Unicorni del mare in “Quando le dimensioni contano”

Se avete deciso di aprire questo articolo del blog per capire se al nostro titolista avesse per caso dato di volta il cervello, benvenuti nella rubrica: La natura è una cosa bizzarra ma alla fine tutti pensano sempre ad una cosa sola.

Si, il sesso.

Gli animali ci hanno abituati alle strategie evolutive più folli e articolate, quando si parla di essere i primi in classifica nel perpretare il proprio patrimonio genetico: è per questo che possiamo ammirare uccelli dalle livree coloratissime (in barba ai possibili predatori) o cervidi che si portano a spasso scomodissimi palchi o capire perché gli uomini con la barba risultino molto più sexy di quelli senza (opinione personale!). La scelta del partner viene condizionata da caratteri fenotipici, cioè osservabili in un individio, che risultino attraenti e, a quanto pare, soprattutto le femmine sarebbero particolarmente attente nell’osservazione di tali caratteri quando sono alla ricerca di un compagno.

Ma il narvalo le batte tutte. Il narvalo: un mammifero marino con una specie di lancia di 3 metri che gli esce dalla bocca che in realtà è un dente cresciutissimo tanto da insignirlo del titolo di mostro marino (“Ventimila leghe sotto i mari”, Jules Verne). Per lunghissimo tempo il dibattito sull’utilità di quest’appendice dentina è rimasto aperto: serve per difesa? Per procurarsi il cibo? Serve nei combattimenti? Serve per rompere il ghiaccio (non in quel senso…)?

Narvali maschi che incrociano i loro dentoni in segno di reciproca stima.

Narvali maschi che incrociano i loro dentoni in segno di reciproca stima.

Uno studio pubblicato questa settimana su Marine Mammal Science rivela che la zanna sarebbe un segnale per le femmine di narvalo per individuare l’esemplare maschio più fertile e quindi più adatto all’accoppiamento. Questa scoperta sarebbe stata fatta mettendo in relazione la lunghezza della zanna con la massa testicolare (indicatore di fertilità) e osservando che lunghezza e virilità in questo caso corrispondono.

La zanna comunque potrebbe anche servire ad altre funzioni, come per esempio misurare cambiamenti di temperature o salinità nell’acqua, ma il fatto che solo i maschi ne siano provvisti ci dice che non è criticamente necessario alla sopravvivenza.

Ci tocca quindi sfatare il luogo comune che recita “Le dimensioni non contano” o per lo meno, dichiarare che non è applicabile a tutti. Se siete un Narvalo contano eccome…

http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/mms.12165/abstract

Trish C. Kelley, Robert E. A. Stewart, David J. Yurkowski, Anna Ryan, Steven H. Ferguson Mating ecology of beluga (Delphinapterus leucas) and narwhal (Monodon monoceros) as estimated by reproductive tract metrics Marine Mammal Science (Impact Factor: 2.13). 09/2014; DOI: 10.1111/mms.12165

In attesa di un vaccino contro le bufale…

Da un po’ di tempo a questa parte si sente spesso parlare del fatto che i vaccini fanno male, che sono dannosi all’uomo e che dietro le campagne di vaccinazione ci sono oscure case farmaceutiche che “creano le malattie per vendere i vaccini”. All’inizio sorridevo a questa ennesima bufala, ma quando mi sono reso conto che molte persone che conoscevo iniziavano a prendere in considerazione di non vaccinare i propri figli, mi si sono rizzati i capelli.

Nella stragrande maggioranza dei casi, tutti gli effetti collaterali di una vaccinazione si esauriscono con un piccolo indolenzimento del punto dove viene effettuata l'iniezione.

Nella stragrande maggioranza dei casi, tutti gli effetti collaterali di una vaccinazione si esauriscono con un piccolo indolenzimento del punto dove viene effettuata l’iniezione.

A questo punto mi preme rispondere alla domanda: I vaccini fanno male?

La risposta è: No.

