In seguito all’intervista del Prof. Morandini della puntata #44 del nostro podcast, abbiamo ricevuto un commento critico da Gianni Girotto (Onorevole, Senatore del M5S) riportante alcune obiezioni avanzate dalla Dr.ssa Elena Fattori. In seguito, poi, al recente incontro promosso dalla sen. Fattori, abbiamo inoltrato le obiezioni al Prof. Morandini che ha inviato una gentile risposta che qui pubblichiamo integralmente insieme al commento dei Parlamentari del M5S.

 

Obiezioni della Sen. Fattori

1) Il professor Morandini afferma che è stato dimostrato che non c’è pericolo nell’uso di OGM semplicemente perché questi sono stati già introdotti da anni nell’alimentazione umana. Questo è ovviamente un falso perché, secondo la scienza, non è detto che ciò che non è stato osservato non esista; semplicemente non si è andati a cercarlo. Gli effetti a lungo termine sulla salute umana richiederebbero uno studio sulla popolazione lungo e costoso che nessuno ha fatto e ovviamente nessuno ha intenzione di fare.

2) I pericoli non riguardano solo la salute umana ma l’ambiente e qui lo speaker si è dato la zappa sui piedi menzionando proprio la soia transgenica, affermando che siamo costretti ad importarla dal Brasile perché non esiste più al mondo una soia non OGM. Si tratta di un disastro ambientale di grandi proporzioni, infatti la soia OGM ha un vantaggio selettivo enorme rispetto a quella tradizionale; nel giro di poco più di un decennio ha, infatti, soppiantato ogni varietà tradizionale. L’affermazione che fa: “non potremmo mangiare carne se non avessimo la soia transgenica come alimento per il bestiame” descrive in maniera agghiacciante proprio l’effetto e gli obiettivi di chi produce OGM in agricoltura: conquistare il mercato del cibo. Il caso della soia è emblematico.

3) Si afferma che tutta la comunità scientifica sia a favore degli OGM. Non ne sarei così sicura: io frequento la comunità scientifica da venti anni e il tema dell’opportunità dell’introduzione nell’ambiente degli OGM è molto dibattuto. Diverso è il consenso sul valore della ricerca in laboratorio, nell’ambito della quale si possono identificare, ad esempio, i geni responsabili della resistenza agli insetti, usando gli OGM come strumento sperimentale, per poi, però, operare una selezione naturale nel campo, tenendo conto delle cose apprese in laboratorio.

4) È stato detto che le modificazioni genetiche degli OGM siano paragonabili a quelle della selezione che fanno i contadini. Ciò è assolutamente falso: negli OGM sono introdotti geni estranei alla pianta, di insetti, umani o virus, spesso nemmeno caratterizzati a fondo. Inoltre la selezione in campo avviene per steps; quella transgenica è one shot e terribilmente veloce, quindi è difficilissimo se non impossibile prevederne gli effetti sull’ecosistema. Tant’è vero che la soia transgenica introdotta in Sud America ha soppiantato in pochi anni quella wt creando una dipendenza alimentare drammatica.

5) Il professore invita ad informarsi accuratamente da fonti certe. Io l’ho fatto avendo sia le competenze sia l’autorità per esprimere un parere, visto che ho passato la selezione come esperto OGM della commissione europea. La cosa più sconvolgente è constatare la superficialità del dossier sulla pericolosità eventuale dell’organismo transgenico (prodotto dalla ditta stessa che produce l’OGM), nel caso del Mais mon 810. Pochezza e superficialità che non sarebbero tollerate in altri campi delle biotecnologie, come quello farmaceutico il cui impatto sulla popolazione mondiale è sicuramente inferiore rispetto a quello agricolo. Il dossier è controllato dall’EFSA, ma il problema è che i requisiti di sicurezza sono talmente ridicoli che qualunque cosa verrebbe approvata.

Spesso l'immagine che ci viene presentata degli OGM è molto più estrema che nella realtà: il kiwimone non esiste e non esisterà mai, probabilmente...

