Il corpus narrativo di J.R.R. Tolkien si presta – per vastità e complessità – a studi statistici del suo lessico che consentono di evidenziare l’evoluzione di molti temi alla base dell’universo letterario da lui creato.

Lo Hobbit

Un’analisi della frequenza  (In questo post avevamo parlato della legge di ZIpf e della statistica del suo linguaggio, mentre in quest’altro avevamo toccato alcuni aspetti della scienza che traspare dalle sue opere) con cui si alternano i personaggi delle opere del professore ne rispecchia la struttura narrativa: Bilbo, il protagonista de Lo Hobbit (Figura 1), è il più citato nel romanzo (555 volte su 114.000 parole)  ed è presente in maniera pressoché uniforme in tutto il racconto. Con Gollum condivide il quinto capitolo, Indovinelli nell’oscurità, dominato però dal suo sfortunato antagonista che ha 98 (auto)citazioni, dato che spesso parla con sé stesso. Thorin Scudodiquercia (251 cit.) è il coprotagonista più importante dato che Gandalf (187 cit.) si assenta periodicamente lasciando hobbit e nani nei guai.   Smaug è una presenza incombente in tutto il romanzo sino alla sua morte (198 cit. se consideriamo anche il termine “drago”). Balin è il nano più citato (69 volte) dopo Thorin, mentre il più ignorato è il povero Ori che compare appena 11 volte. I nipoti di Scudodiquercia, Fili e Kili, formano la coppia più inseparabile del romanzo, unita sia nella vita che nella morte, pur se Fili agisce anche da solo (ad esempio nel catturare la barca nel fiume incantato) e quindi compare più spesso del fratello (51 volte contro 38).

Figura 1: Frequenza di comparsa dei personaggi de “Lo Hobbit”: numero di citazioni in 3000 parole.

Il Signore degli Anelli

Il Signore degli Anelli (588.000 parole, Figura 2) presenta una struttura più complessa per vicende, estensione della scala geografica e numero di personaggi. Pertanto, il protagonista Frodo ha una presenza meno marcata (1900 cit., sei volte su diecimila) e omogenea di quello di suo zio Bilbo ne Lo Hobbit (48 su diecimila), che compare solo all’inizio ed alla fine del romanzo. Anche qui risaltano le molteplici assenze di Gandalf (1122 cit.), in particolare dopo la sua caduta a Moria. Tra i comprimari, Gimli batte Legolas 390 a 340 in singolar tenzone, ma insieme costituiscono la coppia più inseparabile del racconto, seguiti dal trio Frodo, Sam (1289) e Gollum (432) nel loro viaggio a Mordor.  Quest’ultimo compare un terzo (156) delle volte con il nome del suo alter-ego Sméagol a testimonianza del dualismo della sua personalità.

Figura 2: Frequenza di comparsa dei personaggi del Signore degli Anelli: numero di citazioni in 5000 parole

Il Silmarillion

Il Silmarillion (149.000 parole, Figura 3), pubblicato postumo nel 1977 grazie al figlio di JRR,  Christopher, è composto di varie parti, dalla creazione di Arda (Ainulindalë), il cosmo tolkieniano, alle vicende dei Silmaril,  fino alla conclusione nelle vicende narrate nel Signore degli Anelli. Elu Ilùvatar, il creatore di Arda, compare all’inizio e poi delega ai Valar (Manwë, Ulmo…) la cura degli affari della Terra di Mezzo. Essi sono presenti per tutto il testo, mentre uomini (Beren, Tuor, Hurin…) ed elfi (Feanor, Luthien, Galadriel…) compaiono prevalentemente nei soli capitoli incentrati sulle loro vicende.  L’antagonista del Silmarillion è Melkor (Colui che sorge in potenza), il più potente dei Valar: egli contrasta Ilùvatar nelle fasi iniziali della Creazione, e poi combatte sempre più apertamente dapprima contro i suoi fratelli Valar e successivamente contro le stirpi di elfi, uomini e nani. Melkor compare 192 volte nelle fasi iniziali del testo, ma dalla sua distruzione dei due alberi sacri di Valinor, viene chiamato con l’appellativo di Morgoth (Oscuro nemico del mondo, 309 cit.). 

Sauron è uno dei capitani di Melkor ed ha nel Silmarillion un ruolo più diretto nel contrastare e sedurre elfi e uomini che nel Signore degli Anelli. Pertanto, è citato esplicitamente 178 volte (0,1%), il quintuplo del Signore degli Anelli, dove è menzionato solo 141 volte (lo 0,02%).

In un prossimo post estenderemo l’analisi oltre i protagonisti, mostrando come termini e lessico si siano evoluti nel corso dei decenni durante i quali  Tolkien elaborava e rielaborava i suoi scritti.

Figura 3: Frequenza di comparsa dei personaggi del Silmarillon,  numero dicitazioni in 5000 parole.

 

Note:

1.  L’analisi è stata effettuata escludendo introduzioni, indici e glossari.

2. A sua volta il nome originale di Melkor era Melko (Beren e Luthien, Racconti perduti…): le due accezioni sono equipresenti se si considerano i testi di Tolkien nella loro interezza, Morgoth compare il triplo delle volte di Melko o Melkor. 

3. Nel Signore degli Anelli Morgoth appare una volta sola, menzionato da Legolas in riferimento al Balrog di Moria.