Il sistema immunitario, che ci difende dall’attacco di virus e batteri, è come un esercito composto da diversi battaglioni specializzati, in questo caso le cellule del sistema immunitario. E proprio come un esercito ha i suoi canali di comunicazione: le cellule, infatti, comunicano tramite dei messaggeri chimici chiamati citochine. Quando una cellula incontra e riconosce un virus, lo aggredisce e comunica alle altre di correre in aiuto. Non basta che sia incontrato, ma deve essere anche riconosciuto come elemento dannoso tramite riconoscimento antigenico. Questo perché i virus sono molto bravi a non farsi riconoscere, un po’ come le spie infiltrate. Il sistema immunitario ha le sue strategie per vincere questa lotta: quando incontra un virus, impara com’è fatto e reagisce molto più velocemente a un secondo incontro grazie a quella che è definita “memoria immunologica”. Purtroppo accade che, per alcuni virus, il sistema immunitario impieghi molto tempo nel riconoscimento, tempo prezioso che permette al patogeno di espandersi incontrollatamente e produrre effetti anche molto gravi. Qui entrano in gioco i vaccini. Questi non sono altro che istruttori del sistema immunitario, insegnano a riconoscere i patogeni e preparano il campo a una rapida ed efficace eliminazione della causa dell’infezione.

Come sono fatti i vaccini?

Oggi molti vaccini sono formulati rendendo inoffensivi i virus o i batteri del patogeno che si vuole combattere, così che possa insegnare al sistema immunitario com’è fatto. In altre parole si prende il virus o il batterio che causa la malattia, si attenua, così da eliminare tutte le parti responsabili delle malattie, e se ne testa l’efficacia e la tossicità. Infine se non è tossico e se funziona (entrambe le condizioni devono essere soddisfatte) il vaccino è prodotto su scala industriale. Un esempio è il vaccino contro la tubercolosi, questo deriva dal batterio per la tubercolosi bovina (BCG), uno dei primi vaccini formulati e ottenuti tramite l’attenuazione.

Altra tecnica è invece quella del vaccino ottenuto dalla selezione di antigeni appartenenti al patogeno. Un esempio è il vaccino contro l’epatite B, questi funzionano somministrando una sospensione di antigeni virali che, riconosciuti dal sistema immunitario, permettono la creazione della memoria. Vaccini di questo tipo sono molto sicuri poiché non è somministrato nessun organismo vivo ma solo pezzi dello stesso. Inoltre gli antigeni sono prodotti tramite tecnica del DNA ricombinante, cioè sono prodotti da un vettore (di solito un lievito o un batterio non patogeno) che esprime i geni necessari alla sintesi degli antigeni coinvolti nel riconoscimento immunitario.

I vaccini possono fare male? Possono scatenare una patologia?

La probabilità che questo accada è talmente bassa da considerarsi trascurabile. Può succedere che in persone particolarmente predisposte o con un sistema immunitario debole, ci sia una reazione indesiderata al vaccino, ma questo succede con la stessa probabilità che un meteorite ci cada sulla testa. E’ possibile, ma non per questo ci si rintana sottoterra per tutta la vita nel timore della sassata cosmica.

I vaccini causano l’autismo?

No, è una bufala che gira in rete ricorsivamente ed è stata sfatata da diversi studi.

Bisogna vaccinarsi?

La vaccinazione pediatrica è fondamentale, ha permesso di abolire drasticamente l’incidenza della poliomelite in tutti quei paesi che hanno adottato una campagna di vaccinazione contro la polio. Altre campagne di vaccinazione hanno permesso di debellare completamente alcune malattie come il vaiolo, che in passato hanno flagellato l’umanità con milioni di morti. Esistono anche le campagne stagionali di vaccinazione, come quelle contro l’influenza. Di questa è consigliata la somministrazione ai bambini, agli anziani e alle persone con patologie croniche. Questo perché sono più esposte a complicazioni dovute all’influenza. Stagionalmente, gli operatori sanitari assumono il vaccino contro l’influenza. Questo perché essendo a contatto i malati, si assicura la protezione ad una categoria molto esposta. Immaginate se tutti i medici si ammalassero di influenza durante il picco invernale. Tra le altre cose, la campagna stagionale di vaccinazione permette un risparmio al sistema sanitario nazionale in termini di ospedalizzazione. Calcolare il costo di ospedalizzazione non è banale, ma con un po’ di buonsenso si capisce che avere meno persone in ospedale si risparmia sul relativo consumo di farmaci, pasti, accessori (materiale sterile, soluzioni fisiologiche, ecc.).

Fa male non vaccinarsi?

