Omeopatia: anche l’informazione è troppo diluita

In questi giorni, su Facebook, è stata condivisa da diversi contatti la notizia di una presunta condanna della Boiron, azienda leader nel campo dell’omeopatia, a pagare 12 milioni di dollari di risarcimento a dei clienti insoddisfatti. La motivazione, secondo questa notizia, sarebbe aver fornito informazioni fuorvianti sull’efficacia di uno dei suoi prodotti di punta contro l’influenza: l’Oscillococcinum. Prima di tutto la notizia è vecchia di quasi 2 anni (cari amici, leggete la data degli articoli che condividete) e si riferisce ad un accordo fatto tra la Boiron e i denuncianti. Nessuna condanna, ma tutto si è concluso con 5 milioni di dollari di risarcimento ai querelanti e una stima di 7 milioni di euro per rietichettare tutti i prodotti in modo da mettersi al riparo da altre denunce.
Da allora i prodotti Boiron in USA riportano la dicitura “queste applicazioni non sono state valutate dalla Food and Drug Administration”.

Anche se i fatti risalgono a due anni fa mi hanno fornito il pretesto per pormi una domanda forse non così banale: è giusto dire cos’è esattamente l’omeopatia?

Omeopatia, ovvero la memoria dell'acqua... perché, oltre all'acqua, nel recipiente c'è proprio poco. (Image by NimKorko)

Omeopatia, ovvero la memoria dell’acqua… perché, oltre all’acqua, nel recipiente c’è proprio poco. (Image by NimKorko)

Ho interrogato amici e conoscenti che fanno uso di prodotti omeopatici, non vi stupirà sapere che nessuno di loro ha idea di cosa sia e come funzioni un farmaco omeopatico. L’omeopatia (dal greco sofferenza e simile) si basa sul principio che il simile cura il simile, ovvero una malattia può essere curata da una sostanza che genera sintomi simili in una persona sana. In realtà l’unica prova a sostegno di questa teoria venne dalla cincona, una pianta in grado di trattare efficacemente la malaria e che, su soggetti sani, era in grado di causare forti febbri. La teoria dei simili era affascinante, la scienza medica era agli albori, fatto sta che su questa base gli omeopati iniziarono a somministrare sostanze di tutti i tipi solo perché nei soggetti sani creavano sintomi simili ad alcune malattie. Non sto a farvi l’elenco perché alcune cose facevano veramente schifo. Siccome poi la gente ci restava spesso, si decise che, per ottenere l’effetto, erano sufficienti dosi molto basse e via di diluizione in diluzione fino ad arrivare all’omeopatia moderna dove il principio attivo non c’è più. Diluzioni comuni come 12C o 24D non presentano più alcuna traccia del principio attivo, ma solo il solvente: generalmente acqua e alcol o zucchero. Che efficacia può avere un prodotto che non contiene nulla? Nessuna, ovviamente, e infatti quando si fa presente questo, i compratori di omeopatia si trincerano dietro un incredulo “non è vero, con me ha funzionato”. Già, anche perché chi vende i prodotti, come dimostrato dalla class action statunitense, sta ben attendo a dire al cliente “guardate che non c’è nulla dentro, ma la potenza sta nella diluizione”. In fondo però che male fa l’omeopatia? A parte i rischio di allontanare il paziente dalle terapie tradizionali, di fatto i prodotti omeopatici non fanno bene, ma non fanno nemmeno male. Quindi se uno utilizza la Nux Vomica per farsi passare il mal di testa invece di un’aspirina a chi può importare? Importa eccome, prima di tutto perché piuttosto che prendere qualcosa di inefficace tanto vale non prendere nulla; secondo perché i prodotti omeopatici vengono venduti a caro prezzo e finché non verrà dimostrata la loro efficacia, di fatto, si sta pagando dell’acqua al prezzo dell’oro; terzo perché credere che l’acqua pura possa curare non è diverso dal credere che la maga sotto casa possa predire il futuro. Considerate, poi, le migliaia di pubblicazioni che riportano l’assenza di qualunque effetto superiore al placebo, direi che la strada per giustificare l’utilità dell’omeopatia è piuttosto in salita.

