziati-truccano-le-ricerche-repubblica-di-cosa-stiamo-parlando/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Oct 2012 18:34:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drpbrock</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggo ed onestamente fatico ad accettare un articolo apparso oggi sul sito di Repubblica Online a firma di Elena Dusi. Il titolo è di quelli clamorosi, che marchiano a fuoco un’intera categoria: &#8220;Così gli scienziati truccano le ricerche&#8221;. Questo titolo non lascia scampo, è disarmante. Si dice, in breve che secondo uno studio dell’Università di Washington &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/10/03/gli-scienziati-truccano-le-ricerche-repubblica-di-cosa-stiamo-parlando/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/vilseskogen/7750201670/"><img class="alignleft size-medium wp-image-547" title="7750201670_6979d3919e_b" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/10/7750201670_6979d3919e_b-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" /></a>Leggo ed onestamente fatico ad accettare <a href="http://www.repubblica.it/scienze/2012/10/03/news/cos_gli_scienziati_truccano_le_ricerche-43746932/">un articolo apparso oggi sul sito di Repubblica Online</a> a firma di Elena Dusi. Il titolo è di quelli clamorosi, che marchiano a fuoco un’intera categoria: <strong>&#8220;Così gli scienziati truccano le ricerche&#8221;</strong>.<br />
Questo titolo non lascia scampo, è disarmante.<br />
Si dice, in breve che secondo uno studio dell’Università di Washington e della Albert Einstein di New York, lo 0,01% delle pubblicazioni in campo medico è biologico sarebbero falsate.<br />
Approfondendo la lettura dell’articolo il tutto si rivela piuttosto fastidioso, citando superficialmente le fonti, rendendole veramente difficili da controllare e il tutto condito da un onnipresente tono di scoop e caccia alle streghe che distoglie l’attenzione dal problema principale e serve solo ad alimentare lo sdegno nei confronti dei ricercatori (tutti!), screditando di fatto un’intera categoria di persone che (in Italia in particolare) lavorano praticamente per la gloria.</p>
<p>Qual è in realtà il problema principale? Noi a Scientificast siamo risaliti alla fonte ed in particolare all’<a href="http://www.nature.com/news/misconduct-is-the-main-cause-of-life-sciences-retractions-1.11507">articolo di Nature</a> che riprende uno<a href="http://www.pnas.org/content/early/2012/09/27/1212247109"> studio pubblicato dal Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS)</a> dal titolo <em>Misconduct accounts for the majority of retracted scientific publications</em> (trad. <em>La cattiva condotta come causa della maggior parte delle ritrattazione nelle pubblicazioni scientifiche</em>).</p>
<p>L’articolo dice che la maggiore causa delle “ritrattazioni” di articoli in campo medico o biologico non è dovuta ad errori involontari ma è determinata dalla cattiva condotta nella realizzazione degli esperimenti e nella pubblicazione dei dati, comportamento che può nascondere vere e proprie frodi; in particolare pare che solo il 21,3% delle ritrattazioni siano dovute ad errori non voluti e il restante 67,4% sia dovuto a cattiva condotta comprendente frodi (43,4%), articoli duplicati (14,2%) e plagio (9,8%). L’articolo approfondisce molto bene il tema e in effetti pone l’attenzione sull’aumento percentuale di casi del genere nell’arco di trent’anni cercando di analizzarne  cause e  rischi.<br />
Nonostante la percentuale sia davvero bassa (lo 0,01% delle intere pubblicazioni), sicuramente l’argomento è degno di nota, non deve essere preso sotto gamba e crea preoccupazione, in primis a noi che segnaliamo puntualmente i casi più eclatanti di cattiva scienza e non esitiamo a denunciare anche il fallimento dei processi base per l’attendibilità scientifica come il peer-review (ne abbiamo parlato nella <a href="http://www.scientificast.it/?p=536">recente puntata del podcast</a> in merito all’argomento mais OGM).<br />
Quindi vi consigliamo vivamente di approfondire questa lettura che porrà senz’altro anche spunti di riflessione all’intera comunità scientifica e dei ricercatori oltre che motivi di riflessioni in merito all’etica professionale di chi studia, ricerca e si rende responsabile di pubblicare dati e scoperte che possono influenzare, nel bene o nel male, la vita di milioni di persone.</p>
<p>Il caso di cattivo giornalismo di Repubblica però resta e pone però altri serissimi interrogativi che vi propongo:<br />
Perché omettere l’utilizzo di hyperlink che riportino ai testi originali? Sarebbe quantomeno corretto per chi lo studio l’ha pubblicato e dimostrazione di assoluta trasparenza nei confronti del lettore.<br />
Perché la maggior parte delle testate estere ha titolato correttamente, centrando il succo del problema (faccio un solo esempio: “<em>Misconduct, not research error, behind most retractions, study says</em>” Los Angeles Time) mentre Repubblica ha pensato un titolo molto generico che getta fango sull’intera categoria?<br />
Perché quando si parla di scienza sui giornali, c’è sempre una superficialità di fondo nella scelta dei titoli e nell’approfondimento dei contenuti?</p>
<p>Infine, sarebbe stato interessante aprire uno spazio per i commenti in calce all’articolo. Penso che molti ricercatori oggi siano sdegnati da una simile superficialità e avrebbero molto da ridire su come il tema è stato trattato. Lo facciamo qui. Lo spazio per i commenti qua sotto è per voi.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Paolo Bianchi</strong></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2012/10/03/gli-scienziati-truccano-le-ricerche-repubblica-di-cosa-stiamo-parlando/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Scientificast #25 &#8211; Elettronica ai cinque cereali</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Sep 2012 16:32:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drpbrock</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Introdotti da Agatha, ecco un puntata a tre voci. A quelle consuete di Paolo e Simone si aggiunge quella di Silvia (e di Tigro) che ci ha tenuto compagnia per l&#8217;intera puntata (Tigro si è limitato a masticare i cavi invece). In apertura un doveroso ringraziamento ai quasi settanta partecipanti alla nostra CENA COSMONAUTICA del &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/09/29/scientificast-25-elettronica-ai-cinque-cereali/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/roberto_ferrari/97292837/"><img class="alignleft size-medium wp-image-538" title="Granoturco (Roberto Ferrari)" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/09/97292837_fcd1016c1a_b-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" /></a>Introdotti da Agatha, ecco un puntata a tre voci. A quelle consuete di Paolo e Simone si aggiunge quella di Silvia (e di Tigro) che ci ha tenuto compagnia per l&#8217;intera puntata (Tigro si è limitato a masticare i cavi invece).</p>
<p>In apertura un doveroso ringraziamento ai quasi settanta partecipanti alla nostra <strong>CENA COSMONAUTICA</strong> del 22 Settembre e in particolare un sentito ringraziamento a Paolo Attivissimo per il suo bellissimo intervento e grazie anche a Paolo Bellutta e Luigi Garlaschelli per le sorprese che ci hanno riservato.</p>
<p>[00:04:56] <strong>Riso ed Arsenico</strong>. La FDA riscontra un contenuto particolarmente importante di questo elemento chimico tossico nel diffuso cereale. Smorziamo gli allarmismi del complottisti ma sottolineiamo cosa dice questo studio che richiama l&#8217;attenzione su questa scoperta.<br />
<em>Per approfondire:</em><br />
- <a href="http://www.fda.gov/Food/FoodSafety/FoodContaminantsAdulteration/Metals/ucm319870.htm">EN: Arsenic in Rice (FDA)</a><br />
- <a href="http://www.fda.gov/Food/FoodSafety/FoodContaminantsAdulteration/Metals/ucm319948.htm">EN: Questions &amp; Answers: FDA’s Analysis of Arsenic in Rice and Rice Products (FDA)</a></p>
<p>[00:15:52] <strong>Elettronica biocompatibile e biodegradabile</strong>. Uno studio americano (che coinvolge anche l&#8217;italianissimo <a href="http://engineering.tufts.edu/bme/people/omenetto/index.asp">Fiorenzo Omenetto</a>, Tufts university) descrive nuovi materiali permettono lo sviluppo di una elettronica compatibile con gli organismi viventi (svariate applicazioni biomediche dunque) e risultano essere estremamente tollerabili dall&#8217;ambiente. Nuovi passi dunque verso una elettronica più compatibile ma anche più sostenibile.<br />
<em>Per approfondire:</em><br />
- <a href="http://www.sciencemag.org/content/337/6102/1640.abstract?sid=45794e8d-10dc-4d6d-8d81-ad552cf71c0e">EN: A Physically Transient Form of Silicon Electronics (Hwang et al.)</a> [Science]<br />
- <a href="http://www.festivalscienzalive.it/site/home/interviste/intervista-fiorenzo-omenetto.html">Fiorenzo Omenetto al Festival della Scienza 2011</a><br />
- <a href="http://www.ted.com/talks/fiorenzo_omenetto_silk_the_ancient_material_of_the_future.html">EN: Fiorenzo Omenetto: Silk, the ancient material of the future [TED]</a><br />
- <strong><em>UPDATE 1-10-2012</em></strong>. <a href="http://www.lescienze.it/news/2012/10/01/news/elettronica_transitoria_biocompatibile_dissolve-1285247/">All&#8217;argomento, anche Le Scienze dedicano un articolo</a>.</p>
<p>[00:23:22] In collegamento da Genova, Julien e due illustri ospiti, Paolo Degiovanni e Alfonso Lucifredi, ci parlano di <strong>biodiversità</strong> e di una loro mostra realizzata per il Festival della Scienza 2011 che ci descrive questo valore da rispettare e tutelare in un ambito molto particolare ovvero le isole.<br />
<em>Per approfondire:</em><br />
- <a href="http://www.festivalscienza.it/site/home/programma/eventi-per-tipo/laboratori/immagina...-la-vita.html">Immagina&#8230; la vita! Il gioco degli evoluzionisti in evoluzione (FdS 2012)</a></p>
<p>[00:47:44] <strong>Mais OGM e tumori</strong>. Uno studio francese sembra rafforzare il legame tra organismi geneticamente modificati e lo sviluppo di tumori. Ma è poi tutto vero? O si tratta di un caso di cattiva scienza? A partire dall&#8217;ottima analisi di Marco Cattaneo sul blog de Le Scienze, ne parliamo e ne dibattiamo in studio.<br />
<em>Per approfondire:</em><br />
- <a href="http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0278691512005637">L&#8217;articolo originale.</a><br />
- <a href="http://cattaneo-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/09/25/criminal-mais/">Criminal Mais, ottima analisi di Marco Cattaneo su Le Scienze del 25 Settembre.</a><br />
- <a href="http://weedcontrolfreaks.com/2012/09/why-i-think-the-seralini-gm-feeding-trial-is-bogus/">Andrew Kniss riscontra lo stesso decorso patologico nello stesso tipo di cavie in un articolo del 1979.</a> (weedcontrolfreaks.com)</p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/Scientificast25.mp3"><strong>&gt;&gt; SCARICA L’EPISODIO 25 &lt;&lt;</strong></a></p>
<p><em>Nuovi soci dell’associazione Scientificast: <strong>Gabriele Volpi, Edoardo Volpi, Margith Tessadri, Samuele Raimondi, Gloria Cefola, Eliana Intruglio, Luigi Garlaschelli, Alessandra Carrer Gioiosa Marca, Paolo Attivissimo, Marco Morcutti, Nicolas D&#8217;Amore, Alberto Armida, Matteo Palamenghi, Federico Sala, Sabrina Maltese, Giorgia Rivoli, Ben Chiurlo, Paolo Amoroso, Francesca Pisanu, Nicola Pisanu, Alessandro Vernassa, Alberto Ghiotto, Andrea Giachero</strong>Gentilissime donazioni da parte di <span style="color: #000000;"><strong>Paride Migliacci</strong>. Ringraziamo tutti davvero di cuore per la generosità e il costante incoraggiamento.</span></em></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2012/09/29/scientificast-25-elettronica-ai-cinque-cereali/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>There’s no life before coffee</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2012/09/28/theres-life-coffee/</link>
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		<pubDate>Fri, 28 Sep 2012 12:23:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Zanardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se anche voi credete che al mattino non possa esserci vita prima del caffè  ho una buona notizia da darvi. Per anni noi drogati di caffeina siamo stati additati da quegli insopportabili salutisti dei nostri amici (ce li avete anche voi, sono sicura) come “gente che non conduce una vita sana”. Guarda che non hai &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/09/28/theres-life-coffee/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/09/doubleespresso.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-529" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/09/doubleespresso-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Se anche voi credete che al mattino non possa esserci vita prima del caffè  ho una buona notizia da darvi.</p>
<p>Per anni noi drogati di caffeina siamo stati additati da quegli insopportabili salutisti dei nostri amici (ce li avete anche voi, sono sicura) come “gente che non conduce una vita sana”.</p>
<p><em>Guarda che non hai più vent’anni  </em>(grazie)<em> tutto quel caffè ti farà male! </em></p>
<p><em>Ma non ne hai bevuto già uno mezz’ora fa? </em></p>
<p>A furia di sentirmelo ripetere mi è venuta così tanta ansia che ora ne bevo solo tre al giorno e come profitto finale mi rimangono l’ansia, un sostanziale risparmio mensile e molti meno sorrisi dal mio barista.</p>
<p>Bene, un recente articolo pubblicato su The New England Journal of Medicine afferma, invece, che tra l’assunzione di caffè e le più comuni cause di decesso non ci sarebbe nessuna correlazione.  Il dottor Freedman e i suoi colleghi nel 1995 hanno iniziato un gigantesco screening statistico della popolazione, coinvolgendo 5148760 americani tra i 50 e i 71 anni nel tentativo di capire meglio se davvero i bevitori di caffè, questi viziosi, siano meno longevi a causa della loro rischiosa abitudine. La raccolta dei dati si è conclusa nel 2008 e poi hanno avuto bisogno di un po’ di tempo per analizzarli.</p>
<p>Lo studio rivela che chi beve caffè sarebbe più propenso a fumare sigarette, a consumare bevande  alcoliche e a mangiare carne rossa. Inoltre i caffeinomani avrebbero un più basso livello di istruzione, farebbero meno attività fisica e mangerebbero meno frutta, verdura e carne bianca (il mio dubbio qui è: la stessa statistica in Italia avrebbe gli stessi risultati?). Nonostante queste allegre premesse i ricercatori in questione sono andati avanti cercando di scorporare l’effetto del caffè dalla combinazione delle altre variabili. Hanno diviso l’enorme campione che avevano a disposizione in numerose categorie: età, uomini/donne, fumatori/non fumatori/ex fumatori, indice di massa corporea, gruppo etnico, livello di educazione, consumo di alcool, diabete si/diabete no, stato civile (giuro!), livello di attività fisica, apporto calorico giornaliero, assunzione di frutta, verdura, carni bianche e grassi saturi, uso di integratori di vitamine, storia familiare riguardante la propensione al cancro e per le sole donne terapia con ormoni in menopausa.</p>
<p>Divise le persone in tutte queste sottocategorie (tramite questionario) le hanno successivamente accorpate a seconda del loro consumo giornaliero di caffè, quindi 0, meno di 1, 2, 2 o 3, 4 o 5 e 6 o più di 6 tazze al giorno. Hanno anche considerato nello studio persone che bevono solo caffè decaffeinato o persone che alternano caffè normale a caffè decaffeinato.</p>
<p>Il risultato finale di questo enorme sforzo statistico è che nonostante i bevitori di caffè siano più esposti a diversi comportamenti a rischio, primo trai quali il fumo, il consumo di caffè anche ad alti dosaggi giornalieri (più di sei tazze al giorno) non va di per sè ad aumentare il rischio di mortalità e che anzi avrebbe, seppur minimamente, una correlazione inversamente proporzionale rispetto al dosaggio giornaliero. I risultati della statistica sui consumatori di caffè decaffeinato non si discostano da quelli sui consumatori di caffè normale facendo concludere ai ricercatori che l’effetto blandamente protettivo della bevanda sia dovuto all’azione di altre molecole come antiossidanti e polifenoli.</p>
<p>In conclusione: bevete tutto il caffè che volete ma siate più virtuosi su tutto il resto!</p>
<p>Freedman ND, Park Y, Abnet CC, Hollenbeck AR, Sinha R. <strong>Association of Coffee Drinking with Total and Cause-Specific Mortality</strong>. <em>New England Journal of Medicine</em>, 2012; 366 (20): 1891</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2012/09/28/theres-life-coffee/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Niente viaggi interstellari, almeno per il momento</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2012/09/21/niente-viaggi-interstellari-almeno-il-momento/</link>
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		<pubDate>Fri, 21 Sep 2012 08:53:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Casolino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il sogno di futuri viaggi interstellari si deve scontrare con l’impossibilità teorica – formalizzata dalla teoria della relatività &#8211; di poter viaggiare più veloci della luce. Un rapporto interno della NASA del 2011 sembrerebbe descrivere la possibilità di aggirare questo ostacolo realizzando un “warp field” (secondo le parole degli autori), una distorsione spazio-temporale simile a quella su &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/09/21/niente-viaggi-interstellari-almeno-il-momento/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_512" class="wp-caption alignleft" style="width: 285px"><img class="size-medium wp-image-512 " src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/09/0805spacf4-275x300.jpg" alt="" width="275" height="300" /><p class="wp-caption-text">Un possibile ascensore orbitale</p></div>
<p>Il sogno di futuri viaggi interstellari si deve scontrare con l’impossibilità teorica – formalizzata dalla teoria della relatività &#8211; di poter viaggiare più veloci della luce.<br />
Un <a href="http://ntrs.nasa.gov/search.jsp?R=20110023492">rapporto interno</a> della NASA del 2011 sembrerebbe descrivere la possibilità di aggirare questo ostacolo realizzando un “warp field” (secondo le parole degli autori), una distorsione spazio-temporale simile a quella su cui si basano i motori delle astronavi del mondo fantascientifico di Star Trek.</p>
<p>Per quanto gli autori appartengano ad un laboratorio di propulsione avanzato della NASA &#8211; con ll’obiettivo di sviluppare nuovi concetti e nuove metodologie per propulsione non convenzionale di razzi e capsule spaziali – i lavori di questo gruppo sembrano sconfinare troppo nella fantascienza.</p>
<p>Nello specifico, l’articolo e lavori simili (nessuno è pubblicato su riviste con referee, salvo uno teorico sulla relatività) trattano semplicemente della messa a punto di un preciso pendolo di torsione(1), ossia uno strumento in grado di misurare con precisione l’intensità delle forze cui essi è soggetto . Quello descritto è in fase di costruzione e sarà completato in un prossimo futuro.</p>
<p>Sempre nello stesso rapporto interno vengono introdotti due metodi di propulsione agli antipodi: uno basato sull’effetto Casimir e l’altro sul famigerato “campo di warp”.</p>
<p>L’effetto Casimir prende il nome dai lavori del fisico teorico olandese che per primo che ne postulò l’esistenza nel 1948. Esso consiste nella pressione che si crea tra due lastre di metallo quando vengono poste a distanza ravvicinata nel vuoto. Un’analogia potrebbe essere quella di due lastre poste in una vasca piena d’acqua. Pur agitando il liquido, le lastre impediscono che si formino onde nella zona interna, con il risultato che la pressione esterna è maggiore di quella interna.</p>
<div id="attachment_511" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/09/Clipboard01aa1.jpg"><img class="size-medium wp-image-511" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/09/Clipboard01aa1-300x149.jpg" alt="" width="300" height="149" /></a><p class="wp-caption-text">Foto al microscopio elettronico dello strumento utilzizato per misurare l&#8217;effetto Casimir dinamico</p></div>
<p>Nel caso microscopico la meccanica quantistica postula che ogni regione apparentemente vuota dello spazio pullula in realtà di particelle virtuali ed inosservabili che si creano e distruggono continuamente. Quando lo spazio tra le due piastre è minore della lunghezza d’onda delle particelle virtuali, queste ne sono escluse. L’effetto fu osservato (2) solo nel 1997 tra una sfera ed una lastra e nel 2001 tra due lastre (3) poste a circa un micrometro (un millesimo di millimetro) di distanza. Vi è anche l’effetto Casimir dinamico, secondo cui è possibile rendere reali alcuni dei fotoni virtuali muovendo una delle due lastre a velocità prossime a quella della luce in questo caso l’esperimento fu <a href="http://www.technologyreview.com/view/424111/first-observation-of-the-dynamical-casimir-effect/">effettuato </a>solo nel 2011, utilizzando un oscillatore microscopico delle dimensioni di qualche micron fatto vibrare con oscillazioni di circa un nanometro.</p>
<p>Lo studio di questo effetto quantomeccanico è di fondamentale importanza per la comprensione dei fenomeni che hanno luogo nell’infinitamente piccolo ed un giorno eventualmente riuscire a realizzare un’applicazione pratica. Ad esempio, secondo gli autori è possibile utilizzare l’effetto Casimir dinamico per dirigere la pressione delle piastre come un timone nella direzione voluta.<br />
Purtroppo la spinta è estremamente piccola e pari ad un millesimo di Newton per due lastre di un metro quadro poste alla distanza di un micron. Per confronto, porre una formichina su una delle due lastre eserciterebbe una forza 50 volte maggiore.</p>
<p>Per quanto riguarda il motore warp siamo ancora più lontani: gli autori evocano generalizzazioni non provate della relatività generale e l’accesso a ulteriori dimensioni, postulate da alcune teorie, ma lungi dall’essere completamente formalizzate dal punto di vista matematico e tanto meno dimostrate sperimentalmente. Tra gli strumenti che ci si propongono di realizzare c’è quella di un interferometro a laser, altro strumento consolidato per lo studio di vari fenomeni, primo tra tutti proprio l’esperimento di Michelson-Morley che dimostrò l’assenza dell’etere (4) .<br />
Tuttavia non viene minimamente descritta la modalità o anche solo il concetto di effettuare esperimenti di Relatività Generale con questo strumento. Questi  gli effetti sono molto difficili da osservarsi: nella sua forma canonica è misurabile – ad esempio &#8211; con i satelliti che trasmettono il segnale GPS ed è osservata su scala galattica, ad esempio negli effetti di lenti gravitazionali. Perciò risulta estremamente difficile immaginare (e gli autori non ne accennano minimamente) come sia possibile cercare deviazioni dalla RG e ricreare addirittura le “condizioni dell’universo nell’inflazione”, sempre per usare le parole degli autori, in laboratorio, su scala di pochi centimetri.</p>
<p>Siamo quindi ben lontani dalla serietà di concetti rivoluzionari ma possibili come l’<a href="http://marco-casolino.blogspot.jp/2012/02/dalle-palline-del-pachinko-alle.html">ascensore orbitale</a>, la <a href="http://marco-casolino.blogspot.jp/2011/11/astronavi-di-una-realta-abbandonata-2.html">propulsione nucleare</a>, l’utilizzo dell’<a href="http://marco-casolino.blogspot.jp/2011/08/antimateria-intorno-alla-terra-pamela-e.html">antimateria dalle fasce di radiazione  planetarie</a> come fonte di energia – realizzata in vari prototipi &#8211; e la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vela_solare">vela solare</a>, già realizzata in vari promettenti <a href="http://www.forumastronautico.it/index.php?topic=13457.msg142730#msg142730">prototipi</a>.</p>
<p>Studi su questi argomenti sono comunque di fondamentale importanza: una delle più grandi ambizioni della fisica moderna è quello di mettere insieme due teorie valide ma apparentemente inconciliabili: la relatività generale e la fisica della particelle. Una delle strade seguite negli ultimi 30 anni è quella della teoria delle stringhe, che però nonostante gli enormi progressi matematici è ben lungi dall’ essere completa e meno che mai dimostrabile sperimentalmente. Riuscendo a risolvere questo mistero si riuscirà forse un giorno ad aggirare i limiti posti dalla teoria della relatività.<br />
Siamo comunque lontanissimi da qualunque applicazione per l’esplorazione dello spazio, che comunque è stata soprattutto limitata da tagli finanziari e di fondi piuttosto che dalla velocità della luce.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">Marco Casolino</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://http://marco-casolino.blogspot.com"><em>www.casolino.it</em></a></p>
<p>Note:</p>
<p>(1) Il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bilancia_di_torsione">pendolo di torsione</a>,  o di Cavendish fu usata da Coulomb per misurare l’intensità della forza elettrostatica. Una versione ancora più precisa fu sviluppata da Eötvös a cavallo tra il 19° ed il 20° secolo per la misura <a href="//it.wikipedia.org/wiki/Esperienza_di_E%C3%B6tv%C3%B6s">dell’equivalenza  </a>tra massa inerziale e gravitazionale, alla base della  teoria della Relatività.</p>
<p>(2) Lamoreaux, S. K. (1997). &#8220;Demonstration of the Casimir Force in the 0.6 to 6 μm Range&#8221;. <em>Physical Review Letters</em> <strong>78</strong>: 5. <a title="Bibcode" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Bibcode">Bibcode</a><a href="http://adsabs.harvard.edu/abs/1997PhRvL..78....5L">1997PhRvL..78&#8230;.5L</a>. <a title="Digital object identifier" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Digital_object_identifier">doi</a>:<a href="http://dx.doi.org/10.1103%2FPhysRevLett.78.5">10.1103/PhysRevLett.78.5</a>.</p>
<p>(3)  <a href="http://prl.aps.org/pdf/PRL/v88/i4/e041804">http://prl.aps.org/pdf/PRL/v88/i4/e041804</a>) Measurement of the Casimir Force between Parallel Metallic Surfaces , PRL 2002 vol 88, 4</p>
<p>(4) L’esistenza dell’etere era stata postulata perché si riteneva erroneamente  che le onde elettromagnetiche avessero bisogno – in analogia a quelle acustiche – di un mezzo in cui propagarsi. Dimostrata l’assenza dell’etere fu chiaro – in base alla teoria della relatività speciale &#8211;  che esse si  possono propagare liberamente nel vuoto. D’altro  canto il vuoto è in realtà costituito da un mare di particelle virtuali…</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2012/09/21/niente-viaggi-interstellari-almeno-il-momento/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Scientificast #24 &#8211; Scimmie, polli e i confini del sistema solare</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Sep 2012 18:31:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nuova puntata di Scientificast, pronta per il vostro ascolto e per stimolare il dibattito sull&#8217;attualità scientifica. Come sempre i social network e lo spazio commenti qui sotto sono a vostra disposizione. Anzitutto ricordiamo la CENA COSMONAUTICA che si terrà a Rozzano (MI) sabato prossimo, 22 Settembre e vedrà come ospite Paolo Attivissimo, noto divulgatore scientifico &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/09/15/scientificast-24/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Disco Oro Voyager 1" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/ff/Voyager_Golden_Record.jpg" alt="" width="292" height="296" />Nuova puntata di Scientificast, pronta per il vostro ascolto e per stimolare il dibattito sull&#8217;attualità scientifica. Come sempre i social network e lo spazio commenti qui sotto sono a vostra disposizione.</p>
<p>Anzitutto ricordiamo la <strong>CENA COSMONAUTICA</strong> che si terrà a <strong>Rozzano (MI) sabato prossimo, 22 Settembre</strong> e vedrà come ospite Paolo Attivissimo, noto divulgatore scientifico e giornalista informatico. Tutti i dettagli li trovate <a href="http://www.scientificast.it/?p=473"><strong>QUI</strong></a>. Affrettatevi, i posti sono limitati e il tempo scorre. <strong>Prenotate il vostro posto scrivendoci a info-at-scientificast.it</strong>.</p>
<p><strong>Vaccini e vaccinazioni.</strong> Utili o dannosi? Partiamo da <a href="http://www.repubblica.it/salute/medicina/2012/09/12/news/vaccini_effetti_collaterali-42380015/">un fatto di cronaca</a> (<em>fonte <a href="http://www.repubblica.it">Repubblica.it</a></em>) e da un articolo che fa un po&#8217; di minestrone tra realtà scientifica e miscredenze e facciamo il punto. Di fatto le vaccinazioni sono un presidio sanitario fondamentale. Per ogni dubbio il consiglio è quello di confrontarsi SEMPRE con il proprio medico o pediatra e non affidarsi a qualche articolo trovato su Facebook senza fonti ne evidenze scientifiche.<br />
<em>Per approfondire:</em><br />
- <a href="http://www.levaccinazioni.it/informagente/">Pagina ufficiale</a> del <strong>Network Italiano dei servizi di Vaccinazione</strong> (NIV); sito ricco di FAQ ed informazioni utili a chiarire ogni dubbio.<br />
- Pagina del <a href="http://www.salute.gov.it/">Ministero della Sanità Italiano</a> con altre importanti informazioni utili sul programma nazionale di vaccinazione.</p>
<p><strong>Polli senza piume? OGM o altro?</strong> Abbiamo approfondito l&#8217;origine della notizia e anche questa volta ribadiamo che non tutto ciò che passa sui social network è vero.<br />
<em>Per approfondire:</em><br />
- <a href="http://www.youtube.com/watch?v=vhzie0wj7v4">documentario</a> che ricostruisce la vicenda in maniera corretta (in francese con sottotitoli in inglese).</p>
<p><strong>Voyager 1 ai confini del sistema solare</strong>. Insieme a Marco Zambianchi ripercorriamo la storia e le tappe di questa missione NASA ormai proiettata oltre i nostri confini siderali.<br />
<em>Per approfondire:</em><br />
- <a href="http://voyager.jpl.nasa.gov/">Sito ufficiale NASA</a> delle missioni Voyager 1 e Voyager 2.</p>
