La famiglia degli herpes è più grande e diffusa di quello che siamo portati a pensare… quando abbiamo un labbro gonfio e dolorante!

Un herpes è per sempre. Sì, avete capito bene, un diamante si può perdere, quindi magari il vostro fidanzato ve l’ha regalato ma dopo qualche anno non ce l’avete più, invece se qualcuno vi regala un virus appartenente alla famiglia degli herpes, la herpesviridae, quello rimarrà con voi tutta la vita. La principale caratteristica che accomuna questi otto virus è infatti la loro capacità di restare per tutta la nostra vita all’interno di alcune cellule in forma latente, ovvero nascosti nel nucleo, al riparo dall’azione del sistema immunitario.

Questi virus sono anche accomunati dall’essere molto grandi in termini di dimensioni, circa 200 nm, contro i 25 nm dei virus più piccoli, e in termini di genoma: un virus di questa famiglia può contenere fino a 200 geni, mentre i virus più piccoli ne hanno solo 5. Tra i membri più noti della famiglia ci sono:

  • herpes simplex di tipo 1 (HSV-1) associato principalmente all’herpes labialis
  • herpes simplex di tipo 2 (HSV-2) associato principalmente all’herpes genitalis

Tuttavia, alcune pratiche sessuali hanno causato una parziale contaminazione dei siti anatomici tra i due virus.

L’HSV-1 è normalmente contratto in età infantile tramite saliva, contatto diretto o superfici contaminate, ma nella maggior parte dei casi resta asintomatico anche per tutta la vita. Il virus si nasconde nel corpo cellulare del nervo trigemino e, solo in alcuni casi, e con frequenza variabile da persona a persona, può riattivarsi causando le classiche vescicole in prossimità delle labbra. La riattivazione può essere legata a esposizione eccessiva ai raggi ultravioletti, stress, parziale immunosoppressione, e alla severità dell’infezione primaria. Si stima che in Europa ci siano 394 milioni di persone infette (circa il 65% della popolazione), ma non tutti sanno di esserlo. A oggi non esiste nessun farmaco in grado di eliminare il virus dell’herpes HSV-1. I farmaci disponibili (come lo Zovirax) agiscono solo sulla replicazione del virus, e quindi solo sul virus attivo e non su quello latente.

Una manifestazione particolare di HSV-1 è quello che viene chiamato herpes gladiatorum, ovvero la trasmissione diretta del virus per contatto pelle-pelle. Questo tipo di manifestazione venne descritta per la prima volta nel 1960 sul New England Journal of Medicine. Come suggerisce il nome, la trasmissione è particolarmente frequente tra lottatori di wrestling, i rugbisti o chi pratica sport in cui c’è un contatto fisico serrato. Nel 1989 è stato pubblicato uno studio in cui è descritta un’epidemia di herpes gladiatorum in un camp di wrestling di scuole superiori americane in cui 60 su 175 partecipanti mostrarono i sintomi con vescicole sulla testa, braccia e busto.

L’HSV-2, invece, ha una prevalenza dell’11% in Europa con circa 31.4 milioni di casi. Attualmente numerose case farmaceutiche stanno cercando di sviluppare un vaccino contro questo virus, per prevenire la trasmissione sessuale. Infatti, oltre alla dolorosità delle vescicole nell’area genitale maschile e femminile, le infezioni in gravidanza sono molto pericolose per il nascituro. Se il bambino contrae l’infezione al momento del parto può verificarsi un’infezione sistemica (diffusa in tutto l’organismo), in quanto il sistema immunitario non è sufficientemente sviluppato per controllare il virus.

Altri virus della famiglia hanno normalmente un’alta prevalenza nella popolazione (circa il 90% della popolazione è positiva a questi virus), ma in individui con sistema immunitario funzionante non sono associati a gravi complicazioni.

Fanno parte dell’herpesviridae:
– il virus della varicella, di cui abbiamo già parlato qui
– il citomegalovirus, che è associato a problemi in gravidanza (è la prima causa di malformazioni congenite) o nei trapianti di organi e midollo osseo
– HHV-6 e HHV-7, che causano la sesta malattia nei bambini e possono essere associati a problemi negli adulti immunocompromessi (ovvero con un sistema immunitario non pienamente funzionante)
– il virus di Epstein Barr, la cui manifestazione più conosciuta è la mononucleosi, ma in alcuni casi di immunocompromissione può causare tumori (linfoma di Burkitt e carcinoma nasofaringeo)

Infine, un caso particolare è il virus del sarcoma di Kaposi, che è poco diffuso in Europa e negli Stati Uniti, ma ha delle regioni ad alta prevalenza in Africa ed è associato alla forma tumorale più frequente nei malati di AIDS, il sarcoma di Kaposi, da cui prende il nome.

Se avete iniziato a leggere questo articolo convinti di non aver mai contratto l’herpes dovete ricredervi. Per esempio chi scrive, pur avendo avuto solamente i sintomi della varicella, ha dentro di sé, addormentati e fedelissimi, almeno cinque membri della famiglia herpesviridae. A dircelo sono le percentuali di prevalenza in Europa dei vari virus che abbiamo citato.

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