Si può essere ambientalisti pro-OGM?

Immagine di copertina: Research of GMO wheat in the laboratory – Shutterstock

So di entrare in un campo minato a piedi uniti. Vista la delicatezza dell’argomento, mi preme di sottolineare che le opinioni espresse in questo pezzo sono mie personali e non rispecchiano necessariamente quelle del resto del team di Scientificast.

L’ambientalista inglese Mark Lynas, giornalista del Guardian, autore di un libro sugli Ogm “La specie di Dio: salvare il pianeta nell’era degli umani” e di due libri sul global warming, era contrario agli OGM come la maggior parte degli ambientalisti. Poi ha scoperto che molte delle sue convinzioni non avevano un reale fondamento scientifico. Qui trovate la trascrizione integrale del discorso che ha tenuto il 3 Gennaio 2013 alla Oxford Farming Conference (sul mio blog personale trovate la traduzione completa in italiano), in cui spiega perché ha cambiato idea e perché pensa di essere diventato un ambientalista migliore grazie alla scienza.

Mark Lynas negli anni 90 ha contribuito ad avviare il movimento anti-OGM e considera quella come una delle campagne meglio riuscite a cui abbia partecipato. Perché nel frattempo ha cambiato idea? La risposta è nel metodo. Volendo rendere i suoi libri sui cambiamenti climatici ben fondati scientificamente ha iniziato a leggere articoli scientifici, ad imparare le basi della statistica ed ha approfondito lo studio di molteplici campi come l’oceanografia e la paleoclimatologia. Si è anche scontrato con persone che negavano i fatti senza avere alcuna evidenza dalla loro parte: “Mi sono trovato continuamente a discutere con persone che considero incorreggibilmente anti-scientifiche perché non ascoltano i climatologi e negano la verità scientifica dei cambiamenti climatici. Così li ho informati del valore del processo di revisione tra pari (peer-review), dell’importanza del consenso scientifico e come gli unici fatti che contavano fossero quelli pubblicati nelle migliori riviste scientifiche”.

Ben presto si è reso conto che questo atteggiamento anti-scientifico era proprio quello da lui tenuto nei riguardi degli Organismi Geneticamente Modificati: “… nel 2008, incredibilmente, stavo ancora scrivendo trattati sul Guardian attaccando la scienza degli OGM pur senza aver fatto nessuna ricerca accademica sull’argomento ed avendone una conoscenza personale piuttosto limitata”

Si è reso conto che il movimento anti-OGM era un movimento antiscientifico che faceva leva sulla paura e sulla diffidenza delle persone verso scienziati che giocano con i mattoni della vita e che era principalmente una battaglia ideologica contro le multinazionali. Tutte le sue paure si sono rivelate infondate. Ha scoperto che gli OGM sono studiati per resistere ai parassiti e richiedere meno pesticidi, che gli agricoltori comprano le sementi (senza produrle dal raccolto dell’anno precedente) da ben prima che arrivassero gli OGM, che gli OGM delle multinazionali sono stati piratati perché gli agricoltori dei paesi poveri erano impazienti di usarli.

Come la maggior parte degli anti-OGM pensava che gli OGM fossero pericolosi ed invece “Ho scoperto che è un metodo più sicuro e più preciso che la selezione tradizionale tramite mutagenesi, ad esempio. L’ingegneria genetica permette di muovere una coppia di geni, mentre la selezione tradizionale modifica l’intero genoma in un processo di prove ed errori”.

Ma soprattutto si è reso conto che la tecnologia degli OGM è l’unica soluzione per aumentare le rese dei raccolti e potere garantire il cibo necessario a tutta la popolazione del pianeta che va sempre più aumentando. “…tra il 1961 il 2010 l’area coltivabile è cresciuta solo sul 12%, mentre le kilocalorie per persona sono aumentate da 2200 a 2800. Così anche con 3 miliardi di persone in più, Ognuno ha avuto più cibo grazie ad un aumento della produzione di circa il 300% nello stesso periodo”.

Lynas accusa le nazioni benestanti di avversare la tecnologia OGM per un capriccio estetico e nostalgicamente reazionario: “Mentre le nazioni benestanti possono permettersi di adottare posizioni a rischio molto basso e pagare di più per cibo prodotto con i cosiddetti metodi biologici, il miliardo di persone cronicamente malnutrito delle nazioni povere e carenti di cibo non può.”

“Guardando a questa situazione senza pregiudizi, la maggior parte del dibattito, sia in termini di anti-OGM che di biologico, si basa semplicemente sull’errore naturalistico, cioè sull’assunzione che naturale è buono e artificiale è cattivo… Per i sostenitori del biologico, questo errore è stato assurto a principio primo di un intero Movimento. Tutto questo è irrazionale”

Per concludere con la considerazione di Lynas sulla presunta pericolosità degli alimenti OGM: “Non so voi, ma io ne ho avuto abbastanza. Quindi la mia conclusione qui oggi è molto chiara: il dibattito sugli OGM è concluso. È finito. Non abbiamo più bisogno di discutere se sia o no sicuro – oltre un decennio e mezzo con 3 miliardi di pasti OGM consumati e non c’è non è mai stato un singolo caso conclamato di danno. Si hanno maggiori probabilità di essere colpiti da un asteroide piuttosto che essere danneggiati da alimenti geneticamente modificati. Per essere ancora più precisi, ci sono state delle persone morte per avere scelto cibo biologico, ma nessuno è mai morto per aver mangiato OGM”

Concludo, stavolta davvero, con una storia per tutti quelli che pensano che sia meglio fidarsi dei prodotti naturali della nostra tradizione, una storia che riguarda il cereale più amato dagli italiani, il grano duro Creso con cui è fatta la nostra pasta:

“Alla fine degli anni ‘60 nei laboratori del CNEN (Comitato Nazionale Energia Nucleare, poi trasformato in ENEA), al Centro Studi Nucleari della Casaccia il gruppo del Prof. Scarascia Mugnozza irraggia con raggi X una gloriosa varietà di grano duro, il Cappelli. Come al solito, la stragrande maggioranza dei semi irradiati muore, o produce piante abnormi. Ma una pianticella sopravvive e mostra caratteristiche interessanti. E’ più bassa, più resistente e con rese maggiori del Cappelli. Quel mutante viene incrociato con altre varietà di grano, per trasferire le caratteristiche interessanti, e nel 1974 viene registrato il Creso (i costitutori sono i Dott. Bozzini e Mosconi). Nel giro di pochi anni diventa il grano duro d’elezione, e tutti voi ne avete mangiato a quintali sotto forma di spaghetti, penne, rigatoni, maccheroni etc. Nel 1984 il Creso occupava il 53.3% del mercato italiano di semi certificati di grano, ed era coltivato su 430.000 ettari”. (da Radiazioni nucleari nell’orto, vegetali mutati geneticamente – ma non OGM).

Siete ancora sicuri di sapere cosa sia naturale e cosa no?

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Per approfondire il discorso sugli OGM consiglio questa serie di articoli di Bressanini:
OGM: una panoramica

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Author: Luca Di Fino

Fisico e insegnante di ruolo nella scuola primaria superiore. Come ricercatore ha lavorato all’esperimento ALTEA sulla ISS. Ha lavorato come sviluppatore di app per dispositivi Microsoft.

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