Certo che fa male, alla spesa sanitaria, come spiegato sopra, ma fa male soprattutto a tutti noi. Non vaccinarsi significa ripiombare in un’era in cui le malattie si diffondevano a ritmi vertiginosi. Ceppi influenzali particolarmente aggressivi, come l’influenza spagnola, hanno causato milioni di morti solo in Europa. Inoltre, non vaccinarsi, significa essere fonte di contagio soprattutto per quelle persone cui il vaccino non può essere somministrato, come i bambini in età pre-vaccinale. Questo è vero soprattutto per i bambini che potrebbero essere fonte di contagio, nella scuola così come nelle attività ludiche dove sono coinvolti.

Come fanno i medici a prevedere in anticipo di mesi come sarà l’epidemia di influenza e a preparare il vaccino?

Esistono dei laboratori specializzati nella formulazione dei vaccini. Questi laboratori hanno delle vere e proprie coltivazioni di virus influenzali. Poiché i virus mutano molto velocemente, ogni anno le colture sono aggiornate con le varianti mutate circolanti. In questo modo si riesce ad ottenere molto velocemente un vaccino efficace per l’influenza stagionale. Non esiste nessun intruglio oscuro o miracoloso, soltanto la messa in atto delle tecniche di coltivazione applicate ai virus.

 

Per chi volesse approfondire su cosa sono e come sono fatti i vaccini: http://www.levaccinazioni.it/informagente/Prima.htm

Scientificast #59 – Le straordinarie avventure di uno Spinosauro perduto e poi ritrovato

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Cristiano Dal Sasso e Simone Maganuco (a sinistra) con il muso di uno spinosauro adulto al Museo di Storia Naturale di Milano. (Luigi Bignami)

Cristiano Dal Sasso e Simone Maganuco (a sinistra) con il muso di uno spinosauro adulto al Museo di Storia Naturale di Milano. (Luigi Bignami)

Questa settimana il podcast di Scientificast.it è ricco di argomenti interessanti e di stretta attualità, con ospiti illustri e… Di una certa dimensione.

Iniziamo parlando di dolcificanti. Ebbene, una nuova ricerca israeliana mette in luce una possibile correlazione tra il consumo di questi sostituti dello zucchero e l’insorgenza di malattie quali il diabete. Ancora molte ricerche devono essere svolte per confermare questa teoria ma sicuramente l’episodio è importante.
PER APPROFONDIRE:
Il pesante costo dei dolcificanti artificali (Focus.it)
ENG Artificial sweeteners induce glucose intolerance by altering the gut microbiota (Nature)

Ecco arrivato Mr.Big. Scientificast.it ha partecipato alla conferenza, in esclusiva europea, dove è stata presentata la scoperta del primo dinosauro semiacquatico, lo Spinosaurus aegyptiacus, che con i suoi 15 metri di lunghezza si conferma anche il più lungo dinosauro predatore di tutti i tempi. Tra i protagonisti della sensazionale scoperta anche i paleontologi italiani Cristiano Dal Sasso e Simone Maganuco (Museo di Storia Naturale, Milano), che insieme ad un team internazionale, hanno firmato l’articolo scientifico “Semiacquatic Adaptations in a Giant Predatory Dinosaur”, pubblicato sulla prestigiosa testata “Science”.
I dettagli della scoperta, nell’intervista a Cristiano Dal Sasso che trovate in puntata.
PER APPROFONDIRE
Semiaquatic adaptations in a giant predatory dinosaur (Science)

Dopo una lunga assenza torna la rubrica “La scienza in padella” a cura di Silvia ed Ilaria per parlare di vendemmia e vino con il supporto del nostro Andrea Bersani, che svela così la sua seconda anima da Sommelier. Le puntate dedicate al vino saranno in realtà due, in questa prima parte si spazia dalla viticoltura alla produzione vera e propria del vino… Assaporatevi questa autunnale rubrica ma ricordando sempre di bere responsabilmente!

Le stelle sono tante milioni di milioni ma… Possiamo vederle tutte? La missione spaziale GAIA è probabilmente la più presuntuosa, cercare di creare una mappa 3D della nostra galassia! Oggi, dall’Inghilterra, approfondiremo l’argomento insieme al ricercatore italiano Stefano Pasetto dello University College London.
PER APPROFONDIRE:
-Missione GAIA, pagina ufficiale ESA
Pagina Facebook di ESA Gaia

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Coppie di numeri primi

Il nostro primo approccio con la matematica lo abbiamo quando impariamo a contare le cose. I primi numeri che impariamo a conoscere sono così i numeri interi positivi, quelli che chiamiamo numeri naturali. A partire da questa necessità, per l’appunto molto naturale, di contare capi di bestiame, oggetti, membri della propria tribù, nell’arco di millenni l’umanità ha messo a punto una serie di regole matematiche che coinvolgono oggetti sempre più complicati e difficili da immaginare: ciononostante, molti tra i più affascinanti interrogativi che ancora assillano i matematici di tutto il mondo sono legati ai numeri interi, le cui proprietà sono ancora parecchio misteriose.

