La prima edizione di Focus Live, il festival della scienza organizzato dalla rivista Focus, si è aperto con un intervento di Piero Angela. L’abbiamo intervistato a proposito del ruolo della scienza nella nostra società.

 

Lei ha dedicato buona parte della sua carriera a portare la scienza al grande pubblico. Perché la scienza è importante per tutti?

Intanto la scienza ha un metodo. Questa, secondo me, è la cosa più educativa, perché bisogna sempre dimostrare quello che uno dice, diversamente da tanti altri aspetti che riguardano la politica e la società, in cui non bisogna mai dimostrare le cose, se non in parte. La scienza ha questo di bello: se lei vuole pubblicare una ricerca, la rivista seria sottopone il suo articolo a una serie di esperti anonimi che dicono “sì”, “no”, “approfondire”, oppure “questa non è una cosa da pubblicare”, e questo è molto importante perché crea la possibilità di eliminare tutte le cose che sono semplicemente frutto di idee e opinioni ma non sono dimostrabili. Questo ha permesso un progresso molto rapido della scienza.

Inoltre la scienza, oltre a soddisfare la nostra curiosità di capire il cosmo, la vita, gli atomi, come siamo fatti, perché siamo diversi, come funziona il cervello, risponde anche alle domande dei cosiddetti filosofi naturali, che in passato, senza strumenti, cercavano di rispondere a queste domande, quindi è un campo immenso per stimolare il piacere di capire.

Poi, non dimentichiamo che la scienza è la madre della tecnologia, quella che offre all’uomo strumenti per migliorare la vita, la salute, il lavoro… e se oggi viviamo in società estremamente protettive nei confronti dell’uomo (dalla scuola, al lavoro, fino a tutta la vita) lo dobbiamo al fatto che l’analfabetismo non esiste più, che la medicina cura e che l’accesso alla cultura è per molti e non per pochi. Ciò ci consente di viaggiare, di informarci e anche di avere sistemi democratici, perché senza conoscenza e mezzi di comunicazione non c’è democrazia.

 

Al contrario, cosa può dare la società, intesa come pubblico e istituzioni, alla scienza?

Capire che la scienza e la tecnologia sono fondamentali per il nostro tempo e quindi bisogna svilupparle e investire  non solo in macchine, ma anche in intelligenze, e capire che queste cose vanno gestite al meglio, in un modo più intelligente, perché abbiamo degli strumenti meravigliosi per vivere sempre meglio e spesso li usiamo male: inquinando il nostro pianeta,  o mancando delle opportunità perché non sappiamo usare in modo corretto le macchine che la tecnologia ci offre. 

 

Nel suo intervento, qui a Focus Live, ha espresso un appunto sul sistema scolastico attuale, dicendo che si insegnano materie scientifiche, ma non la scienza come metodo…

Sì, sono cose che qualunque scienziato può dirle. Il metodo scientifico è ben conosciuto, ma non rientra nei programmi scolastici. Quello che sto cercando di fare, con delle iniziative parallele, è offrire ai giovani la possibilità di ascoltare dei personaggi di alto profilo che, in una serie di conferenze aggiuntive agli studi, permettono di avvicinarsi ai grandi problemi del nostro tempo che non sono trattati a scuola, come la demografia, l’energia, i movimenti di migrazione, e tantissime altre cose, come le conseguenze dell’intelligenza artificiale, che faranno parte della loro vita.

La scuola non può fare tutto, ma fuori da scuola si può fare molto.

 

Immagine di copertina: Pavel Chagochkin via Shutterstock

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