Il fossile studiato da Sampson presenta, però, un paio di corna più lunghe del normale e un naso molto più pronunciato, caratteristiche che hanno permesso di stabilire che si tratta di una specie diversa dal Triceratopo, battezzata in maniera molto significativa Nasutoceratops titusi. Si tratta di una specie antecedente il famoso rettile o di una specie esistita nello stesso periodo ma evolutasi indipendentemente? Questa domanda si è presentata per molte scoperte simili in passato, ma nella sua pubblicazione Sampson sembra propendere per la seconda ipotesi.
Il singolare ritrovamento è avvenuto, infatti, in una zona oggi nota come formazione Kaiparowits, che in tempi remoti faceva parte di un’isola separata dal continente nordamericano e chiamata dai ricercatori Laramidia. Il fossile rappresenta dunque una prova importante, seppur non definitiva, del fatto che, anche per i dinosauri, particolari condizioni geografiche, quali la presenza di isole separate dal continente, montagne o fiumi, possano aver dato luogo a percorsi evolutivi separati e quindi a diverse specie, proprio come riscontrato oggi in continenti quali l’Australia e in certe isole separate dai continenti maggiori per milioni di anni, dove la fauna e la flora hanno potuto seguire un cammino evolutivo differente.
PER APPROFONDIRE:
– L’articolo originale di Sampson et al. (Proceeding of Royal Society B)
– L’articolo sul blog di Nature
Sampson SD, Lund EK, Loewen MA, Farke AA, & Clayton KE (2013). A remarkable short-snouted horned dinosaur from the Late Cretaceous (late Campanian) of southern Laramidia. Proceedings. Biological sciences / The Royal Society, 280 (1766) PMID: 23864598
