Ignobel: premi da un trilione di dollari dello Zimbabwe

Sono stati assegnati ieri, al Sanders Theatre dell’Università di Harvard, i premi “Ig Nobel”: un trilione di dollari dello Zimbabwe (un dollaro dello Zimbabwe vale formalmente 0,002 Euro, ma non viene più usato dal 2009, quando a causa di un’inflazione fortissima era arrivato a valere una frazione di miliardesimo di dollaro americano) su un vassoio.

ignobel

Ben due premi sono stati assegnati a ricerche italiane e anche quest’anno l’obiettivo della rivista scientifica-umoristica statunitense Annals of Improbable Research (AIR) è stato raggiunto in pieno: “premiare l’insolito, l’immaginifico, e stimolare l’interesse del pubblico generale alla scienza, alla medicina, e alla tecnologia”. Le ricerche candidate alla vittoria, infatti, sono quelle “che prima fanno ridere e poi danno da pensare“, come dichiarato sul sito http://www.improbable.com/ig/, e quindi spazio alle ricerche “strane, divertenti, e perfino assurde”.

Vediamo chi sono i vincitori:

FISICA [Giappone]: Il premio va ai ricercatori giapponesi Kiyoshi Mabuchi, Kensei Tanaka, Daichi Uchijima e Rina Sakai, per aver misurato la frizione che agisce tra una scarpa e una buccia di banana, e tra la buccia di banana e l’asfalto, quando ne calpestiamo una. Gli scienziati hanno scoperto che si scivola quando l’angolo della scarpa è superiore a 3,8 gradi (rispetto alla verticale).
PER SAPERNE DI PIU': “Frictional Coefficient under Banana Skin,” Kiyoshi Mabuchi, Kensei Tanaka, Daichi Uchijima and Rina Sakai, Tribology Online 7, no. 3, 2012, pp. 147-151.

NEUROSCIENZE [CINA E CANADA]: Il premio è stato vinto da un team di scienziati cinesi e canadesi, composto da Jiangang Liu, Jun Li, Lu Feng, Ling Li, Jie Tian e Kang Lee, i quali hanno studiato cosa succede nel cervello delle persone che vedono il volto di Gesù Cristo sulle fette di pane tostato bruciate. Il fenomeno alla base di tale effetto, a noi ben noto, si chiama pareidolia.
PER SAPERNE DI PIU': “Seeing Jesus in Toast: Neural and Behavioral Correlates of Face Pareidolia,” Jiangang Liu, Jun Li, Lu Feng, Ling Li, Jie Tian, Kang Lee, Cortex, vol. 53, April 2014, Pages 60–77. The authors are at School of Computer and Information Technology, Beijing Jiaotong University, Xidian University, the Institute of Automation Chinese Academy of Sciences, Beijing, China, and the University of Toronto, Canada.

PSICOLOGIA [AUSTRALIA, UK, USA]: A Peter K. Jonason, Amy Jones e Minna Lyons per aver dimostrato che chi va a dormire tardi ha più tendenze narcisiste e psicopatiche di chi invece preferisce alzarsi presto alla mattina.
(Mio padre mi diceva sempre di andare a letto presto!)
PER SAPERNE DI PIU': “Creatures of the Night: Chronotypes and the Dark Triad Traits,” Peter K. Jonason, Amy Jones, and Minna Lyons, Personality and Individual Differences, vol. 55, no. 5, 2013, pp. 538-541.

