photo credits - Gianpaolo Prampolini

photo credits – Gianpaolo Prampolini

Sabato 12 Luglio, a Reggio Emilia, presso la Top Gun Flying School ho tenuto una conferenza di presentazione sul fenomeno scie chimiche, organizzata dal Cicap Emilia Romagna con la collaborazione di Scientificast. Si è trattato di una bellissima giornata con lo scopo di informare il pubblico su questa celebre leggenda metropolitana, analizzando nel dettaglio tutte le motivazioni per le quali la teoria delle scie chimiche è infondata.
Durante queste presentazioni è frequente la partecipazione dei sostenitori del complotto e infatti anche questa volta era presente un piccolo gruppo di credenti nelle scie chimiche.
La presentazione si è svolta in tutta tranquillità e l’ho voluta concludere con un messaggio di apertura e distensione. Su blog e social si assiste sempre più spesso a litigi senza fine tra sostenitori dell’esistenza delle scie e scettici con coloriti insulti e minacce da ambo le parti. Questa atmosfera non aiuta il dialogo e soprattutto confonde coloro che, senza preconcetti, si avvicinano a questa leggenda metropolitana cercando di capirci qualcosa. Dare dell’idiota a chi crede nelle scie o etichettare come un assassino lo scettico non è un atteggiamento costruttivo, indipendentemente da chi abbia ragione.
Il messaggio è stato perfettamente recepito dai sostenitori del complotti in sala, uno di essi infatti ha esordito con un “tu mi chiami complottista, bene allora io ti chiamo servo pagato dal sistema!”…. Ecco, a proposito di rispetto.. In realtà io non avevo dato del complottista a nessuno (preferisco l’espressione “sostenitore della teoria…”), in ogni caso se si crede in un complotto è corretto essere definiti “complottisti”. Invece accusare qualcuno di essere servo del sistema, pagato per mentire e prendere in giro la gente è un’accusa molto grave, soprattutto per persone come noi di Scientificast, impegnati nel volontariato e nella divulgazione scientifica.
La partenza non è stata incoraggiante e anche nei minuti seguenti ho notato una certa reticenza a capire che dire che le scie chimiche sono una bufala non è un’offesa che giustifica le peggio risposte, ma solo una constatazione dei fatti.
Quello che ho notato è che i sostenitori del complotti sono persone deluse dalle istituzioni che cercano a tutti i costi un capro espiatorio per giustificare fallimenti e difficoltà. Ognuno ha le sue storie e non giudico le motivazioni alla base di questo desiderio di rivalsa che, troppo spesso, è condivisibile. E’ bello voler migliorare la società, è nobile impegnarsi per raddrizzare ciò che non va, ma il fine non giustifica mai i mezzi, soprattutto se il fine è una leggenda metropolitana.

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Le obiezioni a sostegno della teoria del complotto sono state molte tra cui le dichiarazioni riportate dai presenti del personale bordo di un volo di linea, di un prete, di un medico e di un avvocato. Alla domanda “ma perché credi alle scie chimiche?” la risposta è stata netta: “perché io zoommo”. Alla fine uno dei presenti mi ha anche portato una fotografia di un aereo che “vi giuro era bassissimo che ne sentivo il rumore, che mai e poi mai poteva essere a 8000 metri, eppure rilasciava scie”. I dati exif dell’immagine riportavano una focale di 5400!! Più di un telescopio di buona qualità. Ovviamente una focale del genere è stata ottenuta sforzando al massimo lo zoom digitale, ma non è stupefacente riuscire a fotografare un aereo ad alte quote con premesse del genere.
Un’altra prova degna di nota è stata la leggera foschia oggi presente: foschia chimica ovviamente. Ho fatto presente che se quella fosse foschia chimica, in quanto chimico, me ne sarei accorto, in fondo è il mio lavoro. La risposta è stata disarmante: “eh ma bisogna essere umili, credi mica di essere un dio o Superman, che non ti sfugge niente”. Perché invece indicare della foschia e, senza alcuna competenza, decidere che è frutto delle scie chimiche è estremamente umile.
La giornata si è conclusa con una domanda fatta da una persona del pubblico: “quali sarebbero secondo voi gli effetti delle scie chimiche e le motivazioni per cui le farebbero?” la risposta è stata disarmante: “non voglio rispondere”.

SIPARIO

Anzi no, perché dopo oltre un’ora di discussione e aver ribadito il principio che non siamo qui a insultarci a vicenda, ma a confrontarci per imparare e crescere, gli organizzatori, insieme a buona parte del pubblico, si sono allontanati per eseguire qualche volo insieme agli istruttori della scuola. Al nostro ritorno il bagno della sala era stato vandalizzato con escrementi e urina… alla faccia del confronto costruttivo.

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