Esiste una scienza che è molto vicina ai problemi dell’uomo ma di cui poco si sente parlare: la biofisica. Nei giorni da lunedì 7 a venerdì 11 Marzo 2016, biofisici di tutto il mondo si sono dati appuntamento nelle piazze, nei bar, nelle scuole per presentare in maniera colloquiale le loro ricerche e far conoscere gli affascinanti aspetti di questa scienza interdisciplinare. La “settimana della biofisica”, è stata organizzata, per la prima volta quest’anno, dalla Biophysical Society con l’invito a tutti i paesi del mondo di organizzare eventi aperti a tutti i cittadini per rispondere alla domanda: “Che cos’è la Biofisica?”

In Italia, l’Istituto di Biofisica del Consiglio Nazionale delle Ricerche, in collaborazione con la Società Italiana di Biofisica Pura e Applicata hanno promosso l’organizzazione sul territorio di caffè scientifici, cene, concerti, conferenze e laboratori didattici. In particolare Scientificast sarà presente in questa iniziativa con la presenza del nostro Andrea Bersani chiamato a fare il moderatore per il caffè scientifico dal titolo “Siamo fatti di molecole: risposte e cure dal mondo nanoscopico” che si terrà Giovedì 10 Marzo, ore 18-20 presso La Passeggiata Librocaffè, Piazza di Santa Croce 21r Genova. Ilaria Zanardi e Silvia De Stefano invece mercoledì 9 marzo a partire dalle ore 20 presso la Pizzeria 23 Febbraio in corso Europa 718 Genova, accompagneranno i commensali alla scoperta dei fondamentali processi biologici alla base della percezione del gusto, parleranno di come si modificano  le proteine durante la cottura dei cibi e di cosa significhi forza della farina. Potete vedere il programma completo degli eventi organizzati per Genova ma anche in altre città italiane su questo sito.

Ma, brevemente, cos’è la biofisica? È un vasto e meraviglioso ponte tra biologia e fisica. In poche parole il biofisico studia, con un approccio interdisciplinare, la vita ad ogni livello, dagli atomi che formano le molecole alle cellule, da singoli organismi all’ambiente. Ridurre la distanza tra la complessità della vita e l’essenzialità delle leggi della fisica è la sfida che si pone questa scienza. Studiare gli schemi della vita e analizzarli con la matematica e la fisica è un modo molto potente per aumentarne la comprensione.

La biofisica nacque circa a metà del secolo scorso e in Italia si affermò grazie al lavoro di tre scienziati, tutti fisici: Antonino Borsellino a Genova, Adriano Gozzini a Pisa e Mario Ageno a Roma. A quel tempo era considerato quasi esotico che fisici potessero avere interessi comuni con biologi e medici e, per di più che potessero farsi delle domande quasi “filosofiche” sul funzionamento della vita. Ad esempio, Antonio Borsellino, fisico teorico ed esperto di elettrodinamica quantistica, pubblicò nel 1970 un lavoro su Nature nel quale si chiedeva se la tarma della farina (più propriamente denominata Tenebrio Molitor) mantenesse la memoria, una volta adulta, di un addestramento che le era stato impartito quando si trovava nello stato larvale considerando che il processo di metamorfosi agisce cambiando tutte le cellule dell’organismo.

Oggi la biofisica è sorgente d’innovazione e risponde alle esigenze della nostra società. In particolare negli ultimi anni, in maniera sempre maggiore, ha dato dei contributi rilevanti nella ricerca di possibili cure per malattie, dal diabete al cancro, da malattie neurodegenerative a malattie genetiche. I biofisici non arrivano fino alla cura clinica ma possono fornire le conoscenze di base di comprensione dei meccanismi biologici e fisiologici alla base delle malattie fornendo quindi un contributo fondamentale per l’ingegnerizzazione del giusto farmaco o del migliore protocollo di cura per la specifica patologia. Oggi sempre di più è evidente però che la salute dell’uomo è legata alla salute dell’intero pianeta e quindi i metodi biofisici sono sempre maggiormente applicati anche a tematiche legate all’ambiente. Come riusciremo ad avere energia sufficiente per coprire i fabbisogni sempre crescenti? Come rimedieremo al riscaldamento globale? Come preserveremo la biodiversità? Come preserveremo le opere d’arte che fanno parte della nostra cultura o come possiamo restaurarle correttamente? Come potremmo avere acqua potabile per tutti? Con la biofisica potremo rispondere a queste sfide e fare anche molto di più di quanto oggi siamo in grado perché quotidianamente, biologi, fisici, chimici, medici e ingegneri lavorano in sinergia nel campo della biofisica portando avanti innovazione scientifica e tecnologica.

 

Borsellino A., Pierantoni R, Schieti-Cavazza B. Nature. 1970 Mar 7; 225(5236):963-4. Survival in adult mealworm beetles (Tenebrio molitor) of learning acquired at the larval stage.