Scientificast #53 – Social network e #cialtronevo: una puntata polemica

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Bufala Bill - copyright by Esselunga SpA

Bufala Bill – copyright by Esselunga SpA

Eccoci qua. Puntata polemicissima! Un episodio 53 che vede un fil rouge particolare, tra bufale, troll che hanno invaso i nostri spazi e il #cialtronevo ai tempi del social network, analizzati da un ospite molto illustre. Ma andiamo con ordine.

Scie chimiche. Scoppia di nuovo la polemica sul nostro blog in seguito ai nostri recenti articoli. Analizziamo la situazione, ribadiamo che le scie chimiche sono una bufala e mettiamo qualche paletto sul comportamento nei nostri spazi.

Scientificast intervista il professor Walter Quattrociocchi del Centro Alti Studi Imt dell’Univerisità di Lucca autore di un lavoro che ci rivela la mancanza di fact checking e la facilità di condivisione delle notizie su Facebook.
L’articolo pubblicato che trovate qui ha un intrigante titolo “Collective attention in the age of (mis) information” (L’attenzione collettiva nell’età della (dis) informazione).

Omeopatia. Conclusa la “settimana mondiale dell’omeopatia”, un’istituzione australiana (National Health and Medical Research Council, NHMRC) ha giustamente affermato la totale infondatezza di questa pratica che di scientifico non ha nulla. Analizziamo la notizia e diamo nuovamente qualche definizione.
PER APPROFONDIRE:
- Omeopatia, efficace quanto un placebo; Secondo alcuni ricercatori australiani, l’omeopatia non sarebbe più efficace di un semplice placebo. Lo studio che getta un’ombra sui medicinali omeopatici (la Stampa, 10 Aprile 2014)
- La pubblicazione originale NHMRC

Space Update. Marco Zambianchi di ISAA ci illustra le ultime novità dallo spazio. In particolare:
- ESA lancia il primo satellite del cluster Sentinel (Programma Copernicus)
- In casa NASA le tensioni politiche con la Russia si fanno sentire. Il tutto mette a rischio i futuri lanci.
- Inaugurato da ESA un “ground simulator” marziano, in vista della futura missione ExoMars
- Sondaggio: vota la tuta spaziale del futuro. Un concorso di NASA per decidere il futuro design della Z-2
- ISS: L’expedition 39 attracca alla stazione ed inizia la sua missione.
- Prorogato il termine del ritiro della missione AGILE.

Tutte le notizie dallo spazio le trovate su AstronautiNews (by ISAA).

Grazie a tutti per l’ascolto e il calore che ci date. Come sempre vi ricordiamo che è possibile dare un contributo economico per sostenere le nostre attività, associandosi a Scientificast oppure effettuando una libera donazione tramite i pulsanti Paypal che trovate a lato.

Concludiamo augurando a tutti buona Pasqua!

>> SCARICA LA PUNTATA 53 <<

Giovanni Maga, virologo del CNR, risponde su Ebola

Nelle scorse settimane abbiamo ricominciato a sentire parlare di Ebola e a leggere notizie allarmanti sui quotidiani. Per fare chiarezza su come funzioni questo terribile virus, quali siano le modalità di contagio e i pericoli di epidemie abbiamo intervistato un esperto, il dottor Giovanni Maga, direttore della sezione di Enzimologia del DNA e Virologia molecolare dell’Istituto di Genetica molecolare del CNR.

Il virus Ebola al microscopio elettronico

Il virus Ebola al microscopio elettronico

A causa della recente epidemia di Ebola in Guinea si è tornato a parlare di questa grave malattia. Cosa si sa oggi del virus Ebola?

