Quella che vi voglio raccontare in queste righe è la storia di uno dei luoghi più misteriosi e affascinanti d’Italia: il castello di Montebello. Come tutti i luoghi antichi intreccia la sua storia con una fitta rete di leggende misteriose e inquietanti.La più famosa è la leggenda di Azzurrina e del suo fantasma che si aggirerebbe tra le fredde e secolari mura del castello. Ma andiamo con ordine.

Montebello è un antico fortino militare che si erge sulle colline dell’entroterra riminese da oltre 1500 anni quando i romani, scacciando le popolazioni residenti, costruirono una torre di vedetta.

Nei secoli, è stato un luogo strategico per la difesa del territorio: la sua storia è costellata da sanguinose battaglie e infatti il nome “Montebello” deriva dal nome romano “mons bellum”, ovvero monte della guerra. Diverse famiglie si sono succedute nel castello, ampliandolo e modificandone la torre di vedetta romana, rendendo così la costruzione sempre più imponente e suggestiva. Oggi il castello non è più abitato e gli attuali proprietari, i conti Guidi di Bagno di Romagna, si sono riservati solo un piccolo appartamento in un’ala del castello.

Non stupisce che un luogo così antico e ricco di avvenimenti porti con sé una storia di fantasmi, ma la storia che vi voglio raccontare, la leggenda di Guendalina Malatesta, detta Azzurrina, non è una solo una storia di fantasmi come tutte le altre, è un racconto che fa rabbrividire ancora oggi centinaia di turisti e che ha attirato l’attenzione di molti investigatori dell’occulto.
Facciamo un passo indietro agli inizi degli anni ’90. Sulla RAI andava in onda una fiction di grande successo: “La Piovra”, e il trio Lopez, Marchesini e Solenghi faceva ridere l’Italia con la sua comicità e la parodia dei Promessi Sposi, ma un’altra trasmissione raccoglieva successi e consensi e si chiamava “Misteri”, condotta da Lorena Foschini e aperta da un magnifico adattamento di Paolo Rustichelli dell’aria della regina della notte. Le puntate vedevano tra gli ospiti i più importanti scienziati dell’epoca in aperto dibattito con i più radicati sostenitori del paranormale. Proprio in questa trasmissione trovò spazio, per la prima volta a livello nazionale, la leggenda della piccola Guendalina Malatesta, scomparsa nel nulla nel 1375 tra le mura del castello di Montebello. Da allora decine di medium e appassionati di mistero accorrono ancora oggi al castello di Montebello sperando di riuscire a carpire una traccia di questa evanescente presenza.
Secondo la leggenda, infatti, ogni 5 anni, nella notte del solstizio d’estate, la voce di una bambina risuonerebbe tra le mura del castello, proprio nella zona della ghiacciaia, dentro la quale Guendalina sarebbe scesa, secoli prima, senza mai più fare ritorno.
Per cercare di dimostrare la veridicità della leggenda, da oltre 20 anni vengono installati dei microfoni nella stanza per cercare di catturare la voce della bambina fantasma. Gli estratti di queste registrazioni vengono riprodotti durante le visite guidate e, vi garantisco, sono in grado di far gelare il sangue. Si tratta di pochi secondi di audio, ma si sentono chiaramente delle voci e dei gemiti.
Nel 2010 decido di vederci chiaro e contatto i curatori del castello per organizzare una spedizione di verifica proprio il giorno del solstizio d’estate. Insieme a me un gruppo eterogeneo di esperti e appassionati di mistero: Marco Morocutti, esperto fonico; Giuliana Galati, fisica; Nicolas D’Amore, illusionista.
Lo scopo? Posizionare dei microfoni nella stanza di accesso alla ghiacciaia, esattamente come fatto in precedenza da altri gruppi, e verificare la presenza di suoni riconducibili alla presenza di un’entità senziente.
Le registrazioni degli anni precedenti lasciavano ben pochi dubbi sull’origine misteriosa dei suoni: colpi ripetuti decine di volte consecutivamente, voci, risate, ma noi cosa avremmo trovato?

Rimanere in un castello infestato dopo il calar del Sole è un’esperienza unica, anche se la si passa a verificare strumentazioni e testare l’audio dei microfoni. Secondo la leggenda, proprio tra quelle mura, 700 anni prima prima, una bambina stava giocando con una palla quando all’improvviso…(continua)

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