PLoS. CC by-nc-sa

Due giorni fa è stato approvato alla Camera ed oggi al Senato il DL Balduzzi che concede due anni di tempo e tre milioni di euro di denaro pubblico a Stamina, azienda capeggiata da Vannoni. La storia la conosciamo, purtroppo, molto bene.  Abbiamo affrontato l’argomento in un post di Simone Angioni e con il Dr Salvo di Grazia in una recente puntata del nostro podcast. Potrete trovare gli aggiornamenti più recenti su Oggi Scienza (Federica Sgorbissa).

Oggi voglio analizzare il significato simbolico di una simile scelta. Giustamente c’è chi dice che Vannoni ora sarà obbligato a produrre risultati concreti, a seguire protocolli affidabili e a confrontarsi alla pari con il giudizio della comunità scientifica. Aggiungo che sarà obbligato a farlo sì, ma con tre milioni di euro gentilmente donati dal Parlamento in nome del Popolo italiano; più o meno fanno cinque centesimi a testa. E qui sta il punto che proprio non va giù al sottoscritto.

Tre milioni di euro pubblici vanno a  finanziare in questo caso la produzione di protocolli, documenti e dati che solitamente sono prodotti ben prima da chi propone alla comunità medica delle terapie innovative. Migliaia di gruppi di ricerca in Italia e nel mondo seguono regole ben precise (avete mai sentito parlare del metodo scientifico?) e processi ben regolamentati per dare spessore e rilievo alle proprie ricerche in ambito clinico e ricevere l’approvazione degli enti che regolano questo tipo di processi e operano a tutela dei cittadini e dei pazienti. Tre milioni di euro avrebbero finanziato almeno (a spanne) dieci o quindici borse di ricerca su progetti importanti e seri in ambito medico o biomedico. In un periodo di vacche magrissime come quello attuale, con un preoccupante fenomeno migratorio di ricercatori verso paesi più illuminati del nostro e dopo aver scontato anni di governi il cui contributo principale alla ricerca scientifica è stato la sua mortificazione non mi sembra che il segnale dato in questo caso specifico sia stato particolarmente brillante.

Con questa mossa il Parlamento, oppresso da un clamore mediatico violento e senza precedenti, ha deciso di forzare questi processi e di scardinarli. Si  passa in tempo zero da una serie di dati frammentari e non pubblicati a una vera e propria sperimentazione in vivo sugli esseri umani di una terapia fumosa e poco chiara, con dei fortissimi rischi per la salute dei pazienti se le cose dovessero volgere al peggio (ma non vi preoccupate, nessun beagle è stato maltrattato, per fortuna!).  Attenzione, cari parlamentari, oggi avete aperto un vaso di Pandora che difficilmente potrà essere richiuso completamente. Ipotizzando per assurdo, su quale base un domani una terapia a base di cianuro che sia stata pubblicizzata da un varietà televisivo campione di ascolti non dovrebbe subire un pari trattamento? A mio avviso chi ha preso questa decisione sta sottovalutando terribilmente il problema. Basare le decisioni del Parlamento o una scelta ministeriale sulla pressione mediatica esercitata da showman e cabarettisti non mi pare sia un modo serio di affrontare questioni che vanno a toccare argomenti delicati come la salute delle persone.

I ministri Carrozza e Lorenzin, vorranno spendere due parole per giustificare questo ennesimo insulto agli sforzi e ai sacrifici di tanti giovani italiani?  Vorranno parlare apertamente e dare maggiori certezze sul fatto che il caso specifico sarà considerato un’eccezione e non la norma? Avranno il coraggio di promettere che la scienza da oggi verrà considerata nella sua complessità e con il giusto rispetto, a tutela prima di tutto di chi raccoglie i frutti di tanti sacrifici? Me lo voglio augurare. Per tutti, ma soprattutto per chi attende da anni una risposta ai propri gravi problemi di salute e merita risposte serie e sensate una volta per tutte.

Paolo Bianchi

SOCIALICON
RSS
Facebook
Facebook
Google+
Twitter
YouTube
Instagram
SOCIALICON