Il virus Ebola appartiene alla famiglia dei Filovirus, così chiamati per l’aspetto filiforme (a spaghetto) delle particelle virali viste al microscopio elettronico. Si tratta di un virus altamente letale per l’uomo, che è un ospite occasionale. Il virus Ebola, infatti, è adattato ad alcune specie di pipistrelli tropicali, non presenti nel nostro paese. Può anche infettare occasionalmente scimpanzè, antilopi e altri mammiferi selvatici. La trasmissione all’uomo avviene attraverso la manipolazione di carne di animali infetti o il contatto con le deiezioni dei pipistrelli. Si conoscono 5 generi di Ebola, di cui tre (Zaire, Sudan e Bundibungo) sono stati responsabili negli ultimi 25 anni di focolai epidemici in Africa, concentrati soprattutto nelle zone rurali di Costa d’Avorio, Congo, Guinea e Sudan. Il virus causa una risposta infiammatoria estrema nell’uomo, con conseguente distruzione dei vasi sanguigni ed estese emorragie interne. I sintomi del contagio (che possono apparire da pochi giorni a due-tre settimane dopo il contagio) sono forti emicranie e febbre alta accompagnati da intensi dolori muscolari, nausea e vomito. Al momento non esiste una terapia efficace e i pazienti vengono sostenuti nelle loro funzioni vitali in Ospedale, reidratandoli e cercando di limitare l’intensità dei sintomi. A seconda del tipo di Ebola, la mortalità può variare tra il 40% e il 90% dei casi. Dal 1976 (anno delle prime epidemie) ad oggi, il virus Ebola ha infettato circa 2400 persone, uccidendone 1600 (in confronto, la normale influenza stagionale causa oltre 500.000 morti ogni anno nel mondo, 40.000 in Europa e 8.000 solo in Italia).

Quali possibilità ci sono che il virus si diffonda in altri paesi e come avviene il contagio?

Fortunatamente il virus Ebola non si trasmette facilmente e certamente non per via aerea (come l’influenza o il raffreddore). L’unica via di contagio è il contatto diretto con il sangue o con i fluidi corporei (saliva, muco, sperma) dei pazienti infetti sintomatici. Per questo l’infezione si diffonde facilmente in ambienti in cui le condizioni igieniche sono precarie e non vengono rispettate le regole minime di cautela (ad esempio nei villaggi rurali africani). Le vittime sono solitamente familiari che assistono i malati o personale medico-sanitario che non adotta le corrette precauzioni. Spesso anche le pratiche funerarie (preparazione e inumazione dei corpi) nei villaggi possono essere un veicolo di infezione. Queste modalità di trasmissione rendono estremamente improbabile una diffusione del virus in aree molto distanti dal focolaio originale. Per questo, in paesi con procedure igienico-sanitarie moderne (come l’Italia), la diffusione dell’infezione sarebbe certamente molto inferiore rispetto a zone con infrastrutture più carenti come le aree rurali dell’Africa. L’epidemia di Ebola attualmente in corso in Guinea coinvolge un’area urbana (la capitale Conakry) densamente popolata, con oltre un milione di abitanti. Tuttavia, a riprova della bassa trasmissibilità del virus, dall’inizio dell’epidemia (22 Marzo) ad ora (14 Aprile) in città sono stati riportati solo 31 casi. Se si fosse trattato di influenza sarebbero stati gia’ alcune migliaia. In tutta l’area interessata (6 distretti della Guinea) ci sono stati 168 casi e 108 morti. L’epidemia tocca anche alcune aree circostanti come la Liberia e il Mali, dove sono stati segnalati ad oggi circa 30 casi e 13 morti. Per spegnere l’epidemia si agisce interrompendo la catena di trasmissione, attuando misure di isolamento e quarantena dei pazienti, rintracciando tutti i possibili contatti e mettendoli sotto osservazione, implementando le corrette norme igienico-sanitarie.

Come mai la mortalità è così alta e quali sono le difficoltà nel trovare una cura efficace?

