Nelle ultime settimane il ragno violino è tornato alla ribalta in una sorta di isteria giornalistica in cui l’amico a otto zampe viene descritto come un feroce morditore di persone. L’aspetto su cui si è cercato di calcare la mano è la sua velenosità, che lo renderebbe secondo molti estremamente pericoloso. Sembra che l’aggravante sia l’avere un disegno sul corpo che ricorda un violino: un oggetto così delicato come un violino sul dorso di un così feroce predatore! Ci si è totalmente dimenticati, però, di parlare della famiglia di cui fa parte e delle prove effettive della sua pericolosità.

Il nome scientifico è Loxosceles rufescens ed è stato descritto nel 1820 dal medico e naturalista francese Jean-Marie Léon Dufour. La sua distribuzione originaria era circoscritta al bacino del mediterraneo, ma, secondo un recente articolo pubblicato sulla rivista Toxicon, la specie viene considerata altamente invasiva e oramai la si può trovare in Asia, Nord America, Australia, Madagascar e persino in alcune isole al largo dell’Africa.  Addirittura, nel 2016 è stata trovata per la prima volta una popolazione residente in una grotta in Thailandia e nel 2017 in Iran. Non è mai stata segnalata la sua presenza nell’Africa subsahariana, probabilmente perché il Sahara funge da barriera naturale per la sua espansione a sud.

Appartiene a una famiglia il cui nome è tutto un programma: Sicariidae. Tale nome deriva  probabilmente dalla tossicità e dagli effetti del veleno che i membri di questo gruppo inoculano alle vittime che hanno la sfortuna di incontrarlo. Pensate che è stato addirittura coniato il termine loxoscelismo, per identificare la condizione patologica prodotta nell’uomo da tale morso, così come è stata coniata la parola latrodectismo per identificare gli effetti del morso della vedova nera (Latrodectus mactans).

La famiglia Sicariidae comprende ben 107 specie a livello mondiale, tra cui l’altrettanto famigerato parente nordamericano, il Brown Recluse Spider (Loxosceles reclusa). Tutte le specie appartenenti a questo genere vengono chiamate comunemente ragno violino.

Ma torniamo al nostro amico a otto zampe. Dove lo possiamo incontrare? Dobbiamo spaventarci?

Come la maggior parte dei Loxosceles, il ragno violino ha abitudini notturne ed è molto raro vederlo di giorno, sebbene sia largamente distribuito in tutto il territorio italiano. Il segno del violino sul cefalotorace (così si chiama la parte anteriore del corpo dei ragni), non sempre si nota o comunque il carattere risulta molto fuorviante e non ben delineato (non aspettatevi, insomma, un violino vero e proprio). Quindi non allarmatevi se pensate di vedere violini sul dorso di ogni singolo ragno per casa, molto probabilmente vi state facendo suggestionare inutilmente! Come spesso accade in tassonomia, è necessaria molta esperienza per riconoscere un gruppo o una specie e, nella maggior parte dei casi, bisogna guardare piccoli tratti morfologici che non sono visibili a occhio nudo.

Il Loxosceles rufescens è un animale piuttosto schivo che costruisce ragnatele irregolari, dove cattura le prede, paralizzandole con il veleno, ma questo non è il suo unico metodo di caccia. Tende, infatti, anche a cercare le sue prede attivamente, nei dintorni della ragnatela, e per questo motivo si possono trovare esemplari erranti per le abitazioni. Durante il giorno tende a rifugiarsi in pertugi naturali o, se presenti nelle case, nelle intercapedini e all’interno di scarpe, abiti, mobili e tra le lenzuola. È in queste situazioni che il ragno violino tende a mordere, mentre vi infilate le scarpe o mentre cercate qualcosa nei cassetti. Ma non spaventatevi, il suo morso non è così drammatico come molti giornali tendono a sottolineare. È vero che il veleno ha azione citotossica, quindi in grado di lesionare con diversa gravità le cellule, ma sono rari i casi in cui il suo morso crea necrosi diffusa e sistemica. Recentemente, alcuni ricercatori italiani dell’ospedale di Catanzaro hanno riportato un caso di una signora di 65 anni affetta da miastenia gravis, che presentava una necrosi espansa al tessuto muscolare e adiposo dovuta al morso di Loxosceles rufescens. I ricercatori, però, concludono che il problema può essere risolto se la necrosi viene trattata in tempi brevi e che in Europa non sono riportati casi di morti accertate dovute al morso del ragno violino.

Riassumendo, il nostro ragno si muove maggiormente di notte, tende a non mordere se non disturbato e il suo morso solo in rari casi necessita dell’intervento medico. Se a questo aggiungiamo che il ragno violino viene allontanato naturalmente se in casa sono presenti altri ragni (totalmente innocui) appartenenti ai generi Zoropsis, Pholcus, Scytodes e Steatoda, e altri artropodi quali la Scutigera coleoptrata, capiamo immediatamente quanto poco ci sia da preoccuparsi.

Ricordo con un sorriso quando il grandissimo aracnologo che gravitava attorno al museo di Storia Naturale di Venezia, Harald Hansens (recentemente scomparso dopo una lunga malattia), venne morso in casa da un ragno violino mentre si infilava i pantaloni. Sembra avesse una popolazione di una ventina di esemplari in casa (nelle case veneziane molto vecchie, il ragno violino è una presenza quasi costante) e sembra fosse intenzionato a tutto fuorché a eliminarla. Quando raccontò dell’accaduto, disse ridendo nel suo tipico accento tedesco: «Adesso io tenere monitorato il morso per vedere cosa succede». E puntualmente si segnò giorno per giorno lo sviluppo del morso, che nel suo caso non ebbe alcun effetto necrotico.

Impariamo da Harald, dunque: prendiamola con filosofia!

Fonti:

Nentwig W., Pantini P. & Vetter R.S. 2017. Distribution and medical aspects of Loxosceles rufescens, one of the most invasive spiders of the world (Araneae: Sicariidae). Toxicon 132: 19-28. https://doi.org/10.1016/j.toxicon.2017.04.007

Pezzi M., Giglio A. M., Scozzafava A., Filippelli O., Serafino G. & Verre M. 2016. Spider Bite: A Rare Case of Acute Necrotic Arachnidism with Rapid and Fatal Evolution. Case Reports in Emergency Medicine. http://dx.doi.org/10.1155/2016/7640789

Immagine di copertina: Ondrey Michalek via Shutterstock