SALUTE PUBBLICA [REPUBBLICA CECA, GIAPPONE, USA, INDIA]: Premio a Jaroslav Flegr, Jan Havlíček, Jitka Hanušova-Lindova, David Hanauer, Naren Ramakrishnan e Lisa Seyfried per aver studiato come il possesso di un gatto possa influenzare la salute mentale del suo padrone. Insomma, guardatevi dai gattofili!
PER SAPERNE DI PIU': “Changes in personality profile of young women with latent toxoplasmosis,” Jaroslav Flegr and Jan Havlicek, Folia Parasitologica, vol. 46, 1999, pp. 22-28.
Decreased level of psychobiological factor novelty seeking and lower intelligence in men latently infected with the protozoan parasite Toxoplasma gondii Dopamine, a missing link between schizophrenia and toxoplasmosis?” Jaroslav Flegr, Marek Preiss, Jiřı́ Klose, Jan Havlı́ček, Martina Vitáková, and Petr Kodym, Biological Psychology, vol. 63, 2003, pp. 253–268.
Describing the Relationship between Cat Bites and Human Depression Using Data from an Electronic Health Record,” David Hanauer, Naren Ramakrishnan, Lisa Seyfried, PLoS ONE, vol. 8, no. 8, 2013, e70585. WHO

BIOLOGIA [REPUBBLICA CECA, GERMANIA, ZAMBIA]: Rimaniamo in tema di animali domestici: un gruppo di ricercatori capitanato da Vlastimil Hart ha dimostrato che i cani, quando devono fare i loro bisogni, preferiscono allineare il proprio corpo con le linee nord-sud del campo magnetico terrestre. (Voi no?)
PER SAPERNE DI PIU': “Dogs are sensitive to small variations of the Earth’s magnetic field,” Vlastimil Hart, Petra Nováková, Erich Pascal Malkemper, Sabine Begall, Vladimír Hanzal, Miloš Ježek, Tomáš Kušta, Veronika Němcová, Jana Adámková, Kateřina Benediktová, Jaroslav Červený and Hynek Burda, Frontiers in Zoology, 10:80, 27 December 27, 2013.

ARTE [ITALIA!!!]: L’Ig Nobel per l’Arte è stato assegnato agli italiani Marina de Tommaso, Michele Sardaro e Paolo Livrea, neuroscienziati dell’Università di Bari, per aver misurato il dolore che si prova a guardare una brutta opera d’arte, mentre si viene colpiti da un raggio laser. Secondo la loro ricerca, i capolavori dell’arte avrebbero un effetto quasi da anestetici.
PER SAPERNE DI PIU': “Aesthetic value of paintings affects pain thresholds,” Marina de Tommaso, Michele Sardaro, and Paolo Livrea, Consciousness and Cognition, vol. 17, no. 4, 2008, pp. 1152-1162.

ECONOMIA [ITALIA!!!]: L’Italia si è aggiudicata anche il premio per l’Economia, assegnato all’Istat (Istituto Nazionale per la Statistica) per essere riuscito ad adempiere al mandato dell’Unione Europea per ogni paese di aumentare la portata ufficiale della propria economia nazionale includendo le rendite derivanti dalla prostituzione, dalla vendita delle droghe illegali, dal contrabbando e da altre transazioni finanziarie illecite tra partecipanti volontari.
PER SAPERNE DI PIU': “Cambia il Sistema europeo dei conti nazionali e regionali – Sec2010“, ISTAT, 2014.
European System of National and Regional Accounts (ESA 2010),” Luxembourg: Publications Office of the European Union, 2013.

MEDICINA [USA, INDIA]: Il premio va a Ian Humphreys, Sonal Saraiya, Walter Belenky e James Dworkin per essere riusciti a fermare le emorragie “incontrollabili” di chi soffre di epitassi con il metodo del “nasal-packing-with-strips-of-cured-pork”, letteralmente: impacco-nasale-con-fettine-di-carne-di-maiale-stagionata.
PER SAPERNE DI PIU': “Nasal Packing With Strips of Cured Pork as Treatment for Uncontrollable Epistaxis in a Patient with Glanzmann Thrombasthenia,” Ian Humphreys, Sonal Saraiya, Walter Belenky and James Dworkin, Annals of Otology, Rhinology and Laryngology, vol. 120, no. 11, November 2011, pp. 732-36.

