Oltre che nello spazio, i Paperi si avventurano spesso nel sottosuolo: il labirinto del Minotauro, la grotta di Alì Babà, i sotterranei del castello De Paperoni sono solo alcuni dei luoghi da loro esplorati.

La struttura della Terra secondo i Paperi, corretta dal punto di vista scientifico.

La struttura della Terra secondo i Paperi, corretta dal punto di vista scientifico.

Il viaggio verso il ‘vero’ centro della terra ha però inizio con la storia di Carl Barks “Land Beneath the ground”. In questa storia del 1956 Paperone teme che un terremoto possa danneggiare il suo deposito risucchiando il suo prezioso denaro nelle viscere della terra. Il timore non risulterebbe infondato, dato che Paperopoli – sita nello stato immaginario del Calisota – si trova all’incirca nella California del Nord e dunque non lontano dalla faglia di S. Andrea.

Questa faglia rappresenta la linea di contatto tra la placca del Pacifico e quella del Nord Atlantico. La compressione tra le due enormi placche accumula energia che viene rilasciata sotto forma di terremoti, l’ultimo dei quali distrusse S. Francisco nel 1906.

Per dormire sonni tranquilli, l’ansioso papero decide di far scavare una galleria per verificare la solidità del terreno sotto il deposito. I primi sondaggi riportano solo roccia solida, ma Paperone non è soddisfatto. Fa proseguire la galleria oltre i 7 km di profondità, un fatto eccezionale anche al giorno d’oggi, in cui anche le miniere più profonde non raggiungono i 4 km e le trivellazioni petrolifere si spingono sino ai 10 km.

Le placche continentali. La teroria di Wegener è del 1912, anche se si basa su studi della fine del XIX secolo e fu ridicolizzata per decenni prima di essere accettata.

Le placche continentali. La teroria di Wegener è del 1912, anche se si basa su studi della fine del XIX secolo e fu ridicolizzata per decenni prima di essere accettata.

Le difficoltà di questo genere di scavi sono legate all’aumento di pressione e temperatura che si incontra andando in profondità. La pressione cresce a causa del peso della roccia sovrastante, mentre la temperatura aumenta via via che ci si avvicina al mantello sottostante. Oltre alla corsa allo spazio, la guerra fredda generò anche una speculare ‘corsa al sottosuolo’, in cui le due superpotenze cercavano di trivellare il più possibile in profondità, sperando di passare la crosta terrestre e giungere al mantello sottostante. Lo scavo sovietico di Kola (1970) raggiunse i 12 km, circa un terzo dello spessore della crosta terrestre in quel punto. Gli Stati Uniti cominciarono nel 1957 con il Project Mohole, ma il progetto fu abbandonato nel 1966 per mancanza di fondi. Progetti più recenti, coordinati nel Integrated Ocean Drilling Program cercano invece di giungere al mantello scavando nel mare, dove la crosta è più sottile.

La torre della trivellazione di Kola. La struttura è stata chiusa nel 2005 per mancanza di fondi.

La torre della trivellazione di Kola. La struttura è stata chiusa nel 2005 per mancanza di fondi.

Nella storia di Barks i paperi si trovano ad essere causa della loro stessa rovina: giungono a scoprire delle enormi caverne sotterranee (il mondo di Terryfermy), abitate da strani esseri sferici, Terrini e i Fermini. Molto simili ai personaggi rocciosi del recente Frozen, i primi sono la causa dei terremoti ondulatori, i secondi di quelli sussultori. Questo è coerente con le nostre conoscenze attuali: l’onda P (onda primaria, 4-8km/s),  è una compressione del suolo parallela alla direzione di propagazione: viene percepita come una scossa che ci muove in avanti ed indietro, facendo tintinnare i bicchieri e muovere i lampadari. L’onda S (secondaria, 2-4km/s)  scuote il terreno in alto e basso, ortogonalmente alla direzione di propagazione. Queste differenti velocità sono uilizzate in Giappone per fornire una brevissima allerta in caso di terremoti.

La causa dei terremoti secondo Barks.

La causa dei terremoti secondo Barks.

Secondo Barks, gli abitanti del sottosuolo hanno come sport nazionale il provocare i terremoti e si riuniscono proprio sotto Paperopoli per la loro versione delle Olimpiadi, facendo sprofondare il denaro dello Zione negli abissi della terra. Fortunatamente per Paperone i terrifermini non sanno che farsene del denaro e se ne liberano ributtandolo in superficie.
È nella storia di Don Rosa “Il solvente universale” (1995) che i paperi si spingono però sino al reale centro della Terra. In questo caso Paperone vuole estrarre diamanti da profondità non naturalmente accessibili e fa creare ad Archimede un materiale in grado di perforare qualunque sostanza, da lui battezzato “Il solvente universale”. Questo terribile materiale ha proprietà simili ad un mini buco nero, anche se in questo caso non risucchia ma trasforma tutto quello che tocca in materia superdensa. Paperone rovescia per errore il solvente al suolo e la sostanza comincia a scavare un buco verso il centro della Terra. I paperi devono quindi apprestare in brevissimo tempo una spedizione per recuperare il solvente, prima che risucchi a sé tutta la terra distruggendola dall’interno.

La forza di gravità che percepiamo è dovuta alla massa di tutte le particelle della Terra.

La forza di gravità che percepiamo è dovuta alla massa di tutte le particelle della Terra.

Pur con i vincoli e le semplificazioni proprie di un fumetto, Don Rosa affronta il viaggio dei paperi in maniera ben più accurata di molti film catastrofici di Hollywood (uno per tutti The Core), che sembrano ignorare concetti noti anche ai bambini dell’asilo. La materia superdensa lasciata dal Solvente Universale viene infatti utilizzata come artificio per isolare gli avventurosi paperi dalle enormi temperature e pressioni del sottosuolo. Nel corso della spedizione dei paperi viene mostrata in dettaglio la struttura del nostro pianeta, che sotto una sottile crosta su cui si trovano i nostri continenti, nasconde un mantello fluido (ma non liquido) ed un nucleo di ferro a temperature ancora più elevate, reso solido dalla enorme pressione del materiale sovrastante.

Man mano che scendono nel sottosuolo la gravità diminuisce, dato che l’attrazione gravitazionale di un corpo dipende dalla sola massa sottostante e l’effetto di quella sovrastante si annulla. Al centro della Terra Paperone galleggia in assenza di gravità come nello spazio.

Il centro della Terra sognato da Jules Verne è dunque conquistato per la prima ed al momento unica volta anche nel reame del fantastico.

Jules Verne, prolifico autore di fantascienza (la Guerra dei mondi, l’uomo invisibile, dalla Terra alla Luna), immagina un viaggio al centro della Terra nel suo romanzo del 1864, molto prima della teoria della deriva dei continenti e delle più rudimentali ipotesi sull'interno della terra.

Jules Verne, prolifico autore di fantascienza (20000 leghe sotto i mari, dalla Terra alla Luna), immagina un viaggio al centro della Terra nel suo romanzo del 1864, molto prima della teoria della deriva dei continenti e delle più rudimentali ipotesi sull’interno della terra.

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(2) continua

(1): I Paperi nello spazio

 

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