Il professor Yitang Zhang, fino a poco più di un anno fa semisconosciuto docente dell'Università del New Hampshire e ora famoso per le sue scoperte sui numeri primi (Courtesy of the John D. & Catherine T. MacArthur Foundation)

Il professor Yitang Zhang, fino a poco più di un anno fa semisconosciuto docente dell’Università del New Hampshire e ora famoso per le sue scoperte sui numeri primi (Courtesy of the John D. & Catherine T. MacArthur Foundation)

Tra i numeri naturali, un ruolo particolare lo hanno i numeri primi. Un numero si dice primo se è strettamente maggiore di 1 ed è divisibile solo per 1 o per se stesso. Sono primi 2, 3, 5, 7, 11, 13, 17, 19, 23, 29, 31, 37, 41, 43, 47, 53, 59, 61, 67, 71, 73, 79, 83, 89 e 97, tra i numeri minori di 100. La frequenza con cui troviamo numeri primi, via via che saliamo, tende a diminuire lentamente: tra 1 e 100 ci sono 25 numeri primi, tra 101 e 201 ce ne sono 21, tra 201 e 300 ce ne sono 16 e, ad esempio, tra 10001 e 10100 sono 11 e tra 99901 e 100000 sono solo 8. La prima domanda che viene da farsi è: ma se diventano sempre meno frequenti, è possibile che oltre un certo numero non ce ne siano più? La risposta è no, e la prima dimostrazione dell’infinità dei numeri primi è dovuta ad Euclide ed è nota dal III Secolo a.C.. La dimostrazione non è semplicissima, ma passa per un ragionamento per assurdo che si può riassumere così: supponiamo che i numeri primi siano in numero finito e moltiplichiamoli tutti tra di loro. Otterremo un numero a molto più grande del più grande dei numeri primi, a cui potremo aggiungere 1. Ora, a+1 non è divisibile per nessuno dei numeri primi da cui siamo partiti, per cui o è primo o è divisibile per qualche numero primo più grande di quelli che credevamo gli unici esistenti. In entrambi i casi, abbiamo trovato numeri primi più grandi di quelli da cui eravamo partiti, e questo ragionamento si può ripetere all’infinito.

Quanti numeri primi ci sono da 0 a 100000, si vede come la frequenza diminuisca sempre più lentamente al crescere di N.

Quanti numeri primi ci sono da 0 a 100000, si vede come la frequenza diminuisca sempre più lentamente al crescere di N.

Da sempre, i matematici danno un sacco di attenzione alla distribuzione dei numeri primi. In particolare, cercano di trovare delle regolarità nei loro “raggruppamenti”: 2 è l’unico numero primo pari, dopo di lui ci sono 3 e 5, poi 5 e 7, 11 e 13, 17 e 19 e un gran numero di coppie di numeri primi che differiscono tra loro di due unità. Queste coppie vengono definite di numeri primi gemelli e la loro frequenza diminuisce via via che si va verso numeri grandi. Euclide dimostrò che i numeri primi sono infiniti, come abbiamo visto, e congetturò che lo fossero anche le coppie di numeri primi gemelli. In oltre 2300 anni generazioni e generazioni di matematici si sono misurate con questo problema, senza mai trovare una dimostrazione: peraltro, la comunità dei matematici non cerca necessariamente una dimostrazione che la congettura sia vera, sarebbero altrettanto contenti se riuscissero a dimostrare che è falsa, in ogni caso sarebbe un risultato strepitoso! Il più grande passo avanti nella soluzione di questo problema è stato fatto poco più di un anno fa, quando un professore dell’Università del New Hampshire, Yitang Zhang, è riuscito a dimostrare che esistono infinite coppie di numeri primi la cui differenza è minore di 70 milioni.