Spesso l’immagine che ci viene presentata degli OGM è molto più estrema che nella realtà: il kiwimone non esiste e non esisterà mai…

 

Risponde il dr. Morandini:

Ritengo che la mia affermazione sia stata stravolta: non ho, infatti, detto che le piante GM siano sicure solo perché inserite da anni nella nostra dieta. Ho detto che un elemento aggiuntivo in favore della loro sicurezza, oltre a tutti gli studi pre-commercializzazione, è il fatto che tali prodotti vengano consumati ogni anno da centinaia di milioni di animali in Italia (e da molti miliardi di animali in tutto il mondo) e questo avviene ormai da molti anni senza che alcun organismo di controllo o ente pubblico abbia rilevato alcunché. Ho anche detto che i prodotti transgenici si sono rivelati altrettanto sicuri e in qualche caso più sicuri delle controparti convenzionali (il caso più famoso è quello del mais Bt contro la piralide). I rischi sono insiti anche in prodotti convenzionali. È noto, ad esempio, che le patate possono uccidere (della solanina e dei suoi effetti abbiamo parlato in questa puntata di Scientificast, ndr). Questo non ha portato al divieto di commercializzare le patate, perché il consumatore che applichi le normali precauzioni non corre alcun rischio. Demonizzare le patate e vietarle sarebbe stata una scelta decisamente irrazionale.

Arriviamo all’annosa questione degli “studi epidemiologici”.

Non c’è alcuna evidenza per sostenere che la transgenesi sia intrinsecamente più pericolosa rispetto alle altre forme di modificazione genetica. Lo dice, ad esempio, il prof. W. Arber, uno dei padri dell’ingegneria genetica (e presidente della Pontificia Accademia delle Scienze), che, in estrema sintesi, sostiene che la modifica genetica “naturale” passa attraverso gli stessi tipi di meccanismi (cambiamento di singole basi, riarrangiamenti e fusione di pezzi di DNA) che vengono utilizzati dagli ingegneri genetici. Concetti simili sono espressi dalle accademie delle scienze di tutto il mondo. Quale evidenza può portare la biologa Fattori per sostenere che le modifiche genetiche “naturali” siano scevre da rischi e quelle fatte dall’uomo siano intrinsecamente (più) pericolose?

I menzionati studi “sugli effetti a lungo termine” non basati su ipotesi specifiche contravvengono al metodo scientifico, che non procede attraverso una caotica e spasmodica ricerca casuale di un “qualcosa” (perché qualcosa si trova sempre), ma mediante ipotesi falsificabili. La mia risposta è estremamente sintetica, ma chiunque sia del settore è a conoscenza dell’importanza di applicare il metodo scientifico in modo corretto. E sulla posizione della comunità scientifica italiana invito chiunque a leggere i due consensus document sottoscritti dalle maggiori società scientifiche sulla sicurezza alimentare e la coesistenza.

Per quanto riguarda la soia transgenica, vorrei chiarire che non ho affermato che non esista più soia convenzionale. Ho detto che parlare di soia GM è un controsenso linguistico (o, ancora più imprecisamente, parlare di soia OGM) oltre che una falsità scientifica: tutta la soia è modificata dal punto di vista genetico rispetto al progenitore selvatico. Deduco che chi ha commentato non ha ascoltato l’intervista con attenzione. In merito al presunto “disastro ambientale”, non ho capito in che cosa consista tale disastro. Vorrei ricordare che oggi in Argentina ci sono circa 600 varietà di soia portanti il carattere transgenico di tolleranza all’erbicida. Una volta che viene sviluppata una soia con un carattere desiderabile, questo viene poi inserito in altre varietà tramite incrocio. Ergo, la soia transgenica non ha ridotto la biodiversità, ma l’ha aumentata. In cosa consiste dunque la “dipendenza alimentare drammatica” menzionata?