Certo, dire le cose come stanno è antipatico, forse un po’ saccente, ma chi criticherebbe qualcuno per aver fornito dettagli extra su un prodotto? Ai clienti piace la tracciabilità dei prodotti, è bello avere gli ingredienti dettagliati persino nei prodotti di gastronomia. Quando invece c’è in ballo la nostra salute ci vogliamo tappare gli occhi? Oppure da fastidio scoprire di essere così facilmente influenzabili? In ogni caso la colpa non è mai di coloro che dicono le cose come stanno, ma di chi cerca di omettere i fatti dietro belle parole come “naturale” o “senza contro indicazioni”.

P.S. Giusto per fare tre esempi: l’Oscillococcinum è un estratto di cuore e fegato di anatra muschiata, la Nux Vomica è un estratto dall’albero della stricnina: un potentissimo veleno, e l’apis mellifica è un estratto ottenuto per macerazione in alcol di api, ovviamente tutto diluito omeopaticamente.

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Author: Simone Angioni

PhD, ricercatore in ambito chimico. Debunker per diletto, è uno dei maggiori esperti italiani sulla teoria del complotto delle scie chimiche, argomento sul quale tiene regolarmente convegni e workshop in giro per l’Italia.

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  • Nicola

    Ora vogliamo i generici omeopatici.

    • Andrea

      Gli omeopatici sono tutti generici, tranne quello indicato nell’articolo, Oscillococcinum.

      • Marco

        Guarda che hai risposto ad un commento sarcastico.

        I farmaci sono generici o di marca.

        I prodotti omoeopatici sono acqua fresca e zucchero a peso d’oro.

        • Andrea

          A commenti sciocchi, risposte a tono. I prodotti omeopatici sono tutti generici perché non si può brevettare un elemento chimico, né una pianta, e il processo di elaborazione ha più di 30 anni quindi è patrimonio comune.

          • Marco

            Siete tutti uguali. Vi rispondono con fatti ed in un attimo si passa all’insulto, pur se edulcorato con prodotti omeopatici 🙂

            Dunque, fammi capire: il mio commento è sciocco, che carino !!!!!!11!!!!11!!

            E dove vostra signoria? Nel dire che non ha senso chiamare generici i prodotti omeopatici?
            Quindi se vado al Carrefour lo zucchero Eridania è ufficiale e quello con marchio Carrefour è generico?

            E qual è l’acqua ufficiale? Facciamo Levissima, che ne so? E l’acqua Guizza è generica?

          • Marco

            > “e il processo di elaborazione ha più di 30 anni

            Questa se la spieghi con delle fonti, mi arrichiresti

            > quindi è patrimonio comune”.

            oserei dire patrimonio dell’umanità.

    • Andrea

      Se non sapete qual è la legislazione che regola i farmaci informatevi: il brevetto ha una scadenza, quando scade un brevetto, farmacologico o non, ciò che era protetto da brevetto diventa patrimonio comune. Da qui la possibilità di produrre i ‘generici’ .
      Detrollizzati, ce la puoi fare! 🙂 http://bit.ly/detrollizzati

      • Marco

        Se vuoi che mi detrollizzi (brr…) non darmi da mangiare secondo la regola aurea : don’t feed the troll.

        Traduzione non scrivere cavolate.

        Il fatto che tu paragoni i rimedi omeopatici ai farmaci lo fai tu. Tu stai andando contro la scienza e tu devi portare le prove a sostegno della tua teoria e tu ti devi informare.

        Sulla confezione dell’Oscillococcicum che TU hai definito l’unico rimedio omeopatico di marca c’è scritto che ci sono 0.85 g di saccarosio e 0.15 g di lattosio.

