La scienza della Terra di Mezzo

Qui ne abbiamo parlato con Roberta Fulci e Arturo Stalteri nella trasmissione dei  Radio3Scienza del 17-2-2017.

La Battaglia dei Cinque Eserciti, il terzo ed ultimo capitolo della stravolgente versione cinematografica dell’Hobbit giungerà tra poco nelle sale. Nella sua seconda trilogia basata sull’antefatto del Signore degli Anelli, Peter Jackson è infatti riuscito a completare il lavoro di sconvolgimento dello spirito e natura delle opere di Tolkien: a differenza dell’interpretazione data nei film, la Terra di Mezzo è un mondo costruito con molta attenzione e cura ai particolari, dalla storia decimillenaria dei suoi abitanti alla geografia e biologia che la caratterizzano.

 

Cosmologia – La Terra di Mezzo è piatta o sferica?

Nella mitologia tolkieniana il Mondo era piatto ai tempi del Silmarillion e gli elfi potevano navigare da Valinor – loro dimora originale sita nell’ovest – sino alla Terra di Mezzo ad est. Con caduta di Numenor isola posta tra le due regioni, la Terra di Mezzo viene resa sferica e la terra dei Valar è irraggiungibile dal nostro mondo.

Nel suo libro sulla Relatività Generale, il premio Nobel Stephen Weinberg utilizza la mappa della Terra di Mezzo per introdurre le geometrie non euclidee alla base della descrizione della curvatura dello spazio-tempo. Per capre dunque se la terra di mezzo è curva come il nostro pianeta Weinberg misura varie distanze fornite nel Signore degli Anelli. Per ciascun triangolo individuato da tre luoghi se la terra è piatta la somma degli angoli deve fare 180 gradi. In caso di terra sferica la somma degli angoli sarà maggiore, come nel caso della superficie della Terra. Weinberg imposta il problema ma non fornisce la risposta, per cui anche noi sfidiamo i lettori a fornire le loro soluzioni sulla base della mappa allegata.

Biologia – niente orecchie a punta per gli elfi

Secondo Tolkien, gli elfi erano molto simili agli uomini e potevano essere distinti solo in virtù della loro nobiltà d’aspetto e d’animo. Avevano capelli di colore sia chiaro che scuro e da nessuna parte viene menzionato che avevano le orecchie a punta (solo in una lettera del 1938 accenna che gli Hobbit avevano “orecchie solo appena appuntite ed ‘elfiche’, ma non è chiaro se si riferisse alla concezione dei ‘suoi’ elfi o di quella dell’immaginario collettivo dell’epoca). L’altra caratteristica era la loro immunità a malattie e vecchiaia: se venivano uccisi trascorrevano un periodo di attesa nella sale di Mandos prima di tornare sulla Terra. In ogni caso la similitudine tra elfi e uomini si estendeva a livello genetico, dato che le due specie erano in grado di procreare, anche se eventi del genere erano estremamente rari, come ad esempio quando Eärendil (umano) e Elwing (elfo) generarono Elrond ed Elros.

Eventi simili devono essere avvenuti più volte in passato tra specie diverse del genere Homo. Ad esempio, dall’analisi del DNA sembra che tra il Sapiens, da cui discendiamo, e l’uomo di Neanderthal , estintosi circa 40000 anni fa, siano avvenuti incroci con progenie.
Per restare in tema va citato l’Homo floresiensis, scoperto in Indonesia nel 2003 e sopravvissuto sino a tempi relativamente recenti (circa 12000 anni fa): in virtù della sua bassa statura gli scopritori gli hanno conferito il nome affettuoso di ‘Hobbit’.

Tecnologia – Saruman l’inventore?

Non vi è una descrizione dettagliata delle tecnologie utilizzate dei popoli della terra di mezzo. Dai manufatti ed artefatti prodotti si può dedurre che dovevano essere molto sofisticate, anche se di impostazione diversa dalla nostra. Ingegneria civile, arte della navigazione astronomia I Silmarils rappresentano il culmine delle conoscenze degli elfi, splendidi gioielli che risplendevano della luce catturata dagli alberi di Valinor. Il loro potere era tale che erano in grado di ammaliare tutti coloro che ne entravano in possesso. Vale la pena ricordare che in una delle stesure originali dell’Hobbit, Tolkien suggerì che l’Archepietra voluta a tutti i costi da Thorin altro non era che il Silmaril perso nella terra e riaffiorato nel cuore della montagna solitaria (cit. Rateliffe, “The history of the Hobbit”).

