A fine ottobre 2015 l’Agenzia Europea per i farmaci (EMA) ha approvato l’uso terapeutico del primo virus in grado di distruggere cellule tumorali, e a breve si attende la stessa decisione da parte della Food and Drug Administration (FDA) americana.

Il virus approvato si chiama T-VEC ed è un virus dell’herpes modificato con azione antitumorale nei confronti del melanoma.

La storia dei virus oncolitici, in realtà, è iniziata già nei secoli scorsi. Alcuni medici dell’800 avevano infatti notato che, in seguito ad alcune infezioni virali, si osservava regressione tumorale. Tra il 1950 e il 1960 furono condotte prove di iniezione intratumorale di svariati virus, che però ebbero risultati alterni: in alcuni casi ci fu effettivamente remissione, in altri i pazienti morirono per via dell’infezione virale stessa. Dal 1990, invece, sono in studio i virus oncolitici moderni, costituiti da virus opportunamente modificati per causare pochi danni alle cellule sane e molti al tumore.

Il T-VEC infetta con molta difficoltà le cellule sane, nelle quali riesce a entrare ma non a replicarsi, mentre si replica efficientemente nelle cellule tumorali, con conseguente produzione di moltissime copie di virus e distruzione della cellula per lisi, ovvero rottura della sua membrana citoplasmatica. Questo è dovuto alla capacità di modificare il funzionamento della cellula, condivisa da cellule tumorali e virus: il tumore e il virus, al fine di crescere e replicarsi rispettivamente, hanno bisogno di alterare il bilancio energetico e la capacità di sopravvivenza delle cellule. Il virus, quindi, si trova perfettamente a suo agio nelle cellule tumorali, dove queste modifiche sono già state effettuate. A questo bisogna aggiungere che le cellule tumorali spesso hanno un’alta espressione dei recettori che il virus utilizza per entrare e hanno una capacità alterata di rispondere all’infezione.

Se paragonassimo un virus a un ladro, il virus oncolitico si ritrova a scegliere se svaligiare una casa con cani da guardia, videosorveglianza e antifurto, o una in cui la porta è aperta e l’antifurto è stato disattivato. È ovvio che il ladro preferisca le seconde, come il virus oncolitico preferisce infettare e distruggere quasi esclusivamente le cellule tumorali.

La sua azione antitumorale, però, non si ferma qui. Il T-VEC, infatti, non solo è modificato per evitare di danneggiare le cellule sane, ma anche per attivare il sistema immunitario. L’herpes virus oncolitico porta al suo interno il gene per un fattore che stimola la risposta immunitaria antitumorale. Quando il virus distrugge la cellula tumorale vengono quindi rilasciati fattori che attivano la risposta delle cellule dendritiche, cellule del sistema immunitario in grado attivare i linfociti T che in questo modo riconoscono il tumore come estraneo all’organismo e portano alla sua distruzione.

In fase di trial clinico il T-VEC ha dimostrato la sua efficacia nel migliorare la sopravvivenza di pazienti con melanoma in fase metastatica rispetto alla sola infusione del fattore immunostimolante. Inoltre, in uno degli studi condotti, questa nuova terapia ha portato a completa regressione del tumore nel 16% dei pazienti trattati oltre a garantire un significativo aumento della durata della vita. Questo dato è estremamente promettente se consideriamo che il melanoma è un tumore molto aggressivo che, pur non essendo il più diffuso, è la prima causa di morte tra i tumori cutanei.

Un ulteriore fattore positivo è dato dai limitati effetti collaterali, generalmente assimilabili a sintomi influenzali, con conseguente possibile combinazione con altre terapie antitumorali attualmente in uso. In futuro si sta valutando la possibilità di somministrare i virus oncolitici direttamente nel flusso sanguigno anziché con iniezioni intratumorali, come avviene oggi per il T-VEC. Questo potrebbe portare il virus a distruggere il tumore in diverse zone del corpo difficilmente raggiungibili dalle terapie attuali e ad agire su tutti i siti metastatici.

Attualmente ci sono molti altri virus oncolitici in fase di trial clinico e si spera che T-VEC sia solo il primo di una nuova classe di “farmaci” attivi nel trattamento dei tumori.

 

FONTI

http://www.nature.com/news/cancer-fighting-viruses-win-approval-1.18651

http://www.nature.com/nrc/journal/vaop/ncurrent/full/nrc3770.html

http://www.who.int/uv/health/uv_health2/en/index1.html

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