Scie chimiche: uno studio scientifico scopre l’ovvio

Da qualche giorno sulla stampa nazionale si è parlato di un recentissimo studio pubblicato sulla rivista scientifica Environmental Research Letters il quale analizza le migliori prove prodotte negli anni dai sostenitori del complotto globale e le sottopone a dei ricercatori specializzati in analisi del suolo e fisica dell’atmosfera. Indovinate un po’ come è andata a finire?

Lo studio, nonostante sia stato rilanciato dalla stampa con titoli altisonanti, si propone solamente di sottoporre ai maggiori esperti di analisi del suolo e di fisica atmosferica le affermazioni di coloro che sostengono l’esistenza delle scie chimiche.
Lo scopo degli autori era di far conoscere al pubblico il parere degli esperti nella maniera più completa possibile. Il problema è che una rivista scientifica peer review non è sicuramente il modo migliore per avvicinare gli esperti al pubblico e, infatti, sono pochissimi i media che hanno riportato il link all’articolo originale e penso ancora meno saranno quelli che l’hanno letto tutto, mentre ovviamente la fanno da padrone i commenti al vetriolo di chi, anche di fronte all’evidenza, continua a credere in questa favola.

L’articolo pubblicato non è altro che un sondaggio fra una selezione di ricercatori esperti nelle tematiche toccate dal presunto complotto delle scie chimiche. In particolare sono stati valutati due punti cardine della teoria: le anomalie delle scie bianche degli aerei (persistenza, interruzioni, curve, etc) e la contaminazione di suolo, acqua e neve.
Abbiamo già visto in passato come le argomentazioni dei sostenitori dell’esistenza del complotto si riducano a “basta guardare il cielo” e “si stava meglio quando si stava peggio”, quindi dubito che un articolo scientifico possa in qualche modo spostare di qualche millimetro le loro convinzioni. Ne sono convinti anche gli autori che, sin dalle prime righe, chiariscono l’intento di informare i dubbiosi e non di convincere chi sa già a cosa credere.
Se volete un po’ di numeri, in un sondaggio internazionale di 3015 persone, il 2,6% ritiene assolutamente vero che esista un complotto governativo mondiale per irrorare sostanze nocive per mezzo di aerei. Il 14% ritiene la stessa affermazione parzialmente vera. Questo significa che solo una minoranza (se il 2.6% può essere considerata minoranza) crede fermamente nell’esistenza delle scie chimiche, mentre con un 14% è possibile discutere e magari far valere qualche evidenza scientifica.
Il lavoro, a dire il vero, non aggiunge molto al dibattito. Pur essendo il primo articolo scientifico a parlare di scie chimiche, non produce alcun elemento nuovo. Dei 77 esperti intervistati (49 sull’atmosfera e 28 sulle analisi), 76 non ritengono ci siano evidenze di un complotto globale volto a rilasciare scie chimiche. Uno solo lo ha ritenuto possibile sulla base di una analisi ambientale che aveva effettuato anni prima e che aveva rivelato concentrazioni di bario anomale.
Ecco il punto dolente che rende lo studio buono per la stampa e un po’ meno per la scienza. Le posizioni dei 77 esperti sono solo opinioni. Lo studio si basa su un sondaggio nel quale gli scienziati dovevano analizzare delle foto di scie di condensazione e delle analisi chimiche prodotte dai sostenitori del complotto e poi dichiarare se per loro ci fossero elementi anomali oppure se fosse tutto normale. Le risposte, per quanto compatte nel non ritenere plausibile l’esistenza delle scie chimiche, hanno rivelato una certa discordanza di opinioni. Emblematiche sono le risposte su un metodo di campionamento per acqua piovana e neve suggerito su un sito complottista. La metodica suggerita prevedeva di prendere un barattolo di vetro, metterci dentro la neve/acqua e chiudere con un tappo metallico. Agitare bene e portare in un laboratorio in zona il prima possibile. La metodica è stata ritenuta da 9 esperti accettabile, mentre 19 hanno ritenuto il metodo completamente scorretto. Ora, non voglio fare il solito polemico, ma se portate un barattolo di neve a fare delle analisi di bario, alluminio e stronzio, vi sembra il caso di chiudere il tutto con un tappo metallico, probabilmente in alluminio, e agitare bene? Come possono 9 scienziati aver trovato accettabile la metodica?
Un aspetto positivo è che le risposte dei ricercatori dovevano far riferimento a pubblicazioni di chimica e fisica dell’atmosfera già note, quindi questo è il primo lavoro scientifico che parla direttamente di scie chimiche, in realtà si fonda su 100 anni di pubblicazioni sulle scie di condensazione, purtroppo questo aspetto è stato poco rimarcato dai media che hanno ripreso la notizia, dando l’impressione si trattasse esclusivamente di opinioni.
Le risposte a tutte le anomalie riscontrate dai sostenitori del complotto sono già disponibili da anni. Davvero le opinioni, per quanto circostanziate, di un gruppo di ricercatori aggiunge qualcosa ad una leggenda metropolitana che da oltre 20 anni ci avvisa che stiamo per morire tutti?
Questo studio si concentra solo su 4 immagini anomale ritenute, dagli autori, le più significative, ma anche questa è un’opinione. Sicuramente i sostenitori del complotto diranno “eh no quelle si sa che sono scie di condensazione, perché non avete analizzato queste altre?”
Il metodo di spostare i paletti ogni volta che viene fornita una risposta è una costante quando si discute di complotti e questo caso non farà eccezione. Le scie chimiche erano, sono e saranno sempre una bufala che oggi è di moda perché fa leva sui sentimenti ambientalisti della gente. D’altro canto il complotto delle scie chimiche ricicla le stesse argomentazioni ormai da anni. Le anomalie invocate sono sempre le stesse, le discussioni portano tutte a “sì, ma il cielo non è più come una volta”, nessun campionamento in quota ha dimostrato il rilascio di sostanze inattese, ma soprattutto non è successo nulla. Piogge torrenziali, siccità devastanti, controllo del pensiero, imposizioni di colture OGM, combustione di obiettivi tattici a distanza, dispersione di nanomacchine, creazione di un tappeto olografico per proiettare una falsa invasione aliena o una parusia del Cristo*… sono passati 20 anni, non è ora di cambiare il soggetto e aggiornarlo con qualcosa di più moderno e plausibile? Tipo avete mai notato che i gatti vi osservano mentre dormite? Io fossi in voi farei attenzione.
* L’elenco degli scopi delle scie chimiche è tratto da siti/forum/community che trattano del presunto complotto delle scie chimiche. Si tratta di un elenco parziale che non rende giustizia alla fantasia degli utenti che popolano questi ambienti.

