Il 19 novembre del 1914, a Vienna, allora capitale dell’Impero Austro-Ungarico, nasceva Hedwig Eva Maria Kiesler, da una madre pianista e un padre banchiere, entrambi ebrei. Bellissima, portata per la recitazione, studia recitazione ed esordisce in teatro a sedici anni. Poco più che diciottenne esordisce al cinema, nel film cecoslovacco Ekstase. La sua partecipazione suscita subito scandalo e scalpore, per le scene di nudo e di orgasmo, assolutamente dirompenti, per l’epoca. Poco dopo sposa Fritz Mandl, industriale tedesco attivo nella fabbricazione di armi. Benché pare si fosse innamorato di lei vedendola recitare, Mandl prova a far sparire tutte le copie del film, per questioni di “buon nome”: fortunatamente non ci riesce e la carriera di Hedy non viene cancellata.

Mandl, uno degli uomini più ricchi d’Austria, vende munizioni a Mussolini e, con l’avvento del nazismo, anche a Hitler. Pare che abbia anche invitato i due dittatori a casa sua, dove tiene Hedy “quasi prigioniera”, secondo i racconti di lei. L’insieme di questa vita reclusa ed il rifiuto per la collaborazione del marito con i regimi nazifascisti spingono Hedy a fare qualcosa di ancora più eclatante che girare una scena di nudo: tra il 1937 e il 1938 scappa in Inghilterra, divorzia, ricomincia a recitare e fa il grande salto verso Hollywood.

La bellissima Hedy Lamarr in una foto del 1938.

La bellissima Hedy Lamarr in una foto del 1938.

In America vive, a cavallo della guerra, il suo periodo d’oro. Tra il 1940 e il 1949 recita in 18 film, con Victor Fleming, Clark Gable, Spencer Tracy. Con gli anni Cinquanta inizia il lento declino, con apparizioni sporadiche fino al suo ultimo ruolo, Giovanna D’Arco nel film “L’Inferno ci accusa” di James Irving, con i fratelli Marx, nel 1957. Nel frattempo ha ottenuto la cittadinanza americana, è al quinto matrimonio (un sesto marito lo troverà negli anni Sessanta) e le voci su questa grande Dark Lady del cinema si sprecano, sui giornali di gossip dell’epoca.

Parallelamente alla sua carriera artistica, Hedy Lamarr ha anche coltivato una notevole cultura scientifica, soprattutto matematica e tecnica. Pare che un giorno, mentre sta provando a cantare un brano con il pianista George Antheil, si rende conto di come voce e strumento debbano seguire una stessa sequenza di salti di frequenza, per poter eseguire correttamente la partitura. All’epoca, le trasmissioni radio erano utilizzate in modo molto più rozzo di oggi e, in particolare, la guida dei siluri in mare era fatta molto semplicemente attraverso un canale radio. Antheil e Lamarr si rendono conto di come sia possibile disturbare la guida di un siluro, conoscendone la frequenza di comunicazione, ma anche di come sarebbe possibile aggirare questo disturbo eseguendo un certo numero di salti di frequenza nella comunicazione radio.

Essendo musicisti, sviluppano un meccanismo basato su 88 frequenze, come i tasti di un pianoforte, sincronizzate tra le stazioni emittente e ricevente con un’attrezzatura simile ad un pianoforte meccanico.  Lo presentano alla Marina degli Stati Uniti che, pur dimostrandosi interessata, mete da parte l’idea. Il brevetto rimane in un cassetto fino alla sua scadenza, nel 1962, quando, durante il blocco navale di Cuba, i militari si rendono conto di quanto possa essere utile e iniziano ad utilizzarlo. Oggi l’algoritmo di Antheil Lamarr è considerato la base di molte tecniche di espansione dello spettro di trasmissione usate in tutte le tecnologie con cui abbiamo a che fare ogni giorno, dal Wi-Fi, al Bluetooth, alla telefonia mobile.

Hedy Lamarr ci dimostra, a cent’anni dalla nascita, come possa essere fuorviante l’immagine di donna oggetto, bella e vana, che quotidianamente la TV ci somministra. Non appagata dal successo come attrice, non soddisfatta nell’essere una delle donne più ammirate e desiderate del suo tempo, Hedy Lamarr cercò di affermarsi come donna di scienza, qualcosa a cui, evidentemente, teneva ben di più.