<p><strong>Lesula, ecco un nuovo tipo di scimmia</strong>. Non capita spesso di scoprire nuove specie di mammiferi sul pianeta ma a quanto pare in Congo, tra i fiumi Lomami e Congo, la biodiversità di primati è particolarmente abbondante. (fonte OggiScienza)<br />
<em>Per approfondire:</em><br />
- Articolo <a href="http://oggiscienza.wordpress.com">OggiScienza</a> <a href="http://oggiscienza.wordpress.com/2012/09/14/lesula-la-nuova-scimmietta-congolese/"><em>&#8220;Lesula, la nuova scimmietta congolese&#8221;</em></a>.<br />
- <a href="http://www.plosone.org/article/info:doi/10.1371/journal.pone.0044271?imageURI=info:doi/10.1371/journal.pone.0044271.g006">Articolo originale a PLOS ONE di Hart et al</a>.</p>
<p><strong>Cura Di Bella. Veronesi si arrende a Di Bella?</strong> Al di la di titoli sensazionalistici e gossip medico, cerchiamo di fare chiarezza in maniera semplificata in merito a cosa è la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Metodo_Di_Bella">cura Di Bella</a> per le malattie oncologiche e quali sono in effetti le ultime novità su questa vicenda.<br />
<em>Per approfondire:</em><br />
- Le ultime novità <a href="http://www.giorgiodobrilla.it/?p=1411">ricostruite ed approfondite dal Prof.Giorgio Dobrilla sul suo blog</a>.</p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/Scientificast24.mp3"><strong>&gt;&gt; SCARICA L’EPISODIO 24 &lt;&lt;</strong></a></p>
<p><em>In queste due settimane non abbiamo ricevuto donazioni o nuove richieste di diventare soci</em></p>
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		<title>Previsione dei terremoti, un falso problema.</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Sep 2012 11:02:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Casolino</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_488" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-488" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/09/gshapfin1-300x212.gif" alt="" width="300" height="212" /><p class="wp-caption-text">Mappa del rischio sismico mondiale. Da qui: http://www.seismo.ethz.ch/static/gshap/</p></div>
<p>Attualmente è impossibile riuscire a prevedere  quando e  dove avrà luogo un terremoto ed  evacuare così in anticipo le zone che stanno per essere colpite.  È tuttavia possibile stimare  –  sulla base della frequenza degli  eventi passati  –  la probabilità che un sisma colpisca una regione e ridurre  i danni realizzando per tempo strutture  antisismiche.Per poter essere realmente utilizzabile, qualunque metodo di previsione basato su uno o più precursori dei terremoti    deve fornire  con un certo intervallo di anticipo il tempo, il luogo e l&#8217;intensità del sisma che si verificherà.  Se si afferma   di essere in grado di determinare in anticipo un terremoto bisogna essere in grado  di fornire  i  dati citati  sopra prima che il sisma di verifichi. Altrimenti le affermazioni generiche <em>a posteriori</em> hanno la stessa validità di quelle astrologiche, con la colpa ulteriore di distogliere l’attenzione dal reale problema: la realizzazione di case ed edifici seguendo norme e criteri di costruzione antisismici.</p>
<p><em> </em>Il terremoto di Haicheng, verificatosi nel 1975  nel nord-est della Cina (<em>M</em> 7.3) è uno dei pochi casi in cui sia stato possibile prevedere l’arrivo di un sisma. In quel caso erano presenti la maggior parte dei precursori: scosse telluriche, deformazione geodetica, cambi di altezza, colore e chimica dell’acqua,  comportamento anomalo degli animali. Sulla base di questi segnali il governo cinese emanò     un ordine di evacuazione nel giorno del terremoto<a title="" href="/Users/marco/Downloads/revisione%20Anna%20Rita2.rtf#_edn1">[i]</a> salvando la  vita della maggior parte degli abitanti del luogo.</p>
<p>Di solito però la terra non ci fornisce  segnali così chiari ed univoci e – anche se un terremoto  è spesso accompagnato da uno o più  di questi sintomi,  nessuno di essi è presente in ogni evento. Perciò l’analisi di questi segnali può essere solo effettuata <em>a posteriori</em> su vari campioni di terremoti e senza  che possa – per il momento – fornire indizi su future predizioni.</p>
<p>Molti dei precursori dei terremoti sono correlati  con il sisma in quanto dovuti alle deformazioni delle rocce che si verificano prima del terremoto. Tuttavia il gran numero di parametri liberi nei modelli geofisici di frattura e propagazione delle scosse non consente ancora di verificare in dettaglio queste ipotesi o di utilizzare questi metodi in maniera operativa.</p>
<p>In ogni caso, le  <a href="http://www.ingv.it/it/">ricerche  </a>sui meccanismi che causano i terremoti e lo studio dei fenomeni ad essi correlati, in particolar modo dei relativi precursori, sono di fondamentale importanza per poter riuscire  un giorno a determinarne in anticipo l’arrivo di un sisma.</p>
<p>Tra questi segnali, quelli maggiormente studiati sono:</p>
<p><em><strong>Radon</strong></em></p>
<p>Il radon è un gas radioattivo, incolore ed insapore. È un gas nobile chimicamente inerte, come l&#8217;elio ed il neon. Per il suo peso, tende ad accumularsi sul pavimento degli ambienti chiusi dove può contribuire in maniera cospicua alla dose di radiazione annua. Per questo motivo vengono periodicamente effettuati  <a href="http://marco-casolino.blogspot.jp/2012/06/lets-measure-radiation-radioactivity-of.html">monitoraggi di abitazioni e scuole</a> costruite su materiali ricchi di radon, come il tufo o la pozzolana.</p>
<p>È quindi  possibile immaginare che il radon possa fuoriuscire da microfratture che precedono la scossa principale. Con un&#8217;opportuna rete di rivelatori sarebbe, quindi, auspicabile riuscire a rivelare incrementi di questo gas e da questi risalire alla posizione ed intensità del sisma imminente. In tal senso furono fatti vari studi da più gruppi indipendenti negli anni ’70 ed ’80,  ma senza che fosse messa in evidenza alcuna forte correlazione e soprattutto senza che fosse possibile utilizzare questo eventuale segnale per poter dare un allarme in tempo utile. Ad esempio, uno studio sistematico<a title="" href="/Users/marco/Downloads/revisione%20Anna%20Rita2.rtf#_edn2">[ii]</a> che misurava la quantità di radon nell’acqua geotermica sino a profondità di 1300 metri ha   correlato l’incremento di radon con l’arrivo di  terremoti di magnitudine tra 2 e 4 in nove casi. Tuttavia 48 terremoti della stessa magnitudine non sono stati accompagnati da alcun aumento di radon ed in 7 casi la fluttuazione del gas radioattivo non è stata seguita da alcun sisma.</p>
<p><em><strong>Luminescenza</strong></em></p>
<p>Tra gli altri fenomeni osservati prima di un terremoto vi sono quelli di luminescenza. Si tratta di fenomeni luminosi di vario genere che avvengono di solito in condizioni di bel tempo. A seconda del loro aspetto vengono classificati in fulmini, bande luminose, luci globulari, fiamme e lingue di fuoco. Osservazioni di questi fenomeni sono state riportate in varie parti del mondo, sia in concomitanza che in assenza di terremoti.  Vari eventi di questo genere furono osservati in concomitanza del sisma dell’Aquila del 2009<a title="" href="/Users/marco/Downloads/revisione%20Anna%20Rita2.rtf#_edn3">[iii]</a>, di solito con scariche elettriche che avvengono più di frequente in presenza di asperità del terreno, dove si possono raggiungere tensioni – presumibilmente per effetto piezoelettrico – più alte.</p>
<p><em><strong>Onde elettromagnetiche e raggi cosmici</strong></em></p>
<p>La teoria alla base di questo fenomeno, avanzata da ricercatori russi negli anni &#8217;80, è che le compressioni  della roccia ed i loro spostamenti prima di un terremoto possano agire come un gigantesco cristallo piezoelettrico<a title="" href="/Users/marco/Downloads/revisione%20Anna%20Rita2.rtf#_edn4">[iv]</a>. Questi cristalli sono comunemente usati negli accendigas senza batterie e sfruttano la proprietà di alcuni materiali di poter emettere una scarica elettrica se percossi con un colpo secco.  Analogamente, è  possibile pensare che perturbazioni elettriche e magnetiche siano presenti prima di un sisma e  che onde elettromagnetiche   si riescano a propagare nello spazio oltrepassando la ionosfera.</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 460px"><img class=" " src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/b/b7/Simulated-van-allen-belts.jpg" alt="" width="450" height="360" /><p class="wp-caption-text">Un modello in scala della fasce di Van Allen, da qui: http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/b/b7/Simulated-van-allen-belts.jpg</p></div>
<p>Questo segnale può raggiungere la fascia di protoni intrappolati intorno alla Terra , dove può essere rilevato con maggiore facilità. Le fasce di radiazione, o di <a href="http://lucadifino.wordpress.com/2011/02/22/altea-8-il-campo-magnetico-terrestre/">Van Allen</a>,   si comportano infatti come una gigantesca antenna sensibile alle più piccole variazioni del campo magnetico terrestre. L’aspetto sorprendente è che misure preliminari raccolte da ricercatori russi e americani nel corso di più di 15 anni, e analizzate in dettaglio dagli scienziati italiani e russi, suggeriscono che questa antenna naturale possa rivelare fenomeni precursori di intensi terremoti con circa quattro o cinque ore di anticipo.</p>
<p>Precedenti misure eseguite a terra hanno permesso di osservare che nella zona di un futuro terremoto si originano nel sottosuolo onde elettromagnetiche di diversa frequenza; fra queste, solo le onde di bassa frequenza riescono a raggiungere l’atmosfera, ad attraversarla e a interagire con le fasce di Van Allen. Le particelle intrappolate (protoni, elettroni ed anche una minima parte di <a href="http://marco-casolino.blogspot.jp/2011/08/antimateria-intorno-alla-terra-pamela-e.html">antiprotoni</a>), in continuo movimento attorno alla Terra lungo orbite determinate dal campo magnetico, si comportano come treni lanciati a fortissima velocità sui binari del campo magnetico terrestre. Come uno scambio ferroviario, l’impulso trasmesso in orbita dall’imminente terremoto può deviare la loro rotta su un altro binario e il ‘dirottamento’ si traduce immediatamente in un aumento del flusso di  particelle nelle zone appena occupate. Proprio misurando queste variazioni, non è escluso che si possa stabilire la regione in cui è avvenuta l’emissione delle onde elettromagnetiche di bassa frequenza e quindi il luogo in cui si verificherà il presunto terremoto.</p>
<p>Molte nazioni sono attive in questo campo: alla rete di sensori terrestri (tra le più sviluppate vi è quella giapponese) si aggiunge quella satellitare. Tra  queste citiamo quella del CNES, l&#8217;agenzia spaziale francese, che  ha lanciato nel 2004 <a href="http://smsc.cnes.fr/DEMETER/">Demeter</a> (<em>Detection of Electro-Magnetic Emissions Transmitted from Earthquake Regions</em>), un satellite  rivolto allo studio di disturbi ionosferici causati da attività sismica e vulcanica. Il satellite   è stato operativo sino al 2010, e conteneva una serie di rivelatori di campi elettrici, magnetici ed onde radio di bassissima frequenza che potrebbero essere emesse in concomitanza o prima di un evento sismico.</p>
<p>Anche in Italia questi studi proseguono da vari anni ad un precursore lanciato nel 2005, <a href="http://people.roma2.infn.it/~lazio/html/lazio_flight.php">Lazio-SIRAD</a> seguì una proposta per un satellite italiano, Esperia. Questo purtroppo si fermò ad uno studio preliminare con l’Agenzia Spaziale Italiana.  A questo sono seguiti altri progetti: sono  ancora in fase di   definizione, ma si spera di poter tornare a parlarne presto.</p>
<p>In ogni caso, per quanto affascinanti siano queste ricerche,  piuttosto che chiederci come fare per prevedere i terremoti (e la risposta sarebbe aumentare i fondi agli enti di ricerca preposti), dovremmo chiederci perché  spesso in Italia non si riesca non solo a costruire secondo le norme antismiche ma anche quelle di normale ingegneria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Bibliografia</em></p>
<p><a title="" href="/Users/marco/Downloads/revisione%20Anna%20Rita2.rtf#_ednref1">[i]</a>Kelin Wang1, et al, Bulletin of the Seismological Society of America June 2006 v. 96 no. 3 p. 757-795</p>
<div>
<div>
<p><a title="" href="/Users/marco/Downloads/revisione%20Anna%20Rita2.rtf#_ednref2">[ii]</a>E  Hauksson,  J. Goddard, Radon Earthquake Precursor Studies in Iceland, Journal of Geophisical Research, 86, B8,7037-7054, 1981doi:10.1029/JB086iB08p07037</p>
</div>
<div>
<p><a title="" href="/Users/marco/Downloads/revisione%20Anna%20Rita2.rtf#_ednref3">[iii]</a>C. Fidani, The earthquake lights (EQL) of the 6 April 2009 Aquila earthquake,in Central Italy, Nat. Hazards Earth Syst. Sci., 10, 967–978, 2010</p>
</div>
<div>
<p><a title="" href="/Users/marco/Downloads/revisione%20Anna%20Rita2.rtf#_ednref4">[iv]</a> Ionospheric Precursors of Earthquakes, Sergey Pulinets (Author), Kyrill Boyarchuk</p>
<p>Fraser-Smith, A.C. Bernardi, P.R. et. al, Low Frequency Magnetic Field Measurements Near the Epicenter of the MS 7.1 Loma Prieta Earthquake, Geophys. Res. Lett. 21, 2195-2198, 1990</p>
<p>Aleshina et al., Correlation between Earthquake Epicenters and of the Solar Anomalous and Magnetospheric Particle Explorer, Cosmic Research, 30, n.1, 1992</p>
<p>Galper et al., Interrelation between High-Energy Charged Particle Fluxes in epicenter of an incipient earthquake, Cosmic Research, 27, 789, 1989</p>
<p>Voronov S.A. , A. M. Galper, et. al, Increases in High Energy Charged Particle Fluxes, near the South Atlantic Magnetic Anomaly and the Seismicity of the Earth, Cosmic Research 28, 289, 1990.</p>
<p>A. Galper in Yu. I. et al. 1992, Precipitation of high energy captured particles in the magnetosphere above epicenter of an incipient earthquake, Cosmic Research 30, 8u9, 1992.</p>
<p>SAMPEX Phase A Report to the Italian Space Agency of the Esperia project, july 2001</p>
</div>
</div>
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		<title>Cena cosmonautica (con Paolo Attivissimo) &#8211; Rozzano, 22 Settembre 2012</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Sep 2012 19:55:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drpbrock</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/09/Schermata-09-2456174-alle-21.48.04.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-475" title="Schermata 09-2456174 alle 21.48.04" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/09/Schermata-09-2456174-alle-21.48.04.png" alt="" width="673" height="397" /></a></p>
<p>Ecco a voi i dettagli del nostro primo grande evento! Una <strong>cena cosmonautica</strong>, serata di divulgazione scientifica, <strong>alla riscoperta delle grandi esplorazioni spaziali</strong>, dall&#8217;era Apollo alla più recente missione MSL/Curiosity, svelando dettagli e sfatando miti e leggende correlate ad esse.</p>
<p>Ci accompagna un ospite eccezionale: <strong>PAOLO ATTIVISSIMO</strong>! Non potete dunque mancare!</p>
<p>Trovate tutti i dettagli nel volantino: <strong>DOWNLOAD Volantino <a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/09/Bozza-volantino-22-Settembre-Cena-cosmonautica.pdf">Cena cosmonautica &#8211; 22 Settembre 2012</a></strong></p>
<p><strong>ATTENZIONE, LA PRENOTAZIONE È OBBLIGATORIA!</strong></p>
<p>Per motivi organizzativi, la serata è limitata alla partecipazione di un numero massimo di 100 persone.<br />
Per iscriversi inviare una mail a info@scientificast.it entro il 20 Settembre.<br />
Il costo di partecipazione comprensiva di cena e conferenza è di <strong>20 euro per i soci SCIENTIFICAST ed ISAA e 25 euro per i non-soci</strong> (<em>che possono usufruire della quota per tesserarsi a Scientificast</em>).</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Scientificast #23 &#8211; Aeroplano che te ne vai&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Sep 2012 13:10:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drpbrock</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rientro in grande stile per la seconda stagione del nostro podcast. Ripartiamo dal numero 23 con una puntata ricca, ricchissima di spunti ed argomenti affascinanti. Anzitutto Paolo ci parla di nanotecnologia e dei recenti sviluppi portati da CALTECH (California, USA) e CEA-LETI, MINATEC Campus (Grenoble, Francia) ad un nuovo tipo di spettrometro di massa che &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/09/02/scientificast-23-aeroplano-che-te-ne-vai/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/09/Foto0234.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-470" title="Foto0234" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/09/Foto0234-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Rientro in grande stile per la seconda stagione del nostro podcast. Ripartiamo dal numero 23 con una puntata ricca, ricchissima di spunti ed argomenti affascinanti.</p>
<p>Anzitutto Paolo ci parla di <strong>nanotecnologia</strong> e dei recenti sviluppi portati da <a href="http://www.caltech.edu">CALTECH</a> (California, USA) e <a href="http://www-leti.cea.fr">CEA-LETI</a>, <a href="http://www.minatec.org">MINATEC Campus</a> (Grenoble, Francia) ad un nuovo tipo di spettrometro di massa che sfrutta un <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/NEMS">NEMS</a> (NanoElectroMechanicalSystem)</strong> e in particolare un <strong>&#8220;risuonatore nanoelettromeccanico&#8221;</strong> in grado di<strong> pesare una singola proteina</strong> con risoluzioni davvero eccellenti.<br />
[Fonte <a href="http://www.lescienze.it/news/2012/08/29/news/misurare_massa_molecola_singola-1223888/">Le Scienze, 29 Agosto 2012</a>. Per approfondire: <a href="http://www.nature.com/nnano/journal/v4/n7/abs/nnano.2009.152.html">Nature Nanotechnology, 21 Gugno 2009</a> e <a href="http://www.nature.com/nnano/journal/vaop/ncurrent/full/nnano.2012.119.html">Nature Nanotechnology 26 Agosto 2012</a>].</p>
<p>In fondo al mar, o meglio da Genova Silvia, fresca fresca di brevetto da sommozzatore, ci spiega i <strong>principi fisici importantissimi per un subacqueo</strong>. In particolare <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Principio_di_Pascal">la legge di Pascal</a>, la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_Boyle-Mariotte">legge di Boyle-Mariotte</a>, la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_delle_pressioni_parziali">legge delle pressioni parziali di Dalton</a> e la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_Henry">legge di Henry</a>.<br />
Julien ci parla invece di <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Medusa_(zoologia)">meduse</a></strong>, questi affascinanti quanto fastidiosi animaletti del phylum dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Celenterati">Celenterati</a> che vivono nelle acque di tutto il mondo e anche in Italia rovinano la giornata di migliaia di bagnanti ogni anno.</p>
<p>Finalmente, dopo lunga attesa e numerose richieste da parte del pubblico, parliamo di <strong>scie chimiche</strong> o meglio, di <strong>scie di condensazione</strong> o contrails dato che le scie chimiche non esistono proprio. Simone, in qualità di esperto del tema, ci illustra l&#8217;origine di questa <strong>teoria del complotto</strong> addentrandosi anche nei suoi aspetti più buffi. Ad esempio, cosa c&#8217;entrano i Barbapapà con il complotto delle scie chimiche? Ascoltate e lo scoprirete. Attenzione, nel podcast sono indicate le modalità di moderazione dei commenti. <span style="text-decoration: underline;">Insulti a terze persone non saranno pubblicati, ne tollerati.</span><br />
[per approfondire: <a href="http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273641">FAQ compilate a cura del gruppo di ricerca del CICAP sulle Scie Chimiche</a>]</p>
<p>In questa prima puntata della nuova stagione ritorna Marco di <a href="http://www.isaa.it">ISAA</a> con la sua rubrica astronautica. In particolare oggi si parla di <strong>MSL/Curiosity</strong> il rover inviato sul pianeta Marte il mese scorso che, dopo i famigerati 3 minuti di terrore, sta regalando grandissime emozioni ed immagini affascinanti a scienziati, ricercatori ed appassionati di tutto il mondo.<br />
[per approfondire, ISAA segue la missione passo passo con <a href="http://www.astronautinews.it">frequenti aggiornamenti sul suo blog di notizie</a>. Il <a href="http://www.nasa.gov/mission_pages/msl/index.html">sito ufficiale NASA con tutto, ma proprio tutto su Curiosity</a>]</p>
<p>Infine un annuncio per tutti i soci (o per chi vuole diventarlo). <strong>Il 22 di Settembre a Rozzano (MI) ci sarà una cena evento e l&#8217;ospite sarà Paolo Attivissimo!</strong> Per saperne di più ascoltate il podcast oppure aspettate qualche ora. Domani vi daremo tutti i dettagli per iscrivervi e partecipare.</p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/Scientificast23.mp3"><strong>&gt;&gt; SCARICA L&#8217;EPISODIO 23 &lt;&lt;</strong></a></p>
<p><em>Nuovi soci dell’associazione Scientificast: <strong>Marco Casolino, Marco Rossetti, Michelangelo Rocchetti, Lorenzo Nicora, Marco Biffi, Matteo Cammilli, Andrea Muzzarelli, Francesca Toxiri, Francesco Cavallaro. </strong>Gentilissime donazioni da parte di <span style="color: #000000;"><strong>Roberto Graffi, Enrica Salvatori </strong>ed<strong> Annarita Longo. </strong>Ringraziamo tutti davvero di cuore per la generosità e il costante incoraggiamento.</span></em></p>
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		<title>Fisiologia dei postumi di una sbronza</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Aug 2012 15:21:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Zanardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da quando ho letto che bere fa male ho smesso di leggere Henny Youngman Hangover:  termine che in inglese si riferisce ai postumi dell&#8217;ubriachezza Wikipedia &#160; Cari amici di scientificast, sono Ilaria e sono sobria da 4 giorni. Il maledetto mal di testa che ha accompagnato il mio risveglio sabato mattina mi ha spinta a &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/08/31/fisiologia-dei-postumi-di-una-sbronza/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p align="right">Da quando ho letto che bere fa male ho smesso di leggere<br />
<em>Henny Youngman</em></p>
<p align="right">Hangover:  termine che in inglese si riferisce ai postumi dell&#8217;ubriachezza<br />
<em>Wikipedia</em></p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/08/280px-Cocktail_062.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-447" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/08/280px-Cocktail_062-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p>Cari amici di scientificast, sono Ilaria e sono sobria da 4 giorni. Il maledetto mal di testa che ha accompagnato il mio risveglio sabato mattina mi ha spinta a ricercare le dinamiche fisiologiche di una delle più fastidiose manifestazioni del weekend: l’hangover.</p>
<p>Non è colpa mia&#8230; se mi offrono da bere (e ho qualcuno che guida fino a casa!) dovrei forse passare da maleducata e rifiutare?</p>
<p>Maledetti Rum cooler è così che avete avuto la meglio su di me.</p>
<p>L’alcol è una sostanza potenzialmente tossica che dovrebbe essere assunta nella minor concentrazione possibile. Quindi mai. Come consiglia il <em>National Institute on Alcohol Abuse and Alcoholism</em> (1998):<em> </em>il miglior modo di prevenire i sintomi di una sbronza è non bere. <img src='http://www.scientificast.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Gli esseri umani conoscono il potere inebriante dell’alcol da tempi antichissimi, ci sono prove archeologiche della produzione di idromele, liquore ricavato dalla fermentazione di miele e acqua, risalenti al 7000 AC (McGovern <em>et al</em>., 2004). L’alcol però è in grado di danneggiare le principali molecole della vita (DNA, RNA, proteine, etc…) perchè il suo metabolismo scatena la produzione di radicali liberi dell’ossigeno (Wu and Cederbaum, 2003).</p>
<p>Nonostante questa doverosa premessa, grazie al cielo, abbiamo dei preziosissimi alleati che ci permettono di godere (RESPONSABILMENTE!) di questa divertente molecola: gli enzimi alcol deidrogenasi e aldeide deidrogenasi.</p>
<p>L’alcol deidrogenasi è presente nel corpo umano in 9 isoforme differenti a seconda del tessuto dove vengono espresse. Nel fegato è grado di catalizzare la trasformazione dell’etanolo in acetaldaide:</p>
<p>CH<sub>3</sub>CH<sub>2</sub>OH + NAD<sup>+</sup> → CH<sub>3</sub>CHO + NADH+ H<sup>+</sup></p>
<p>Fin qui tutto bene,  se non fosse che anche l’aceltadeide è un composto tossico e potenzialmente cancerogeno. L’enzima aldeide deidrogenasi, a questo punto, prende in mano la situazione e spinge la produzione di acetato:</p>
<p>CH<sub>3</sub>CHO + NAD<sup>+</sup>+ H<sub>2</sub>O→CH<sub>3</sub>COO<sup>-</sup> + NADH + 2H<sup>+</sup></p>
<p>Da qui in poi quindi dovrebbe andare tutto liscio, visto che ci siamo liberati delle sostanze nocive&#8230; ma, allora, perchè mi sembra di avere una felpa in bocca e sto così male da arrivare a promettere a me stessa che mai più, lo giuro, berrò in vita mia?</p>
<p>I principali sintomi dei postumi di una sbronza sono: bocca secca, sete estrema e occhi asciutti, malessere diffuso, sensibilità alla luce e ai suoni, dissenteria, nausea, perdita dell’appetito, tremore, debolezza e difficolta a dormire. Insomma si sta da schifo. Non è possibile trovare una diretta spiegazione per ognuno di questi sintomi ma alcuni effetti fisiologici dell’alcol e dei suoi metaboliti ci aiutano ad interpretare il perchè di questa condizione.</p>
<p>L’asciugone, anche detto secchezza delle fauci, è dovuto all’azione disidratante dell’alcol: l’alcol agisce sull&#8217;ipotalamo inibendo la secrezione di vasopressina, che a livello renale si traduce in una aumentata produzione di urina (Taglietti e Casella, 1993); risponde anche alla domanda: ma perchè se bevo una pinta ne produco due?</p>
<p>Insieme all’acqua, nell’urina, vengono espulsi anche numerosi sali che provocano uno squilibrio degli elettroliti, aggravato in caso di vomito o copiosa sudorazione, che spiega la debolezza, i giramenti di testa e l’affaticamento muscolare. La disidratazione spiega in parte anche l’orribile mal di testa, di cui, un’altra causa è sicuramente lo stato di ipoglicemia provocato dal rilascio di H<sup>+ </sup>durante le reazioni di ossidazione dell’etanolo e dell’acetaldeide. L’eccesso di H<sup>+</sup> provoca un abbassamento del pH a livello cellulare che blocca la formazione di glucosio e il piruvato viene trasformato in lattato (Hawkins and Kalant, 1972).</p>
<p>Alcuni studi riportano una significativa correlazione tra la concentrazione di acetaleide nel sangue e la gravità dei postumi di una sbronza. Dipendentemente dalla quantità di alcol ingerita, infatti, l’alcol deidrogenasi e l’aldeide deidrogenasi potrebbero non essere in grado di smaltire prontamente l’etanolo e l’acetaldeide.</p>
<p>Diversi fattori non causano direttamente l’hangover ma possono aggravarne la severità: deprivazione di sonno, fumo, stato di salute,  differenze individuali ed etnia (Penning <em>et al</em>., 2010).</p>
<p>Bene, se siete arrivati fin qui probabilmente penserete che non ci sia niente di più giusto della citazione iniziale di Henny Youngman. Io credo anche che chi beve solo acqua ha un segreto da nascondere (C. Baudelaire).</p>
<p style="text-align: right"><strong>Ilaria Zanardi</strong></p>
<p>Riferimenti:</p>
<p><strong>Hawkins RD, Kalanth H</strong>. (1972) The metabolism of ethanol and its metabolic effects. Pharmacol Rev; 24:67.</p>
<p><strong>McGovern, P. E.; Zhang, J; Tang, J; Zhang, Z; Hall, G. R.; Moreau, R. A.; Nuñez, A; Butrym, E. D. et al.</strong> (2004). Fermented beverages of pre- and proto-historic China. &#8211; PNAS 101 (51): 17593–8.</p>
<p><strong>National Institute on Alcohol Abuse and Alcoholism</strong> (NIAAA); Alcohol Withdrawal Volume 22, Number 1, 1998 Alcohol Hangover: Mechanisms and Mediators; Robert Swift and Dena Davidson</p>
<p><strong>Patussi V, Biagini MR, Carloppi S </strong>Metabolismo dell’alcol e patologia alcolcorrelata. Manuale di alcologia, pag. 48-51. Azienda U.S.L. 8 di Arezzo &#8211; Servizio Sanitario della Regione Toscana</p>
<p><strong>Penning R</strong><strong>, </strong><strong>van Nuland M</strong><strong>, </strong><strong>Fliervoet LA</strong><strong>, </strong><strong>Olivier B</strong><strong>, </strong><strong>Verster JC</strong> (2010) The pathology of alcohol hangover. Curr Drug Abuse Rev. Jun;3(2):68-75.</p>
<p><strong>Wu D</strong><strong>, </strong><strong>Cederbaum AI</strong><strong>.</strong> (2003) Alcohol, oxidative stress, and free radical damage. Alcohol Res Health.27(4):277-84.</p>
<p><strong>Taglietti V, Casella C</strong> (1983) Principi di fisiologia. La Goliardica Pavese</p>
<p>Per le formule: <strong>Wikipedia.org</strong> e <strong>Newsholme, Leech</strong> (1983) Functional Biochemistry in Health and Disease. Wiley and Blackwell</p>
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		<title>Neil Armstrong (1930 &#8211; 2012)</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Aug 2012 13:37:43 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci uniamo a chi l&#8217;ha già fatto prima di noi, nel rendere omaggio ad un uomo che insieme ad altri ha regalato a questo pianeta una delle più grandi imprese e conquiste per l&#8217;umanità. Le <a href="http://www.nasa.gov/mission_pages/apollo/index.html">missioni Apollo</a> che portarono allo <a href="http://www.nasa.gov/externalflash/apollo11_40/">sbarco sulla Luna</a>, oggi come allora, restano un evento dal fascino incredibile.</p>
<p>Ieri ci ha lasciato <a href="http://www.nasa.gov/centers/glenn/about/bios/neilabio.html">Neil Armstrong</a>, il primo uomo a rendere possibile questo sogno ancestrale, il primo uomo che mise piede sul nostro satellite. Un grande pilota, il simbolo di una generazione e di un&#8217;epoca, quella delle esplorazioni spaziali, che tutti noi speriamo di poter rivivere presto.</p>
<p>Godspeed Neil!</p>