È però Saruman il catalizzatore di una prima Rivoluzione industriale nella Terra di Mezzo. Prima nei sotterranei di Isengard, dove crea nuove macchine da guerra, esplosivo e non disdegna esperimenti di ingegneria genetica ante litteram creando gli Uruk Hai. Quando si reca a Hobbiton la distrugge facendola passare forzatamente all’era industriale, devastandone vita e paesaggio così come era avvenuto per le campagne inglesi in cui Tolkien era vissuto da bambino.

Vulcanologia – Monte Fato in Italia

Tolkien disdegnava ogni lettura allegorica dei suoi lavori, che considerava delle cronache storiche di eventi passati. Nelle sue lettere ribadì che vi era una generale analogia tra i luoghi della Terra di Mezzo del passato e l’Europa odierna: Pur non cercando una corrispondenza diretta di luoghi geografici, la Contea corrispondeva all’Inghilterra. Monte Fato ha un riscontro, morfologico prima che geografico nel nostro vulcano Stromboli, la cui attività eruttiva descrive bene – secondo Tolkien – quella del vulcano in cui fu forgiato e (spoiler?) distrutto l’Anello di Sauron. Se l’anello era di oro puro la lava del vulcano doveva essere sufficiente a fonderlo: le temperature tipiche dei vulcani basaltici si aggirano intorno ai 1200 gradi, rispetto alla temperatura di fusione dell’oro che è di 1064 gradi.

Questi sono solo alcuni spunti che però fanno capire come scienza e tecnologia siano ben presenti nelle opere di Tolkien, anche senza voler forzare corrispondenze tra arti magiche e scienze moderne. L’Autore le mantiene saggiamente sullo sfondo della narrazione, come del resto per incantesimi e stregonerie da lui usate con parsimonia e moderazione. Il suo autocontrollo viene esercitato meno nelle Lettere, ove esprime tutto il suo diprezzo e disdegno per le trasposizioni cinematografiche dell’epoca: una fermatasi a livello di sceneggiatura e l’altra di Ralph Bakshi. Leggendo i suoi caustici commenti non vi è alcun dubbio su quella che sarebbe stata la sua opinione sui megapolpettoni delle opere di Peter Jackson.

La mappa della Terra di Mezzo con tutte le distanze che ci consentono di calcolare se quel mondo sia piatto o sferico... e con un po' di fatica anche il raggio del pianeta, nel secondo caso.

La mappa della Terra di Mezzo con tutte le distanze che ci consentono di calcolare se quel mondo sia piatto o sferico… e con un po’ di fatica anche il raggio del pianeta, nel secondo caso.

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Author: Marco Casolino

Fisico, è Primo ricercatore presso l’Istituto nazionale di fisica nucleare, all’Università di Roma Tor Vergata e lavora presso laboratori giapponesi del Riken, ove è Team leader di un gruppo di ricerca rivolto alla fisica spaziale. Si occupa prevalentemente di fisica fondamentale (materia, antimateria e ricerca di materia oscura), di fisica delle astroparticelle di alta energia e di metodi di protezione degli astronauti dalla radiazione spaziale. Ha partecipato alla costruzione ed al lancio di una decina di strumenti e rivelatori posti a bordo di satelliti (esperimenti Pamela, NINA-1, NINA-2) delle stazioni spaziali Internazionale (esperimenti Altcriss, Sileye-3, Altea, Lazio) e MIR (Sileye-1 e 2).Ha più di 200 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali, tra cui Nature e Science. Nel 2011 ha pubblicato un saggio “Come Sopravvivere alla Radioattività” e un thriller ambientato in Giappone:”Grikon”. Cura un blog su temi scientifici: La curva dell’energia i legame.

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