Alan Turing, statua al Bletchley Park

Alan Turing, statua al Bletchley Park

La notizia è di questi giorni, battuta da molte testate anche in Italia: Alan Turing, il famoso matematico e padre dell’informatica, graziato da Sua Maestà la Regina Elisabetta II d’Inghilterra.
Ne parlammo un anno fa, durante la puntata numero 20 del Podcast (nel quale abbiamo parlato di Turing e di molti aspetti singolari della sua vita. Forse addirittura il marchio della Apple è un omaggio a questo grande scienziato).
Grande logico e matematico, uno dei più importanti del XX secolo, perseguitato e condannato dalle autorità britanniche per le sue preferenze sessuali, Turing decise di morire suicida a soli 41 anni a causa di queste persecuzioni. Grande fu il suo contributo durante il secondo conflitto mondiale alla decifrazione della macchina Enigma dell’Asse e determinanti furono le sue teorie per gettare le basi della moderna industria informatica.
Senza il suo genio oggi non avremmo i computer insomma.
Già negli anni passati il Governo Inglese mostrò rimorso per la vile persecuzione nei confronti dello scienziato e vogliamo riportare qui l’importante passaggio di Gordon Brown, Premier britannico nel 2009, in risposta ad una petizione via internet.

« Per quelli fra noi che sono nati dopo il 1945, in un’Europa unita, democratica e in pace, è difficile immaginare che il nostro continente fu un tempo teatro del momento più buio dell’umanità. È difficile credere che in tempi ancora alla portata della memoria di chi è ancora vivo oggi, la gente potesse essere così consumata dall’odio – dall’antisemitismo, dall’omofobia, dalla xenofobia e da altri pregiudizi assassini – da far sì che le camere a gas e i crematori diventassero parte del paesaggio europeo tanto quanto le gallerie d’arte e le università e le sale da concerto che avevano contraddistinto la civiltà europea per secoli. […] Così, per conto del governo britannico, e di tutti coloro che vivono liberi grazie al lavoro di Alan, sono orgoglioso di dire: ci dispiace, avresti meritato di meglio. »

Lo scorso anno, in concomitanza al centenario della nascita, il mondo scientifico si era mobilitato perché la figura di Turing fosse riabilitata.

La grazia nel 2013, dopo 59 anni dalla sua dipartita suona come una beffa, un riconoscimento postumo vuoto e senza valore e segno di quell’omofobia strisciante che ancora oggi sembra non lasciare molti politici e pensatori del XXI secolo.
Auspico sia un monito e motivo di vergogna per quanti ancora oggi propugnano certe ideologie.