<p><em>Lo staff di Scientificast.it</em></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/08/Neil_Armstrong_pose.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-437" title="Neil_Armstrong_pose" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/08/Neil_Armstrong_pose-804x1024.jpg" alt="" width="387" height="493" /></a><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/08/Neil_Armstrong_pose.jpg"><br />
</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2012/08/26/neil-armstrong-1930-2012/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Nella prossima stagione di Scientificast&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Aug 2012 14:36:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drpbrock</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cari Scientifigeek, vi siamo mancati? Non è possibile dato che anche ad Agosto vi abbiamo regalato qualche articolo sul blog e la nostra compagnia virtuale sui vari social network. Insomma, se dite di sì non vi crediamo. Ad ogni modo sappiate che a Settembre si ricomincia! Registreremo la nuova puntata di Scientificast molto presto. Vi &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/08/25/nella-prossima-stagione-di-scientificast/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/08/QUADRATO.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-431" title="QUADRATO" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/08/QUADRATO-300x300.jpg" alt="" width="210" height="210" /></a>Cari Scientifigeek, vi siamo mancati? Non è possibile dato che anche ad Agosto vi abbiamo regalato qualche articolo sul blog e la nostra compagnia virtuale sui vari social network. Insomma, se dite di sì non vi crediamo.</p>
<p>Ad ogni modo sappiate che a Settembre si ricomincia! Registreremo la nuova puntata di Scientificast molto presto. Vi preannuncio un paio di argomenti giusto per tenervi in caldo: <strong>Mars Curiosity</strong> e <strong>Scie Chimiche</strong> (qualcuno dirà “finalmente”! Non temete, scioglieremo le catene a Simone Angioni); ovviamente non mancheranno i nostri amici di Genova, il nostro biologo saccente Julien e la nostra biofisica Silvia, carichi di tanti arogmenti interessanti.</p>
<p>Detto ciò, come preannunciato su Facebook e nell’ultima puntata, <strong>tenetevi liberi per il giorno 22/9</strong> e se possibile fatevi trovare a Milano. Stiamo organizzando una serata-evento per tutti i nostri soci (e per chi vorrà diventarlo in quella serata, ad un prezzo estremamente agevolato); <strong>un appuntamento&#8230; Marziano</strong> diciamo.</p>
<p>E le sorprese non finiscono qui. <strong>Altre novità in arrivo per Novembre e per Dicembre</strong>. Eventi speciali, speciali del podcast e molto altro. Dopo lo spin-off di <strong><a href="http://www.fantascientificast.it">FantaScientificast</a></strong> sappiate che probabilmente non è finita qua.</p>
<p>Per ora vi basti.<strong> Appuntamento sabato 1 Settembre per la prima puntata della nuova stagione</strong>; non mancate e invitate un amico.</p>
<p>Paolo Bianchi</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2012/08/25/nella-prossima-stagione-di-scientificast/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Farfalle mutate a Fukushima</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Aug 2012 18:54:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Angioni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[farfalle]]></category>
		<category><![CDATA[Fukushima]]></category>
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		<category><![CDATA[mutazioni]]></category>
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		<category><![CDATA[terremoto giappone]]></category>
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		<description><![CDATA[Era l’11 marzo 2011 quando un potentissimo terremoto scosse il nord-est del Giappone provocando enormi danni. La tragedia giapponese, però, era solo all’inizio perché, in seguito alla scossa, un fortissimo maremoto con onde alte oltre 10 metri colpì la costa delle prefetture di Iwate  e di Fukushima danneggiando pesantemente le due centrali di Fukushima Dai-Ichi &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/08/18/farfalle-mutate-fukushima/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/08/Mothra.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-422" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/08/Mothra-300x259.jpg" alt="" width="300" height="259" /></a>Era l’11 marzo 2011 quando un potentissimo terremoto scosse il nord-est del Giappone provocando enormi danni. La tragedia giapponese, però, era solo all’inizio perché, in seguito alla scossa, un fortissimo maremoto con onde alte oltre 10 metri colpì la costa delle prefetture di Iwate  e di Fukushima danneggiando pesantemente le due centrali di Fukushima Dai-Ichi e Dai-Ni.<br />
Immagino tutti ricordino le terribili ore di tensione nel vedere l’impianto di Fukushima Dai-Ichi rilasciare polveri radioattive nell’acqua e nell’atmosfera. Da allora è passato un anno e mezzo, i reattori sono stati messi in sicurezza e il mondo è andato avanti, ma alcuni ricercatori giapponesi continuano ad indagare su quanto avvenuto e sulle conseguenze ambientali del disastro di Fukushima.<br />
Il 9 agosto è stato pubblicato un <a href="http://www.nature.com/srep/2012/120809/srep00570/full/srep00570.html">articolo</a> su una rivista collegata a <em>Nature</em> che ha come oggetto le mutazioni occorse in alcune farfalle esposte alle radiazioni ambientali.</p>
<p>Il lavoro è liberamente accessibile e molto interessante, ma, come spesso accade in questi casi, è anche di facile strumentalizzazione. Alcuni scienziati giapponesi hanno raccolto, due mesi dopo il disastro, 144 esemplari di <em>Zizeeria maha</em>, una farfalla molto comune in Giappone e nelle zone circostanti i reattori, alla ricerca di conseguenze dell’esposizione prolungata alle radiazioni.<br />
Per i molti che stanno pensando al <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mothra">mostro Mothra</a>: no, nessuna di quelle farfalle aveva un’apertura alare di 250 metri o sparava raggi di energia dalle antenne. Tuttavia, nonostante il comportamento degli esemplari fosse normale, molti di essi hanno mostrato leggere malformazioni morfologiche come ad esempio difetti alle ali, agli occhi, alle antenne e alle zampe.<br />
Studi sulla riproduzione di questi esemplari hanno inoltre mostrato un anomalo tasso di mortalità dei discendenti, ed hanno anche rivelato che i difetti della prima generazione venivano ereditati dalle generazioni successive. Ulteriori esemplari raccolti a 6 mesi dal disastro hanno mostrato risultati confrontabili con quelli ottenuti dalle riproduzioni in laboratorio. Questo dimostra che queste farfalle stanno andando incontro ad un processo di deterioramento genetico che non viene sanato nelle generazioni successive.<br />
I ricercatori hanno ulteriormente approfondito la propria indagine irraggiando farfalle sane con dosi relativamente basse di radiazioni, simili a quelle che dovrebbero essere presenti nella zona circostante i reattori (55 mSv), ottenendo risultati assolutamente sovrapponibili a quelli osservati negli esemplari mutati. Questo studio risulta particolarmente importante perché è uno dei pochi che approfondisce gli effetti a lungo termine dell’esposizione a basse dosi di radiazioni.</p>
<p>In letteratura vi sono molti studi sulle contaminazioni acute, ma poco si sa sull’effetto di dosi non letali di radiazioni nelle attuali generazioni e nella loro discendenza. Prima che qualcuno si faccia prendere dal panico è bene dire che un recente lavoro ha stimato la dose di contaminazione dei civili nella città di Fukushima (ad esempio) in 1mSv (millisievert) di esposizione interna a 6 mesi dall’incidente (nel periodo che va da settembre 2011 a marzo 2012).<br />
Per “esposizione interna” si intende il tipo di contaminazione radioattiva più pericolosa e più subdola, ovvero quella derivante dall’ingestione di sostanze radioattive. Questa contaminazione è molto pericolosa perché le sostanze radioattive possono permanere all’interno del corpo per periodi prolungati e concentrarsi in alcuni organi (es: tiroide o ossa) ed aumentare, così, notevolmente il rischio di tumori. Per rendere l’idea di quanto sia 1mSv basti pensare che noi tutti riceviamo annualmente circa 2,4 mSv di radiazione naturale.<br />
Una TAC dell’intero corpo porta ad un assorbimento di 10-30 mSv!<br />
Se la stima del lavoro fosse esatta, vorrebbe dire che, con 1 mSv ogni 6 mesi, i civili della zona praticamente non avrebbero traccia di contaminazione. Si precisa tuttavia che dosi più elevate possono essere state comunque assorbite nei giorni immediatamente successivi alla catastrofe.</p>
<p><a href="http://blogs.nature.com/news/2012/08/butterflies-and-balloons-at-fukushima.html"> L’articolo sul blog</a> di <em>Nature</em> fa, infine, notare che l’uomo non è una farfalla: è molto più grande e che se ricevesse le stesse dosi di una farfalla, non mostrerebbe le stesse conseguenze. In realtà questo è una “svista” nel blog della celebre rivista scientifica: il Sievert è un’unità di misura della dose assorbita per unità di massa quindi il fatto di essere più “grossi” non cambia assolutamente nulla. Chiarito questo, niente panico: lo studio è volto a verificare gli effetti sulle  future generazioni di animali nella zona contaminata e non a trasporre i risultati sull’uomo.</p>
<p>Un’ultima nota: ricorderete Yasushiro Sonoda, parlamentare giapponese che ha bevuto l’acqua di Fukushima per dimostrare che non c’è nulla da temere. In rete girano voci sulla sua presunta morte a causa di una leucemia fulminante. Si tratta di bufale: Sonoda è ancora vivo, fa ancora politica e aggiorna quasi quotidianamente il suo <a href="http://sonoda-yasuhiro.cocolog-nifty.com/blog/">blog</a>.</p>
<p>Si ringraziano Marco Casolino e Luca Di Fino per la preziosa consulenza.</p>
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		<title>Il rover Curiosity riporta l&#8217;umanità su Marte</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2012/08/06/il-rover-curiosity-riporta-lumanita-su-marte/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Aug 2012 14:07:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa mattina alle 7:31 ora italiana si è avuta la conferma dell&#8217;avvenuto atterraggio del rover Curiosity, che ha toccato le rosse sabbie di Marte circa 14 minuti prima nel vasto bacino del cratere Gale. La complessa procedura di atterraggio è andata benissimo, attestando la bontà della tecnologia &#8220;skycrane&#8221; (gru del cielo) che a causa della massa &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/08/06/il-rover-curiosity-riporta-lumanita-su-marte/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina alle 7:31 ora italiana si è avuta la conferma dell&#8217;avvenuto atterraggio del <a href="http://www.astronautinews.it/2012/08/03/msl-curiosity-tutto-quello-che-ce-da-sapere/" target="_blank">rover Curiosity</a>, che ha toccato le rosse sabbie di Marte circa 14 minuti prima nel vasto bacino del cratere Gale. La complessa procedura di atterraggio è andata benissimo, attestando la bontà della tecnologia &#8220;skycrane&#8221; (gru del cielo) che a causa della massa elevata di Curiosity è stata impiegata per la frenata finale del rover al posto dei collaudatissimi airbag usati in passato.</p>
<p><span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='645' height='393' src='http://www.youtube.com/embed/_qaaj69MKrU?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' frameborder='0'></iframe></span></p>
<p>La gioia dei tecnici radunati presso il Jet Propulsion Laboratory, centro californiano della NASA, è stata incontenibile: non appena arrivata la conferma dalla telemetria che Curiosity era giunto sano e salvo, la tensione si è sciolta in una lunga sequenza di abbracci urla di felicità. La reazione potrebbe sembrare spropositata, ma appare perfettamente comprensibile quando si guarda ai numeri e alle difficoltà affrontate per concludere felicemente le 36 settimane di viaggio.</p>
<p><span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='645' height='393' src='http://www.youtube.com/embed/wnG-rFFpP8A?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' frameborder='0'></iframe></span></p>
<p>Prendendo in prestito un&#8217;analogia coniata dagli stessi ingegneri JPL, lanciare Curiosity ha richiesto la stessa precisione richiesta per completare un passaggio di football americano tra due giocatori, il primo in California e il secondo a Londra. Curiosity è stato un grande balzo in avanti dal punto di vista tecnologico rispetto ai suoi predecessori: a otto anni di distanza dal lancio di Spirit e Opportunity, è giunto su Marte il più complesso laboratorio scientifico mai impiegato in una missione interplanetaria, tanto ricco di strumenti da richiedere, per il suo funzionamento, un cuore pulsante al plutonio.</p>
<p>In <a href="http://www.astronautinews.it/2012/07/25/aspettando-curiosity-uno-sguardo-agli-strumenti-di-bordo-parte-1/" target="_blank">questo</a> e <a href="http://www.astronautinews.it/2012/07/27/aspettando-curiosity-uno-sguardo-agli-strumenti-di-bordo-parte-2/" target="_blank">questo</a> articolo sono ben delineate le caratteristiche principali degli strumenti scientifici di bordo. (*)</p>
<p>Quasi dieci volte più pesante e tre volte più grande dei suoi predecessori Spirit e Opportunity, Mars Science Laboratory (il nome &#8220;originale&#8221; di Curiosity) costato 2,5 miliardi di dollari è ora libero di iniziare la sua missione scientifica, della durata prevista di due anni. I quattro obiettivi principali sono:</p>
<ol>
<li>Determinare se Marte abbia mai avuto un ambiente adatto ad ospitare <a title="Life on Mars" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Life_on_Mars">forme di vita</a></li>
<li>Studiare il <a title="Climate of Mars" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Climate_of_Mars">clima di Marte Mars</a></li>
<li>Studiare la <a title="Geology of Mars" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Geology_of_Mars">geologia di Mars</a></li>
<li>Contribuire alla pianificazione di una <a title="Manned mission to Mars" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Manned_mission_to_Mars">missione umana su Marte</a></li>
</ol>
<p>Dopo pochissimi istanti dal suo arrivo su Marte, MSL ha inviato al centro di Pasadena tre immagini &#8220;ingegneristiche&#8221;, che hanno certificato il suo arrivo su Marte in posizione corretta (uno dei problemi possibili era un arrivo con caduta sul fianco) e pronto ad operare. Le immagini sono state raccolte da un&#8217;altra sonda NASA, la Mars Odissey, che ha svolto il ruolo di ripetitore. Durante tutta la sua discesa nell&#8217;atmosfera marziana, MSL ha ripreso varie foto a colori a ottima risoluzione, che verranno inviate verso la Terra nei prossimi giorni.</p>
<div id="attachment_416" class="wp-caption aligncenter" style="width: 266px"><a href=" "><img class="size-full wp-image-416" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/08/Azl7LXOCUAAJT5z.jpg" alt="" width="256" height="256" /></a><p class="wp-caption-text">La superficie marziana ripresa da Curiosity - (C) NASA/JPL</p></div>
<p>Per continuare a seguire le vicende di Curiosity, e per non perdersi le pubblicazioni delle prossime immagini, consigliamo di consultare prima di tutti il sito della missione <a href="http://mars.jpl.nasa.gov/msl/">http://mars.jpl.nasa.gov/msl/</a>, o per maggiore praticità l&#8217;account twitter <a href="http://twitter.com/MarsCuriosity" target="_blank">@MarsCuriosity</a>. Vari video legati alla missione sono anche stati pubblicati sui canali Youtube di <a href="http://www.youtube.com/user/nasatelevision" target="_blank">NASA</a> e <a href="http://www.youtube.com/user/JPLnews" target="_blank">JPL</a>.</p>
<p>Non ci resta quindi che aspettare le scoperte del nostro nuovo precursore robotico, sperando possa ravvivare le motivazioni per inviare, un giorno, un equipaggio umano verso Marte, come tanto a lungo sognato dagli appassionati e come tanto efficacemente descritto in innumerevoli romanzi di fantascienza.</p>
<div><span style="font-size: x-small">(*) Full disclosure Conflitto di interessi? L&#8217;autore scrive principalmente per il portale AstronautiNEWS e quindi ha usato alcuno suoi articoli nei links di questo breve articolo. </span></div>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2012/08/06/il-rover-curiosity-riporta-lumanita-su-marte/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Dove nessun uomo è mai giunto prima</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Aug 2012 16:40:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Di Fino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Astrofisica]]></category>
		<category><![CDATA[Astronautica]]></category>
		<category><![CDATA[altea]]></category>
		<category><![CDATA[esplorazione spaziale]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
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		<description><![CDATA[L’esplorazione spaziale e la colonizzazione di altri mondi rappresentano uno dei sogni dell’uomo fin dagli albori della civiltà. Purtroppo, dopo la corsa alla Luna degli anni 60-70 che ha visto gli Stati Uniti trionfare sull’Unione Sovietica in quelli che furono i tempi d’oro dell’esplorazione spaziale umana, nessun uomo ha più posato piede su un corpo &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/08/01/dove-nessun-uomo-e-mai-giunto-prima/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1></h1>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/08/expplan.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-404" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/08/expplan-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">L’esplorazione spaziale e la colonizzazione di altri mondi rappresentano uno dei sogni dell’uomo fin dagli albori della civiltà. Purtroppo, dopo la corsa alla Luna degli anni 60-70 che ha visto gli Stati Uniti trionfare sull’Unione Sovietica in quelli che furono i tempi d’oro dell’esplorazione spaziale umana, nessun uomo ha più posato piede su un corpo planetario. Eppure la scienza e la tecnologia hanno fatto enormi passi avanti e hanno permesso di inviare sonde e rover intorno o sulla superficie di molti corpi del sistema solare (pianeti, satelliti, comete, asteroidi). Perché, dunque, all’uomo è stata invece preclusa la strada verso nuovi mondi? Tenendo da parte gli enormi ostacoli economico-finanziari, il motivo per il quale non abbiamo più messo piede fuori dalla nostra orbita è un altro, ben descritto da una slide presentata ad un congresso a cui ho partecipato recentemente: “Piano di esplorazione: i posti dove andremmo – se la radiazione non ci trattenesse”</p>
<p align="JUSTIFY">Infatti, pur non essendo noto al grande pubblico, non sono motivazioni tecniche o tecnologiche le prime cause di questo stallo, ma piuttosto la radiazione cosmica a cui sarebbero sottoposti gli astronauti durante un lungo viaggio interplanetario. Si può osservare infatti come l’aumento della dose giornaliera (da 1 mSv al giorno in orbita terrestre bassa fino a 3 mSv al giorno in un viaggio verso i pianeti esterni) combinata con la crescente durata del viaggio interplanetario porti ad una dose totale assorbita insostenibile per un essere umano.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma cosa è la radiazione cosmica e da cosa deriva? E come ci si può proteggere? Nei miei interventi futuri su questo neonato blog di ScientifiCast scriverò proprio dei raggi cosmici e di come vengono studiati a bordo della Stazione Spaziale e in particolare vi parlerò dell’esperimento italiano ALTEA di cui mi occupo da ormai 10 anni.</p>
<p align="JUSTIFY">Iniziamo con una breve introduzione storica sulla scoperta dei raggi cosmici e sul contributo determinante dato dalla fisica italiana.</p>
<p align="JUSTIFY">Già verso la fine dell’800 i fisici, studiando la conducibilità dei gas con gli elettroscopi, scoprirono che per quanto li isolassero da sorgenti di radiazione, essi si scaricavano lentamente. Nel 1901 Wilson suggerì che la ionizzazione del gas potesse essere dovuta a radiazione da sorgenti esterne all’atmosfera terrestre e dotata di un grandissimo potere di penetrazione.</p>
<p align="JUSTIFY">Gli studi di Theodore Wulf (1907) e dell’italiano Domenico Pacini (1907-1910) mostrarono che la radiazione non diminuiva allontanandosi dalla superficie terrestre, ma in alcuni casi aumentava, rinforzando l’ipotesi dell’origine extraterrestre.</p>
<p align="JUSTIFY">Il 12 Agosto 1912, Victor Hess misurò la radiazione con due camere di ionizzazione sigillate ermeticamente portate con un pallone a quota di 5350 m. Osservò che da 1500 m la ionizzazione aumentava fino a raddoppiare a circa 5000 m. Hess concluse che la ionizzazione era dovuta a radiazione di grande potere penetrante proveniente dal di fuori dell’atmosfera; nel 1936 gli fu assegnato il premio Nobel per la fisica per questa scoperta.</p>
<p align="JUSTIFY">Il termine “raggi cosmici” è dovuto a Robert Millikan che nel 1925 iniziò ad interessarsi a questa radiazione: egli infatti riteneva che fossero composti principalmente da raggi gamma.</p>
<p align="JUSTIFY">Bruno Rossi e Arthur Compton ipotizzarono, al contrario, che fossero composti da particelle cariche: successive misurazioni dimostrarono la validità di questa seconda ipotesi. La distribuzione della radiazione, infatti, variava con la latitudine magnetica, come ci si attende per le particelle cariche sotto l’influenza del campo geomagnetico terrestre. Questa misura fu effettuata nel 1927 da Clay viaggiando da Amsterdam a Java. Clay osservò che l’intensità dei RC diminuiva avvicinandosi all’equatore.</p>
<p align="JUSTIFY">Nel 1930 il fisico italiano Bruno Rossi notò che, se la carica delle particelle era positiva, esse dovevano provenire in maniera preferenziale da est. Questo effetto fu misurato nel 1933 da due gruppi americani, T.H.Johnson e L.Alvarez con A.H.Compton.</p>
<p align="JUSTIFY">Nel prossimo post di questa serie, andremo a vedere quali sono le caratteristiche e l’origine dei raggi cosmici presenti in orbita terrestre e oltre.</p>
<p style="text-align: right" align="JUSTIFY"><em>Luca Di Fino</em><br />
<a href="http://lucadifino.wordpress.com" target="_blank">lucadifino.wordpress.com </a></p>
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		<title>Scientificast #22 &#8211; L&#8217;atomo di topolino</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2012/07/24/scientificast-22-latomo-di-topolino/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Jul 2012 20:28:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drpbrock</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con la puntata 22 ci congediamo. Ci vediamo a Settembre cari ascoltatori, soci, collaboratori di Scientificast! Oggi parliamo di Supernovae. Queste spaventose esplosioni determinano la fine di alcuni tipi di stelle. Ovviamente il loro studio avviene ad anni luce di distanza (grazie al cielo) e nasconde ancora molti aspetti scientifici da svelare. Un gruppo di &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/07/24/scientificast-22-latomo-di-topolino/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="atomo rtherford" src="http://2.bp.blogspot.com/_RpQyfPjF6Fw/TOlAtk2a2LI/AAAAAAAAAZk/EybC9HRep2Y/s1600/300px-Rutherford_atom_svg.png" alt="" width="240" height="240" />Con la puntata 22 ci congediamo. Ci vediamo a Settembre cari ascoltatori, soci, collaboratori di Scientificast!</p>
<p>Oggi parliamo di <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Supernova_a_instabilit%C3%A0_di_coppia">Supernovae</a></strong>. Queste spaventose esplosioni determinano la fine di alcuni tipi di stelle. Ovviamente il loro studio avviene ad anni luce di distanza (grazie al cielo) e nasconde ancora molti aspetti scientifici da svelare. Un gruppo di ricercatori ha scoperto <a href="http://www.scientificamerican.com/article.cfm?id=super-supernovae-antimatter-powered">un nuovo meccanismo di innesco</a> di questi fenomeni celesti.</p>
<p>Ultimo appuntamento della stagione anche con ScientifiBook. Anna  Rita e Giuliana parlano di <strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788833922843/paenza-adrian/non-puo-dividere.html">&#8220;Non si può dividere per zero&#8221;</a></strong>, libro matematico di Adrian Paenza.</p>
<p>Dal <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Modello_atomico_di_Rutherford">modello atomico di Rutherford</a> (scherzosamente chiamato l&#8217;atomo di topolino) all&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Equazione_di_Schr%C3%B6dinger">equazione di Schroedinger</a>.  Dalla meccanica classica alla meccanica quantistica passando per una domanda. <strong>Perchè gli elettroni orbitano intorno al nucleo e non ci cadono sopra?</strong> Domanda di un ascoltatore alla quale cerchiamo, modestamente, di dare una risposta non banale ma comprensibile. (<a href="http://www.vialattea.net/esperti/php/risposta.php?num=2720">Approfondimento da vialattea.net)</a></p>
<p>In conclusione di puntata, Julien e Silvia ci parlano della loro vita da ricercatori presso l&#8217;<strong><a href="www.ismar.cnr.it">ISMAR del CNR</a> e l&#8217;<a href="http://www.ibf.cnr.it">Istituto di Biofisica del CNR</a></strong> a Genova.</p>
<p>Infine, un augurio corale di buone vacanze con le anticipazioni per la seconda stagione di Scientificast, a partire da settembre (a proposito, non dimenticate di <a href="https://www.facebook.com/questions/300348826729644/">rispondere al nostro sondaggio su Facebook</a>). Buone vacanze!</p>
<p><strong><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/Scientificast22.mp3">&gt;&gt; SCARICA L’EPISODIO 22 &lt;&lt;</a></strong></p>
<p><em>Nuovi soci dell’associazione Scientificast: <strong>Diego Bertin, Davide Romanzin</strong>. Grazie per il sostegno e benvenuti!</em></p>
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		<title>Sperimentazione animale: tra miti, polemiche e realtà scientifica (Aggiornato 19/07/2012 &#8211; 18.00)</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jul 2012 18:35:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Angioni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Negli ultimi mesi si è parlato moltissimo di sperimentazione animale a causa di un’azienda bresciana chiamata “Green Hill”. Si tratta di un allevamento di cani Beagle destinati ai laboratori che conducono sperimentazione animale. In questo articolo non voglio entrare nella polemica che riguarda Green Hill, che per altro è stato oggi sequestrato dalla Procura della Repubblica con &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/07/18/sperimentazione-animale-tra-miti-polemiche-realta-scientifica/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_388" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/07/Negative-Animal-Test-Results-Not-Always-Published-2.jpg"><img class="size-medium wp-image-388" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/07/Negative-Animal-Test-Results-Not-Always-Published-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Wikimedia Commons</p></div>
<p>Negli ultimi mesi si è parlato moltissimo di sperimentazione animale a causa di un’azienda bresciana chiamata “Green Hill”. Si tratta di un allevamento di cani Beagle destinati ai laboratori che conducono sperimentazione animale. In questo articolo non voglio entrare nella polemica che riguarda Green Hill, che per altro è stato oggi <a href="http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201207181307-ipp-rt10082-sequestro_green_hill_3_indagati_beagle_restano_in_allevamento">sequestrato dalla Procura della Repubblica</a> con l’accusa di maltrattamento di animali. Chiaramente qualunque allevamento (dedicato alla sperimentazione o meno) deve seguire determinate norme di rispetto e igiene, e nel caso in cui queste vengano a mancare la chiusura dell’allevamento è assolutamente doverosa. La polemica, però, si è estesa alla legittimità e all’utilità della sperimentazione animale: un argomento di rilevanza scientifica che può essere trattato nei nostri spazi.</p>
<p>Per approfondire l’argomento ho contattato il <a href="http://www.marionegri.it/mn/it/sezioni/istituto/storia/biografie/">Prof. Silvio Garattini</a>, farmacologo di fama internazionale e direttore dell’istituto Mario Negri di Milano.</p>
<p><strong>Simone Angioni:</strong> Il termine sperimentazione animale è spesso impropriamente sostituito dal termine &#8220;vivisezione&#8221;. Quali differenze ci sono tra la vivisezione e la sperimentazione animale e quali tutele esistono, oggi, per gli animali oggetto di sperimentazione?</p>
<p><strong>Prof. Garattini:</strong> Il termine &#8220;vivisezione&#8221; è impiegato in modo improprio per sollevare indignazione ed orrore. Nessuno seziona gli animali. La sperimentazione animale è regolata da leggi specifiche e nel caso di interventi chirurgici è obbligatorio utilizzare l&#8217;anestesia come si agisce in clinica per l&#8217;uomo. Ogni sperimentazione viene approvata da un comitato etico che deve stabilire se esistono metodi alternativi.</p>
<p><strong>S.A.: </strong>Nel 2012, la sperimentazione animale è ancora largamente diffusa, eppure sui media si sente spesso dire che, siccome l&#8217;affidabilità dei risultati ottenuti sugli animali non è totale e spesso si finisce comunque a sperimentare sull&#8217;uomo, allora tanto varrebbe eliminare questa inutile tortura. Qual è l&#8217;utilità dei dati raccolti da sperimentazioni su specie diverse?</p>
<p><strong>Prof. Garattini: </strong>Si tratta di falsità. Tutti i farmaci in commercio per legge devono passare e quindi sono passati attraverso la sperimentazione animale. Utilizzare specie diverse permette di stabilire se gli effetti benefici non sono limitati ad una sola specie e nello stesso tempo raccogliere un &#8220;catalogo&#8221; di effetti collaterali e il rapporto benefici-rischi e quindi avere utili informazioni per la sperimentazione nell&#8217;uomo. Non sempre esiste una corrispondenza di effetti fra animali e uomo, altrimenti non sarebbe necessaria la sperimentazione umana. Fra l&#8217;altro la sperimentazione animale permette di evitare che molti farmaci tossici arrivino all&#8217;uomo.</p>