L’uomo è solo un ospite occasionale per Ebola, per cui il nostro organismo non si è adattato a questo parassita e, quando lo incontra, sperimenta una violenta reazione immunitaria e infiammatoria. La causa dei sintomi più gravi sono in realtà le molecole (dette citochine) prodotte dal nostro corpo come risposta all’infezione. Il virus causa una deregolazione e iperproduzione di queste citochine, che si accumulano nell’organismo, causando gravi disfunzioni a livello di molti organi e apparati (vasi sanguigni, rene, fegato) e emorragie interne. Quindi, possiamo dire che i pazienti muoiono non tanto per l’effetto distruttivo del virus sulle cellule che infetta, quanto per la violenza della risposta del nostro organismo. Questa è una situazione che spesso si verifica in presenza di virus “nuovi”, ad esempio come il coronavirus della SARS o il virus dell’influenza aviaria H5N1. Le principali difficoltà incontrate fino ad ora consistono nell’ estrema pericolosità del virus, che può essere studiato solo in pochissimi centri attrezzati. Tuttavia, considerando che si è iniziato a studiarlo solo negli anni ’80, sono stati già fatti molti passi avanti e sono in fase avanzata di studio sia farmaci specifici che vaccini. Come per ogni malattia virale, tuttavia, occorrono tempo e risorse per arrivare a dei farmaci efficaci e sicuri.

Le notizie su possibili pericoli per l’Europa e l’Italia si ricorrono sui media e in rete. Quali sono realmente i rischi?

I rischi per i Paesi al di fuori dell’area interessata al contagio sono minimi ed infatti l’Organizzazione Mondiale della Sanità non raccomanda nessuna limitazione nei viaggi o nei commerci, nè alcuna particolare precauzione. Certamente è opportuno evitare di recarsi nelle aree dove l’epidemia è attiva, se non è strettamente necessario. L’unica forma di precauzione per chi si trovasse nelle aree epidemiche è evitare il contatto ravvicinato con le persone infette che manifestano i sintomi e mantenere un’igiene rigorosa.

Ebola è un virus altamente letale, ma fortunatamente limitato ad un’area circoscritta e molto distante da noi. Per mantenersi in circolazione, Ebola ha bisogno dei suoi ospiti naturali, pipistrelli selvatici che popolano un’habitat tropicale o sub-tropicale. Infetta l’uomo quando questi entra in contatto con animali infetti. Tutti questi elementi ci dicono che Ebola non è ad oggi un problema sanitario per i nostri Paesi e difficilmente lo diventerà mai. Tuttavia, anche se il suo impatto sulla salute nelle aree interessate è stato fino ad oggi modesto, la sua elevata mortalità giustifica in pieno gli sforzi per trovare farmaci e vaccini che possano contrastarlo efficacemente.

ScieChimiche: cospirazioni e piani segreti! (Racconto breve)

 sciechimiche

[...] Quando si calmò, Paolo aveva gli occhi bagnati dalle lacrime. Se li asciugò poi disse: “Facciamo così: vieni domani alla multinazionale dove lavoro e ti mostrerò quello che sappiamo sulle scie chimiche”.
“Proprio tutto? Nessun segreto?”, lo sfidò Riccardo.

“Meglio!” Paolo si alzò e si chinò verso Riccardo [...] dicendo, con un tono di complicità: “Ti svelerò tutte le cospirazioni in cui siamo coinvolti”. “Decisamente troppa birra”, pensò mentre si ascoltava parlare a ruota libera.
“Non mi starai prendendo in giro?”, chiese scettico Riccardo.

