Uno dei più grandi interrogativi su Marte è la presenza o meno di acqua liquida sulla superficie. Sappiamo da molti anni che ci sono enormi estensioni di ghiaccio ai poli, soggette a variazioni stagionali del tutto simili a quello che osserviamo sulla Terra, e sono state osservate delle strutture riconducibili a fenomeni di erosione idrologica antica, di alcuni milioni di anni fa. La sonda Opportunity, inoltre, ha fotografato delle formazioni rocciose generate dall’interazione di minerali con l’acqua, per cui siamo sicuri che, in qualche tempo del passato, ci fosse acqua allo stato liquido sul pianeta. Tutt’ora c’è un sacco d’acqua, imprigionata nei ghiacci polari: si è calcolato che, se tutto questo ghiaccio si sciogliesse, ci sarebbe abbastanza acqua da ricoprire tutto il pianeta con un “mare” profondo 11 metri.

La pressione molto bassa, meno dell’1% di quella che abbiamo sulla Terra, e le temperature sistematicamente al di sotto di 0ºC ci indicano che la presenza di acqua liquida sia possibile solo in condizioni molto particolari, in “valli” molto profonde e calde, e per periodi molto brevi. L’immagine che abbiamo del pianeta rosso è quindi quella di un deserto gelato, rossiccio e caratterizzato da un’aria estremamente rarefatta.

Questa visione potrebbe essere anche decisamente sbagliata, a giudicare dai nuovi dati che ci arrivano dal Mars Reconnaissance Orbiter (MRO), un satellite che abbiamo spedito là a fotografare ad altissima risoluzione la superficie marziana. La sua fotocamera HiRISE (High Resolution Imaging Science Experiment) è infatti in grado di fare fotografie con una risoluzione di 30 centimetri per pixel, dandoci immagini così accurate da rendere visibile un essere umano, se ci fosse.

L’essere umano non c’è, ma ci sono strutture superficiali che hanno tutta l’aria di “rigagnoli” provocati da piogge primaverili. Queste strutture sono state chiamate Recurring Slope Lineae (RSL, linee ricorrenti sui clivi, o qualcosa del genere) e non sono ancora stati spiegate. Hanno tutta l’aria di rivi generati dalla pioggia o da qualche altro fenomeno idrico, ma è difficile immaginare della pioggia su Marte; d’altra parte, non ci sono altre spiegazioni di tipo geologico che possano riprodurre queste strutture che, peraltro, hanno tutta l’aria di apparire in primavera e scomparire in autunno, come i nostri torrenti a regime stagionale. La presenza di acqua liquida sulla superficie di Marte, in ogni caso, sembra molto probabile.

RSL nel cratere Palikir con le analisi spettrali che mostrano la presenza di sali solubili in acqua (dall'articolo originale)

RSL nel cratere Palikir con le analisi spettrali che mostrano la presenza di sali solubili in acqua (dall’articolo originale, doi:10.1038/ngeo2546)

In attesa di capire qualcosa di più, sia che si tratti di fenomeni idrologici che nemmeno immaginiamo, sia che si tratti di fenomeni atmosferici che non sappiamo spiegarci, per oggi dobbiamo mettere un nuovo tassello al puzzle di interrogativi che Marte ci sottopone, dai tempi dei famosi “canali” di Schiaparelli a questi nuovi “torrenti”.

Chissà se anche i marziani dicono “piove, governo ladro!”…

 

Immagine di copertina: panorama di Marte ripreso da Curiosity (NASA/JPL-Caltech/MSSS)