<p><strong>S. A.:</strong> Chiarita l&#8217;utilità della sperimentazione animale, sono costretto a farle una domanda classica: ci sono alternative agli animali? Se sì, quali vantaggi portano?</p>
<p><strong>Prof. Garattini: </strong>I metodi che vengono detti &#8220;alternativi&#8221; sono utilizzati in tutti i laboratori. In realtà sono &#8220;complementari&#8221; e spesso preliminari agli studi animali. Se gli animalisti sostengono che gli animali non sono un buon modello, ancora meno lo saranno poche cellule coltivate in una provetta.<br />
In realtà la diminuzione dell&#8217;impiego degli animali deriva da avanzamenti tecnologici. Una volta ad esempio si dovevano uccidere animali a tempi diversi per seguire modelli di patologia neurodegenerativa; oggi con la risonanza nucleare magnetica si possono avere analoghe informazioni su animali viventi.<br />
Per quanto riguarda i costi, la spesa per mantenere topi e ratti in condizioni ottimali è enorme. Le spese di software sono ridicole; d&#8217;altra parte con un software non si può vedere se una sostanza chimica è antidolorifica, nè si può usare il computer!</p>
<p><strong>S. A.: </strong>Tra le argomentazioni contrarie alla sperimentazione animale quella che più mi ha colpito, in quanto chimico, è la vicenda della talidomide: sperimentata sugli animali, messa in commercio e rivelatasi nociva per l&#8217;uomo. Si tratta veramente di un caso di fallimento della sperimentazione animale?</p>
<p><strong>Prof. Garattini: </strong>Il caso tragico della talidomide è frutto della mancata sperimentazione animale. Infatti all&#8217;epoca non si eseguivano studi sulla riproduzione degli animali. Da allora questo test è stato reso obbligatorio e non vi sono stati altri episodi di malformazione.</p>
<p>Per documentare la discrepanza fra studi con gli animali ed i comportamenti nell’uomo gli “animalisti” citano frequentemente la tossicità dell’aspirina nel cane e nel gatto. Da questa osservazione si desume che la sperimentazione animale non serve a nulla perché non avrebbe permesso di scoprire neppure l’aspirina.<br />
E’ un’affermazione completamente falsa perché l’aspirina è raccomandata come terapia anti-infiammatoria nei cani e nei gatti.<br />
Nei cani la dose consigliata è tra 10 e 20 mg/kg, una dose analoga a quella che si utilizza nell’uomo. I gatti tollerano meno dei cani il trattamento con aspirina, ma ciò è dovuto ad un problema metabolico, deficienza dell’enzima che glucuronando l’aspirina ne facilita l’escrezione. Perciò nei gatti la dose fra 10 e 20 mg/kg deve essere somministrata ogni 48 ore.</p>
<p><strong>S. A.: </strong> La ricerca cosmetica è un punto critico per coloro che sostengono l&#8217;utilità della sperimentazione animale. Banalizzando ci si potrebbe chiedere a cosa serva testare un dentifricio su un animale. La questione è: non sono già note le interazione dei principali prodotti cosmetici e relativi eccipienti con il corpo umano? Sono ancora in atto e necessarie sperimentazioni di questo tipo?</p>
<p><strong>Prof. Garattini: </strong>Per i cosmetici i test animali sono obbligatori solo per i nuovi prodotti. Nessuno fa sperimentazione sui prodotti già studiati anche perché sarebbe un inutile spreco di danaro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In conclusione dell’intervista, mi rendo conto che la posizione del Prof. Garattini sia impopolare e risulti più difficile da comprendere se confrontata con una foto di un “cagnolino dagli occhi tristi”, ma sono dell’idea che su argomenti come questo non ci si possa fermare al lato emotivo. Rattristarsi e trovare intollerabile il sacrificio di alcuni animali, per permettere all’uomo di sopravvivere più a lungo, è comprensibile e condivisibile. Credo che nessun ricercatore ami eseguire esperimenti su esseri viventi, tuttavia è necessario essere pragmatici e scegliere tra:<br />
- eliminare la sperimentazione animale ed eseguire le sperimentazioni di nuove sostanze direttamente sull’uomo. In questo caso bisognerebbe capire quanti e quali “volontari” sacrificare per il bene dei posteri.<br />
- continuare con la sperimentazione animale, considerando che è una pratica da utilizzare solo quando non vi sono alternative e seguendo tutte le precauzioni possibili per limitare la sofferenza.</p>
<p>Se ci sono altre scelte, personalmente non le vedo, almeno per ora, ma spero vivamente che nuove strade arrivino presto.</p>
<p>Per completezza riporto i riferimenti all’attuale normativa vigente in Italia [<a href="http://www.unipi.it/ricerca/animali/Normativa/decreto.htm_cvt.htm">1</a>,<a href="http://www.unipi.it/ricerca/animali/Circ_8_1994.rtf">2</a>,<a href="http://www.unipi.it/ricerca/animali/Normativa/circolare.pdf">3</a>] e alle direttive dell’UE [<a href="http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:32010L0063:IT:HTML">4</a>] in materia di sperimentazione animale.</p>
<p><strong>Aggiornamento 19/07/2012 Ore 18.00</strong></p>
<p>A seguito del sequestro di Green Hill sulla stampa stanno imperversando articoli di &#8220;esperti&#8221; che spiegano gli orrori della vivisezione. Come ho precisato nell&#8217;articolo, anche io sono contrario all&#8217;utilizzo degli animali, purchè sia disponibile un&#8217;alternativa altrettanto valida. Ribadito ciò, trovo piuttosto triste che certe bufale vengano propinate al pubblico. Di conseguenza amplio l&#8217;articolo con le migliori uscite delle ultime 24 ore.</p>
<p>Nell&#8217;articolo dell&#8217; <a href="http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201207181307-ipp-rt10082-sequestro_green_hill_3_indagati_beagle_restano_in_allevamento">AGI</a> (ripreso poi da moltissimi giornali, siti e tv) si legge un approfondimento a cura della LAV:</p>
<blockquote><p>&#8220;Non esiste limite alle specie che possono essere impiegate nelle procedure: cani, gatti, scimmie, animali in via d&#8217;estinzione e selvatici, anche se quelle piu&#8217; rappresentate continuano ad essere topi e ratti visto il loro basso costo, facile manipolazione e alta prolificita&#8217;. &#8220;</p></blockquote>
<p>Tuttavia nella <a href="http://www.ordineveterinarinapoli.it/segreteria/modulistica/doc_download/36-dl116-92.html">legge 116/92</a> si legge:</p>
<blockquote><p>&#8220;Gli esperimenti sono vietati sugli animali appartenenti a specie in estinzione [...] nonchè sugli animali appartenenti a specie minacciate&#8221;</p></blockquote>
<p>Nell&#8217;allegato I della legge si trova l&#8217;elenco degli animali sui quali è possibile sperimentare, esclusi cani, gatti e primati non umani per i quali vige un regolamento speciale secondo il quale si autorizzano:</p>
<blockquote><p>&#8220;[...]esperimenti su primati non umani, sui cani e sui gatti soltanto quando obbiettivo siano verifiche medico-biologiche essenziali e gli esperimenti su altri animali non rispondano agli scopi dell&#8217;esperimento&#8221;</p></blockquote>
<p>L&#8217;autorizzazione è rilasciata dal Ministero dopo la valutazione del progetto e delle motivazioni della richiesta.</p>
<p>Inoltre si precisa:</p>
<blockquote><p>&#8220;Gli esperimenti possono essere eseguiti soltanto su animali da allevamento appartenenti alle specie elencate nell&#8217;allegato I&#8221;</p></blockquote>
<p>chi ha riportato questa frase, ha letto la legge?</p>
<p>Non paghi di ciò, oggi, su <a href="http://www3.lastampa.it/lazampa/articolo/lstp/462903/">La Stampa</a>, compare l&#8217;intervista ad una biologa sempre della LAV, cito testualmente:</p>
<blockquote><p>&#8220;Gli animali sottoposti al fumo delle sigarette per 24 ore al giorno non si ammalano di tumore ai polmoni, e neanche l’amianto ha provocato loro danni: non è stato così per l’uomo. Poi l’aspirina: per alcuni malati è un salvavita per gli animali è tossica.&#8221;</p></blockquote>
<p>Purtroppo anche questo è tutto falso. Sull&#8217;aspirina si è già espresso il Prof. Garattini, ma anche le altre due sono delle bufale. Basta banalmente cercare tra la letteratura scientifica per trovare decine di articoli che parlano dell&#8217;effetto cancerogeno del fumo e dell&#8217;amianto sugli animali [<a href="http://www.epa.gov/iris/subst/0371.htm">5</a>,<a href="http://monographs.iarc.fr/ENG/Monographs/vol83/mono83-6C.pdf">6</a>]. Giusto per precisione, il fumo è cancerogeno sugli animali anche quando è passivo.</p>
<p>Quello che mi chiedo è quanto sia veramente necessario utilizzare delle conclamate bufale per sostenere il proprio ideale. La difesa della vita animale è un intento assolutamente nobile e che va perseguito, ma farlo falsando la realtà svilisce la causa. Chiaramente è anche possibile che alla LAV nessuno abbia letto l&#8217;attuale legge sulla sperimentazione animale o gli articoli scientifici in merito a fumo, amianto e aspirina. In entrambi i casi il panorama della difesa dei diritti degli animali non appare troppo roseo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Scientificast #21 &#8211; Il bosone rivelato?</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2012/07/11/scientificast-21-il-bosone-rivelato/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Jul 2012 06:04:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drpbrock</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Insieme alla formazione classica in studio, con un po&#8217; di ritardo dovuto a qualche problema tecnico, ritorna scientificast! In questa puntata diamo ampio spazio alle importantissime novità sulla ricerca del bosone di Higgs. Sarà proprio lui? Ne parliamo con il Professor Mauro De Palma, ordinario presso l&#8217;Università di Bari e cattedratico di Istituzioni di Fisica &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/07/11/scientificast-21-il-bosone-rivelato/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Peter Higgs" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/c/cc/Higgs%2C_Peter_%281929%293.jpg" alt="" width="276" height="437" />Insieme alla formazione classica in studio, con un po&#8217; di ritardo dovuto a qualche problema tecnico, ritorna scientificast!</p>
<p>In questa puntata diamo ampio spazio alle importantissime novità sulla ricerca del <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bosone_di_Higgs">bosone di Higgs</a></strong>. Sarà proprio lui? Ne parliamo con il <strong>Professor Mauro De Palma</strong>, ordinario presso l&#8217;Università di Bari e cattedratico di Istituzioni di Fisica Nucleare e Subnucleare.<br />
Per approfondire:<br />
- <a href="http://press.web.cern.ch/press/PressReleases/Releases2012/PR17.12E.html">Press Release del CERN del 4 Luglio.</a><br />
- <a href="http://www.lettera43.it/economia/aziende/monti-taglia-i-fondi-ai-fisici-del-bosone-di-higgs_4367557101.htm">Tagliati i fondi all&#8217;INFN.</a></p>
<p>Altro argomento trattato, la recente <strong>dichiarazione dell&#8217;</strong><a href="http://www.who.int/en/"><strong>OMS</strong> (Organizzazione Mondiale della Sanità)</a> in merito agli <strong>scarichi dei motori a gasolio</strong> e la recente e controversa <strong>richiesta del <a href="http://www.codacons.it/">CODACONS</a> di sequestrare tutti i veicoli diesel in circolazione</strong>. C&#8217;è molta esagerazione, molta voglia di fare notizia e scalpore e&#8230; Si è scoperta per l&#8217;ennesima volta l&#8217;acqua calda. Ne discutiamo in studio con Simone.<br />
Per approfondire:<br />
- <a href="http://press.iarc.fr/pr213_E.pdf">Press Release dell&#8217;OMS dopo la conferenza di Lione del 12 Giugno.</a><br />
- <a href="http://www.iarc.fr/en/media-centre/iarcnews/pdf/FAQ_English-Mono105.pdf">Indicazioni e FAQ dell&#8217;OMS in merito ai motori diesel</a></p>
<p><strong>Titano.</strong> Un <strong>oceano d&#8217;acqua</strong> sotto la sua superficie? Un gruppo di ricercatori tra i quali molti italiani, sfruttando un trucco gravitazionale e la potenza di probing della <strong><a href="http://www.nasa.gov/mission_pages/cassini/main/index.html">sonda Cassini</a> (NASA)</strong>, hanno determinato con buona probabilità la geologia interna del grande satellite di Saturno.<br />
Per approfondire:<br />
- <a href="http://www.sciencemag.org/content/early/2012/06/27/science.1219631.abstract">L&#8217;articolo originale da Science Express (Science)</a><br />
- <a href="http://www.lescienze.it/news/2012/07/02/news/titano_oceano_liquido_acqua_sonda_cassini_anomalie_gravitazionali-1125187/">L&#8217;approfondimento di Le Scienze</a></p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/ITER"><strong>ITER</strong> (International Thermonuclear Experimental Reactor)</a>. La nuova speranza energetica dell&#8217;umanità? Un <strong>reattore a fusione nucleare</strong> che presenta non pochi problemi. Chi ci lavora? Quali sono i costi? Quali le prospettive a breve? Simone approfondisce l&#8217;argomento in studio.<br />
Per approfondire:<br />
- <a href="http://www.iter.org/">Sito ufficiale del progetto</a></p>
<p>Infine una piccola anticipazione alla quale dedicheremo un articolo nei prossimi giorni. <strong>Scientificast sbarca al <a href="http://www.festivalscienza.it/site/home.html">Festival della Scienza</a></strong> 2012 a Genova. Alcuni progetti ci vedono coinvolti (insieme ad ISAA) e sono stati confermati dallo staff. Ringraziamo sin d&#8217;ora le maestranze del festival e vi daremo aggiornamenti tra qualche giorno. Non è ancora finita. <img src='http://www.scientificast.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
<strong><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/Scientificast21.mp3">&gt;&gt; SCARICA L’EPISODIO 21 &lt;&lt;</a></strong></p>
<p><em>Nuovi soci dell’associazione Scientificast: <strong>Stefano Villani, Maurizio Abate, Mario </strong>(cognome omissis)<strong>, Stefano Righi</strong>. Grazie per il sostegno e benvenuti!</em></p>
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		<item>
		<title>Gatti e&#8230; l&#8217;erba</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2012/07/09/gatti-e-lerba/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Jul 2012 22:21:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il mio esordio sul blog ha come tema la fisiologia animale e la botanica e, come avrete già intuito dal titolo, i protagonisti sono i piccoli felini domestici. Immagino che vi starete chiedendo come mai torno a parlare di gatti: vi assicuro che non è solo per la passione e l’amore che mi legano a &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/07/09/gatti-e-lerba/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/07/gatti-ed-erbe.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-354" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/07/gatti-ed-erbe.jpg" alt="" width="259" height="194" /></a>Il mio esordio sul blog ha come tema la fisiologia animale e la botanica e, come avrete già intuito dal titolo, i protagonisti sono i piccoli felini domestici.</p>
<p>Immagino che vi starete chiedendo come mai torno a parlare di gatti: vi assicuro che non è solo per la passione e l’amore che mi legano a questi animali o per rimarcare l’epiteto affibbiatomi da Julien di “biofisica gattara”, ma perché  l’argomento è stato proposto da un ascoltatore, Igor, il primo che, rompendo gli indugi, mi ha scritto sulla posta personale ponendomi una domanda specifica. Ho pensato che fosse carino cominciare i miei interventi sul neoblog rispondendo alla prima domanda. Grazie ad Igor per avermi dato quindi la perfetta occasione di parlare di mici, che mi appassionano quanto la fisica, e grazie anche per il titolo del mio primo post, che ho rubato spudoratamente copiando  l’oggetto della sua mail.</p>
<p>Direi che ho già tergiversato troppo, quindi entro nel vivo dell’argomento.</p>
<p>Il comune identificativo di erba gatta o erba gattaia non è associato ad una sola pianta. Le principali “erbe gattaie”presenti in Italia sono quattro e i loro nomi scientifici sono: <em>Nepeta cataria</em>, <em>Dactylis glomerata</em>, <em>Teucrium marum</em>, <em>Valeriana officinalis</em>. La più famosa, per gli effetti eccitanti ed inebrianti che ha sui felini, è la <em>Nepeta cataria</em>, mentre la più comunemente venduta anche per l’utilizzo in appartamenti che ospitano gatti è la <em>Dactylis glomerata</em> (conosciuta anche come Pannocchina). Ma andiamo ad analizzarle con ordine ed una alla volta.</p>
<p>La <em>Nepeta cataria</em> è una pianta aromatica della famiglia <em>Lamiaceae</em> (famiglia delle mente). Dal punto di vista officinale è ben nota in quanto contiene un olio che è un potente repellente per gli insetti; ha anche proprietà antispastiche e veniva usata come sedativo, ma gli effetti sono blandi, almeno per quello che riguarda l’uomo. Questo motivo, insieme al sospetto di epatotossicità, ha fatto sì che se ne sia sconsigliato l’utilizzo per  l‘uomo. Gli effetti della <em>Nepeta</em> sono totalmente differenti sui felini, domestici o selvatici che siano. Il principio attivo contenuto nell’olio di questa pianta e responsabile dell’irresistibile attrazione che i gatti provano per essa, è il nepetalattone (<em>nepetalactone</em> in inglese).</p>
<p>Non solo i gatti ma anche i grandi felini come leoni, tigri, linci e leopardi possono essere sensibili a questa molecola, ma non tutti gli esemplari:  solo, per così dire, il 70-90% reagiscono alla sostanza. La sensibilità al nepetalattone è  ereditata da un gene autosomico dominante ed è quindi una caratteristica genetica (TODD N.B., 1962). I gattini non rispondono alla molecola almeno fino alle 6-8 settimane di vita e solo verso le 12 settimane  reagiscono come i gatti adulti. La via di assimilazione non è l’intestino ma l’organo vomeronasale:  per assumerla è indispensabile, quindi, che i gatti percepiscano l’odore della molecola. Il nepetalattone chimicamente è un terpene, che mima l&#8217;effetto dei ferormoni felini. È stato osservato che nell’urina dei gatti maschi, specie quando sono in amore, sono presenti sostanze ferormoniche simili in struttura ai nepetalattoni: per questo motivo i gatti reagiscono alla nepeta con comportamenti di natura sessuale. Sono possibili, però, anche delle vere e proprie allucinazioni, ma la sostanza comunque non genera dipendenza: se i gatti hanno la possibilità di avvicinarsi alla pianta lo fanno anche tutti i giorni, ma in assenza di essa non mostrano comportamenti tali da far sospettare che ne sentano la mancanza.</p>
<p>Un’altra erba psicoattiva per i gatti è la comune valeriana (<em>Valeriana officinalis</em>, appartenente alla famiglia delle <em>Valerianaceae</em>). In questo caso sono le radici ad attrarre i gatti. Tale pianta medicinale è stata utilizzata dall’uomo sin dall’antichità come sedativo, antispasmodico e blando narcotico, ma si trovano anche  riferimenti ad essa come erba gattaia già nei secoli scorsi. Sui gatti, però, non possiede le proprietà calmanti e narcotiche per cui è utilizzata dall’uomo, ma ha degli effetti opposti. Li risveglia e li stimola: molto utile, infatti, farla annusare a gatti un po’ apatici per dar loro una sferzata di vitalità;  è, inoltre, spesso utilizzata all’interno di giochi o tiragraffi per attirare i nostri felini domestici.  Il medico napoletano Raffaele Valieri riferiva già alla fine dell’ ’800 che “quando si spande per terra un sacco di valeriana è curioso e piacevole lo spettacolo che danno i gatti al solo avvicinarsi alla valeriana: vi si rotolano per di sopra, la inalano ripetutamente ed infine sono presi da tremito, si rizzano i peli, danno salti disordinati, fanno mille strambotti di sfrenata ebbrezza coreica e finalmente perdono li senzi e cadono in assopimento, restando per lunga pezza eccitati ed ebetiti. È questo un fenomeno di analogia, che si avvicina al tremito, alla ebbrezza, alla fantasia ed allo stordimento che produce l’haschish nell’uomo” (Valieri 1887, p. 16).</p>
<p>Un’altra nota “erba dei gatti” è il maro (<em>Teucrium marum</em> L.), anch’essa, come la <em>Nepeta cataria</em>, della famiglia delle <em>Labiatae</em>. Cresce spontanea in Corsica, Sardegna e nelle isole circostanti e si è inselvatichita sporadicamente in diverse località dell’Italia continentale, dove cresce negli orti.<br />
Il nome scientifico deriva da Teucro, mitico re dei troiani, che secondo una leggenda avrebbe scoperto le virtù medicinali di questa pianta. Nell’antichità era usata come disinfettante e cicatrizzante sugli animali: l’aroma intenso infatti allontanava qualsiasi tipo d’insetto, rendendo più difficile l’insediamento di vermi nella ferita. I gatti ne sono molto attratti ed essa ha su di loro effetti eccitanti simili a quelli della nepeta, ma più blandi.<br />
In passato venne utilizzata dall’uomo come espettorante nelle bronchiti, come decongestionante ed antispastico dell’apparato digerente, ma il Ministero della Sanità con un decreto del 1996 ha dichiarato questa pianta e tutte quelle della famiglia epatotossica per la presenza di diperteni neo-clerodanici e quindi sconsigliabile per trattamenti terapeutici.</p>
<p>L’ultima erba gattaia che prendiamo in analisi è la <em>Dactylis glomerata</em>, una specie erbacea della famiglia delle <em>Poaceae</em> (o <em>Gramineae</em>) ampiamente coltivata come pianta foraggera e conosciuta anche come erba mazzolina o pannocchina. I gatti amano mangiarla per pulirsi stomaco ed intestino, ma non sono i soli quadrupedi carnivori ad apprezzarla: anche i cani non la disdegnano. A differenza delle piante di cui ho parlato fino ad ora, questa non ha effetti psicoattivi, ma è importante per il benessere del gatto casalingo tenerne un vaso in casa o sul balcone per evitare che, spinto dall’istinto di mangiare erba, ingerisca piante che potrebbero essere tossiche. State tranquilli comunque che, potendo scegliere, i piccoli felini non mangeranno mai qualcosa di nocivo! Non è necessario utilizzare per forza questa varietà: di solito ai gatti piace anche l’avena o, comunque, più o meno qualunque tipo di graminacea è adatta allo scopo e gradita ai nostri amici.</p>
<p>Spero che questo mio piccolo compendio possa aver  fatto un po’ di chiarezza nella foresta oscura delle erbe amate dai gatti e aspetto i commenti di gattofili e no.</p>
<p>Passo e chiudo, per ora, citando le parole di Giorgio Samorini, ricercatore indipendente specializzato nell’etnobotanica (<a href="http://samorini.it/site/">http://samorini.it/site/</a>): “procurare al proprio amato gatto un’erba gattaia significa offrirgli la possibilità di rapportarsi con una pianta per lui ancestrale, di inebriarsi a suo piacere con una droga sana e naturale, senza il pericolo di indurre un’assuefazione cronica. Il rapporto dei gatti con le erbe gattaie è generalmente di tipo stagionale, in particolar modo primaverile, e questi felini non sono soggetti ad alcuna crisi di astinenza nei lunghi periodi dell’anno in cui queste piante sono per loro inefficaci.”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Riferimenti:</strong></p>
<p><a href="http://naldc.nal.usda.gov/download/3045/PDF">http://naldc.nal.usda.gov/download/3045/PDF</a>, <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1480656/?tool=pmcentrez">http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1480656/?tool=pmcentrez</a> <a href="http://chemistry.about.com/od/medicalhealth/a/Nepetalactone-Chemistry.htm">http://chemistry.about.com/od/medicalhealth/a/Nepetalactone-Chemistry.htm<br />
</a>BARRY DAVID, 2005, Catnip. The key chemical responsible for the herb’s frisk-inducing effects on felines is nepetalactone, Chemical Engineering News, vol. 83, n. 31, p. 39.<br />
TODD N.B., 1962, Inheritance of the catnip response in domestic cats, Journal of Heredity, vol. 53, pp. 54-56<br />
VALIERI RAFFAELE, 1887, Sulla canapa nostrana e suoi preparati in sostituzione della Cannabis indica, Tipografia dell’Unione, Napoli.<br />
<a href="http://samorini.it/site/etologia-2/erbe-afrodisiache-gatti/">http://samorini.it/site/etologia-2/erbe-afrodisiache-gatti/<br />
</a><a href="http://samorini.it/site/etologia-2/erbe-afrodisiache-gatti/erbe-gattaie-italia/">http://samorini.it/site/etologia-2/erbe-afrodisiache-gatti/erbe-gattaie-italia/</a></p>
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		<title>Un passo in avanti: da oggi Scientificast.it è anche blog!</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jul 2012 09:57:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La nostra realtà associativa e divulgativa oggi compie un balzo in avanti! La nostra missione è quella di parlare di scienza, in modo rigoroso e divertente, portando informazioni interessanti e corrette, il più possibile fruibili al grande pubblico, che spesso riceve nozioni scientifiche in maniera scorretta e disordinata. Molte volte, infatti, sui media non si &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/07/04/passo-avanti-da-oggi-scientificast-it-e-anche-blog/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><img class="alignleft" style="border: 2px solid black; margin: 2px;" title="blog" src="http://komailmithani.com/wp-content/uploads/2010/12/blogging_keyboard_image.jpg" alt="" width="350" height="263" />La nostra realtà associativa e divulgativa oggi compie un balzo in avanti!</p>
</div>
<p>La nostra missione è quella di parlare di scienza, in modo rigoroso e divertente, portando informazioni interessanti e corrette, il più possibile fruibili al grande pubblico, che spesso riceve nozioni scientifiche in maniera scorretta e disordinata. Molte volte, infatti, sui media non si parla correttamente di scienza: la confusione su certi temi è tanta.</p>
<p>Per questo, da oggi ospiteremo sul nostro sito anche un vero e proprio blog, i cui articoli saranno scritti da ricercatori ed esperti, spaziando tra la moltitudine di aspetti e temi che compongono il puzzle complicato e affascinante del progresso scientifico.</p>
<p>Alle già note voci del podcast di Scientificast affiancheremo nuovi blogger, divulgatori noti e meno noti, al fine di potervi dare con una frequenza ancora maggiore pillole di scienza e argomenti sui quali riflettere e dibattere insieme tramite la consolidata sezione commenti, oppure sui social network.</p>
<p>Tutto questo è possibile anche grazie a voi: il vostro sostegno, morale e materiale, rende possibile questo upgrade e i futuri che verranno. <strong>Grazie</strong> ancora per il vostro aiuto.</p>
<p>Non siamo una testata giornalistica, perciò il nostro lavoro rientra nell’attività di blogging e podcasting con tutti gli interrogativi normativi del caso. Vedremo come muoverci in futuro in tal senso.</p>
<p>Presto pubblicheremo i primi articoli, ai quali abbiamo lavorato nelle scorse settimane: restate dunque sintonizzati perché le novità non finiscono qui!</p>
<p><em>Buon ascolto e da oggi anche buona lettura!</em></p>
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		<title>Scientificast #20 &#8211; L&#8217;enigma dei neutrini&#8230; Svelato.</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jun 2012 14:27:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drpbrock</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Paolo e Giuliana conducono la nuova puntata di Scientificast. Novità dall&#8217;esperimento OPERA e dalla famosa questione dei neutrini superluminali. Nuove misure, insieme a quelle di altri esperimenti, hanno portato alla conferma definitiva che queste particelle subatomiche non superano la velocità della luce. Tutto a posto dunque, la fisica non sarà sconvolta, per questa volta! (per &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/06/24/scientificast-20-lenigma-dei-neutrini-svelato/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Alan Turing" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/b/b8/Alan_Turing_Memorial_Closer.jpg" alt="" width="259" height="346" />Paolo e Giuliana conducono la nuova puntata di Scientificast.</p>
<p>Novità dall&#8217;esperimento OPERA e dalla famosa questione dei neutrini superluminali. Nuove misure, insieme a quelle di altri esperimenti, hanno portato alla conferma definitiva che queste particelle subatomiche non superano la velocità della luce. Tutto a posto dunque, la fisica non sarà sconvolta, per questa volta! (per approfondire, vedi <a href="http://press.web.cern.ch/press/pressreleases/releases2011/pr19.11e.html">press release del CERN</a>)<br />
OPERA tra l&#8217;altro ha osservato, per la seconda volta (la prima era stata nel 2010), <a href="http://www.lescienze.it/news/2012/06/06/news/neutrini_mutanti_mutati_oscillazione_opera_tau_muonici_gran_sasso-1073937/">una oscilazione da neutrino muonico in neutrino tauonico</a>, fenomeno che accredita sempre di più l&#8217;ipotesi che queste particelle possiedano una massa (fonte Le Scienze).</p>
<p>Simone, insieme a Pierfrancesco Conte (Astrofisico), apre una nuova rubrica, dedicata all&#8217;Astronomia. Iniziamo oggi con le <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leggi_di_Keplero">leggi di Keplero</a>. L&#8217;ABC insomma.</p>
<p>23 Giugno 2012, anniversario della nascita di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alan_Turing">Alan Turing</a>, uno dei più grandi matematici e logici del XX secolo. Ripercorriamo le tappe principali della sua ricerca, del suo coraggioso contributo alla risoluzione del secondo conflitto mondiale (grazie al suo contributo fu spezzato il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Enigma_(crittografia)">codice ENIGMA</a> utilizzato dall&#8217;Asse) e della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Macchina_di_Turing">sua macchina </a>che, pur teorica, gettò le basi della moderna informatica.</p>
<p>Cogliamo l&#8217;occasione <a href="http://www.galileonet.it/articles/4fe08bbc72b7ab7859000002">per parlare anche di SEQUOIA</a>, nuovo supercomuter made in IBM con una potenza di calcolo davvero sbalorditiva (fonte <a href="http://www.galileonet.it/">Galileonet</a>, articolo di Caterina Visco).</p>
<p>Marco Zambianchi (<a href="http://www.isaa.it">ISAA</a>) come sempre ci porta nello spazio, oggi a cavallo di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Shenzhou_9">ShenZhou 9</a> (神舟 in cinese, significa &#8220;Nave Divina&#8221;). La Cina porta avanti il suo programma spaziale; in questa missione è stato portato a compimento l&#8217;aggancio con la stazione cinese <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tiangong_1">Tiangong 1</a> ed è stata lanciata in orbita la prima donna della RPC.<br />
