Ieri sera, intorno all’ora dell’aperitivo, la cometa ISON è passata perielio, cioè alla minima distanza dal Sole della sua traiettoria. Questa cometa, come molte altre, proviene dalla nube di Oort, una regione all’estrema periferia del sistema solare: da lì, per qualche perturbazione della sua tranquilla traiettoria nel freddo interstellare, è stata deviata verso il Sole, per la prima volta nella sua esistenza. Le previsioni sulla massima luminosità che avrebbe potuto raggiungere erano molto varie, alcuni prevedevano addirittura che sarebbe diventata talmente luminosa da essere visibile anche di giorno. Altri temevano che, passando vicino al Sole, si sarebbe distrutta. Le immagini di SoHO, telescopio spaziale costruito dalla NASA e dall’ESA per monitorare il Sole, ci mostrano che la cometa è sopravvissuta al transito, a soli 1,2 milioni di km dal sole, ma diminuendo molto la sua luminosità. È pensabile che abbia perso una frazione significativa della sua massa, ma è sopravvissuta: vedremo se nelle prossime settimane riprenderà luminosità o si disintegrerà del tutto in poche ore, senza riuscire a tornare nel freddo della frontiera del sistema solare.

Il passaggio al perielio della cometa ISON visto da SoHO: a sinistra, la cometa si approssima al Sole, al centro, la coda è ancora visibile mentre il nucleo è già coperto dal Sole, a destra la cometa riemerge con una luminosità (almeno a prima vista) molto ridotta. Le immagini sono di SoHO, ESA & NASA. Altre immagini sono disponibili qui.

Il passaggio al perielio della cometa ISON visto da SoHO: a sinistra, la cometa si approssima al Sole, al centro, la coda è ancora visibile mentre il nucleo è già coperto dal Sole, a destra la cometa riemerge con una luminosità (almeno a prima vista) molto ridotta. Le immagini sono di SoHO, ESA & NASA. Altre immagini sono disponibili qui. (Images courtesy of SOHO/LASCO consortium. SOHO is a project of international cooperation between ESA and NASA)