SCIENZE ARTICHE [NORVEGIA, GERMANIA]: A Eigil Reimers e Sindre Eftestøl, che hanno studiato le reazioni delle renne nel vedere uomini travestiti da orsi polari.
PER SAPERNE DI PIU': “Response Behaviors of Svalbard Reindeer towards Humans and Humans Disguised as Polar Bears on Edgeøya,” Eigil Reimers and Sindre Eftestøl, Arctic, Antarctic, and Alpine Research, vol. 44, no. 4, 2012, pp. 483-9.

NUTRIZIONE [SPAGNA]: Si aggiudicano il premio Raquel Rubio, Anna Jofré, Belén Martín, Teresa Aymerich, e Margarita Garriga per aver utilizzato dei batteri delle feci dei bambini per produrre salsiccie probiotiche. (Slurp!)
PER SAPERNE DI PIU': “Characterization of Lactic Acid Bacteria Isolated from Infant Faeces as Potential Probiotic Starter Cultures for Fermented Sausages,” Raquel Rubio, Anna Jofré, Belén Martín, Teresa Aymerich, Margarita Garriga, Food Microbiology, vol. 38, 2014, pp. 303-311.

 

 

GRAZIE!!!

A fine giugno, nella redazione di Scientificast è iniziata a girare un’idea: si potrebbe partecipare ai Macchianera Italian Awards, quest’anno. Su cosa puntiamo? Podcast, Educational e Tecnico-Divulgativo? OK, dai, iniziamo a chiedere voti a destra e a manca!

Speriamo di passare la prima fase… La concorrenza è durissima, cioè, noi abbiamo un sacco di lettori affezionati eccetera (e vi amiamo, sia chiaro), ma qua ci sono Wired, la RAI, gente che fa questo mestiere e lo fa maledettamente bene, non un gruppo di appassionati come noi, che ruba tempo al sonno, per blog e podcast! Quando, un paio di settimane fa, abbiamo visto che eravamo passati in due categorie, non ci volevamo credere. Già una sarebbe stato un successo, ma due! E lì davvero abbiamo capito quanto fosse agguerrita la concorrenza. [nota di Andrea: ad esempio, Bertallot è un mio idolo, ci ho scritto la tesi di laurea, ascoltando le sue trasmissioni, ed eravamo contro di lui!]. Allora abbiamo rischiato. Uno sforzo in più per aumentare la nostra presenza sui social network, un appello continuo al voto e vada come vada, sperando di non stancarvi troppo e farvi smettere di seguirci… ;)

Ma voi siete stati bravissimi, e ci avete votato, non so ancora in quanti, ma in tanti. Tantissimi.

Una roba da non credere, ma abbiamo le foto, e davvero ABBIAMO VINTO! Grazie a tutti voi che ci leggete, ci ascoltate e ci sostenete, grazie davvero, dal profondo del cuore! Cercheremo di guadagnarci la vostra stima facendo ancora meglio! Da lunedì, però, che ora dobbiamo riprenderci un attimo dall’emozione…

Paolo e Simone sul palco del MIA14, mentre si chiedono se stanno dormendo o se è una candid camera... #einvece!!!

Paolo e Simone sul palco del MIA14, mentre si chiedono se stanno sognando o se è una candid camera… #einvece!!!

Scientificast #58 – La scienza che distrugge la poesia delle cose

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Una nuova strana coppia alla conduzione dell’episodio 58 di Scientificast. Si potrebbe dire una coppia storica, nonostante non avessero mai fatto podcasting insieme prima: PB e Julien, tra i primi podcast in Italia, vi accompagnano per mano in questa puntata che vi porterà a distruggere la poesia in alcune cose generalmente cariche di romanticismo e bellezza. Pronti?