“Certo che no, davanti a tutti questi… testimoni? Ma ti avverto, se ti rivelo i nostri segreti le cose non saranno più le stesse per te”, lo rassicurò Paolo. 
“Non mi farai mica firmare una dichiarazione che mi impone il silenzio?”
“Nessuna dichiarazione, potrai scrivere quello che vuoi, sul tuo blog, sui giornali, dove ti pare… E ci rivedremo qui la prossima settimana, quando avrai modo di rivelare a tutti loro e tue mirabolanti scoperte. Ma ti avverto, sarai tu che non vorrai dire nulla”.
“La verità sulle Scie Chimiche” è un racconto breve in cui viene svelato il segreto e la cospirazione che le  multinazionazionali ci vogliono nascondere.
Scientificast ha parlato qui di Scie Chimiche e recentemente qui. Vi è poi  questo articolo di Silvia Bencivelli.
Ma non vi fidate! La verità è un’altra! Leggete e condividete!!!!1!1!!! E’ Importante!!!1!!!1!!

Il meteo.it e la scienza “d’opinione”

IlMeteo.it è un sito che probabilmente tutti conoscerete. Si occupa di previsioni meteorologiche e collabora con importantissime testate e reti televisive (RAI, IlGiornale, Autostrade, Trenitalia etc). Attenzione, ilMeteo.it è una srl e in quanto azienda vende i propri servizi a tutti gli importanti nomi citati sopra. Con clienti di questo livello indubbiamente si tratta di uno dei siti di informazione più visitati d’Italia e questo ovviamente porta fama, denaro, ma anche la responsabilità di fare informazione corretta.

 

Informazione che viene garantita dallo stesso sito che “conta oggi più di 20 persone tra dirigenti, collaboratori, esperti in meteorologia, nautica, agro-meteorologia, Fisica, Chimica, Ingegneria, e si avvale della preziosa collaborazione dei più illustri scienziati europei ed americani.“

Un team di tutto rispetto che probabilmente doveva essere in vacanza quando, qualche giorno fa. ilMeteo.it ha pubblicato un articolo sulle scie chimiche in tono totalmente credente. Leggiamo insieme:

Uno dei tempi più discussi degli ultimi anni forse ha la sua risposta, anzi, probabilmente l’ha già avuta, ancora nel 2011 quando il consigliere scientifico di Obama ha confermato l’utilizzo di sostanze chimiche come il sale di Bario, l’ossido di alluminio, il Torio, il Quarzo, il Potassio e il Magnesio per l’irrorazione dei cieli a favore della geoingegneria e la manipolazione del clima. Cosa che lascia sconcertati anche perchè gli scienziati fanno passare questa irrorazione come semplici scie di condensa, ma perchè queste possano avvenire ci sono delle condizioni ben definite, condizioni che non coincidono con le scie che spesso vediamo nei nostri cieli.

L’unica cosa sconcertante qui è che un sito che dovrebbe fare informazione scientifica di qualità si presti a sostenere certe bufale. Tante collaborazioni importanti, migliaia di contatti, sponsor con banner sulla pagina e poi scopriamo che uno dei principali siti di meteorologia italiani crede alla bufala delle scie chimiche?

Sorvoliamo sull’incapacità di distinguere la geoingegneria con la bufala delle scie chimiche, cosa che un sito di meteorologia dovrebbe saper fare, ma pazienza.
Piuttosto vediamo cosa ha veramente detto il consigliere scientifico di Obama, John Holdren. Su You Tube trovate l’intervista (del 2009 non del 2011) dove dice solo che la geoingegneria (e NON le scie chimiche) non è una possibilità da trascurare. Non contento esiste anche una sua dichiarazione a commento alle polemiche che sono seguite dove dice chiaramente che la Casa Bianca non sta assolutamente prendendo in considerazione attività di geoingegneria (che comunque NON ha nulla a che vedere con le scie chimiche).