        Z U C C H E R O. SOLO Z U C C H E R O.

        E lo zucchero non è un medicinale e lo zucchero non è nè di marca né generico.

        Puoi tirarla come vuoi sulla possibilità che ha un’azienda come Boiron et similia di proteggere la loro confezione di zucchero dal punto di vista industriale, e faranno anche bene, tanto loro sono una ONLUS, mica come quei cattivoni di BIG PHARMA!

        Il problema non sono loro che commercializano l’Oscillococcicum, ma di chi lo compra.

        Ed il focus continua ad essere il post iniziale a cui noi aggiungiamo solo commenti:

        “Omeopatia: anche l’informazione è troppo diluita”

        http://omeopatico.blogspot.it/p/blog-page_11.html

        http://www.agenziafarmaco.gov.it/sites/default/files/statement_equivalenti_o__generici_3.pdf

        E infine, lo sai che stanca veramente fare il trolley? Avanti e indietro, su e giù, sbattuto tra aeroporti e stazioni…….che vita!

        • Paolo Bianchi

          Fino ad ora siete stati civili e ironici. Ma datevi una calmata, eh 😉 Non vorrei che la conversazione si accendesse troppo 🙂

  • Silvia Kuna

    Buongiorno, ho apprezzato l’articolo ma chiederei la cortesia di indicare se possibile qualche referenza sulle “le migliaia di pubblicazioni che riportano l’assenza di qualunque effetto superiore al placebo”. Lo chiedo perché sto appunto avendo una discussione sull’argomento e vorrei fornire qualche articolo. Grazie!

    • maria rosaria

      qui trovi tutto con richiami a ricerche scientifiche http://it.wikipedia.org/wiki/Omeopatia

    • Simone Angioni

      Cara Silvia, hai perfettamente ragione. Aggiungerò il link all’articolo per completezza. Purtroppo le riviste scientifiche non sono a libera consultazione, quindi non posso linkarti direttamente gli articoli che parlano di omeopatia. In ogni caso a questo link trovi tutte le ultime ricerche sull’omeopatia. Potrai leggere solo l’abstract dove, però, solitamente è riportato il risultato della ricerca.
      Domani prometto di linkare qualche articolo specifico così che non ne debba spulciare a centinaia.

  • Cristina

    come in tutte le cose ci sono diverse scuole di pensiero, ti assicuro personalmente che molti farmaci omeopatici funzionano, infatti si usano anche con i bambini e in medicina veterinaria (con bimbi e animali l’effetto placebo non funzionerebbe). per esempio il ribes nigrum lo usa una mia amica al posto degli antistaminici per prevenire le allergie ai pollini primaverili, e nonostante per anni abbia assunto gli antistaminici, ora da 3 primavere utilizzando il ribes non ha problemi con fiori/erba/starnuti.

    • Paolo Bianchi

      Non può esistere “scuola di pensiero”. La farmacologia è una scienza e si basa su solide basi. L’omeopatia è puro effetto placebo.
      Inoltre citi il ribes nigrum ma mi sembra tu faccia confusione tra fitoterapia e omeopatia. Sotto quale nome l’hai acquistato? Sicura fosse un preparato omeopatico?

      • mau

        È molto comune confondere omeopatia con fitoterapia. Tutte le volte che intavolo il discorso omeopatia qualcuno obietta che gli antichi si curavano con le piante. Daltronde io ho visto, per esempio, vendere l’olio essenziale di ippocastano (con la dicitura omeopatia sulla confezione) non per essere applicato diluito per il suo effetto omeopatico, ma piuttosto per essere usato puro per il suo effetto fitoterapico. Oppure i famosi prodotti spray omeopatici per il mal di gola che però sono mischiati con miele ed eucaliptolo…

      • Simone Angioni

        Il ribes nigrum è venduto dalla Boiron a 1D ovvero rispetto all’estratto madre si trova diluito 1 a 10. Sicuramente abbastanza perchè ci siano delle molecole di qualche principio attivo. In quantità sufficiente per avere un effetto? La risposta è boh, perchè posto che il ribes nero abbia proprietà antistaminiche (e solo uno studio preliminare ha trovato questo effetto, ma per una specifica dermatite e non per qualunque allergia) in questi preparati non si sa quante e quali sostanze sono contenute. Ma poi il ribes nero è normalmente in commercio, allora perchè non mi ingozzo di ribes neri che mi costa anche meno?