Photo Credit: Mirek Zagórski – Airliners.net – Volo Vienna-Shanghai

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Author: Simone Angioni

PhD, ricercatore in ambito chimico. Debunker per diletto, è uno dei maggiori esperti italiani sulla teoria del complotto delle scie chimiche, argomento sul quale tiene regolarmente convegni e workshop in giro per l’Italia.

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  • Le scie chimiche servono a tenere la temperatura del pianeta vivibile. Purtroppo senza di loro il mondo andrebbe a fuoco. Si può dire al mondo che siamo fottuti?

    • dany

      ci stanno avvelenando

  • “ma soprattutto non è successo nulla. Piogge torrenziali siccità devastanti” Nulla nulla non è successo nulla. Non lo so perchè le scie degli aerei invece di dissolversi come hanno sempre fatto, adesso si allargano fino a velare completamente il cielo, ma vedo il risultato: filtrano i raggi solari. Lo scopo secondo me è il controllo della temperatura terrestre che altrimenti arriverebbe a bruciare tutto. Come dire al mondo che siamo fottuti?

    • Quoto:
      Non lo so perchè le scie degli aerei invece di dissolversi come hanno
      sempre fatto, adesso si allargano fino a velare completamente il cielo

      Potresti indicarmi la base sulla quale dici che adesso le scie di condensazione si allargano invece di dissolversi? Della serie non ci sono più le mezze stagioni, una volta i cibi erano più sani, i giovani di oggi non hanno i valori di una volta, ecc. ecc.???

    • Simone

      Beh internet è il posto ideale per dire le cose al mondo. Uno dei modi è raccogliere prove così da togliere quel “secondo te” che potrebbe far sembrare il tutto un’opinione. L’altro modo è dire comunque la tua opinione, ma ti avviso che potrebbero non prenderti sul serio.

  • “Ora, non voglio fare il solito polemico, ma se portate un barattolo di neve a fare delle analisi di bario, alluminio e stronzio, vi sembra il caso di chiudere il tutto con un tappo metallico, probabilmente in alluminio, e agitare bene? Come possono 9 scienziati aver trovato accettabile la metodica?” secondo me hanno dato per scontato che il campione fosse in un barattolo standard apposito per il campionamento.

  • Gianni Comoretto

    Concordo sulle perplessità. Devo dire che i 49 esperti di scie di condensa hanno dato un quadro preciso e ragionevolmente consistente. Stupisce un po’ vedere che la maggioranza ritiene che le scie non persistano più che in passato mentre alcuni sono di parere contrario, ma non esiste una divisione netta tra scie persistenti e non, e dipende dalla definizione che uno se ne da.

    Ma i pareri degli esperti di analisi lasciano davvero perplessi. Innanzitutto perché considerare una alta concentrazione di bario una evidenza di irrorazioni, se gli unici che parlano di spargere bario, per un qualsiasi scopo, sono i sostenitori della bufala? Ma poi trovare 380 milligrammi/litro di alluminio in acqua fangosa è normale o no? O è normale, e spiegabile come fa uno degli esperti con una sospensione di 5 g di fango in quel litro d’acqua, o non lo è. Non è qualcosa su cui avere opinioni.

    In ogni caso stiamo raggiungendo il numero di 77 articoli di opinione sull’intervista ai 77 esperti 🙂