La notizia di questi giorni è il ritiro dal mercato di alcuni farmaci a base di ranitidina, cerchiamo di capire quali e perché.

La ranitidina è una molecola antagonista dei recettori H2 dell’istamina, che ha come effetto la riduzione della produzione di acidi nello stomaco. Questa proprietà la rende un principio attivo estremamente valido e molto usato per medicinali che curano reflusso acido, gastrite, ulcera. Il primo medicinale basato su questa molecola è stato lo Zantac, negli anni Settanta del ventesimo secolo, ed è diventato negli anni Novanta uno dei medicinali più venduti nel mondo.

Alcuni giorni fa l’AIFA ha disposto il ritiro di alcuni farmaci contenenti ranitidina, limitatamente ad alcuni lotti, e vietato l’uso di una più ampia gamma di farmaci, come misura cautelare, ma non per un problema legato direttamente al principio attivo. Il ritiro è avvenuto in seguito all’identificazione di una impurezza potenzialmente pericolosa nella ranitidina prodotta da uno specifico laboratorio indiano, il Saraca Laboratories LTD.. Le case farmaceutiche, infatti, non producono tutti i principi attivi “in casa”, ma spesso  si approvvigionano da aziende specializzate.,In questo caso, la ranitidina “impura” è finita in svariati lotti di medicinali prodotti da diverse aziende.

L’impurezza incriminata è la N-Nitrosodilmetilammina (NDMA, ma non ha niente a che vedere con il MDMA, nonostante il nome simile), un sottoprodotto della lavorazione che dovrebbe essere assente, se il processo di produzione della ranitidina fosse corretto. NDMA è estremamente tossica, benché presente in tracce minime in molti ambienti: il limite per la potabilità dell’acqua è di soli 7ng/l (7000 volte più basso di quello dei cianuri) ed è riconosciuto abbia effetti distruttivi sul fegato. È stata inoltre dimostrata una correlazione tra l’esposizione prolungata a bassissime dosi e l’insorgenza di tumori al fegato nei ratti, viene quindi classificata come potenzialmente cancerogena per l’uomo.

Le iniziative prese dall’AIFA sono quindi legate a un problema auspicabilmente momentaneo, a un singolo produttore, e si applicano solo ed esclusivamente a farmaci contenenti questa molecola. In questi giorni stanno girando liste più o meno estese di farmaci di ogni genere “da evitare”, ma le uniche liste a cui fare riferimento sono quelle ufficiali dell’AIFA. Chi cavalca questi problemi, peraltro molto seri, per fare propaganda contro questo e contro quello è deprecabile al massimo grado. Per altro, il ritiro dei vari lotti potenzialmente contaminati si basa sul principio di precauzione e la stessa AIFA ritiene non ci siano pericoli per coloro che hanno assunto farmaci a base di ranitidina nel recente passato.

Se avete dubbi, fate riferimento al vostro medico o al vostro farmacista: solo alcuni lotti di alcuni farmaci sono stati rimossi dal commercio, e presumibilmente queste restrizioni dureranno solo per un periodo limitato di tempo, finché non sarà rimosso il problema che ha determinato la contaminazione. In ogni caso, esistono altri principi attivi che possono sostituire la ranitidina.