Scientificast #73 – La mappazza radioattiva

La puntata 73 di Scientificast è online, in studio la coppia di veterani del podcasting, Paolo Bianchi e Giuliano Greco.
 

La voce dallo spazio.
Dagli angoli remoti dell’Universo, torna la rubrica condotta da Silvia Kuna e ci chiarisce cosa è stato detto da Hawking durante l’ultima conferenza a Stoccolma, ci avverte di coprirci bene perché sembra che l’Universo si stia raffreddando, e ci svela il destino ultimo della sonda New Horizons dopo le sue scorribande intorno a Plutone.
 
Aggiornamento da Fukushima.
Come stanno operando gli scienziati e i tecnici della TEPCO per individuare l’esatta posizione del corium radioattivo (il prodotto di meltdown del nocciolo nucleare)? E cosa c’entra tutto ciò con la ricerca di camere segrete nella piramide di Cheope? Ne parliamo con Marco Casolino.
 
Alla scoperta dell’Istituto Italiano di Tecnologia.
Giuliano ci introduce all’IIT, ai suoi meccanismi e alle sue linee di ricerca che saranno oggetto di una rubrica ad hoc nelle prossime puntate.
 
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Aiuto! Si è spostato il meridiano fondamentale!?

Negli ultimi giorni, sui giornali sta rimbalzando la notizia di uno studio appena pubblicato sullo spostamento del meridiano fondamentale. Di cosa si tratta? Per rispondere, iniziamo col visualizzare la Terra. Sicuramente ci verrà in mente una sfera: pensate al mappamondo, su cui sono tracciati paralleli e meridiani, le linee che identificano rispettivamente latitudine e longitudine di un punto sulla superficie.

Sostieni Scientificast ai Macchianera Italian Awards 2015!

Anche quest’anno è arrivata l’attesa nomination. Scientificast corre ufficialmente ai Macchianera Awards 2015, il più ambito feticcio della rete italiana, nelle categorie: MIGLIOR RADIO ONLINE e MIGLIOR SITO TECNICO-DIVULGATIVO. Proviamo quindi a difendere il nostro titolo 2014 e lo facciamo contro validi avversari. Contiamo molto sul vostro sostegno e vi invitiamo a compilare il form qui sotto con i vostri voti (ne servono almeno 10 su categorie diverse). Abbiamo già dato alcuni consigli di voto precedentemente, in questa fase finale vi invitiamo in particolare a sostenere Avamposto 42, il sito della missione Futura di Samantha Cristoforetti, nelle 3 categorie nelle quali si è piazzato: MIGLIOR SITO, MIGLIOR SITO EDUCATIONAL e MIGLIORE RIVELAZIONE 2015.
Grazie mille per il vostro supporto!

Brutta idea Bruce

Stanchi della vita ordinaria? Vorreste poter lanciare ragnatele in giro per la città per non dover stare pressati in metropolitana? Vorreste diventare dei giganti verdi e spaccare l’ufficio ogni volta che il capo vi fa arrabbiare? Ok, provate con il metodo Stan Lee: iniziate a giocare con roba radioattiva. Ma forse è meglio di no.

Ebola, un anno dopo il clamore mediatico

Circa un anno fa, estate 2014, i telegiornali parlavano di Ebola quasi tutti i giorni, all’inizio per l’incremento esponenziale di nuovi casi, poi per il primo caso diagnosticato a un medico americano, Kent Brantley, in seguito per il siero miracoloso Zmapp, e infine per i vari casi di importazione della malattia nel mondo occidentale, tra i quali il medico italiano di Emergency, Fabrizio Pulvirenti, contagiato in Sierra Leone e curato all’ospedale Spallanzani di Roma. Insomma, abbiamo sentito parlare di Ebola davvero tanto, spesso con poca perizia e in toni allarmistici. Anche su Scientificast ne abbiamo parlato diffusamente, in aprile, maggio e luglio.

Ma in quest’anno cos‘è successo? O meglio, da quando i media non se ne occupano più qual è la situazione dell’epidemia di Ebola?

Abbiamo dei nuovi blogger!

Qualche settimana fa abbiamo lanciato un piccolo “concorso”, chiedendovi se volevate aiutarci a rendere Scientificast ancora più bello e più ricco… e avete risposto in tanti, abbiamo ricevuto qualche decina di candidature e, si dice sempre, ma perché è vero, abbiamo avuto il nostro bel da fare per leggerli, discuterli, trovare un modo il più possibile equo per fare una scelta. Alcune considerazioni qui sono doverose.

