Non so se a voi succede, ma quando trovo, finalmente, la risposta ad una di quelle irrispondibili domande che hanno fatto da pietre miliari alla mia infanzia un po’ mi commuovo sempre. Soprattutto quando la domanda era annosa e capivo benissimo che la risposta che mi veniva data era un “non lo so perchè, ma smettila di rompere”. Quindi al limite che mi era stato imposto di poter stare in mare fino a che non mi venivano le dita di tartaruga per poi inderogabilmente andarmi ad asciugare, la me di tanti anni fa chiedeva sempre: ma perchè le dita fanno così, mamma/papà? “Perchè sei stata troppo in acqua e ti stai trasformando in una tartaruga”.

Non mi convinceva.

Anche perché sapevo benissimo che le Tartarughe Ninja si erano trasformate perché avevano toccato un liquido radioattivo.

La risposta, invece ora ce l’ho! L’ho trovata su un articolo pubblicato nelle Biology letters della Royal Society, il che, oltretutto, mi fa pensare che la mia domanda non fosse poi così banale. Le rugosità sulle dita, causate dalla prolungata immersione in acqua, aumentano la maneggevolezza degli oggetti bagnati. Nel passato si pensava che le rugosità fossero causate dal rigonfiamento dello strato corneo più esterno della pelle dovuto alla differenza osmotica (differenza nella concentrazione di soluti) tra la pelle e l’acqua. In realtà, recentemente è stato dimostrato che il fenomeno è causato da una diminuzione del volume delle dita in risposta ad una vasocostrizione a livello locale.

Lo scopo di questo studio è di chiarire se ci sia un vantaggio nel maneggiare oggetti bagnati con o senza le dita rughettate. Per questo hanno assoldato venti partecipanti, ignari dello scopo dell’esperimento, a cui è stato chiesto di trasferire 45 palline di marmo di differenti diametri e sei piombi da pesca di differenti pesi passandoli da un contenitore x ad uno y, usando solo indice e pollice passandoli da una mano all’altra prima di depositarli. Ogni partecipante ha ripetuto l’operazione quattro volte: con dita lisce e oggetti asciutti, con dita rughettate e oggetti asciutti, con dita lisce e oggetti bagnati e con dita rughettate e oggetti bagnati (non necessariamente in quest’ordine).

Tutti i partecipanti hanno trasferito gli oggetti asciutti più velocemente di quelli bagnati, in media il 17% più velocemente, ma nel traferire quelli bagnati le dita rughettate hanno aiutato tutti ad essere più efficaci, quindi più rapidi, con una media del 12% in meno sul tempo impiegato. Nessuna differenza è stata osservata nel caso in cui bisognasse maneggiare oggetti bagnati con dita rughettate.

Gli autori hanno due diverse interpretazioni per questo risultato:

1) le rugosità sulle dita aiutano l’evacuazione dell’acqua presente tra il polpastrello e l’oggetto;
2) i cambiamenti nelle proprietà della pelle come flessibilità e adesione o il cambiamento del coefficiente di attrito migliorano le prestazioni di maneggevolezza su oggetti bagnati.

Questa scoperta ci porta direttamente a chiederci: perché, allora, le dita non sono sempre rughettate se questo comporta un vantaggio pratico? La spiegazione più plausibile è che il costo fisiologico della rugosità delle dita non vale il beneficio in caso di “condizioni asciutte”. Questo può essere interpretato considerando che le rugosità comportano una perdita della sensibilità tattile e aumentano la vulnerabilità della pelle.