Per approfondire:<br />
- <a href="http://www.astronautinews.it/2012/06/18/docking-della-shenzhou-9-con-la-stazione-spaziale-tiangong-1/">Docking della Shenzhou 9 con la stazione spaziale Tiangong 1 (Astronautinews)</a><br />
-<a href="http://www.astronautinews.it/2012/06/16/in-orbital-la-shenzhou-9/"> In orbita la Shenzhou 9 (Astronautinews)</a></p>
<p>Concludiamo con qualche <a href="http://www.galileonet.it/articles/4fe4373972b7ab39d9000001">anticipazione sul bosone di Higgs</a> (novità in arrivo? Vedremo; la comunità scientifica è a caccia di indiscrezioni) e con i saluti di rito. (fonte <a href="http://www.galileonet.it/">Galileonet</a>, articolo di Tiziana Moriconi)</p>
<p><strong><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/Scientificast20.mp3">&gt;&gt; SCARICA L’EPISODIO 20 &lt;&lt;</a></strong></p>
<p><em>Nuovi soci dell’associazione Scientificast: <strong>Alessandro Lazzarini</strong>, <strong>Matto Carpentieri, Riccardo Rossi, Adriano Turchi e Daniele Barberi. </strong>Gentilissima donazione da parte di <em><strong>Gianpiero Colautti </strong>(già socio dallo scorso episodio). </em></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Scientificast #19 &#8211; Zanzare, piezonucleare ed altre catastrofi.</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jun 2012 19:05:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Julien e Silvia dallo studio di Genova (sapientemente condotto da Walter &#8220;Ego&#8221; Filice della Liguria Music School) conducono la puntata 19 di Scientificast. A tre settimane dal la prima scossa di terremoto in Emilia, è ancora molta la confusione tra la gente e tentiamo oggi di fare chiarezza in merito a come si definisce il &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/06/09/scientificast-19-zanzare-piezonucleare-ed-altre-catastrofi/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignright" title="Zanzara" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/4/48/Aedes_aegypti_biting_human.jpg" alt="" width="310" height="245" />Julien e Silvia</strong> dallo studio di Genova (sapientemente condotto da <strong>Walter &#8220;Ego&#8221; Filice</strong> della Liguria Music School) conducono la puntata 19 di Scientificast.</p>
<p>A tre settimane dal la prima scossa di <strong>terremoto in Emilia</strong>, è ancora molta la confusione tra la gente e tentiamo oggi di fare chiarezza in merito a come si definisce il <strong>rischio sismico</strong> e come questo viene affrontato nella fase di costruzione di strutture idonee. Ne parliamo con <strong>Igor Lanese</strong>, ingegnere civile, dottorando all&#8217;ultimo anno del dottorato in <strong>Ingegneria Sismica</strong> presso <a href="http://www.eucentre.it/index.php?lang=it">Eucentre</a> (<a href="http://www.unipv.it">UniPV</a>, <a href="http://www.ingv.it">INGV</a>, <a href="http://www.protezionecivile.gov.it/">Protezione Civile Nazionale</a>).</p>
<p><strong>Zanzare</strong>. Sta per iniziare la stagione di massima presenza di questi fastidiosi insetti. Ma<strong> come riescono a resistere ai forti acquazzoni estivi?</strong> Prendendo spunto da <a href="http://www.ilpost.it/2012/06/05/come-zanzare-sopravvivono-pioggia/">un articolo tratto da Il Post</a>, Julien ci spiega questa straordinaria resistenza degli insetti succhia-sangue per eccellenza.<br />
Per approfondire:<br />
- <a href="http://www.pnas.org/content/early/2012/05/25/1205446109">Articolo da pnas</a>.<br />
- <a href="http://www.nature.com/news/2010/100721/full/466432a.html">A world without mosquitos</a> (Nature)</p>
<p><strong>Piezonucleare.</strong> Una <strong>nuova fonte di energia o una clamorosa bufala?</strong> I dubbi sono tanti e <a href="https://docs.google.com/spreadsheet/viewform?formkey=dHZ4X1gzVHFOVGlQU0JmSHdCLXo3M1E6MQ">gli scienziati si stanno mobilitando</a> per chiedere al MIUR di porre attenzione ai dati prima di sostenere ricerche come questa che presentano tanti punti di domanda in merito alle modalità e all&#8217;utilità finale. Approfondiamo il tema con <strong><a href="http://marco-casolino.blogspot.jp/">Marco Casolino</a></strong> (ricercatore INFN) che <a href="http://marco-casolino.blogspot.jp/2012/06/piezonucleare-piezoelettrico-e-i.html">ha anche scritto in merito un post molto </a>interessante [<em>pare che i Simpson avessero già ipotizzato questo nuovo tipo di energia nucleare!</em>].</p>
<p><strong>Il mondo al collasso</strong>. <strong>Nature pubblica il suo numero più recente con un articolo sul tema ed una <a href="http://www.nature.com/nature/journal/v486/n7401/full/486005a.html">copertina molto provocatoria</a></strong>. Silvia entra nel merito delle osservazioni di Nature, in vista anche del terzo<strong> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Summit_della_Terra">Summit della Terra</a></strong> il prossimo 20-22 Giugno a Rio De Janeiro a vent&#8217;anni di distanza dal primo del 1992.</p>
<p>Fenomeni nel cielo, <strong>il transito di Venere davanti al disco solare</strong>. Trovate le spettacolari immagini NASA su molti siti. Noi vi segnaliamo in particolare <a href="http://www.lanottedivenere.it/">www.lanottedivenere.it</a>  sito a cura dell’osservatorio astronomico di Padova su cui è pubblicato anche il filmato NASA dell’evento.<br />
Per approfondire:<br />
- <a href="http://gloria-project.eu/about/">Progetto GLORIA</a></p>
<p>IN AGENDA, da non perdere:<br />
<strong><a href="http://www.museidigenova.it/spip.php?rubrique120&amp;azione=eventdetail&amp;eventoID=35944">Come è profondo il mare: i segreti dei terremoti, delle eruzioni vulcaniche e dei maremoti</a></strong><br />
Museo di Storia Naturale G. Doria (Genova)<br />
<strong>23 feb 2012 &#8211; 24 giu 2012</strong><br />
Via Brigata Liguria, 9 16121 <strong>Genova</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/Scientificast19.mp3">&gt;&gt; SCARICA L’EPISODIO 19 &lt;&lt;</a></strong></p>
<p><em>Nuovi soci dell’associazione Scientificast: <strong>Laura Silvestri</strong>, <strong>Francesco Battocchio, Paolo Micheloni, Gianpiero Colautti</strong>. Gentile donazione anche da parte di <strong>Diego Bertin e Stefano Villani</strong>. Grazie per il vostro sostegno! </em><br />
<em>E un ringraziamento particolare a <strong><a href="http://www.esa.int/esaCP/SEMZ3LKPO8G_Italy_0.html">Samantha Cristoforetti</a></strong> che tramite Twitter ci ha mandato i suoi saluti e il suo incoraggiamento per il nostro lavoro. Grazie di cuore AstroSamantha! <img src='http://www.scientificast.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  &#8216;</em></p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p>IT Che bello quando a parlare di scienza in italiano sono gli scienziati! @<a href="https://twitter.com/Scientificast">Scientificast</a> <a title="http://bit.ly/Lql75v" href="http://t.co/8Y500Hy9">bit.ly/Lql75v</a></p>
<p>— Sam Cristoforetti (@AstroSamantha) <a href="https://twitter.com/AstroSamantha/status/209653493152223234" data-datetime="2012-06-04T14:31:02+00:00">Giugno 4, 2012</a></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2012/06/09/scientificast-19-zanzare-piezonucleare-ed-altre-catastrofi/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Scientificast #18 &#8211; Terremoti: la realtà scientifica e il credo del fuffaro.</title>
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		<pubDate>Sun, 27 May 2012 21:11:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In questa puntata di Scientificast ci occupiamo di cronaca. Purtroppo i danni ingenti causati dal drammatico terremoto dell&#8217;Emilia Romagna sono sotto gli occhi di tutti ogni giorno, nei TG. E come capita sovente durante questi episodi drammatici, non manca lo zampino dei fuffari, personaggi di varia estrazione che cercano di dare una ragione al sisma &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/05/27/scientificast-18-terremoti-la-realta-scientifica-il-credo-del-fuffaro/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 298px"><a href="http://iside.rm.ingv.it/iside/standard/index.jsp"><img class="  " title="Mappa sequenza sismica - Fonte INGV" src="http://2.bp.blogspot.com/-VpbsIv0AU1Q/T8DUvMmSCTI/AAAAAAAABDY/g01NLZP4lPM/s1600/mappa+sequenza+sismica3.jpg" alt="" width="288" height="410" /></a><p class="wp-caption-text">Mappa sequenza sismica - Fonte INGV</p></div>
<p>In questa puntata di Scientificast ci occupiamo di cronaca. Purtroppo i danni ingenti causati dal <strong>drammatico terremoto dell&#8217;Emilia Romagna</strong> sono sotto gli occhi di tutti ogni giorno, nei TG. E come capita sovente durante questi episodi drammatici, <strong>non manca lo zampino dei fuffari</strong>, personaggi di varia estrazione che cercano di dare una ragione al sisma tirando in ballo l&#8217;apocalisse Maya, l&#8217;influenza di Nibiru o altre scemenze pseudoscientifiche.</p>
<p>Per fare chiarezza e dare un&#8217;informazione corretta, abbiamo intervistato <strong><a href="http://ipensieridelfioba.blogspot.it/">Massimo Della Schiava</a></strong>, geologo, collaboratore dell&#8217;INGV (Istituto Nazionale Geofisica e Vulcanologia) in passato e debunker. Potete leggere il suo interessante blog per approfondire in maniera scientifica la cronaca ed in particolare <a href="http://ipensieridelfioba.blogspot.it/2012/05/terremoto-in-emilia-romagna-alcune.html">questo articolo del 26 maggio</a> e <a href="http://ipensieridelfioba.blogspot.it/2012/05/terremoto-in-emilia-romagna-ml59.html">questo del 20 maggio</a>. Molto interessante ovviamente, un must per chi vuole approfondire l&#8217;argomento in maniera rigorosa, <a href="http://www.ingv.it/">il sito ufficiale dell&#8217;INGV</a> che come potete immaginare è molto aggiornato.</p>
<p>Che cosa ci fa un <strong>reattore nucleare</strong> negli scantinati della<strong> Kodak</strong> a Rochester (USA)? Prendiamo spunto da un <a href="https://oggiscienza.wordpress.com/2012/05/17/che-ci-fa-un-reattore-nucleare-alla-kodak/">articolo di OggiScienza</a> per cercare di fare chiarezza, al di là della fervida fantasia di alcuni giornalisti che già dipingevano scenari da guerra fredda e cospirazione. Cogliamo l&#8217;occasione anche per spiegare brevemente che cos&#8217;è  il processo di <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Attivazione_neutronica">attivazione neutronica</a></strong> e come viene utilizzato in alcuni casi in operazioni di analisi chimica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella terza parte di questa puntata, Marco ci racconta il lancio della missione ISAA <strong><a href="http://www.stratospera.com/">StratoSpera</a> IV</strong> [:-)], progetto didattico di lancio di un <strong>pallone stratosferico</strong> con recupero del materiale analitico installato nella gondola annessa. E per il futuro? Lapponia? Chissà&#8230; Ovviamente questa settimana merita attenzione anche del <a href="http://www.ilpost.it/2012/05/22/lancio-capsula-dragon-space-x/">lancio di <strong>Dragon</strong></a> (di <a href="http://www.spacex.com/">SpaceX</a>), la prima capsula spaziale privata che <a href="http://www.ilpost.it/2012/05/26/dragon-attracco-stazione-spaziale-internazionale-nasa/">ha attraccato con successo alla ISS</a>.</p>
<p>Infine, nell&#8217;ultima parte di questa puntata facciamo in studio una riflessione approfondita sulla <strong>&#8220;psicologia delle pseudoscienze&#8221; </strong>realtà con la quale abbiamo a che fare molto spesso quando capita un evento tragico come quello del terremoto o dell&#8217;attentato di Brindisi ma è anche alla base di teorie strampalate quali le scie chimiche ed in generale tanti argomenti pseudoscientifici.</p>
<p><strong>Non abbiamo nuovi associati o sostenitori per questo episodio</strong>. Vi invitiamo come sempre, se apprezzate Scientificast e volete sostenere il lavoro dell&#8217;associazione e della redazione, a <strong>donare qualche spicciolo tramite l&#8217;apposito pulsante paypal che trovate qui a fianco, oppure procedere all&#8217;iscrizione alla nostra associazione</strong>; a proposito, le tessere degli ultimi iscritti sono in arrivo. Il ritardo è dovuto ad impegni personali.</p>
<p>Come sempre, grazie a tutti per l&#8217;attenzione, <strong>diffondete il nostro podcast</strong> e&#8230; Alla prossima!</p>
<p><strong><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/Scientificast18.mp3">&gt;&gt; SCARICA L&#8217;EPISODIO 18 &lt;&lt;</a></strong></p>
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		<title>Scientificast #17 &#8211; Dolce come l&#8217;aspartame, salato come le pubblicazioni</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2012/05/13/scientificast-17-dolce-laspartame-salato-le-pubblicazioni/</link>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 17:43:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ben ritrovati alla puntata 17 del nostro podcast! Nonostante i pronostici della vigilia, tutto è filato liscio anche questa volta. Come sempre tanti argomenti accompagnano quest&#8217;oretta di trasmissione e come sempre aspettiamo i vostri commenti e le vostre opinioni. Si parte parlando di Aspartame. Dopo la famigerata puntata di Report dello scorso 29 Aprile, si &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/05/13/scientificast-17-dolce-laspartame-salato-le-pubblicazioni/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Aspartame molecule" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/f0/Aspartame.svg" alt="" width="230" height="137" />Ben ritrovati alla puntata 17 del nostro podcast! Nonostante i pronostici della vigilia, tutto è filato liscio anche questa volta. Come sempre tanti argomenti accompagnano quest&#8217;oretta di trasmissione e come sempre aspettiamo i vostri commenti e le vostre opinioni.</p>
<p>Si parte parlando di Aspartame. Dopo la famigerata <a href="http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-613825eb-bcdc-456f-9bbf-910ced2b7fb3.html">puntata di Report dello scorso 29 Aprile</a>, si è animato il dibattito online. Trovate alcuni pareri molto interessanti sul<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/02/dice-report/215103/"> blog di Dario Bressanini</a> tratto dal Fatto Quotidiano e sul <a href="http://www.cattivamaestra.it/2012/04/aspartame-report.html">blog di Emanuele Menietti</a>. Cerchiamo di parlarne e fare un po&#8217; di chiarezza. Certo è che Report, quando parla di scienza, si dimostra una trasmissione piuttosto maldestra.</p>
<p>Il costo delle riviste scientifiche e i costi legati alle pubblicazioni. Partiamo da un <a href="http://www.repubblica.it/scienze/2012/05/05/news/costo_riviste_scientifiche-34096382/">articolo tratto da Repubblica Online</a>, per dibattere un po&#8217; sull&#8217;argomento. A fronte di tagli alla ricerca sempre più draconiani (e non solo in Italia), gli editori scientifici intascano utili record. C&#8217;è chi dice no. <a href="http://thecostofknowledge.com/">The Cost Of Knowledge</a>, azione di protesta e boicotaggio partita da Timothy Gowers, matematico di Cambridge, sta raccogliendo sempre più adesioni tra i ricercatori di tutto il mondo.</p>
<p>La &#8220;superluna&#8221;. Fenomeno celeste osservato nelle scorse settimane ed assolutamente comune; qualche sedicente esperto si aspettava terremoti e maree da fine del mondo ma&#8230; Guarda un po&#8217;, non è successo nulla. Ne parliamo nel consueto spazio dedicato alle teorie pseudoscientifche. Per approfondire consigliamo <a href="http://seismo.berkeley.edu/faq/planets.html">questo link dell&#8217;Università di Berkley</a> che parla dell&#8217;effetto lunare sulla sismicità.</p>
<p>Dopo il successo della prima rubrica, ritorna ScientifiBook con Anna Rita Longo e Giuliana Galati. Oggi si parla di <a href="http://www.ibs.it/code/9788875780067/nuland-sherwin-b-/morbo-dei-dottori.html">&#8220;Il Morbo dei Dottori&#8221; di Nuland Sherwin B</a>.</p>
<p>Aminoacidi levogiri, DNA levogiro, proteine levogire&#8230; La passione delle molecole biologiche per la sinistra (quella spaziale, non politica). Perchè questa singolarità? Traiamo spunto da un <a href="http://www.lescienze.it/news/2012/05/10/news/entropia_chiralit_sinistra_simmetria_sovrapponibilit_molecole_biologiche_levogire_moto_browniano-1012129/">articolo delle Scienze</a> e da una <a href="http://www.nature.com/ncomms/journal/v3/n5/full/ncomms1803.html">ricerca di Thomas G. Mason</a> per parlarne. Promettendo di approfondire l&#8217;argomento in futuro con un nostro esperto.</p>
<p>Infine, qualche segnalazione:<br />
-  <strong>Sabato 19 Maggio</strong> il nostro <strong><a href="http://simoneangioni.blogspot.it/">Simone Angioni</a> </strong>si Scientificast parlerà di &#8220;scie di condensazione&#8221; (spiegazione razionale e scientifica in risposta all&#8217;assurda teoria delle scie chimiche) nella trasmissione <strong>&#8220;Limit &#8211; storie dai confini</strong>&#8220;, ore 21, su Class-TV canale 27 Digitale Terrestre.<br />
- <strong>Mercoledì 16 Maggio</strong>, alle ore 21.00 <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/James_Randi">James Randi </a></strong>(famosissimo debunker statunitense) terrà a Milano una <a href="http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=274873"><strong>conferenza al The Space Cinema Odeon</strong>, accanto al Duomo</a>. L&#8217;incontro sarà trasmesso nei The Space Cinema di tutto il paese. La conferenza è organizzata dal CICAP in collaborazione con la rivista Focus e i cinema The Space.</p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/Scientificast17.mp3"><strong>&gt;&gt; SCARICA L&#8217;EPISODIO 17 &lt;&lt;</strong></a></p>
<p><em>Nuovi soci dell’associazione Scientificast: <strong>Igor Paolo Zolin</strong>. Gentile donazione anche da <strong>Niccolò Corvino</strong>. Grazie per il vostro sostegno!</em></p>
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		<title>Scientificast #16 &#8211; Topi di carta geneticamente modificati</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 19:27:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Paolo e Simone di ritorno negli studios di Scientificast, ancora una volta cercano di approfondire in maniera semplice concetti scientifici e tecnologici traendo spunto dall&#8217;attualità scientifica. Oggi parliamo di carta. Un interessante articolo tratto da Il Post.it cerca di spiegare da dove viene il suo odore caratteristico, tanto caro ai &#8220;detrattori&#8221; dell e-ink e degli e-book &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/04/28/scientificast-16-topi-di-carta-geneticamente-modificati/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://flickr.com/photos/melisande-origami/3101163562/"><img class="alignleft" title="Origami Mice and Cheese" src="http://icorners.com/cms/files/images/origamimiceandcheese.jpg" alt="by Melisande origami (flickr)" width="350" height="263" /></a>Paolo e Simone di ritorno negli studios di Scientificast, ancora una volta cercano di approfondire in maniera semplice concetti scientifici e tecnologici traendo spunto dall&#8217;attualità scientifica.</p>
<p>Oggi parliamo di carta. Un interessante <a href="http://www.ilpost.it/2012/04/18/odore-della-carta/">articolo</a> tratto da <a href="http://www.ilpost.it">Il Post.it</a> cerca di spiegare da dove viene il suo odore caratteristico, tanto caro ai &#8220;detrattori&#8221; dell e-ink e degli e-book [a proposito segnalo<a href="http://smellofbooks.com/"> un interessante "gadget"</a> per chi non vuole rinunciare al piacere del profumo di carta maneggiando un Kindle <img src='http://www.scientificast.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> ]<br />
Da dove viene la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carta">carta</a>? Qual&#8217;è il suo processo di fabbricazione? In maniera molto molto semplice, cerchiamo di rispondere a queste domande, comunque legate al suo odore così singolare. Si potrebbe spendere molto tempo sull&#8217;argomento&#8230; E può darsi che lo faremo prossimamente con un piccolo aiuto.</p>
<p>Silvia intervista Michele Fiore, biologo ed esperto di genetica presso l&#8217;Istituto di Biofisica del CNR di Genova. Abbiamo posto a Michele le vostre domande grazie al sondaggio che abbiamo lanciato su Facebook qualche tempo fa. 50 risposte, tutte molto gradite e diversi spunti per approfondimenti futuri. Sicuramente utilizzeremo di nuovo questo &#8220;mezzo&#8221; per determinare la rotta dei futuri interventi dei nostri esperti.</p>
<p><span style="color: #800000;"><em>&#8220;In seguito ad un attento ascolto dell&#8217;intervista al Dott. Michele Fiore, riteniamo opportuno fare alcune precisazioni: </em></span><br />
<span style="color: #800000;"><em>- la radioterapia è basata sul bombardamento della zona tumorale con radiazioni ionizzanti e non con onde radio come erroneamente detto nell&#8217;intervista</em></span><br />
<span style="color: #800000;"><em>- i leucociti, definiti come una parte dei globuli bianchi, in realtà sono i globuli bianchi. In realtà l&#8217;oggetto dell&#8217;argomentazione non erano i leucociti, bensì i linfociti. Questi ultimi sono effettivamente una parte dei globuli bianchi. Le cellule LAK citate poco dopo, infatti, non sono leukocytes-activated killer, bensì liphokine-activated killer. </em></span><br />
<span style="color: #800000;"><em>- in merito alle questione OGM sono stati citati due esempi: la fragola e il riso incrociati con un pesce resistente alle basse temperature. Si tratta di una diffusa leggenda metropolitana, nessuno OGM del genere è stato realmente ottenuto con successo.</em></span></p>
<p><span style="color: #800000;"><em>Precisiamo che non possiamo e non pretendiamo di essere infallibili, quindi ringraziamo coloro che ci hanno segnalato questi errori permettendoci di procedere con un chiarimento. Torneremo presto a parlare di OGM e tumori per approfondire ulteriormente questo affascinante campo che ha catalizzato l&#8217;attenzione degli ascoltatori&#8221;</em></span></p>
<p>Topi che riacquistano la vista grazie al trapianto di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fotorecettori">fotorecettori</a>. <a href="http://www.nature.com/nature/journal/vaop/ncurrent/full/nature10997.html">Pubblica su Nature</a> la straordinaria scoperta un gruppo del University College of London che ha effettuato per la prima volta questo straordinario esperimento che potrà dare speranza a milioni di malati che annualmente vengono colpiti da malattie degenerative della vista. (<a href="http://www.lescienze.it/news/2012/04/21/news/trapianto_fotorecettori_retina_bastoncelli_recupero_visione-981295/">articolo originale di Le Scienze</a>).</p>
<p>Fisica applicata al complicato rapporto tra vigili urbani e cartelli di stop. Una storia vera o una bufala? Struzzi alieni alti quattro metri scorrazzano per il Friuli-Venezia Giulia. Sarà vero? Come sempre il nostro angolo delle pseudoscienze curato da Simone.</p>
<p>Infine due appuntamenti da non perdere:<br />
-<strong><a href="http://www.viveresenigallia.it/index.php?page=articolo&amp;articolo_id=348111">Fosforo 2012</a></strong>. Festa della Scienza a Senigallia (AN) dal 4 al 6 Maggio. Ospiti Paolo Attivissimo e Margherita Hack. <a href="https://www.facebook.com/fosforoscienza">QUI la pagina facebook dell&#8217;evento.</a><br />
- Aperto il bando per animatori ed animatori scientifici per il <strong><a href="http://www.festivalscienza.it/">Festival della Scienza 2012 a Genova</a></strong>. Il bando è aperto fino al 23 Maggio p.v. quindi, aspiranti animatori, affrettatevi a fare domanda. <a href="http://www.festivalscienza.it/site/home/news/articolo10010744.html">QUI  articolo correlato e riferimenti</a>.</p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/Scientificast16.mp3"><strong>&gt;&gt; SCARICA L&#8217;EPISODIO 16 &lt;&lt;</strong></a></p>
<p><em>Nuovi soci dell’associazione Scientificast: <strong>Giampaolo Prampolini, Stefano Borgato e Veronica Remondini.</strong> <em>Grazie per il vostro sostegno!</em></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2012/04/28/scientificast-16-topi-di-carta-geneticamente-modificati/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Scientificast #15 – Gatti spaziali e animali robot</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 20:54:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non spaventatevi se dopo la sigla sentite una voce diversa dalla solita: ai microfoni di Scientificast, per questa puntata, ci sono Julien e Silvia dallo studio genovese, con tante notizie interessanti principalmente legate all&#8217;affascinante mondo degli animali. Iniziamo con la fisica felina e i gatti paracadutisti, prendendo spunto da una notizia pubblicata su Repubblica e approfondendo l&#8217;argomento &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/04/16/scientificast-15-%e2%80%93-gatti-spaziali-animali-robot/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/04/280px-Cat_toast.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-273" title="280px-Cat_toast" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/04/280px-Cat_toast.jpg" alt="" width="280" height="256" /></a>Non spaventatevi se dopo la sigla sentite una voce diversa dalla solita: ai microfoni di Scientificast, per questa puntata, ci sono <strong>Julien</strong> e <strong>Silvia</strong> dallo studio genovese, con tante notizie interessanti principalmente legate all&#8217;affascinante mondo degli animali.</p>
<p>Iniziamo con la fisica felina e i gatti paracadutisti, prendendo spunto da una notizia pubblicata su <a href="http://www.repubblica.it/scienze/2012/04/12/news/newton_gatto_silvestro_fisica_gatti-33125465/" target="_blank">Repubblica</a> e approfondendo l&#8217;argomento attraverso gli ultimi studi effettuati dai ricercatori di varie Università. In un articolo di PloS One del 2008 (&#8220;<a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19043580" target="_blank">Whole body mechanics of stealthy walking in cats</a>&#8220;), i ricercatori della duke University dimostrano che i gatti hanno imparato a sfruttare al massimo le loro risorse e a minimizzare le energie sprecate. Anche il loro modo di bere è particolare, come emerge da uno studio del MIT (&#8220;<a href="http://web.mit.edu/newsoffice/2010/cat-lapping-1112.html" target="_blank">The surprising physics of cats’ drinking</a>&#8220;). L&#8217;articolo citato del 1969 è &#8220;<a href=" http://pentagono.uniandes.edu.co/~jarteaga/geosem/taller7/minicursoJK-Uniandes/robotic%20examples/kane.pdf" target="_blank">A dynamical explanation of the falling cat phenomenon</a>&#8220;, di KANE and SCHER (Department of Applied Mechanics, Stanford University, California). Ulteriori approfondimenti sulla pagina di Wikipedia inglese &#8220;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Falling_cat_problem" target="_blank">Falling cat problem</a>&#8220;.<br />
Infine, per farsi due risate, vi segnaliamo il famoso articolo: &#8220;<a href="http://www.improbable.com/airchives/paperair/volume4/v4i4/catfeet.htm" target="_blank">Does a Cat Always Land on Its Feet?</a>&#8220;, tratto da &#8220;Annals of improbable research&#8221;.<br />
Avendo approfondito la fisica felina, non potevamo non fare riferimento al famoso <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paradosso_del_gatto_imburrato" target="_blank">paradosso del gatto imburrato</a>.</p>
<p>Cambiamo argomento con l&#8217;intervento di <strong>Marco </strong>sul lancio del terzo ATV (Automated Transfert Vehicle) intitolato ad Edoardo Amaldi.<br />
L&#8217;Automated Transfer Vehicle (ATV), ovvero Veicolo di Trasferimento Automatizzato, è un veicolo spaziale sviluppato dall&#8217;Agenzia Spaziale Europea nell&#8217;ambito del programma ISS (International Space Station - Stazione Spaziale Internazionale) per trasportare verso l&#8217;avamposto orbitale apparecchiature scientifiche, ricambi, esperimenti, acqua, aria, cibo per gli astronauti e le loro attività di ricerca.</p>
<p>Torniamo in studio, dove il nostro biologo <strong>Julien</strong> ci parla della training school &#8220;<em>Basics of bioadhesion science</em>&#8220;. Se l&#8217;intervento di Julien sulla biomimetica nell&#8217;<a title="Scientificast – #1 – Ricominciamo con un caffè…" href="http://www.scientificast.it/?p=18" target="_blank">episodio 1</a> vi aveva incuriosito, questo vi piacerà sicuramente: non si immaginano nemmeno tutti gli esperimenti che gli scienziati riescono a inventare per testare le proprietà di adesione delle superfici biologiche e degli insetti in modo da produrre nuovi materiali che sostituiscano l&#8217;utilizzo di colle chimiche.</p>
<p>Le scimmie possono imparare a leggere? Uno studio dimostra che sono in grado di riconoscere con grande accuratezza delle parole scritte, riuscendo a distinguere se sono scritte correttamente o meno. Tuttavia, questo indica solo la loro abilità nel distinguere oggetti grafici diversi e non significa che siano effettivamente in grado di capire il significato delle parole. [fonte <a href=" http://www.sciencemag.org/content/336/6078/245" target="_blank">Science</a>].</p>
<p>Animali robot ed etologia: una ricerca tutta italiana su pesci robot così simili a pesci reali da essere accettati nel branco, diventandone il capo. Le applicazioni di questi robot potranno rivelarsi molto utili per dirigere il movimento dei branchi fuori da zone inquinate.  [fonte <a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/12_aprile_12/pesci-robot-caruso_24ceaece-83ec-11e1-8bd9-25a08dbe0046.shtml" target="_blank">Corriere.it</a>].<br />
Un piccolo accenno anche a scoiattoli robot  [fonte <a style="color: #ff4b33;" href="http://news.ucdavis.edu/search/news_detail.lasso?id=10187" target="_blank">http://news.ucdavis.edu/<wbr>search/news_detail.lasso?id=<wbr>10187</wbr></wbr></a>].</p>