C’è nessuno lì fuori? – Le condizioni necessarie per lo sviluppo della vita su un pianeta

La possibilità di vita al di fuori della Terra è un argomento che ha affascinato tutte le generazioni umane. Chi non si è mai chiesto se siamo soli nell’Universo? Di recente poi, con la tecnologia sempre più sofisticata legata all’osservazione dello Spazio, è stato scoperto un numero sempre crescente di esopianeti (pianeti che ruotano attorno ad altre stelle), inizialmente pessimi candidati per la vita, ma via via sempre più adatti (in via teorica) ad essa, e simili alla nostra Terra, fino ai due considerati finora più simili, Kepler-438b e Kepler-452b, scoperti entrambi quest’anno.

 

Numero di esopianeti scoperti per anno, aggiornato alla fine del 2014. Fonte Wikipedia
Numero di esopianeti scoperti per anno, aggiornato alla fine del 2014. Fonte Wikipedia

 

E naturalmente ci siamo domandati se la vita c’è o può esserci. Ma la vita, per fare il suo ingresso e svilupparsi su un pianeta, ha bisogno che quest’ultimo soddisfi un certo numero di requisiti. L’astrobiologia, la scienza che si occupa della ricerca della vita extraterrestre, ci spiega quali sono i più importanti. Come spiegato in un recente articolo di Wired, è molto importante che il pianeta si trovi nella zona abitabile, dove la temperatura è tale (si stima da – 15° a 115°C) da garantire la presenza di acqua liquida e da far sì che le reazioni biochimiche avvengano alla giusta velocità; inoltre, la massa del pianeta deve essere tale da trattenere un’atmosfera del giusto spessore e della giusta composizione chimica, orbitare su una traiettoria approssimativamente circolare e con un’inclinazione non troppo accentuata attorno a una stella stabile, per evitare sbalzi climatici incompatibili con la permanenza della vita sulla Terra.

 

Vi sono altre caratteristiche che possono rendere i pianeti extrasolari particolarmente interessanti dal punto di vista astrobiologico. Esse possono rendere un pianeta abitabile anche leggermente al di fuori della zona di abitabilità classicamente definita. Vediamo di cosa si tratta.

 

Le stelle sono gigantesche fucine di energia, e questo è fondamentale per la vita perché, pur ammettendo che su un esopianeta vi siano gli elementi chimici necessari occorre energia affinché riescano a formare le molecole complesse che stanno alla base della vita (nel caso di quella terrestre, ad esempio, gli amminoacidi), e in seguito a formare delle cellule autosufficienti e magari delle forme di vita più complesse.

Noi abbiamo il Sole come principale fonte di energia, ma disponiamo anche dell’energia geotermica, dovuta alla presenza naturale di alcuni elementi radioattivi (uranio, torio e potassio-40) all’interno della Terra, che decadono su tempi scala di miliardi di anni emettendo energia sotto forma di calore. Tra i fenomeni legati all’energia geotermica vi sono le sorgenti termali, le fumarole, i geyser e via dicendo.

 

La centrale geotermica di Nesjavellir, in Islanda. Fonte Wikipedia
La centrale geotermica di Nesjavellir, in Islanda. Fonte Wikipedia

 

Vi sono poi altri candidati che, per quanto improbabili, non possono essere nemmeno del tutto esclusi, come ad esempio i meteoriti, che rilasciano una quantità enorme al loro impatto sulla superficie del pianeta. Il cratere rimane incandescente per un lungo periodo di tempo: se dovesse riempirsi d’acqua, si formerebbe una sorta di lago termale che potrebbe ospitare la vita.

Infine, un’altra fonte di calore potrebbero essere le forze mareali generate dalla presenza di uno o più corpi celesti massicci nelle vicinanze. Si prenda ad esempio Europa, una delle lune di Giove: i suoi strati interni sono continuamente deformati e riscaldati per attrito a causa della forza di gravità esercitata dal pianeta centrale (fenomeno noto come tidal buckling), e si pensa che per questo motivo al di sotto della superficie ghiacciata vi sia acqua allo stato liquido.