    • DarioR

      A proposito di effetto placebo su animali e bambini, qui è spiegato che vale anche per loro:

      http://medbunker.blogspot.it/2012/01/omeopatia-animali-e-bambini.html

      P.S. Blog molto interessante 🙂

    • barbara

      Che efficacia può avere un prodotto che non contiene nulla? Nessuna, ovviamente, e infatti quando si fa presente questo, i compratori di omeopatia si trincerano dietro un incredulo “non è vero, con me ha funzionato”. (Cit.)

    • Marco

      Toh, il primo caso al mondo di prodotto omeopatico che funziona.
      Bene, entra in un progetto di ricerca indipendente e tutti sapranno la bontà dei prodotto omeopatici e tu verrai riempita di denaro.
      Ma, di Grazia (eh eh eh), sapresti indicarci quale composto presente nella memoria dell’acqua avrà funzionato contro i pollini primaverili?

    • Sotto il grande cappello chiamato “effetto placebo” si includono anche molti effetti psicologici e psicosomatici diversi, che non sono effetto placebo in senso stretto, ma per comodità vengono spesso trattati tutti insieme.
      Alcuni di essi non coinvolgono solo il soggetto cui è somministrata la “falsa cura” (il placebo), ma anche (o solamente!) le persone che gli stanno intorno. È una delle ragioni per cui i farmaci devono essere provati in *doppio* cieco (cioè anche il medico non deve sapere se sta somministrando il farmaco vero o il placebo), ed è anche uno dei motivi per cui le Materie Mediche dell’omeopatia sono carta straccia.
      A causa di questi fenomeni psicologici che non coinvolgono esclusivamente il paziente, o non lo coinvolgono affatto, l’effetto placebo (senso lato) è presente anche in bambini e animali. Addirittura nei bambini può essere più forte che negli adulti.

      • Simone Angioni

        Bellissimo commento! Grazie

    • Luca

      Cara Cristina il placebo può essere la medicina più potente del mondo….

    • Andrea Nobilio

      In realtà l’effetto placebo sui bambini ha più effetto che sugli adulti… Non scriviamo c**zate

    • Pier

      Cristina, stai sostenendo una cosa impossibile, e cioè che una sostanza senza neanche una molecola di principio attivo funziona. Hai abdicato totalmente alla tua razionalità, ok, ma non prendere a calci la scienza.

  • myskin

    aggiungiamo questa ricerca inglese:
    “ad alcuni pazienti furono somministrati farmaci antalgici spiegando loro che cosa erano, cosa facevano, ed il loro meccanismo di azione; oltretutto con un modo di fare empatico. ad altri lo stesso farmaco venne somministrato senza dir loro nulla. il risultato fu che a coloro cui i farmaco era stato somministrato in maniera adeguata (spiegando), il farmaco aveva una efficacia assolutamente superiore! si l’effetto placebo può essere visto in molti modi; anche nei confronti del farmaco(fonte programma radiofonico scientifico “scintille” RSI (c) Radio Svizzera Italiana) – con ciò non sostengo assolutamente lìomeopatia! (lavoro pure in ospedale…)