<p>Passiamo alla cronaca recente: <a href="http://www.ilrestodelcarlino.it/rimini/cronaca/2012/04/11/695296-bimbo_vaccina_diventa_autistico_ministero_condannato_pagare.shtml" target="_blank">alcuni giornali</a> in questi giorni hanno parlato della sentenza del Tribunale di Rimini che sembra avvallare il collegamento tra vaccino trivalente e l&#8217;insorgenza dell&#8217;autismo, nonostante la scienza dica tutt&#8217;altro. Ce ne parla <strong>Simone</strong>.  [fonte <a href="http://oggiscienza.wordpress.com/2010/01/28/sentenza-finale-per-la-frode-su-vaccini-e-autismo/" target="_blank">Oggiscienza</a>, <a href="http://www.medicinalive.com/le-eta-della-salute/la-salute-dei-bambini/vaccino-trivalente-correlazione-autismo-caso-rimini/" target="_blank">medicinalive.com</a>].</p>
<p>Appuntamento della settimana: <strong>AstronautiCON,</strong> la conventon nazionale di astronautica giunta alla sua sesta edizione. Il clou <strong>da giovedì 19 Aprile</strong>. Trovate il programma tra le pagine dell&#8217;ISAA e <a href="http://www.astronauticon.it/archives/144">QUI il link diretto</a>.</p>
<p>Vi segnaliamo infine la mostra attualmente in corso al Museo di Storia Naturale di Londra: &#8220;<em><a style="color: #ff4b33;" href="http://www.nhm.ac.uk/visit-us/whats-on/temporary-exhibitions/animal-inside-out/exhibition/index.html">Animal Inside Out</a></em>&#8220;, dove è possibile ammirare i corpi di circa cento animali di diverse specie trattati con la tecnica della plastinazione, che permette di metterne in mostra la struttura anatomica. [fonte <a href="http://www.ilpost.it/2012/04/03/animali-plastinati-londra/" target="_blank">ilPost.it</a>]</p>
<p>A proposito, siete già diventati soci della nostra <a title="Associazione" href="http://www.scientificast.it/?page_id=10">associazione</a>? Vi ricordiamo che potete diventarlo inviando una donazione da 10 euro al nostro account paypal, specificando l’interesse al tesseramento e mettendo i vostri dati anagrafici (nome, cognome, indirizzo, data di nascita) nelle note alla donazione o spedendoli all’e-mail associazione @ scientificast.it.<br />
Le prime tessere sono state già inviate!</p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/Scientificast15.mp3"><strong>&gt;&gt; SCARICA L&#8217;EPISODIO 15 &lt;&lt;</strong></a></p>
<p><em>Nuovi soci dell’associazione Scientificast: <strong>Margherita Borlandelli, Riccardo Peruzzini</strong>. <em>Grazie per il vostro sostegno!</em></em></p>
<p>Un ringraziamento particolare a <strong>Walter Filice</strong> e alla <strong><a href="http://www.lmsgenova.it/">Ligura Music School</a></strong> per il prezioso supporto!!!</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2012/04/16/scientificast-15-%e2%80%93-gatti-spaziali-animali-robot/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Scientificast #14 &#8211; Missioni Apollo ed astronavi a pedali.</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Mar 2012 19:09:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Incoraggiati dal vostro caloroso benvenuto all&#8217;associazione culturale Scientificast (non temete, le tessere stanno per arrivare), in questa puntata abbiamo voluto sperimentare un po&#8217;. Ma andiamo con ordine. Oggi parliamo di: Sorbitolo. In seguito ad un infausto episodio di cronaca, su questa sostanza se ne sono dette tante e anche i giornali non hanno contribuito a &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/03/31/scientificast-14-missioni-apollo-ed-astronavi-pedali/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://images3.wikia.nocookie.net/__cb20120222103751/avp/images/f/f1/Lego.jpg" alt="" width="300" height="185" />Incoraggiati dal vostro caloroso benvenuto all&#8217;<a href="http://www.scientificast.it/?page_id=10" target="_blank">associazione culturale Scientificast</a> (non temete, le tessere stanno per arrivare), in questa puntata abbiamo voluto sperimentare un po&#8217;. Ma andiamo con ordine. Oggi parliamo di:</p>
<p><strong>Sorbitolo</strong>. In seguito <a href="http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201203270840-ipp-rt10013-nessun_allarme_per_il_sorbitolo_a_uccidere_il_nitrito_di_sodio">ad un infausto episodio di cronaca</a>, su questa sostanza se ne sono dette tante e anche i giornali non hanno contribuito a fare chiarezza. Mentre le indagini vanno avanti, cerchiamo comunque di chiarire di cosa si tratta e facciamo luce su un paio di informazioni date dai giornali, che quando parlano di chimica spesso prendono grossi granchi.</p>
<p>Dagli studi Genovesi, Silvia oggi è in compagnia di <strong>Ilaria Zanardi</strong>, biologa, ricercatrice dell&#8217;<a href="http://www.ge.ibf.cnr.it/">Istituto di Biofisica</a> del CNR di Genova. Ilaria, in pieno tema primaverile, ci racconta uno dei processi più affascinanti della natura che ci circonda, ovvero la biologia della germogliazione: come da un seme può nascere la vita.</p>
<p>Proiettati nello spazio, oggi parliamo di<strong> <a href="http://www.media.inaf.it/2012/03/29/pianeti-fossili/">Pianeti Matusalemme</a></strong>, tra i più antichi della galassia, dei veri e propri fossili spaziali; una scoperta del gruppo coordinato da Johny Setiawan, formato da soli italiani:Veronica Roccatagliata (University Observatory di Monaco), Davide Fedele (Johns Hopkins University a Baltimore), Anna Pasquali ed Elisabetta Caffau (entrambe dell’università di Heidelberg, in Germania) [fonte <a href="http://www.media.inaf.it/">INAF</a>].</p>
<p><a href="http://www.ilpost.it/2012/03/29/jeff-bezos-motori-apollo-11/">Jeff Bezos, CEO di Amazon</a>, il famoso webstore multimediale e creatore del Kindle, <strong>ha scoperto nell&#8217;Oceano Atlantico la posizione dei colossali <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/F-1">endoreattori F1</a></strong> del razzo <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Saturn_V">Saturno V</a></strong> che portò la missione <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Apollo_11">Apollo 11</a></strong> fuori dall&#8217;orbita terrestre e verso la Luna. E pensa di recuperarne almeno uno. [fonte Il Post, per <a href="http://www.bezosexpeditions.com/engine-recovery.html">approfondire sul sito di Bezos</a>].</p>
<p>In questa puntata parliamo di <strong>Luna</strong> con un ospite molto particolare. <strong><a href="http://attivissimo.blogspot.it">Paolo Attivissimo</a>,</strong> infatti, ai microfoni di Scientificast, ci parla dell&#8217;<strong>Apollo 16</strong> e della recente mostra<strong> <a href="http://www.foam13.it/ASTRONAUTICA/ESPLORANDO.htm">Esplorando (a Varese fino al 29 Aprile)</a></strong>. Potevamo forse non parlare di complottismo lunare con il maggiore esperto sull&#8217;argomento?<br />
Potete seguire Paolo anche <strong><a href="http://attivissimo.blogspot.it/">sul suo storico blog</a></strong> e nel suo <a href="http://retetre.rtsi.ch/index.php?option=com_content&amp;task=blogcategory&amp;id=19&amp;Itemid=62">programma radio (e in podcast) su RSI</a> (Radio Svizzera Italiana): &#8220;<em>Il Disinformatic</em>o&#8221;, ogni venerdì alle ore 11.00.<br />
<span style="text-decoration: underline;">Pubblicazioni di Paolo Attivissimo</span>: <strong><a href="http://complottilunari.blogspot.it/2010/03/luna-si-ci-siamo-andati-faq.html">Luna? Sì, ci siamo andati!</a></strong> (<em>il libro che smonta le tesi del complotto</em>), <strong><a href="http://moonscape-project.blogspot.it/">Moonscape:</a></strong> documentari liberi sulla grande avventura lunare.</p>
<p>Con la collaborazione di Anna Rita Longo (docente di greco, latino e materie letterarie), Giuliana inaugura una nuova rubrica, ScientifiBook! Scienza e materie umanistiche, trovano punti in comune? Questa rubrica cercherà di trovarli&#8230; E ci riuscirà! <img src='http://www.scientificast.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Il primo libro che abbiamo deciso di analizzare è &#8220;<em>Viaggio nella mente di un uomo che non dimenticava nulla</em> &#8220;, di Aleksandr Lurija. Un&#8217;occasione per evidenziare la differenza tra una memoria prodigiosa frutto di mnemotecnica e un&#8217;ipermnesia, come quella del protagonista del libro.</p>
<p>Infine, per il nostro consueto angolo pseudoscientifico, commentiamo<a href="http://affaritaliani.libero.it/rubriche/confini_realta/tre-gigantesche-astronavi-si-dirigono-verso-la-terra.html"> una notizia curiosa apparsa su Affari Italiani</a>&#8230; Una lentissima <strong>astronave aliena</strong> sarebbe entrata nel nostro sistema solare qualche settimana fa e avrebbe appena superato l&#8217;orbita di Plutone. Parola del SETI&#8230; O forse no? Insomma, qualcuno può andare a spingere quell&#8217;astronave? Ne parliamo, con la solita dose di ironia, in studio.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>In agenda&#8230;</strong></span><br />
<strong>ASTRONAUTICON 6. </strong>A Lecco dal 3 al 22 Aprile 2012. Un calendario ricchissimo di eventi, ne parleremo in maniera approfondita nel prossimo episodio quando ci avvicineremo &#8220;al clou&#8221; della manifestazione. <a href="http://www.astronauticon.it/archives/144">QUI il programma dettagliato</a>, <a href="http://www.isaa.it/">QUI il sito ufficiale dell&#8217;associazione ISAA</a>.</p>
<p>Notizie riguardanti l’<strong>ASSOCIAZIONE SCIENTIFICAST</strong>.<br />
E’ aperto il tesseramento! Potete abbonarvi inviando una donazione da 10 euro al nostro account paypal, specificando l’interesse al tesseramento e mettendo i vostri dati anagrafici (nome, cognome, indirizzo, data di nascita) nelle note alla donazione o spedendoli all’e-mail associazione @ scientificast.it. Vi aspettiamo!!!</p>
<p><strong><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/Scientificast14.mp3">&gt;&gt; SCARICA L’EPISODIO 14 &lt;&lt;</a></strong></p>
<p><em>Questa puntata di Scientificast è stata offerta da <strong>Augusto Iannilli</strong> che ringraziamo per la gentile donazione.</em></p>
<p><em>Nuovi soci dell&#8217;associazione Scientificast: <strong>Luca Di Fino, Niccolò Corvini, Giovanni Salvatori, Gianpietro Ferrario, Francesco Mocellin, Anna Rita Longo, Luciano Troisi, Luigi Galati, Alessandro Mandelli, Omar Serafini</strong>. Grazie per il vostro sostegno!</em></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2012/03/31/scientificast-14-missioni-apollo-ed-astronavi-pedali/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Scientificast #13 &#8211; Cavalcando un fotone.</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Mar 2012 18:27:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gli ultimi episodi di cronaca scientifica e i suggerimenti di qualche ascoltatore hanno fatto in modo che questa puntata fosse monotematica&#8230; O quasi. Oggi parliamo di parecchie argomenti legati al mondo della luce e delle onde elettromagnetiche. Iniziano con una bella intervista a Gianni Comoretto (fisico dell&#8217;Osservatori di Arcetri, Toscana), già citato in puntate passate, &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/03/18/scientificast-13-cavalcando-fotone/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fotone"><img class="alignleft" title="Military laser experiment" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/a0/Military_laser_experiment.jpg/800px-Military_laser_experiment.jpg" alt="" width="288" height="188" /></a>Gli ultimi episodi di cronaca scientifica e i suggerimenti di qualche ascoltatore hanno fatto in modo che questa puntata fosse monotematica&#8230; O quasi. Oggi parliamo di parecchie argomenti legati al mondo della luce e delle onde elettromagnetiche.</p>
<p>Iniziano con una bella intervista a Gianni Comoretto (fisico dell&#8217;Osservatori di Arcetri, Toscana), già citato in puntate passate, per parlare di un argomento che spesso tiene banco nei media, ovvero l&#8217;interazione tra le onde elettromagnetiche e il corpo umano.</p>
<p>Continuiamo poi prendendo spunto dalle cronache recenti per parlare di <a href="http://lucadifino.wordpress.com/2012/01/29/cosa-una-tempesta-solare/">tempeste solari</a>. Ne parliamo con <a href="http://lucadifino.wordpress.com">Luca Di Fino</a>, ricercatore presso il Dipartimento di Fisica dell&#8217;Università di Tor Vergata (Roma) ed impegnato nell&#8217;esperimento<a href="http://www.verascienza.com/esperimento-altea-riattivato-sulla-stazione-s"> ALTEA</a> (<em>fonte VeraScienza</em>), già ospite in passato di <a href="http://www.astronauticast.com/">AstronautiCast</a>.</p>
<p>Dallo studio Genovese, Silvia ci parla di <a href="http://www.lescienze.it/news/2012/02/09/news/ferro_trasparente_luce_lenta_computer_ottico_quanto-ottico_luce_di_sincrotrone-838981/">Ferro Trasparente</a> (<em>fonte Le Scienze</em>)&#8230; Ai raggi X. Un&#8217;applicazione che si rivelerà molto importante per i computer della prossima generazione. Julien tratta l&#8217;argomento da un punto di vista biologico: come la luce arriva nella profondità degli abissi marini? E come si adatta la fauna a condizioni di luminosità estremamente ridotta? Ci risponde il nostro biologo saccente <img src='http://www.scientificast.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Buco misterioso nel terreno o bufala? Un ascoltatore <a href="http://www.express-news.it/misteri/misterioso-buco-apparso-nel-terreno-di-un-agricoltore-una-nave-spaziale-sepolta/">ci segnala un articolo interessante</a>. Ne analizziamo le incongruenze promettendovi di parlare di <a href="http://ga.water.usgs.gov/edu/earthgwsinkholes.html">Sinkholes</a> in uno dei prossimi episodi.</p>
<p>Infine, tre appuntamenti SPAZIALI da mettere in agenda:<br />
- <strong><a href="http://www.foam13.it/ASTRONAUTICA/ESPLORANDO.htm">ESPLORANDO</a></strong>: Da Galileo alla conquista della Luna. A Tradate (VA), Villa Recalcati, il 31 Marzo 2012 ospite Charles Duke (Apollo 16). Mostra curata dal gruppo FOAM13 ed aperta fino al 29 Aprile.<br />
- <strong><a href="http://www.astronauticon.it/archives/144">ASTRONAUTICON 6</a></strong> (2012). Come ogni anno, gli amici di ISAA organizzano la loro convention di astronauticast. Diverse le location e le occasioni per incontrarsi. Quest&#8217;anno il 20 Aprile, ospite d&#8217;onore Douglas Wheelock, ex-comandante della ISS. Su questa pagina tutto il programma in costante aggiornamento.<br />
-<strong><a href="http://www.lpi.usra.edu/meetings/lpsc2012/">43rd LUNAR and PLANETARY SCIENCE CONFERENCE</a></strong>. Woodland, Texas (USA), 19-23 Marzo. Seguite sulla nostra pagina Facebook e Twitter gli aggiornamenti più importanti dal nostro invitao d&#8217;eccezione, Mario D&#8217;Amore, già ospite a Scientificast 11.</p>
<p>Notizie riguardanti l&#8217;<strong>ASSOCIAZIONE SCIENTIFICAST</strong>.<br />
E&#8217; aperto il tesseramento! Potete abbonarvi inviando una donazione da 10 euro al nostro account paypal, specificando l&#8217;interesse al tesseramento e mettendo i vostri dati anagrafici (nome, cognome, indirizzo, data di nascita) nelle note alla donazione o spedendoli all&#8217;e-mail associazione @ scientificast.it. Vi aspettiamo!!!</p>
<p><strong><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/Scientificast13.mp3">&gt;&gt; SCARICA L&#8217;EPISODIO 13 &lt;&lt;</a></strong></p>
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		<title>Scientificast #12 &#8211; Neutrini. Science in progress.</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Mar 2012 17:37:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; Prosegue la &#8220;saga&#8221; dei neutrini. Lo scalpore iniziale sembra lasciar spazio alla delusione ma al di là di ogni facile banalizzazione giornalistica, la scienza va avanti e nuovi esperimenti a maggio dovrebbero (il condizionale è sempre d&#8217;obbligo) fugare ogni dubbio, nel bene o nel male. Ne parliamo in studio con la nostra Giuliana. Una &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/03/04/scientificast-12-neutrini-science-progress/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 360px"><a href="http://www.flickr.com/photos/pierangelo66/"><img class=" " title="Rivelatori di neutrini by starpier (BY-NC)" src="http://farm5.staticflickr.com/4075/4772502006_6c662cd5db.jpg" alt="" width="350" height="234" /></a><p class="wp-caption-text">Rivelatori di neutrini by starpier (BY-NC)</p></div>
<p><a href="http://press.web.cern.ch/press/PressReleases/Releases2011/PR19.11E.html">Prosegue la &#8220;saga&#8221; dei neutrini.</a> Lo scalpore iniziale sembra lasciar spazio alla delusione ma al di là di ogni facile banalizzazione giornalistica, la scienza va avanti e nuovi esperimenti a maggio dovrebbero (il condizionale è sempre d&#8217;obbligo) fugare ogni dubbio, nel bene o nel male. Ne parliamo in studio con la nostra Giuliana.</p>
<p>Una notizia sul web (chiaramente una bufala) parla di vecchiette in preda al delirio da ergotismo in seguito all&#8217;ingestione di alcune ostie contaminate dalla segale cornuta. Cogliamo l&#8217;occasione per parlare dell&#8217;ergotismo e dell&#8217;LSD, una delle droghe più famose (o famigerate) di tutti i tempi.</p>
<p>Sempre in ambito di droghe, citiamo <a href="http://www.lescienze.it/news/2012/03/02/news/marijuana_memoria_lavoro_neuroni_astrociti-884455/">le ultime scoperte di un gruppo franco-canadese sull&#8217;effetto deleterio dei cannabinoidi</a> (i principi attivi della Canapa Indiana o Marijuana) sulla memoria di lavoro. Un motivo in più per scoraggiarne l&#8217;utilizzo in ambiti avulsi dalla terapia. (fonte Le Scienze).</p>
<p>Il cielo da spettacolo. <a href="http://www.nationalgeographic.it/scienza/2012/02/29/news/allineamento_da_paura-880730/">Il cielo di marzo ci regala la possibilità di vedere ad occhio nudo molti pianeti del nostro sistema solare</a> (National Geographic); Venere, Giove, Marte, Mercurio e Saturno, tutti chiaramente visibili nella volta celeste e godibili al massimo con l&#8217;aiuto di un binocolo o meglio ancora di un telescopio. Rubando lo stile digitaliano, vi consigliamo anche un paio di &#8220;gingilli&#8221; per potersi orientare senza problemi nella volta celeste: <a href="http://www.stellarium.org/it/">Stellarium</a> (software open source multipiattaforma) e per tutti gli androidi, <a href="http://www.google.com/mobile/skymap/">Google Sky Map</a>, un bel programma di puntamento per il vostro smartphone.</p>
<p>Infine parliamo di coralli. Questi esserini che non sembrano particolarmente &#8220;vivaci&#8221; racchiudono in realtà una vita sorprendente e complessa, uno spettacolo che solo la natura sa regalarci. Alcuni ricercatori hanno scoperto un <a href="http://www.galileonet.it/articles/4f4f507972b7ab387600002d">singolare metodo aleternativo di riproduzione per i coralli</a>, una vera e propria clonazione (fonte Galileo.net).</p>
<p>Ringraziamo tutti i nostri &#8220;fan&#8221; su <a href="https://www.facebook.com/pages/Scientificastit/129133110517884">Facebook</a> (ormai siamo a 523 persone connesse con Scientificast) e su <a href="https://twitter.com/#!/scientificast">Twitter</a>. E anche a chi ha voluto recensire il nostro lavoro su <a href="http://itunes.apple.com/it/podcast/scientificast.it/id465501415">iTunes</a> (<em>i commenti in questa sede sono sempre graditi e non abbiate timore anche a criticarci! Dare un giudizio negativo su iTunes senza giustificarlo non ci fa crescere e non è neanche molto serio e&#8230; maturo a nostro avviso!</em>).</p>
<p>Grazie agli amici di <a href="http://www.mondoinformatico.info">MondoInformatico </a>per il <a href="http://www.mondoinformatico.info/un-podcast-scientifico_post-42863.html">bellissimo articolo</a> che ci hanno dedicato.</p>
<p>Vi ricordiamo che potete contribuire alla crescita del nostro podcast e della nostra associazione effettuando una donazione tramite l&#8217;account paypal linkato qui nella barra laterale del sito web.</p>
<p>VI ricordiamo inoltre che abbiamo uno spin off, <a href="http://www.fantascientificast.it">FantaScientificast,</a> podcast di fantascienza e cronache dalla galassia.</p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/Scientificast12.mp3"><strong>&gt;&gt; SCARICA L&#8217;EPISODIO 12 &lt;&lt;</strong></a></p>
<p><em>Questa puntata di Scientificast è stata offerta da <strong>Anna Rita Longo </strong>e <strong>Giovanni Salvatori</strong> che ringraziamo per la gentile donazione.</em></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2012/03/04/scientificast-12-neutrini-science-progress/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Scientificast #11 &#8211; Global warming… E altre cose.</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 17:23:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi affrontiamo un argomento ampiamente dibattuto sulla stampa e sui media di tutto il mondo nonché argomento di dibattito nella comunità scientifica internazionale: parliamo infatti di Riscaldamento Globale o Global Warming, secondo la diffusa traduzione anglosassone. Lo facciamo con Flavio Galbiati, fisico, meteorologo del centro EPSON Meteo e noto conduttore TV sulle reti Mediaset (a questo link trovate una &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/02/18/scientificast-12-global-warming%e2%80%a6-altre-cose/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 317px"><a href="http://www.flickr.com/photos/meanmrmustard/3485553717/"><img class="  " title="global warming" src="http://farm4.staticflickr.com/3545/3485553717_916c0599d7_z.jpg" alt="" width="307" height="206" /></a><p class="wp-caption-text">global warming, the meanMRmustard, CC BY/NC/SA</p></div>
<p>Oggi affrontiamo un argomento ampiamente dibattuto sulla stampa e sui media di tutto il mondo nonché argomento di dibattito nella comunità scientifica internazionale: parliamo infatti di <strong>Riscaldamento Globale</strong> o <em>Global Warming</em>, secondo la diffusa traduzione anglosassone. Lo facciamo con Flavio Galbiati, fisico, meteorologo del centro EPSON Meteo e noto conduttore TV sulle reti Mediaset (<a href="http://books.google.it/books/about/La_neve_Cos_%C3%A8_e_come_si_prevede.html?id=nZ_Ag9_hBUAC&amp;redir_esc=y">a questo link</a> trovate una recente pubblicazione di Flavio ovvero &#8220;La neve: Cos&#8217;è e come si prevede&#8221;).</p>
<p>PER APPROFONDIRE:<br />
- <a href="http://scienceblogs.com/deltoid/2009/01/97_of_active_climatologists_ag.php">97% of active climatologists agree that human activity is causing global warming (Scienceblogs)</a><br />
- <a href="http://www.nature.com/ngeo/journal/vaop/ncurrent/full/ngeo1358.html">Determining the natural length of the current interglacial (Nature)</a><br />
- <a href="http://www.lescienze.it/news/2012/02/05/news/riscaldamento_globale_conferma_cause_attivit_dell_uomo_antropiche_modelli_climatologici_economici_granger-832816/">Cambiamento climatico: una conferma indipendente del ruolo umano (Le Scienze)</a></p>
<p>In queste due settimane, un&#8217;altra curiosa ricerca è stata riportata da molte testate ovvero la risposta definitiva a uno dei classici quesiti di molti bambini: &#8220;<em>Mamma, <strong>perchè le zebre hanno le strisce?</strong></em>&#8220;. I ricercatori della Eötvös University di Budapest (Ungheria) e dell&#8217;Università di Lund (Svezia) <a href="http://www.lescienze.it/news/2012/02/09/news/perch_la_zebra_strisce_bande_righe_manto_tafani_mosca_cavallina_luce_polarizzata-841276/">hanno infatti dimostrato sperimentalmente</a> che il mantello delle zebre ha la funzione di &#8220;distrarre&#8221; i tafani e altri insetti ematofagi (<em>succhiasangue</em>) tramite un curioso effetto di polarizzazione della luce solare. (fonte Le Scienze, <a href="http://www.ilpost.it/2012/02/09/perche-le-zebre-sono-a-strisce/">Il Post</a>, <a href="http://jeb.biologists.org/content/215/5/736.abstract">Journal of Experimental Biology</a>).</p>
<p>Torna ai microfoni del nostro podcast Marco Zambianchi, presidente di ISAA e podcaster di Astronauticast , per raccontarci le ultime novità spaziali ed in particolare il recente <strong>primo volo del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vega_(lanciatore)">lanciatore VEGA</a></strong>, avvenuto il 13 Febbraio 2012 nella Guyana Francese. Marco approfondisce poi definizione e dettagli sui <strong>detriti spaziali</strong> e di tutti gli oggetti di scarto che ruotano intorno al nostro pianeta, argomento dibattuto e spesso fonte di notizie sensazionalistiche ed allarmistiche.</p>
<p>Tornati in studio parliamo della<strong> &#8220;<em>Sindrome di Morgellons</em>&#8220;</strong>, malattia da sempre associata in maniera impropria e grossolana ad argomenti tipicamente complottisti come le scie chimiche e i rapimenti alieni, ma in realtà riconducibile a una grave e nota patologia psichiatrica chiamata &#8220;<em>Parassitosi Immaginaria</em>&#8220;. La recente pubblicazione di uno <a href="http://www.cdc.gov/unexplaineddermopathy/">studio</a> del <a href="http://www.cdc.gov/">CDC (Center for Disease Control and Prevention)</a> <a href="http://www.plosone.org/article/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0029908">conferma le ipotesi precedenti</a> ovvero che la malattia sia in realtà psichiatrica e non derivante da manipolazioni, virus, alieni o quant&#8217;altro.</p>
<p>Collegata a questa notizia ce n&#8217;è un&#8217;altra interessante. Chiude per frode la Kensington University, università non riconosciuta che ha sempre creato molto dibattito e intorno alla quale ruotano molti personaggi che godono di una certa risonanza mediatica. Direte &#8220;<em>e dunque?</em>&#8220;. A titolo informativo vi consigliamo <a href="http://blog.newenergytimes.com/2012/01/11/rossi-engineering-school-shut-down-for-fraud/">la lettura di questo articolo</a>, legato alla chiusura e all&#8217;argomento &#8220;E-Cat&#8221; che abbiamo già trattato nell&#8217;episodio 4 ad Ottobre. Ringraziamo <a href="http://talligalli.blogspot.com/">talligalli</a> per la segnalazione e il graditissimo <a href="http://talligalli.blogspot.com/2012/02/talligalli-vi-consiglia-scientificastit.html">post pubblicitario per scientificast.it</a> <img src='http://www.scientificast.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Infine vi consigliamo di dare un&#8217;occhiata a <a href="http://www.nationalgeographic.it/natura/animali/2012/02/15/foto/squalo_mangia_squalo-850503/1/">questa bellissima fotografica tratta da National Geographic </a>, che mostra uno<strong> Squalo Tappeto nell&#8217;atto di ingoiare uno Squalo Bambù</strong>, a smentire, almeno da un punto di vista marino, il famoso proverbio latino &#8220;<em>canis canem non est</em>&#8221; o secondo il latino moderno &#8220;<em>tra cani nun se mozzicano</em>&#8220;. Scena curiosa che mostra quanto sia singolare la vita sul nostro pianeta e quanto siano strane le abitudini degli esseri che la abitano.</p>
<p>Infine è il tempo degli annunci. Nasce oggi l&#8217;<strong>ASSOCIAZIONE CULTURALE SCIENTIFICAST</strong>. La nostra community sta crescendo sui social network, tra le persone che si occupano di scienza, etc. Ce ne accorgiamo dal numero sempre crescente di download, ma soprattutto dal genuino calore umano ed entusiasmo che ci circonda, puntata dopo puntata. Abbiamo quindi deciso che Scientificast deve ampliare i suoi orizzonti e con l&#8217;associazione ci siamo posti obiettivi che vanno al di là del podcasting: conferenze, serate di divulgazione, eventi e chissà cos&#8217;altro ci suggerirà la fantasia. Presto indicheremo le modalità per associarsi e pubblicheremo lo statuto su queste pagine. Il consiglio è quello di continuare a seguire Scientificast per essere sempre aggiornati sulle prossime novità. <img src='http://www.scientificast.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/Scientificast11.mp3"><strong>&gt;&gt; SCARICA L&#8217;EPISODIO 11 &lt;&lt;</strong></a></p>
<p><em>Questa puntata di Scientificast è stata offerta da <strong>Veronica Remondini</strong> e <strong>Giovanni Salvatori</strong> che ringraziamo per la gentile donazione.</em></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2012/02/18/scientificast-12-global-warming%e2%80%a6-altre-cose/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Scientificast #10 &#8211; Oggi polenta e&#8230; Poliuretano.</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2012/02/04/scientificast-10-oggi-polenta-e-poliuretano/</link>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 17:26:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Episodio numero 10. Un numero decisamente importante per Scientificast. Grazie anzitutto a voi per il costante supporto e apprezzamento al nostro programma in podcast. Il paniere degli argomenti è davvero assortito oggi. Anzitutto Simone ci parla di petrolio ed in particolare degli scenari futuri legati alla sua estrazione ed ai movimenti del suo valore commerciale &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/02/04/scientificast-10-oggi-polenta-e-poliuretano/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Sintesi PU" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/2/24/PU_synthesis2.PNG" alt="" width="305" height="154" /></p>
<p>Episodio numero 10. Un numero decisamente importante per Scientificast. Grazie anzitutto a voi per il costante supporto e apprezzamento al nostro programma in podcast.</p>
<p>Il paniere degli argomenti è davvero assortito oggi.</p>
<p>Anzitutto Simone ci parla di petrolio ed in particolare degli scenari futuri legati alla sua estrazione ed ai movimenti del suo valore commerciale che spesso è poco chiaro ed è anzi fonte di guai ben peggiori da un punto di vistia socio-politico. Lo facciamo prendendo spunto da un interessante <a href="http://www.nature.com/nature/journal/v481/n7382/full/481433a.html">articolo di Nature.</a></p>
<p>Dagli studi genovesi di Scientificast, Silvia oggi ci parla di <a href="http://www.superconductors.org">superconduttori</a>, argomento affascinante e dai fondamentali <a href="http://www.rwe.com/web/cms/en/113648/rwe/press-news/press-release/?pmid=4007389">risvolti pratici</a> e di <a href="http://www.ilsussidiario.net/News/Scienze/2012/1/30/FISICA-La-melodia-dei-neutrini-che-sarebbe-piaciuta-a-Fermi/236293/">fondamentale interesse per la ricerca</a>. Julien ci aggiorna invece sulle ultime novità in merito alle ricerche dell&#8217;Erasmus Medical Center sul virus dell&#8217;aviaria H5N1.</p>