Iniziamo parlando di autunno, stagione ormai alle porte. Le foglie si colorano di giallo e di rosso, l’atmosfera è carica di emozioni e poesia… Noi invece andiamo ad investigare i processi biochimici che regolano il cambio di colore delle foglie. Simpatici, eh?
PER APPROFONDIRE
The Chemicals Behind the Colours of Autumn Leaves (Compund Interest)

Nuova rubrica, da tempo studiata… Scientifisex! Ebbene sì, parliamo di sesso! In questa prima puntata approfondiamo il tema a livello generale e spieghiamo perché abbiamo “scelto” proprio questa forma di riproduzione e non altre.
PER APPROFONDIRE
- I vantaggi del sesso

Terza parte dedicata alle scienze marine forensi. No, non si tratta di indagare sulla morte accidentale di uno squalo assassinato ma di capire come il mare interagisce con i potenziali corpi di un reato.
PER APPROFONDIRE
Le scienze marine forensi al servizio della giustizia (Rinnovabili.it)

Ultima parte dell’episodio dedicata agli aggiornamenti spaziali, a cura di ISAA.

 

Per chi ci sarà, sabato 13 Settembre Scientificast sarà in trasferta a Rimini per la Festa della Rete. Grazie a chi ci ha votato nella seconda fase dei Macchianera Italian Awards… Domani scopriremo finalmente il verdetto.

Da mettere in calendario:
La Notte dei Ricercatori 2014 ci vedrà protagonisti a La Spezia, in collaborazione con ISMAR e “Sopra e sotto il mare”.
Stay tuned for AstronautiCON.

>>SCARICA L’EPISODIO 58<<

News: un dinosauro come nessun altro!

Oltre un secolo fa venivano scoperti i primi resti di Spinosaurus, un genere di dinosauri carnivori di enormi dimensioni. Questi andarono distrutti durante la seconda guerra mondiale e si dovette attendere fino ad un paio di decenni fa perché gli scienziati potessero mettere le mani su altri fossili. In particolare, negli anni Novanta del XX secolo sono stati rinvenuti resti sufficienti a definire due specie, lo Spinosaurus Maroccanus e lo Spinosaurus Aegypiacus. Di quest’ultimo, dopo una serie di peripezie abbastanza complicate, uno scheletro parziale è arrivato in Italia, dove è stato studiato intensivamente da scienziati del Museo di Storia Naturale di Milano, in collaborazione con diversi colleghi della National Geographic Society, di Intellectual Ventures e delle Università di Chicago, Casablanca, Portsmouth, Bristol e Roma 1.

Ricostruzione di uno Spinosaurus Aegyptiacus come appare oggi su Wikipedia: da domani, invece che mentre passeggia sulla terra, lo dovremo immaginare che nuota nell'acqua!

Ricostruzione di uno Spinosaurus Aegyptiacus come appare oggi su Wikipedia: da domani, invece che mentre passeggia sulla terra, lo dovremo immaginare che nuota nell’acqua!

Grazie a moderne tecniche di modellizzazione tridimensionale, è stato possibile ricostruire un modello di scheletro completo, che ha portato un certo numero di sorprese. Innanzi tutto, lo Spinosaurus Aegyptiacus risulta il più grande dinosauro carnivoro mai esistito, superando di un paio di metri la lunghezza dei più grandi Tyrannosaurus Rex conosciuti. Inoltre, studiando accuratamente le caratteristiche morfologiche dello scheletro (dimensione delle zampe, posizione delle narici, struttura delle ossa), i ricercatori hanno trovato qualcosa di davvero sorprendente. A differenza di tutti gli altri dinosauri conosciuti, lo Spinosaurus viveva in acqua: i paleontologi che lo hanno studiato affermano che questo animale presenta tutte le caratteristiche di un adattamento evolutivo per una vita acquatica. Da molti anni conosciamo i resti di dinosauri volanti, dai quali pensiamo siano evoluti gli uccelli, ma per la prima volta abbiamo di fronte un dinosauro che, nel suo processo evolutivo, ha colonizzato l’ambiente acquatico, una scoperta di importanza fondamentale nello studio dell’evoluzione delle specie animali.