    • Simone Angioni

      Ottimo spunto! Aggiungo che diverse ricerche hanno dimostrato che persino dimensione, formulazione, gusto e colore del farmaco possono influenzare l’efficacia. Ovviamente qui non si sta parlando di efficacia in senso assoluto, un farmaco in commercio ha un’efficacia di per sé indipendentemente da questi fattori. In ogni caso il placebo esiste sia con farmaci che con pseudofarmaci. Basta la convinzione inconscia del soggetto per far sì che anche l’acqua abbia un qualche effetto. Certo finché si prende per un mal di testa non si fa nulla di male, ma la medicina non è una scienza semplice e non sta a noi decidere cosa è grave e cosa no. Una tossetta curata con l’omeopatia potrebbe trasformarsi in polmonite o recidivare o semplicemente debilitarci esponendoci ad altre complicazioni. Insomma se uno sta male si prenda un farmaco, se no vuol dire che non ha niente e allora viva sereno ^_^

  • Cal

    Nemmeno io sono un grande sostenitore dell’omeopatia, ma mi pare ci sia un po’ di confusione in certi passaggi.
    Ad esempio “se uno sta male si prenda un farmaco, se no vuol dire che non ha niente”, proprio no. E’ possibilissimo stare male e guarire (anche meglio) senza prendere assolutamente niente, come pure guarire prendendo qualcosa che non è riconosciuto come farmaco, questo dovrebbe essere pacifico^^
    Il punto è, come detto nel primo post, che l’efficacia della medicina alternativa (di certi trattamenti più che di altri almeno) non è dimostrata. Ma questo non significa che non siano efficaci; significa appunto che l’efficacia non è dimostrata, nè più nè meno. Inoltre, benchè generalizzare sia inevitabile, non dimentichiamo che ogni persona reagisce alle varie terapie in modo diverso e spesso impossibile da prevedere al 100%.
    E’ chiaro che in caso di malattie serie affidarsi unicamente alla medicina alternativa è un grosso rischio, ma da qui a prendere l’aspirina al minimo accenno di mal di testa ce ne passa.

    • Simone Angioni

      Ciao Cal,
      quello che tu dici essere pacifico purtroppo non lo è affatto. Se stai male (sul serio) e non prendi nulla, non guarisci, salvo rarissimi casi di remissioni spontanee.Non ti sto parlando di raffreddori e mal di testa passeggeri per i quali (non essendo nulla di grave) puoi sopportare la situazione e guarire comunque. Sto parlando di stare male sul serio, se hai 40 di febbre e non prendi niente rischi la pelle, se hai la polmonite e non ti curi ci rimani. Per altro anche se la patologia guarisce da sola, sicuramente senza farmaco guarisci più lentamente e stando peggio. Questo sì che è pacifico. Se così non fosse e si potesse guarire meglio senza farmaci allora vuol dire che non avrebbero alcuna efficacia.
      Anche sul secondo punto fai un po’ di confusione. L’esistenza degli unicorni non è dimostrata, quindi non significa che non esistano, giusto? Battute a parte, da come dici tu sembra che non sia dimostrata quindi tutto è possibile.La realtà che è che sono stati fatti centinaia di studi per verificare l’efficacia e sono tutti andati a vuoto. Quindi se l’efficacia non è dimostrata vuol dire che non funziona, non che “non si sa”.
      L’unica cosa con cui posso concordare con te è che ogni persona reagisce a modo suo ed infatti ci sono farmaci che su di me hanno più effetto che su altri, ma un effetto ce l’hanno sempre. L’omeopatia, come le altre medicine alternative, non ha alcun effetto dopo essere state testate su migliaia di pazienti, oltre a non aver alcun senso dal punto di vista scientifico o di meccanismo di azione. Quindi con quelle sei sicuro al 100% che non ti fanno nulla più di un placebo. Con questo mi ricollego alla tua conclusione. Prendere medicine alternative per malattie serie sostituendole alle terapie di comprovata efficacia è praticamente una condanna a morte, d’altro canto se invece le prendi e guarisci è perchè la malattia sarebbe passata da sola e quindi di fatto non era una cosa così tragica e potevi anche non prendere nulla. Io sono uno che non ha mai preso un’aspirina in vita sua, se ho mal di testa, so che passa e non prendo nulla. Questo per me vuol dire che non sto davvero male o quel poco male posso tranquillamente sopportarlo. Se avessi un emicrania ricorrente da offuscarmi la vista col cavolo che non prenderei nulla. Il discorso è che prendere una medicina inefficace e non prendere nulla è esattamente la stessa cosa, quindi conviene il nulla, piuttosto che comprare il nulla aspettandosi un effetto.