<p>In studio Paolo ci parla di un tipo di fungo (fonte <a href="http://www.galileonet.it/articles/4f28ff6372b7ab29f0000022">Galileo.net</a>, <a href="http://aem.asm.org/content/77/17/6076.abstract?sid=ddc7c995-69e0-4500-b989-abc8697c3b31">Applied and Environmental Microbilogy</a>) con una dieta molto particolare. Può infatti &#8220;cibarsi&#8221; di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Poliuretano">poliuretano</a> anche in ambiente anaerobico. Rappresenta una speranza futura per lo smaltimento dei materiali plastici non riciclabili (oggi destinati alla termodistruzione) e per il biorisanamento&#8230; Non ci sembra un fungo adatto ad essere cucinato con la polenta, ecco. In passato<a href="http://www.focus.it/natura-e-ambiente/ecologia/Funghi_spazzini_contro_la_plastica_C12.aspx"> altri esempi simili</a>, un fungo ad esempio che può demolire le <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Resine_fenoliche">resine fenoliche</a>.</p>
<p>Giuliana intervista Paolo Canova (matematico) e Diego Rizzuto (fisico) di <a href="http://www.fateilnostrogioco.it/">fateilnostrogioco.it</a> (<a href="https://www.facebook.com/pages/Fate-il-Nostro-gioco/249288955107972">qui la loro seguitissima pagina facebook</a>). Paolo e Diego ci spiegano come dietro il gioco d&#8217;azzardo si cela un grosso rischio, calcolato matematicamente, per il quale a vincere non è mai il giocatore incallito. Paolo e Diego collaborano con ASL, scuole ed enti di prevenzione delle dipendenze in tutta Italia.</p>
<p>In chiusura, una breve news sull&#8217;E-Cat. Ricordate? Ne abbiamo parlato nell&#8217;<a href="http://www.scientificast.it/?p=77">episodio 4</a>. <a href="http://www.magazine.unibo.it/Magazine/Universita/2012/01/26/E-cat_dichiarazione_del_Dipartimento_di_Fisica.htm">Notizia del 26 gennaio</a>, l&#8217;Università di Bologna ha <em>&#8220;Rescisso il contratto sottoscritto a giugno con la EFA srl causa il mancato soddisfacimento delle condizioni al termine contrattuale previsto&#8221;. </em>Le misurazioni verranno effettuate comunque a quanto pare, nonostante questa brusca frenata e come promesso, al di là di ogni polemica, Scientificast stà sul pezzo; saremo assolutamente lieti di parlarne nuovamente quando i risultati saranno pubblicati e sottoposti alla comunità scientifica.</p>
<p>Infine, è nato <a href="http://www.fantascientificast.it">FANTASCIENTIFICAST</a>, spin off del podcast principale nato dall&#8217;idea di <a href="http://distretto9.wordpress.com">Omar Serafini</a> e <a href="http://www.everydayshow.eu">Paolo Bianchi</a>; podcast dedicato alla fantascienza e giustamente sottotitolato &#8220;<em>podcast di fantascienza e cronache dalla galassia</em>&#8220;. Lo trovate ovviamente <a href="http://itunes.apple.com/it/podcast/fantascientificast/id499298476">anche su iTunes</a>. Qui il <a href="http://www.fantascientificast.it/?p=15">primo episodio</a>.</p>
<p>Per questo episodio non abbiamo nessun sostenitore. Vi ringraziamo perchè grazie a voi Simone ora dispone di un setup decisamente migliore e vi invitiamo <a href="https://www.paypal.com/it/cgi-bin/webscr?cmd=_flow&amp;SESSION=xbqXTE8FZ8Puk3WjU31rJznB9VrhSJJmptGU74vt1WH1WYI9ugzwGaXuvPC&amp;dispatch=5885d80a13c0db1f8e263663d3faee8d4026841ac68a446f69dad17fb2afeca3">a sostenere</a> il nostro lavoro. Grazie! <img src='http://www.scientificast.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/Scientificast10.mp3">&gt;&gt; SCARICA L&#8217;EPISODIO 10 &lt;&lt;</a></strong></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2012/02/04/scientificast-10-oggi-polenta-e-poliuretano/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Scientificast #9 – Con la neve (da nebbia) fino alle ginocchia.</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2012/01/21/scientificast-9-%e2%80%93-con-la-neve-da-nebbia-fino-alle-ginocchia/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 17:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drpbrock</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al di là dei toni sensazionalistici di molti quotidiani (citiamo la Gazzetta di Mantova ma potremmo riportarne a centinaia), che evidentemente amano terrorizzare i propri lettori, analizziamo il fenomeno atmosferico che nei giorni scorsi ha interessato una larga porzione della Pianura Padana ovvero la &#8220;neve chimica&#8221; che di chimico ha ben poco (sarebbe più proprio chiamarla, &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/01/21/scientificast-9-%e2%80%93-con-la-neve-da-nebbia-fino-alle-ginocchia/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/img00235201201161110.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-184" title="Neve Da Nebbia" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/img00235201201161110-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Al di là dei <a href="http://gazzettadimantova.gelocal.it/cronaca/2012/01/19/news/fiocchi-di-neve-chimica-l-arpa-avvia-le-analisi-1.3083993">toni sensazionalistici di molti quotidiani</a> (<em>citiamo la Gazzetta di Mantova ma potremmo riportarne a centinaia</em>), che evidentemente amano terrorizzare i propri lettori, analizziamo il fenomeno atmosferico che nei giorni scorsi ha interessato una larga porzione della Pianura Padana ovvero la &#8220;neve chimica&#8221; che di chimico ha ben poco (sarebbe più proprio chiamarla, molto più banalmente, &#8220;neve da nebbia&#8221;) e che non è poi un fenomeno così strano. Segnaliamo a tal proposito l&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Neve_chimica">articolo da wikipedia</a>, opera di Gianni Comoretto, astronomo all&#8217;INAF e nostro ascoltatore. Vi consigliamo la lettura anche di <a href="http://arxiv.org/pdf/0902.1326.pdf">un interessante articolo tratto da Arxiv</a>, su un analogo fenomeno riscontrato in Inghilterra pochi anni fa.</p>
<p>Segue una interessantissima intervista a Mario D&#8217;Amore (a.k.a. KidPixo), ricercatore a Berlino ed esperto di<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Remote_sensing"> remote sensing </a>ovvero analisi in remoto dei dati provenienti dalle <a href="http://messenger.jhuapl.edu/">sonde che i vari enti spaziali spediscono a spasso per lo spazio</a>. Mario in particolare si occupa del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mercurio_(astronomia)">pianeta Mercurio</a> e segue la missione NASA denominata <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/MESSENGER_(sonda)">MESSENGER</a>.</p>
<p>Tornando alla vecchia e cara Terra, oggi ci occupiamo di <a href="http://scienze.liquida.it/focus/2012/01/18/le-prime-forme-di-intraterrestri-scoperti-da-un-gruppo-guidato-da-daniele-brunelli/">una interessante scoperta</a> di un gruppo di ricerca italo-francese, guidato da <a href="http://www.terra.unimo.it/personaledettaglio.php?user=daniele.brunelli">Daniele Brunelli</a> dell&#8217;Università di Modena e Reggio Emilia che ha trovato<a href="http://www.nature.com/ngeo/journal/vaop/ncurrent/full/ngeo1359.html"> evidenti tracce della presenza di vita microbica a centinaia di chilometri di profondità</a> nel mantello terrestre sub-oceanico. (fonte Liquida, Nature).</p>
<p>Un team dal Biodesign Institute dell&#8217;Arizona State University <a href="http://www.galileonet.it/articles/4f0c268f72b7ab6d2c00009b">ipotizza un&#8217;arcaica &#8220;molecola della vita&#8221;</a>: il TNA. Simone ci spiega questa interessante ipotesi che insieme a tante altre affascinanti ricerche compongono il quadro della chimica prebiotica, argomento che presto approfondiremo anche nel nostro podcast. (fonte Galileonet.it)</p>
<p>Infine, su richiesta di una nostra appassionata ascoltatrice, abbiamo intervistato Mario Di Martino dell&#8217;INAF (<em><a href="http://blog.focus.it/una-finestra-sull-universo/">qui il suo blog su Focus.it</a></em>) in merito al famoso &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Evento_di_Tunguska">evento di Tunguska</a>&#8221; che ancora oggi è molto richiamato nei media (spesso impropriamente) ed è un argomento estremamente affascinante.</p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/Scientificast9.mp3"><strong>&gt;&gt; SCARICA L&#8217;EPISODIO 9 &lt;&lt;</strong></a></p>
<p><em>Questa puntata di Scientificast è stata offerta da <strong>Donato Bozzuto, Attilio Bianchi </strong>e <strong>Mario D&#8217;Amore </strong>(<a href="http://kidpix.wordpress.com">blog</a>) che ringraziamo per la gentile donazione.</em></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2012/01/21/scientificast-9-%e2%80%93-con-la-neve-da-nebbia-fino-alle-ginocchia/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Scientificast #8 &#8211; Formiche zombie e merli cadenti.</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 11:13:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Riprendiamo dopo la brevissima pausa natalizia il nostro consueto appuntamento con scientificast. Puntata soft, riprendiamo in mano qualche argomento più tranquillo e divertente giusto per iniziare bene l&#8217;anno. Iniziamo infatti parlando di fine del mondo. State sereni, non succederà, ma Simone ha pensato bene di fare una breve rassegna delle &#8220;fini&#8221; più improbabili legate quasi &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2012/01/06/scientificast-8-formiche-zombie-e-merli-cadenti/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_177" class="wp-caption alignleft" style="width: 247px"><a href="http://www.flickr.com/photos/nebarnix/"><img class="size-medium wp-image-177 " title="2718169199_35425516a3" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/2718169199_35425516a3-237x300.jpg" alt="" width="237" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">nebarix (flickr) By-NC-SA</p></div>
<p>Riprendiamo dopo la brevissima pausa natalizia il nostro consueto appuntamento con scientificast.</p>
<p>Puntata soft, riprendiamo in mano qualche argomento più tranquillo e divertente giusto per iniziare bene l&#8217;anno. Iniziamo infatti parlando di fine del mondo. State sereni, non succederà, ma Simone ha pensato bene di fare una breve rassegna delle &#8220;fini&#8221; più improbabili legate quasi sempre alla famigerata data del 21 dicembre 2012, l&#8217;apocalisse Maya&#8230; O forse no.</p>
<p>Ecco poi un argomento curioso ed interessante, una notizia abbastanza datata (maggio 2011) di <a href="http://www.nationalgeographic.it/natura/2011/03/04/foto/formiche_zombi_con_il_fungo_killer-198426/1/">National Geographic ci parla delle formiche zombie</a>. Insetti letteralmente &#8220;posseduti&#8221; da un parassita fungineo.</p>
<p>E giusto per stare in tema entomologo sveliamo, a seguito della <a href="https://twitter.com/#!/microsmeta/status/154189743146541056">segnalazione di un ascoltatore</a>, il mistero (che accade guardacaso sempre nei primi giorni dell&#8217;anno) dei &#8220;merli cadenti&#8221;. Di solito legata ai botti di capodanno&#8230; Alle volte no. E&#8217; la natura, baby.</p>
<p>Partendo da un <a href="http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/11/14/zero-chimica-100-naturale-si-come-no/">articolo di Bressanini </a>(Le Scienze.it) cerchiamo poi di fare un ragionamento più serio. Siamo proprio sicuri che naturale = buono e artificale = dannoso? Da questo punto iniziamo un filone di argomento che è nostra intenzione sviluppare nel 2012. Dopo l&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Disastro_di_Seveso">incidente di Seveso</a> la chimica è cambiata. Sicurezza e tutela di ambiente e salute sono la priorità. Oggi è il tempo di cambiare mentalità nei confronti di essa. Inviteremo responsabili della sicurezza e dell&#8217;ambiente, cercheremo di capire come si opera oggi in ambito chimico.</p>
<p>Simone ci spiega un po’ cosa c&#8217;è dietro gli oroscopi (o meglio cosa non c&#8217;è) e perchè, <a href="http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=274636">se andate a controllare</a> (fonte CICAP), le previsioni per il nuovo anno, come sempre, si rivelano poco (pochissimo) credibili.</p>
<p>E se gli oroscopi sono poco attendibili, c&#8217;è chi lavora per predire il futuro tramite un computer. Uno scenario molto simile a quello ipotizzato dal famoso romanziere e divulgatore scientifico <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Isaac_Asimov">Isaac Asmiov </a>nel suo famosissimo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_della_Fondazione">Ciclo della Fondazione</a>. Unire scienze sociali e information technology si può? <a href="http://www.futurict.ethz.ch/FuturICT">Allo Swiss Federal Institute of Technology ci stanno lavorando</a>. Il progetto Living Earth Simulator promette grandi cose.</p>
<p>Concludiamo con un annuncio. Da mesi Paolo Bianchi ha lavorato insieme ad Omar Serafini per uno spin-off di Scientificast. E&#8217; giunto il momento di rivelarlo e quindi con piacere vi annunciamo da fine gennaio la nascita di FantaScientificast, podcast dedicato alla fantascienza, a 360 gradi. Come si dice in gergo&#8230; Stay tuned! <img src='http://www.scientificast.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/Scientificast8.mp3">&gt;&gt; SCARICA L&#8217;EPISODIO 8 &lt;&lt;</a></strong></p>
<p><em>Questa puntata di Scientificast è stata offerta da <strong>Matteo Carpentieri, Stefano Klett, Fabio Pinelli, Omar Serafini, Francesco Mocellin</strong> e<strong> Severino di Palma</strong></em> <em>che ringraziamo per la gentile donazione e i graditissimi messaggi di supporto (scusate se non li abbiamo letti in trasmissione).</em></p>
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		<title>Buone feste dallo staff di Scientificast!</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2011/12/24/buone-feste-dallo-staff-di-scientificast/</link>
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		<pubDate>Sat, 24 Dec 2011 13:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drpbrock</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da Paolo, Simone e tutto lo Staff di SCIENTIFICAST, i migliori auguri per un sereno Natale ed un felice anno 2012.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.frogblog.ie/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-174" title="science of santa academic santa 8X10" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/science-of-santa-academic-santa-8X10-194x300.jpg" alt="" width="194" height="300" /></a>Da Paolo, Simone e tutto lo <a href="http://www.scientificast.it/?page_id=10">Staff </a>di SCIENTIFICAST, i migliori auguri per un sereno Natale ed un felice anno 2012.</p>
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<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2011/12/24/buone-feste-dallo-staff-di-scientificast/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Speciale Higgs</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2011/12/19/speciale-higgs/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 22:16:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuliana</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Puntata specialissima tutta dedicata al Bosone di Higgs, noto anche come &#8220;particella di Dio&#8221;, che tanto sta facendo notizia in questi giorni dopo il seminario del 13 Dicembre 2011 al CERN. &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Per chi si fosse perso la diretta del seminario, potete rivederlo qui e qui, ma, se non siete &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2011/12/19/speciale-higgs/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Puntata specialissima tutta dedicata al Bosone di Higgs, noto anche come &#8220;particella di Dio&#8221;, che tanto sta facendo notizia in questi giorni dopo il seminario del 13 Dicembre 2011 al CERN.</p>
<div id="attachment_126" class="wp-caption alignleft" style="width: 280px"><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/1112304_08-A5-at-72-dpi.jpg"><img class="size-medium wp-image-126   " src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/1112304_08-A5-at-72-dpi-300x199.jpg" alt="" width="270" height="179" /></a><p class="wp-caption-text">Fabiola Giannotti, spokesperson ATLAS</p></div>
<div id="attachment_125" class="wp-caption alignright" style="width: 280px"><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/1112304_13-A5-at-72-dpi.jpg"><img class="size-medium wp-image-125   " src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/1112304_13-A5-at-72-dpi-300x199.jpg" alt="" width="270" height="179" /></a><p class="wp-caption-text">Guido Tonelli, spokesperson CMS</p></div>
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<p>Per chi si fosse perso la diretta del seminario, potete rivederlo <a title="Video_seminarioCERN1" href="http://cdsweb.cern.ch/record/1406052">qui</a> e <a title="Video_SeminarioCERN2" href="http://cdsweb.cern.ch/record/1406051">qui</a>, ma, se non siete del mestiere, meglio ascoltare le nostre frequenze-non-frequenze: l&#8217;obiettivo che ci siamo posti per questa puntata, infatti, è stato quello di fornire una panoramica sullo stato attuale della ricerca del Bosone di Higgs in modo approfondito, ma allo stesso comprensibile (speriamo!).</p>
<p>Nei mitici Studios di Scientificast (questa volta ubicati tra Bari, Lodi e Pavia) si alternano tre voci: ai noti Paolo e Simone si aggiunge l&#8217;&lt;&lt;esperta&gt;&gt; del team (tra tante virgolette!) <a title="Giuliana Galati" href="http://littleskeptic.wordpress.com" target="_blank">Giuliana</a>.</p>
<p>Breve rinfrescatina su cosa sia il Bosone di Higgs (abbiamo già trattato l&#8217;argomento nella <a title="Scientificast #5 – Bambini prodigio." href="http://www.scientificast.it/?p=89" target="_blank">puntata #5</a>) e sull&#8217;origine del suo soprannome, e si parte subito con le interviste.</p>
<p><strong>Primo ospite è il prof. Domenico Di Bari</strong>, professore associato presso l&#8217;università di Bari e &#8221;physics coordinator&#8221;, all&#8217;interno dell&#8217;esperimento ALICE, del rivelatore HMPID, che fa parte dell&#8217;apparato sperimentale di ALICE. Attualmente è anche coordinatore del gruppo di fisica nucleare (gruppo 3) della sezione INFN di Bari.<br />
Il prof. Di Bari ci illustra i quattro principali esperimenti in corso ad LHC: <a title="ALICE" href="http://aliceinfo.cern.ch/">ALICE</a>, <a title="ATLAS" href="http://www.atlas.ch">ATLAS</a>, <a title="CMS" href="http://cms.web.cern.ch">CMS</a>, <a title="LHCb" href="http://lhcb-public.web.cern.ch/lhcb-public/">LHCb</a>, con un cenno anche a Totem e LHCf, e come la grandissima mole di dati accumulata ogni giorno possa essere analizzata grazie a sistemi Grid (<a title="Grid computing" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Grid_computing">qui</a> per approfondire).</p>
<p><em>Attenzione: qui in mezzo da qualche parte Giuliana dice erroneamente che GeV sta per 10^6 eV. GeV sta per 10^9 eV. Scusate per il lapsus.</em></p>
<p><strong>La seconda intervista</strong> entra nel merito dei risultati che sono stati resi pubblici nel seminario del 13 Dicembre. Ne parliamo con <strong>Nicola De Filippis</strong>, ricercatore presso il Dipartimento interateneo di Fisica dell&#8217;Università e del Politecnico di Bari, che fa parte della collaborazione CMS, per la quale si occupa nello specifico proprio della ricerca del bosone di Higgs.</p>
<p>Ed ecco a voi, come promesso, alcuni display molto belli di eventi candidati a rivelare l&#8217;Higgs:</p>
<div id="attachment_134" class="wp-caption alignleft" style="width: 280px"><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/eeee-run167675-evt876658967-rphi.jpg"><img class="size-medium wp-image-134  " src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/eeee-run167675-evt876658967-rphi-300x208.jpg" alt="" width="270" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Display di un evento con stato finale in 4 elettroni (linee verdi)</p></div>
<div id="attachment_135" class="wp-caption alignright" style="width: 280px"><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/gg-run177878-evt188723900-3d-with-barrel.jpg"><img class="size-medium wp-image-135   " src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/gg-run177878-evt188723900-3d-with-barrel-300x204.jpg" alt="" width="270" height="184" /></a><p class="wp-caption-text">Display di un evento con due fotoni molto energetici (linee tratteggiate)</p></div>
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<p>qualche grafico significativo<span style="text-decoration: underline"> giusto per dare un tocco di colore</span> a queste note e darvi un&#8217;idea di quanto possa essere stato complicato spiegare solo a parole e senza tecnicismi tutta la fisica che c&#8217;è dietro questi risultati preliminari:</p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/higgs_decays.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-141" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/higgs_decays-300x211.png" alt="" width="300" height="211" /></a><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/ATLAS_H4l_spectrum.png"><img class="size-medium wp-image-138 alignright" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/ATLAS_H4l_spectrum-300x287.png" alt="" width="300" height="287" /></a><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/combo1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-140" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/combo1-300x217.png" alt="" width="300" height="217" /></a><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/CMS_combination.png"><img class="size-medium wp-image-139 alignright" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/CMS_combination-300x206.png" alt="" width="300" height="206" /></a></p>
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<p>e infine ecco qualche link per chi volesse approfondire:</p>
<ul>
<li>Comunicato stampa del CERN sul seminario (in inglese): <a href="http://press.web.cern.ch/press/PressReleases/Releases2011/PR25.11E.html">http://press.web.cern.ch/press/PressReleases/Releases2011/PR25.11E.html</a></li>
<li>Comunicato stampa di ATLAS (in inglese): <a href="http://www.atlas.ch/news/2011/status-report-dec-2011.html">http://www.atlas.ch/news/2011/status-report-dec-2011.html</a> (<a href="https://cms-docdb.cern.ch/cgi-bin/PublicDocDB/RetrieveFile?docid=5706&amp;filename=CMShiggs2010_2011_IT.pdf">qui</a> in italiano)</li>
<li>Comunicato stampa di LHC (in inglese): <a href="http://cms.web.cern.ch/news/cms-search-standard-model-higgs-boson-lhc-data-2010-and-2011">http://cms.web.cern.ch/news/cms-search-standard-model-higgs-boson-lhc-data-2010-and-2011</a> (<a href="https://cms-docdb.cern.ch/cgi-bin/PublicDocDB/RetrieveFile?docid=5706&amp;filename=CMShiggs2010_2011_IT.pdf">qui</a> in italiano)</li>
<li>Immagini di altri display di eventi registrati da CMS: <a href="http://cdsweb.cern.ch/record/1406073">http://cdsweb.cern.ch/record/1406073</a></li>
<li>Foto del seminario: <a href="http://cdsweb.cern.ch/record/1406060">http://cdsweb.cern.ch/record/1406060</a></li>
<li>Articoli divulgativi pubblicati dal CERN sul bosone di Higgs e gli argomenti correlati, e video-interviste agli spokesperson dei due esperimenti (in inglese o francese, qualcosa in italiano): <a href="http://press.web.cern.ch/press/background/index.html">http://press.web.cern.ch/press/background/index.html</a></li>
<li>Sul modello standard (in italiano): <a href="http://www.gravita-zero.org/2011/12/forse-la-particella-di-dio.html">http://www.gravita-zero.org/2011/12/forse-la-particella-di-dio.html</a></li>
<li>Glossario (in inglese) sui termini tecnici più frequenti: <a href="http://www.science20.com/quantum_diaries_survivor/fundamental_glossary_higgs_broadcast-85365">http://www.science20.com/quantum_diaries_survivor/fundamental_glossary_higgs_broadcast-85365</a></li>
<li>Video sul detector di ATLAS (in inglese): <a href="http://www.atlas.ch/detector-overview/index.html">http://www.atlas.ch/detector-overview/index.html</a></li>
<li>Informazioni sul detector di CMS (in inglese): <a href="http://cms.web.cern.ch/news/cms-detector-design">http://cms.web.cern.ch/news/cms-detector-design</a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L&#8217;ultimo intervento</strong> riguarda il mondo del CERN e di chi lì ci lavora quotidianamente. Abbiamo infatti deciso di concludere questa puntata intervistando un assegnista di ricerca, <strong>Giacomo Volpe</strong>, che lavora per l&#8217;esperimento ALICE e dal 2008 vive al CERN 10 mesi l&#8217;anno! Spinose le questioni sul precariato dei giovani che costituiscono la vera forza dietro tutti questi esperimenti di alta fisica e che stanno tanto a cuore anche a noi di <em>Scientificast</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Ringraziamo tutti gli intervistati per la loro grandissima disponibilità.</em></p>
<p><em>Tutte le immagini sono cortesia del CERN.</em></p>
<p><strong><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/ScientificastHiggs1.mp3">&gt;&gt;SCARICA LO SPECIALE HIGGS&lt;&lt;</a></strong></p>
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		<title>Scientificast #7 &#8211; Tra pianeti e palloni</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 17:49:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dai Scientificast Studios, luogo di fantasia situato con un grado di probabilità del 90% tra Lodi e Novara, ecco il dinamico duo PB &#38; Simone Angioni con un carico di notizie, curiosità ed approfondimenti scientifici alla portata di tutti. Iniziamo commentanto un articolo tratto da Le Scienze in merito alla scoperta, da parte del programma &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2011/12/10/scientificas-7-tra-pianeti-e-palloni/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/Mars_Valles_Marineris.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-102" title="Mars_Valles_Marineris" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/Mars_Valles_Marineris-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Dai Scientificast Studios, luogo di fantasia situato con un grado di probabilità del 90% tra Lodi e Novara, ecco il dinamico duo PB &amp; Simone Angioni con un carico di notizie, curiosità ed approfondimenti scientifici alla portata di tutti.</p>
<p>Iniziamo commentanto un articolo tratto da <a href="http://www.lescienze.it/news/2011/12/06/news/esopianeti_abitabili_il_catalogo_questo-719879/">Le Scienze</a> in merito alla scoperta, da parte del programma <a href="http://kepler.nasa.gov/">NASA Kepler</a>,  di nuovo promettente<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pianeta_extrasolare"> EsoPianeta</a> ovvero <strong>Kepler-22b</strong>; sulla sua superficie potrebbe infatti esserci acqua liquida ed un ambiente potenzialmente favorevole alla vita. Vedremo&#8230; Interessante anche il <a href="http://phl.upr.edu/projects/habitable-exoplanets-catalog">nuovo progetto del Planetary Habitability Laboratory</a> dell&#8217;Università di Porto Rico ad Arecibo, progetto che ha l&#8217;obiettivo di creare una vera e propria <strong>tavola periodica dei pianeti extrasolari</strong>, in base alle caratteristiche di potenziale abitabilità.</p>
<p>Sempre nello spazio, con il nostro Marco Zambianchi (Astronauticast.it) ci spostiamo verso il più vicino <strong>pianeta Marte</strong>, oggetto di particolari attenzioni con il recente <a href="http://science.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2011/26nov_msllaunch/">lancio di <strong>Curiosity</strong></a><strong>,</strong> il ritorno virtuale della missione<strong><a href="http://www.astronautinews.it/tag/mars500/"> Mars-500</a></strong> e con le sfortunate avventure della <a href="http://www.astronautinews.it/tag/phobos-grunt/">sonda russa <strong>Phobos &#8211; Grunt </strong></a>(o Phobos Sgrunt che dir si voglia&#8230;); a quest&#8217;ultimo argomento aggiungiamo una punta di complottismo: qualche buontempone ha voluto tirare in mezzo il <a href="http://www.haarp.alaska.edu/">famigerato sistema <strong>HAARP</strong></a>. In studio, con Simone, cerchiamo di capire nel dettaglio di cosa si tratta, lasciando d parte le solite teorie cospirazioniste e le <a href="http://documenti.camera.it/apps/pdfGenerator/getPdf.aspx?idLegislatura=16&amp;sessionId=106372532">interrogazioni parlamentari di deputati italiani poco informati</a> (<em>chi ha detto Scilipoti?</em>).</p>
<p>Anche agli uomini preistorici piaceva dormire comodi. E lontano dagli insetti. Ecco allora gli antenati dei nostri <strong><a href="http://daily.wired.it/news/scienza/2011/12/09/materasso-preistorico-tribu-sibudu-09878.html">materassi, con proprietà anti-parassitari</a>e</strong>. Suggeriamo di leggere se possibile anche <a href="http://news.sciencemag.org/sciencenow/2011/12/earliest-human-beds-found-in-sou.html">l&#8217;articolo di Science</a>; lo abbiamo trovato molto più preciso e coerente di ogni altra traduzione in italiano. (fonte <a href="http://news.sciencemag.org/">Science</a>, <a href="http://www.wired.it/">Wired</a>)</p>
<p><strong>I colpi di testa con il pallone fanno male?</strong> E&#8217; ancora tutto da confermare ma <a href="http://www.ilpost.it/2011/12/01/i-rischi-del-colpo-di-testa/">uno studio di Michael Lipton</a> del Gruss Magnetic Resonance Research Center all’Albert Einstein College of Medicine di New York sembra evidenziare una correlazione tra i giocatori particolarmente avvezzi al colpo di testa ed eventuali lesioni cerebrali delle aree cognitive e della memora (fonte <a href="http://www.ilpost.it/">IlPost</a>).</p>
<p>Da Genova, Silvia e Julien ci parlano di argomenti molto interessanti. <strong><a href="http://www.lescienze.it/news/2011/11/29/news/un_robot_morbido_a_quattro_zampe-700395/">Robot soffici</a></strong> dalle <a href="http://www.youtube.com/watch?v=2DsbS9cMOAE">molteplici proprietà</a> [per approfondire sul sito dello PNAS<a href="http://www.pnas.org/content/early/2011/11/21/1116564108"> cliccare QUI]</a> ed un promettente futuro ed un esperimento importante e controverso di modifica del famigerato virus <a href="http://www.scientificamerican.com/article.cfm?id=contagion-controversy-erupts"><strong>H5N1</strong></a>. Julien approfondisce aspetti etici e biologici dietro questo tipo di ricerche, smentendo quella note di terrorismo psicologico che purtroppo nei media trova sempre troppo spazio&#8230; Quindi vi consigliamo un attento ascolto del loro intervento. (fonte Le Scienze, Scientific American)<br />