Gli illustri scienziati del ilMeteo.it hanno letto quell’articolo? Nessuno aveva voglia di fare una verifica? Ma soprattutto ilMeteo.it fa informazione o opinione?
La risposta arriva poche ore dopo con la pubblicazione di un secondo articolo “riparatore” intitolato tristemente “Scie chimiche: l’altra campana”, dove sostanzialmente si ammette che non ci sono evidenze scientifiche, ma lo si dice solo per “dovere di cronaca”, come recitano le prime righe dell’articolo. Segue un video nuovamente tutto sbilanciato a favore della bufala delle scie chimiche (viva la coerenza). L’azienda si difende dicendo che ha solo riportato una notizia come ce ne sono tante, voleva aprire un dibattito… Certo, come no, allora invece di scaricare l’app de ilMeteo.it affidiamoci ad uno sciamano, oppure facciamo la danza della pioggia, è una possibilità, come ce ne sono tante. E’ questa l’idea che questa azienda ha della scienza?
Forse è il caso di far presente al ilMeteo.it che la scienza non è un’opinione, non ci sono due campane. Le scie chimiche sono una bufala e loro ci sono cascati in pieno. Il motivo di questo doppio autogol dovranno spiegarlo alle migliaia di utenti che erano convinti di consultare un sito affidabile e agli sponsor e ai clienti che hanno dato loro fiducia. Forse il modo migliore sarebbe quello di chiedere pubblicamente scusa e magari cambiare qualcuno di questi “illustri” consulenti scientifici, non vorrei mai che si pensasse che le previsioni meteo vengano fatte con la stessa superficialità ed approssimazione di questi articoli.

La lunga marcia dei “girini” in 3D

Nuove speranze per lo studio dell’infertilità maschile e lo sviluppo di relative strategie diagnostiche e terapeutiche giungono oggi dall’Istituto Nazionale di Ottica (Ino-Cnr) e dall’Istituto per la Microelettronica e Microsistemi (Imm-Cnr). Nell’ambito di un progetto di ricerca condotto in solido dal Cnr, dal Rowland Institute di Cambridge (Massachusetts) e dal Centro di Fecondazione assistita di Napoli, è stato, per la prima volta, possibile realizzare un video in 3D che mostra la traiettoria percorsa da spermatozoi umani viventi.

Perché si tratta di un risultato così importante? È presto detto: lo studio della fertilità rende necessaria un’approfondita conoscenza della motilità degli spermatozoi nelle tre dimensioni; la possibilità di acquisire queste informazioni era, fino ad oggi, limitata dai mezzi tecnici a disposizione. «Gli attuali sistemi di analisi utilizzati per valutare la motilità degli spermatozoi» – spiega Giuseppe Coppola dell’Imm-Cnr di Napoli – «si basano su immagini bidimensionali e, quindi, non forniscono un’informazione completa sul reale e naturale ambiente nel quale si muovono le cellule. La concentrazione e la mobilità degli spermatozoi sono lasciate a valutazioni visuali soggettive o a processi di analisi al computer sempre bidimensionali».

L’attuale sistema sarà quindi un prezioso ausilio diagnostico per i terapeuti della riproduzione, consentendo una maggiore accuratezza e diminuendo i rischi legati alla soggettività. Oltre al movimento delle cellule spermatiche, sarà anche possibile valutarne eventuali anomalie morfologiche, sempre a vantaggio dell’accuratezza diagnostica: «Grazie all’acquisizione di una serie progressiva di ologrammi, è possibile osservare il movimento degli spermatozoi nello spazio tridimensionale e, al contempo, individuarne eventuali anomalie di forma e di struttura, consentendo quindi di studiare e comprendere meglio i problemi di infertilità», aggiunge Giuseppe Di Caprio, ricercatore dell’Imm che si trova attualmente presso il Rowland Institute. Si tratta senza dubbio di una notizia che farà piacere alle tante coppie che hanno difficoltà a concepire un figlio e di un’importante conquista che coinvolge i centri di ricerca italiani d’eccellenza.

«I risultati ottenuti confermano che la tecnica di microcopia olografica tridimensionale è uno straordinario strumento diagnostico che sarà cruciale nel futuro per l’imaging e la diagnostica nel settore delle biotecnologie su piattaforme cosiddette di tipo Lab-on-a-Chip, ovvero laboratori miniaturizzati che nel prossimo futuro sostituiranno i laboratori tradizionali», afferma, infatti, Pietro Ferraro dell’Ino-Cnr.

