Storia di uno dei disastri più improbabili della storia, per fortuna senza vittime, con l’eccezione di tre cani e un lago d’acqua dolce

Questo articolo si basa su un brano di Charles Perrow incluso nel libro “Normal Accidents” (1999), ©Princeton University Press. Il resoconto originale si trova nell’articolo di Michael Gold, “Who Pulled the Plug on Lake Peigneur?” apparso su Science 81 nel novembre 1981.

Avete mai perso un lago? Può succedere, anche se nessuno di solito stipula una polizza per un evento del genere. Per la precisione successe nella Louisiana del 1980, un bel giovedì di novembre, quando un lago, una piattaforma petrolifera e una miniera di sale si trovarono improvvisamente catapultati in un’unica storia.

La compagnia petrolifera Texaco era in cerca di petrolio nel Lago Peigneur, nella Louisiana meridionale: un lago molto profondo a poca distanza dalla Vermilion Bay, un’insenatura nel Golfo del Messico. La trivella aveva raggiunto una profondità di circa 375 metri quando s’inceppò, e una volta disincagliata, cominciò a spiccare salti di 2-3 metri, notevoli per una roba che pesa 40 tonnellate. 

Poi, circa un’ora dopo, gli operatori della Texaco notarono che la piattaforma si stava inclinando di brutto. 

Ciò non va bene, pensarono, e tagliarono la corda, rifugiandosi sulla riva: da lì, osservarono la piattaforma scomparire sott’acqua. Anche questo non era normale, dato che il lago è sì profondo, ma il punto in cui stavano scavando aveva una profondità inferiore ai due metri. 

Nello stesso momento, alcuni uomini stavano lavorando in una redditizia miniera di sale vecchia di sessant’anni e di pertinenza della compagnia Diamond Crystal. Parte della miniera si estendeva a una profondità di circa 400 metri sotto il lago Peigneur. I minatori notarono che la loro area si stava allagando: immediatamente diedero l’allarme, e questo permise a tutti e 55 gli operatori di portarsi rapidamente in salvo, mentre un’onda alta due metri e mezzo e larga come un’autostrada spazzava le caverne. Sopra di loro, si era creato un vortice che aveva minacciato di risucchiare due pescatori, i quali riuscirono con non poca fortuna e molta determinazione a raggiungere la riva.

Il vortice nel frattempo inghiottì alcune chiatte e una pilotina della Wilson Brothers, la compagnia di trivellazione che lavorava per la Texaco; poi, dissolvendo il sale e trascinando il suolo al suo interno, l’acqua allargò il buco e il vortice cominciò a mandar giù di tutto, non solo barche da pesca, ma anche quello che c’era sulle rive: terriccio, prati, alberi e 65 acri di un apprezzato resort per turisti, i giardini Rip Van Winkle, inclusi l’annesso ristorante e la cantina di vini pregiati.

Il Canale Delcambre, che collega il lago alla baia, invertì il suo corso e cominciò a riempire il bacino in via di svuotamento di acqua salmastra, creando temporaneamente una corrente di 20 nodi e una cascata di 50 metri (più o meno un terzo della Cascata delle Marmore, ma comunque la più alta della Louisiana in quel momento). L’aria spostata dall’ingresso dell’acqua nelle miniere causò l’eruzione di un geyser alto 120 metri, che durò una ventina di minuti. Per aggiungere un po’ di scenografia, un giacimento sotterraneo si fratturò e bolle di gas naturale emersero in superficie, dove presero fuoco. 

 

La cascata formata dal Canale Delcambre.
Immagine da Wikipedia, Fair Use

Nell’arco di sette ore, un lago di 450 ettari era scomparso. Ops.

Nessun uomo si fece male; purtroppo però, tre cani morirono.
La Diamond Crystal fece causa alla Texaco per la perdita della miniera.
La Texaco fece causa alla Diamond Crystal per non aver dato informazioni sulla posizione della miniera.
La Wilson Brothers fece causa alla Texaco per la perdita delle attrezzature.
I giardini Rip Van Winkle fecero causa alla Diamond Crystal e alla Texaco per la perdita di terreni, edifici, e trentamila stelle di Natale quasi pronte per la raccolta e la vendita.

Pochi giorni dopo, quando la pressione dell’acqua e dell’aria nelle miniere raggiunse il suo equilibrio, l’acqua salmastra proveniente dalla baia riempì nuovamente il bacino, trasformando quello che una volta era un lago d’acqua dolce in uno salmastro, più profondo di prima e con un buco in mezzo: dal buco sarebbero poi riemerse nove chiatte coi veicoli ancora agganciati sopra. 

I gestori dei giardini Rip Van Winkle assunsero una squadra di sommozzatori per recuperare almeno i vini pregiati.

L’ecosistema, ovviamente, cambiò in modo drastico, non essendo più ospitale per i pesci gatto e i gamberetti d’acqua dolce che vi abitavano prima. 

Cos’era successo? Burocrazia, problemi di comunicazione e una mirabile sfortuna.

Era successo che la Texaco aveva delle mappe della miniera, che però aveva interpretato secondo un sistema di riferimento sbagliato, e non pensò di verificare la cosa con la Diamond Crystal (o viceversa). La Texaco sostenne che solo la Diamond sapeva esattamente la posizione di caverne e tunnel; la Diamond sostenne che solo la Texaco sapeva quanto in profondità avrebbe scavato.

Per dirla tutta, a parziale discolpa delle due compagnie, non è per niente facile stappare un lago centrando in pieno una miniera con una trivella, nemmeno facendolo apposta, nemmeno con le mappe a disposizione. Eppure tutti questi elementi concorsero a creare uno degli incidenti più surreali della storia sia dell’industria petrolifera, sia di quella mineraria.

 

Per saperne di più:
https://coloradogeologicalsurvey.org/1980/150-lake-peigneur-sinkhole-disaster/ 

 

Immagine di copertina: il lago Peigneur visto dall’alto con Google Earth