Scie di condensazione in quota - Credits Peev

Scie di condensazione in quota – Credits Peev

Sapevo che sarebbe successo, era passato un anno, un intero lungo anno, senza interrogazioni parlamentari sulle scie chimiche. Me lo sentivo, era solo questione di tempo, prima che uno dei soliti parlamentari riproponesse l’ennesima (la 16esima per la precisione) richiesta di chiarimento. In pole position c’è l’On. Sandro Brandolini, autore di tre interrogazioni (due nel 2008 e una nel 2009), ma questa volta è stato battuto dal ben noto Domenico Scilipoti. Il Senatore, oggi in Forza Italia, aveva già presentato un’interrogazione parlamentare sul tema scie chimiche nel 2011, ma è tornato alla carica il 27 Marzo con un nuovo testo nel quale chiede al Governo

“se intenda promuovere la cancellazione del segreto di Stato relativo alle scie chimiche e far cessare le operazioni che le comportano.”

Ovviamente dando per scontato che un segreto ci sia e che le scie chimiche siano una realtà. Richiesta non stupefacente se diamo insieme un’occhiata alle premesse dell’interrogazione:

“le sostanze tossiche utilizzate per le operazioni di aerosol sono composte da metalli, polimeri, silicati, virus e batteri;
l’alluminio è una sostanza neurotossica che danneggia sia il sistema nervoso centrale, che i processi omeostatici cellulari (l’alluminio ha un fattore determinante nell’Alzheimer);
l’intossicazione da metallo produce un abbassamento delle difese immunitarie;
l’alluminio uccide la flora batterica dei terreni;
le piogge prodotte dalle scie chimiche cambiano il pH dei terreni;”

Stolti! Al bando lattine e tetrapak e tutti voi, genitori apprensivi, gettate dalla finestra quel rotolone di carta di alluminio, ma che non finisca per terra, se no uccide la flora batterica dei terreni.
Scilipoti scrive ignorando le più basilari leggi della chimica, della biologia e del buonsenso, ma questo lo sapete già. Quello che forse non sapete è che il Governo aveva già risposto ad un’interrogazione simile nel 2009 precisando che:

“dall’esame della letteratura scientifica internazionale e dal contenuto dei siti web specialistici, non è possibile confermare l’esistenza delle scie chimiche”

E che:

“In primo luogo, le indagini svolte hanno consentito di escludere il coinvolgimento degli aeromobili dell’Aeronautica militare nella generazione o emissione di scie differenti da quelle normalmente dovute alla condensazione del vapore acqueo.
L’Aeronautica militare, inoltre, non ha in dotazione aeromobili adibiti allo spargimento di sostanze chimiche, né si hanno evidenze relative ad aeromobili militari che, operando a bassa quota sul territorio italiano, abbiano disperso o irrorato sostanze chimiche, così come descritto nell’ambito dell’atto in esame.”

Insomma le scie chimiche non esistono, non ci sono evidenze scientifiche, eppure siamo alla sedicesima interrogazione parlamentare che riprende sempre le stesse bufale. Non sarebbe ora di finirla? Possibile che degli onorevoli possano continuare a porre domande ignorando le risposte precedenti? Non sarebbe il caso che i partiti si prendessero la responsabilità delle bufale portate in Parlamento dai loro candidati? Sono tutte domande retoriche.

In ogni caso io, per l’ennesima volta, mi rendo disponibile per qualunque chiarimento. Chissà che qualche parlamentare decida di informarsi sul serio prima di proporre interrogazioni senza senso e guadagnare una figuraccia davanti all’intero paese.

Per Approfondire:

La Nascita della P.U.T.

HAARP chiude i battenti

FAQ sulle Scie Chimiche

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