Lo studio è stato pubblicato oggi su Science e la ricerca sarà presentata in Italia il 18 settembre prossimo, alle ore 10:30, nel Museo di Storia Naturale di Milano. National Geographic trasmetterà uno speciale sullo Spinosaurus, descrivendo tutte le sue caratteristiche particolari, sul canale PBS il 6 novembre prossimo alle 3 del mattino (ora italiana, le 21 del 5 novembre sulla costa orientale USA).

L’armonia delle sfere celesti

Gli antichi pensavano che il cielo rispecchiasse in qualche modo la perfezione della divinità, per cui cercavano di far corrispondere le osservazioni dei corpi celesti a qualche legge matematica “semplice ed elegante”. I filosofi dell’antica Grecia, che dobbiamo considerare in qualche modo anche i primi scienziati della storia d’Europa, seguirono molto questa strada: Platone pensava che tutte le regole della natura stessero in un “mondo delle idee” e che l’uomo, con la ricerca filosofica (termine che per lui voleva anche dire “scientifica”, più o meno), “scoprisse” queste leggi della natura, senza “creare” nulla(*). Aristotele, che fu suo allievo e che influenzò tutta la storia del pensiero occidentale fino al Rinascimento, fu un convintissimo esponente di questa corrente filosofica, inducendo molti pensatori a mettere in secondo piano l’osservazione della natura e a concentrarsi sul pensiero deduttivo.

Applicando questa visione all’Universo, è naturale pensare a orbite perfettamente circolari, come se i pianeti fossero incastonati su sfere perfette e concentriche, con raggi legati da qualche legge numerica semplice e precisa. Ad esempio, i corpi celesti identificati con “pianeti” all’epoca erano 7, un numero ricorrente nella Bibbia, cosa che non guastava, se si voleva dare un significato numerologico alle sfere celesti. Il Medio Evo, tuttavia, era destinato a finire e anche dal punto di vista dell’astronomia il suo destino era segnato. Niccolò Copernico, tra la fine del XV secolo e l’inizio del XVI, iniziò col mettere in dubbio il fatto che la Terra fosse al centro dell’Universo. Tycho Brahe, nella seconda metà del XVI secolo, con le sue osservazioni mise in crisi l’idea delle orbite circolari. Giovanni Keplero, qualche decennio dopo, formulò le sue tre leggi, che mettono in relazione le distanze dal Sole e i periodi di rivoluzione dei pianeti per orbite ellittiche. I risultati di Keplero erano basati su considerazioni prettamente geometriche, Isaac Newton avrebbe formulato la legge di gravitazione universale solo alcuni decenni dopo. Di fatto, Keplero aveva capito perfettamente come i pianeti si muovevano intorno al Sole, senza sapere il perché.

L'Universo di Keplero, in cui le sfere celesti su cui si muovono i pianeti sono in relazione con i solidi platonici.

L’Universo di Keplero, in cui le sfere celesti su cui si muovono i pianeti sono in relazione con i solidi platonici.

Raccontando la storia in questo modo, sembra che questi scienziati dei secoli XVI e XVII abbiano distrutto la visione platonica dell’Universo, ma in realtà ne mantennero molti aspetti, perché, probabilmente, anche loro un po’ ci credevano. Keplero, ad esempio, nel suo Harmonices Mundi descrive un Universo guidato da regole musicali. Una lunga dissertazione sulla geometria, in particolare i poligoni e i poliedri regolari (che chiamiamo anche “solidi platonici”), in connessione con la musica, il moto dei pianeti, l’armonia delle sfere (introdotta da Pitagora, un altro grande matematico e filosofo dell’antichità che ricordiamo sia per un teorema che per aver cercato di descrivere tutta la natura in termini di numeri), intesa come risonanza tra le orbite dei pianeti, o come musica legata alle velocità angolari dei pianeti lungo la loro orbita. Ad esempio, la Terra, al perielio ha una velocità pari a 16/15 rispetto a quella che ha all’afelio: questa differenza è molto simile a quella che c’è tra le frequenze di un mi e di un fa. La musica della Terra, quindi, è una sequenza di mi e di fa, secondo Keplero. Lo stesso si può pensare per ogni pianeta. Alla fine del libro, dopo tutte queste considerazioni misticheggianti e filosofiche, troviamo quella che ancora oggi studiamo sui libri di fisica come “terza legge di Keplero”.