Il futuro, grazie ai nostri scienziati, si fa sempre più vicino.

Scie chimiche parlamentari (16 and counting…)

Scie di condensazione in quota - Credits Peev

Scie di condensazione in quota – Credits Peev

Sapevo che sarebbe successo, era passato un anno, un intero lungo anno, senza interrogazioni parlamentari sulle scie chimiche. Me lo sentivo, era solo questione di tempo, prima che uno dei soliti parlamentari riproponesse l’ennesima (la 16esima per la precisione) richiesta di chiarimento. In pole position c’è l’On. Sandro Brandolini, autore di tre interrogazioni (due nel 2008 e una nel 2009), ma questa volta è stato battuto dal ben noto Domenico Scilipoti. Il Senatore, oggi in Forza Italia, aveva già presentato un’interrogazione parlamentare sul tema scie chimiche nel 2011, ma è tornato alla carica il 27 Marzo con un nuovo testo nel quale chiede al Governo

“se intenda promuovere la cancellazione del segreto di Stato relativo alle scie chimiche e far cessare le operazioni che le comportano.”

Ovviamente dando per scontato che un segreto ci sia e che le scie chimiche siano una realtà. Richiesta non stupefacente se diamo insieme un’occhiata alle premesse dell’interrogazione:

“le sostanze tossiche utilizzate per le operazioni di aerosol sono composte da metalli, polimeri, silicati, virus e batteri;
l’alluminio è una sostanza neurotossica che danneggia sia il sistema nervoso centrale, che i processi omeostatici cellulari (l’alluminio ha un fattore determinante nell’Alzheimer);
l’intossicazione da metallo produce un abbassamento delle difese immunitarie;
l’alluminio uccide la flora batterica dei terreni;
le piogge prodotte dalle scie chimiche cambiano il pH dei terreni;”

Stolti! Al bando lattine e tetrapak e tutti voi, genitori apprensivi, gettate dalla finestra quel rotolone di carta di alluminio, ma che non finisca per terra, se no uccide la flora batterica dei terreni.
Scilipoti scrive ignorando le più basilari leggi della chimica, della biologia e del buonsenso, ma questo lo sapete già. Quello che forse non sapete è che il Governo aveva già risposto ad un’interrogazione simile nel 2009 precisando che:

“dall’esame della letteratura scientifica internazionale e dal contenuto dei siti web specialistici, non è possibile confermare l’esistenza delle scie chimiche”

E che:

“In primo luogo, le indagini svolte hanno consentito di escludere il coinvolgimento degli aeromobili dell’Aeronautica militare nella generazione o emissione di scie differenti da quelle normalmente dovute alla condensazione del vapore acqueo.
L’Aeronautica militare, inoltre, non ha in dotazione aeromobili adibiti allo spargimento di sostanze chimiche, né si hanno evidenze relative ad aeromobili militari che, operando a bassa quota sul territorio italiano, abbiano disperso o irrorato sostanze chimiche, così come descritto nell’ambito dell’atto in esame.”

Insomma le scie chimiche non esistono, non ci sono evidenze scientifiche, eppure siamo alla sedicesima interrogazione parlamentare che riprende sempre le stesse bufale. Non sarebbe ora di finirla? Possibile che degli onorevoli possano continuare a porre domande ignorando le risposte precedenti? Non sarebbe il caso che i partiti si prendessero la responsabilità delle bufale portate in Parlamento dai loro candidati? Sono tutte domande retoriche.

In ogni caso io, per l’ennesima volta, mi rendo disponibile per qualunque chiarimento. Chissà che qualche parlamentare decida di informarsi sul serio prima di proporre interrogazioni senza senso e guadagnare una figuraccia davanti all’intero paese.

Per Approfondire:

La Nascita della P.U.T.

HAARP chiude i battenti

FAQ sulle Scie Chimiche

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