Permettetemi un commento sull’argomento, venato di un certo complottismo, della vendita di sementi (lo scopo sarebbe “conquistare il mercato del cibo”). Chi produce spera di vendere per poter vivere del prodotto del proprio lavoro. La produzione di sementi ad alta germinabilità, produttive e scevre da malattie è un lavoro complicato, che va remunerato e in questo non vedo alcun male. I paesi che si basano principalmente sulle sementi tradizionali autoprodotte dai contadini sono spesso quei paesi dove la produttività è bassa e dove si muore ancora di fame. Produrre sementi valide è impresa tecnologica che richiede conoscenza e capitali; nessuno lo farebbe gratuitamente, come hobby.

Chi compra le sementi, lo fa, di solito, per produrre un bene, cioè, in ultima analisi, per ottenere un reddito attraverso la produzione di cibo. Anche questo sarebbe un male? Sarebbe come affermare che chi produce la benzina lo faccia per conquistare il mercato della mobilità e chi la compra perchè vuole farsi schiavizzare… Chi non vuole usare la macchina o il trattore può farlo liberamente. Chi non vuole adoperare sementi transgeniche può continuare a usare quelle convenzionali.

Il commentatore evita di citare un solo rapporto di accademie delle scienze e società scientifiche del settore che possa lontanamente essere paragonato allo spessore di quelli da me citati. Quali sarebbero allora le “fonti certe” di cui parla? Riesce a farci un elenco? Penso che risulterà difficile trovare anche solo 10 scienziati italiani che facciano parte di società pertinenti (es. la società di Genetica Agraria o di Biologia vegetale o di Tossicologia) e che sostengano le tesi propugnate nel commento.

Veniamo adesso alla sua affermazione:“La cosa più sconvolgente è constatare la superficialità del dossier sulla pericolosità eventuale dell’organismo transgenico (prodotto dalla ditta stessa che produce l’OGM), nel caso del Mais mon 810”.

La Sen Fattori ha mai letto tale dossier? Ha letto tutta la letteratura scientifica allegata? Perché non inoltra, per favore, i link all’uno e all’altra così che la gente possa iniziare a rendersi conto della realtà dei fatti?

Per quanto mi risulta, i dossier per l’approvazione dei farmaci sono fatti seguendo lo stesso metodo (sono preparati dalle ditte produttrici). Lei sembra sostenere invece che i dossier dei farmaci siano fatti da enti pubblici di ricerca. Ci fornisce per favore degli esempi?

 

Arriviamo al tema dei geni e dei mutanti. Esistono batteri che inseriscono geni in piante ed insetti: anche questi sarebbero innaturali? È evidente che anche in questo caso il commentatore non conosce il tema di cui parla. Le mutazioni, poi, sono eventi istantanei che vanno sotto selezione alla prima o alla seconda generazione, a seconda del tipo di mutazione. Oggi uno stesso carattere si può spesso ottenere sia per transgenesi che per mutazione (casuale o mirata). Perché si considera la prima tecnica demoniaca e non si sollevano eccezioni verso la seconda, quando il prodotto e il gene colpito sono esattamente gli stessi? Purtroppo la normativa attuale non ha senso, da un punto di vista scientifico. Il commentatore è poi talmente esperto nell’ambito della normativa UE da ignorare un fatto lampante, ovvero che in 12 anni (da quando è in vigore la nuova normativa) è stato approvato un solo prodotto per la coltivazione in Europa, che è stato poi ritirato. Di quelli approvati con la vecchia normativa ne rimane di fatto uno soltanto in coltivazione. Quindi, dopo 20 anni, in Europa si coltiva solo una coltura transgenica, (anche se presente sotto forma di un paio di centinana di varietà diverse). Questo è in netto contrasto con l’affermazione complottista secondo cui tutto verrebbe facilmente approvato. A parere dei commentatori, la battaglia contro gli OGM sarebbe molto dura. Per quanto mi riguarda la battaglia contro l’ignoranza e la disinformazione è ancora più dura.

Ringrazio di nuovo Scientificast che ha dato spazio a questa mia replica. Un cordiale saluto. Dr. Piero Morandini, Dipartimento di Bioscienze, Univ. di Milano.

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