Si è molto parlato in questi giorni dell’annuncio del miliardario Dennis Tito di un viaggio privato verso Marte da effettuare nel 2018, per sfruttare la posizione favorevole tra il nostro pianeta e il pianeta rosso. Una missione il più semplice possibile, niente sbarco su Marte, niente permanenza, solo un giro di giostra e poi si torna a casa, per un totale di 501 giorni nello spazio.

Considerando risolvibile la sfida tecnologica con adeguati finanziamenti e quella psicologica dell’isolamento prolungato selezionando una coppia affiatata (è questa l’idea di Tito), rimane solo da risolvere il problema delle radiazioni e del rischio che comportano per la salute e per la vita stessa dei primi esploratori interplanetari. Durante il viaggio, infatti, i nostri esploratori spaziali saranno esposti alle radiazioni cosmiche dovute principalmente ai raggi cosmici galattici e agli eventi di particelle solari.

La NASA studia da tempo il problema ed ha sviluppato un metodo per stimare il rischio di contrarre il cancro a causa delle radiazioni nello spazio. Lo studio si basa sull’analisi di dati epidemiologici, inclusi gli studi sui sopravvissuti giapponesi alle bombe atomiche, e su ricerche condotte allo Space Radiation Laboratory. In particolare, la NASA ritiene che i valori accettabili per il rischio di morte indotta da esposizione a radiazioni (risk of exposure-induced death o REID) siano quelli inferiori al 3% di probabilità.

E’ importante notare che nello sviluppare questo modello di probabilità, la NASA ha dovuto tenere presente il fatto che il 90% degli astronauti è non fumatore il che implica, in base ai dati epidemiologici degli Stati Uniti, che la loro propensione a sviluppare un tumore ai polmoni e i tumori collegati (stomaco, cavità orale, esofago, ecc.) e di conseguenza il valore totale di REID diminuisce rispetto alla media della popolazione (che include anche i fumatori). In particolare il rischio per i non fumatori si riduce di più del 20% rispetto ai fumatori, ed equivale alla riduzione che si avrebbe aggiungendo uno schermo per i raggi cosmici galattici pari ad un metro d’acqua (l’acqua e in genere i materiali contenenti idrogeno, sono i migliori schermi per le radiazioni cosmiche).

Utilizzando modelli per il trasporto dei raggi cosmici galattici e degli eventi solari di particelle, è stato calcolato il numero massimo di giorni trascorribili nello spazio senza superare il valore del 3% per il REID per varie tipologie di astronauta ed in diverse fasi del ciclo solare. In particolare in un periodo di minimo solare, quando l’attività solare è minima ma è più alto il livello di raggi cosmici, abbiamo che per un uomo di 35 anni il numero massimo di giorni è 209, valore che sale fino a 271 giorni nel caso che sia non fumatore. Nel caso di una donna della stessa età il numero di giorni si riduce a 106 che diventano 187 se non fumatrice. Fortunatamente per le nostre speranze di andare su Marte, con l’età aumenta la resistenza alla radiazione, e nel caso di una coppia di 55 anni l’uomo ha un limite di 274 giorni (351 se non fumatore) e la donna 161 (277 se non fumatrice). Questo è il vero ostacolo di fattibilità alla proposta di Dennis Tito che, essendo pianificata per il 2018 cioè in un periodo di minimo solare, risulta fuori dal rischio accettabile per la NASA di 150 giorni per un uomo e 220 giorni per una donna nell’ipotesi migliore (55 anni e non fumatori).

E allora? Nessuna possibilità per l’uomo di visitare Marte? Una possibilità rimane andando ad osservare i giorni massimi consentiti in un periodo di massimo solare. Prendendo direttamente i valori corrispondenti a persone di 55 anni non fumatrici, abbiamo infatti 500 giorni per un uomo e 382 giorni per una donna, che potrebbero aumentare rispettivamente fino a 615 e 472 giorni nel caso fortunato in cui durante la missione non si verifichino eventi solari oppure che si riesca a schermarli adeguatamente (cosa molto più fattibile che non lo schermare i raggi cosmici galattici).

Riassumendo, solo con una scelta adeguata delle tipologie di persone, 55 anni e non fumatori, e del periodo della missione (durante un massimo solare) si potrebbe pensare ad un viaggio analogo a quello proposto da Tito. Ma in ogni caso, anche se il vostro desiderio non è quello di diventare viaggiatori dello spazio, se fumate smettete, non può che farvi bene.

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