[approfondimenti: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=GBTq2q93E3I">video su pandemia H5N1</a>, <a href="http://www.erasmusmc.nl/corp_home/corp_news-center/2011/2011-11/vogelgriep.gevaarlijk.mensenviru/?lang=en">comunicato dell Erasmus Medical Center sulla controversia degli esperimenti</a>, <a href="http://news.sciencemag.org/scienceinsider/2011/11/scientists-brace-for-media-storm.html">articolo tratto da Science Insider</a>]</p>
<p>Concludiamo inaugurando una nuova rubrica: In cucina con Scientificast. Oggi vi spieghiamo (finalmente) come si fabbrica il<strong> gelato con l&#8217;azoto liquido</strong> (ma assolutamente NON provateci a casa perché si tratta di una operazione per addetti ai lavori!) e vi diamo la ricetta del <strong>fluido non newtoniano</strong>, cosi come già spiegata da Silvia qualche episodio fa. Qui sotto gli ingredienti:</p>
<ul>
<li><em>Una scatola di Maizena (amido di mais) da 250g (ma anche la fecola di patate va bene)</em></li>
<li><em>Una bacinella capiente (anche perchè è meglio per giocare con il fluido una volta ottenuto senza sporcare tutto)</em></li>
<li><em>Due bicchieri di acqua tiepida</em></li>
<li><em>Un cucchiaio</em></li>
</ul>
<p><em>Versare 1/3 dell&#8217;amido di mais (o della fecola di patate ) nel contenitore. Aggiungere pian piano l&#8217;acqua e mescolare lentamente.</em><br />
<em>Non appena otterrete una morbida pastella aggiungete il resto dell&#8217;amido.</em><br />
<em>Giunti a questo punto occorre testare il risultato ottenuto. Provate a dare un pugno forte all&#8217;impasto: se il liquido schizza avete messo troppa acqua, ma per aggiustare il risultato basterà aggiungere un altro po&#8217; di amido, se invece resta nella bacinella senza neanche macchiarvi le mani, allora avete dosato bene gli ingredienti.</em><br />
<em> Attenzione perché, trattandosi di una sospensione, dopo qualche tempo il fluido perderà le sue proprietà perchè l&#8217;amido tenderà a depositarsi sul fondo mentre l&#8217;acqua resterà nella parte alta del contenitore. Sarà tuttavia sufficiente rimescolare il tutto per riottenere il fluido con le sue buffe proprietà!</em></p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/Scientificast7.mp3"><strong>&gt;&gt; SCARICA L&#8217;EPISODIO 7 &lt;&lt;</strong></a></p>
<p><em>Questa puntata di Scientificast è stata offerta da <strong>Daniele Adami</strong> e dal Cylonprof, <strong>Massimo De Santo</strong> (<a href="http://www.digitalia.fm">Digitalia.fm</a>) che ringraziamo per la gentile donazione.</em></p>
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		<title>Scientificast #6  &#8211; Un podcast&#8230; Glaciale!</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2011/11/27/scientificast-6-un-podcast-glaciale/</link>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 18:12:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non ci riferiamo al freddo, ma alla scelta di un paio di argomenti particolarmente&#8230; Freddini. Ma andiamo per ordine. Neutrini. Nuove conferme dal INFN del Gran Sasso. Alcune possibili fonti di errori sistematici sono state eliminate e resta la conferma dei dati sperimentali ottenuti a fine settembre. (fonte, Le Scienze.it). Materiali innovativi. Un altra piccola &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2011/11/27/scientificast-6-un-podcast-glaciale/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_95" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.flickr.com/photos/chiefy/5434985892/"><img class="size-medium wp-image-95" title="Ice Age is coming to get you" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2011/11/5434985892_70db94b16c_b-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Ice Is Coming To Get You, Barbara by tehsuck (BY-NC_SA)</p></div>
<p>Non ci riferiamo al freddo, ma alla scelta di un paio di argomenti particolarmente&#8230; Freddini. Ma andiamo per ordine.</p>
<p><strong>Neutrini</strong>. <a href="http://www.lescienze.it/news/2011/11/18/news/neutrini_superluminali_arriva_la_conferma-675362/">Nuove conferme dal INFN</a> del Gran Sasso. Alcune possibili fonti di errori sistematici sono state eliminate e resta la conferma dei dati sperimentali ottenuti a fine settembre. (fonte, Le Scienze.it).</p>
<p><strong>Materiali innovativi.</strong> Un altra piccola rivoluzione dal mondo dei materiali.<a href="http://www.sciencemag.org/content/334/6058/965.abstract"> Il confine tra materiali termoplastici e materiali termoindurenti sembra vacillare</a>. Una interessantissima ricerca dall&#8217;Ecole Supérieure de Physique et Chimie Industrielles (ESPCI) di Parigi (fonte, Science).</p>
<p><strong>Antibiotici sempre meno efficaci.</strong> L&#8217;abuso di questi farmaci sta purtroppo portando ad una <a href="http://www.ilpost.it/2011/11/20/la-fine-dellera-antibiotica/">resistenza sempre più efficace da parte dei microorganismi target</a>. Un bel problema per il futuro&#8230; (fonte, IlPost.it).</p>
<p><strong>La prima trasfusione di sangue artificiale</strong>. <a href="http://scienze.liquida.it/focus/2011/11/16/a-parigi-la-prima-trasfusione-di-sangue-artificiale-su-un-volontario/">Una nuova frontiera per sopperire alla mancanza di sangue </a>ed emoderivati da donatori compatibili. E&#8217; possibile ma la strada e&#8217; ancora lunga e l&#8217;importanza delle donazioni rimane alta. (fonte, Liquida/New Scientist).</p>
<p><strong>Le meraviglie del ghiaccio.</strong> <a href="http://www.bbc.co.uk/nature/15835017">La BBC cattura per la prima volta la formazione dei &#8220;Brinicle&#8221;</a>, strutture sottomarine nella quale l&#8217;acqua sembra mostrare due comportamenti diversi. Un miracolo delle &#8220;proprieta&#8217; colligative&#8221; delle soluzioni. (fonte, BBC).</p>
<p><strong>Attraversare una porta</strong>, un processo molto complesso per la nostra mente.A chi di voi non e’ mai capitato di varcare una soglia e dimenticarsi seduta stante qualcosa, ad esempio il motivo per il quale abbiamo cambiato stanza? <a href="http://www.lescienze.it/news/2011/11/23/news/memoria_organizzazione_dimenticanza_porta_soglia-685154/">All&#8217;Universita&#8217; di Notre Dame hanno indagato questo curioso aspetto della nostra mente </a>e&#8230; (fonte, Le Scienze).</p>
<p><strong>L&#8217;acqua congela a 0 gradi Celsius</strong>&#8230; Oppure no? Un altro curioso esperimento a basse temperature. (fonte, Le Scienze).</p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/Scientificast6.mp3"><strong>&gt;&gt; SCARICA L&#8217;EPISODIO 6 &lt;&lt;</strong></a></p>
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		<title>Scientificast #5 &#8211; Bambini prodigio.</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 17:45:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo E-Cat e la raffica di commenti dello scorso episodio, torniamo ad un episodio classico, con argomenti piu&#8217; leggeri ma sicuramente di interesse. Vi raccontiamo perche&#8217; e come i bambini applicano il metodo scientifico e dimostrano di saperlo fare meglio degli adulti. (fonte, Scientific American). Batteri nel permafrost. Fonte di gas serra da monitorare? Nuove &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2011/11/12/scientificast-5-bambini-prodigio/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 338px"><a href="http://www.flickr.com/photos/doegox/"><img class="    " title="The pianist" src="http://farm3.static.flickr.com/2301/1499953615_36007df87e.jpg" alt="" width="328" height="218" /></a><p class="wp-caption-text">The pianist by doegox (flickr) BY-SA</p></div>
<p>Dopo E-Cat e la raffica di commenti dello scorso episodio, torniamo ad un episodio classico, con argomenti piu&#8217; leggeri ma sicuramente di interesse.</p>
<p>Vi raccontiamo<strong> perche&#8217; e come i bambini applicano il metodo scientifico</strong> e dimostrano di saperlo fare meglio degli adulti. (<a href="http://www.scientificamerican.com/article.cfm?id=preschool-kids-employ-scientific-method">fonte, Scientific American</a>).</p>
<p><strong>Batteri nel permafrost. Fonte di gas serra da monitorare?</strong> Nuove ipotesi sulla provenienza di questi gas, in vista di un excursus piu&#8217; approfondito e globale sull&#8217;argomento in uno dei prossimi episodi. (<a href="http://www.lescienze.it/news/2011/11/06/news/batteri_antartici_un_fattore_chiave_per_le_emissioni_di_gas_serra-641515/">fonte, Le Scienze</a>).</p>
<p><strong>Anno Internazionale della Chimica</strong>. I 10 misteri irrisolti della Chimica moderna. (<a href="http://www.scientificamerican.com/article.cfm?id=10-unsolved-mysteries">fonte, Scientific American</a>).</p>
<p><strong>Il Bosone di Higgs.</strong> Ne parliamo con <a href="http://www.littleskeptic.wordpress.com" target="_blank">Giuliana</a>. (per approfondire cliccate <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bosone_di_Higgs">QUI</a> [wikipedia] e <a href="http://www.gravita-zero.org/2011/08/cern-higgs-sempre-piu-vicina.html">QUI</a> [gravita-zero.it]).</p>
<p><strong>Cibo ed evoluzione.</strong> Come la dieta ma soprattutto la cottura dei cibi, ha aiutato il nostro balzo evolutivo. (<a href="http://www.lescienze.it/news/2011/11/08/news/come_la_cucina_ha_cambiato_l_evoluzione_dell_uomo-645365/">fonte, Le Scienze</a>).</p>
<p><strong>Capelli d&#8217;Angelo.</strong> E&#8217;autunno, cadono le foglie. Arrivano i dischi volanti ed i malvagi operatori del NWO. O forse le cose sono molto piu&#8217; semplici&#8230; <a href="http://simoneangioni.blogspot.com/2011/11/di-nuovo-i-capelli-dangelo.html">Ne parliamo con Simone.</a></p>
<p><strong>Nuovi Esoscheletri bionici per superare le disabilita&#8217; motorie</strong>. Facciamo una capatina nel mondo dell&#8217;ingegneria biomedica, quando tecnologie militari possono invece aiutare i meno fortunati. (<a href="http://www.ilpost.it/2011/10/21/i-nuovi-esoscheletri-bionici/">fonte, IlPost.it)</a>.</p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/Scientificast5.mp3"><strong>&gt;&gt;SCARICA L&#8217;EPISDOIO 5&lt;&lt;</strong></a></p>
<p><em>Questa puntata di Scientificast è stata offerta da <strong>Veronica Remondini</strong> che ringraziamo per la gentile donazione.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2011/11/12/scientificast-5-bambini-prodigio/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Scientificast #4 &#8211; Peste Nera, Uranio e Broccoli.</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2011/10/29/scientificast-4-peste-nera-uranio-e-broccoli/</link>
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		<pubDate>Sat, 29 Oct 2011 13:38:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Puntata dal sapore&#8230; &#8220;Halloweeniano&#8221;(neologismo coniato in occasione di questo episodio&#8230; Fa venire i brividi al solo pronunciarlo). Ecco di cosa parliamo oggi: Ricostruito Genoma Peste Nera Nuovo promettente vaccino per la Malaria FESTIVAL DELLA SCIENZA &#8211; GENOVA I nostri inviati Silvia e Julien, ci parlano del Festival delle Scienze, a Genova fino al 2 Novembre. &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2011/10/29/scientificast-4-peste-nera-uranio-e-broccoli/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/800px-Broccoli_bunches.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-78" title="800px-Broccoli_bunches" src="http://www.scientificast.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/800px-Broccoli_bunches-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Puntata dal sapore&#8230; &#8220;Halloweeniano&#8221;(neologismo coniato in occasione di questo episodio&#8230; Fa venire i brividi al solo pronunciarlo). Ecco di cosa parliamo oggi:</p>
<p><a href="http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Ricostruito_l_intero_genoma_della_Morte_Nera/1349840">Ricostruito Genoma Peste Nera</a></p>
<p><a href="http://www.ilpost.it/2011/10/19/vaccino-malaria-gsk/">Nuovo promettente vaccino per la Malaria</a></p>
<p><a href="http://www.festivalscienza.it/site/home.html">FESTIVAL DELLA SCIENZA</a> &#8211; GENOVA<br />
I nostri inviati Silvia e <a href="http://www.rockhousepodcast.com">Julien</a>, ci parlano del Festival delle Scienze, a Genova fino al 2 Novembre. Approfittatene per visitarlo!</p>
<p><a href="http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Protozoi_giganti_negli_abissi_della_Fossa_delle_Marianne/1349977">Protozoi giganti nella fossa delle Marianne.</a></p>
<p><a href="http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Un_meteorite_gigante_sulla_Terra:_ma_%C3%A8_una_simulazione/1349941">Un meteorite gigante sulla terra. Quando il disastro e&#8217; simulato stiamo tutti tranquilli. O no?</a><br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=5qJPTjMnwNk">Qui il video da YouTube</a> del quale parlavamo in trasmissione.</p>
<p>Fusione fredda, <a href="http://scienze.liquida.it/focus/2011/10/28/e-cat-test-fusione-fredda/">esperimento E-Cat</a>. INTERVISTIAMO IL DOTTOR CAMILLO FRANCHINI, esperto di radiochimica, in passato ricercatore del Politecnico di Monaco di Baviera e socio del CICAP.</p>
<p><a href="http://www.guardian.co.uk/world/2011/aug/03/atom-splitting-attempt-swedish-kitchen">In Svezia, un uomo tenta di di ricrearsi una centrale nucleare in cucina. Per hobby.</a><br />
<a href="http://www.galileonet.it/articles/4e9e937172b7ab3b2b000205">I Broccoli e la terapia per la BPCO.</a></p>
<p>Questo e&#8217; tutto gente! Mi raccomando, ricordatevi che SIAMOCOMELEFRAGOLE e domani e&#8217; giorno di FLASHMOB a Lucca.</p>
<p>E non dimenticatevi, se vi piace questa trasmissione e volete aiutarci a renderla sempre migliore, potete fare una donazione sul <a href="https://www.paypal.com/it/cgi-bin/webscr?cmd=_flow&amp;SESSION=8znpVo67tf0zPy4U5aWBy9m545mPFAZpFrmj0EdZiv7XryccLN6wRXHXiOa&amp;dispatch=5885d80a13c0db1f8e263663d3faee8db2b24f7b84f1819390b7e2d9283d70f1">nostro conto di PayPal</a>.</p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/Scientificast4.mp3"><strong>&gt;&gt;SCARICA L&#8217;EPISODIO 4&lt;&lt;</strong></a></p>
<p><em>Questa puntata di Scientificast è stata offerta da <strong>Massimo Fierro (<a href="http://nexus.thenexus.it/wordpress/">detto Nexus</a>)</strong> che ringraziamo per la gentile donazione.</em></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2011/10/29/scientificast-4-peste-nera-uranio-e-broccoli/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Scientificast #3 &#8211; Nobel e dintorni.</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2011/10/15/scientificast-3-nobel-e-dintorni/</link>
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		<pubDate>Sat, 15 Oct 2011 18:48:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Con la speranza di aver definitivamente risolto i problemi audio più fastidiosi, eccoci tornati al nostro consueto appuntamento con la scienza. Argomento di stretta attualita&#8217;: i premi Nobel 2011 in ambito scientifico. E gli IgNobel ovviamente. Come promesso, approfondiamo la questione dei neutrini superluminali, frutto &#8220;collaterale&#8221; dell&#8217;esperimento OPERA e che ancora ha bisogno di prove ed accertamenti sperimentali per essere confermato. Ne &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2011/10/15/scientificast-3-nobel-e-dintorni/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Nobel, Wikipedia" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/c/c2/NobelPrize.JPG" alt="" width="200" height="200" />Con la speranza di aver definitivamente risolto i problemi audio più fastidiosi, eccoci tornati al nostro consueto appuntamento con la scienza.</p>
<p>Argomento di stretta attualita&#8217;: i premi <a href="http://www.nobelprize.org/">Nobel 2011</a> in ambito scientifico. E gli <a href="http://improbable.com/ig/">IgNobel</a> ovviamente.</p>
<p>Come promesso, approfondiamo la questione dei <strong>neutrini superluminali</strong>, frutto &#8220;collaterale&#8221; dell&#8217;<strong>esperimento <a href="http://operaweb.lngs.infn.it/?lang=en">OPERA</a></strong> e che ancora ha bisogno di prove ed accertamenti sperimentali per essere confermato. Ne parliamo nell&#8217;intervista di Giuliana (<em>new enrty del nostro staff</em>) con la Professoressa<strong> <a href="http://beta.fisica.uniba.it/cdlf/SchedaDocente/tabid/299/Default.aspx?KeyDoc=OGgcghB5aNaNKJXmgaNrws4r5eHU2qkWeK13KkG_DpM%3D">Maria Teresa Muciaccia</a></strong>, Professore Ordinario di Fisica Generale dell&#8217;Universita&#8217; degli Studi di Bari e <strong><a href="http://beta.fisica.uniba.it/Portals/1/Documenti/CV/CV_Maria_Teresa_Muciaccia.pdf">Responsabile Nazionale dell&#8217;esperimento OPERA</a></strong>.</p>
<p>Nell&#8217;epoca del LHC a Ginevra, <a href="http://www.repubblica.it/scienze/2011/09/30/news/addio_tevatron-22450579/">chiude il Tevatron</a>, storico acceleratore di particelle Statunitense.</p>
<p>E&#8217; poi tempo di <a href="http://www.festivalscienza.it/site/home.html">FESTIVAL DELLA SCIENZA</a>. Si inizia il 21 Ottobre a Genova e il nostro <a href="http://www.rockhousepodcast.com">Julien</a> sara&#8217; presente in qualita&#8217; di ricercatore. Un ottima occasione per toccare con mano risultati ed esperienze della ricerca in Italia.</p>
<p><strong><a href="http://blogs.esa.int/spacetweetup/">Spacetweetup</a></strong> di<a href="http://www.esa.int/esaCP/index.html"> ESA</a>, <strong><a href="http://www.stratospera.com/">StratoSpera</a></strong> e <strong><a href="http://www.media.inaf.it/2011/09/15/i-razzi-del-dopo-shuttle/">SLS (Space Launch System)</a></strong>. Ne parliamo con il nostro esperto di astronautica, <a href="http://twitter.com/#!/search/marcozambi">Marco Zambianchi</a>, rubato ancora una volta ai microfoni di Astronauticast (che tre l&#8217;altro ha ripreso la nuova stagione).</p>
<p>Sempre in ambito spaziale, <a href="http://www.ilpost.it/2011/10/04/alma-radiotelescopio-cile/">ecco ALMA</a>, il nuovo radiotelescopio che promette di svelare cio&#8217; che si cela dietro le nubi di gas e detriti che riempiono i luoghi dello spazio dove nascono nuovi pianeti e nuove stelle.</p>
<p>Buone notizie per i fumatori. Questo vaccino sembra essere quello giusto.</p>
<p>E infine, un nuova possibile macchina per effettuare fotografie a raggi x. L&#8217;obiettivo e&#8217; quello di ottenere radiografie con una risoluzione molto piu&#8217; alta.</p>
<p>E non dimenticatevi che <a href="http://www.siamocomelefragole.it">SIAMOCOMELEFRAGOLE </a>e in Burkina Faso hanno ancora bisogno del vostro supporto!</p>
<p><strong><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/Scientificast3.mp3">&gt;&gt;SCARICA L&#8217;EPISODIO 3&lt;&lt;</a></strong></p>
<p><em>Questa puntata di Scientificast è offerta da</em> <em><strong>Alessandro Mandelli</strong> e <strong><a href="http://twitter.com/#!/thirdeye"><span style="color: #000000;">Francesco Mocellin</span></a></strong> che ringraziamo per la gentile <a href="https://www.paypal.com/it/cgi-bin/webscr?cmd=_flow&amp;SESSION=MzDJLeVMkzJ1m9rDeIBXzzQoTqS_5QUphojG2bRuIYhtXJnXaogV1_4HdPC&amp;dispatch=5885d80a13c0db1f8e263663d3faee8dd049a0174d7b2337c94a2120c957a268"><span style="color: #000000;">donazione</span></a>.</em></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2011/10/15/scientificast-3-nobel-e-dintorni/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Scientificast &#8211; #2 &#8211; Un bastimento carico di neutrini.</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2011/09/30/scientificast-2-un-bastimento-carico-di-neutrini/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 16:22:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Che settimane eccitanti! Satelliti che rovinano al suolo (e media che impazziscono e danno al tutto toni catastrofistici), neutrini che forse viaggiano piu&#8217; veloci della luce, etc. Se ne potrebbe parlare per ore ed ore ma per esigenze radiofoniche dobbiamo tradurre il meglio di queste due settimane scientifiche in poche battute. Scientificast episodio 2 parte con il &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2011/09/30/scientificast-2-un-bastimento-carico-di-neutrini/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="ftl" src="http://www.weirdwarp.com/wp-content/uploads/2009/05/light-communication-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" />Che settimane eccitanti! Satelliti che rovinano al suolo (<em>e media che impazziscono e danno al tutto toni catastrofistici</em>), neutrini che forse viaggiano piu&#8217; veloci della luce, etc.</p>
<p>Se ne potrebbe parlare per ore ed ore ma per esigenze radiofoniche dobbiamo tradurre il meglio di queste due settimane scientifiche in poche battute. Scientificast episodio 2 parte con il botto dunque!</p>
<p>Come promesso nello scorso episodio, intervistiamo <strong>Samuele Riva</strong> (<a href="http://www.blogzero.it/">blogzero.it</a>). Samuele ci parla di <strong>omeopatia</strong>, di cosa si tratta e della sua mancanza di fondamento scientifico. Un cenno alle <strong><a href="http://www.blogzero.it/2011/08/02/boiron-omeopatia-querela-denuncia-blog/">vicende di Samuele contro una nota multinazionale del settore</a></strong> e&#8217; ovviamente d&#8217;obbligo.</p>
<p><strong>Julien</strong>, il nostro biologo, ci parla invece di un argomento di sempre maggiore attualita&#8217; ed interesse ovvero il <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Biomimicry">biomimetismo</a></strong>, la scienza che si pone l&#8217;obiettivo di osservare la topologia, le forme e le soluzioni escogitate della natura durante milioni di anni di evoluzione al fine di applicarle ai nostri problemi quotidiani.<br />
Julien e&#8217; un podcaster indipendente e trovate l<strong>&#8216;<a href="http://rockhousepodcast.com/2011/09/20/rock-house-episodio-31-phd-maleducati/">episodio 31</a> </strong>del<strong> <a href="http://rockhousepodcast.com/">RockHouse Podcast</a></strong> sul suo sito e su <a href="http://itunes.apple.com/it/podcast/rock-house/id293743264">iTunes</a>. E, segnatevelo gia&#8217; in agenda! Julien sara&#8217; al <strong><a href="http://www.festivalscienza.it/site/home.html">Festival della Scienza a Genova</a></strong>, <span style="text-decoration: underline;">dal 21 Ottobre al 2 di Novembre</span>. Noi ci saremo ovviamente perche&#8217; e&#8217; un evento da non perdere assolutamente!</p>
<p>Non dimenticatevi di sostenere <a href="http://www.siamocomelefragole.it">SIAMOCOMLEFRAGOLE!</a> per la costruzione di pompe per l&#8217;acqua potabile in Burkina Faso!</p>
<p>Oltre a questo parliamo di:</p>
<p><strong><a href="http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/L_emoglobina_che_viene_dal_freddo/1349462">Emoglobina dei Mammuth più adatta al freddo. </a></strong></p>
<p><strong><a href="http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Verso_un_alternativa_vegetale_ai_derivati_petrolchimici/1349470">Alternativa vegetale ai derivati petrolchimici.</a></strong></p>
<p><a href="http://www.popsci.com/technology/article/2011-09/self-powered-fuel-cells-use-seawater-and-freshwater-serve-renewable-hydrogen-supply"> <strong>Un nuovo modo per produrre idrogeno con i batteri?</strong></a></p>
<p><strong><a href="http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Da_una_pianta_carnivora_un_materiale_super-repellente/1349527">Da pianta carnivora materiale super-repellente</a></strong></p>
<p><strong>Neutrini più veloci della luce. Una possibile rottura rispetto alla teoria di Einstein? Vari link:</strong></p>
<p>-<a href="http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Più_veloci_della_luce/1349578">Le scienze</a> -<a href=" http://www.ilpost.it/2011/09/23/cern-neutrini-velocita-della-luce/"> Il Post.it</a> &#8211; <a href=" http://cattaneo-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/09/22/piu-veloce-della-luce-genesi-di-una-notizia/">Blog Marco Cattaneo (le scienze)</a></p>
<p><em>(!) Pre-print originale:</em> <a href="http://arxiv.org/ftp/arxiv/papers/1109/1109.4897.pdf">http://arxiv.org/ftp/arxiv/papers/1109/1109.4897.pdf</a></p>
<p><strong>Buon ascolto!</strong></p>
<p>PS: Non li abbiamo citati per una pura dimenticanza. Ma un GROSSO ringraziamento va alla truppa di <strong><a href="http://www.digitalia.fm">DIGITALIA</a></strong> per il supporto e la citazione nel<a href="http://digitalia.fm/2011/09/20/digitalia-104-la-vendetta-di-tim/"> loro penultimo episodio</a>. Grazie mille! <img src='http://www.scientificast.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/Scientificast2.mp3"><strong>&gt;&gt; SCARICA L&#8217;EPISODIO 2&lt;&lt;</strong></a></p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2011/09/30/scientificast-2-un-bastimento-carico-di-neutrini/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Scientificast &#8211; #1 &#8211; Ricominciamo con un caffè&#8230;</title>
		<link>http://www.scientificast.it/2011/09/15/scientificast-1-ricominciamo-con-un-caffe/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 07:50:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Può sorprendere in effetti ma dopo quasi tre anni di stop delle trasmissioni&#8230; SIAMO TORNATI! Scientificast episodio 1. Ai posti di combattimento Paolo Bianchi e Simone Angioni con la partecipazione fondamentale di Marco Zambianchi (Astronauticast.com). !!! Chiediamo la vostra comprensione per la qualità audio di questo primo episodio. Setup nuovo, casa nuova e&#8230; Solo poco &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.scientificast.it/2011/09/15/scientificast-1-ricominciamo-con-un-caffe/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"><strong><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/Scientificast1.mp3"><img class="alignleft" title="A small cup of coffee" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/4/45/A_small_cup_of_coffee.JPG" alt="" width="242" height="181" /></a></strong></span></p>
<p>Può sorprendere in effetti ma dopo quasi tre anni di stop delle trasmissioni&#8230; SIAMO TORNATI!</p>
<p>Scientificast episodio 1. Ai posti di combattimento <a href="http://www.everydayshow.eu">Paolo Bianchi </a>e <a href="http://simoneangioni.blogspot.com">Simone Angioni</a> con la partecipazione fondamentale di <a href="http://www.astronauticast.com">Marco Zambianchi</a> (Astronauticast.com).</p>
<p><em>!!! Chiediamo la vostra comprensione per la qualità audio di questo primo episodio. Setup nuovo, casa nuova e&#8230; Solo poco tempo per cercare la soluzione ottimale. Contiamo di raggiungere una qualità migliore con l&#8217;episodio 2 !!!</em></p>
<p>Entrando dunque nel vivo della trasmissione, di cosa parliamo oggi?</p>
<p>Iniziamo con un bel <strong>caffè</strong>. Anche se <a href="http://www.worldcoffeenews.com/2162/is-the-caffeine-buzz-all-in-the-mind/">a quanto pare</a> (worldcofeenews.com), per il primo caffè della mattina non importa molto il contenuto di caffeina della bevanda ma l&#8217;idea in se di recarsi alla macchinetta. Approfondiamo la notizia con una panoramica sulle <strong>fonti naturali di caffeina</strong> e chiariamo qualche dubbio in merito alle <strong>bevande energe</strong>tiche e alla sostanza chimica chiamata <strong>taurina.</strong></p>
<p>Continuiamo poi parlando di <strong>carburanti</strong> e <strong>fonti alternative</strong>. In particolare Simone ci parla del controverso <strong>bioetanolo</strong>, delle sue carateristiche e dello stato dell&#8217;arte riguardante la sua <strong>produzione industriale.</strong></p>
<p>Marco quindi ci porta tra gli <strong>spazi siderali</strong> e oggi si parla di <strong>Luna</strong> e delle nuove missioni di esplorazione del nostro satellite. <strong>Grail A e B</strong> sono partite da qualche giorno ormai ma è bene approfondire le ragioni di questa missione e di quelle future. Tornati in studio ci occupiamo brevemente di nuovi <strong><a href="http://www.ilpost.it/2011/09/13/hd85512b-pianeta-terra/">pianeti extrasolari</a></strong> (fonte <a href="http://www.ilpost.it">Il Post.it</a>)e <a href="http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Un_pianeta_vaporizzato_dai_raggi_X/1349416"><strong>pianeti fritti</strong> </a>(fonte <a href="http://lescienze.espresso.repubblica.it/">Le Scienze</a>).</p>
<p>Arriva poi <strong>l&#8217;angolo del mistero</strong> e oggi l&#8217;attenzione la portiamo su un caso che ciclicamente torna alla ribalta delle cronache scandalistiche di mezzo mondo, ovvero il cosiddetto &#8220;<strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Starchild_skull">starchild skull</a></strong>&#8220;.</p>
<p>In chiusura parliamo brevemente di <strong>omeopatia</strong> e vi raccontiamo la <strong>vicenda di Samuele Riva</strong> e delle minacce giunte al suo blog. Speriamo di avere presto Samuele in trasmissione per approfondire l&#8217;argomento.</p>
<p>Poteva forse mancare il nostro supporto al progetto <a href="http://www.siamocomelefragole.it"><strong>SIAMOCOMELEFRAGOLE</strong> </a>per la <strong>costruzione di stazioni di pompaggio per l&#8217;acqua in Burkina Faso</strong>? Ovviamente no e siamo felicissimi di dare spazio ad un progetto ambizioso ma necessario che a regime potrà dare acqua pulita a molte persone che oggi si vedono negato l&#8217;accesso a questo bene prezioso.</p>
<p><strong><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/Scientificast1.mp3">&gt;&gt; SCARICA L&#8217;EPISODIO 1 &lt;&lt;</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class='wpfblike' style='height: 40px;'><fb:like href='http://www.scientificast.it/2011/09/15/scientificast-1-ricominciamo-con-un-caffe/' layout='button_count' show_faces='true' width='400' action='like' colorscheme='light' send='false' /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Prova file audio&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Sep 2011 17:12:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drpbrock</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La bellissima sigla di Scientificast. &#62;&#62; SCARICA LA SIGLA &#60;&#60;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La bellissima sigla di Scientificast.</p>
<p><a href="http://www.scientificast.it/PODCAST/Sigla%20apertura.mp3">&gt;&gt; SCARICA LA SIGLA &lt;&lt;</a></p>
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