Si potrebbe giustamente obiettare che la differenza tra 70000000 e 2 è molto grande e che c’è ancora un sacco di lavoro da fare, prima di dare torto o ragione a Euclide, ma la differenza tra 70000000 e “infinito” è molto più grande, infinitamente più grande: nel giro di un anno, un gruppo di matematici si è riunito per lavorare sul risultato di Zhang, riuscendo a dimostrare che esistono infinite coppie di numeri primi la cui differenza è inferiore a 246. Il cammino sembra tracciato per arrivare finalmente a una soluzione del problema e gran parte del merito va al professor Zhang, nato in Cina, naturalizzato americano, poco noto tra i suoi colleghi per la sua scarsa produttività scientifica (probabilmente non riuscirebbe ad essere abilitato secondo l’attuale legge italiana per il reclutamento dei professori universitari, a causa di questo).

Pochi giorni fa, Yitang Zhang ha coronato la serie di riconoscimenti che già aveva ricevuto per questa sua ricerca con il premio “Genius” della MacArthur Foundation, che, oltre all’onore, gli ha portato un assegno da 625000 dollari. Forse, però, più ancora che per i premi, lo invidio per aver ottenuto, all’inizio di quest’anno (sicuramente anche per i numeri primi gemelli) la sospirata cattedra da professore ordinario nella sua università.

LA NOTTE DEI RICERCATORI 2014: la “Luce in fondo alla notte”

Anche quest’anno, il 26 settembre, avrà luogo,  in contemporanea in tutta Europa, La Notte dei Ricercatori (European Researcher’s Night). In questo momento storico in cui i ricercatori si sforzano soprattutto a ricercarsi un ruolo nel mondo del lavoro, si tenta di avvicinare il grande pubblico alla Scienza.

locandina

Ma perché lo fanno (o lo facciamo)?

Ad esempio perché non potendo cambiare la mentalità di chi ora occupa le postazioni di comando, si prova a sensibilizzare “la gente comune”, sperando che un giorno qualcuno di loro sia in una delle stanze dei bottoni dove si decidono le sorti dei paesi e magari ricordando quanto era rimasto affascinato da quei “ricercatori notturni” decida di investire qualcosa in più per lo sviluppo scientifico e tecnologico del paese.

Anche se l’ipotesi di Sergio Staino sulla vera ragione di tale evento, non è affatto male e neanche troppo lontana dalla realtà.

Oppure perché la vita sociale del ricercatore non è sempre florida e quindi: “cosa vuoi fare l’ultimo venerdì di settembre????”

Il vero motivo della "Notte dei Ricercatori"

Vignetta di Sergio Staino

Speculazioni più o meno serie a parte l’evento merita di essere visto e vissuto, soprattutto perché la scienza è (mi scuserete il francesismo) una figata!!!

Scegliete una location comoda (5 progetti per un totale di 23 città coinvolte in Italia) e passate un venerdì sera alternativo all’insegna della Scienza, incontrando i ricercatori che nel bene o nel male spesso sono al centro di infuocate, quanto spesso inutili, polemiche mediatiche, comprendendo il loro lavoro e il loro ruolo nel mondo…o semplicemente facendo lorocompagnia in questo venerdì sera d’autunno. Noi di Scientificast saremo a La Spezia in quanto partner associati al DLTM (Distretto Ligure delle Tecnologie Marine) nel progetto La Notte dei Ricercatori in Liguria – Party don’t stop! e ci occuperemo in collaborazione con l’Associazione Sopraesottoilmare e ISMAR CNR (Istituto di Scienze Marine – Consiglio Nazionale delle Ricerche) di un evento legato al mare (QUI il programma di La Spezia), in più saremo in giro a raccogliere opinioni dal pubblico e dai ricercatori presenti, per capire, se non altro, se queste iniziative arrivano davvero dove vorrebbero. Secondo me si…

Sperare in una “Luce in fondo alla notte” non può far male a nessuno,

ma ai posteri l’ardua sentenza.

Mi raccomando seguite su twitter @NotteRicercaLig e gli ashtag #ERN #nottedeiricercatori e cercate i ricercatori della notte su tutti i social! Buona Scienza!

