Niente ci dà la soddisfazione di grattarci quando sentiamo prudere… ma perché?

Se c’è una cosa davvero difficile da ignorare è il prurito. Anche se ci impegnamo a non grattarci, la maggior parte delle volte falliamo miseramente. Anzi, più ci pensiamo peggio è.

Il prurito ha un’importanza strategica per combattere l’attacco di agenti esterni potenzialmente pericolosi, ma sappiamo che di solito grattarsi non è la soluzione (anche se dà molta soddisfazione).

Il prurito può essere scatenato da varie cause, tra cui reazioni allergiche, condizioni della pelle come le dermatiti, sostanze chimiche irritanti, parassiti, malattie, gravidanza e trattamenti contro il cancro. Il ciclo di prurito (prude-gratto-prude di più-gratto di più e via così) può danneggiare significativamente la qualità della vita e causare gravi danni alla pelle e ai tessuti. Alcune persone, inoltre, soffrono di sindromi che provocano prurito cronico, e al momento non esiste una cura o una terapia efficace

Per questa ragione, è molto importante studiare il meccanismo nervoso che ci spinge a grattarci. In un lavoro pubblicato su Neuron lo scorso Dicembre, un gruppo di ricercatori è riuscito a individuare la precisa zona del cervello che è responsabile del fenomeno “prude/gratta”. Inoltre, hanno compreso come il nostro cervello percepisca il prurito ed elabori e moduli una risposta. In questo studio, i ricercatori hanno monitorato l’attività di un gruppo di neuroni chiamati “neuroni periaqueduttali grigi” in topi ai quali era stato indotto il prurito artificialmente con sostanze estranee. Per essere sicuri che fosse proprio questa la zona del cervello responsabile della risposta al prurito hanno poi ripetuto l’esperimento su un gruppo di topi in cui la funzione degli stessi neuroni era stata compromessa. Osservando questi topi era facile notare che si grattavano pochissimo rispetto a quelli in cui la funzione di quella zona specifica era mantenuta.

La terza parte dell’esperimento è consistita nella stimolazione diretta dei neuroni periaqueduttali grigi, senza somministrazione di agenti pruriginosi esterni: i topi si grattavano senza apparente ragione.

Il prurito può diventare cronico e difficilissimo da superare (Immagine: Asian woman scratching her arm via Emily frost/Shutterstock)

Questo studio finalmente fa luce sul punto di partenza del circuito per la regolazione del feedback positivo del prurito: gli autori ipotizzano che il segnale del prurito e la sua risposta (grattarsi) possano innescare un potenziamento della sensazione di prurito, inducendo il prurito cronico.

Questa via top-down (dal sistema nervoso centrale verso la periferia) potrebbe essere coinvolta durante l’aumento del prurito indotto da stress, rappresentando quindi un potenziale bersaglio terapeutico centrale per rompere il circolo vizioso di prurito-grattarsi-prurito associato al prurito cronico.

Ho tenuto il conto di quante volte mi sono grattata nei 30 minuti che sono appena trascorsi: 15 volte. Il mio vicino di scrivania solo 7. Che il solo pensare al prurito lo faccia aumentare?.

Per saperne di più:

Zheng-Run Gao,Wen-Zhen Chen,Ming-Zhe Liu,Xiao-Jun Chen,Li Wan,Xin-Yan Zhang,Lei Yuan,Jun-Kai Lin,Meng Wang,Li Zhou,Xiao-Hong Xu,Yan-Gang Sun Tac1-Expressing Neurons in the Periaqueductal Gray Facilitate the Itch-Scratching Cycle via Descending Regulation, Neuron, 2 January 2019 https://doi.org/10.1016/j.neuron.2018.11.010

Immagine di copertina: Itching red cat on the city street via Yury and Tanya/Shutterstock

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