      • Cal

        Beh sul primo punto ti sei giustamente corretto perchè da come era stata formulato inizialmente, pareva davvero che l’unico modo per guarire da qualunque male (serio o meno) fossero i farmaci. Ed è una distinzione importante, quella della gravità del malanno, perchè come già detto molte persone abusano dei farmaci prendendoli anche quando non sarebbero necessari e allora si rivelano più dannosi che altro. Del resto è colpa anche di chi li prescrive, e gli effetti di tali leggerezze (perchè supponiamo sempre che siano tutti in buona fede ovviamente) potrebbero essere anche abbastanza gravi, vedi batteri che sviluppano resistenza agli antibiotici ecc…
        Riguardo agli unicorni, non è il caso di estremizzare: ci sono infiniti casi di comprovata efficacia della medicina alternativa (attenzione, non mi riferisco alla sola omeopatia di cui come ho detto non sono un grande sostenitore), mentre non mi pare ci siano stati poi così tanti avvistamenti di unicorni xD
        Infine il semplice effetto placebo è stato dimostrato essere molto efficace. Quindi se uno prende un omeopatico convinto della sua efficacia, ne potrebbe anche trarre beneficio, questo fermo restando che si dovrebbe trattare di una terapia complementare secondo me: come dicevo prima ricorrere unicamente alla medicina alternativa in casi seri è rischioso e su questo penso che siamo d’accordo.
        Riassumendo, mi premeva in particolare far notare la forse eccessiva fiducia nei farmaci che mi pareva trasparire dai post precedenti. Mi fa piacere sapere che non prendi aspirine come fossero caramelle, ma purtroppo molti lo fanno, e anche questo è un eccesso che può avere conseguenze decisamente spiacevoli.

        • Simone Angioni

          Cal quello che dici è più che condivisibile. In effetti potrei scrivere qualcosa sull’abuso di farmaci, soprattutto di antibiotici. Quello che volevo dire era proprio che se uno sta male allora è giusto prenda qualcosa, se invece non è nulla di grave e può “resistere” allora che resista. Hai ragione anche sul placebo: prendi una cosa che non fai nulla, stai comunque meglio, quindi perchè non farlo? Io ti direi perchè stai pagando oro quello che oro non è. E’ pur vero che il placebo diventa più efficace più il prodotto è caro (se pago tanto è perchè funziona bene), ma se ragioniamo così allora è giusto andare anche dal pranoterapeuta e pagarlo centinaia di euro, chi se ne frega se sia placebo o meno.
          Il problema della consapevolezza nelle cure è molto delicato: è meglio sapere che non fa un tubo e quindi non subire il placebo o rimanere nell’ignoranza e stare meglio bevendo acqua? Credo sia la vecchia diatriba del “non so niente e vivo bene; sono consapevole e ho un sacco di problemi”. Non c’è una risposta giusta a questo, da qui la domanda nel post sopra: è giusto dire le cose come stanno? Io credo sempre sia meglio essere consapevoli e porsi dei problemi, che felicemente ignari. E’ un mio punto di vista che può essere condivisibile o meno.

        • Marco

          Sarò io sintetico a prescindere ma il post tratta dell’omeopatia. In molti commenti si è discusso sul placebo e non di quest’ultima.

