Il 24 Settembre 2014 il Tribunale del Lavoro di Milano sancisce, a firma del giudice Nicola di Leo, che un bimbo di 9 anni avrà diritto a un risarcimento economico a causa dell’accertato “nesso causale” tra vaccino esavalente e autismo.
Non si tratta della prima sentenza in questo senso, già a Rimini e a Pesaro decisioni analoghe avevano fatto discutere e indignare la comunità medico-scientifica. Sì, perchè il “nesso causale” non emerge nelle ricerche scientifiche condotte negli ultimi 15 anni e quindi perchè un giudice si permette di contraddire la scienza? Arriveremo a giudici che negano la gravità o le leggi dell’elettromagnetismo?
Sono frasi di questo tipo che costellano i media e i social network. Persone indignate che accusano giudici di arroganza e incapacità, ma è veramente così?

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Se andiamo a ripescare le sentenze di Rimini e Pesaro scopriamo che i giudici, che ricordiamo sono di formazione umanistica, si affidano a dei consulenti, in gergo CTU. Queste persone, professionisti del loro settore, forniscono un parere e sono, ovviamente, tenuti in grande considerazione.
Non c’è nulla di scandaloso ad affidarsi a delle persone competenti, anche io per scrivere questo pezzo ho chiesto un parere a un’amica giurista (grazie Ilaria).

Il sistema funziona fino a che i consulenti si attengono a dare pareri oggettivi, ma funziona meno se il consulente si discosta dall’evidenza scientifica a favore di pareri personali.
Nel caso di Rimini sono stati il Dott. Niglio e il Dott. Montinari (nella sentenza erroneamente riportato come Montanari – grazie ad Ulrike per la segnalazione) a certificare che “i danni del minore fossero riconducibili alle vaccinazioni praticate”. Stesso iter a Pesaro: il giudice ha nominato un CTU, la dottoressa Badolato, al fine di “verificare la sussistenza del nesso causale” tra la malattia e la vaccinazione. La risposta è stata “attendibile probabilità causale”.
Possiamo quindi prendercela con il giudice perchè si è fidato di un consulente? Che competenza ha un giudice per capire se un consulente da lui nominato, preso da un elenco di consulenti, si sta attenendo alle conoscenze scientifiche o se sta facendo di testa sua?

Arrivando all’ultima sentenza, quella di Milano, scopriamo che anche in questo caso il consulente del tribunale si è dilungato in affermazioni a dir poco discutibili. Le dichiarazioni del Dott. Alberto Tornatore sono riportate su molti giornali, giusto per darvi un’idea:

è probabile, in misura certamente superiore al contrario che il disturbo autistico del piccolo sia stato causato, o almeno concausato, sulla base di un polimorfismo che lo ha reso suscettibile alla tossicità di uno o più ingredienti (o inquinanti) dal vaccino Infrarix Hexa Sk

mostra una specifica idoneità lesiva per il disturbo autistico, la cui portata, teoricamente piccola se calcolata sui dati della sperimentazione clinica pre-autorizzazione – spiegherebbe solo il 2-5% dei casi di malattia – è in realtà sottostimata per l’esistenza – recentemente confermata dall’autorità sanitaria australiana – di lotti del vaccino contenenti un disinfettante a base di mercurio, oggi ufficialmente bandito per via della comprovata neurotossicità, in concentrazioni tali da eccedere largamente i livelli massimi raccomandati per lattanti del peso di pochi chili

Facciamo presente al Dott. Tornatore che il disinfettante a base di mercurio è il Thimerosal, un conservante usato per decenni nei vaccini, addirittura considerato negli anni ’40 tra i più importanti prodotti farmaceutici mai prodotti. Dubito fortemente che l’autorità sanitaria australiana si sia accorta “recentemente” della sua esistenza e utilizzo. La vicenda Thimerosal è molto interessante e le aziende stanno cercando di eliminarlo come conservante a puro titolo precauzionale. Lo dico in altro modo: siccome la gente ha paura della parola “mercurio”, pur non essendoci alcuna prova che lo correli a gravi patologie, le aziende lo stanno eliminando. Non si tratta affatto di “comprovata neurotossicità”, né il prodotto è stato “bandito”. Un medico dovrebbe attenersi alle linee guida del Ministero, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e delle pubblicazioni scientifiche.

Il punto però è che dopo queste sentenze l’agenzia del farmaco non apre alcuna inchiesta, ovviamente, visto che di ricerca sulla correlazione autismo/vaccini se ne è fatta più che a sufficienza senza trovare correlazioni. Il Ministero farà appello, perchè ovviamente questo nesso causale non è comprovato dai fatti. Le società di medici e lo stesso Ministro Lorenzin si indignano e sottolineano i pericoli di sentenze del genere che avranno come effetto la diminuzione della copertura dei vaccini nel nostro paese. Eppure l’ordine dei medici non muove un dito. In Inghilterra, anni fa, un medico, Andrew Wakefield, aveva pubblicato un lavoro trovando una correlazione autismo/vaccini. La comunità scientifica si è affrettata a verificare e ripetere i risultati scoprendoli falsi. Bene, Wakefield è stato cancellato dal registro dei medici inglesi e non ha più potuto esercitare la professione. In Italia, dei consulenti condizionano delle sentenze senza il supporto di dati scientifici e non solo l’ordine non interviene, ma l’opinione pubblica se la prende con il giudice colpevole di non essere uno scienziato e di non essersi informato. Mi chiedo, applicando la stessa severità, quanto si dovrebbe ritenere colpevole uno scienziato che non si attiene ai dati scientifici che, al contrario di un giudice, dovrebbe ben conoscere.