Questa mattina alle 7:31 ora italiana si è avuta la conferma dell’avvenuto atterraggio del rover Curiosity, che ha toccato le rosse sabbie di Marte circa 14 minuti prima nel vasto bacino del cratere Gale. La complessa procedura di atterraggio è andata benissimo, attestando la bontà della tecnologia “skycrane” (gru del cielo) che a causa della massa elevata di Curiosity è stata impiegata per la frenata finale del rover al posto dei collaudatissimi airbag usati in passato.

La gioia dei tecnici radunati presso il Jet Propulsion Laboratory, centro californiano della NASA, è stata incontenibile: non appena arrivata la conferma dalla telemetria che Curiosity era giunto sano e salvo, la tensione si è sciolta in una lunga sequenza di abbracci urla di felicità. La reazione potrebbe sembrare spropositata, ma appare perfettamente comprensibile quando si guarda ai numeri e alle difficoltà affrontate per concludere felicemente le 36 settimane di viaggio.

Prendendo in prestito un’analogia coniata dagli stessi ingegneri JPL, lanciare Curiosity ha richiesto la stessa precisione richiesta per completare un passaggio di football americano tra due giocatori, il primo in California e il secondo a Londra. Curiosity è stato un grande balzo in avanti dal punto di vista tecnologico rispetto ai suoi predecessori: a otto anni di distanza dal lancio di Spirit e Opportunity, è giunto su Marte il più complesso laboratorio scientifico mai impiegato in una missione interplanetaria, tanto ricco di strumenti da richiedere, per il suo funzionamento, un cuore pulsante al plutonio.

In questo e questo articolo sono ben delineate le caratteristiche principali degli strumenti scientifici di bordo. (*)

Quasi dieci volte più pesante e tre volte più grande dei suoi predecessori Spirit e Opportunity, Mars Science Laboratory (il nome “originale” di Curiosity) costato 2,5 miliardi di dollari è ora libero di iniziare la sua missione scientifica, della durata prevista di due anni. I quattro obiettivi principali sono:

  1. Determinare se Marte abbia mai avuto un ambiente adatto ad ospitare forme di vita
  2. Studiare il clima di Marte Mars
  3. Studiare la geologia di Mars
  4. Contribuire alla pianificazione di una missione umana su Marte

Dopo pochissimi istanti dal suo arrivo su Marte, MSL ha inviato al centro di Pasadena tre immagini “ingegneristiche”, che hanno certificato il suo arrivo su Marte in posizione corretta (uno dei problemi possibili era un arrivo con caduta sul fianco) e pronto ad operare. Le immagini sono state raccolte da un’altra sonda NASA, la Mars Odissey, che ha svolto il ruolo di ripetitore. Durante tutta la sua discesa nell’atmosfera marziana, MSL ha ripreso varie foto a colori a ottima risoluzione, che verranno inviate verso la Terra nei prossimi giorni.

La superficie marziana ripresa da Curiosity – (C) NASA/JPL

Per continuare a seguire le vicende di Curiosity, e per non perdersi le pubblicazioni delle prossime immagini, consigliamo di consultare prima di tutti il sito della missione http://mars.jpl.nasa.gov/msl/, o per maggiore praticità l’account twitter @MarsCuriosity. Vari video legati alla missione sono anche stati pubblicati sui canali Youtube di NASA e JPL.

Non ci resta quindi che aspettare le scoperte del nostro nuovo precursore robotico, sperando possa ravvivare le motivazioni per inviare, un giorno, un equipaggio umano verso Marte, come tanto a lungo sognato dagli appassionati e come tanto efficacemente descritto in innumerevoli romanzi di fantascienza.

(*) Full disclosure Conflitto di interessi? L’autore scrive principalmente per il portale AstronautiNEWS e quindi ha usato alcuno suoi articoli nei links di questo breve articolo.