 

Sezione di Europa, una delle lune di Giove. Si pensa che al suo interno vi sia dell’acqua allo stato liquido, rappresentata dallo strato azzurro. Fonte Wikipedia
Sezione di Europa, una delle lune di Giove. Si pensa che al suo interno vi sia dell’acqua allo stato liquido, rappresentata dallo strato azzurro. Fonte Wikipedia

 

È vero che l’energia luminosa è necessaria per processi come la fotosintesi clorofilliana e quindi per lo sviluppo della vita complessa così come la conosciamo; ma se ci accontentiamo di forme di vita più semplici, i camini termali sottomarini pullulano di batteri che alimentano ecosistemi anche molto complessi.

 

Un altro fattore da tenere in considerazione è il ricambio degli elementi chimici biologicamente importanti. Tra questi sicuramente carbonio, ossigeno e idrogeno, ma anche altri elementi, come magnesio, ferro, calcio, sodio, potassio, fosforo, zolfo e via dicendo, indispensabili per la costituzione di alcune molecole organiche e per un numero enorme di processi fisiologici.

Sulla Terra, l’idrogeno si trova prevalentemente nell’acqua, mentre gli altri elementi citati si trovano principalmente nella crosta terrestre sotto forma di composti e si rinnovano tramite l’attività geologica. La rotazione della Terra fa sì che le parti interne, liquide, siano interessate da moti convettivi che spostano lentamente la crosta terrestre. Nella cosiddetta zona di subduzione, una placca viene spinta sotto un’altra e si fonde a contatto con le alte temperature del mantello; lungo le dorsali medio-oceaniche, nuova lava emerge dal mantello, rinnovando così molte delle sostanze chimiche. Lo stesso risultato si ottiene con l’attività vulcanica, che fornisce nuovi elementi presenti nella lava eruttata. Questi fenomeni sono complessivamente noti come turnover geologico. Un pianeta geologicamente attivo può essere interessante per questo motivo.

 

A sinistra: zona di subduzione, in cui una placca viene spinta al di sotto di un’altra e si fonde alle temperature del mantello. Fonte Wikipedia. A destra: una dorsale medio-oceanica, in cui la lava emerge e si solidifica “rinnovando” la crosta terrestre. Fonte Focusky
A sinistra: zona di subduzione, in cui una placca viene spinta al di sotto di un’altra e si fonde alle temperature del mantello. Fonte Wikipedia. A destra: una dorsale medio-oceanica, in cui la lava emerge e si solidifica “rinnovando” la crosta terrestre. Fonte Focusky

 

Naturalmente tutte queste (e altre ancora) sono condizioni necessarie, ma non sufficienti; può darsi che sussistano tutte, ma che la vita semplicemente non si formi. È compito degli astrobiologi, allora, trovare il fattore o i fattori mancanti, quelli che unitamente alle condizioni necessarie già illustrate determinano l’insorgenza della vita su un pianeta.

 

Immagine di copertina: NASA/Reid Wiseman

 
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No, Marte non sarà grande “come la Luna” il prossimo 27 Agosto

Non amiamo trattare le bufale in quanto tali. Abbiamo sempre preferito infatti raccontarvi cosa succede nel mondo della scienza rispetto a raccontarvi cosa “non succede”. Una piccola eccezione la facciamo oggi, chiarendo una volta di più uno scherzo che circola in rete dal 2002 circa e si ripete ogni anno, con grande abbondanza di condivisioni.

Frutta e verdura di stagione: agosto

Siamo nel cuore dell’estate e la natura è al massimo della produzione di frutti, sia di quelli che consumiamo, appunto, come frutta, che di quelli che di solito consideriamo verdure. Mi riferisco in particolare a pomodori, peperoni, melanzane, considerati anch’essi tutti frutti, dal punto di vista botanico.

Un ciclo di cure in una sola pillola

I processi terapeutici possono essere lunghi ed elaborati. Spesso per pazienti cronici, i medicinali da assumere sono molti, di varia natura e con complicate pianificazioni per quanto riguarda tempi di assunzione e dosi. Si calcola che ogni anno le conseguenze di un approccio scorretto alle terapie, costi al pubblico svariati miliardi di euro a causa di un numero piuttosto elevato di ricoveri e decessi.
La chimica corre in soccorso delle tasche dello Stato e risponde alla domanda: “come ovviare alle terapie errate per dimenticanze dei pazienti?” Beh, qualcuno ha creato la pillola magica, ovviamente.