Ignobel: premi da un trilione di dollari dello Zimbabwe

Sono stati assegnati ieri, al Sanders Theatre dell’Università di Harvard, i premi “Ig Nobel”: un trilione di dollari dello Zimbabwe (un dollaro dello Zimbabwe vale formalmente 0,002 Euro, ma non viene più usato dal 2009, quando a causa di un’inflazione fortissima era arrivato a valere una frazione di miliardesimo di dollaro americano) su un vassoio.

ignobel

Ben due premi sono stati assegnati a ricerche italiane e anche quest’anno l’obiettivo della rivista scientifica-umoristica statunitense Annals of Improbable Research (AIR) è stato raggiunto in pieno: “premiare l’insolito, l’immaginifico, e stimolare l’interesse del pubblico generale alla scienza, alla medicina, e alla tecnologia”. Le ricerche candidate alla vittoria, infatti, sono quelle “che prima fanno ridere e poi danno da pensare“, come dichiarato sul sito http://www.improbable.com/ig/, e quindi spazio alle ricerche “strane, divertenti, e perfino assurde”.

Vediamo chi sono i vincitori:

FISICA [Giappone]: Il premio va ai ricercatori giapponesi Kiyoshi Mabuchi, Kensei Tanaka, Daichi Uchijima e Rina Sakai, per aver misurato la frizione che agisce tra una scarpa e una buccia di banana, e tra la buccia di banana e l’asfalto, quando ne calpestiamo una. Gli scienziati hanno scoperto che si scivola quando l’angolo della scarpa è superiore a 3,8 gradi (rispetto alla verticale).
PER SAPERNE DI PIU': “Frictional Coefficient under Banana Skin,” Kiyoshi Mabuchi, Kensei Tanaka, Daichi Uchijima and Rina Sakai, Tribology Online 7, no. 3, 2012, pp. 147-151.

NEUROSCIENZE [CINA E CANADA]: Il premio è stato vinto da un team di scienziati cinesi e canadesi, composto da Jiangang Liu, Jun Li, Lu Feng, Ling Li, Jie Tian e Kang Lee, i quali hanno studiato cosa succede nel cervello delle persone che vedono il volto di Gesù Cristo sulle fette di pane tostato bruciate. Il fenomeno alla base di tale effetto, a noi ben noto, si chiama pareidolia.
PER SAPERNE DI PIU': “Seeing Jesus in Toast: Neural and Behavioral Correlates of Face Pareidolia,” Jiangang Liu, Jun Li, Lu Feng, Ling Li, Jie Tian, Kang Lee, Cortex, vol. 53, April 2014, Pages 60–77. The authors are at School of Computer and Information Technology, Beijing Jiaotong University, Xidian University, the Institute of Automation Chinese Academy of Sciences, Beijing, China, and the University of Toronto, Canada.

PSICOLOGIA [AUSTRALIA, UK, USA]: A Peter K. Jonason, Amy Jones e Minna Lyons per aver dimostrato che chi va a dormire tardi ha più tendenze narcisiste e psicopatiche di chi invece preferisce alzarsi presto alla mattina.
(Mio padre mi diceva sempre di andare a letto presto!)
PER SAPERNE DI PIU': “Creatures of the Night: Chronotypes and the Dark Triad Traits,” Peter K. Jonason, Amy Jones, and Minna Lyons, Personality and Individual Differences, vol. 55, no. 5, 2013, pp. 538-541.

SALUTE PUBBLICA [REPUBBLICA CECA, GIAPPONE, USA, INDIA]: Premio a Jaroslav Flegr, Jan Havlíček, Jitka Hanušova-Lindova, David Hanauer, Naren Ramakrishnan e Lisa Seyfried per aver studiato come il possesso di un gatto possa influenzare la salute mentale del suo padrone. Insomma, guardatevi dai gattofili!
PER SAPERNE DI PIU': “Changes in personality profile of young women with latent toxoplasmosis,” Jaroslav Flegr and Jan Havlicek, Folia Parasitologica, vol. 46, 1999, pp. 22-28.
Decreased level of psychobiological factor novelty seeking and lower intelligence in men latently infected with the protozoan parasite Toxoplasma gondii Dopamine, a missing link between schizophrenia and toxoplasmosis?” Jaroslav Flegr, Marek Preiss, Jiřı́ Klose, Jan Havlı́ček, Martina Vitáková, and Petr Kodym, Biological Psychology, vol. 63, 2003, pp. 253–268.
Describing the Relationship between Cat Bites and Human Depression Using Data from an Electronic Health Record,” David Hanauer, Naren Ramakrishnan, Lisa Seyfried, PLoS ONE, vol. 8, no. 8, 2013, e70585. WHO