La "musica dei pianeti" secondo Keplero, ricostruita sulla base dei parametri delle orbite.

La “musica dei pianeti” secondo Keplero, ricostruita sulla base dei parametri delle orbite.

Nel XVIII secolo, quando iniziava la prima rivoluzione industriale, si apriva un nuovo capitolo di questa “storia d’amore” tra astronomia e musica. Johann Daniel Titius e Johann Elert Bode, tra gli anni Sessanta e Settanta del Settecento, osservarono che i semiassi maggiori delle orbite dei pianeti seguivano una legge numerica semplice: a = (0,4 + 0,3•k) A.U. dove con A.U. si intende l’unità astronomica, ovvero la distanza media tra Terra e Sole, e k assume i valori 0, 1, 2, 4, 8, 16, 32, 64…

Titius e Bode avevano un problema, con questa legge. Andava molto bene per Mercurio, Venere, Terra e Marte, ma Giove non corrispondeva a k = 8, bensì a k = 16. Oggi sappiamo che tra Marte e Giove ci sono un gran numero di asteroidi e il più grande di essi, Cerere, ben soddisfa la legge per k = 8. Saturno ed Urano stanno perfettamente sulle orbite previste per k = 32 e k = 64, mentre l’accordo diventa meno buono per Nettuno e i planetesimi più lontani. Per i primi 8 corpi celesti, tuttavia, le previsioni sono straordinariamente accurate: l’errore è sempre più piccolo del 5%!

Con il miglioramento delle nostre tecnologie osservative, oggi sappiamo che i pianeti giganti hanno decine di satelliti: ci si è posti il problema se anche quelli soddisfacessero la legge di Titius Bode, e la risposta è no. In compenso, nei sistemi di satelliti naturali le risonanze sono molto frequenti: la più ovvia è quella della Luna, che ha il periodo di rotazione su se stessa uguale a quello di rivoluzione intorno alla Terra, facendo sì da mostrarci sempre la stessa faccia. Questo è probabilmente legato alle forze di marea, che “deformano” il nostro satellite facendo sì che il suo baricentro sia spostato rispetto al centro del satellite. Plutone e Caronte sono perfettamente sincroni, da questo punto di vista: ciascuno rivolge verso l’altro sempre la stessa faccia. Tra i satelliti di Giove, come ulteriore esempio, Io ha un periodo orbitale pari alla metà del periodo orbitale di Europa e ad un quarto di Ganimede. Queste risonanze sono estremamente precise, non approssimate. La spiegazione più probabile è che l’influenza gravitazionale tra i diversi corpi celesti porti ad orbite privilegiate (quelle risonanti) e ad altre “sfavorite”, ovvero più instabili, dalle quali un asteroide possa essere espulso o spinto a cadere sul pianeta intorno a cui orbita.

Questo meccanismo però non sembra essere sufficiente a spiegare la legge di Titus Bode, che, sebbene empirica e approssimata, è ancora qui a ricordarci che, in qualche modo, ai corpi celesti piace stare “in armonia”. Non sappiamo perché lo facciano, ma evidentemente si trovano bene così… e forse dovremmo prendere esempio da loro anche noi sulla Terra.

