Lo scienziato cinese He Jiankui ha annunciato la nascita delle prime due bambine modificate geneticamente con CRISPR. Molti sono i dubbi legati a questa notizia.

Nel futuro ognuno sarà famoso per 15 minuti. Così scriveva Andy Warhol nel 1968.

E sappiamo bene che oggi i cosiddetti influencer, instagrammer e youtuber di turno non fanno che confermare questa sua teoria.

La novità è che questa brama di successo ha recentemente contagiato anche la scienza. In queste ultime ore, sta rimbalzando su tutti i media la notizia delle prime neonate modificate con CRISPR. Di ciò non abbiamo nessuna prova se non un video su youtube del professore He Jiankui che annuncia al mondo la sua scoperta.

Il professore racconta in inglese, sottotitolato in cinese, di come abbia eseguito “chirurgia genetica” sugli embrioni di due gemelle, Lulu e Nana. Lo scopo? Modificare un gene che rende le bambine non infettabili dal virus dell’HIV.

Potrebbe sembrare un mitomane (forse lo è) a cui non dare conto, ma è un professore universitario con esperienza in università americane e 19 pubblicazioni in riviste peer-reviewed, di cui molte nell’ambito della genetica. Inoltre, chi è del campo sa che CRISPR, la tecnica di gene editing che ha rivoluzionato il campo della genetica negli ultimi anni, è veramente facile da applicare, e sono già stati pubblicati studi su embrioni umani.

Le ragioni per cui questa notizia colpisce tanto sono soprattutto etiche. Abbiamo ancora dubbi sulla specificità della tecnica, sui potenziali effetti collaterali a lungo termine, su quando modificare l’embrione, in modo che sia al corretto stadio e la mutazione sia indotta in tutte le cellule e non solo in alcune, secondo un fenomeno che viene chiamato mosaicismo.

Se la notizia fosse confermata, che diritto ha un professore di usare due bambine come cavie?

Illustrazione 3D di una morula, uno degli stadi iniziali dell’embrione – Shutterstock

È probabile che con CRISPR/Cas9 in futuro si arriverà all’applicazione sugli embrioni umani, ma percorrendo le tappe con calma, con corretti confini etici e regolamentazioni, con la corretta metodologia scientifica e presentando i dati non su youtube come un fashion blogger.

Il malcontento è anche legato al bersaglio utilizzato. Con questa tecnica, infatti, si sta pensando di curare malattie genetiche in cui un gene mutato è responsabile di patologie mortali. Ad esempio molti studi si stanno facendo su corea di Huntington, fibrosi cistica, o distrofia muscolare di Duchenne. In quel caso siamo d’accordo che la modifica genetica dell’embrione sia davvero importante!

Nelle bambine cinesi, invece, è stata introdotta una mutazione sul gene che codifica per CCR5 una proteina necessaria al virus dell’HIV per infettare le cellule del nostro sistema immunitario. Esistono persone con una variante naturale troncata di questa proteina che sono resistenti all’infezione di HIV. Tuttavia, la trasmissione di HIV si può prevenire in maniera molto più sicura con l’utilizzo di preservativi nel caso di trasmissione sessuale e con terapie farmacologiche nel rischio di trasmissione dalla madre al feto.

La Southern University of Science and Technology si dichiara all’oscuro della vicenda e si dissocia dalle dichiarazioni di He Jiankui e più di 100 scienziati cinesi ne criticano l’operato con una dichiarazione congiunta, chiedendo un’azione delle autorità.  

Non ci resta che sperare che, se tutta la vicenda sarà confermata, il modo di operare del professor He Jiankui rimanga un caso isolato, e che CRISPR possa arrivare alla sua applicazione sull’uomo senza bruciare le tappe, quando tutte le verifiche sulla sua sicurezza saranno state effettuate.

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