Superfici di potenzialeAlla fine dell’Ottocento si pensava che i principi fondamentali della natura fossero ampiamente compresi; gli atomi erano i mattoncini di cui il mondo era costruito e l’Universo obbediva alle leggi della meccanica classica: tutto sembrava funzionare alla perfezione.
Nei primi del Novecento, però, l’impianto classico cominciò a dare i primi problemi, dovuti a uno studio più approfondito del mondo microscopico. Questo inevitabilmente richiese un nuovo modello che potesse al meglio spiegare il mondo in cui la fisica classica non arrivava. Ma su cosa si basa questa nuova teoria?

Tra i principi fondamentali ricordiamo il dualismo onda-­particella e il principio di indeterminazione di Heisenberg, secondo il quale non è possibile conoscere simultaneamente velocità e posizione di una particella quantistica poiché, quanto maggiore è l’accuratezza nel determinarne la posizione e tanto minore è la precisione con la quale si può accertarne la velocità e viceversa. I risultati di questa teoria furono sconvolgenti ed essa prese un posto importante nella moderna scienza, ma fino a che punto si è arrivati?
Con il passare del tempo, infatti, la meccanica quantistica acquisisce numerose ramificazioni alcune delle quali dovute a fraintendimenti delle teorie di base, sminuendo così la vera bellezza di questa teoria e il vero utilizzo della stessa. La Meccanica Quantistica è una bella teoria perché è elegante e perché permette di conoscere a fondo il mondo microscopico e il funzionamento di ciò che ci circonda, ma per conoscerla bene e poterla apprezzare è necessario conoscere la matematica sottostante. Negli ultimi anni, i fraintendimenti generali e l’ignoranza matematica hanno portato all’utilizzo di questa elegante teoria in pseudoscienze del tutto infondate, generando così un movimento New Age associato alla meccanica quantistica, per il quale ogni parola affiancata a Quantum diventa la nuova guarigione a tutti i mali del mondo.

La connessione fra la quantistica e la mente è conseguenza di uno sfortunato linguaggio utilizzato da Bohr e Heisenberg. Nel descrivere l’interazione tra osservatore e ciò che viene osservato e come lo stato di un sistema sia determinato dalla misurazione viene inavvertitamente data l’impressione che la coscienza umana entri in gioco in questo quadro. Da qui è facile comprendere dove si nasconde il fraintendimento: se Heisenberg e Bohr avessero parlato di misurazioni con strumenti inanimati e non di “osservatori” la cosa sarebbe stata profondamente diversa. Estrapolare parole estraniandole dal concetto è un po la base di queste teorie New Age, a questo punto mi stupisco come nessuno abbia ancora pensato di denunciare il signor Schroedinger per maltrattamenti sugli animali dopo aver teorizzato il celebre paradosso del gatto.
Ovviamente questo articolo non può e non vuole essere esaustivo su una problematica vasta e molto sfaccettata. Omeopatia, poteri dell’acqua, poteri della mente, vibrazioni quantiche emozionali, agricoltura quantistica (sì esiste anche questa) sono decine e decine le teorie pseudoscientifiche che giocano sull’ambiguità dei termini mutuati dalla meccanica quantistica. Vi prometto che torneremo presto sul tema e affronteremo uno per uno tutti i più comuni fraintendimenti. Potete anche segnalare argomenti “pseudo-quantistici” che vorreste vedere trattati scrivendo al solito indirizzo info@scientificast.it.