(*) Questo approccio viene oggi definito “platonico”, in contrapposizione con quello “positivista”, secondo cui l’uomo “costruisce” un modello della natura: la differenza tra i due approcci può essere vista in un modo abbastanza semplice. Secondo voi, la matematica di un’ipotetica civiltà aliena è uguale alla nostra, perché gli enti matematici (insiemi, funzioni, gruppi eccetera) esistono indipendentemente da noi e noi li scopriamo, oppure può essere diversa? Nel primo caso, siete platonici, nel secondo positivisti. Per la cronaca, nella comunità scientifica non c’è una visione nettamente prevalente, in entrambi i “partiti” si trovano scienziati di primissimo piano.

I deodoranti causano il cancro?

La domanda viene da una nostra lettrice: Roberta. Se non avete mai sentito parlare del legame tra cancro e deodoranti, beh ora vi faccio un riassunto, se no cosa ci sto a fare?
Da circa una 15ina di anni periodicamente compare in rete la notizia di un presunto legame tra l’uso di deodoranti a base di alluminio e l’insorgenza di cancro alla mammella. Anche la rivista “Il Salvagente” qualche anno fa pubblicò una classifica dei deodoranti meno “pericolosi”, ovvero quelli con il minor contenuto di alluminio. Ma da dove nasce questa convinzione?

Il sospetto, per altro legittimo, nasce proprio in alcuni ricercatori che avevano notato una cerca insorgenza di cancro al seno proprio nella zona dove tipicamente avviene l’applicazione dei deodoranti. Come spesso accade in scienza, quando si cercano le cause di un fenomeno, vengono formulate varie ipotesi e questa è una delle tante. Negli anni diversi studi sono stati prodotti a volte con risultati contrastanti. In effetti i sali di alluminio sono presenti in moltissimi deodoranti e impediscono, temporaneamente, al sudore di raggiungere la pelle. Il sospetto è che parte di questo alluminio possa essere assorbito dall’organismo e fungere da estrogeno, ormoni a loro volta collegati con la crescita del cancro al seno.

Nel 2002 uno studio ha confrontato 813 donne con cancro al seno e 793 donne senza alla ricerca di correlazioni tra insorgenza della malattia e uso di deodoranti e antitraspiranti. Al termine del progetto non sono stati riscontrati significativi rapporti di causa/effetto.
Tuttavia, l’anno successivo, un altro studio sempre su qualche centinaio di persone, pur non rivelando correlazioni dirette, ha notato che le donne che facevano uso frequente di deodoranti e si radevano spesso le ascelle avevano la possibilità di sviluppare il cancro in età più giovane. Questo studio è stato soggetto a molte critiche principalmente per mancanza di un gruppo di controllo, inoltre negli anni diverse altre analisi sono state eseguite ed è stato verificato che la percentuale di alluminio assorbita è talmente piccola da essere insignificante. Bisogna infatti considerare che l’alluminio è uno degli elementi più diffusi sulla Terra e ne ingeriamo grandi quantità anche solo con la nostra dieta.
Come se non bastasse l’analisi dei tessuti tumorali non ha portato a rilevare particolari concentrazioni di alluminio rispetto ai tessuti sani.

La correlazione ipotizzata tra alluminio e insorgenza del cancro al seno è quindi decisamente azzardata e, ad oggi, non ha trovato conferme nonostante siano stati condotti diversi studi.
La notizia che i deodoranti causano il cancro però ha trovato comunque ampio spazio in rete e sui social network. Ovviamente ognuno è libero di fidarsi della fonte che ritiene più attendibile, tuttavia io preferirei fidarmi di fonti scientifiche come l’American Cancer Society:
“There are no strong epidemiologic studies in the medical literature that link breast cancer risk and antiperspirant use, and very little scientific evidence to support this claim.
Non ci sono significativi studi epidemiologici nella letteratura medica che colleghino il rischio di cancro all’uso di antitraspiranti, inoltre esistono deboli evidenze scientifiche che supportino questa affermazione”

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Scientificast è stato nominato come MIGLIOR PODCAST e MIGLIOR SITO TECNICO-DIVULGATIVO ai #MIA14. Votateci! Ci vediamo il 13 Settembre alla Festa della Rete, votateci!!!

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