          Torniamo a bomba : “Quindi se uno prende un omeopatico convinto della sua efficacia, ne potrebbe anche trarre beneficio, questo fermo restando che si dovrebbe trattare di una terapia complementare secondo me:”

          I prodotti omeopatici sono acqua fresca o zucchero pagati a peso d’oro. Non sono né farmaci né placebo. Sulle confezioni i simpaticoni della Boiron et similia non scrivono placebo e non scrivono che curano le malattie. Dunque non sono placebo e non sono farmaci.

          Loro lo scrivono chiaramente e chi acquista un omeopatico compra acqua e zucchero a peso d’oro.

          E scusate le ripetizioni.

  • mauro

    Scusa ma l’Oscillococcinum non è anatra ma aria, sono state scambiate per misteriosi “cocchi oscillanti” delle bollicine d’aria in un preparato microscopico mal fatto, quindi una diluizione omeopatica di oscillococcinum è una diluizione di aria in acqua. Non cambia nulla, ovviamente, di prodotto nei preparati omeopatici non c’è nulla comunque, è solo per la precisione.

    Mauro

  • Alex

    State parlando di niente, non c’è bisogno di alcun medicinale, ne “UFFICIALE” ne “omeopatico”. Se quelli omeopatici non hanno alcun effetto, quelli, “ufficiali” fanno più danni che altro…

    • Paolo Bianchi

      Interessante punto di vista che non trova spazio in nessun trattato di medicina o articolo scientifico e dunque non trova spazio neanche qui.

  • flavio gajo

    questo articolo mi ha fatto venire in mente una cosa che mi è accaduta qualche anno fa parlando con una istruttrice cinofila.
    il mio cane era molto pauroso e stavamo cercando di aiutarlo accrescendo la sua sicurezza e abituandolo al resto del mondo (non entro nei particolari OT) e parlandone ci consigliò i fiori di bach.
    io molto scettico (a dir poco), mia moglie possibilista quindi acquistati e dati al cane per qualche giorno.
    effettivamente sembra più tranquilla e quindi si poteva pensare che stessero funzionando. poi ho fatto presente una cosa a mia moglie, si trattava di una soluzione alcolica, 5 gocce di alcool a un cane di 15 chili equivalgono a un bicchierino di vodka per un essere umano. quindi stavamo curando il nostro cane o lo stavamo semplicemente avviando all’alcolismo?
    questo per dire che troppe volte le persone che credono in questi metodi non valutano la cosa nel suo complesso, non considerano le condizioni al contorno rispetto al farmaco omeopatico. si limitano alla valutazione post hoc ergo propter hoc, se lo somministro e sta meglio allora funziona…
    un’ultima osservazione per i detrattori della medicina secondo cui senza farmaci si vive benissimo, si guarisce meglio e si vive a lungo mentre i farmaci sono creati per farci ammalare… mi sapete spiegare perchè la vita media in europa, dove forse abusiamo di farmaci, è doppia rispetto a quella africana dove spesso i farmaci sono irreperibili? perchè in quei paesi non sono tutti sani, forti e vitali fino a 100 anni?
    tante volte le obiezioni a certe affermazioni sono talmente banali da sembrare inutili… ma inutile non è.

  • Andrea

    Ciao Flavio, innanzitutto i fiori di Bach son in alcol al 30%, quindi sono solo due gocce, non 5.
    Secondo quesito :l’aspettativa di vita in Africa dipende anche dalla situazione socioeconomica, l’osservazione richiede due gruppi omogenei.

  • angie

    Finalmente oggi dei ricercatori spiegano il funzionamento dei prodotti omeopatici…..penso sia giusto saperlo. Tutti devono sapere. http://d4niel444.blogspot.it/2015/07/medicina-di-frontiera-omeopatia.html

    Spero che pubblicherete questo commento.

    • Simone Angioni

      Conosciamo il lavoro di quei ricercatori e sappiamo quanto siano discutibili certe misure fatte ad altissima diluizione. In ogni caso leggerò questo lavoro e ne parleremo in maniera dettagliata nelle prossime settimane.

      Grazie per la segnalazione