BIOLOGIA [REPUBBLICA CECA, GERMANIA, ZAMBIA]: Rimaniamo in tema di animali domestici: un gruppo di ricercatori capitanato da Vlastimil Hart ha dimostrato che i cani, quando devono fare i loro bisogni, preferiscono allineare il proprio corpo con le linee nord-sud del campo magnetico terrestre. (Voi no?)
PER SAPERNE DI PIU': “Dogs are sensitive to small variations of the Earth’s magnetic field,” Vlastimil Hart, Petra Nováková, Erich Pascal Malkemper, Sabine Begall, Vladimír Hanzal, Miloš Ježek, Tomáš Kušta, Veronika Němcová, Jana Adámková, Kateřina Benediktová, Jaroslav Červený and Hynek Burda, Frontiers in Zoology, 10:80, 27 December 27, 2013.

ARTE [ITALIA!!!]: L’Ig Nobel per l’Arte è stato assegnato agli italiani Marina de Tommaso, Michele Sardaro e Paolo Livrea, neuroscienziati dell’Università di Bari, per aver misurato il dolore che si prova a guardare una brutta opera d’arte, mentre si viene colpiti da un raggio laser. Secondo la loro ricerca, i capolavori dell’arte avrebbero un effetto quasi da anestetici.
PER SAPERNE DI PIU': “Aesthetic value of paintings affects pain thresholds,” Marina de Tommaso, Michele Sardaro, and Paolo Livrea, Consciousness and Cognition, vol. 17, no. 4, 2008, pp. 1152-1162.

ECONOMIA [ITALIA!!!]: L’Italia si è aggiudicata anche il premio per l’Economia, assegnato all’Istat (Istituto Nazionale per la Statistica) per essere riuscito ad adempiere al mandato dell’Unione Europea per ogni paese di aumentare la portata ufficiale della propria economia nazionale includendo le rendite derivanti dalla prostituzione, dalla vendita delle droghe illegali, dal contrabbando e da altre transazioni finanziarie illecite tra partecipanti volontari.
PER SAPERNE DI PIU': “Cambia il Sistema europeo dei conti nazionali e regionali – Sec2010“, ISTAT, 2014.
European System of National and Regional Accounts (ESA 2010),” Luxembourg: Publications Office of the European Union, 2013.

MEDICINA [USA, INDIA]: Il premio va a Ian Humphreys, Sonal Saraiya, Walter Belenky e James Dworkin per essere riusciti a fermare le emorragie “incontrollabili” di chi soffre di epitassi con il metodo del “nasal-packing-with-strips-of-cured-pork”, letteralmente: impacco-nasale-con-fettine-di-carne-di-maiale-stagionata.
PER SAPERNE DI PIU': “Nasal Packing With Strips of Cured Pork as Treatment for Uncontrollable Epistaxis in a Patient with Glanzmann Thrombasthenia,” Ian Humphreys, Sonal Saraiya, Walter Belenky and James Dworkin, Annals of Otology, Rhinology and Laryngology, vol. 120, no. 11, November 2011, pp. 732-36.

SCIENZE ARTICHE [NORVEGIA, GERMANIA]: A Eigil Reimers e Sindre Eftestøl, che hanno studiato le reazioni delle renne nel vedere uomini travestiti da orsi polari.
PER SAPERNE DI PIU': “Response Behaviors of Svalbard Reindeer towards Humans and Humans Disguised as Polar Bears on Edgeøya,” Eigil Reimers and Sindre Eftestøl, Arctic, Antarctic, and Alpine Research, vol. 44, no. 4, 2012, pp. 483-9.

NUTRIZIONE [SPAGNA]: Si aggiudicano il premio Raquel Rubio, Anna Jofré, Belén Martín, Teresa Aymerich, e Margarita Garriga per aver utilizzato dei batteri delle feci dei bambini per produrre salsiccie probiotiche. (Slurp!)
PER SAPERNE DI PIU': “Characterization of Lactic Acid Bacteria Isolated from Infant Faeces as Potential Probiotic Starter Cultures for Fermented Sausages,” Raquel Rubio, Anna Jofré, Belén Martín, Teresa Aymerich, Margarita Garriga, Food Microbiology, vol. 38, 2014, pp. 303-311.

 

 

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